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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘lombardo’

Cresce l’export lombardo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

In crescita l’export lombardo nel primo trimestre di quest’anno trainato dalle buone performance dei settori dell’elettronica, dell’alimentare e del farmaceutico. Un’intensificazione della fase favorevole del manifatturiero è attesa in questi mesi e in prospettiva, in considerazione dell’aumento a maggio della fiducia delle imprese lombarde e del Nord Ovest, sui massimi da fine 2017. Anche i servizi proseguono il recupero, grazie all’allentamento delle restrizioni, e la fiducia torna positiva e sui massimi dalla primavera 2018. Rimane critica la situazione del mercato del lavoro: sono193mila gli occupati in meno nel primo trimestre 2021 rispetto a un anno prima e 90mila i disoccupati in più nello stesso periodo.Guardando nel dettaglio i numeri, nel primo trimestre 2021 in Lombardia si assiste a un rimbalzo delle esportazioni pari al +3,5% rispetto a inizio 2020, ma ancora non vengono recuperati i livelli pre-pandemia: – 0,8% rispetto al primo trimestre 2019 che significa 256 milioni di euro di fatturato estero non realizzato dalle imprese lombarde. Nel confronto con le altre grandi regioni manifatturiere europee, il gap lombardo è più contenuto di quello di Bayern (-2,9%) e Auvergne-Rhône Alpes (-5,8%); Cataluña (+4,8%) e Baden-Württemberg (+2,6%) superano invece i livelli del 2019.A segnare risultati negativi: la moda in Lombardia registra una diminuzione di fatturato estero di -453 milioni di euro (-13%) nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019, ad essere interessata è principalmente Milano (-107 milioni), a seguire Como (-105 milioni), Pavia (-81 milioni) e Mantova (-52 milioni).In calo la meccanica regionale in valori assoluti con -251 milioni di euro (-, di questi 222 milioni solo per le imprese milanesi, mentre i -252 milioni di euro registrati dall’ automotive lombarda si distribuiscono prevalentemente tra Varese (-184 milioni), Milano (-96 milioni) e Brescia (-31 milioni). Tra i settori più performanti, l’aumento della farmaceutica è di ben 338 milioni di euro, spinta da Milano (+168 milioni) e Monza Brianza (+75 milioni di euro), quello dell’elettronica, pari a 324 milioni di euro, si concentra a Lodi per quasi la metà (+157 milioni di euro). Infine, l’alimentare lombardo supera di 115 milioni i valori di export del 2019, un risultato raggiunto grazie in particolare a Milano (+65 milioni), ma bene anche a Mantova (+29 milioni), Cremona (+18 milioni) e Pavia (+9 milioni).La fiducia delle imprese, soprattutto nel manifatturiero a maggio segna un aumento, in particolare nel NordOvest dove raggiunge i massimi da fine 2017 sia sul fronte degli ordini interni ed esteri, sia nelle prospettive a breve, con le attese, per i prossimi tre-quattro mesi, di ordini e di produzione sui massimi dalla primavera 2018. Questo quadro ben si inserisce in quello europeo dove la Germania è stabile sui massimi della serie storica, la Spagna tocca il punto più elevato da fine 2017 e la Francia dall’estate 2018. Anche nei servizi del Nord Ovest italiano, come nei principali Paesi europei, la fiducia torna su valori positivi a maggio e si posiziona sui massimi da febbraio 2018, superando quindi i livelli pre-pandemia.Seppur più cauta, rispetto alle imprese, la fiducia dei consumatori mostra un netto miglioramento e a maggio nel Nord Ovest torna su livelli comparabili a quelli pre-pandemia. In particolare, la componente del clima economico del paese (finora su valori storicamente depressi) con un sensibile balzo si riporta sui massimi da inizio 2020 e in linea con la componente personale.

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Risale l’export lombardo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Riparte il commercio internazionale e anche le imprese lombarde agganciano la risalita, registrando un -2,3% di vendite all’estero nell’ultimo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dopo il -7,9% del terzo trimestre e la caduta verticale del -27,3% del periodo aprile-giugno. Il bilancio complessivo del 2020 rimane comunque estremamente pesante: sono 13,5 i miliardi di fatturato estero persi in un anno in Lombardia, con una flessione del -10,6% rispetto al 2019. È una caduta profonda e superiore alla media nazionale (-9,7%) perché qui la pandemia ha colpito prima e con maggior forza, anche nella seconda ondata. Tuttavia, la performance lombarda è sostanzialmente allineata a quella degli altri motori d’Europa ad indicare il grave e diffuso impatto del Covid-19 su tutti i grandi poli manifatturieri europei: -10,3% Cataluña, -10,6% Auvergne Rhône Alpes, -11,3% Bayern, -7,3% Baden-Württemerg. Tutto ciò trova conferma anche nei dati di produzione, con un calo annuo che sfiora il -10% sia in Lombardia sia nei benchmark internazionali. Guardando al manifatturiero lombardo, si conferma poi la profonda differenziazione per settore: nel 2020 crescono solo i comparti essenziali della farmaceutica e dell’alimentare (+7,6% e +1,3%), mentre nel complesso contengono le perdite elettronica (-4,2%), apparecchi elettrici, (-7,1%), chimica, (-7,4%) e gomma-plastica (-9,1%). A soffrire maggiormente, nonostante l’accelerazione positiva nell’ultimo trimestre dell’anno, sono meccanica, metalli e automotive: qui la caduta annua è superiore alla media del manifatturiero e compresa tra il -12% e il -15%. Resta, inoltre, particolarmente critica la situazione del sistema moda che nell’anno perde quasi il 20% delle vendite estere.

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14 miliardi e 650 milioni di investimenti nel trasporto lombardo

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

Milano. Sono stati illustrati dai vertici RFI del gruppo FS durante conferenza stampa dedicata in Stazione Centrale a Milano, ripartiti in 10 miliardi e 900 milioni in potenziamenti e 3 miliardi e 750 milioni in tecnologie e ammodernamento”, dichiara il consigliere regionale del M5S Lombardia Nicola Di Marco, che prosegue: “Gli interventi previsti e finanziati grazie al Ministero alle Infrastrutture e Trasporti di Toninelli sono molto variegati e riguardano l’aumento dell’offerta commerciale (raddoppi, triplicamenti, nuovi collegamenti), il garantire maggiore regolarità del servizio di trasporto su ferro (installazione di apparati di stazione a logica digitale, introduzione di un unico sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario a standard europeo), una migliore accessibilità (abbattimento barriere architettoniche, potenziamento dei servizi di informazioni al pubblico) anche grazie ai 150 milioni di euro per il piano stazioni 2018-2022. Anche la manutenzione sarà potenziata, quella ordinaria con oltre 1.600.000 ore aggiuntive annue di interventi, quella straordinaria con 170 km di rinnovo binari e il rinnovo di 200 deviatoi. Le principali opere finanziate comprendono il quadruplicamento del tratto ferroviario Rogoredo – Pavia per 900 milioni di euro, la velocizzazione della linea Milano Genova per 156 milioni di euro, il raddoppio della tratta Codogno Cremona Mantova per 490 milioni di euro, il raddoppio della Milano Mortara per 467 milioni di euro”.“Come M5S Lombardia siamo molto soddisfatti: fra le opere finanziate ci sono anche quelle del dossier delle opere prioritarie per la Lombardia che avevamo consegnato a Luglio al Ministro Toninelli, il quale ha dimostrato ascolto e sensibilità nei confronti delle esigenze dei territori. Riteniamo importante che finalmente ci sia un Governo che mette al centro dell’attenzione del settore trasporti il trasporto pubblico locale e non più solo le grandi opere per le grandi lobby. Questa è un’inversione di rotta significativa che aiuterà l’economia lombarda e servirà anche a migliorare la qualità della vita di pendolari, viaggiatori e cittadini. Come M5S Lombardia continueremo a interloquire con il Ministro Toninelli, ponendoci al servizio dei cittadini”, conclude Toninelli. http://www.lombardia5stelle.it

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Cresce il mercato residenziale lombardo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Il mercato immobiliare residenziale lombardo archivia il 2017 con il segno positivo. Aumentano le compravendite di abitazioni (+5,5% sul 2016), portando la regione al 1°posto in Italia per numerosità. Ma se si rapporta il dato con la popolazione residente maggiorenne, la Lombardia scende al 3° posto con 139 transazioni ogni 10mila abitanti, posizionandosi subito dopo la Valle d’Aosta (157) e la Liguria (151). Anche nei primi cinque mesi del 2018 arrivano ulteriori segnali positivi, con l’aumento della domanda per le abitazioni nuove o ristrutturate (+4%) e con i prezzi medi che restano sostanzialmente stabili (€ 2.680/mq; +0,9%). Sul nuovo si cercano prevalentemente trilocali e quadrilocali, ma nelle grandi città si fa più attenzione ai servizi e alla gestione degli spazi comuni (interior design, palestra, rooftop, coworking, lavanderia, ecc.). Inoltre, aumentano i progetti di housing sociale e collaborativo, in cui gli abitanti sono coinvolti nella creazione di una comunità sostenibile. Sono questi i risultati elaborati dal Centro Studi di Abitare Co., società attiva nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, sia sulle compravendite fornite dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, sia su dati interni dell’azienda.Se il 2017 si è archiviato con il segno positivo, cosa accade nei primi cinque mesi del 2018? Secondo l’analisi di Abitare Co. l’interesse dei lombardi per il “mattone” resta molto vivo, soprattutto per quanto riguarda le nuove abitazioni o ristrutturate. La domanda nelle principali città della regione è infatti cresciuta in media del +4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se con tassi differenti. Le città più dinamiche risultano Monza (+5,3%), Sondrio (+4,9%), Bergamo (+4,8%), Milano (+4,7%) e Cremona (+4,5%). Seguono Pavia (+4,1%), Lecco (+3,7%), Varese (+3,4%), Como (+3,3%), Lodi (+3,3%), Brescia (+2,9%) e Mantova (+2,5%).
Nel periodo analizzato, i prezzi medi per acquistare un’abitazione nuova o ristrutturata nelle principali città lombarde sono sostanzialmente stabili (+0,9%), attestandosi a € 2.680/mq (da un minimo di € 2.000 a un massimo di € 3.370).La più “cara” è Milano, dove per acquistare un’abitazione sono necessari in media € 5.500/mq (+1,2%). Seguono Como con € 3.400/mq (+1,1%), Bergamo con € 3.150/mq (+1,2%), Brescia con € 2.950/mq (+1,1%), Monza con € 2.850/mq (+1%), Varese con € 2.600/mq (+0,9%), Pavia con € 2.300/mq (+0,5%), Lodi con € 2.100/mq (+0,7%). Più economiche Mantova con € 1.950/mq (+0,6%), Lecco con € 1.850/mq (+1,3%), Sondrio con € 1.800/mq (+0,5%) e Cremona con € 1.750/mq (+0,9%). (Roberto Grattagliano – fonte: Abitare Co)

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Referendum Lombardo-Veneto: L’autarchia lascia il tempo che trova

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

regione lombardiaA leggere i dati sul surplus tra entrate e uscite del Nord, del centro e del Sud si capiscono i risultati del referendum che si sono svolti ieri in Lombardia e Veneto. Il Nord ha un attivo di 93 miliardi, il Centro di 8 miliardi, invece il Sud ha un disavanzo di 63 miliardi. Le cifre parlano da sole. Teniamoci i nostri soldi, non vogliamo svenarci con un Sud che, da decenni, non riesce a decollare, nonostante massicci investimenti effettuati dal dopoguerra ai giorni nostri, è il motivo principale delle proteste, specialmente dei veneti. Ragionare sui fatti serve a chiarire. Lo scandalo finanziario della Banca Veneta e Banca Popolare di Vicenza, che ha colpito i veneti, ha rafforzato le convinzioni di chi si sente trascurato dallo Stato centrale che non è intervenuto in maniera tempestiva. Già, ma lo scandalo è nato nel Veneto, da banche locali. I veneti ricordano lo scandalo Mose? Insomma, l’idea che l’onestà e l’operosità appartenga, in via esclusiva, a determinate aree geografiche lascia il tempo che trova. Le stesse norme istitutive dei referendum regionali pongono alcuni dubbi sulla capacità delle Regioni di legiferare in modo lineare: in Lombardia non c’è quorum, in Veneto sì. Inoltre, le Regioni hanno sistemi elettorali diversi e, financo, i calendari scolastici sono diversi in Regioni contigue, simili dal punto di vista geografico (si veda Abruzzo e Molise). L’attribuzione di competenze di promozione turistica alle Regioni ha comportato la frammentazione degli investimenti e l’incapacità di presentarsi come sistema Paese, non a caso siamo scesi al quinto posto nella graduatoria delle presenze turistiche. Per di più, fa sorridere la richiesta di attribuzioni nel campo della politica industriale e della ricerca, a fronte dei processi di globalizzazione che prevedono fusioni di gruppi industriali e di investimenti plurimiliardari.L’autarchia lascia il tempo che trova. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Referendum Lombardo-Veneto

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

zaia“Grande soddisfazione per i referendum lombardo-veneti sull’autonomia, sull’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, sul regionalismo differenziato. E’ talmente tanta la soddisfazione che Forza Italia intende proporre gli stessi referendum, sulla base degli articoli 119 e 120 della Costituzione, Titolo V, anche per il resto d’Italia”.Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Occorre avere su tutto il territorio nazionale un federalismo responsabile, a partire dal Sud. Come abbiamo sempre detto ‘meno Stato invadente al Nord, più Stato efficiente al Sud’: questa è la nostra linea.Quindi, grande soddisfazione anche perché, lo dico con molta chiarezza e un po’ di orgoglio, il quesito referendario del Veneto ha nome Pdl-Forza Italia. Perché quello sul quale si è votato ieri non era il quesito della Lega, che fu bocciato dalla Corte costituzionale, ma è il quesito di Forza Italia-Pdl, che invece venne giudicato legittimo. Quindi, particolare soddisfazione per il Veneto perché il referendum che è passato è il nostro referendum, non quello della lega. Però noi siamo buoni e quindi evviva il centrodestra, evviva il centrodestra unito”.
“Grande soddisfazione per la consultazione referendaria, che nasce dall’iniziativa legislativa regionale di Pdl-Forza Italia, un successo per i veneti e per il nostro partito. Abbiamo parlato alle persone, spiegando loro le ragioni del sì e la gente ha risposto positivamente perché ha capito che si tratta di un passo importante per il futuro del Veneto. Un risultato, raggiunto grazie al costante lavoro sul territorio, che è anche linfa vitale per il partito in vista delle prossime elezioni politiche”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Lorena Milanato.

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Best practice al sistema sanitario lombardo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Finlombarda S.p.A. comunica che, per i nuovi contratti, il Fondo Socio Sanitario* ha raggiunto il traguardo di 60 giorni nei tempi di pagamento dei fornitori del sistema sanitario lombardo. Da marzo ad oggi sono stati pagati a 60 giorni oltre 2.000 fornitori per più di 120 milioni di euro, con un tasso di crescita medio del 97%. Entro la fine dell’anno si prevede di erogare ulteriori 240 milioni di euro. “A causa dell’insolvenza della pubblica amministrazione, grava sulle spalle delle nostre imprese in Italia una massa creditizia di ben 70 miliardi di euro. Garanzia di tempi certi di pagamento e riduzione ulteriore degli stessi a 60 giorni, come deliberato dalla nostra Regione, rappresenta un esempio concreto di come affrontare questo problema”, commenta Marco Nicolai, Presidente del Consiglio di Gestione di Finlombarda S.p.A. Istituito nel 2007 da Regione Lombardia e gestito da Finlombarda, che ha centralizzato i flussi finanziari delle aziende sanitarie secondo una logica di cash pooling, il Fondo Socio Sanitario ha permesso la progressiva e significativa contrazione delle tempistiche di pagamento dei fornitori del sistema sanitario lombardo da 280 giorni iniziali a 90 giorni (2009), per poi passare ai 60 giorni attuali per tutti i nuovi contratti.
Il Fondo Socio Sanitario ad oggi ha erogato complessivamente 10,3 miliardi di euro, di cui 8,7 miliardi di euro direttamente a oltre 13.000 imprese e relativi a 106 categorie merceologiche, e la gestione di oltre 3.100.000 documenti contabili (tra fatture e note di credito). Per il 79,3% gli acquisti riguardano 10 categorie merceologiche, tra le quali ai primi tre posti per ammontare erogato sono posizionati i prodotti farmaceutici (2,6 miliardi di euro) seguiti dai presidi chirurgici e materiali sanitari (1,1 miliardi di euro) e dai materiali protesici (0,67 miliardi di euro).

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