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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘logistica’

La logistica del futuro è tra digitale e green

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Digitale e green: un binomio necessario e non più scindibile quando si parla di logistica. Perché «se l’innovazione 4.0 è un ormai un must davanti al quale non c’è scelta, il tema ecologico va di pari passo: non è più rinviabile e richiede un impegno concreto da parte di tutti». Carlo Caserini, presidente di KFI, azienda di Binasco (MI) da 30 anni leader nell’implementazione di soluzioni integrate per la tracciabilità e la gestione di tutte le fasi della supply chain, ha una visione chiara di quello che sarà il futuro in uno dei settori di maggiore sviluppo. «La logistica, che per anni è stata trascurata, riveste oggi un ruolo trainante nel panorama economico», prosegue. «I processi sono più attenti e accurati e possono permettere di raggiungere delle economie anche importanti se gestiti correttamente, facendo diventare questo comparto fondamentale per essere competitivi sui mercati internazionali. È un settore strategico per la sostenibilità del business; un settore con una grande evoluzione tecnologica che permette riduzione degli errori, inventari automatici e sicurezza del dato». Ma il digitale traccia anche la strada del lavoro. «Non è vero che la digitalizzazione penalizza il lavoro: lo rende più pregiato, attiva nuova professionalità, quelle stesse che noi fatichiamo a trovare sul mercato. In un settore così dinamico e in veloce evoluzione come quello della logistica, se realmente si vuole parlare di ripartenza, deve essere azzerato il gap tra formazione e lavoro. Perché le nuove tecnologie e l’aspetto green richiedono professionalità e competenze che non possono essere messe in capo esclusivamente all’azienda. Se dobbiamo ripartire tutti, tutti dobbiamo fare la nostra parte».

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“Trasporti, logistica, sostenibilità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Sono tre parole chiave nell’Italia di domani, quella che stiamo ridisegnando anche grazie alle risorse del Next Generation EU ed al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quello della logistica è un “cluster” fondamentale per l’economia italiana, la spina dorsale per il nostro Paese a livello mondiale, considerato il forte impatto che ha anche sulle esportazioni. È giusto dare voce alle istanze di questo settore e con loro guardare, assieme, alle tante opportunità che deriveranno proprio dall’attuazione del PNRR. Oggi ne ho parlato a Sorrento, intervenendo all’interessante evento organizzato da ALIS Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, che ringrazio per l’invito assieme al suo presidente Guido Grimaldi. Il lavoro che stanno facendo rappresenta un grande esempio per il Paese, per costruire una strategia che sappia identificare quelle “costellazioni” economiche in cui siamo top player nel mondo. Mi auguro che a valle di questa manifestazione, com’è già accaduto in passato, ci siano anche input normativi immediatamente utilizzabili dalla politica. Per ripartire velocemente, come Sistema Paese, dobbiamo fare, sempre di più, gioco di squadra. >> Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Logistica: Mura (Pd), settore strategico ma trascurato dalla politica

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“La logistica è un settore trascurato dal dibattito pubblico ma che si è rivelato strategico nel periodo della pandemia: è una leva strategica che tiene su il Paese con cui la politica si è confrontata poco”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura, parlando oggi a Radio Immagina.“La logistica ha assunto una tale importanza anche rispetto alla produzione – ha detto Mura – che ha fatto aumentare gli investimenti in innovazione, e noi dovremmo utilizzare l’innovazione non solo per efficientare i processi produttivi ma anche come strumento di controllo delle modalità di lavoro, per monitorare gli orari, integrare i turni, in sostanza cambiare la qualità e le condizioni del lavoro”. Riguardo gli appalti, Mura ha ricordato che “con il dl Semplificazioni abbiamo stabilito che i lavoratori del subappalto abbiamo uguali diritti e retribuzioni di quelli dell’appalto. Sono convinta che la politica si deve misurare sul tema dell’estensione delle regole per i subappalti pubblici anche a quelli privati. E’ uno dei temi che potrebbe cambiare le condizioni di lavoro anche nel settore della logistica”. “Il Paese ha bisogno di costruire prospettive – ha aggiunto la parlamentare – ci sono competenze ma bisogna riappropriarsi delle politiche industriali e insieme di quelle del lavoro. E per questo serve una presenza maggiore e più convinta del ministero del Sviluppo economico”.

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L’identikit di chi cerca lavoro nel settore della logistica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

La logistica è stato uno dei settori più impegnati durante la pandemia da Covid, assicurando agli italiani 24h su 24 i beni primari sugli scaffali dei supermercati e raggiungendo ogni cittadino con le merci acquistate tramite l’e-commerce. Il settore è diventato particolarmente ambito tra chi cerca lavoro, tanto che assistiamo oggi ad un fenomeno di mismatch tra domanda e offerta. Ma chi sta cercando oggi un impiego nella logistica in Italia? Secondo un’analisi di Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia per il lavoro digitale, gli italiani che cercano una posizione in questa industria sono prevalentemente uomini (80% del campione), giovani (il 57,7% appartiene alla Gen Z o ai Millennials), colti (il 64% ha un diploma di maturità o un titolo superiore) ed estremamente flessibili e disponibili (il 52% si è detto disponibile al lavoro notturno e 71% a un contratto part time). Analizzando domanda e offerta di lavoro sul territorio nazionale, l’indagine di Jobtech –condotta su un campione di oltre 4000 persone attive sul portale magazzinieri.it e sul volume degli annunci di posizioni aperte nel settore logistica negli ultimi 6 mesi – evidenzia come l’offerta di lavoratori nell’industria della logistica si concentri principalmente in tre regioni: Lombardia (38%), Campania e Lazio che insieme raccolgono più del 60% degli italiani alla ricerca di una posizione. Portando il focus sulle città, preoccupa un grosso gap in negativo tra numero di persone che cercano rispetto alla domanda di lavoro a Napoli, Roma e Genova. Al contrario, Reggio Emilia e Padova sono le città dove potrebbe essere più facile trovare un impiego nella logistica in quanto risultano essere rispettivamente la seconda e terza città per numero di posizioni aperte a dispetto di un’offerta molto contenuta. Milano invece si afferma come la città con la più alta concentrazione sia domanda che di offerta di lavoro. Analizzando gli aspetti demografici, formativi e comportamentali di oltre 4000 italiani alla ricerca di un impiego nel settore logistica, Jobtech traccia un identikit per sesso, età, istruzione e disponibilità. Rispetto al totale, l’80% di chi cerca lavoro in questo ambito è di sesso maschile mentre le donne rappresentano solo il 20%. Altro elemento significativo è l’età: il 57,7% di chi si offre appartiene alla Gen Z o ai Millennials, che si rivelano capaci di individuare nella logistica un settore in crescita e in fase di cambiamento. A conferma di un ramo in fase di innovazione e cambiamento, secondo un report di BCI, nel mondo più della metà (55,6%) delle organizzazioni operanti nella logistica sta usando la tecnologia per ottimizzare il lavoro nella supply chain. Dato che trova conforto in un elevato livello formativo degli italiani che cercano una posizione: il 64% del campione ha conseguito un diploma di maturità o una qualifica superiore, di questi il 6,7% è in possesso di titoli di studio universitari (dalla laurea triennale al dottorato di ricerca). Inoltre, il 51% dichiara di parlare una terza lingua, che di solito è (nell’ordine) il francese, lo spagnolo o l’arabo, mentre solo il 5,3% afferma di non conoscere una seconda lingua, che nel 91% dei casi è l’inglese. A completare l’identikit è il livello di disponibilità e flessibilità dei lavoratori: il 94% del campione si è detto disponibile a lavorare nel weekend, il 71% accetterebbe un contratto di lavoro part time e, dato che evidenzia con chiarezza il bisogno degli italiani di trovare un impiego, il 52% dei lavoratori che si è reso disponibile a lavoro notturno.

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Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

10 marzo ore 11.00 – 12.30 e organizzato da World Capital e Assologistica Cultura e Formazione (ramo formativo di Assologistica), in collaborazione con la LIUC Business School webinar dal titolo “Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia: mercato e tendenze raccontati dai player del settore”. L’evento, che si svolge in streaming online, conta su un autorevole panel di esperti formato da Michele Palumbo, Supply Chain Consultant, Mila De Iure, Direttore Generale di Assoram, Sandro Innocenti, Senior Vice President, Country Manager Italy di Prologis, Fabrizio Dallari, Direttore dell’Osservatorio sull’immobiliare logistico, LIUC Business School, Paola Vercesi, CEO di Autotrasporti Vercesi e Roberto Martinelli, Head of Logistic & Industrial department di World Capital. L’introduzione dei lavori è affidata a Renzo Sartori, Vice-Presidente di Assologistica, mentre la loro moderazione è a cura di Andrea Faini, CEO di World Capital. I diversi player del settore faranno il punto della situazione post covid-19, analizzando gli effetti della crisi pandemica sulla logistica del pharma e valutando come si sta muovendo la supply chain in questo specifico segmento, che sta esprimendo sempre più una forte necessità di partner e immobili di qualità, al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze della filiera. Verranno anche presentanti i dati e i trend di mercato emersi dal nuovo numero del Borsino Immobiliare della Logistica, redatto da World Capital in collaborazione con Nomisma. “La pandemia ha messo in luce il grande valore che la logistica genera per il nostro Paese e ha introdotto nuove sfide – dichiara Andrea Faini, CEO di World Capital – Tra queste il settore Pharma dovrà affrontare la volatilità delle situazioni e l’evoluzione degli scenari a cui stiamo assistendo, anche a fronte dell’introduzione della prassi vaccinale. Per quanto riguarda l’immobiliare logistico, tutto questo spingerà i player del settore a orientarsi su immobili sempre più innovativi, resilienti e di qualità, in grado di adattarsi rapidamente al mutare della domanda pur mantenendo le performance di altissimo livello richieste dal settore.” http://www.worldcapital.it

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Nel 2020 cala il fatturato della logistica conto terzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Nel 2020 si attende un calo del 9,3% del mercato della Contract Logistics, a causa della riduzione dell’export e del traffico merci dovute alle restrizioni imposte dall’emergenza Covid, con un fatturato previsto di 77,8 miliardi di euro. La pandemia ha avuto un impatto anche sulle operazioni di fusione e acquisizione nel settore: delle 92 operazioni concluse fra il 2015 e il 2020, che hanno coinvolto fornitori di logistica internazionale (nel 34% dei casi) e nazionale (66%), solo 9 hanno avuto luogo quest’anno, contro le 16 del 2019, ed è calato notevolmente il fatturato delle aziende acquisite, pari a 100 milioni di euro contro i 500 milioni dell’anno precedente. Una forte contrazione che però non è stata omogenea durante l’anno, registrando un crollo dei volumi durante la quarantena per la maggior parte dei settori e dei canali di vendita, eccetto l’e-commerce e i settori Food e Healthcare, e una robusta ripresa a partire da giugno, quando i volumi sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le imprese della logistica hanno reagito positivamente all’emergenza, grazie alla capacità dei manager logistici di riconfigurare velocemente le reti di distribuzione e alla condivisione di asset lungo la filiera. Le criticità emerse, come la sicurezza dei lavoratori, la necessità di rafforzare la distribuzione locale per far fronte al boom dell’e-commerce e di potenziare il trasporto intermodale, sono state trasformate nelle priorità su cui intervenire nel 2021, che vedono ai primi posti la maggior flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza di tutti gli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).Nonostante la pandemia, la spinta all’innovazione nel settore non si è fermata, ma è persino aumentata: sono 501 le startup a livello internazionale che forniscono soluzioni hardware o software per la logistica, nuovi servizi innovativi per quanto riguarda l’area geografica servita, le attività o le tecnologie impiegate, o piattaforme che incrociano domanda e offerta di servizi logistici (+57% rispetto al 2018), per un finanziamento complessivo pari a 9,56 miliardi di dollari (+92%). L’emergenza sanitaria ha interrotto un trend di crescita pluriennale del settore, che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato previsto pari a 86 miliardi di euro, +0,8% in termini reali sul 2018, e a 84,8 miliardi nei dodici mesi precedenti, +1,6% rispetto al 2017. La crescita del 2018 è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 3,6%, mentre la redditività cala dal 3,9% al 3,6%. A incidere è anche la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 49,3 miliardi di euro (+2,8%)[1] e rappresenta il 42,4% delle attività logistiche in Italia, complessivamente pari a 116,4 miliardi. La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+26,2% dal 2009 contro il +16,6% del mercato della Contract Logistics), toccando quota 10,3 miliardi di euro. Nel 2018 sono 89mila le aziende che operano nella logistica conto terzi, in calo dell’8,2%; la maggior parte sono autotrasportatori (68mila, -8,8%), poi gestori di magazzino (4.400), spedizionieri (2.200, -2,5%) e operatori logistici (900, -9,2%); crescono solo i corrieri (+4,4%).Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata oggi durante il convegno online “Contract Logistics: dall’emergenza le basi per un nuovo futuro” e che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 manager della logistica.

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I trend che stanno plasmando il futuro della logistica

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Nella quinta edizione del Logistics Trend Radar, DHL ha nuovamente individuato, i 29 principali trend che avranno un impatto sul settore della logistica nei prossimi anni. Il Rapporto è il risultato di un’analisi approfondita dei macro e micro trend, nonché dei contributi di una vasta rete di partner tra cui istituti di ricerca, aziende tecnologiche, startup innovative e clienti. “Per noi Specialisti della logistica, è importante prevedere le sfide future e immaginare le possibili soluzioni in modo da poter consigliare al meglio i nostri clienti. I mega trend che ci vedranno coinvolti sono noti: nuove tecnologie, commercio elettronico e sostenibilità sono in continua crescita”, afferma Katja Busch, Chief Commercial Officer, DHL. “Ma alcune aree si evolveranno più velocemente di altre, quindi è necessario comprendere i trend più importanti e il loro impatto sulla logistica, non da ultimo quello del di COVID-19 sul commercio globale e sul futuro dell’intera forza lavoro. In qualità di leader mondiale nella logistica, abbiamo le conoscenze e le competenze per analizzare la situazione “. Negli ultimi due anni, in occasione della visita ai DHL Innovations Center, oltre 20.000 professionisti della logistica ed esperti di tecnologia hanno condiviso la loro visione sul futuro del settore. Il risultato dell’indagine è stato raccolto e consolidato nel Logistics Trend Radar che funge da strumento di previsione dinamico e strategico e traccia l’evoluzione dei trend individuati nelle passate edizioni, identificando i trend presenti e futuri ad ogni aggiornamento.

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Come sarà l’industria logistica post Covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

DHL e Richard Wilding, Professore di Supply Chain strategy all’Università di Cranfield nel Regno Unito, hanno condotto uno studio sui possibili cambiamenti che coinvolgeranno le supply chain globali a seguito della pandemia. DHL Global Forwarding presenta il rapporto che analizza l’impatto dell’emergenza coronavirus sull’industria logistica, mettendo in luce possibili strategie e azioni per improntare le catene logistiche del futuro e portarle a una ‘nuova normalità’. “Noi per primi abbiamo imparato molto da questo momento di emergenza: per far fronte alla situazione, ci siamo attivati fin da subito e abbiamo organizzato diversi voli charter settimanali intercontinentali in particolare per USA e Cina, tutt’ora attivi e regolari, e abbiamo istituito un servizio air-sea per Australia e Nuova Zelanda. È ora importante, soprattutto in considerazione degli accordi intercorsi con l’Europa, che ci sia a livello nazionale una chiara e precisa strategia: siamo convinti che in futuro il modo di fare logistica cambierà radicalmente e in cima alle priorità nei prossimi mesi ci deve essere un piano strutturato, a partire da indicazioni sull’export delle merci dall’Italia, alla riorganizzazione dei magazzini, all’efficientamento dei viaggi, sfruttando anche voli cargo nazionali”, commenta Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding Italy
Guardando al futuro, è ormai chiaro che le industrie e le supply chain che ne regolano i flussi non saranno più le stesse nel post-coronavirus. Ora si riescono a vedere solo i confini di questa nuova normalità che si sta delineando, ma le industrie non entreranno immediatamente e a pieno regime in una fase post-Covid19, né torneranno a operare come prima. Mentre gli scienziati continuano a cercare un vaccino, le aziende stanno ancora cercando di gestire la crisi, e qualsiasi ritorno alla normalità rimane – ad oggi – un obiettivo lontano. Adesso, si vive una fase di pre-nuova normalità che sta cercando di colmare il divario tra l’isolamento e la ripresa. Alcuni settori industriali sono stati più colpiti di altri e quindi si riprenderanno più lentamente, ma le varie implicazioni per le imprese e le supply chain possono essere distinte e divise in quattro categorie: i problemi legati alle capacità di ripresa delle aziende, quelli che riguardano la domanda, quelli che coinvolgono i trasporti e i magazzini e, ovviamente, quelli legati ai posti di lavoro.
In questa fase di pre “nuova normalità”, le supply chain saranno via via rimodellate perché siano più resistenti. Per esempio, il solo fatto che sia le sedi di produzione sia i magazzini siano stati ugualmente colpiti dal lockdown e abbiano dovuto uniformarsi alle diverse normative, si tradurrà in un aumento della produzione, dello stoccaggio, del dual sourcing, del re-shoring e del near-shoring. I più importanti attori delle supply chain globali, invece che concentrarsi esclusivamente sui fornitori Tier 1, dovranno esaminare più da vicino anche quelli Tier 2 e Tier 3 per verificare se sono in grado di tenere il passo con il flusso delle merci. Tra gli altri fattori che dovranno essere presi in considerazione, il rapporto mette in luce l’irregolarità della domanda e dei gusti dei consumatori che inevitabilmente si ripercuoteranno sulla necessità di trasporti e reti di magazzino più flessibili. La realtà degli eCommerce, per esempio, sarà sempre più diffusa e le vendite dirette ai consumatori aumenteranno, mentre altri canali di vendita al dettaglio rimarranno fortemente colpiti. Queste sono solo alcune delle possibili sfaccettature che influenzeranno le moderne supply chain. Anche le nuove normative sul distanziamento sociale influenzeranno il flusso di lavoro dei magazzini e degli uffici. Per chi potrà fare smart working saranno necessari sistemi informatici affidabili, in grado di gestire una forza di lavoro maggiore con sistemi di accesso e gestione dei dati appropriati. I processi di magazzino dovranno essere adattati ai nuovi standard: bisognerà rivederne l’intera organizzazione, dai punti di prelievo alle aree di imballaggio, ogni cosa dovrà rispettare le nuove norme. Il passaggio alla nuova normalità perturberà gli equilibri che fino ad oggi hanno tenuto in piedi l’industria logistica, ma fornirà una nuova spinta verso processi sempre più digitalizzati e automatizzati.
Il report DHL in versione integrale è disponibile qui: https://bit.ly/3hMo5H4

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Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2020

Una panoramica sui recenti provvedimenti che hanno modificato e completato il quadro normativo, e uno spaccato sulle problematiche di attuazione della Regione che per prima ha visto approvare il proprio piano. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate. Elementi per una valutazione di impatto economico – sociale”. Al centro della ricognizione il caso della Campania che ha visto la ZES approvata con DPCM dell’11 maggio 2018.Lo studio aggiorna un precedente lavoro che si inquadrava nell’ambito del progetto Attività d’Impresa e, in particolare del Gruppo “Economia del Mare e della Logistica” voluto dal CNDCEC per rafforzare le competenze professionali del Commercialista in questo comparto.I piani di quasi tutte le regioni meridionali sono stati approvati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri mentre alcune agevolazioni sono state estese alle regioni del Centro Nord, alcune delle quali sono in fase di progettazione. Il decreto sulla semplificazione amministrativa è stato emanato: alcune regioni sono in fase attuativa, con tutte le difficoltà relative alle procedure attuative e all’erogazione degli incentivi. Il Piano per il Sud ha riconfermato l’opportunità di insistere su questa strategia di sviluppo e la recente legge di bilancio ha prorogato la scadenza del credito di imposta al 2022. Con la Legge di Bilancio 2020, così come confermato dal Piano Sud 2030, dunque, si è assistito all’estensione del credito di imposta ZES fino al 2022 (per cui sono appostati 100 milioni di Fondo di Sviluppo e Coesione), all’istituzione di un Commissario Straordinario di Governo per ogni ZES, all’istituzione nei porti del Centro-Nord delle Zone Logistiche Speciali «rafforzate», sostanzialmente equiparate alle ZES. Una ritrovata centralità del Mediterraneo nel periodo post-emergenziale Covid-19, inoltre, potrebbe richiedere un grande impulso a ripescare, sistematizzare e rilanciare queste policy che, sino ad ora, sono state interpretate in maniera residuale e frammentata, quando invece avrebbero dovuto essere viste come il traino logistico del Made in Italy nel mondo. Il documento si sviluppa analizzando in primis l’economia del mare. Secondo il rapporto CENSIS, il cluster marittimo presenta valori in crescita dal 2015 al 2017: il contributo al PIL è passato da 32.557 a 34.285 milioni di euro (2% sul totale nazionale), le esportazioni sono passate da 6.724 milioni di euro a 9.292 milioni di euro, le unità di lavoro totali da 500.315 a 528.756 (2,2 % sul totale nazionale). Secondo l’VIII rapporto sull’economia del mare di Unioncamere, le imprese dell’economia del mare sfiorano nel 2018 le 200 mila unità, rappresentando il 3,3% del totale complessivo (con una crescita, rispetto al 2014, del +9,5%). Il valore aggiunto prodotto dalla blue economy è arrivato nel 2018 a 46,7 miliardi di euro, pari al 3,0% del totale economia (nel 2014 era il 2,9%) e l’occupazione è di 885,2 mila unità nell’intero comparto, che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.Lo studio approfondisce successivamente le ZES nel decreto mezzogiorno e nel regolamento attuativo, le zone logistiche semplificate e la legge sulla semplificazione amministrativa con le misure previste. Spazio poi al piano strategico della ZES Campania con una ricognizione sulle aree individuate, misure agevolative e di semplificazione amministrativa, gli interventi infrastrutturali a supporto e governance.A seguire una analisi dello stato di attuazione dove emerge come chiave di volta per tutte le decisioni di investimento pubbliche di un certo rilievo, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della ZES. Ma anche una revisione delle analisi di impatto dei singoli porti oltre che delle misure istituite, alla luce dell’emergenza e degli effetti economico e sociali causati dall’epidemia attuale di Covid-19, non a caso prevista anche dall’art. 6 del regolamento, che tenga conto del cambio di passo nelle politiche di sviluppo del territorio, volte ad esempio, ad incentivare la produzione interna di strumenti medicali utili per combattere il virus – ma soprattutto di quello che potrà accadere rispetto i regimi agevolativi previsti.Il post emergenza Covid-19 potrebbe portare, infatti, ad una crisi del circuito di scambi globale a vantaggio di una rinnovata centralità del Mediterraneo e del Sud Italia. Occorre, a tal proposito, segnalare come recentemente le Regioni del Sud (Regione Molise, Regione Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia) e tutte le Autorità di Sistema Portuale appoggiate da Assoporti, hanno sottoposto un pacchetto di proposte per la semplificazione delle procedure e della normativa riguardante le ZES (Zone Economiche Speciali) e le ZLS (Zone Logistiche Semplificate) al Ministro del Sud e della Coesione Territoriale. Le richieste prevedono una significativa semplificazione riguardante la riduzione dei permessi e delle autorizzazioni necessarie alle imprese che si insedieranno nelle aree ZES e ZLS.
Una panoramica sui recenti provvedimenti che hanno modificato e completato il quadro normativo, e uno spaccato sulle problematiche di attuazione della Regione che per prima ha visto approvare il proprio piano. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate. Elementi per una valutazione di impatto economico – sociale”. Al centro della ricognizione il caso della Campania che ha visto la ZES approvata con DPCM dell’11 maggio 2018.Lo studio aggiorna un precedente lavoro che si inquadrava nell’ambito del progetto Attività d’Impresa e, in particolare del Gruppo “Economia del Mare e della Logistica” voluto dal CNDCEC per rafforzare le competenze professionali del Commercialista in questo comparto.I piani di quasi tutte le regioni meridionali sono stati approvati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri mentre alcune agevolazioni sono state estese alle regioni del Centro Nord, alcune delle quali sono in fase di progettazione. Il decreto sulla semplificazione amministrativa è stato emanato: alcune regioni sono in fase attuativa, con tutte le difficoltà relative alle procedure attuative e all’erogazione degli incentivi. Il Piano per il Sud ha riconfermato l’opportunità di insistere su questa strategia di sviluppo e la recente legge di bilancio ha prorogato la scadenza del credito di imposta al 2022. Con la Legge di Bilancio 2020, così come confermato dal Piano Sud 2030, dunque, si è assistito all’estensione del credito di imposta ZES fino al 2022 (per cui sono appostati 100 milioni di Fondo di Sviluppo e Coesione), all’istituzione di un Commissario Straordinario di Governo per ogni ZES, all’istituzione nei porti del Centro-Nord delle Zone Logistiche Speciali «rafforzate», sostanzialmente equiparate alle ZES. Una ritrovata centralità del Mediterraneo nel periodo post-emergenziale Covid-19, inoltre, potrebbe richiedere un grande impulso a ripescare, sistematizzare e rilanciare queste policy che, sino ad ora, sono state interpretate in maniera residuale e frammentata, quando invece avrebbero dovuto essere viste come il traino logistico del Made in Italy nel mondo. Il documento si sviluppa analizzando in primis l’economia del mare. Secondo il rapporto CENSIS, il cluster marittimo presenta valori in crescita dal 2015 al 2017: il contributo al PIL è passato da 32.557 a 34.285 milioni di euro (2% sul totale nazionale), le esportazioni sono passate da 6.724 milioni di euro a 9.292 milioni di euro, le unità di lavoro totali da 500.315 a 528.756 (2,2 % sul totale nazionale). Secondo l’VIII rapporto sull’economia del mare di Unioncamere, le imprese dell’economia del mare sfiorano nel 2018 le 200 mila unità, rappresentando il 3,3% del totale complessivo (con una crescita, rispetto al 2014, del +9,5%). Il valore aggiunto prodotto dalla blue economy è arrivato nel 2018 a 46,7 miliardi di euro, pari al 3,0% del totale economia (nel 2014 era il 2,9%) e l’occupazione è di 885,2 mila unità nell’intero comparto, che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.Lo studio approfondisce successivamente le ZES nel decreto mezzogiorno e nel regolamento attuativo, le zone logistiche semplificate e la legge sulla semplificazione amministrativa con le misure previste. Spazio poi al piano strategico della ZES Campania con una ricognizione sulle aree individuate, misure agevolative e di semplificazione amministrativa, gli interventi infrastrutturali a supporto e governance.A seguire una analisi dello stato di attuazione dove emerge come chiave di volta per tutte le decisioni di investimento pubbliche di un certo rilievo, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della ZES. Ma anche una revisione delle analisi di impatto dei singoli porti oltre che delle misure istituite, alla luce dell’emergenza e degli effetti economico e sociali causati dall’epidemia attuale di Covid-19, non a caso prevista anche dall’art. 6 del regolamento, che tenga conto del cambio di passo nelle politiche di sviluppo del territorio, volte ad esempio, ad incentivare la produzione interna di strumenti medicali utili per combattere il virus – ma soprattutto di quello che potrà accadere rispetto i regimi agevolativi previsti.Il post emergenza Covid-19 potrebbe portare, infatti, ad una crisi del circuito di scambi globale a vantaggio di una rinnovata centralità del Mediterraneo e del Sud Italia. Occorre, a tal proposito, segnalare come recentemente le Regioni del Sud (Regione Molise, Regione Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia) e tutte le Autorità di Sistema Portuale appoggiate da Assoporti, hanno sottoposto un pacchetto di proposte per la semplificazione delle procedure e della normativa riguardante le ZES (Zone Economiche Speciali) e le ZLS (Zone Logistiche Semplificate) al Ministro del Sud e della Coesione Territoriale. Le richieste prevedono una significativa semplificazione riguardante la riduzione dei permessi e delle autorizzazioni necessarie alle imprese che si insedieranno nelle aree ZES e ZLS.

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Logistica e trasporto

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

La logistica e i trasporti si dimostrano, anche in questa situazione, servizi essenziali. Infatti, come confermato anche l’ultimo decreto (DPCM – 22 marzo 2020), tutte le attività di trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria, dispositivi medico-chirurgici e prodotti agricoli e alimentari rimangono attive e non soggette a fermo.Raben Sittam – leader nel mercato del trasporto groupage internazionale, terra, mare, aereo e parte di Raben Group, uno dei protagonisti europei nel settore dei trasporti e della logistica – ha la propria sede principale a Cornaredo, all’interno della regione Lombardia, la prima regione che ha dovuto fronteggiare le conseguenze del Covid-19.“Abbiamo da subito adottato misure extra per proteggere il nostro personale interno ed i nostri autisti” – ha dichiarato Emily Calcaterra, Human Resources Manager di Raben Sittam. “In questo periodo almeno il 50% di ogni team lavora da casa con una turnistica a rotazione, di fatto un terzo dei nostri dipendenti sta lavorando in smart working. Coloro che non dispongono abitualmente di un laptop hanno potuto portare a casa i computer desktop con VPN installata. Abbiamo implementato un maggior numero di linee per le riunioni in videoconferenza in maniera tale da ridurre al minimo necessario le riunioni interne” – aggiunge Calcaterra.In aggiunta a misure che facilitano il lavoro da casa, Raben Sittam ha adottato misure di protezione e nuove procedure come, ad esempio, l’obbligo della pausa di 30 minuti fra un turno e l’altro in magazzino, al fine di evitare l’assembramento per chi, inevitabilmente, non può assentarsi dal lavoro. A livello pratico, il personale di magazzino addetto al carico e scarico dei mezzi e gli impiegati operativi che scambiano documenti di trasporto con i vari autisti, stanno utilizzando costantemente guanti protettivi tanto da aver posizionato, negli uffici appositi contenitori chiusi per lo smaltimento degli stessi. Non solo, Raben Sittam monterà pannelli di protezione in vetro/plastica nei primi punti di contatto, come ad esempio: cancelli, aree di accoglienza o altri luoghi primari in cui avviene la trasmissione e la ricezione di documenti verso e dagli autisti.Raben Group, di cui fa parte Raben Sittam, opera in 13 Paesi Europei. Questo gli permette, in questa situazione, di poter fotografare al meglio quale sia il reale impatto del Covid-19 su alcune industry.“Nelle ultime settimane abbiamo notato un aumento significativo nel numero di ordini nell’industria alimentare che riguardano i produttori di pasta, riso e prodotti chimici per la casa. In altri settori registriamo invece dei cali nei volumi come, ad esempio, in quello automobilistico” – ha dichiarato Katia Casalinuovo – Customer Service Manager Raben SITTAM Il trasporto aereo, essendo il metodo di spedizione più veloce, è stato il primo a subire le conseguenze economiche dovute al Covid-19.“Febbraio e marzo sono stati, di fatto, mesi piuttosto complicati per il trasporto aereo. Lo scambio di merci con la Cina, ad esempio, era limitato semplicemente alle spedizioni necessarie e agli aiuti umanitari dall’Europa” – Alessandro Tassano – Sea & Air Manager Raben SITTAM.È però importante sottolineare che, Raben Group, garantisce la continuità dei propri servizi ed è sempre a fianco dei propri partner, nonostante l’eccezionale rivisitazione degli accordi di Schengen. Il 23 marzo 2020, la Commissione ha pubblicato nuovi consigli pratici per assicurare il trasporto delle merci in tutta l’UE. Il trasporto merci per via terrestre, marittima e aerea è di fondamentale importanza per il funzionamento del mercato dell’UE e questi orientamenti sono stati definiti proprio per garantire che le catene di approvvigionamento a livello europeo continuino a funzionare regolarmente. Maggiori informazioni: https://www.raben-group.com/https://www.sittam.it

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“Lodevole la costituzione del Think Tank della Logistica”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Se fino a qualche tempo il tema della strategicità e importanza del settore logistico poteva considerarsi tema per addetti ai lavori e tutt’al più tema caro al mondo politico (specialmente nei vari e frequenti passaggi elettorali), ora la questione è chiara davvero a tutti. Senza la logistica e i trasporti il mondo, non solo quello economico-produttivo, rischia il collasso”. Sono queste le parole di Andrea Gentile, al timone di Assologistica, Associazione in prima linea nell’attuale situazione emergenziale, come del resto tutte le altre sigle del settore, la maggior parte delle quali (tra cui anche Assologistica) ha aderito all’appello di Ebilog e Freight Leaders Council di dar vita a un Think Tank, ovvero un team di esperti e imprenditori per affrontare in modo costruttivo le sfide che attendono la logistica del dopo coronavirus.“Quella di Ebilog e Freight Leader Council è un’iniziativa lodevole e alla quale aderiamo, consapevoli che – pur essendo ora impegnati a fronteggiare un’emergenza davvero straordinaria – occorra iniziare a ragionare su come affrontare quella sorta di ‘ricostruzione’ che ci attende una volta chiusasi l’attuale difficilissima situazione. E’ importante muoversi da subito per ragionare sulle azioni che istituzioni, imprese e il sistema Paese nella sua interezza dovranno mettere in campo per non vanificare gli enormi sforzi e i sacrifici che il mondo della logistica e dei trasporti stanno affrontando in questi giorni. E dare un futuro, non solo economico, al nostro Paese”, conclude Gentile.

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Trasporti e logistica, Cerved Rating Agency

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

San Donato Milanese. Cerved Rating Agency ha confermato il rating B2.1 di Tgroup S.p.A, società campana di Nola (NA) che opera nel settore del trasporto merci su gomma (93% dei ricavi 2018) e della logistica integrata (7%), prevalentemente per aziende del settore alimentare del Centro-Sud.Secondo Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, il rischio di credito di Tgroup SpA risulta inferiore alla media. L’esperienza maturata in circa trent’anni d’attività e la crescita per linee esterne, infatti, hanno consentito a Tgroup di affiancare all’attività storica di trasporto merci, i servizi di logistica e movimentazione. La strategia adottata ha favorito l’incremento dei ricavi a 24,2 milioni nel 2018, con un CAGR 2016-2018 pari al 26,5%, e il consolidamento dei profitti al di sopra del 6%. Nell’ultimo biennio, Tgroup ha migliorato la propria capacità di generare flussi di cassa operativi: nel 2018 il Cash Flow Operativo Netto si è attestato a 1,4 milioni di euro, consentendo di coprire circa l’85% delle Capex dell’esercizio. La restante parte è stata supportata da finanziamenti bancari che hanno comportato un aumento della Posizione Finanziaria Netta e il mantenimento di un leverage ratio superiore a 2,0x. https://ratingagency.cerved.com/

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Logistica e mobilità delle merci

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

sorrentoSorrento 20 e il 21 novembre prossimi si svolgerà la quinta edizione del Sorrento Meeting, l’evento internazionale organizzato dall’Obi, l’Osservatorio Banche-Imprese di Economia e Finanza, in collaborazione con Assologistica, Confitarma, Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, Fondazione Mezzogiorno Tirrenico, e con il sostegno del Comune di Sorrento. Il meeting vedrà la partecipazione di rappresentanti a livello internazionale del mondo imprenditoriale, istituzionale, politico ed accademico. Apriranno i lavori l’economista statunitense James Galbraith e l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub. Tra gli altri ospiti del Sorrento Meeting 2015, l’imprenditore Issad Rebrab, patron del primo gruppo privato algerino, Cevital, e proprietario delle acciaierie Lucchini di Piombino, Rashed Al Balooshi, ceo di Abu Dhabi Securities Exchange e Fadi Chamas di Arqaam Capital Investment. Il fitto programma prevede tavole rotonde alla quali prenderanno parte, tra gli altri, Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, interessata dal Masterplan per il Sud, il piano di sviluppo e programmazione lanciato dal Governo Renzi lo scorso agosto, Federico Golla, ad di Siemens Italia e i rappresentanti dei principali porti del Mediterraneo e dell’Italia meridionale – da Tangeri a Malta, dal Pireo a Suez – oltre agli interventi dei vertici di Assaeroporti, Trenitalia, Unioncamere, Svimez e Assoporti. Tema dell’edizione 2015 sarà anche la nuova governance delle Autorità Portuali Italiane e l’offerta logistica del Mediterraneo nel contesto europeo. Durante i lavori sarà presentato, dalla Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, lo studio strategico sullo sviluppo della logistica del Mezzogiorno a cura del Gruppo C-log dell’Università Liuc di Milano.
“L’intento del Sorrento Meeting 2015 – spiega Antonio Corvino, direttore generale dell’Obi – è quello di dare vita ad uno spazio di discussione, coinvolgendo i principali porti europei e mediterranei, compresi quelli italiani e in particolare quelli del Mezzogiorno, oltre che i rappresentanti delle compagnie che gestiscono i grandi flussi da e per l’Estremo Oriente e il Mediterraneo e i maggiori soggetti della logistica”.

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Per il secondo anno consecutivo Stuffer vince il premio per la miglior logistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2015

Stuffer-ShackL’azienda altoatesina Stuffer vince il premio per la “Miglior Logistica 2014” a Formaggi&Consumi Awards, il contest dedicato alle iniziative di marketing e comunicazione realizzate dalle aziende del settore alimentare.Esperienza, precisione e passione: ecco la ricetta del successo dell’azienda Stuffer che anche quest’anno ha conquistato il premio per la “Miglior Logistica”, assegnato a Milano da una giuria composta da 56 importanti buyer del comparto alimentare delle principali insegne della Gdo. Presidente d’eccezione dell’edizione 2015 Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad. Il riconoscimento è stato nuovamente conferito all’azienda di Bolzano per l’efficientissimo servizio di logistica e per la precisione assoluta del processo produttivo, frutto di un team preparato e competente. Dal 1996 l’azienda si è dotata di una ditta di spedizioni e trasporti, la Viterra Transport e Logistic, grazie alla quale ogni giorno dalla sede di Bolzano, partono decine di mezzi per portare in ogni zona d’Italia la qualità e la bontà dei prodotti Stuffer. Da sempre l’azienda si impegna ad affiancare in maniera impeccabile clienti e consumatori finali e offre un servizio logistico affidabile e puntuale che, oltre a contribuire al contenimento dei costi e alla definizione di nuovi prodotti o servizi, monitora il mercato e analizza le abitudini di consumo dei clienti, permettendo di recepirne i nuovi bisogni e cercando di soddisfarli.Punti di eccellenza del sistema di logistica Stuffer sono l’attività di consegna di altissima qualità, i tempi di reazione certi e rapidissimi e l’attenta strategia organizzativa del magazzino che è uno dei più moderni d’Italia, quasi completamente automatizzato e con una capienza di oltre 3.000 posti pallet, posizionato strategicamente vicino all’autostrada del Brennero per gestire e ottimizzare nel migliore dei modi il trasporto di prodotti alimentari freschi.Il successo dell’azienda Stuffer deriva soprattutto dall’esperienza e dalla capacità di offrire prodotti pregiati e dalla ricerca costante della massima soddisfazione di ogni singolo cliente.

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Logistica del merchandising

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 giugno 2014

merchandisingGabbiano S.p.A. propone un portafoglio di servizi completo che integra in un unico ciclo operativo la logistica, i trasporti e il merchandising. L’azienda si avvale di un sistema logistico e distributivo tra i più grandi d’Europa, con uno stabilimento di 20.000 mq ed un magazzino completamente automatizzato. Con una media di 500 ordini spediti giornalmente, Gabbiano S.p.A. consegna direttamente in 10.500 punti vendita di tutt’Italia, nell’arco di 4 giorni massimo. Dalla rilevazione dell’ordine alla consegna, i processi tecnologici sono il cuore del servizio di alto livello qualitativo dell’azienda. Essendo tutte le applicazioni informative di Gabbiano S.p.A. mission-critical, si è sentita la necessità di migliorare le prestazioni per quanto concerneva il back-up ed il ripristino dei dati e di incrementare la semplicità nella configurazione dei Job.Gabbiano ha deciso senza esitazioni di adottare Veeam Backup & Replication, dato che la soluzione è stata presentata come garanzia di ripristino pressoché immediato ed efficiente delle informazioni perse dagli utilizzatori delle applicazioni aziendali. “Non abbiamo avuto bisogno di considerare altre soluzioni, abbiamo svolto delle valutazioni insieme al nostro Partner e la decisione poteva essere solo una. Passare a Veeam.” ha dichiarato Andrea Malavasi, Responsabile IT di Gabbiano spa. Veeam Backup & Replication, frutto di un incessante impegno nell’innovazione finalizzato a rispondere prontamente alle richieste dei clienti, offre molte funzionalità esclusive alle aziende che possono ora contare su una soluzione unificata di backup e replica per proteggere le macchine virtuali da eventuali guasti hardware e software. “Un esempio concreto l’abbiamo vissuto qualche settimana fa” spiega Malavasi “quando, per un errore di codifica, un migliaio di anagrafiche dell’applicativo in dotazione alla forza vendita esterna risultavano vuote. La forza vendita era completamente ferma: non poteva inserire ordini relativi ad alcuni punti vendita, di conseguenza un progetto molto urgente rischiava un grosso rallentamento. Grazie a Veeam e ai job di backup, nel giro di pochi minuti siamo riusciti a eseguire il ripristino dei 1.025 file danneggiati, permettendo alla forza vendita di lavorare e al progetto di non subire ritardi”. In generale, l’IT management di Gabbiano S.p.A. ha percepito nell’immediato che la velocità del ripristino dei file è 100 volte maggiore rispetto al passato, e al contempo ha visto una riduzione del 50% dei tempi di backup. Anche il ripristino completo di una VM si è mostrato di 10 volte più rapido. “Da quando utilizziamo Veeam Backup & Replication abbiamo visto ridursi al minimo le operazioni di manutenzione dei nostri servizi” commenta con soddisfazione Malavasi, che conclude affermando: “Dall’esperienza maturata in questi anni con sistemi di backup e con VMware ad oggi, Veeam Backup & Replication rappresenta la soluzione migliore per il backup in ambiente virtuale. Semplicità, concretezza e performance unite ad un costo proporzionato alle funzionalità già integrate la rendono una soluzione quasi obbligatoria“

 

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La logistica del porto di Trieste

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Maggio 2012

Port of Trieste: the Porto Vecchio, also showi...

Port of Trieste: the Porto Vecchio, also showing Trieste Centrale railway station (Photo credit: Wikipedia)

Un buon risultato per tutto il Friuli Venezia Giulia e per le realtà produttive regionali. Il presidente di Unioncamere Fvg Giovanni Da Pozzo unisce l’apprezzamento del mondo delle imprese per l’approvazione del progetto della piattaforma logistica del porto di Trieste da parte del Cipe. «E’ un riconoscimento importante da parte del Governo – ha detto – e un esito significativo per l’impegno dimostrato anche dal presidente Tondo e dai nostri rappresentanti regionali e in particolare dall’assessore Riccardi, in grado di dare speranza affinché possano concretizzarsi ulteriori passi per lo sviluppo dell’economia dell’intero territorio del Fvg, oggi che è necessario più che mai ragionare come sistema per sostenere le nostre imprese che devono presentarsi, farsi conoscere all’estero e lavorare con l’estero. E ciò significa anche con Paesi lontani, dove il nostro sistema camerale, durante le missioni, ha verificato in varie occasioni che gli operatori economici sono interessati alla nostra logistica portuale e infrastrutturale, per capire come e quanto è possibile comunicare con le imprese del Fvg e contestualmente se e quanto valersi del Fvg, a partire dal porto di Trieste, come porta per raggiungere altri mercati. A livello camerale, per dare il nostro contributo, abbiamo affidato uno studio all’Ocse per individuare i possibili vantaggi dati dallo sviluppo di una portualità e di una logistica integrata, in grado di innescare un circolo virtuoso verso tutte le connessioni produttive del territorio regionale, per porre davvero l’economia del Fvg al centro del futuro – ha concluso –, dal Mediterraneo fino al Nord e all’Est Europa».

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Business Forum Corea

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 luglio 2011

Udine fino al 7 luglio per i settori nautica, logistica, costruzioni (focus su arredo), meccanica e agroalimentare (focus su vitivinicolo) incontri che si terranno fino a giovedì 7 nella sede di Friuli Future Forum, con focus sulla meccanica (martedì 5 luglio), le costruzioni e l’arredo (mercoledì 6 luglio) e l’agroalimentare e vitivinicolo (giovedì 7), dopo l’anticipazione di questa mattina in Cciaa di Trieste sulla nautica e la logistica. Tutti settori primari, ha confermato lo stesso ambasciatore, «in cui intensificare gli scambi, che hanno avuto un’accelerazione negli ultimi due anni – ha precisato – e che sono senz’altro facilitati dall’ottima reputazione dell’Italia e del made in Italy, in costante ascesa in Corea del Sud». Un Paese con un Pil cresciuto del 6,2% nel 2010 e già del 4,5% in questa porzione di 2011. Un Paese che ha ripreso a investire e che, proprio da luglio, sta vivendo l’entrata in vigore dell’Accordo provvisorio sul libero scambio con Unione Europea, che porterà entro cinque anni all’abolizione dei dazi sul 97% dei prodotti scambiati. E’ la Repubblica di Corea, la nuova meta che la Camera di Commercio di Udine ha aggiunto, da quest’anno, all’offerta d’internazionalizzazione per le sue Pmi, attraverso un progetto triennale portato avanti assieme al sistema camerale del Fvg e cofinanziato dalla legge regionale 1/2005. Tra le occasioni di vantaggio, l’ambasciatore ha ricordato, oltre all’Accordo di libero scambio, «anche la missione di sistema Italia-Corea e l’Esposizione internazionale che si terrà a Yeosu nel 2012 e che vede la rappresentanza italiana tra le posizioni migliori: ecco il terreno favorevole in cui s’innesterà la vostra missione in ottobre», ha detto. Il contesto è rafforzato dai dati di interscambio, che vedono la provincia di Udine, in particolare, riprendere sul fronte dell’export, che tra 2009 e 2010 ha segnato un +11%. Tra i prodotti più esportati risultano i macchinari per impiego generale (25% dell’export), seguiti dai mobili e dai complementi dell’arredo (19,5%) e macchine per impieghi speciali (17%). L’export di prodotti alimentari si attesta attorno al 3%, ma le possibilità di crescita paiono sensibili, anche considerando un progressivo mutamento dei gusti dei coreani, che sempre più dimostrano di apprezzare la cucina italiana, ma anche di voler abbinare i vini italiani alla cucina locale.

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Il Gruppo Frescobaldi sceglie Geodis Züst Ambrosetti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2011

Calenzano (Fi), Nuovo contratto della durata di 3 anni per Geodis Züst Ambrosetti, la società del Gruppo Geodis operativa nel settore trasporto su strada che conta in Italia 60 punti operativi, circa 350 collaboratori diretti e che ha chiuso il 2010 con fatturato pari a 123 milioni di euro. Dal mese di giugno, infatti, il Gruppo Frescobaldi – prestigioso produttore toscano di vino di proprietà dell’omonima famiglia fiorentina – ha affidato a Geodis Züst Ambrosetti l’incarico per la gestione di tutte le attività di logistica integrata presso la filiale di Calenzano, in provincia di Firenze. Questo nuovo contratto permette al Gruppo Geodis di accrescere e consolidare la propria presenza sul territorio toscano, dove da qualche mese è operativa con un nuovo impianto a Barberino di Mugello. Secondo i primi dati raccolti da Geodis Züst Ambrosetti, dopo le prime settimane di collaborazione con il Gruppo Frescobaldi, la movimentazione giornaliera è stata quantificata in circa 80/90 quintali di prodotto, pari a circa 80 ordini evasi in totale. L’inaugurazione ufficiale della cella coibentata, con taglio del nastro, si è svolta proprio ieri, lunedì 27 giugno, alla presenza dei top manager di entrambe le società. (ad frescobaldi)
Profilo Marchesi De’ Frescobaldi – Una famiglia fiorentina dedita da trenta generazioni alla produzione di grandi vini toscani, 5000 ettari di proprietà, oltre 1000 di vigneti, nove tenute in Toscana e una distribuzione di qualità in oltre 65 paesi del mondo. Uno stile Frescobaldi, che coniuga da sempre tradizione e innovazione. Con l’obiettivo di essere il più prestigioso produttore toscano di vino, Frescobaldi crede nel rispetto del territorio, punta sull’eccellenza delle proprie uve, investe in comunicazione e nella professionalità delle risorse umane. http://www.frescobaldi.it
Geodis, società del Gruppo SNCF, si posiziona tra i primi quattro Global Logistics Services Provider in Europa. La capacità del Gruppo di coordinare tutti i passaggi della catena logistica (air e sea freight forwarding, groupage, express, logistica contrattuale, trasporti part e full truck loads, reverse logistics, supply chain optimization) permette di supportare i suoi clienti negli sviluppi strategici, geografici e tecnologici, fornendo loro soluzioni su misura per ottimizzare i flussi di merci e di informazioni. Grazie ad un network di 120 Paesi, i 30,000 collaboratori Geodis offrono un’esperienza multiculturale, prossimità al cliente ed un’elevata flessibilità. Il Gruppo Geodis ha fatturato nel 2010 6,5 Miliardi di Euro. http://www.geodis.com

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Anziani e giovani un mix di solidarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Le numerose lettere che mi pervengono aprono uno scenario che potevo immaginare ma non misurarlo nella sua concretezza. Mi riferisco a quanto pensionati e giovani mi informano circa la gara di solidarietà che si sta instaurando tra giovani e anziani. Sono per lo più nonni e anche padri e madri “anziani” a fronte della disoccupazione o anche del precariato delle giovani generazioni. Pur disponendo di modeste rendite gli anziani non lesinano il loro contributo economico e di assistenza “logistica” ai giovani della propria famiglia che non riescono a trovare un lavoro o stentano nella loro precarietà. E’ un aspetto che da una parte aggrava la povertà della famiglia e, dall’altra, si avverte la necessità di sostenere questo sforzo anche dalle istituzioni. Basterebbe, infatti, riconoscere agli anziani, che prendono in carico uno o più giovani, la possibilità di ridurre del 50% il loro gravame fiscale (irpef per intenderci). Ma se aspettiamo che lo facciano di loro sponte i politici possiamo fare notte. Sarebbe necessario che ciascuno di noi si facesse parte diligente per contattare i parlamentari o anche i politici locali dei rispettivi collegi per sollecitarli ad esercitare un’adeguata pressione affinchè il legislatore prendesse in considerazione questa proposta. Dobbiamo per tali iniziative, e altre che stiamo mettendo in cantiere, partire dalla base trasformandola in uno strumento di pressione collettivo. Se, nel caso specifico, si obietterà che manca la copertura basti dire che si può ricavarla dal 50% del recupero delle evasioni fiscali e dalle minori spese per acquisto di armi. In più vi sarebbe d’aggiungere che cifre ben maggiori le potremmo ricavare se rendessimo più “virtuosa” la spesa pubblica depurandola dai suoi sprechi e dal ricupero di risorse inattive o male utilizzate. Qui parliamo di una cifra non inferiore ai 40 miliardi di euro e che potrebbe essere impiegata in iniziative ben più corpose di una semplice riduzione del 50% dell’Irpef dei pensionati con un reddito inferiore a 25mila euro. Il nostro invito è di trasformarci in protagonisti del nostro futuro attraverso un impegno sociale concreto e fattibile per sollevare il disagio di tanti e per favorire la solidarietà tra generazioni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Uso dei social network per trasporto e logistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

I risultati hanno illustrato che circa l’85% dei professionisti del trasporto e della logistica sono utenti regolari di social network. Preferiscono far parte al massimo di due o tre comunità, perché ritengono che gestire i network richieda molto tempo. In media controllano i loro account tre volte alla settimana e generalmente consultano un network specifico per le attività private e un altro a fini professionali. La frequenza nell’uso è proporzionale all’età: coloro che li utilizzano maggiormente appartengono alla fascia dai 21 ai 30 anni; la frequenza dell’attività online diminuisce con l’innalzamento dell’età degli intervistati. Linkedln è il network scelto a scopo professionale mentre Facebook è la community preferita per la sfera privata.  Le principali motivazioni per le quali i professionisti del trasporto usano i social media sono da ricercare nella sfera professionale, con focus sulle novità e sugli eventi, in cima alla lista (50,2% degli intervistati). Altre ragioni includono la ricerca d’informazioni (46,4%) e l’entrare in contatto con partner commerciali (44,1%), potenziali clienti (21&) e datori di lavoro (19,4%) .www.trans portplaza.eu.
Il sondaggio di TransportPlaza mostra chiaramente che la penetrazione dei Social Media nel settore è pari all’85%. C’è evidentemente spazio nel mercato per sviluppare una soluzione che si adatti a tutti i professionisti coinvolto specificatamente nel settore del trasporto e della logistica – un network che offra loro tutto il supporto professionale di cui hanno bisogno dando allo stesso tempo l’opportunità di interagire con partner commerciali, potenziali datori di lavoro e conoscenti.
“TransportPlaza è stata avviata da Teleroute, Randstad e UTA per rispondere all’evidente bisogno di una comunità di nicchia per l’industria dei trasporti. All’inizio è stata impostata come una fonte d’informazioni tecniche o dedicate ai media, che offrisse agli attori del mercato anche l’opportunità di interagire tra loro e discutere su temi relativi al settore del trasporto” ha dichiarato Ingrid Willems, uno dei fondatori di TransportPlaza. “L’esito di questo sondaggio sottolinea chiaramente l’esigenza di un forum specializzato e ciò ci incoraggia a investire ulteriormente nel miglioramento dell’accesso a un’informazione esclusiva e nell’ottimizzazione ed estensione degli strumenti di rete. Ciò aiuterà TransportPlaza a svilupparsi fino ad diventare una comunità veramente interattiva che offra un valore aggiunto unico ai professionisti del trasporto e della logistica”
TransportPlaza è  la prima comunità on-line che connette persone, idee e informazioni nel settore dei trasporti e della logistica. E’ un’iniziativa che offre ai professionisti dei trasporti l’opportunità di espandere la propria rete di business, mantenere contatti lavorativi, trovare utili informazioni e analisi sui trend industriali, apprendere e partecipare a discussioni sul business dei trasporti. TransportPlaza è un forum di discussione aperto alimentato da società leader e innovative del settore dei trasporti della logistica. TransportPlaza è un’iniziativa congiunta di Teleroute, Randstad e UTA, offrendo un pensiero leadership nel campo industriale, e posizionando in una luce positiva tutti gli stakeholders  del settore. (teleroute, trucks)

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