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L’Ecole hôtelière de Lausanne (EHL) vince la classifica di Migliore datore di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

LOSANNA, Svizzera–(BUSINESS WIRE)–L’Ecole hôtelière de Lausanne (EHL) si aggiudica il titolo di Migliore datore di lavoro nella Svizzera francese nella categoria di aziende di dimensioni medie nella classifica annuale stilata dalla rivista Bilan e pubblicata questa settimana.
“È una grande gioia per noi ricevere questo riconoscimento in occasione del nostro 125° anniversario, ci dimostra che siamo sulla strada giusta”La struttura offre un ambiente di lavoro dinamico e piacevole sul campus a nord di Losanna, dove i 464 dipendenti di 33 nazionalità diverse godono di, fra le altre cose, opportunità di lavorare da casa, sette settimane di ferie, accesso ad attrezzature sportive e fino a tre pasti gratuiti al giorno.Michel Rochat, Amministratore delegato del gruppo EHL, ha così commentato all’annuncio: “la qualità dell’ambiente di lavoro è una delle priorità della gestione EHL. Per noi è importante essere in grado di attrarre e trattenere i migliori talenti per continuare a offrire la formazione migliore ai nostri allievi, e mantenere la nostra posizione di leadership nell’insegnamento della Gestione dell’ospitalità. Lavoriamo su diversi fronti, quali la trasparenza dei procedimenti, la parità di genere, e il riconoscimento dei successi ottenuti all’interno dell’istituzione, ad esempio, il ritiro sabbatico o il premio alla ricerca che assegnamo ogni anno in facoltà”.Pascal Gauthier, Responsabile delle Risorse Umane, aggiunge: “In quanto università di scienze applicate, la formazione e lo sviluppo individuale dei nostri dipendenti è ovviamente importante per noi. Investiamo nella formazione continua a tutti i livelli dell’istituzione. Si tratta di un vantaggio molto attraente per i nostri dipendenti in un mercato del lavoro sempre più competitivo”.”Inoltre, cerchiamo di aumentare le opportunità di comunicazione con l’amministrazione per il nostro personale attraverso comitati di dipendenti, canali di comunicazione ampliati, sondaggi sulla soddisfazione, e gruppi di progetto dedicati. Questo principio di apertura consente la comunicazione di nuovi messaggi e di nuove proposte per continuare a migliorare dall’interno”. “È una grande gioia per noi ricevere questo riconoscimento in occasione del nostro 125° anniversario, ci dimostra che siamo sulla strada giusta”, continua Michel Rochat.Ecole hôtelière de Lausanne (EHL) è un ambasciatore della tradizionale ospitalità alberghiera svizzera ed è all’avanguardia nella formazione in questo settore sin dal 1893. Ha creato e ispirato una comunità professionale unica di oltre 25.000 manager per i servizi alberghieri, uniti dai valori e dalla tradizione di EHL.EHL è un istituto di livello universitario leader che offre soluzioni per la formazione a studenti entusiasti, di talento e ambiziosi provenienti da 119 Paesi. Grazie a programmi di laurea e di certificazione, EHL propone ai propri studenti una gamma di opportunità di formazione sia nel campus che online a diversi stadi del loro percorso professionale.
EHL viene regolarmente riconosciuto come il miglior istituto di management nel settore dell’ospitalità alberghiera al mondo, con i più alti tassi di assunzione dei suoi laureati nel settore. È uno dei membri di EHL Holding SA, un Gruppo dedicato alla formazione per il management nel settore dell’ospitalità alberghiera.Il testo originale del presente annuncio, redatto nella lingua di partenza, è la versione ufficiale che fa fede. Le traduzioni sono offerte unicamente per comodità del lettore e devono rinviare al testo in lingua originale, che è l’unico giuridicamente valido.

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IMD World Competitiveness Ranking 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

losannaLAUSANNE. The USA has surrendered its status as the world’s most competitive economy after being overtaken by China Hong Kong and Switzerland, according to the IMD World Competitiveness Center. The sheer power of the economy of the USA is no longer sufficient to keep it at the top of the prestigious World Competitiveness Ranking, which it has led for the past three years. The IMD World Competitiveness Center, a research group within IMD business school, has published the ranking each year since 1989 and it is widely regarded as the foremost annual assessment of the competitiveness of countries.The 2016 edition ranks China Hong Kong first, Switzerland second and the USA third, with Singapore, Sweden, Denmark, Ireland, the Netherlands, Norway and Canada completing the top 10.Professor Arturo Bris, Director of the IMD World Competitiveness Center, said a consistent commitment to a favourable business environment was central to China Hong Kong’s rise and that Switzerland’s small size and its emphasis on a commitment to quality have allowed it to react quickly to keep its economy on top.“The USA still boasts the best economic performance in the world, but there are many other factors that we take into account when assessing competitiveness,” he said.“The common pattern among all of the countries in the top 20 is their focus on business-friendly regulation, physical and intangible infrastructure and inclusive institutions.”
A leading banking and financial center, China Hong Kong encourages innovation through low and simple taxation and imposes no restrictions on capital flows into or out of the territory.It also offers a gateway for foreign direct investment in China Mainland, the world’s newest economic superpower, and enables businesses there to access global capital markets.China Hong Kong and Singapore aside, however, the research suggests Asia’s competitiveness has declined markedly overall since the publication of last year’s ranking.Taiwan, Malaysia, Korea Republic, and Indonesia have all suffered significant falls from their 2015 positions, while China Mainland declined only narrowly retaining its place in the top 25.The study reveals some of the most impressive strides in Europe have been made by countries in the East, chief among them Latvia, the Slovak Republic and Slovenia.Western European economies have also continued to improve, with researchers highlighting the ongoing post-financial-crisis recovery of the public sector as a key driver.
Meanwhile, 36th-placed Chile is the sole Latin American nation outside the bottom 20, while Argentina, in 55th, is the only country in the region to have improved on its 2015 position.Each ranking is based on analysis of over 340 criteria derived from four principal factors: economic performance, government efficiency, business efficiency and infrastructure.Responses from an in-depth survey of more than 5,400 business executives, who are asked to assess the situation in their own countries, are also taken into consideration. Professor Bris said: “One important fact that the ranking makes clear year after year is that current economic growth is by no means a guarantee of future competitiveness. “Nations as different as China Mainland and Qatar fare very well in terms of economic performance, but they remain weak in other pillars such as government efficiency and infrastructure.” Data gathered since the first ranking was published more than 25 years ago also lend weight to fears that the rich are getting richer and the poor poorer, said Professor Bris.“Since 1995 the world has become increasingly unequal in terms of income differences among countries, although the rate of increase is now slowing,” he said. “The wealth of the richest countries has grown every year except for the past two, while the poorer countries have seen some improvement in living conditions since the millennium.“Unfortunately, the problem for many countries is that wealth accumulation by the rich doesn’t yield any benefits for the poor in the absence of proper social safety nets. “Innovation-driven economic growth in poorer countries improves competitiveness, but it also increases inequality. This is obviously an issue that demands long-term attention.”

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Chiude il consolato di Losanna

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Il consolato di Losanna con un bacino di 57.000 cittadini italiani  chiude e si sono lasciate aperte incomprensibilmente le sedi  di Neuchatel e Wettinghen  con un bacino di utenza di gran lunga più piccolo. Questa la considerazione dell’on. Razzi in merito alla chiusura oramai definitiva del Consolato di Losanna «dalla Presidente del Comites VD-FR Prof.ssa Grazia Tredanari, colgo la denuncia urlata “che il contratto di affitto della sede del Consolato Generale di Losanna sia stato disdetto e che il personale in questi giorni abbia già ricevuto comunicazioni di trasferimenti” senza che vi sia stata una sola comunicazione ufficiale da parte del nostro Ministero degli Esteri – lamenta l’on. Razzi responsabile per l’Italia dei Valori nel mondo-. Chi sa perché e per fare un favore personale a chi si è preferito tenere aperte senza il suffragio della logica le sedi consolari di Neuchatel e Wettinghen  che con Losanna non possono affatto competere per numero di utenti».
La professoressa Trenadari ha scritto al Ministro Frattini lamentando l’atteggiamento di insofferenza e di mancato rispetto non fosse altro per la mancanza di una informazione preventiva che avrebbe potuto consentire una più consona pianificazione futura delle necessità dei concittadini italiani residenti a Losanna. «Sono solidale con la Trenadari. Per Losanna mi sono battuto strenuamente- ha spiegato Razzi- presentando anche una interrogazione parlamentare ma non c’è stato nulla da fare, non sono stato capace di capire la logica che il Ministro ha voluto attuare né ha fatto il possibile a che si capisse per spiegare a mia volta alle comunità la scelta scellerata. Andavano chiuse le sedi invece di Neuchatel e Wettinghen  non Losanna- conclude-». (On. Antonio Razzi)

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