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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘lodo mondadori’

Ille fuit cui prodest!

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Crac San Raffaele, suicida Mario Cal (Il Messaggero del 18 luglio 2011) Rosario Amico Roxas commenta: “ Quando il circuito di denaro diventa molto importante, ecco che ci scappa il morto; suicida…! Come accaduto per Calvi, per Sindona e tanti altri liquidati in fretta. Certamente doveva sapere che fine hanno fatto i 900 milioni di euro che mancano all’appello (una cifra che deve far riflettere per l’importo, largamente sufficiente –casualmente- a saldare il debito Fininvest per il lodo Mondadori, ma molto vicino alla cifra della prima condanna); essendone a conoscenza avrebbe potuto aiutare gli inquirenti a capire…. ora non aiuterà più nessuno. “Cal non era indagato, viene ribadito sia in procura, sia dal suo legale.” NON indagato ma “a conoscenza dei fatti”. ” Qualcuno avrebbe rimosso la pistola usata da Mario Cal mettendola in un sacchetto.” Mai sentito di un suicida che si premura, dopo essersi sparato, a riporre, ordinatamente, la pistola in una sacchetto. (Da Il giornale, art. della redazione: ” L’arma con cui l’uomo si è ucciso è stata spostata e infilata in un sacchetto da una persona che deve essere ancora identificata, probabilmente una delle prime ad entrare nella stanza. Per questo il pm di turno Maurizio Ascione ha disposto degli accertamenti per arrivare ad identificare chi, probabilmente in buonafede, ha spostato l’arma senza rendersi conto di aver inquinato la scena del suicidio”. …probabilmente in buonafede… excusatio non petita….. Davanti ad un morto suicida chi avrebbe avuto l’insensata reazione di inquinare il luogo del delitto? Ille fuit cui prodest ! (Rosario Amico Roxas)

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Lodo Mondadori: il corruttore e la vittima

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

In una causa di risarcimento di danni ci sono due personaggi-chiave: chi ha provocato il danno del quale si chiede il risarcimento e chi tale danno ha subito. Il garantismo d’occasione inalberato dal PDL riguarda solo il danneggiatore che dovrebbe essere garantito, tutelato, aiutato, sostenuto, mentre nessuno sguardo pietoso si leva verso il danneggiato, colpevole di avere subito un danno da un danneggiatore diventato presidente del consiglio. Nella causa penale che riguardava la corruzione alla base della gigantesca truffa, vennero condannati gli esecutori materiali della corruzione, mentre il mandante riusciva ad evadere dal tribunale ottenendo lo stralcio della sua posizione in quanto nelle more assurto a presidente del consiglio. Grazie a tale stralcio cotanto presidente del consiglio riuscì ad agguantare la tanto ricercata prescrizione, che non lo salva però dai rigori della sentenza in sede civile. Anche l’avv. Mills, in altro processo che riguarda sempre il PdC, ottenne la prescrizione, ma dovette pagare l’ammenda di 250.000 euro in sede civile. La prescrizione non è assoluzione; lo ha affermato l’ex sindaco Moratti quanto cercò di usare il “metodo “Boffo” contro il suo rivale Pisapia; ma gli andò malissimo perchè l’avv. Pisapia rifiutò la prescrizione, cercando l’assoluzione completa, che ottenne, per la quale uscì svergognata la Moratti che perse le elezioni amministrative. Ora il cavaliere esibisce la prescrizione che lo riguarda come pretesa assoluzione, cercando tutte le vie traverse per non rispondere dei suoi reati. La politica internazionale ha recepito la condanna comminata a Fininvest come un reato perseguito e giustamente punito, restituendo credibilità alle Istituzioni italiane tanto turlupinate proprio da colui che avrebbe dovuto sostenerne la legittimità. Il possesso del potere di legiferare ha creato al cavaliere l’illusione di potere tutto e di esercitare di fatto il diritto di vita o di morte anche del principio portante della nostra Costituzione, che esige l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, purchè il tutto torni a vantaggio dei suoi personali interessi. I vassalli, i valvassori e i valvassini, tutti scherani del loro Anfitrione, utilizzano tutti i sistemi possibili per tirar fuori dalla brace il loro padrone, perché sanno benissimo che la fine politica di Berlusconi coinciderebbe con la loro fine traumatica tanto come politici che come improvvisati imprenditori del nulla. (Rosario Amico Roxas)

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Dacci oggi il nostro “lodo Mondadori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

E’ probabile che la vicenda Fininvest/De Benedetti finisca con la sospensione degli effetti della sentenza d’appello in attesa del ricorso e del pronunciamento della Cassazione. Quindi i quasi 600 milioni di euro che la famiglia Berlusconi dovrebbe versare, forse saranno dovuti ma solo quando saranno esauriti i tre gradi che garantiscono l’applicazione della giustizia. Stendendo un velo pietoso sui metodi che la maggioranza parlamentare ha cercato di utilizzare per evitare l’esborso in fase di attesa di giudizio, il problema in se’ esiste e non e’ di secondo piano. E forse questa e’ l’occasione per affrontarlo facendo si’ che diventi una norma di civilta’ giuridica: il soccombente dovrebbe essere tale, anche economicamente, solo quando sono stati esperiti tutti i gradi di giudizio. Pensiamo ai numerosi contenziosi tributari, di 200 come di 200.000 euro, in cui non viene concessa la sospensiva dei pagamenti e, pur in attesa di sentenza, la parte ricorrente e’ costretta a pagare e, in caso di accoglimento, successivamente rivalersi, con ulteriori aggravi di spese, per riottenere il dovuto. Pensiamo anche ai ‘banali’ ricorsi ai giudici di pace per una infrazione al codice della strada, la cui multa base e’ di 39,00 euro e a cui il cittadino ricorre senza l’ausilio di un legale. Oggi l’iter prevede:
pagamento del contributo unificato di 37,00 euro (per ricorsi sotto i 1.100 euro, la maggior parte);
convocazione di una prima udienza in cui il giudice valuta se sospendere gli effetti della sanzione: non pagata dopo 60 giorni dalla notifica, l’importo raddoppia. Il giudice nella maggior parte dei casi mantiene l’importo originario perche’ valuta che, se la multa fosse stata pagata perche’ non raddoppiasse, il ricorso non sarebbe stato possibile… e quindi comprende le ragioni del ricorrente. La presenza del ricorrente è obbligatoria.
convocazione di una seconda (talvolta anche una terza) udienza per il merito del ricorso, dove il giudice decide. La presenza del ricorrente è obbligatoria.
Da notare che il giudice ha sempre potere di dimezzare o raddoppiare l’importo della multa. Quindi a che serve la prima udienza sulla sospensiva se non a scoraggiare il ricorso, cosi’ come il pagamento del contributo unificato che spesso e’ simile all’importo per cui si fa ricorso. Qui stiamo parlando di decine e centinaia di euro, non di 600 milioni e le cose sono un po’ diverse, ma che differenza fa quando la sostanza è questa: perchè pagare quando si e’ ancora innocenti?
Di fatto, la scure del pagamento, e dei costi della giustizia, viene utilizzata per allontanare i cittadini dal farsi rivalere quando credono di aver subito un torto, nonchè a metterlo in posizione di debolezza nei confronti dell’altra parte. Ogni cittadino ha un suo “lodo Mondadori” quotidiano, non solo il capo del nostro Governo. Perche’ non affrontare la questione complessivamente e, invece, accorgersene solo solo quando c’è l’eccellente emergenza del momento, emergenza che se il capo del Governo ha probabilmente strumenti per rimediarvi, per il ‘banale’ cittadino vale il contrario. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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