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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘logistica’

Il futuro della logistica sostenibile a Green Logistics Expo

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

Padova dal 5 al 7 ottobre 2022 polo fieristico. Le ingenti risorse che il PNRR destina a logistica e infrastrutture nel nostro Paese sancisce l’importanza di un settore che conta circa 1 milione di lavoratori e un indice della produzione che, nel 2021, ha segnato +11,8% (dati Confetra). Occasione per discutere della direzione da intraprendere nei prossimi anni, per operatori del settore, istituzioni e associazioni di categoria, sarà la seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile. Il più importante appuntamento fieristico B2B italiano e internazionale, dedicato alla logistica a 360 gradi, organizzato da Senaf. La manifestazione, che ad oggi coinvolge più di 170 espositori, tra i maggiori player del settore, come Interporto di Padova, MSC, Fercam, Mercitalia, G.T.S., si svilupperà in incontri e convegni sul futuro della logistica in Italia e in Europa, attraverso approfondimenti specifici delle diverse anime che compongono la filiera: Intermodalità, Intralogistica, City Logistics ed E-commerce. Green Logistics Expo sarà inaugurata dal Ministro delle Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile, Enrico Giovannini, il 5 ottobre durante il convegno “Investimenti, Infrastrutture, Riforme. La logistica per trasformare l’Italia” a cui, tra gli altri, prenderanno parte Umberto Ruggerone, Presidente Assologistica, Thomas Baumgartner, Presidente Anita e Carlo De Ruvo Presidente Confetra, durante il quale sarà previsto un collegamento video con Interporto Padova per la contemporanea inaugurazione del Nuovo terminal Intermodale per semirimorchi. L’edizione 2022 sarà animata da numerose iniziative speciali per l’intera durata della fiera, a cominciare dal Villaggio della Logistica Sostenibile, coordinato e sostenuto da SOS-LOGistica, associazione nazionale di riferimento in ambito green logistics e mobilità sostenibile, che il 6 ottobre presenterà il primo Osservatorio sul Green washing in Italia. LIUC Università Cattaneo è il partner universitario di Green Logistics Expo. Saranno infatti i ricercatori del Green Transition Hub a presentare le best practices in diversi ambiti (imballaggi, magazzini e trasporti), secondo un percorso guidato (fisico e virtuale). Il team, coordinato dal prof. Fabrizio Dallari, accompagnerà i visitatori all’interno dell’Unità Dimostrativa Green Logistics 360° Tour, l’iniziativa principale dedicata al mondo della logistica industriale e il 6 ottobre presenterà i risultati dell’Osservatorio sull’Immobiliare Logistico (OSIL) nell’ambito della conferenza “Green Warehousing – Come realizzare un magazzino 100% green”. Dedicato al mondo del trasporto delle merci su strada sarà il Villaggio ANITA, coordinato e sostenuto da ANITA, Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, che organizza il 6 ottobre il convegno “Il Fattore Umano, Il Veicolo E La Strada: Le Tre Componenti Chiave Per Una Mobilità Sicura E Sostenibile” a cui interverranno le principali istituzioni del trasporto merci stradale.Immancabile la presenza di Assologistica, la realtà associativa delle imprese di logistica, dei magazzini generali e frigoriferi, dei terminalisti portuali, interportuali ed aeroportuali, con il Villaggio ASSOLOGISTICA, che riunirà le imprese associate attorno alle novità in tema di innovazioni tecnologiche e sostenibilità ambientale. UIR – Unione Interporti Riuniti coordinerà invece il Villaggio UIR, in cui oltre alla collettiva degli interporti associati, l’Associazione ed i propri membri contribuiranno ad eventi e convegni sugli argomenti di maggiore interesse per promuovere e sviluppare l’intermodalità nel trasporto e nella logistica nell’ottica della transizione ecologica. Infine, si terrà il 7 ottobre l’annuale conferenza di CSCMP Italy RoundTable, una giornata interamente dedicata a dibattiti e tavole rotonde per confrontarsi su Trasporti, Magazzino, Acquisti, Pianificazione e Risorse Umane nella supply chain intermodale, sostenibile e digitalizzata. Programma completo degli eventi: http://www.greenlogisticsexpo.it/programma-eventi/

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Le grandi sfide della logistica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2022

Padova. In programma dal 5 al 7 ottobre alla Fiera di Padova. In Italia, come nel resto d’Europa, la logistica giocherà un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei nuovi traguardi di sostenibilità ambientale, al fine di ottimizzare e rendere più efficienti i processi della supply chain. Il dibattito sulle innovazioni che renderanno possibili queste migliorie, grazie ai sostanziosi fondi del PNRR, sarà al centro del programma della seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile, il più importante appuntamento fieristico B2B italiano e internazionale organizzato da Senaf e dedicato alla logistica a 360 gradi. La manifestazione, che ad oggi coinvolge già 140 espositori, tra i maggiori player del settore, tra cui Interporto di Padova, MSC, Fercam, Mercitalia, G.T.S., si svilupperà in incontri e convegni sul futuro della logistica in Italia e in Europa, attraverso approfondimenti specifici delle diverse anime che compongono la filiera: Intermodalità, Intralogistica, City Logistics ed E-commerce.

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Logistica sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2022

Padova la fiera Green Logistics Expo torna a Padova dal 5 al 7 ottobre, con focus su Intermodalità, Logistica Industriale, City&Logistics, E-commerce. Con 86 miliardi di euro di fatturato e una crescita del +3,5% nell’ultimo anno[1], la logistica italiana continua il suo percorso virtuoso e si prepara a una vera e propria svolta. La direzione tracciata per i prossimi dieci anni dall’Allegato Infrastrutture al DEF 2022, infatti, individua gli interventi prioritari per il comparto dei trasporti e della logistica, concretizzabili grazie ai 61 miliardi del PNRR ad esso destinati, coerentemente con gli obiettivi nazionali ed europei di lotta al cambiamento climatico e di transizione digitale. È con queste importanti premesse che la filiera della logistica tornerà a incontrarsi dal 5 al 7 ottobre 2022, per la seconda edizione di Green Logistics Expo, Il Salone Internazionale della Logistica Sostenibile, il più importante appuntamento fieristico B2B, italiano e internazionale, dedicato alla logistica a 360 gradi che ad oggi coinvolge già 140 espositori tra i maggiori player del settore, tra cui Interporto di Padova, Fercam, Mercitalia, G.T.S. La manifestazione, organizzata da Senaf presso il polo fieristico di Padova, rappresenta l’intero settore e sarà una preziosa occasione di confronto e di aggiornamento professionale, per imprese e stakeholder.Quattro le macroaree espositive che rappresentano al meglio la realtà della logistica in Italia e in Europa, Intermodalità, Logistica Industriale, City&Logistics, E-commerce, tutte in grado di riunire integralmente la filiera.Nei giorni di fiera, eventi e dibattiti affronteranno i temi più urgenti, come la convergenza di fondi pubblici sulla logistica ma anche le necessità del settore di fare i conti con la transizione energetica e l’economia circolare.Si parte il 5 ottobre con il convegno inaugurale “Investimenti, Infrastrutture, Riforme. La logistica per trasformare l’Italia” durante il quale sarà previsto un collegamento video con Interporto Padova per la contemporanea inaugurazione del Nuovo terminal Intermodale per semirimorchi.Subito a seguire, il programma della prima giornata prevede altri due importanti focus: il primo a cura di Telecom Italia SpA TIM, “La sicurezza informatica nel processo di trasformazione digitale”, il secondo “RFI – L’età del ferro. I 10 anni che cambiano l’Italia” che vedrà direttamente coinvolta, in una conversazione con Marco Spinedi, Presidente Interporto Bologna, Anna Masutti, Presidente RFI SpA., l’occasione per sapere esattamente non solo investimenti ma assegnazioni, apertura cantieri, e inaugurazioni delle infrastrutture finanziate dal PNRR.Da segnalare nella mattinata di venerdì 7 ottobre un confronto diretto tra gli MTO e i responsabili logistici della piccola, media e grande impresa. All’appuntamento fa seguito un seminario, curato da C.I.S.Co. e Porto di Genova, sul tema di grande attualità del CTU Code, un Codice che rafforza e chiarisce le responsabilità e gli obblighi dei vari partecipanti nella catena di spedizioni via mare che comprende: mittenti, imballatori, imprese di trasporto su strada, le imprese ferroviarie e i destinatari. Il 6 ottobre fari puntati sull’organizzazione sostenibile dei magazzini, grazie alla presentazione dell’Osservatorio OSIL – Osservatorio sull’immobiliare logistico realizzato da LIUC Università Cattaneo, che ha sviluppato il sistema di rating VA.LO.RE. (Valuation Logistics Real Estate) per misurare la qualità e la fungibilità dei magazzini industriali. Infine, oltre al patrocinio di Interporto Padova, Green Logistics Expo sarà supportata dal MIMS Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibile e dalle principali associazioni di categoria nazionali, come Assologistica, AILOG (Associazione italiana di logistica e di supply chain management), ASSOPORTI (Associazione dei Porti Italiani), CONFETRA (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), CSCMP, LIUC Business School, SOS-LOGistica (Associazione per la Logistica Sostenibile), SRM, TRT (Trasporti e Territorio), UIR (Unione Interporti Riunitui), e dalle principali istituzioni del territorio, come Regione Veneto, Comune di Padova, Provincia di Padova e Camera di Commercio Padova (abstract)

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La figura della Logistica entra nel Codice civile

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2022

Di seguito la nuova formulazione dell’Art. 1677 bis del Codice civile: “Se l’appalto ha per oggetto, congiuntamente, la prestazione di due o più servizi di logistica relativi alle attività di ricezione, trasformazione, deposito, custodia, spedizione, trasferimento e distribuzione di beni di un altro soggetto, alle attività di trasferimento di cose da un luogo a un altro si applicano le norme relative al contratto di trasporto, in quanto compatibili”. Assologistica esprime grande soddisfazione per il compimento di un percorso avviato sei anni fa e che nel corso degli ultimi due anni ha visto una positiva accelerazione. Finalmente il legislatore riconosce l’esistenza e il ruolo della logistica all’interno del sistema codicistico, dandogli il rango di contratto specifico all’interno della regolamentazione dei contratti di appalto.Assologistica ringrazia il Senatore Nazario Pagano che ha il merito di aver accompagnato l’Associazione in questi due anni con grande tenacia e intelligenza politica. Un sentito ringraziamento alla Ministra Marta Cartabia per aver autorevolmente favorito un cambiamento di portata storica come questo. Grazie al Ministro Giancarlo Giorgetti per aver sostenuto la proposta di Assologistica. Infine, Assologistica desidera ringraziare il Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia, Presidente Franca Mangano, il Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Lavoro, avv. Alessandro Goracci e gli avvocati Claudio Perrella e Alessio Totaro dello Studio RP Legal & Tax per la pazienza avuta durante tutto il percorso e l’assoluta competenza tecnico-giuridica, senza le quali non sarebbe stato possibile ottenere questo importante risultato.Assologistica auspica che la novella consentirà uno sviluppo armonico e ben regolamentato delle attività logistiche nel nostro Paese, contribuendo anche al suo sviluppo economico e occupazionale.

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Cresce “al femminile” il colosso della logistica di Bergamo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2022

La logistica attrae sempre più i giovani. Almeno quelli che, oggi, hanno più intraprendenza e voglia di fare. Bracchi ha infatti appena terminato una campagna di un centinaio di assunzioni nei primi mesi del 2022: 78 dipendenti faranno riferimento alle sedi italiane (tra di loro, 30 sono donne), 23 nuovi dipendenti per le sedi estere (di cui ben 16 presenze femminili), distribuiti tra Germania, Polonia e Slovacchia. L’età media aziendale è intorno ai 40 anni.Il 90% dei nuovi arrivi in Bracchi sono contratti di tipo indeterminato e determinato, con un significativo numero di stabilizzazioni, il restante sono tirocini formativi che per Bracchi rappresentano una valida via per scoprire nuovi talenti. Il dato della presenza femminile in azienda a questo punto è significativo: il 45,5% delle nuove assunzioni sono donne, in un settore percepito storicamente come maschile, segno dell’impegno aziendale verso la gender equality, ma anche di un nuovo modo, dal punto di vista delle donne, di percepire la logistica. In Bracchi, infatti, ci sono donne alla guida di camion e muletti, ma sono presenti anche in ruoli manageriali e in ogni ambito della vita lavorativa, dall’ingegneria logistica alla pianificazione dei trasporti, dalla direzione delle succursali estere, fino agli uffici amministrativi. “Abbiamo un forte bisogno di giovani capaci di affrontare le sfide che la logistica ci pone ogni giorno”, dice l’amministratore delegato Umberto Ferretti. “Siamo alla ricerca costante soprattutto di autisti, magazzinieri, ingegneri logistici e professionisti nella gestione di trasporti, spedizioni, gestione documenti doganali e fiscali, amministrazione. Per aiutarli ad integrarsi in azienda, diamo la possibilità ai giovani di mettersi alla prova con percorsi di formazione e tirocini aziendali, grazie anche a partnership attive con istituti di formazione”. Decisivi per Bracchi sono i temi ESG (Environmental, social and governance, ndr) e il mondo del lavoro: l’etica contrattuale, la sicurezza, la sostenibilità ambientale e il modello di governance con l’organismo di vigilanza. Le sfide connesse alla progressiva crescita aziendale sono molte, per questo in Bracchi è stata implementata la governance aziendale, ora garantita da un modello di organizzazione, gestione e controllo (ODV), che vigila sul rispetto di etica contrattuale, sicurezza e politiche ambientali. Il “modello” è stato predisposto sulla base delle prescrizioni del decreto e delle linee guida elaborate da Confindustria per sensibilizzare sia dipendenti che collaboratori di Bracchi, affinché seguano, nell’espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari al fine di prevenire il rischio di commissione dei reati che possono esser commessi in azienda.

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“Comgest: l’India corre grazie a food e logistica”

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2022

A cura di Bhuvnesh Singh, Gestore azionario Asia ex Japan e India di Comgest. L’India continua a registrare un’inflazione elevata, con l’indice dei prezzi al consumo al 7,0% (6,4% il consensus) a marzo rispetto al 6,1% di febbraio. Il forte aumento dei prezzi globali delle materie prime manterrà probabilmente l’inflazione al di sopra della zona di comfort della Reserve Bank of India (RBI) del 4-6% nei prossimi mesi. Mentre la banca centrale ha mantenuto il tasso repo al 4% in occasione della riunione di aprile, altre misure di liquidità per contenere l’inflazione sono state inasprite, indicando una posizione meno accomodante.Varun Beverages e Adani Ports sono stati tra i titoli più performanti. Varun Beverages ha registrato ottimi risultati, con volumi in crescita del 19% nel trimestre di marzo, grazie all’inizio dell’estate e a una forte richiesta. I nuovi prodotti lanciati dall’azienda negli ultimi anni rappresentano circa il 10% dei volumi totali in India. Nel marzo 2022 Adani Ports ha registrato il più alto carico mensile di sempre (29,16 milioni di tonnellate metriche), con una crescita del 12% su base annua. Nell’anno fiscale 2022, la società ha movimentato il suo carico più alto di sempre, pari a 312 milioni di tonnellate metriche, con una crescita del 26% su base annua. L’azienda ha recentemente concluso l’acquisizione del 100% del terzo porto privato più grande dell’India e ci si aspetta che i miglioramenti in termini di efficienza che ne deriveranno si concretizzino nei prossimi anni.CMS Info Systems è un importante fornitore di servizi di gestione del contante per il settore bancario indiano. La crescita è trainata dall’aumento dell’outsourcing da parte dei partner bancari e da una quota di mercato in crescita per l’azienda.

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Il futuro del lavoro nell’industria logistica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2022

Come sta cambiando il concetto di lavoro con l’avanzare della digitalizzazione, il cambio generazionale e la pandemia da Covid-19? DHL Global Forwarding, divisione del Gruppo Deutsche Post DHL specializzata nel trasporto merci aereo, marittimo e via rail su scala globale, mette in luce quanto emerso dall’ultimo Trend Radar sul futuro del lavoro. Il rapporto, appena pubblicato dal Gruppo, si intitola “Future of Work in Logistics” e si propone di analizzare quanto è cambiato il concetto di lavoro e quali direzioni prenderà nel prossimo decennio. Quali saranno i ruoli, le responsabilità, gli orari, gli strumenti e come cambierà l’ambiente di lavoro nell’industria logistica? Le aziende dovranno mettere in atto nuove strategie per attrarre, formare, mantenere e motivare le persone nell’era digitale. Per trovare una soluzione, oltre 7.000 professionisti del settore della logistica e della supply chain hanno messo sul tavolo le opportunità e le sfide che devono affrontare negli anni a venire. Dai Baby Boomers alla Generazione X, dai Millennials alla Generazione Z fino alla Generazione Alpha: i cambiamenti sociali hanno influenzato il modo in cui concepiamo il lavoro e i lavoratori di oggi stanno prendendo maggior consapevolezza delle condizioni in cui vorrebbero lavorare, delle loro abilità, delle aziende per cui vorrebbero lavorare, dei benefit che vorrebbero ricevere in cambio del loro tempo e della loro forza lavoro. Ogni individuo ha il proprio set di preferenze e obiettivi da perseguire, ma è innegabile che questi siano influenzati dal periodo in cui sono diventati adulti: generazioni diverse hanno idee e valori diversi sul concetto di lavoro, e idee e valori diversi generano nuove necessità. Per la prima volta nella storia, il numero dei nativi digitali ha iniziato a superare quello di chi ha iniziato la propria carriera professionale prima della nascita di internet. Millennials e Generazione Z stanno spingendo l’industria logistica – e non solo – a soddisfare nuovi bisogni su temi quali sostenibilità, diversità e inclusione, welfare aziendale e innovazioni tecnologiche all’avanguardia. Queste necessità hanno portato a grandi cambiamenti nel mondo della digitalizzazione, dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, e hanno portato a un impatto significativo sui posti di lavoro e sul modo di concepire il lavoro in interi settori di tutto il mondo. Secondo l’ultimo studio del World Economic Forum il 29% dei compiti attuali sul luogo di lavoro viene eseguito dalle macchine e si prevede una crescita fino al 52% entro il 2025. Il progresso tecnologico è probabilmente il motore del cambiamento nell’industria logistica e i continui miglioramenti nel campo della digitalizzazione, dell’automazione e dell’intelligenza artificiale stanno avendo un impatto significativo sui posti di lavoro e sui luoghi di lavoro in tutti settori e in tutto il mondo, influenzando nettamente gli attori coinvolti lungo la supply chain. Oggi è possibile adottare tecnologie che fino a qualche anno fa erano considerate proibitive a causa dei loro costi, con lo sviluppo di sensori, batterie, comunicazioni wireless, archiviazione dei dati, potenza di calcolo e sistemi di approvvigionamento dei materiali. È grazie a questi progressi che i processi di automazione e digitalizzazione si sono sbloccati e sono stati resi accessibili per la supply chain, aprendo le porte a futuri sviluppi. Sebbene gli esperti non prevedano che l’industria logistica subisca un istantaneo e drammatico “flip of the switch” dal lavoro umano alla piena automazione, gli intervistati percepiscono un graduale cambiamento destinato ad avvenire nei prossimi trent’anni anni in cui più ruoli collaboreranno con la tecnologia piuttosto che competervi. Gli autori del Trend Report prevedono un’applicazione non uniforme e non omogenea delle tecnologie in tutto il mondo, con alcune nazioni e team di lavoro della supply chain che sperimenteranno cambiamenti più o meno lenti o piccoli rispetto ad altri. Per milioni di persone la pandemia ha cambiato il modo di vivere e lavorare, probabilmente per sempre. Ha fornito la spinta a individui e organizzazioni per guardare sotto un’altra luce procedure e abitudini consolidate da tempo e considerare modi alternativi di lavorare: dal ripensare le responsabilità e l’uso degli strumenti digitali, fino al riconsiderare il significato e lo scopo di lavori specifici. Ha cambiato le abitudini di acquisto e conseguentemente aperto le porte a nuove opportunità: basti pensare a un recente studio di Facebook e Bain & Company che ha stimato 70 milioni di persone in più ad aver fatto acquisti online in sei Paesi del sud-est asiatico dall’inizio della pandemia. Un’altra conseguenza della pandemia sulla forza lavoro riguarda il tanto discusso smart working. Oggi è diventato ancor più fondamentale capire le necessità delle persone per creare un ambiente di lavoro efficiente, stimolante e produttivo. Gli attori coinvolti lungo la supply chain devono mettere in atto nuove strategie per rendere il lavoro più flessibile e accessibile attraverso nuove politiche HR e l’introduzione di nuove tecnologie. Leggi il report completo, “Future of Work in Logistics,” online.

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La logistica del futuro è tra digitale e green

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Digitale e green: un binomio necessario e non più scindibile quando si parla di logistica. Perché «se l’innovazione 4.0 è un ormai un must davanti al quale non c’è scelta, il tema ecologico va di pari passo: non è più rinviabile e richiede un impegno concreto da parte di tutti». Carlo Caserini, presidente di KFI, azienda di Binasco (MI) da 30 anni leader nell’implementazione di soluzioni integrate per la tracciabilità e la gestione di tutte le fasi della supply chain, ha una visione chiara di quello che sarà il futuro in uno dei settori di maggiore sviluppo. «La logistica, che per anni è stata trascurata, riveste oggi un ruolo trainante nel panorama economico», prosegue. «I processi sono più attenti e accurati e possono permettere di raggiungere delle economie anche importanti se gestiti correttamente, facendo diventare questo comparto fondamentale per essere competitivi sui mercati internazionali. È un settore strategico per la sostenibilità del business; un settore con una grande evoluzione tecnologica che permette riduzione degli errori, inventari automatici e sicurezza del dato». Ma il digitale traccia anche la strada del lavoro. «Non è vero che la digitalizzazione penalizza il lavoro: lo rende più pregiato, attiva nuova professionalità, quelle stesse che noi fatichiamo a trovare sul mercato. In un settore così dinamico e in veloce evoluzione come quello della logistica, se realmente si vuole parlare di ripartenza, deve essere azzerato il gap tra formazione e lavoro. Perché le nuove tecnologie e l’aspetto green richiedono professionalità e competenze che non possono essere messe in capo esclusivamente all’azienda. Se dobbiamo ripartire tutti, tutti dobbiamo fare la nostra parte».

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“Trasporti, logistica, sostenibilità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Sono tre parole chiave nell’Italia di domani, quella che stiamo ridisegnando anche grazie alle risorse del Next Generation EU ed al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Quello della logistica è un “cluster” fondamentale per l’economia italiana, la spina dorsale per il nostro Paese a livello mondiale, considerato il forte impatto che ha anche sulle esportazioni. È giusto dare voce alle istanze di questo settore e con loro guardare, assieme, alle tante opportunità che deriveranno proprio dall’attuazione del PNRR. Oggi ne ho parlato a Sorrento, intervenendo all’interessante evento organizzato da ALIS Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, che ringrazio per l’invito assieme al suo presidente Guido Grimaldi. Il lavoro che stanno facendo rappresenta un grande esempio per il Paese, per costruire una strategia che sappia identificare quelle “costellazioni” economiche in cui siamo top player nel mondo. Mi auguro che a valle di questa manifestazione, com’è già accaduto in passato, ci siano anche input normativi immediatamente utilizzabili dalla politica. Per ripartire velocemente, come Sistema Paese, dobbiamo fare, sempre di più, gioco di squadra. >> Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Logistica: Mura (Pd), settore strategico ma trascurato dalla politica

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

“La logistica è un settore trascurato dal dibattito pubblico ma che si è rivelato strategico nel periodo della pandemia: è una leva strategica che tiene su il Paese con cui la politica si è confrontata poco”. Lo ha detto la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura, parlando oggi a Radio Immagina.“La logistica ha assunto una tale importanza anche rispetto alla produzione – ha detto Mura – che ha fatto aumentare gli investimenti in innovazione, e noi dovremmo utilizzare l’innovazione non solo per efficientare i processi produttivi ma anche come strumento di controllo delle modalità di lavoro, per monitorare gli orari, integrare i turni, in sostanza cambiare la qualità e le condizioni del lavoro”. Riguardo gli appalti, Mura ha ricordato che “con il dl Semplificazioni abbiamo stabilito che i lavoratori del subappalto abbiamo uguali diritti e retribuzioni di quelli dell’appalto. Sono convinta che la politica si deve misurare sul tema dell’estensione delle regole per i subappalti pubblici anche a quelli privati. E’ uno dei temi che potrebbe cambiare le condizioni di lavoro anche nel settore della logistica”. “Il Paese ha bisogno di costruire prospettive – ha aggiunto la parlamentare – ci sono competenze ma bisogna riappropriarsi delle politiche industriali e insieme di quelle del lavoro. E per questo serve una presenza maggiore e più convinta del ministero del Sviluppo economico”.

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L’identikit di chi cerca lavoro nel settore della logistica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

La logistica è stato uno dei settori più impegnati durante la pandemia da Covid, assicurando agli italiani 24h su 24 i beni primari sugli scaffali dei supermercati e raggiungendo ogni cittadino con le merci acquistate tramite l’e-commerce. Il settore è diventato particolarmente ambito tra chi cerca lavoro, tanto che assistiamo oggi ad un fenomeno di mismatch tra domanda e offerta. Ma chi sta cercando oggi un impiego nella logistica in Italia? Secondo un’analisi di Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia per il lavoro digitale, gli italiani che cercano una posizione in questa industria sono prevalentemente uomini (80% del campione), giovani (il 57,7% appartiene alla Gen Z o ai Millennials), colti (il 64% ha un diploma di maturità o un titolo superiore) ed estremamente flessibili e disponibili (il 52% si è detto disponibile al lavoro notturno e 71% a un contratto part time). Analizzando domanda e offerta di lavoro sul territorio nazionale, l’indagine di Jobtech –condotta su un campione di oltre 4000 persone attive sul portale magazzinieri.it e sul volume degli annunci di posizioni aperte nel settore logistica negli ultimi 6 mesi – evidenzia come l’offerta di lavoratori nell’industria della logistica si concentri principalmente in tre regioni: Lombardia (38%), Campania e Lazio che insieme raccolgono più del 60% degli italiani alla ricerca di una posizione. Portando il focus sulle città, preoccupa un grosso gap in negativo tra numero di persone che cercano rispetto alla domanda di lavoro a Napoli, Roma e Genova. Al contrario, Reggio Emilia e Padova sono le città dove potrebbe essere più facile trovare un impiego nella logistica in quanto risultano essere rispettivamente la seconda e terza città per numero di posizioni aperte a dispetto di un’offerta molto contenuta. Milano invece si afferma come la città con la più alta concentrazione sia domanda che di offerta di lavoro. Analizzando gli aspetti demografici, formativi e comportamentali di oltre 4000 italiani alla ricerca di un impiego nel settore logistica, Jobtech traccia un identikit per sesso, età, istruzione e disponibilità. Rispetto al totale, l’80% di chi cerca lavoro in questo ambito è di sesso maschile mentre le donne rappresentano solo il 20%. Altro elemento significativo è l’età: il 57,7% di chi si offre appartiene alla Gen Z o ai Millennials, che si rivelano capaci di individuare nella logistica un settore in crescita e in fase di cambiamento. A conferma di un ramo in fase di innovazione e cambiamento, secondo un report di BCI, nel mondo più della metà (55,6%) delle organizzazioni operanti nella logistica sta usando la tecnologia per ottimizzare il lavoro nella supply chain. Dato che trova conforto in un elevato livello formativo degli italiani che cercano una posizione: il 64% del campione ha conseguito un diploma di maturità o una qualifica superiore, di questi il 6,7% è in possesso di titoli di studio universitari (dalla laurea triennale al dottorato di ricerca). Inoltre, il 51% dichiara di parlare una terza lingua, che di solito è (nell’ordine) il francese, lo spagnolo o l’arabo, mentre solo il 5,3% afferma di non conoscere una seconda lingua, che nel 91% dei casi è l’inglese. A completare l’identikit è il livello di disponibilità e flessibilità dei lavoratori: il 94% del campione si è detto disponibile a lavorare nel weekend, il 71% accetterebbe un contratto di lavoro part time e, dato che evidenzia con chiarezza il bisogno degli italiani di trovare un impiego, il 52% dei lavoratori che si è reso disponibile a lavoro notturno.

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Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

10 marzo ore 11.00 – 12.30 e organizzato da World Capital e Assologistica Cultura e Formazione (ramo formativo di Assologistica), in collaborazione con la LIUC Business School webinar dal titolo “Logistica immobiliare e pharma in tempi di pandemia: mercato e tendenze raccontati dai player del settore”. L’evento, che si svolge in streaming online, conta su un autorevole panel di esperti formato da Michele Palumbo, Supply Chain Consultant, Mila De Iure, Direttore Generale di Assoram, Sandro Innocenti, Senior Vice President, Country Manager Italy di Prologis, Fabrizio Dallari, Direttore dell’Osservatorio sull’immobiliare logistico, LIUC Business School, Paola Vercesi, CEO di Autotrasporti Vercesi e Roberto Martinelli, Head of Logistic & Industrial department di World Capital. L’introduzione dei lavori è affidata a Renzo Sartori, Vice-Presidente di Assologistica, mentre la loro moderazione è a cura di Andrea Faini, CEO di World Capital. I diversi player del settore faranno il punto della situazione post covid-19, analizzando gli effetti della crisi pandemica sulla logistica del pharma e valutando come si sta muovendo la supply chain in questo specifico segmento, che sta esprimendo sempre più una forte necessità di partner e immobili di qualità, al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze della filiera. Verranno anche presentanti i dati e i trend di mercato emersi dal nuovo numero del Borsino Immobiliare della Logistica, redatto da World Capital in collaborazione con Nomisma. “La pandemia ha messo in luce il grande valore che la logistica genera per il nostro Paese e ha introdotto nuove sfide – dichiara Andrea Faini, CEO di World Capital – Tra queste il settore Pharma dovrà affrontare la volatilità delle situazioni e l’evoluzione degli scenari a cui stiamo assistendo, anche a fronte dell’introduzione della prassi vaccinale. Per quanto riguarda l’immobiliare logistico, tutto questo spingerà i player del settore a orientarsi su immobili sempre più innovativi, resilienti e di qualità, in grado di adattarsi rapidamente al mutare della domanda pur mantenendo le performance di altissimo livello richieste dal settore.” http://www.worldcapital.it

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Nel 2020 cala il fatturato della logistica conto terzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Nel 2020 si attende un calo del 9,3% del mercato della Contract Logistics, a causa della riduzione dell’export e del traffico merci dovute alle restrizioni imposte dall’emergenza Covid, con un fatturato previsto di 77,8 miliardi di euro. La pandemia ha avuto un impatto anche sulle operazioni di fusione e acquisizione nel settore: delle 92 operazioni concluse fra il 2015 e il 2020, che hanno coinvolto fornitori di logistica internazionale (nel 34% dei casi) e nazionale (66%), solo 9 hanno avuto luogo quest’anno, contro le 16 del 2019, ed è calato notevolmente il fatturato delle aziende acquisite, pari a 100 milioni di euro contro i 500 milioni dell’anno precedente. Una forte contrazione che però non è stata omogenea durante l’anno, registrando un crollo dei volumi durante la quarantena per la maggior parte dei settori e dei canali di vendita, eccetto l’e-commerce e i settori Food e Healthcare, e una robusta ripresa a partire da giugno, quando i volumi sono aumentati del 6% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le imprese della logistica hanno reagito positivamente all’emergenza, grazie alla capacità dei manager logistici di riconfigurare velocemente le reti di distribuzione e alla condivisione di asset lungo la filiera. Le criticità emerse, come la sicurezza dei lavoratori, la necessità di rafforzare la distribuzione locale per far fronte al boom dell’e-commerce e di potenziare il trasporto intermodale, sono state trasformate nelle priorità su cui intervenire nel 2021, che vedono ai primi posti la maggior flessibilità e resilienza del sistema logistico (per il 62% dei manager), la digitalizzazione dei processi (50%), la sicurezza di tutti gli operatori lungo la filiera (38%) e la semplificazione della gestione dei flussi logistici (27%).Nonostante la pandemia, la spinta all’innovazione nel settore non si è fermata, ma è persino aumentata: sono 501 le startup a livello internazionale che forniscono soluzioni hardware o software per la logistica, nuovi servizi innovativi per quanto riguarda l’area geografica servita, le attività o le tecnologie impiegate, o piattaforme che incrociano domanda e offerta di servizi logistici (+57% rispetto al 2018), per un finanziamento complessivo pari a 9,56 miliardi di dollari (+92%). L’emergenza sanitaria ha interrotto un trend di crescita pluriennale del settore, che nel 2019 aveva raggiunto un fatturato previsto pari a 86 miliardi di euro, +0,8% in termini reali sul 2018, e a 84,8 miliardi nei dodici mesi precedenti, +1,6% rispetto al 2017. La crescita del 2018 è trainata dai grandi operatori, che mostrano un incremento del 3,6%, mentre la redditività cala dal 3,9% al 3,6%. A incidere è anche la spinta della logistica in outsourcing, che raggiunge un valore di 49,3 miliardi di euro (+2,8%)[1] e rappresenta il 42,4% delle attività logistiche in Italia, complessivamente pari a 116,4 miliardi. La Strategic Contract Logistics, cioè l’esternalizzazione di una parte rilevante del processo logistico a un unico fornitore, cresce più del mercato complessivo (+26,2% dal 2009 contro il +16,6% del mercato della Contract Logistics), toccando quota 10,3 miliardi di euro. Nel 2018 sono 89mila le aziende che operano nella logistica conto terzi, in calo dell’8,2%; la maggior parte sono autotrasportatori (68mila, -8,8%), poi gestori di magazzino (4.400), spedizionieri (2.200, -2,5%) e operatori logistici (900, -9,2%); crescono solo i corrieri (+4,4%).Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano* (www.contractlogistics.it) presentata oggi durante il convegno online “Contract Logistics: dall’emergenza le basi per un nuovo futuro” e che ha visto la partecipazione di quasi 2.000 manager della logistica.

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I trend che stanno plasmando il futuro della logistica

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Nella quinta edizione del Logistics Trend Radar, DHL ha nuovamente individuato, i 29 principali trend che avranno un impatto sul settore della logistica nei prossimi anni. Il Rapporto è il risultato di un’analisi approfondita dei macro e micro trend, nonché dei contributi di una vasta rete di partner tra cui istituti di ricerca, aziende tecnologiche, startup innovative e clienti. “Per noi Specialisti della logistica, è importante prevedere le sfide future e immaginare le possibili soluzioni in modo da poter consigliare al meglio i nostri clienti. I mega trend che ci vedranno coinvolti sono noti: nuove tecnologie, commercio elettronico e sostenibilità sono in continua crescita”, afferma Katja Busch, Chief Commercial Officer, DHL. “Ma alcune aree si evolveranno più velocemente di altre, quindi è necessario comprendere i trend più importanti e il loro impatto sulla logistica, non da ultimo quello del di COVID-19 sul commercio globale e sul futuro dell’intera forza lavoro. In qualità di leader mondiale nella logistica, abbiamo le conoscenze e le competenze per analizzare la situazione “. Negli ultimi due anni, in occasione della visita ai DHL Innovations Center, oltre 20.000 professionisti della logistica ed esperti di tecnologia hanno condiviso la loro visione sul futuro del settore. Il risultato dell’indagine è stato raccolto e consolidato nel Logistics Trend Radar che funge da strumento di previsione dinamico e strategico e traccia l’evoluzione dei trend individuati nelle passate edizioni, identificando i trend presenti e futuri ad ogni aggiornamento.

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Come sarà l’industria logistica post Covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

DHL e Richard Wilding, Professore di Supply Chain strategy all’Università di Cranfield nel Regno Unito, hanno condotto uno studio sui possibili cambiamenti che coinvolgeranno le supply chain globali a seguito della pandemia. DHL Global Forwarding presenta il rapporto che analizza l’impatto dell’emergenza coronavirus sull’industria logistica, mettendo in luce possibili strategie e azioni per improntare le catene logistiche del futuro e portarle a una ‘nuova normalità’. “Noi per primi abbiamo imparato molto da questo momento di emergenza: per far fronte alla situazione, ci siamo attivati fin da subito e abbiamo organizzato diversi voli charter settimanali intercontinentali in particolare per USA e Cina, tutt’ora attivi e regolari, e abbiamo istituito un servizio air-sea per Australia e Nuova Zelanda. È ora importante, soprattutto in considerazione degli accordi intercorsi con l’Europa, che ci sia a livello nazionale una chiara e precisa strategia: siamo convinti che in futuro il modo di fare logistica cambierà radicalmente e in cima alle priorità nei prossimi mesi ci deve essere un piano strutturato, a partire da indicazioni sull’export delle merci dall’Italia, alla riorganizzazione dei magazzini, all’efficientamento dei viaggi, sfruttando anche voli cargo nazionali”, commenta Mario Zini, amministratore delegato di DHL Global Forwarding Italy
Guardando al futuro, è ormai chiaro che le industrie e le supply chain che ne regolano i flussi non saranno più le stesse nel post-coronavirus. Ora si riescono a vedere solo i confini di questa nuova normalità che si sta delineando, ma le industrie non entreranno immediatamente e a pieno regime in una fase post-Covid19, né torneranno a operare come prima. Mentre gli scienziati continuano a cercare un vaccino, le aziende stanno ancora cercando di gestire la crisi, e qualsiasi ritorno alla normalità rimane – ad oggi – un obiettivo lontano. Adesso, si vive una fase di pre-nuova normalità che sta cercando di colmare il divario tra l’isolamento e la ripresa. Alcuni settori industriali sono stati più colpiti di altri e quindi si riprenderanno più lentamente, ma le varie implicazioni per le imprese e le supply chain possono essere distinte e divise in quattro categorie: i problemi legati alle capacità di ripresa delle aziende, quelli che riguardano la domanda, quelli che coinvolgono i trasporti e i magazzini e, ovviamente, quelli legati ai posti di lavoro.
In questa fase di pre “nuova normalità”, le supply chain saranno via via rimodellate perché siano più resistenti. Per esempio, il solo fatto che sia le sedi di produzione sia i magazzini siano stati ugualmente colpiti dal lockdown e abbiano dovuto uniformarsi alle diverse normative, si tradurrà in un aumento della produzione, dello stoccaggio, del dual sourcing, del re-shoring e del near-shoring. I più importanti attori delle supply chain globali, invece che concentrarsi esclusivamente sui fornitori Tier 1, dovranno esaminare più da vicino anche quelli Tier 2 e Tier 3 per verificare se sono in grado di tenere il passo con il flusso delle merci. Tra gli altri fattori che dovranno essere presi in considerazione, il rapporto mette in luce l’irregolarità della domanda e dei gusti dei consumatori che inevitabilmente si ripercuoteranno sulla necessità di trasporti e reti di magazzino più flessibili. La realtà degli eCommerce, per esempio, sarà sempre più diffusa e le vendite dirette ai consumatori aumenteranno, mentre altri canali di vendita al dettaglio rimarranno fortemente colpiti. Queste sono solo alcune delle possibili sfaccettature che influenzeranno le moderne supply chain. Anche le nuove normative sul distanziamento sociale influenzeranno il flusso di lavoro dei magazzini e degli uffici. Per chi potrà fare smart working saranno necessari sistemi informatici affidabili, in grado di gestire una forza di lavoro maggiore con sistemi di accesso e gestione dei dati appropriati. I processi di magazzino dovranno essere adattati ai nuovi standard: bisognerà rivederne l’intera organizzazione, dai punti di prelievo alle aree di imballaggio, ogni cosa dovrà rispettare le nuove norme. Il passaggio alla nuova normalità perturberà gli equilibri che fino ad oggi hanno tenuto in piedi l’industria logistica, ma fornirà una nuova spinta verso processi sempre più digitalizzati e automatizzati.
Il report DHL in versione integrale è disponibile qui: https://bit.ly/3hMo5H4

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Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2020

Una panoramica sui recenti provvedimenti che hanno modificato e completato il quadro normativo, e uno spaccato sulle problematiche di attuazione della Regione che per prima ha visto approvare il proprio piano. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate. Elementi per una valutazione di impatto economico – sociale”. Al centro della ricognizione il caso della Campania che ha visto la ZES approvata con DPCM dell’11 maggio 2018.Lo studio aggiorna un precedente lavoro che si inquadrava nell’ambito del progetto Attività d’Impresa e, in particolare del Gruppo “Economia del Mare e della Logistica” voluto dal CNDCEC per rafforzare le competenze professionali del Commercialista in questo comparto.I piani di quasi tutte le regioni meridionali sono stati approvati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri mentre alcune agevolazioni sono state estese alle regioni del Centro Nord, alcune delle quali sono in fase di progettazione. Il decreto sulla semplificazione amministrativa è stato emanato: alcune regioni sono in fase attuativa, con tutte le difficoltà relative alle procedure attuative e all’erogazione degli incentivi. Il Piano per il Sud ha riconfermato l’opportunità di insistere su questa strategia di sviluppo e la recente legge di bilancio ha prorogato la scadenza del credito di imposta al 2022. Con la Legge di Bilancio 2020, così come confermato dal Piano Sud 2030, dunque, si è assistito all’estensione del credito di imposta ZES fino al 2022 (per cui sono appostati 100 milioni di Fondo di Sviluppo e Coesione), all’istituzione di un Commissario Straordinario di Governo per ogni ZES, all’istituzione nei porti del Centro-Nord delle Zone Logistiche Speciali «rafforzate», sostanzialmente equiparate alle ZES. Una ritrovata centralità del Mediterraneo nel periodo post-emergenziale Covid-19, inoltre, potrebbe richiedere un grande impulso a ripescare, sistematizzare e rilanciare queste policy che, sino ad ora, sono state interpretate in maniera residuale e frammentata, quando invece avrebbero dovuto essere viste come il traino logistico del Made in Italy nel mondo. Il documento si sviluppa analizzando in primis l’economia del mare. Secondo il rapporto CENSIS, il cluster marittimo presenta valori in crescita dal 2015 al 2017: il contributo al PIL è passato da 32.557 a 34.285 milioni di euro (2% sul totale nazionale), le esportazioni sono passate da 6.724 milioni di euro a 9.292 milioni di euro, le unità di lavoro totali da 500.315 a 528.756 (2,2 % sul totale nazionale). Secondo l’VIII rapporto sull’economia del mare di Unioncamere, le imprese dell’economia del mare sfiorano nel 2018 le 200 mila unità, rappresentando il 3,3% del totale complessivo (con una crescita, rispetto al 2014, del +9,5%). Il valore aggiunto prodotto dalla blue economy è arrivato nel 2018 a 46,7 miliardi di euro, pari al 3,0% del totale economia (nel 2014 era il 2,9%) e l’occupazione è di 885,2 mila unità nell’intero comparto, che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.Lo studio approfondisce successivamente le ZES nel decreto mezzogiorno e nel regolamento attuativo, le zone logistiche semplificate e la legge sulla semplificazione amministrativa con le misure previste. Spazio poi al piano strategico della ZES Campania con una ricognizione sulle aree individuate, misure agevolative e di semplificazione amministrativa, gli interventi infrastrutturali a supporto e governance.A seguire una analisi dello stato di attuazione dove emerge come chiave di volta per tutte le decisioni di investimento pubbliche di un certo rilievo, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della ZES. Ma anche una revisione delle analisi di impatto dei singoli porti oltre che delle misure istituite, alla luce dell’emergenza e degli effetti economico e sociali causati dall’epidemia attuale di Covid-19, non a caso prevista anche dall’art. 6 del regolamento, che tenga conto del cambio di passo nelle politiche di sviluppo del territorio, volte ad esempio, ad incentivare la produzione interna di strumenti medicali utili per combattere il virus – ma soprattutto di quello che potrà accadere rispetto i regimi agevolativi previsti.Il post emergenza Covid-19 potrebbe portare, infatti, ad una crisi del circuito di scambi globale a vantaggio di una rinnovata centralità del Mediterraneo e del Sud Italia. Occorre, a tal proposito, segnalare come recentemente le Regioni del Sud (Regione Molise, Regione Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia) e tutte le Autorità di Sistema Portuale appoggiate da Assoporti, hanno sottoposto un pacchetto di proposte per la semplificazione delle procedure e della normativa riguardante le ZES (Zone Economiche Speciali) e le ZLS (Zone Logistiche Semplificate) al Ministro del Sud e della Coesione Territoriale. Le richieste prevedono una significativa semplificazione riguardante la riduzione dei permessi e delle autorizzazioni necessarie alle imprese che si insedieranno nelle aree ZES e ZLS.
Una panoramica sui recenti provvedimenti che hanno modificato e completato il quadro normativo, e uno spaccato sulle problematiche di attuazione della Regione che per prima ha visto approvare il proprio piano. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Zone economiche speciali e zone logistiche semplificate. Elementi per una valutazione di impatto economico – sociale”. Al centro della ricognizione il caso della Campania che ha visto la ZES approvata con DPCM dell’11 maggio 2018.Lo studio aggiorna un precedente lavoro che si inquadrava nell’ambito del progetto Attività d’Impresa e, in particolare del Gruppo “Economia del Mare e della Logistica” voluto dal CNDCEC per rafforzare le competenze professionali del Commercialista in questo comparto.I piani di quasi tutte le regioni meridionali sono stati approvati con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri mentre alcune agevolazioni sono state estese alle regioni del Centro Nord, alcune delle quali sono in fase di progettazione. Il decreto sulla semplificazione amministrativa è stato emanato: alcune regioni sono in fase attuativa, con tutte le difficoltà relative alle procedure attuative e all’erogazione degli incentivi. Il Piano per il Sud ha riconfermato l’opportunità di insistere su questa strategia di sviluppo e la recente legge di bilancio ha prorogato la scadenza del credito di imposta al 2022. Con la Legge di Bilancio 2020, così come confermato dal Piano Sud 2030, dunque, si è assistito all’estensione del credito di imposta ZES fino al 2022 (per cui sono appostati 100 milioni di Fondo di Sviluppo e Coesione), all’istituzione di un Commissario Straordinario di Governo per ogni ZES, all’istituzione nei porti del Centro-Nord delle Zone Logistiche Speciali «rafforzate», sostanzialmente equiparate alle ZES. Una ritrovata centralità del Mediterraneo nel periodo post-emergenziale Covid-19, inoltre, potrebbe richiedere un grande impulso a ripescare, sistematizzare e rilanciare queste policy che, sino ad ora, sono state interpretate in maniera residuale e frammentata, quando invece avrebbero dovuto essere viste come il traino logistico del Made in Italy nel mondo. Il documento si sviluppa analizzando in primis l’economia del mare. Secondo il rapporto CENSIS, il cluster marittimo presenta valori in crescita dal 2015 al 2017: il contributo al PIL è passato da 32.557 a 34.285 milioni di euro (2% sul totale nazionale), le esportazioni sono passate da 6.724 milioni di euro a 9.292 milioni di euro, le unità di lavoro totali da 500.315 a 528.756 (2,2 % sul totale nazionale). Secondo l’VIII rapporto sull’economia del mare di Unioncamere, le imprese dell’economia del mare sfiorano nel 2018 le 200 mila unità, rappresentando il 3,3% del totale complessivo (con una crescita, rispetto al 2014, del +9,5%). Il valore aggiunto prodotto dalla blue economy è arrivato nel 2018 a 46,7 miliardi di euro, pari al 3,0% del totale economia (nel 2014 era il 2,9%) e l’occupazione è di 885,2 mila unità nell’intero comparto, che incidono per il 3,5% sul totale dell’occupazione del Paese.Lo studio approfondisce successivamente le ZES nel decreto mezzogiorno e nel regolamento attuativo, le zone logistiche semplificate e la legge sulla semplificazione amministrativa con le misure previste. Spazio poi al piano strategico della ZES Campania con una ricognizione sulle aree individuate, misure agevolative e di semplificazione amministrativa, gli interventi infrastrutturali a supporto e governance.A seguire una analisi dello stato di attuazione dove emerge come chiave di volta per tutte le decisioni di investimento pubbliche di un certo rilievo, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dall’istituzione della ZES. Ma anche una revisione delle analisi di impatto dei singoli porti oltre che delle misure istituite, alla luce dell’emergenza e degli effetti economico e sociali causati dall’epidemia attuale di Covid-19, non a caso prevista anche dall’art. 6 del regolamento, che tenga conto del cambio di passo nelle politiche di sviluppo del territorio, volte ad esempio, ad incentivare la produzione interna di strumenti medicali utili per combattere il virus – ma soprattutto di quello che potrà accadere rispetto i regimi agevolativi previsti.Il post emergenza Covid-19 potrebbe portare, infatti, ad una crisi del circuito di scambi globale a vantaggio di una rinnovata centralità del Mediterraneo e del Sud Italia. Occorre, a tal proposito, segnalare come recentemente le Regioni del Sud (Regione Molise, Regione Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia) e tutte le Autorità di Sistema Portuale appoggiate da Assoporti, hanno sottoposto un pacchetto di proposte per la semplificazione delle procedure e della normativa riguardante le ZES (Zone Economiche Speciali) e le ZLS (Zone Logistiche Semplificate) al Ministro del Sud e della Coesione Territoriale. Le richieste prevedono una significativa semplificazione riguardante la riduzione dei permessi e delle autorizzazioni necessarie alle imprese che si insedieranno nelle aree ZES e ZLS.

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Logistica e trasporto

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

La logistica e i trasporti si dimostrano, anche in questa situazione, servizi essenziali. Infatti, come confermato anche l’ultimo decreto (DPCM – 22 marzo 2020), tutte le attività di trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria, dispositivi medico-chirurgici e prodotti agricoli e alimentari rimangono attive e non soggette a fermo.Raben Sittam – leader nel mercato del trasporto groupage internazionale, terra, mare, aereo e parte di Raben Group, uno dei protagonisti europei nel settore dei trasporti e della logistica – ha la propria sede principale a Cornaredo, all’interno della regione Lombardia, la prima regione che ha dovuto fronteggiare le conseguenze del Covid-19.“Abbiamo da subito adottato misure extra per proteggere il nostro personale interno ed i nostri autisti” – ha dichiarato Emily Calcaterra, Human Resources Manager di Raben Sittam. “In questo periodo almeno il 50% di ogni team lavora da casa con una turnistica a rotazione, di fatto un terzo dei nostri dipendenti sta lavorando in smart working. Coloro che non dispongono abitualmente di un laptop hanno potuto portare a casa i computer desktop con VPN installata. Abbiamo implementato un maggior numero di linee per le riunioni in videoconferenza in maniera tale da ridurre al minimo necessario le riunioni interne” – aggiunge Calcaterra.In aggiunta a misure che facilitano il lavoro da casa, Raben Sittam ha adottato misure di protezione e nuove procedure come, ad esempio, l’obbligo della pausa di 30 minuti fra un turno e l’altro in magazzino, al fine di evitare l’assembramento per chi, inevitabilmente, non può assentarsi dal lavoro. A livello pratico, il personale di magazzino addetto al carico e scarico dei mezzi e gli impiegati operativi che scambiano documenti di trasporto con i vari autisti, stanno utilizzando costantemente guanti protettivi tanto da aver posizionato, negli uffici appositi contenitori chiusi per lo smaltimento degli stessi. Non solo, Raben Sittam monterà pannelli di protezione in vetro/plastica nei primi punti di contatto, come ad esempio: cancelli, aree di accoglienza o altri luoghi primari in cui avviene la trasmissione e la ricezione di documenti verso e dagli autisti.Raben Group, di cui fa parte Raben Sittam, opera in 13 Paesi Europei. Questo gli permette, in questa situazione, di poter fotografare al meglio quale sia il reale impatto del Covid-19 su alcune industry.“Nelle ultime settimane abbiamo notato un aumento significativo nel numero di ordini nell’industria alimentare che riguardano i produttori di pasta, riso e prodotti chimici per la casa. In altri settori registriamo invece dei cali nei volumi come, ad esempio, in quello automobilistico” – ha dichiarato Katia Casalinuovo – Customer Service Manager Raben SITTAM Il trasporto aereo, essendo il metodo di spedizione più veloce, è stato il primo a subire le conseguenze economiche dovute al Covid-19.“Febbraio e marzo sono stati, di fatto, mesi piuttosto complicati per il trasporto aereo. Lo scambio di merci con la Cina, ad esempio, era limitato semplicemente alle spedizioni necessarie e agli aiuti umanitari dall’Europa” – Alessandro Tassano – Sea & Air Manager Raben SITTAM.È però importante sottolineare che, Raben Group, garantisce la continuità dei propri servizi ed è sempre a fianco dei propri partner, nonostante l’eccezionale rivisitazione degli accordi di Schengen. Il 23 marzo 2020, la Commissione ha pubblicato nuovi consigli pratici per assicurare il trasporto delle merci in tutta l’UE. Il trasporto merci per via terrestre, marittima e aerea è di fondamentale importanza per il funzionamento del mercato dell’UE e questi orientamenti sono stati definiti proprio per garantire che le catene di approvvigionamento a livello europeo continuino a funzionare regolarmente. Maggiori informazioni: https://www.raben-group.com/https://www.sittam.it

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“Lodevole la costituzione del Think Tank della Logistica”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“Se fino a qualche tempo il tema della strategicità e importanza del settore logistico poteva considerarsi tema per addetti ai lavori e tutt’al più tema caro al mondo politico (specialmente nei vari e frequenti passaggi elettorali), ora la questione è chiara davvero a tutti. Senza la logistica e i trasporti il mondo, non solo quello economico-produttivo, rischia il collasso”. Sono queste le parole di Andrea Gentile, al timone di Assologistica, Associazione in prima linea nell’attuale situazione emergenziale, come del resto tutte le altre sigle del settore, la maggior parte delle quali (tra cui anche Assologistica) ha aderito all’appello di Ebilog e Freight Leaders Council di dar vita a un Think Tank, ovvero un team di esperti e imprenditori per affrontare in modo costruttivo le sfide che attendono la logistica del dopo coronavirus.“Quella di Ebilog e Freight Leader Council è un’iniziativa lodevole e alla quale aderiamo, consapevoli che – pur essendo ora impegnati a fronteggiare un’emergenza davvero straordinaria – occorra iniziare a ragionare su come affrontare quella sorta di ‘ricostruzione’ che ci attende una volta chiusasi l’attuale difficilissima situazione. E’ importante muoversi da subito per ragionare sulle azioni che istituzioni, imprese e il sistema Paese nella sua interezza dovranno mettere in campo per non vanificare gli enormi sforzi e i sacrifici che il mondo della logistica e dei trasporti stanno affrontando in questi giorni. E dare un futuro, non solo economico, al nostro Paese”, conclude Gentile.

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Trasporti e logistica, Cerved Rating Agency

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

San Donato Milanese. Cerved Rating Agency ha confermato il rating B2.1 di Tgroup S.p.A, società campana di Nola (NA) che opera nel settore del trasporto merci su gomma (93% dei ricavi 2018) e della logistica integrata (7%), prevalentemente per aziende del settore alimentare del Centro-Sud.Secondo Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, il rischio di credito di Tgroup SpA risulta inferiore alla media. L’esperienza maturata in circa trent’anni d’attività e la crescita per linee esterne, infatti, hanno consentito a Tgroup di affiancare all’attività storica di trasporto merci, i servizi di logistica e movimentazione. La strategia adottata ha favorito l’incremento dei ricavi a 24,2 milioni nel 2018, con un CAGR 2016-2018 pari al 26,5%, e il consolidamento dei profitti al di sopra del 6%. Nell’ultimo biennio, Tgroup ha migliorato la propria capacità di generare flussi di cassa operativi: nel 2018 il Cash Flow Operativo Netto si è attestato a 1,4 milioni di euro, consentendo di coprire circa l’85% delle Capex dell’esercizio. La restante parte è stata supportata da finanziamenti bancari che hanno comportato un aumento della Posizione Finanziaria Netta e il mantenimento di un leverage ratio superiore a 2,0x. https://ratingagency.cerved.com/

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Logistica e mobilità delle merci

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2015

sorrentoSorrento 20 e il 21 novembre prossimi si svolgerà la quinta edizione del Sorrento Meeting, l’evento internazionale organizzato dall’Obi, l’Osservatorio Banche-Imprese di Economia e Finanza, in collaborazione con Assologistica, Confitarma, Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, Fondazione Mezzogiorno Tirrenico, e con il sostegno del Comune di Sorrento. Il meeting vedrà la partecipazione di rappresentanti a livello internazionale del mondo imprenditoriale, istituzionale, politico ed accademico. Apriranno i lavori l’economista statunitense James Galbraith e l’ambasciatore del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub. Tra gli altri ospiti del Sorrento Meeting 2015, l’imprenditore Issad Rebrab, patron del primo gruppo privato algerino, Cevital, e proprietario delle acciaierie Lucchini di Piombino, Rashed Al Balooshi, ceo di Abu Dhabi Securities Exchange e Fadi Chamas di Arqaam Capital Investment. Il fitto programma prevede tavole rotonde alla quali prenderanno parte, tra gli altri, Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, interessata dal Masterplan per il Sud, il piano di sviluppo e programmazione lanciato dal Governo Renzi lo scorso agosto, Federico Golla, ad di Siemens Italia e i rappresentanti dei principali porti del Mediterraneo e dell’Italia meridionale – da Tangeri a Malta, dal Pireo a Suez – oltre agli interventi dei vertici di Assaeroporti, Trenitalia, Unioncamere, Svimez e Assoporti. Tema dell’edizione 2015 sarà anche la nuova governance delle Autorità Portuali Italiane e l’offerta logistica del Mediterraneo nel contesto europeo. Durante i lavori sarà presentato, dalla Fondazione Mezzogiorno Sud Orientale, lo studio strategico sullo sviluppo della logistica del Mezzogiorno a cura del Gruppo C-log dell’Università Liuc di Milano.
“L’intento del Sorrento Meeting 2015 – spiega Antonio Corvino, direttore generale dell’Obi – è quello di dare vita ad uno spazio di discussione, coinvolgendo i principali porti europei e mediterranei, compresi quelli italiani e in particolare quelli del Mezzogiorno, oltre che i rappresentanti delle compagnie che gestiscono i grandi flussi da e per l’Estremo Oriente e il Mediterraneo e i maggiori soggetti della logistica”.

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