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La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Si riducono le previsioni di crescita del PIL lombardo, che nel 2022 vede un taglio di 1,4 punti percentuali: dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario. Nonostante questa importante revisione al ribasso, la Lombardia dovrebbe comunque riuscire a colmare il divario con il pre Covid entro quest’anno, in anticipo rispetto all’Italia che posticipa al 2023. Sul dato del PIL, nei due anni di pandemia, la Lombardia in un confronto con l’Italia prima aveva perso quanto il resto del Paese (-8,9% la Lombardia e 9% l’Italia nel 2020), poi aveva recuperato con un rimbalzo del +7% rispetto al dato nazionale del + 6,6%. Nel 2021 rispetto al pre Covid la Lombardia segnava un -2,5% e l’Italia un -3%. Una situazione che ci accomuna, con differenti intensità alle altre regioni motori d’Europa: il gap con il pre Covid del Baden-Württemberg nel 2021 registrava un -2,2% molto vicino al dato lombardo, il Bayern -1,4%, ma la Cataluña registrava un gap del -6,6%. Sui tempi di recupero del PIL sui livelli del 2019, il Bayern è assimilabile alla Lombardia, cioè atteso nel 2022, mentre il Baden-Württemberg nel 2023 e la Cataluña ritarderà ulteriormente. La prosecuzione del conflitto Russia-Ucraina, l’ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di molte commodity, le spinte inflazionistiche, la pandemia che sta paralizzando Shanghai, e la difficile riorganizzazione delle catene del valore sono i fattori che ancora stanno fortemente incidendo sul sistema economico lombardo. Nonostante il quadro critico, fino a marzo la domanda per il manifatturiero lombardo e del Nord Ovest è rimasta tutto sommato consistente e questa relativa ‘tenuta’, frutto di capacità competitiva delle nostre imprese, è testimoniata anche dalle stime dell’Istat sull’andamento del PIL italiano nel primo trimestre, in flessione contenuta al -0,2%. Ad aprile gli ordini in portafoglio in Lombardia crescono invece in maniera decisamente più ridotta rispetto al recente passato e, al contempo, le aspettative di domanda e produzione, dopo il forte rallentamento di marzo, risalgono ma anche qui i livelli sono i più bassi da febbraio 2021.Un’industria su 4 ha impianti e materiali insufficienti per produrre (nel pre Covid era 1 ogni 100): questa situazione condiziona le scorte nei magazzini, tanto che un’impresa su 6 dichiara un livello di materie prime e semilavorati inferiore al normale (un numero di aziende mai così elevato dall’inizio della serie storica, trenta anni fa). Dunque, il vero ostacolo alla crescita non riguarda più la domanda come era accaduto nel 2020, ma la carenza di input produttivi che limita l’offerta e rende difficile programmare l’attività industriale.Sul fronte dell’occupazione, alla fine di quest’anno saranno ancora 76mila gli occupati lombardi in meno rispetto al 2019. La ripresa non sarà rapida come sta accadendo al PIL: secondo le stime tornerà al pre covid nel 2023. La flessione nel 2020 è stata pari al -3,1%, cui è seguito un +0,4% di crescita nel 2021 ed è previsto un +1,0% nel 2022 (fonte: Prometeia). In crescita, in Lombardia, anche la disoccupazione che è passata dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021. Ad essere maggiormente colpiti sono i giovani, con il tasso di disoccupazione dei 15-24enni lombardi che è difatti salito negli ultimi due anni: nel 2019 era al 18,3%, nel 2020 al 19,4%, nel 2021 al 21,2%, circa 15 punti percentuali in più rispetto al 5,7% di Bayern e Baden-Württemberg, ma ampiamente inferiore al 28,9% della Cataluña. (fonte: Assolombardia)

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Il conflitto Russia-Ucraina sta compromettendo duramente il quadro di recupero della Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Considerato che a fine 2021 il PIL era ancora sotto del -2,9% rispetto al 2019, e si inserisce dopo un 2021 di forte rimbalzo (+6,6%). Le conseguenze del conflitto stanno influendo pesantemente sugli scambi commerciali con i Paesi interessati, determinando un nuovo shock sui prezzi delle materie prime energetiche e non, alimentano l’incertezza per imprese e famiglie, nonché resta aperto il contagio finanziario.Prima dell’inizio della guerra, le stime per il 2022 delineavano un tasso di crescita del PIL lombardo del +4%. Il perdurare della situazione attuale potrebbe far tagliare la stima, rallentando l’entità e i tempi della ripresa post pandemica che avrebbe potuto permettere una risalita pienamente sopra i livelli 2019 e colmare il divario del -2,9% rispetto al pre Covid ancora aperto a fine 2021.Nel Booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda e pubblicato su Genio & Impresa, il web magazine dell’Associazione vengono analizzati gli impatti economici del conflitto Russia-Ucraina che a livello locale sta mettendo in crisi la competitività dimostrata dalle imprese, in particolare quelle industriali, che nell’anno da poco concluso, nonostante la pandemia, avevano messo a segno un nuovo record di export, con 136 miliardi di vendite sui mercati internazionali.Nell’export totale annuo della Lombardia, la Russia vale l’1,6% e l’Ucraina lo 0,4%. Ma se si guardano in particolare i singoli settori, le maggiori esposizioni sono nella meccanica (2,7% l’incidenza del mercato russo sul totale vendite settoriali regionali), nella moda (2,4%) e nella chimica (2,1%). Un impatto che si differenzia sui vari territori, in funzione delle specializzazioni locali: ai due estremi in Lombardia si posizionano Milano (2,1% l’export verso la Russia sul totale provinciale) e Lodi (0,4%).In questo quadro l’impatto è particolarmente significativo sulle forniture, sia in termini di disponibilità (rallentano i tempi degli approvvigionamenti) sia per il nuovo shock impresso ai prezzi medi delle materie prime, già fortemente sollecitati dai rincari nel corso della ripresa post pandemia. Inoltre, ancora da valutare quali saranno le conseguenze sul sistema internazionale determinate dal crollo del rublo e dalla crisi delle banche russe.Lo scenario attuale si inserisce su una situazione ancora deficitaria. Nel 2021 è cresciuto il numero degli occupati in Lombardia (+17mila unità rispetto al 2020, con un contributo positivo della sola componente femminile) e si è ridotto quello degli inattivi (-65 mila unità), ma rispetto a prima della pandemia, il quadro rimane negativo con 119mila occupati in meno a fine scorso anno rispetto al 2019, 6 mila disoccupati aggiuntivi, 105 mila inattivi in più.Se si analizzano i macrosettori, gli occupati tornano sopra ai livelli pre Covid per il settore delle costruzioni (+25 mila occupati) e quello dell’agricoltura (+11mila), mentre rimangono sotto i livelli 2019 i servizi a -84 mila, l’industria a -42 mila e il commercio, alberghi e ristorazione a -30 mila. Per quanto riguarda il gap occupazionale 2021 sul 2019 La Lombardia con -2,7% ha recuperato meno in termini percentuali rispetto a Emilia-Romagna (-2,3%) e Piemonte (-2,5%), ma meglio del Veneto (-3,4%). Fonte: http://www.assolombarda.it

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Lombardia: Smog, dati allarmanti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2022

Milano. Marco Degli Angeli (M5S): «L’ultimo report di Legambiente conferma i dati Istat e dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), bocciando senza appello la Lombardia per i suoi dati sull’inquinamento. Stupisce come l’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo riesca a minimizzare. Il trend può anche essere migliorato, rispetto agli anni scorsi, ma questo non significa che la Lombardia sia fuori dall’apnea. Rimane, anzi, la regione più inquinata d’Italia. Per questo motivo – precisa Degli Angeli – sono in totale disaccordo con l’Assessore. Le sue considerazioni sembrano spinte dalla volontà di mostrare una virtuosità, che non trova riscontro nei dati. Mi aspetto piuttosto che la Giunta agisca in modo solerte strutturando degli studi epidemiologici utili alla programmazione ambientale e sanitaria. E visto che non si può agire sul meteo, allora non si consenta di aumentare le emissioni. È evidente in modo scientifico: la pianura Padana non può più permettersi di proseguire con l’attuale stato di fatto. Dispiace invece constatare quotidianamente richieste di ampliamenti di impianti e nuovi impianti emissivi, senza tra l’altro una congrua valutazione degli impatti cumulativi. Non si può più attendere, servono studi epidemiologici e conferenze di servizio più attente agli impatti complessivi, capaci di puntare ad autorizzazioni con saldo negativo” conclude Degli Angeli.

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Lombardia, una tecnologia per rigenerare i tessuti danneggiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2021

L’innovativa tecnologia rigenerativa dei tessuti del gruppo HBW apre al pubblico lombardo. Hanno già debuttato nelle scorse settimane 6 centri in regione: 2 a Milano (c/o Eyecare Clinic srl, viale Enrico Forlanini, 21 e c/o dott.ssa Cinzia Casciu Kaiser, via Privata Maria Teresa, 11) e poi Bergamo (c/o Selene centro medico, via Giacomo Puccini, 54), Monza (c/o Benvita Medica Srl, via Felice Cavallotti, 136), Brescia (c/o Poliambulatorio dott. Enrico Filippini, via S. Francesco d’Assisi, 3), Como-Villa Guardia (c/o Clinic & Research srl via Belvedere, 11). Sono tra i 24 centri italiani che permettono di prelevare e disgregare meccanicamente del tessuto umano sano per intervenire nelle zone danneggiate innestando un processo che favorisce la rigenerazione. Il meccanismo si avvale di un dispositivo prodotto in Italia dal Gruppo HBW, leader su scala internazionale nel segmento del Biotech, che proprio in questi mesi ha annunciato l’apertura del “Polo Tecnologico Piemontese” (in fase di finalizzazione), passaggio che consoliderà lo sbarco sul mercato dedicato al consumatore e ai professionisti del settore (medici), che ha visto l’apertura di 24 Rigeneramed Centers.Il progetto pilota del Gruppo HBW, leader su scala internazionale nel segmento del Biotech, è nato per accorciare le distanze tra l’innovativa tecnologia “rigenerativa” (di cui è capofila) e i consumatori finali e i medici chirurghi. Fino ad oggi la tecnologia veniva distribuita a beneficio di medici chirurghi in tutto il mondo: “Rigenera”, infatti dal 2013 ad oggi, distribuisce il “device” per rigenerare i tessuti in 50 Paesi nel mondo, grazie ai numerosi vantaggi connessi al suo utilizzo ma l’utente finale aveva “pochi punti di accesso” diretti in Italia. Il nuovo progetto punta all’abbattimento ulteriore delle barriere fino ad arrivare al consumatore finale con un’accessibilità più facile alla terapia e per i professionisti del settore che vorrebbero imparare ad utilizzarla.“Grazie a questa importante progetto pilota – commenta il CEO del Gruppo HBW, il dott. Antonio Graziano – non ci limitiamo più a vendere il dispositivo, ma andiamo a creare una rete di Centri ufficiali, che chiameremo Rigeneramed Centers, per svolgere trattamenti ambulatoriali (dermatologici, ortopedici, odontoiatrici)”. Tutto questo si tradurrà in un vantaggio evidente sia per i consumatori finali, che avranno così la possibilità di cercare il Centro più vicino a casa dove eseguire il trattamento semplicemente consultando il sito http://www.rigeneramed.it; sia per i medici chirurghi, che potranno frequentare i Rigeneramed Centers anche soltanto per formarsi e aggiornarsi dal punto di vista dell’utilizzo della tecnologia, della comunicazione e dei rapporti commerciali. L’obiettivo è poi quello di riprodurre questo modello negli altri Paesi europei che saranno ritenuti pronti, a cominciare dalla Spagna: il progetto Rigeneramed coinvolgerà intanto le 2 Regenera AMT clinic (partner del gruppo HBW) di Barcellona e Odessa. La procedura “rigenerativa”, minimamente invasiva per il paziente, è rapida nell’applicazione (basta una seduta di trenta minuti), indolore, autologa e omologa. Intuitivo da utilizzare per i medici chirurghi, il dispositivo deve la sua ascesa anche alla versatilità: si applica infatti per dermatologia, cura delle ferite e chirurgia plastica, ortopedia e riabilitazione, chirurgia orale e odontoiatria. “La presenza fisica sul territorio – prosegue Graziano – ci consentirà di fornire assistenza, formazione, momenti di training per i medici, opportunità di trialing per provare nuovi protocolli e tecniche, dati raccolti e aggiornati in tempo reale. È, in sintesi, una risposta massiva e di qualità ad una pressante richiesta da parte di pazienti e medici che, adesso, sanno di poter effettuare il trattamento vicino a dove vivono”. Oltre a tutto questo, il progetto prevede una serie di convenzioni con farmacie e Centri Benessere accuratamente selezionati e intenzionati a sposare la filosofia Rigenera. “Qui – conclude Graziano – metteremo a disposizione i nostri prodotti cosmeceutici a marchio Rigeneramed (uno shampoo e una peculiare lozione per capelli), nati per favorire e coadiuvare il processo rigenerativo. Si tratta infatti di un mercato Premium che predilige il contatto diretto con il consumatore alla proposta online”. Nel frattempo, procedono senza sosta i lavori per il nuovo Polo Tecnologico Piemontese, destinato a diventare la nuova casa del Gruppo HBW. I primi magazzini per stoccare la merce sono già stati trasferiti nell’avveniristico Hub, mentre il taglio del nastro per gli uffici è in programma per la fine dell’anno. Un ulteriore e fondamentale tassello che va a comporre un mosaico in crescita irrefrenabile.

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StartCup Lombardia: premiati i vincitori dell’edizione 2021

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Milano. Gymnasio, Komete, TTop e Synergy Flow sono i progetti selezionati da StartCup Lombardia, la competizione organizzata dalle Università e dagli Incubatori Universitari lombardi e promossa da Regione Lombardia – Direzione Generale Sviluppo Economico Assessore Guido Guidesi, con il coordinamento di PoliHub – Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano. A valutare i migliori progetti un comitato presieduto da Regione Lombardia e costituito da rappresentanti del venture capital. Anche per questa XIX edizione sono stati 4 i progetti vincitori delle quattro diverse categorie – ICT & Services, Industrial Technologies, Life Science & Medtech e Cleantech & Energy – a cui va un contributo economico di 25 mila euro ciascuno per supportarne lo sviluppo. · Gymnasio (ICT & Services) – sistema adattivo alimentato dall’Intelligenza Artificiale per il fitness domestico che traccia i movimenti durante gli allenamenti e fornisce allenamenti personalizzati. Il riconoscimento premia lo “stato di avanzamento del progetto, supportato da un solido percorso di validazione”. · Komete (Industrial Technologies) – piattaforma IoT che trasforma le imprese manifatturiere in Smart Factory, nata per rendere semplice e accessibile la transizione all’industria 4.0 da parte delle PMI manifatturiere ed elevare lo standard di sicurezza in fabbrica. Il progetto è stato capace di “combinare l’innovazione alla tradizione familiare”. · TToP (Life Science & Medtech) – TToP è una piattaforma modulare e versatile, in grado di replicare la complessa fisiologia dell’organismo umano, rendendo più efficiente il processo di sviluppo di nuovi farmaci e minimizzando l’utilizzo di modelli animali. Particolarmente apprezzate “l’ambizione del progetto e il team”. · Sinergy Flow (Cleantech & Energy) – propone una batteria innovativa per l’accumulo energetico stazionario di media e larga scala. La batteria a celle di flusso (RFB) impiega gli scarti ricchi in zolfo dell’industria petrolchimica, garantendo un costo di installazione ridotto ed elevate prestazioni, in pieno rispetto dei principi della Circular Economy. Il “team e l’altissimo impatto potenziale dell’idea, in ottica di Circular Economy” le ragioni del riconoscimento. Novità 2021, il Premio Speciale di 25 mila euro per il progetto che sviluppa la migliore soluzione e/o tecnologia in ambito sicurezza e benessere sul luogo di lavoro, assegnato a ElastoBrain. Progetto pensato per eliminare il gap tra capacità fisiche umane e macchine robotiche, garantendo la sicurezza dei lavoratori, è una tecnologia innovativa basata su polimeri elettro-meccanici nati che consente di realizzare dispositivi integrabili nei tessuti, sottili, elastici e wireless. Premiati, inoltre, altri 2 progetti – Huvant e Roplastic – che, come i vincitori di categoria, avranno diritto ad accedere al Premio Nazionale dell’Innovazione, in programma a Roma e in modalità ibrida, il 30 novembre e il 3 dicembre. http://www.startcuplombardia.it.

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Vaccinazioni: il peggio in Lombardia

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Gregorio Mammì (M5S Lombardia): “In tutte le famiglie c’è il fratello più sveglio degli altri, sicuramente il centrodestra in Lombardia non ha premiato i più svegli. Il presidente del Veneto, Zaia, ha detto che tutti gli over 65 che accompagneranno a fare la vaccinazione un familiare over 80, saranno vaccinati nella stessa seduta, oppure, in caso di problemi contingenti, tornerà a casa con la prenotazione in mano. Perché tutto questo in Lombardia non accade? Perché hanno trasformato la prima regione nell’ufficio complicazioni d’Italia. Nessuno in Regione ha una buona idea, qui gli over 80 devono registrarsi per dire che sono over 80, la lista dei disabili viene chiesta all’INPS quando ogni anno si chiedono i documenti per poter erogare le misure b1/b2. Ogni Comune è in possesso dei dati che Regione Lombardia sta chiedendo ai cittadini tramite una piattaforma costata più di 18 milioni. Non bastava chiedere agli uffici anagrafe dei comuni la lista dei nati in un determinato periodo? E allo stesso modo non possiamo chiedere ai comuni la lista dei fragili o altri dati di cui sono in possesso? Non si chiede a Regione abilità o competenza, ma semplicemente buonsenso. La quota veneta della Regione Lombardia è il direttore Generale di Aria, ma serve a ben poco, evidentemente il problema è politico e non tecnico. Il centrodestra lombardo, a differenza di quello veneto, non ha pensato a nulla per ottimizzare, accelerare, migliorare la performance delle vaccinazioni In Lombardia ci ritroviamo con il peggio del centrodestra del Paese”, conclude Mammì

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La Lombardia e la campagna vaccinale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

Tuona da settimane la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Mammì, per la gestione scellerata della campagna vaccinale in Lombardia, regione in cui risiede: “La Giunta regionale deve farsi da parte è ormai palese quanto siano inadeguati a gestire la campagna vaccinale nella regione che è passata dall’essere considerata la ‘locomotiva d’italia’ a ‘vergogna italiana’. Ogni giorno riescono a scrivere una triste pagina di satira politica, anche i ragazzini ci prendono giro creando gif ridicole sulla gestione della pandemia per mano del centrodestra lombardo, questo provoca, oltre al danno sanitario, un danno economico e d’immagine per tutti i lombardi, che vorrebbero tornare il più in fretta possibile a produrre PIL, invece, di assistere inermi ai disastri di chi li amministra. Ho chiesto al Governo, con un’interrogazione, su come intende agire immediatamente per commissariare la campagna vaccinale in Lombardia. Togliamo dalle mani di Fontana-Moratti-Bertolaso la nostra regione prima che sia troppo tardi. Voglio sapere come intende, il commissario straordinario, ‘vigilare’ sulla campagna vaccinale che non decolla come dovrebbe. Da gennaio ad oggi il trio lombardo ha cambiato cinque piani vaccinali, due assessori e due commissari. Poche ore fa Fontana ha scaricato tutte le colpe della cattiva gestione della campagna vaccinale, come quella dei camici, delle mascherine pannolino, ecc ecc su ARIA SpA, rimuovendo i vertici e chiedendo le dimissioni del CdA, senza ricordare che proprio la Lega ha voluto creare questa società, ne ha scelto i vertici e gli ha affidato incarichi. In Lombardia vedo solo l’eccellenza nel fare lo scaricabarile, le colpe si distribuiscono ma non si assumono mai. Governo lombardo inadeguato, i lombardi non lo meritano, anzi, aspettiamo ancora le scuse per tutti gli errori commessi in questo lungo anno di pandemia”, conclude l’On. Mammì. By Moira Perruso, giornalista professionista

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Regioni. Vaccini dal pizzicagnolo. Il caso Lombardia e Veneto

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Prima i veneti, no prima i lombardi. Così, chi governa queste regioni, Letizia Moratti, vicepresidente della Lombardia e Luca Zaia, presidente del Veneto, vorrebbero affrontare il problema delle vaccinazioni. E’ la chiave sovranista regionale sanitaria. Magari ci sarà qualche comune che rivendicherà la precedenza: prima i veronesi o i bergamaschi. Zaia e Moratti sono pronti ad acquistare i vaccini. Non si sa da chi, perché quelli della Pfizer, di Moderna e AstraZeneca sono già prenotati. Si pensa a quelli russi o cinesi? La domanda sorge spontanea: questi vaccini sono stati validati dalle agenzie del farmaco europee e italiane (Ema e Aifa)? No, a tutt’oggi. Zaia e Moratti quali vaccini vogliono acquistare? Da chi e con quali garanzie? Non è dato di sapere. I vaccini non si acquistano dal pizzicagnolo (salumiere) un tanto al chilo, perché sono farmaci che devono essere testati e certificati. Non si può rispondere alle legittime attese dei cittadini con promesse inattuabili. Cosi non si governa, si sfascia. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Lombardia: Il piano Bertolaso sulle vaccinazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

«Conti alla mano, il piano Bertolaso, che prevede di vaccinare più di 6 milioni e mezzo di cittadini lombardi entro la fine di giugno, se non appare come pura utopia, poco ci manca! Ci sembra una missione davvero difficile da raggiungere, una sorta di k2 da scalare a mani nude. E proviamo a spiegarvi perchè nella nostra nuova indagine sindacale». A parlare è Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, che da settimane continua la sua battaglia per chiedere una totale revisione del piano Arcuri con la creazione di un nuovo bando dedicato agli infermieri dipendenti, dal momento che esistono anche i fondi per le prestazioni aggiuntive e dal momento che sembra impossibile reperire 12mila infermieri tra i liberi professionisti (appena 3900 domande pervenute, ma da quello che i colleghi interessati ci riferiscono, potrebbero essere davvero poche quelle che andranno a buon fine). Eppure anche questa prospettiva potrebbe non bastare, dal momento che guardando con attenzione al piano Bertolaso, per la sola Lombardia, ci si rende conto che senza nuove assunzioni di professionisti, oppure senza coinvolgere gli infermieri dipendenti, chiedendo loro di operare a regime di prestazioni aggiuntive, si rischia di sbattere a 100 chilometri orari contro un muro di cemento armato. In parole povere, le rosee ipotesi di ottenere l’immunità di massa entro fine anno corrono il rischio di restare tali. «Senza alcuna presunzione di certezza, Abbiamo provato a fare dei calcoli e ciò che ne viene fuori rispecchia palesemente quanto andiamo dicendo da settimane, continua De Palma.Ipotizziamo che Bertolaso, nell’ex area Fiera al Portello, volesse iniziare il prossimo 15 febbraio il suo ambizioso piano. Sostiene apertamente che l’obiettivo è quello di vaccinare 6 milioni di lombardi entro il 30 giugno: mancano perciò 135 giorni.
Prima di tutto abbiamo ipotizzato in 15 minuti, visione ottimistica ma realizzabile, traendo spunto da modelli già adottati dai tedeschi, il tempo minimo di ogni singola somministrazione, includendo le procedure funzionali alla stessa, ma escludendo tutti gli altri passaggi precedenti e successivi (raccolta dell’anamnesi prevaccinale e del ritiro dei moduli firmati relativi all’informativa del consenso informato, attività propedeutiche alla gestione della seduta vaccinale, es. controllo frigo, controllo lotti, controllo carrello, trattamento presidi utilizzati, etc. nel rispetto delle buone pratiche vaccinali e delle procedure della struttura, e ancora osservazione delle possibili reazioni avverse e sinergie con il medico. Per tanto, come emerge dal rapporto tra la cifra di 6milioni (i cittadini da vaccinare), e i 135 giorni che mancano alla fine di giugno, occorrerà una media (calcolata al ribasso) di circa 44.444 vaccinazioni al giorno per stare nei tempi! Ed ancora, posto che ogni infermiere impiegato in turni contrattuali da 6 ore (360 minuti) riesca in base al tempo di 15 minuti a iniezione, ripetiamo visione ottimistica, a trattare 24 vaccinandi, abbiamo rapportato la cifra di 44.444 a tale valore di 24, ed abbiamo poi considerato, a mero scopo didattico, che per coprire quello che chiede Bertolaso: 24 ore di lavoro, 7 giorni su 7, occorreranno 4 turni da 6 ore al giorno (mattina, pomeriggio, sera, notte) in cui si alternerà almeno un infermiere per punto vaccinale. Orbene, proporzionando il numero complessivo delle somministrazioni giornaliere attese nel periodo considerato, pari a circa 44.444 al giorno, con il valore mediano o numero delle somministrazioni per singolo professionista nel medesimo periodo di tempo, e cioè 24, otterremo il numero complessivo di infermieri da occupare per questo obiettivo, ogni giorno, nella regione Lombardia.
A tale cifra, pari a 1851 unità, va aggiunto un ulteriore 20% per coprire congedi ordinari, straordinari, permessi e malattia ai quali i professionisti hanno diritto nei 135 giorni presi in considerazione, più un ulteriore 25% per riposi e per organizzare il ciclo compensativo del personale turnante, cioè la prevista rotazione p/m/n secondo i modelli organizzativi in uso. Insomma, arriviamo, numero più numero meno, a circa 2680 infermieri che occorrono alla causa.Ma se in Lombardia già prima del Covid mancavano 4700 infermieri dove recupereremo tutti questi ulteriori professionisti senza nuove assunzioni? Insomma, quanti cittadini sono già stati costretti a rinviare il proprio ricovero ordinario o l’intervento di routine perchè gli ospedali sono stati costretti a ridurre drasticamente questo tipo di attività per potersi dedicare ai pazienti Covid da più di un anno ormai? Vogliamo davvero continuare in questo modo?». chiosa De Palma perplesso.

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Ciclo vaccinale in Lombardia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

La fondazione GIMBE ha elaborato i dati del Ministero della Salute che posizionano la Lombardia agli ultimi posti per percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “I dati del numero di persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione in Lombardia sono sconfortanti: la nostra regione è al terzultimo posto (allegato 1), seguita solo da Sardegna e la Calabria. Tutte regioni governate dal centro destra”.“A questo dato non positivo”, spiega Mammì, “si aggiungono (allegato 2) i numeri legati al personale non sanitario vaccinato che per la Lombardia è al 51 per cento, un dato questo, che appare molto elevato rispetto alla media italiana che è al 22 per cento. Sono numeri che destano perplessità: la Lombardia ha vaccinato meno, e si è concentrata sul personale non sanitario.Può essere che quel 51 per cento sia eventualmente legato alla struttura del nostro sistema sanitario regionale e faccia riferimento al numero di persone che ruotano intorno al paziente, eventualmente maggiore in Lombardia rispetto ad altre regioni. Tema questo che merita approfondimenti. Chiederemo perciò un chiarimento su questi dati anche per valutare il modello sanitario lombardo e come vengono inquadrati i lavoratori che orbitano nel mondo sanitario in relazione alla vaccinazione Covid”. Stefano Bolognini http://www.lombardia5stelle.it

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Tar: Ritiro ricorso regione Lombardia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2021

“L’ennesima azzardo giuridico della Lombardia di centrodestra è finito nel nulla: il Tar ha archiviato tutto perché i proponenti hanno chiesto di ritirare l’urgenza del ricorso.Questa mossa nasconde esclusivamente la volontà di evitare una figuraccia ben maggiore ovvero che il tribunale amministrativo possa rigettare nel merito il ricorso perché privo di qualunque fondamento.L’avvocato che rappresenta Fontana e la sua giunta ha dichiarato che l’iter va avanti perché deve essere ricostruita la ‘verità storica degli eventi’. Peccato che un Tribunale amministrativo non è chiamato ad una mera ricostruzione dei fatti o a dipanare beghe politiche: il tribunale entra esclusivamente nel merito degli atti amministrativi stabilendo se sono o meno in contrasto con le norme vigenti”, così Dino Alberti, consigliere regionale del M5S Lombardia. “Se Fontana, e il suo avvocato, vogliono la ricostruzione dei fatti si rivolgano a un tribunale ordinario e non intasino inutilmente il tribunale amministrativo. In ogni caso il ricorso al TAR è l’ennesimo grave errore della Lombardia che non sa più come nascondere il fallimento del centrodestra”.

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“Il ministero dell’Ambiente finanzia le opere per mettere in sicurezza la Lombardia”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

“Il Piano nazionale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, oltre 262 milioni di euro per 119 interventi in 19 Regioni, fortemente voluto dal governo e dal ministero dell’Ambiente, permetterà di realizzare in Lombardia tredici interventi mirati per la tutela del suolo e delle acque. Il tutto grazie ad un investimento di circa ventisette milioni di euro” lo annuncia Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione Lombardia e punto di riferimento all’interno del Team Ambiente pentastellato. “Mentre gli irresponsabili mandano in crisi il Paese vaneggiando di opere inutili, il Movimento Cinque Stelle apre i cantieri per la sicurezza dei nostri territori. La lotta al dissesto idrogeologico è la grande opera che serve all’Italia, per questo è stato realizzato un piano nazionale dal 260milioni di euro. Di questi 27 saranno destinati alla Lombardia. Con la stessa legge, ai presidenti di Regione vengono conferiti poteri straordinari che riducono del 40% i tempi. Lo Stato anticiperà ai comuni il 30% della spesa, in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere. Insomma non ci sono più scuse per la Giunta Fontana. Speriamo che nonostante tutte le difficoltà che ne hanno segnato il percorso, questa amministrazione regionale riesca a utilizzare queste risorse per il bene dei territori” conclude De Rosa.

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Ritrovamenti archeologici in Lombardia

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Presentati con un webinar i primi tre quaderni del Museo Archeologico delle Grandi Opere (M.A.G.O.) di Pagazzano (Bg). I tre volumi, curati dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, trattano i temi principali cui sono dedicate le sale del Museo, adempiendo così a un duplice ruolo: quello della guida alla lettura del percorso espositivo e quello della monografia che assolve al compito doveroso della restituzione pubblica dei dati raccolti nel corso degli scavi archeologici effettuati in concomitanza della realizzazione dell’Autostrada A35 Brebemi, delle opere connesse e della linea Alta Velocità Treviglio – Brescia. Inaugurato nel luglio del 2015, il M.A.G.O. è ospitato all’interno dello splendido Castello Visconteo di Pagazzano e raccoglie proprio i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi per la realizzazione della A35, delle opere connesse e della linea ferroviaria Alta Velocità che corre parallela all’autostrada. Questi reperti sono stati salvaguardati e restaurati grazie anche all’importante contributo di Brebemi SpA oltre naturalmente a quello del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il primo volume ha come soggetto la situla di bronzo ritrovata a Caravaggio, un reperto prezioso e raro che testimonia la vitalità della pianura bergamasca nel corso della protostoria come territorio di commerci e scambi culturali; il secondo volume è dedicato all’età romana e privilegia il tema del paesaggio antropico che in quel periodo si è formato con le caratteristiche ancora oggi riconoscibili, dove non cancellate dall’espansione degli insediamenti; il terzo si concentra sulle ricche testimonianze funerarie di epoca longobarda, che attestano la presenza nel territorio di personaggi di rango, un riflesso dell’importanza economica del territorio della bassa pianura bergamasca. I tre volumi, attraverso la narrazione di frammenti di storie del passato, sono anche la testimonianza del lavoro di chi tutelando, studiando e preservando le tracce di coloro che ci hanno preceduto, contribuisce attivamente a costruire il futuro per il territorio e per coloro che lo vivono. I quaderni possono essere richiesti direttamente al Comune di Pagazzano o alla casa editrice SAP Società Archeologica di Mantova.

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Riapertura scuole e responsabilità della regione Lombardia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2021

«Ci risiamo. il TAR conferma l’incapacità del Presidente della Regione e di chi insieme a lui ha preso le decisioni. Anche sulla riapertura delle scuole, la Lombardia gioca a scaricare tutte le sue colpe sul Governo centrale per nascondere le proprie incapacità». A dirlo è il consigliere regionale del M5S Dino Alberti.«La verità è che,” spiega il rappresentante del M5S, “anche per questo problema, Regione Lombardia è rimasta affetta dalla sua solita sindrome da immobilismo cronico. Ha trattato con estrema superficialità due dei nodi cruciali che stanno determinando l’impossibilità di poter far tornare gli studenti a scuola ossia il potenziamento dei mezzi di trasporto necessari ai ragazzi delle superiori e la quasi totale mancanza dei sistemi di tracciamento all’interno degli istituti scolastici».«Vedere un’intera generazione che pagherà pesantemente per gli errori commessi da una Giunta sorda ma sempre pronta a tutelare precise categorie di imprese come, ad esempio, quella dei gestori degli impianti sciistici fa tristezza e rabbia. Va ricordato a chi gestisce la Regione che la riapertura delle scuole con almeno il 50 per cento di studenti in presenza non è un capriccio della Ministra dell’Istruzione ma fa parte dell’Accordo Stato Regioni siglato prima dello scorso Natale», conclude Alberti.

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“È ufficiale Fontana è ufficio stampa di Salvini. Lombardia e lombardi umiliati da scelte di partito”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

La Lombardia e lombardi sono stati umiliati da scelte di partito. Salvini decide sulle poltrone e Fontana legge le sue veline, è il suo ufficio stampa. Il consiglio regionale è esautorato da ogni suo ruolo a favore di un punto stampa dove non è esistita la possibilità, per decine di organi d’informazione, di chiedere conto di decisioni assunte dalle segreterie dei partiti. Il ruolo della presidenza della Lombardia è svilito, insieme a quello della regione, a megafono di un leader di partito che conosce solo l’alfabeto della propaganda. Il rimpastino lombardo, oltre che un’inutile perdita di tempo, sarà indigesto per i lombardi perché in Lombardia non ha fallito una squadra, o solo qualche giocatore in campo. Qui ha fallito un’ideologia sanitaria che ha messo il privato davanti al pubblico, il business prima del servizio. Che Gallera sia stanco è una balla: nella nostra regione è arrivato al capolinea il sistema Lombardia di Formigoni, Maroni e Fontana”, così Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, sulla presentazione della nuova Giunta regionale della Lombardia.

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Sanità Lombardia, il ‘nuovo’ che avanzava

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

C’è il rimpasto della giunta lombarda. L’indifendibile Gallera paga il prezzo della sua incompetenza e della sua inadeguatezza, che avrebbero fatto ridere se non avessero causato la morte di tante persone. Al suo posto arriva Letizia Moratti, non certo un volto nuovo. Un cambio che arriva dopo che la Lombardia ha pagato e paga tuttora un prezzo altissimo per un sistema socio-sanitario sacrificato sull’altare del profitto, in una logica di complicità che, da Formigoni in poi, nessuno ha voluto rompere. Se da oggi Gallera non sarà più l’assessore al Welfare in Lombardia, buona parte della “merito” è anche dell’USB che, spesso in solitudine nel panorama sindacale, ha condotto coraggiose battaglie contro questo sistema criminale con manifestazioni, denunce, scioperi, esposti e iniziative che hanno aggregato, sotto la bandiera della stessa indignazione e della stessa rabbia, lavoratori e cittadini. USB non si è mai fermata, nemmeno durante questa infinita pandemia.Oggi, al posto di Gallera arriverà Letizia Moratti, il cui operato come sindaca di Milano ricordiamo ancora molto bene. Il plauso che si leva da Salvini e da tutta la destra che ha “gestito” l’ecatombe lombarda non è un buon biglietto da visita e certifica la continuità con le politiche sanitarie precedenti, fatte di privatizzazioni, tagli, desertificazione sanitaria del territorio e tanta, tanta, troppa corruzione, in barba al diritto alla salute.L’USB proporrà, sin da subito, anche alla nuova assessora la propria idea di modello sanitario, fatto di assunzioni stabili di personale; trasferimento di risorse e investimenti dalla sanità privata a quella pubblica; costruzione di un sistema socio-assistenziale pubblico che sottragga le vite dei nostri anziani all’esclusiva logica del business geriatrico; costruzione di un sistema di medicina territoriale che sia un riferimento costante per i cittadini, a partire dalla prevenzione. In sintesi, una sanità che torni a mettere al centro delle proprie scelte la salute e il diritto alla salute, e non il profitto.Il primo banco di prova sarà l’attesa riforma del sistema sanitario regionale che, finita la sperimentazione di quello attuale, determinato dalla scellerata Legge 23/2015, ha bisogno di essere totalmente ripensato. L’USB invierà immediatamente una richiesta di incontro per proporre le proprie idee, sperando che, almeno nella tracotanza, ci sia qualche discontinuità rispetto al precedente assessorato, incapace di ascolto, davanti alle istanze del personale sanitario e persino di fronte al dolore dei parenti delle vittime nelle (e delle) RSA.Una pagina della nostra storia da voltare in fretta. Da cancellare. Da bruciare. Esecutivo Regionale USB Pubblico Impiego

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Letizia Moratti assessore al Welfare della Regione Lombardia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Appena circolata la notizia sino ad ora non confermata dalla Regione e dalla stessa interessata vi è stata una levata di scudi da parte dei pentastellati. Per l’On.le Stefania Mammì “Quali competenze vanta questa donna in ambito sanitario? Davanti ad una emergenza di dimensione catastrofiche, come questa che stiamo vivendo, non possiamo più permetterci di perdere tempo e vite umane, quindi cosa può fare la signora Moratti? Il centrodestra in Lombardia ha capito che non è più tempo di giocare ma solo il tempo di agire? Cosa devono ancora subire i lombardi sotto la guida del centrodestra? Il Governo lombardo ha dimostrato di non pensare alla salute dei cittadini e alla ripresa economica della Lombardia. Tutto continua nel solco delle spartizione di potere da prima Repubblica, il passato torna protagonista, nessuna nuova visione di cambiamento rispetto all’attuale modello Lombardia che ha fallito la prova dei fatti. La Lega è una disgrazia per la Lombardia e Salvini è il protagonista mentre Presidente e Giunta solo comparse!” Segue il commento del Consigliere regionale De Rosa dello stesso movimento che si chiede, senza mezzi termini: ““Tutto continua nel solco delle spartizione da prima Repubblica non scorgiamo alcuna rottura con il passato, nessuna nuova visione di cambiamento dell’attuale modello lombardia che ha fallito la prova dei fatti. Prima Fontana e i suoi devono riconoscere il fallimento, chiedere scusa ai lombardi e poi pensare ad una figura di qualità, non buttare lì nomi a caso a copertura del fallimento. Se poi il nome è quello di Moratti, la scelta pare incomprensibile e in totale continuità del peggior centrodestra, senza nessuna speranza per miglioramenti futuri.Questa Giunta a trazione Lega è una vera disgrazia per la Lombardia”, così Massimo De Rosa, capigruppo del M5S Lombardia, commenta le illazioni che vorrebbero Letizia Moratti a nuovo Assessore regionale della sanità della Lombardia.”

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Regione Lombardia: Sfiducia a Gallera

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

“La Lega sfiducia pubblicamente l’assessore Gallera, per le ingiustificabili accuse ai medici lombardi. Gallera parla di comunicato condiviso con la presidenza. Dopo le dimissioni dell’assessore, attendiamo quindi quelle del presidente Fontana e della sua Giunta. L’inadeguatezza dimostrata da Gallera è la stessa del presidente Fontana e della sua maggioranza che, fino all’ultimo, ne ha avallato e sostenuto l’operato. Salvandolo in ogni circostanza in cui il Movimento 5 Stelle ha chiesto all’assessore conto di quella serie interminabile di errori, che hanno reso la Lombardia la regione italiana in cui la pandemia ha riscosso il suo tributo più doloroso” così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Massimo De Rosa.“Lo scaricabarile sui medici lombardi in ferie, per coprire i ritardi di Regione Lombardia nell’avvio della campagna vaccinale anti-Covid – impietoso il confronto con le altre regioni – è solo l’ultimo increscioso episodio di una catena di inadeguatezze che si susseguono dal mese di marzo. Dopo il fallimento della campagna di vaccinazione antinfluenzale, ora il timore è che anche la somministrazione del vaccino anti-Covid abbia il medesimo esito. Pretendiamo un immediato cambio di passo. Noi siamo pronti con le nostre proposte, come la PDL per riformare la sanità in Lombardia. Lo scempio fatto dal centrodestra della nostra regione è sotto gli occhi di tutto il Mondo. È il momento di ricominciare”, conclude De Rosa.

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Lombardia: Le problematiche regionali del trasporto

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Il Movimento 5 Stelle Lombardia, chiede che l’assessore ai Trasporti, Claudia Terzi, riferisca al più presto in Commissione regionale trasporti e infrastrutture sul coordinamento dei servizi di trasporto pubblico in vista della possibile ripartenza delle attività nel mese di gennaio.Il consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco dichiara: “Pensiamo sia necessaria la presenza in commissione dell’assessore competente per un momento di confronto, con tutte le forze politiche, in cui chiarire quali siano i piani per i trasporti, previsti per la ripresa.Infatti, nelle prossime settimane i lombardi torneranno all’operatività e vanno evitati alcuni degli errori fatti alla riapertura di settembre. L’offerta deve essere potenziata in modo omogeneo; la sicurezza dei pendolari deve essere considerata una delle priorità per evitare assembramenti e di conseguenza possibili nuovi aumenti dei contagi. Già a dicembre abbiamo depositato la richiesta di audizione ma senza ricevere risposta. Ora non vogliamo più sentire scuse”.

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Vaccini anti-Covid Lombardia: la somministrazione non è al passo con le altre regioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 gennaio 2021

Marco Degli Angeli (M5S Lombardia): “I dati che arrivano dal Ministero della Salute lasciano poco spazio alle interpretazioni. Regione Lombardia fanalino di coda nella capacità di somministrazione dei vaccini Covid. Sono solo 2171 le dosi somministrate a ieri, pari al 2.7% di quelle disponibili. Il confronto con altre Regioni è disarmante. Si va dal 34% del Trentino, al 20% del Lazio, al 16% del Friuli al 15% del Veneto. Se questo è dovuto al periodo feriale o a una scarsa organizzazione regionale, lo vedremo nei prossimi giorni. Evidentemente al Pirellone l’anno inizia il 19 gennaio (data del primo consiglio Regionale), sempre con molta calma. Di sicuro la geniale strategia ‘Ponzio Pilato’ elaborata dal duo Fontana&Gallera non sta funzionando. In Lombardia, infatti, la direttiva che la Regione ha inviato alle 65 strutture hub incaricate della campagna vaccinale è semplice e chiara: fate come volete”. Gregorio Mammì (M5S Lombardia) “Al netto della logistica sul trasporto delle dosi, l’interruzione della catena del freddo e il tracciamento con GPS, serviva attivarsi per tempo per consentire alle strutture di operare al meglio, dando delle linee guida chiare. Invece l’unica cosa che ha fatto la Giunta lombarda è stata pubblicare le foto delle passerelle degli assessori al Vax day, temo che tutto questo possa diventare la solita ‘Gallerata’. Cosa succederà quando avremo maggior numero di dosi e la necessità di coprire le sempre maggiori richieste da parte dei cittadini? Lo scorso dicembre andavano fatte meno foto di propaganda e più fatti. Un piano di vaccinazioni straordinario richiede un impegno straordinario, non possiamo permettere che il centrodestra si preoccupi di fare propaganda, invece, di pensare all’organizzazione delle nostre strutture”.

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