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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Lorenzin come Alice nel paese delle meraviglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

lorenzinL’ultima trovata – capolavoro di originalità – del Ministro alla salute, Beatrice Lorenzin, è che ogni fumatore dia 20 centesimi a pacchetto in favore della spesa sanitaria.
Parto rea confessa, sono fumatrice. E sarei d’accordo, se chi dice di tutelare la mia salute non fosse lo stesso soggetto che dal mio vizio ricava il 76,5% di denaro. Avete mai visto un’oste che invita i clienti all’astemia? Ci vuole, poi, una certa faccia tosta a parlare di microtassa su prodotti il cui prezzo è già composto, al 76,5%, di tasse. L’aumento è attualmente in fase di studio. Ci sono serie perplessità sull’efficacia economica dell’operazione, perché se si carica la microtassa sulle sigarette che costano meno, quindi comprate da fasce della popolazione più povere, finisce che questi smettono di fumare. Lo suggerisce il fatto che nonostante gli ultimi rincari il gettito previsto è diminuito. E allora occorre fare attenzione e mantenere un funambolico equilibrio, perché se tutti smettono davvero dove lo recuperiamo poi quel gettito fiscale?Ed io, ingenua, che credevo che scopo (magari principale) della microtassa fosse proprio scoraggiare il fumo. Il gettito diminuisce anche perché più aumentano le tasse più il mercato nero si sfrega le mani: nel 2015 l’Italia, dopo la Polonia, è stato il paese UE dove so no state smerciate più sigarette di contrabbando (2,3 miliardi di sigarette, circa l’8% del mercato illegale europeo è nel nostro paese).Ma quale metodo usare per convincere i singoli, liberi di scegliere di che morte morire, a smettere di fumare per il bene loro e delle casse della sanità?
Informazione, che passi prima di tutto dall’etichetta, affinchè il consumatore (che già sa che fanno male) sappia, al di là del messaggio scritto come un manifesto funebre e delle foto shock, cosa c’è dentro. Perché con l’attuazione della più recente direttiva UE in materia sono spariti i pacchetti da dieci sigarette, sono aumentate in grandezza foto e messaggi negativi, ma sono anche sparite le indicazioni su percentuale di condensato e nicotina. Per il legislatore europeo, queste indicazioni favorivano nel consumatore l’idea che un determinato prodotto fosse meno nocivo di un altro.
E siccome i consumatori sono deficienti, meglio informarli con immagini e slogan anziché con l’elenco completo dei componenti. Quasi quasi smetto. Per dispetto. (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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La Lorenzin tranquillizza: tutto bene sul fronte dei vaccini

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

lorenzin“Per l’asilo nido e la scuola dell’infanzia la vaccinazione è requisito necessario per accedere. E’ molto importante che i genitori presentino la copia delle vaccinazioni o un attestato che accerti la prenotazione”. Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è intervenuta a ‘Obiettivo Salute’, il nuovo programma di Nicoletta Carbone su Radio 24, in merito alle vaccinazioni. Sulla nuova circolare emanata dal ministero, che ha l’obiettivo di rendere più agevole e senza intoppi la ripresa scolastica nel primo anno di applicazione dell’obbligo vaccinale, il ministro spiega: “Ci siamo resi conto che in alcune regioni ci potrebbe essere qualche problema derivato da una non velocissima efficienza di alcuni centri o di alcune Asl nel recepimento delle prenotazioni, quindi abbiamo predisposto una serie di possibilità e opzioni in più per i genitori. Le famiglie potranno fare la prenotazione telefonicamente, oppure inviando una mail all’indirizzo di posta ordinaria o certificata, oppure inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento ad una delle Asl della regione di appartenenza e lo diranno nell’autocertificazione che presenteranno all’ingresso a scuola”. Il ministro sottolinea a Radio 24 anche che “rimane sempre la data del 10 marzo in cui tutta la documentazione originaria deve essere presentata per accertarsi dell’effettuata vaccinazione”. Sulla situazione nelle varie regioni il Ministro afferma che “In linea di massima il caos è sui giornali, nella maggior parte delle regioni e delle Asl abbiamo riscontrato situazioni normalissime, anzi alcune punte di eccellenza come il Piemonte. Abbiamo anche dei casi che ci sono stati segnalati, abbiamo anche richiamato le Asl e le regioni in questione, ma predisponendo questa circolare pensiamo di avere immaginato ogni possibilità di opzione per dare la possibilità alle famiglie di accedere ai servizi qualora abbiano davvero intenzione di vaccinare i loro bambini.”

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Gentiloni non licenzia ma riconferma Lorenzin

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

ministero-pubblica-istruzione“Per un attimo ci avevamo sperato, ma il neo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni alla fine ci ha delusi. Beatrice Lorenzin è ancora a capo del Dicastero della Salute”. Sono queste le parole con cui Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell’Associazione Dossetti, ha commentato nel primo pomeriggio di oggi la riconferma della Ministra, dal 2013 in forze alla squadra di Governo e, ieri, nuovamente confermata alla guida dell’organo dell’Esecutivo. “Cambiando l’ordine degli addendi, certamente il risultato non cambia – ha poi proseguito Giustozzi, già fortemente critico verso le dichiarazioni di Lorenzin in merito alle migliorie sanitarie che sarebbero conseguite dalla modifica del Titolo V della Costituzione. “ Dopo aver illuso i malati italiani, in modo particolare i diabetici, con la favola del Sì al referendum che avrebbe magicamente avviato i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) – ha chiosato il Segretario – ci chiediamo quale sarà il prossimo coniglio dal cilindro di questo Ministero, al cui timone Lorenzin continua a resistere”.
La Dossetti – dal 2000 ad oggi in prima linea per la salvaguardia del diritto alla Salute e per il ripristino delle Pari Opportunità nell’accesso alle cure in tutto il territorio nazionale – non ha mai nascosto evidenti perplessità su alcune pubbliche dichiarazioni della Ministra Lorenzin – che rimarrà negli annali per lo scivolone preso in occasione della campagna sul Fertility Day: “Auspichiamo vivamente la riabilitazione della dott.ssa Daniela Rodrigo – ha sottolineato al riguardo – augurandoci che, da questo momento, il Capo del Dicastero riesca a distinguere il bianco dal nero, evitando magari nuovi scivoloni dai contorni pseudo razzisti. Sarebbe interessante sapere quanto denaro pubblico si è speso in tal circostanza e se tali somme siano state in qualche modo restituite al contribuente”.
Solo due mesi fa, a ridosso della querelle per lo stanziamento dei fondi 2017 per il comparto, il segretario dell’associazione intitolata al presbitero, giurista e deputato della I Legislatura Giuseppe Dossetti, aveva parlato di “Sanità allo sbando e SSN non lontano dalla bancarotta”. Ieri, la doccia fredda giunta con l’ufficializzazione del Governo Gentiloni: “Le minestre scaldate non ci sono mai piaciute – ha concluso Giustozzi – ma non per questo getteremo la spugna, determinati più che mai nel nostro percorso di risorgimento civile dei diritti di tutti i malati, in particolar modo di quelli illusi dal miraggio referendario di un farmaco innovativo che mai arriverà”.

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Referendum: Associazione Dossetti, “Lorenzin smetta di dire che il Sì porterà cure per tutte le malattie”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2016

Lorenzin beatrice“Basta un Sì al referendum e dal 5 dicembre si potrà guarire da tutte le malattie. E’ questo il messaggio che la Ministra della Salute Lorenzin va ripetendo da giorni, promettendo l’avvio dei nuovi LEA come una panacea: per il diabete, per le malattie rare, per l’epatite C, e via così ad ogni incontro pubblico. Ma tutti sanno che i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono fermi sulla carta da anni e soprattutto che per garantirne l’applicabilità serve una copertura finanziaria che oggi varia da regione a regione e che la riforma del Titolo V, proposta nel Referendum Costituzionale, peggiora addirittura la situazione, dal momento che il Ministero dell’Economia continuerà a gestire il portafoglio per la spesa sanitaria. Ciò significa che il diritto alla tutela della salute resterà di fatto sottoposto a criteri di sostenibilità finanziaria e di equilibrio di bilancio.
Questo passaggio cruciale, di cui non tutti i cittadini sono bene informati, costituisce per l’Associazione Dossetti motivo di grandissima preoccupazione. Se la riforma del titolo V, in campo sanitario, si riduce infatti ad una super concentrazione di poteri in capo al Ministero dell’Economia e ad una riduzione di poteri delle regioni, che fine farà il Ministero della Salute? La Ministra Lorenzin non ha capito che, votando Sì al referendum, va contro se stessa e contro il ruolo che è stata chiamata a svolgere: cioè quello di difendere l’articolo 32 della Costituzione del quale lei dovrebbe essere la prima garante dal momento che il suo Ministero fu istituito per questo motivo. Non si può più speculare sulla salute di chi sta male: Lorenzin spieghi come funzioneranno i LEA, con quali fondi saranno finanziati e chi gestirà questi denari, oppure la smetta di mistificare la realtà alle spalle di chi sta male. Altrimenti, di questo passo, arriveremo, sotto il referendum, a promettere la disponibilità di un milione di nuovi posti letto”. Così in una nota Claudio Giustozzi, Segretario dell’Associazione Nazionale “Giuseppe Dossetti”.

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Ddl Lorenzin, audizione Fofi: sconfezionare farmaci per allestire galenici

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2016

galeniciLa possibilità di sconfezionare farmaci per allestire preparazioni galeniche tagliate su misura per i pazienti, l’aggiornamento del tariffario nazionale dei medicinali magistrali e la revisione della farmacopea ufficiale. Queste le proposte presentate oggi dalla Fofi alla commissione Affari Sociali durante un’audizione alla Camera dei deputati, cui hanno preso parte i vertici di alcune associazioni di professionisti in campo sanitario e Farmindustria nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3868 Delega al Governo, approvato dal Senato, recante “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”.A delineare il quadro delle proposte che la Fofi vorrebbe inserire all’interno del disegno di legge in discussione è il tesoriere della Federazione Mario Giaccone: «Vorremmo vedere l’introduzione della possibilità di sconfezionare i farmaci industriali per allestire preparazioni galeniche: ci sono casi in cui la materia prima è accessibile perché interna a un prodotto industriale ma per esigenze particolari, ad esempio per un bambino con problema vascolare, non ci sono dosaggi minori in commercio. Ora il farmacista ha l’impedimento di togliere la compressa dal blister e modificare il quantitativo di principio attivo, una procedura che agevolerebbe anche il contenimento costi. Inoltre, è necessario l’aggiornamento del tariffario nazionale dei medicinali magistrali allestiti in farmacia perché quello attuale risale al 1993, dunque i prezzi risultano totalmente disallineati con quelli del mercato ed è necessario ridefinirli. La stessa considerazione vale per la revisione della farmacopea ufficiale ai fini di regolarizzare situazioni paradossali e minori che però ci mettono in difficoltà, basta pensare che ci sono sostanze obbligatorie da avere in farmacia che non sono più in commercio come sostanza ma si trovano solo come forma industriale».
In generale, il parere della Federazione sul nuovo disegno di legge è «decisamente positivo – afferma Giaccone – soprattutto per ciò che riguarda le novità introdotte sugli enti vigilati dal Ministero della Salute e quindi anche gli Ordini. La modernizzazione di questi enti non è più rimandabile. È da 60 anni che vengono applicate le stesse norme ed è chiaro che le esigenze e necessità siano mutate nel tempo».Le novità introdotte con la 3867 sono state accolte positivamente anche dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi che ha sottolineato come questo disegno di legge rappresenti «uno strumento efficace per preparare il Paese all’attuazione del Regolamento Ue 536/2014 sui clinical trial previsto nel 2018. Se questo disegno di legge verrà applicato in tempi brevi apporterà benefici per la ricerca e per il Paese. Siamo un hub produttivo in Europa e possiamo diventare anche un hub della ricerca clinica – l’accademia italiana è sempre ai primi 3 posti nelle pubblicazioni”. Affinché ciò sia reso possibile, secondo il presidente di Confindustria, in primis è necessario snellire la burocrazia e velocizzare i processi di approvazione in modo da poter competere con altri Paesi. Puntare a evitare duplicazioni tra Aifa e comitati etici – afferma Scaccabarozzi – inoltre, i contenuti standard rendono la burocrazia ancora più lunga e bisogna rivedere normativa sugli studi no profit perché se non possono essere condivisi si rallenta». Aumentare il potenziale arruolamento di studi clinici in Italia permetterebbe anche di «chiamare risorse che sono utili per i pazienti per accedere ai farmaci prima della commercializzazione degli stessi, e sono fonte preziosa di risorse per il Ssn perché per ogni paziente i costi sono a carico delle aziende che sostengono gli studi», conclude Scaccabarozzi.A prendere parte all’audizione con proposte e commenti anche la Federazione nazionale degli ordini dei veterinari italiani (Fnovi), del Consiglio dell’Ordine nazionale dei biologi (Onb), della Società italiana di fisica, della Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi) e della Federazione nazionale dei Collegi professionali dei tecnici sanitari di radiologia (Tsrm). (Attilia Burke fonte Farmacista33) (foto: galenici)

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Lorenzin su fondo sanitario: necessari criteri più equi

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

Lorenzin beatrice“Il riequilibrio tra Nord e Sud per la ripartizione del Fondo sanitario nazionale, giustamente ribadito dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, se lasciato alla volontà unanime delle regioni rischia di non diventare mai realtà. Sono anni che i governatori del Sud chiedono invano l’applicazione di criteri più equi, quali indice di mortalità e condizioni socioeconomiche, sbattendo sempre contro il muro del Nord. Un’ingiustizia che pesa sulla salute dei tanti cittadini e che necessita di un indirizzo forte da parte del Governo Centrale che in fondo è garante dei principi di universalismo e equità del nostro sistema sanitario nazionale. La posizione del Ministro ci conforta, rappresentando un primo passo sulla strada da percorrere”. Lo afferma in una nota, Raffaele Calabrò, capogruppo di Area popolare in commissione Affari Sociali della Camera.

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Lorenzin: Voglio una psichiatria più presente sul territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

ospedale bresciaBrescia. “La psichiatria è sempre stata il fanalino di coda della medicina, ma oggi dobbiamo riorganizzarla perché sia più presente sul territorio è l IRCCS Fatebbenefratellj, unico di 49 IRCCS dedito alla malattia mentale, è importante in questa sfida”:
così, ieri pomeriggio, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha salutato i dirigenti e i dipendenti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia al termine della visita all’Istituto, del quale ricorre quest’anno il ventesimo dalla fondazione. Ad accogliere il ministro che era accompagnato dall assessore regionale Mauro Parolini , c’erano il direttore generale fra Marco Fabello, accompagnato dal superiore provinciale dell’Ordine San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli fra Massimo Villa, e il direttore scientifico dell’Irccs professor Stefano Cappa. Fra Marco ha ricordato che “San Giovanni di Dio curava i malati col cuore, con l’anima e con tutte le possibilità” e ha chiesto quindi al governo che “sia concessa all’Irccs un’agibilità migliore sul territorio per poter occupare soprattutto quegli spazi ancora poco presidiati nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta”, sottolineando un deficit di assistenza non meno grave dei problemi della ricerca, i quali peraltro hanno condotto anche quest’anno a un robusto taglio nei finanziamenti. “La salute mentale merita un’attenzione non inferiore alla grande chirurgia o ai più grandi centri specialistici di cui è ricca la Regione Lombardia, e non solo. Le famiglie portano un peso troppo grande, sia nel mondo dei malati psichici che dei malati di demenza, soprattutto di Alzheimer” ha commentato Fabello. Dopo il direttore generale, che ha chiesto al Ministro di poter partecipare ai tavoli nazionali e regionali in quanto unico Irccs dedicato alla malattia mentale, il direttore scientifico ha illustrato l’impatto di queste patologie sulla qualità della vita dei pazienti, ricordando che nel mondo si esprime un caso di demenza ogni 3 secondi. “La ricerca traslazionale dell’Irccs – ha detto il professor Cappa – si basa su un approccio mirato sul ciclo di vita, affrontando i fattori di rischio genetici e ambientali, la diagnosi precoce attraverso marcatori molecolari e di neuroimmagine, e le terapie farmacologiche e non”. Cappa ha quindi ricordato alcuni esempi delle ricerche finanziate all’Irccs, dall’identificazione dei markers dell’Alzheimer, alle nuove tecniche di diagnosi di questa forma di demenza, allo studio della salute mentale dei giovani e della depressione.

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Brescia: Visita del ministro Lorenzin

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Brescia lunedì 11 luglio il ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin, visiterà l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. Il Ministro arriverà alle 13,30 e sarà ricevuta dal direttore generale dell’Istituto, fra Marco Fabello, dal superiore provinciale dell’Ordine Ospedaliero fra Massimo Villa e dallo staff dell’Istituto. In seguito, il Ministro visiterà l’Istituto.

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Scambio Italia – Cina opportunità di sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2016

diana braccoA margine della visita del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in Cina, Diana Bracco presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco commenta: “La collaborazione tra l’Italia e la Cina assume un ruolo strategico di sviluppo per entrambi i Paesi”.
Il Gruppo Bracco è una multinazionale che opera nel settore della salute in particolare nella diagnostica per immagini con un fatturato consolidato di oltre 1,1 miliardi di euro e oltre 3300 dipendenti. Oggi è presente in Cina con più di 4.500 operatori della salute attivi in oltre 2.000 strutture ospedaliere cinesi.”Crediamo, in qualità di azienda impegnata nella salute, che lo scambio tra l’Italia e la Cina sia foriero di sviluppo lungo due direttrici: da un lato – spiega la presidente Diana Bracco – abbiamo delle eccellenze da portare, frutto della capacità di fare innovazione, dall’altro abbiamo molto da apprendere da un sistema complesso e così velocemente attraversato dal cambiamento come quello sanitario cinese”. Il gruppo è presente in Cina dagli anni Ottanta, prima di molte altre società italiane. Nel 2001 è nata la joint venture al 70% con la realtà cinese Sine Pharmaceutical. Poi, nel 2004, il primo grande stabilimento nell’area di Shanghai.
“La scelta di avere una presenza diretta in Cina – sottolinea Diana Bracco – è basata sulle grandi gruppo bracco in cinapotenzialità del mercato cinese nella diagnostica per immagini e sul miglioramento qualitativo del sistema sanitario del Paese. I progetti di collaborazione tra operatori italiani e cinesi, siano essi aziende farmaceutiche, produttori di dispositivi medici, centri ospedalieri o aziende di servizi per la sanità, potranno contribuire in modo significativo – prosegue Diana Bracco – al compimento delle riforme cinesi”.Il Gruppo Bracco annovera anche una collaborazione con la Società Cinese di Radiologia e ha aderito alla Fondazione Italia Cina. “Dobbiamo molto alla presenza e alla comprensione della realtà del nostro management locale – afferma Diana Bracco – ma anche al supporto dell’Ambasciata Italiana: siamo sempre stati molto aiutati dalle nostre rappresentanze, il ruolo e la presenza del Governo al fianco di aziende come la nostra è essenziale per riuscire in Cina. Inoltre – conclude il presidente Diana Bracco – credo che un ruolo fondamentale nello sviluppo delle relazioni tra i due Paesi è stato svolto da Expo”. (foto. diana bracco, gruppo bracco in cina)

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