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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘lorenzo fieramonti’

Vittorio Sgarbi esprime solidarietà al ministro dimissionario dell’Istruzione Lorenzo Fieramonti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

“Lo aveva promesso in Parlamento e lo ha fatto. Apprezzo – osserva Sgarbi – la sua decisione che indica i limiti gravi del Governo rispetto ai temi dell’istruzione e della cultura. La coerenza del ministro indica che la sua non era una minaccia propagandistica ma una presa di coscienza di un limite oggettivo e insuperato”“Io stesso – spiega Sgarbi – avevo suggerito al ministro e dunque al Governo la possibilità di recuperare un finanziamento di 3 miliardi di euro dall’inverosimile spesa (50 miliardi di euro!) prevista per le cosiddette energie rinnovabili, che sono, sulla base di quello che le inchieste ci hanno rivelato in questi anni, una colossale truffa gestita dalla mafia.”“Il Governo – aggiunge Sgarbi – aveva dunque la possibilità di soddisfare le richieste e del ministro e non lo ha fatto. Le sue dimissioni – conclude Sgarbi – dunque non appaiono una generica minaccia ma una reale contrapposizione culturale”.

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Scuola: Fioramonti sposa la linea Udir

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

«Chiederò di abrogare la legge che impone le impronte digitali all’ingresso per i presidi». È uno dei primi obiettivi dichiarati del nuovo ministro dell’Istruzione. Pacifico (Udir): «Voltiamo pagina, quel provvedimento è inutile e pesa sulle casse statali. Ma ci sono anche altre priorità»No alle impronte digitali, si cambia direzione rispetto a quella che era un’assurdità, un provvedimento offensivo per la professionalità dei ds. Un’ottima dichiarazione di intenti da parte di Lorenzio Fioramonti, titolare del Miur nel nuovo governo guidato da Giuseppe Conte. Il quarantaduenne ministro pentastellato, oltre ad aver sottolineato come priorità a cui pensare «l’insicurezza di troppi edifici scolastici», intervistato dal quotidiano La Repubblica, ha dichiarato la sua totale contrarietà alla legge che impone le impronte digitali per i presidi. «Chiederò di abrogarla al secondo Consiglio dei ministri», ha dichiarato Fioramonti.Udir, giovane sindacato dei dirigenti scolastici, plaude al nuovo corso, avendo combattuto a lungo l’introduzione di una legge, che inizialmente era un emendamento inserito nel ddl Concretrezza sui controlli biometrici dei dipendenti pubblici, e aveva tra i più convinti promotori l’ex ministro della P.A., la leghista Giulia Bongiorno. Il provvedimento, colmo di limiti evidenti, non teneva per nulla conto della peculiarità del lavoro dei presidi, tanto più quando svolgono le proprie attività su più sedi, o all’esterno dell’edificio, o nei rapporti con il territorio.Udir plaude alla svolta annunciata dal neo ministro. Tanto più che il provvedimento in vigore era stato criticato dall’Aran, l’agenzia che agisce a tutela dell’amministrazione e bocciato dal Garante della Privacy, Antonello Soro. «La legge è inutile, costosa – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir – e oltretutto, colpendo la loro sfera personale, fa passare i lavoratori del comparto Istruzione, a partire dai ds, come delinquenti. Colpire nel mucchio una categoria, in un comparto dove l’assenteismo non esiste, è soltanto offensivo. Con la scuola dell’autonomia, i dirigenti hanno anche visto triplicare gli incarichi e aumentare le competenze. I soldi che si risparmieranno potranno essere investiti meglio, magari per la formazione del personale o per la stabilizzazione dei precari».

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Scuola: precariato e il ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Poiché lo stesso nuovo titolare del Miur non vuole perdersi in chiacchere, annunciando che al primo Consiglio dei Ministri utile sarà “pronto a far ripartire il decreto Salva precari”, riteniamo doveroso incontrarlo il prima possibile. In questo modo, Anief, che nell’ultimo decennio ha difeso a spada tratta il popolo dei precari come nessun altro sindacato, potrà indicargli qual è la strada da tracciare per cancellare il fenomeno tutto italiano della supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Quelle indicate nel decreto salva-precari erano disposizioni per nulla risolutive. Basta andarsi a vedere che fine hanno fatto tantissimi vincitori di concorso, anche riservato, degli ultimi dieci anni. Se si vuole intervenire per garantire la continuità didattica e le immissioni in ruolo, bisogna ripartire da una riformulazione delle graduatorie d’istituto, ad esaurimento e di merito esistenti, programmando concorsi e corsi abilitanti ordinati. Se il precariato ha assunto una mole mai vista, non può essere vinto con strategie ordinarie. È bene che il ministro Fioramonti questo lo sappia e glielo diremo al primo incontro: i precari rimarranno in eterno, ad esempio, se ci sono decine di migliaia di posti con furbizia collocati in organico di fatto, perché pur essendo vacanti e disponibili permettono allo Stato di risparmiare sul pagamento dei mesi estivi, sulle ricostruzioni di carriera e sugli scatti di anzianità automatici. Vanno, piuttosto, creati dei posti ulteriori, per potenziare l’insegnamento e ancora prima l’orientamento scolastico nelle aree più a rischio abbandoni e con un’alta presenza di alunni difficili e stranieri. Dopo aver creato le condizioni per assorbire i precari, nel decreto da approvare vanno previste delle modalità che permettano di non fermarsi ai già annunciati interventi per stabilizzare i supplenti storici, entrati nel mirino della Commissione UE, utilizzando appieno il doppio canale di reclutamento parallelo alle graduatorie di merito, da utilizzare, a domanda, anche su scala nazionale per assumere gli attuali vincitori e GaE, assorbendo le attuali GaE, e proseguendo con immissioni in ruolo da graduatorie d’istituto provinciali, con corsi abilitanti ordinari per il personale di terza fascia e concorsi aperti ai giovani laureati, senza dimenticare di confermare nei ruoli chi è stato assunto con riserva e ha superato l’anno di prova”. Anief accoglie con fiducia la volontà del nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di approvare al più presto il decreto salva-precari, non prima però di averlo rimodulato perché a suo dire “presenta criticità”.

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