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Lotta sindacale in Francia: Cosa c’insegna?

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2016

la-voceLa classe operaia francese è scesa in lotta e trascina con sé una parte via via più larga delle masse popolari. Dopo la giornata di grande mobilitazione nazionale di giovedì 26 maggio, l’ottava da febbraio quando il governo Valls-Hollande ha varato la sua Loi Travail (la Legge sul Lavoro, l’equivalente del Jobs Act imposto in Italia dal governo Renzi), scioperi, proteste, picchetti, manifestazioni e altre operazioni sono in corso in tutto il paese. Sette grandi sindacati di operai, dipendenti pubblici, studenti universitari e liceali (CGT, FO, Solidaires, FSU, UNEF, UNL, FIDL) hanno già annunciato una nuova grande mobilitazione nazionale per martedì 14 giugno: sarà la nona battaglia campale di una guerra che si annuncia lunga.
Il governo Valls-Hollande (partito socialista) ha abbandonato platealmente, con un voltafaccia clamoroso, il programma su cui Hollande si è fatto eleggere presidente nel 2012. In questo modo la borghesia francese si è assunto il compito di far recuperare ai francesi il ritardo con cui ha finora imposto in Francia il programma per l’eliminazione delle conquiste come è già accaduto in Gran Bretagna (Thatcher, 1979), negli USA (Reagan, 1981), in Germania (Schröder, 1998) e in altri paesi europei.
Contro questo progetto in Francia sono già scesi in campo gli agricoltori e molte categorie di artigiani e il malcontento è grande tra i giovani, i lavoratori urbani precari, i disoccupati e le popolazioni delle periferie urbane. Vi è stato in passato un solo precedente nel referendum del 29 maggio 2005 quando i francesi hanno votato pronunciandosi a maggioranza contro il progetto U.E.
Ora per le presidenziali francesi della prossima primavera sono già pronti due schieramenti d’opposizione al progetto UE: Marine Le Pen (Fronte Nazionale) a destra con un programma che si riassume nella persecuzione e cacciata degli immigrati, nell’applicazione dei rigori della legge agli emarginati, nella repressione della lotta di classe e nella difesa della sovranità nazionale: un programma affine a quello della Lega Nord di Matteo Salvini. Il secondo schieramento fa capo a Jean-Luc Mélenchon. La candidatura Mélenchon è quella che riprende (a grandi linee e in termini di programma presidenziale) gli obiettivi della decisa e diffusa agitazione popolare in corso in questi mesi in Francia (alla cui testa vi è la CGT e il suo segretario Martinez). La candidatura Mélenchon ha inoltre buone prospettive: nelle ultime elezioni presidenziali, quelle del 2012, al primo turno Mélenchon arrivò quarto, subito dopo Marine Le Pen, ed ebbe più di 3.980.000 voti, 11.1% del totale. In questa lotta per la presidenza Mélenchon il movimento dei lavoratori è sostenuto dalle grandi organizzazioni sindacali (schierata con il governo Valls-Hollande invece la CFDT come pure altri sindacati minori) e altri movimenti di sinistra come Nuit Debout.
Dato il discredito in cui è caduto Hollande e la concorrenza tra destra estrema (Marine Le Pen) e destra in doppio petto (a sua volta finora ancora divisa tra più candidature), se prima delle elezioni presidenziali della prossima primavera 2017 non succedono cose gravi, è probabile che Mélenchon ottenga i voti per essere la prima o la seconda lista al primo turno e quindi passare al ballottaggio del secondo turno. Una presidenza Mélenchon sarebbe qualcosa di analogo al Governo di Fronte Popolare del 1936. Non è possibile predire gli sviluppi, ma se la svolta ci sarà, rispetto all’attuale andazzo, sarà certamente un evento che sconvolgerebbe l’UE e la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Altro che la vittoria di De Magistris a Napoli e del M5S a Roma alle comunali di domenica 5 giugno!
La lotta in corso in Francia è ricca di insegnamenti per noi italiani. Inoltre il suo esito avrà nel nostro paese, in Europa e nel mondo ripercussioni che possono andare ben al di là delle eroiche lotte ancora in corso in Grecia.
In questa fase cruciale di lotta per i francesi molti esponenti della sinistra italiana hanno dichiarato la loro solidarietà con i lavoratori francesi: il che è certo una buona cosa, ma le dichiarazioni non costano nulla e con esse organismi e personaggi della sinistra cercano di difendere gratis il loro prestigio calante presso i lavoratori italiani. I fatti in Italia dimostrano invece che la legge Fornero è passata, il Jobs Act è stato adottato e in Italia ogni volta vi sono state lotte numerose, diffuse e sparse, scioperi, proteste, picchetti, ma niente che assumesse la forza e il peso della lotta in corso in Francia in queste settimane e di quelle da molti mesi in Grecia. Quale conclusione dobbiamo trarne? In Italia la spinta alla difesa dei diritti dei lavoratori vi sarà solo quando la classe operaia prenderà coscienza della sua forza passando da una agitazione fatta di iniziative numerose, diffuse e sparse a una agitazione potente e unitaria per diventare una forza capace d’incidere sul movimento politico del paese e lo potrà fare, validamente, con il supporto dei centri nazionali già esistenti e autorevoli della sinistra borghese e come lo fu nel 2010 con la Fiom.
La risposta, quindi, potrà venire solo dai “comunisti francesi”. Solo loro la possono dare. Solo loro sono in grado di dare ai lavoratori combattivi e ai loro organismi l’orientamento e la direzione di cui hanno bisogno per giovarsi dell’azione della sinistra borghese (sindacale e politica) e proseguire con successo la battaglia ingaggiata nelle piazze e nelle strade francesi. La loro vittoria, la costituzione a Parigi di un loro governo d’emergenza, imprimerebbe una svolta al corso delle cose non solo in Europa ma nel mondo. (abstract da “La Voce”) (n.r. Informiamo i nostri lettori che il precedente lancio che ha trattato lo stesso argomento e titolo, Posted by fidest press agency di Mercoledì, 1 giugno 2016, è stato da noi cancellato per sostituirlo con l’odierno essendo state rilevate alcune imprecisioni e omissioni che avrebbero potuto travisare la natura degli argomenti in questione. In ogni caso per chi volesse leggere il testo integrale può visionarlo al seguente link: http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com.16.05.30.html)

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Lotta sindacale in Francia: Cosa c’insegna?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

la voceIl testo con lo stesso titolo è visibile nel lancio del 4 corrente. Abbiamo provveduto alla cancellazione di questo contenuto avendo rilevato alcuni errori trascrittivi. Il nuovo articolo ha cercato di porvi riparo. Per chi, invece, intende approdondire il tema trattato può farlo leggendo l’originale al seguente link: http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2016/com.16.05.30.html

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Sciopero modelli viventi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

Firenze 6 aprile Ore 11.30  ore 17.30 Performance  Galleria «ART in progress», in Via dell’Oriolo 19-21 rosso (presso Piazza del Duomo) Conferenza stampa. “È una scelta inusuale portare una lotta sindacale in una galleria d’arte. Ma quello dei modelli viventi è un lavoro unico: ha a che fare con l’arte e con l’ispirazione che dovrebbe nutrire l’artista”, così Antonella Migliorini, del Coordinamento Modelli delle Accademie delle Belle Arti e Licei artistici, presenta la protesta-performance che si terrà lunedì 6 aprile a Firenze, presso Galleria «ART in progress», in occasione dello sciopero nazionale dei modelli viventi indetto dalla RdB-CUB. “Con questa performance i modelli vogliono protestare per chiedere la stabilizzazione del loro contratto, facendo vedere al pubblico il senso del loro lavoro – spiega Migliorini – un lavoro pesante, ancor più in una condizione di precarietà: il corpo nudo costretto all’immobilità per ore, il tempo necessario all’artista e allo studente per realizzare l’opera. Verrà mostrato il momento vivo che precede la creazione artistica – prosegue la modella –  la fantasia, quell’essere muse, quel sogno, quello spirito che accumuna modelli e artista, quel voler essere ciò che non si è, quel voler schiudere ciò che ancora non c’è, e che deve creare una nuova forma. Perciò si rivendica il ruolo stabile di questa figura professionale, tanto piú nell’avanzante riforma che riduce drasticamente pittura e scultura ed elimina senso e importanza di quanto è fondamentale: lo studio del corpo umano”, conclude Migliorini. La protesta-performance intitolata “L’età d’oro delle muse” è composta da una mostra di manifesti, curati e creati da Massimo d’Andrea, e dalle performances delle modelle, curate da Franco Bugatti.

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