Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘lodo alfano’

Il Fronte verde per la sfiducia al governo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

«Se il Fronte Verde fosse in Parlamento il prossimo 14 dicembre voterebbe sicuramente la sfiducia al Governo, e non sarebbe favorevole ad un Berlusconi bis». Dichiara Vincenzo Galizia Presidente nazionale del Fronte Verde Ecologisti Indipendenti. «Voteremmo la sfiducia a questo Governo per questi principali motivi: –  una politica ambientalista totalmente in antitesi alle nostre tematiche ecologiste, basti pensare solo alla pazzesca idea del ritorno al nucleare; –  una politica della Giustizia  basata solo sulle leggi ad personam fatte dal Premier, per salvarlo dai processi (vedi tra gli altri il Lodo Alfano); – una politica sociale inesistente, con una disoccupazione giovanile e non, ormai dilagante ed un tessuto sociale sempre più disgregato; – un immagine dell’Italia sempre più ridicolizzata all’estero dai comportamenti di Berlusconi e dai suoi bunga bunga. Noi siamo per un governo di transizione e di responsabilità nazionale, che modifichi la legge elettorale e che organizzi una nuova agenda politica socio-economica, senza ricorrere ad elezioni anticipate, inutili in questo momento, perché porterebbero con questa legge, solamente nuovo caos istituzionale, dato che porterebbe una situazione di non governabilità al Senato» conclude la nota di Galizia.

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Lodo Alfano e reiterabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

“La non reiterabilità della sospensione dei processi per il presidente del Consiglio sarebbe irragionevole e insensata”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.
“Se la sospensione dei processi – spiega – è giustificata per consentire al Presidente del Consiglio di svolgere le sue funzioni con serenità, non si comprende perché dovrebbe svolgerle senza serenità qualora il popolo lo designasse per un nuovo mandato. L’intenzione di chi ha promosso l’emendamento sulla non reiterabilità sembra più politica che istituzionale riguardando non tanto la funzione ma la persona che in atto la esercita”. (n.r. come dire: un presidente obbligato a riconfermarsi se non vuole finire in galera)

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Lodo Alfano e crisi della giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

“Che sulla giustizia si rischi la crisi in senso assoluto lo dissi già un mese fa”. E’ quanto ha dichiarato il senatore Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, intervenendo a “24 Mattino” su Radio 24. “Oggi però – ha aggiunto Vizzini – ci sono le condizioni, sia sulla riforma che sul lodo, per evitare che ciò avvenga. Bisogna solo evitare ipocrisie e che ci si chiuda a riccio sulle proprie convinzioni”. A chi parla di un Berlusconi sfiancato da questa vicenda, tanto da fargli dire ‘che rinuncerebbe al lodo’, Vizzini ha commentato: “Berlusconi probabilmente è stanco di un fatto: quando si parla degli altri si parla sempre di una funzione, quando si parla della funzione che ricopre lui si parla sempre di Berlusconi come persona. Noi non parliamo di Berlusconi ma della funzione del presidente del Consiglio. Berlusconi è un uomo abituato a operare rapidamente, pensava che questa cosa si potesse fare con tre righe, invece in Italia per scrivere una legge ci vogliono 300 righe”. Poi Vizzini ha replicato a Bersani: “Lui dice ‘lo vogliono assolvere in Parlamento’. Qui siamo di fronte esclusivamente alla sospensione temporanea di un processo per la durata di una carica istituzionale. Si viene processati quando cessa la carica. Certo, se uno avesse incarichi istituzionali a vita non sarebbe processato mai, ma siamo persone ragionevoli, di questo si può parlare”. Vizzini ha così affrontato il nodo politico legato al provvedimento, la questione della reiterabilità: “Partiamo da un dato: il lodo Alfano, quello dichiarato incostituzionale, non prevedeva la reiterabilità. Però c’è un lato particolare in questa vicenda: è una legge che entrerà in vigore dopo che sarà stata approvata quattro volte dai due rami del Parlamento e sarà sottoposta a referendum. Dunque entrerà in vigore presumibilmente nei primi mesi del 2012. Io porrò un problema politico: come collegare questo spezzone di fine legislatura con quella successiva perché la non reiterabilità si può condividere, ma una legge che su questa legislatura avrà una validità di un anno mi pare una ristrettezza oggettiva”. Alle indiscrezioni pubblicate dalla Stampa che prevedono l’entrata in vigore del lodo Alfano dalla prossima legislatura, visto che una copertura giudiziaria per i membri del Governo c’è già attualmente con il legittimo impedimento Vizzini ha replicato: “Il legittimo impedimento scade nella migliore delle ipotesi nell’ottobre 2011 perché prevede che duri non più di 18 mesi. Questa mi pare più una trappola che un rimedio”.

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La legge è uguale per tutti?!

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Bologna 23/10/2010 sit-in contro il lodo Alfano. Malgrado la scissione avvenuta recentemente all’interno del PDL, il Disegno di Legge sulle intercettazioni rimane più che mai d’attualità. Infatti, il governo non lo ha mai ritirato ma solo “congelato”. Inoltre, rimane intatta la volontà di questo governo di andare avanti sul processo breve e di rivedere il famigerato Lodo Alfano. Se l’insieme di questa legislazione dovesse venire approvato, allora verrebbe riconosciuta una ineguaglianza di fatto tra cittadini di serie A e cittadini di serie B e uno dei principi cardine del ns ordinamento giuridico “La legge è uguale per tutti” verrebbe violato in tutta la sua sostanza. Quindi, il sit-in che è stato effettuato  a Bologna si giustifica a maggior ragione. Grazie alle intercettazioni, la magistratura è riuscita a conseguire parecchi successi importanti e decisivi sia nella lotta contro la criminalità organizzata, sia nella lotta contro la corruzione ormai sempre più diffusa nel nostro paese. E’ altresì fondamentale che i giornalisti siano assolutamente tutelati quando diffondono le informazioni ottenute attraverso questo mezzo e che questa operazione sia stata loro naturalmente consentita dalla magistratura. Questo sia per quanto riguarda la libertà di stampa garantita dalla nostra Costituzione, sia perché i cittadini hanno il diritto ad essere informati senza limiti di sorta, se non quelli imposti dalla magistratura per evitare l’inquinamento delle indagini in corso. La portata del sit-in quindi è stata l’espressione di una protesta contro il DDL sulle intercettazioni, ma vorrà porre anche l’attenzione sul fatto che in questo paese, la maggior parte delle testate occulta o rivela solo parte di certe verità e ancor peggio ha un mutismo costante su altre, comportamento molto grave e lesivo del sacrosanto diritto alla informazione che viene quindi nascosta o manipolata (quindi “bendata”) e diffusa per niente o parzialmente (“imbavagliata”).  Hanno partecipato all’evento liberi cittadini senza alcuna connotazione politica dimostrativa. Sono state invitate unicamente testate straniere e media italiani indipendenti, nonché organizzazioni di difesa dei diritti civili e sindacati di base. Sono stati tassativamente esclusi dall’evento partiti e organizzazioni politiche e testate con riferimenti specifici a tali strutture. Durante il sit-in, è stata consegnata alle entità invitate, nonché ai passanti, una dichiarazione condivisa dall’insieme dei partecipanti all’evento.

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Giustizia: Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Il voto favorevole di Fli espresso in commissione all’emendamento Vizzini ha tolto ogni alibi a chi si esercita a disegnare improponibili scenari di governi tecnici o preferisce alimentare ombre e sospetti pur di non affrontare la questione politica e di governo posta dall’iniziativa di Futuro e Libertà: la ridefinizione del contenuto politico e della forma organizzativa del centrodestra e il rilancio del profilo riformista e innovatore del governo”. Commentano così gli esponenti di Fli Moffa, Viespoli, Menia e Ronchi il voto favorevole espresso ieri in commissione Giustizia al Senato sul lodo costituzionale.

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Il sì dell’Udc al legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2010

“Il legittimo impedimento è di fatto uno strumento per riproporre tematiche già contemplate nel Lodo Alfano”. Queste le parole di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito al parere favorevole dell’Udc sul legittimo impedimento solo se il Pdl non inserirà nel provvedimento ulteriori “scudi” in favore di ministri e sottosegretari. “Ci troviamo in presenza – continua Girlando – del tentativo di mettere in atto un Lodo Alfano bis. E’ stato lo stesso Avvocato Carlo Taormina, in una recente intervista, a confermare che è questo il vero obiettivo del governo. L’Italia dei Diritti ribadisce il proprio secco no a leggi ad personam che abbiano la finalità di garantire l’impunità del Presidente del Consiglio. La riforma della Giustizia, cavallo di battaglia di questa maggioranza, sembra essere totalmente volta al raggiungimento di tale obiettivo senza tener conto per nulla dell’interesse della collettività. Mi riferisco – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – al fatto che temi come l’adeguamento e la costruzione di nuove carceri, la mancanza di fondi da investire per i tribunali italiani e per le Forze dell’Ordine sono problemi che non sono in alcun modo presi in considerazione, da quella che viene spacciata per una riforma della giustizia”.

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Lodo Alfano e il clima politico italiano

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

“All’indomani della sentenza della Consulta, l’atmosfera che emerge è quella di una condizione di deterioramento del sistema politico certamente non di quello istituzionale, se non per riflesso del primo. E’ quanto dichiara Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL che aggiunge “è bene mantenere i toni pacati ed evitare di rinvigorire l’attacco di tutti contro tutti, perché bisogna riflettere concretamente sul futuro di questo Paese, come atto di responsabilità verso lo stesso”. “In questa frattura lasciata da un sistema politico debole e litigioso – continua – sono andate lentamente insinuandosi pressioni e istanze di caste esterne, le cui progettualità ed i cui laboriosi piani stanno prendendo forma”. (n.r. bene dice l’on.le Di Biagio ma i toni pacati che invoca devono valere anche per taluni esponenti del suo partito che adottano il metodo della “miglior difesa è l’attacco” e finiscono con l’alzare sempre più il tono della polemica e del coinvolgimento degli stessi garanti istituzionali).

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Lodo Alfano: una sentenza giusta ma non è tutto qui

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Dichiarazione di Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati “Non è che se la Corte Costituzionale fa una sentenza Giusta come quella di oggi – e come altre nel settore dei diritti civili – ciò le consente di ricostruirsi una integrità che non ha. La Corte continua da decenni a giocare la partita della politica in modoche a volte lascia il sospetto di essere volutamente provocatorio, schierandosi con una o l’altra parte. Con sentenze che poco hanno a che fare con le norme e i dettati costituzionali – ha impedito al popolo italiano di votare SI o NO sul Concordato, sui reati d’opinione, sui tribunali militari, sulla smilitarizzazione della Guardia di Finanza (1977); sui reati d’opinione e associazione, sulla caccia, sulla legalizzazione delle non droghe, smilitarizzazione Guardia Finanza, localizzazione centrali nucleari (1980); di nuovo sulla caccia e sul sistema d’elezione del CSM (1986); sulla legge elettorale del Senato e su quella dei Comuni (1990); sulla pubblicità RAI – TV, sulla Tesoreria Unica, sul sostituto d’imposta, sul Servizio Sanitario Nazionale, sulla cassa integrazione straordinaria, si nuovo sulla legge Elettorale Camera e su quella del Senato (1994); ancora sulla Legge elettorale di Camera e Senato, sulla Legalizzazione delle droghe leggere, sul sistema elettorale del CSM, sulla smilitarizzazione della Guardia Finanza, sulla Responsabilità civile dei Magistrati (riproposto dopo il tradimento del referendum Tortora vinto nel 1987), sull’aborto di Stato, sulla limitazione della pubblicità nella RAI – TV, sulla ritenuta d’acconto, sul Servizio Sanitario Nazionale, sulla scuola elementare, sul Pubblico Registro Automobilistico (1995); sul Collocamento al lavoro, sul lavoro a Tempo determinato, sul Part time, sul Lavoro a domicilio, sul Sostituto d’imposta, sulla Smilitarizzazione della guardia di Finanza, sulle Pensioni di anzianità, sul Servizio sanitario nazionale, sul Monopolio Inail, sulla Responsabilità civile dei magistrati, sulla Carcerazione preventiva, sui Termini ordinatori e perentori, sui Patronati sindacali (1999); sulla fecondazione assistita (referendum totalmente abrogativo) (2004). Insomma, la Corte Costituzionale ha impedito all’Italia e agli italiani di percorrere fino in fondo, come stava per accadere, il cammino della sua modernizzazione e del suo allineamento con i Paesi che quel percorso avevano da tempo intrapreso con grandi vantaggi civili, sociali e democratici.

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A proposito del lodo Alfano

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Editoriale fidest. La recente sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano fa una nuova vittima illustre: quella della dissacrazione di un altro organo di garanzia super partes dopo quanto si è detto sul Presidente della Repubblica. Di certo sarebbe stato meno traumatico se la decisione fosse stata di segno opposto e persino più realistica dati i tempi e le circostanze. La colpa di Berlusconi, se vogliamo dirla tutta, è di aver preteso, con una legge, sospendere le varie vertenze giudiziarie che gli sono state ascritte. Non si può e oggi lo dice la Corte costituzionale. Qualcuno si scandalizza. Dobbiamo meravigliarcene? No di certo. In una società dove tutto è messo in discussione siamo giunti al punto da non capire il giusto dall’ingiusto, dal lecito all’illecito. Abbiamo sfornato centinaia di migliaia di leggi eppure abbiamo sempre bisogno di altre per perseguire gli habitué del crimine. Ora, ritornando al caso recente, ci chiediamo perché solleviamo tanto polverone su un fatto che potremmo descrivere in poche parole: un certo presidente del consiglio si sente perseguitato dalla giustizia e teme che essa voglia impedirgli di svolgere il suo mandato, benedetto dalla volontà popolare che è “sovrana” con poteri assoluti, e cerca di tutelarsi in qualche modo. Questa guarentigia, gli dicono, oggi non è percorribile. Bene. Chiuso l’argomento. Deve accettare di essere processato e se, come dichiara, è innocente sarà solo una passeggiata nelle aule di giustizia. Ma qui cade l’asino. E’ proprio vero che la giustizia è imparziale? Secondo questo presidente del consiglio vi sono grossi dubbi in proposito poiché, sempre a suo dire, vi sono dei giudici che gli vogliono male. Ma ci chiediamo non esiste in Italia un ben oliato sistema di gradi di giudizio che possono ribaltare le sentenze del grado inferiore? Il caso più eclatante lo abbiamo avuto con il senatore a vita Giulio Andreotti ritenuto dalla procura di Palermo un amico di mafiosi e da quella di Perugia il mandante del delitto Pecorelli. Altri giudici ci hanno detto, invece, che era puro come un angelo ed è stato assolto, in via definitiva, con formula piena. A questo punto dovremmo solo abituarci ad avere un presidente del consiglio, ad esempio, condannato in primo grado ma a piede libero in attesa del processo di secondo grado. Ma il prestigio della carica dove lo mettiamo? Lasciamo perdere sono cose di altri tempi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

“Non sapevamo che in virtù di una legge elettorale si potesse snaturare la forma di governo del nostro paese, che fino a prova contraria è ancora una Repubblica parlamentare” lo dichiara in una nota l’on. Americo Porfidia che aggiunge “ definire il nostro Presidente del Consiglio un primus super pares come ha fatto l’avvocato Pecorella denota una certa confusione in merito ai principi costituzionali vigenti, per non parlare delle affermazioni decisamente surreali dell’avvocato Ghedini, che con un iperbole degna del miglior trapezista ci dice che la legge è uguale per tutti, ma non sempre lo è la sua applicazione. Ricordiamo – specifica il deputato campano – che l’Italia non è una Repubblica presidenziale, e la richiamata legge elettorale ha lo scopo di veicolare un sistema dei partiti bipolare, eventualmente bipartitico, ma meno che mai istituire un sistema presidenziale, cosa che non potrebbe in quanto legge ordinaria. Il cuore pulsante del nostro sistema costituzionale è e rimane il Parlamento e per modificare tale principio è richiesta una legge costituzionale come disciplinato dall’articolo 138 previsto dai costituenti. La Consulta è quindi chiamata a giudicare della costituzionalità del cosiddetto lodo Alfano e della sua applicabilità ad un premier la cui posizione non è minimamente paragonabile a quello che Sarkozy e Putin ricoprono nei propri paesi, e ci auguriamo che lo faccia nella massima serenità possibile. Invocare la piazza o l’ira dei popoli da parte di uomini del governo – conclude l’on. Porfidia – è scorretto e lesivo della stessa sicurezza nazionale”

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Sentenza consulta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

“Ho appena appreso della sentenza della Consulta, non posso nascondere il mio sconcerto per questo esito, ma ci tengo a sottolineare che questo non si deve e non si può configurare come una bocciatura del Governo, che continua ad avere un sostegno crescente e profondo da parte di tutti gli elettori sia in Italia che all’estero”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, Responsabile italiani nel Mondo del PdL. “E’ sotto gli occhi di tutti il carattere vergognoso ed inammissibile del clima di attacco a cui è stato sottoposto il Premier in questi ultimi mesi – conclude –  che mette in evidenza un palese tentativo di offuscamento da parte di certi poteri forti. Questo è un momento delicato per il Paese ed in questa fase dovrebbero essere messi da parte ogni forma di strumentalizzazione o sciacallaggio poiché la priorità resta quella di rispettare la fiducia data dagli italiani a questo Governo, come atto di responsabilità nei confronti dell’intero Paese”.

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Bocciato il Lodo Alfano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

sede-consultaRibattezzato Lodo Al Nano, non passa l’esame di costituzionalità. Dichiara l’on.le Massimo Donadi: “E’ salvo, invece, e per fortuna, il principio di uguaglianza. Tutti i cittadini sono ancora uguali davanti alla legge, con buona pace di Ghedini, e non ci sono cittadini più uguali degli altri. Una vittoria per l’Italia, per i cittadini onesti ed ora non rimane che fare una cosa: andare al voto.  Mentre Silvio Berlusconi vada a fare quello che toccherebbe a qualunque altro italiano nelle sue condizioni: l’imputato nei tanti processi che lo vedono coinvolto per reati gravissimi”.

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