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Posts Tagged ‘lotta’

Sardegna: Lotta attiva agli incendi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Gli incendi che hanno devastato la Sardegna hanno colpito in modo duro anche agricoltori e allevatori, con oltre 20mila ettari di terreni andati in fumo e tanti animali che hanno perso la vita o sono rimasti feriti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In attesa di poter valutare in modo esaustivo i danni, è urgente offrire tutta l’assistenza e gli aiuti necessari alle imprese agricole e zootecniche sarde, per salvare il maggior numero possibile di animali e proteggere le coltivazioni che sono state risparmiate dal fuoco.La piaga degli incendi non è purtroppo una novità per la Sardegna, ma con il cambiamento del clima questi eventi diventano sempre più ricorrenti e devastanti – continua Tiso. Dal 15 giugno sono stati 29.187 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco per incendi boschivi e di vegetazione in genere, 12.787 in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Per questo è necessario stanziare nuove risorse per la lotta attiva agli incendi. Gli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale per il presidio e la protezione del territorio. Grazie a pratiche sostenibili possono contribuire a diminuire l’impatto di incendi, frane e alluvioni. In questi frangenti emerge quindi con più forza l’importanza di assisterli non solo in un momento di emergenza come quello attuale, ma in modo continuativo, per far sì che l’intera comunità sia preparata ad affrontare gli effetti di calamità naturali i cui danni possono essere prevenuti o quanto meno ridotti al minimo.

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Lotta alla criminalità: la Commissione deferisce l’ITALIA alla Corte di giustizia dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

La Commissione ha deciso in data odierna di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per il mancato rispetto di alcuni obblighi in materia di scambio di informazioni stabiliti dalle norme dell’UE in materia di cooperazione transfrontaliera nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (“decisioni di Prüm”: decisioni del Consiglio 2008/615/GAI e 2008/616/GAI).Le norme sono uno strumento fondamentale nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Esse consentono agli Stati membri di scambiarsi rapidamente informazioni su DNA, impronte digitali e dati nazionali di immatricolazione dei veicoli, permettendo alle autorità di contrasto di identificare i sospetti e di stabilire collegamenti tra i casi penali in tutta l’Unione.Gli Stati membri dovevano attuare pienamente le norme entro agosto 2011. La Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, inviando una lettera di costituzione in mora, seguita nel 2017 da un parere motivato, ed esortando l’Italia a rispettare pienamente gli obblighi giuridici. Dopo ripetute indagini sui progressi compiuti dall’Italia nell’adempimento dei suoi obblighi, si constata che a tutt’oggi l’Italia ancora non consente agli altri Stati membri di accedere ai propri dati relativi al DNA, alle impronte digitali e all’immatricolazione dei veicoli.Per questi motivi la Commissione ha deciso di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Le decisioni di Prüm sono un elemento importante della strategia dell’UE per l’Unione della sicurezza. Esse mirano a sostenere e intensificare la cooperazione transfrontaliera tra le autorità di contrasto, attraverso norme per la cooperazione operativa di polizia e lo scambio di informazioni tra le autorità responsabili della prevenzione dei reati e delle relative indagini.

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Castelli: Lotta evasione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

“Finalmente la situazione internazionale sul tema “lotta all’evasione” va migliorando e si sta diffondendo sempre di più il principio della trasparenza e della lealtà fiscale. In Italia lo abbiamo fatto, in questi anni, con importanti norme che ci stanno permettendo di recuperare ingenti risorse sulle più grandi frodi, e lo facciamo ogni giorno con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza. Sono contenta dell’approccio della Germania, che con la Lista Dubai ha acquistato i dati di un intero sistema bancario e che ora, questi stessi dati, li mette a disposizioni di tutti i partner internazionali. Dati che noi, tra i primi, abbiamo richiesto e stiamo acquisendo e valutando. Proprio Agenzia delle Entrate, grazie a questi dati, ha avviato le verifiche necessarie ad appurare quanti non hanno dichiarato i capitali spostati all’estero, evadendo così nel nostro Paese. Secondo un rapporto UE, di qualche tempo fa, oltre confine potrebbero esserci almeno 142 miliardi incagliati. Anche per questo, GdF richiederà di acquisire la documentazione relativa ai trasferimenti, all’estero, di valuta superiore ai 15 mila euro. Lo Stato deve recuperare il gettito mancante, con tutti gli strumenti a disposizione, è un dovere primario per garantire equità sociale. Ma i contribuenti che non sono in regola possono, come ha ricordato il Prof. Tremonti, in un’intervista rilasciata oggi al Sole 24 Ore, ancora definire il loro rapporto, ricorrendo a quegli istituti deflattivi del contenzioso fiscale, come il ravvedimento operoso. Mettendo così, anche loro, al primo posto il principio di lealtà fiscale. Pagare tutti, perché tutti paghino meno. La riforma fiscale passa anche da qui”.Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Lotta all’evasione fiscale, soprattutto internazionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Vanno fatti tutti i passi necessari, perché ogni euro sottratto al fisco è un euro sottratto alla collettività, e quindi ai servizi ai cittadini. Ma mentre in Italia gli strumenti ci sono, e stanno funzionando sempre meglio, c’è una dimensione estera su cui è necessario rafforzare tutte le azioni utili ad arginare il fenomeno dei paradisi fiscali. Come Italia dobbiamo acquisire velocemente i dati degli italiani che hanno trasferito fondi in altri Paesi. In questo senso mi sono attivata con gli Uffici.Va innanzitutto capito quanti hanno utilizzato questo metodo per evadere nel nostro Paese, e non per legittimi investimenti, e poi va messa l’Agenzia delle Entrate nelle condizioni di poter utilizzare tutte le informazioni di cui dispone.Recuperare gettito vuol dire avere risorse per abbassare la pressione fiscale a cittadini e imprese. E questo percorso va fatto parallelamente al processo di riforma che lo renderà sempre più giusto, trasparente e semplice”.Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Lotta alle frodi fiscali

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

Bacoli – “Grazie per il lavoro quotidiano che portate avanti con passione, professionalità e coraggio, in particolare in questa fase di emergenza sanitaria ed economica. Sono attività in cui la collettività ripone importanti aspettative, per l’utilità che sono in grado di generare e che si manifestano concretamente nelle operazioni di polizia economico- finanziaria. Ne è una dimostrazione importante quella che, proprio oggi, vi ha portato, in sinergia con l’Agenzia delle Entrate, a scoprire una frode fiscale da oltre 27 milioni di euro, con sei arresti ed i conseguenti sequestri”. Lo ha detto, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in occasione della visita istituzionale a Bacoli, durante la quale si è recata alla Guardia di Finanza di Baia. Il Vice Ministro, accolta dal Comandante Regionale della Guardia di Finanza della Campania, Gen. D. Virgilio Pomponi, dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, Gen.B. Gabriele Failla, e da una rappresentanza di Ufficiali, Ispettori e Finanzieri, ha colto l’occasione per ricordare come “molte delle norme introdotte, per intervenire nel contrasto alle frode fiscali, sono anche il frutto dell’importante collaborazione istituzionale tra Governo e Guardia di Finanza, a cui io stessa ho avuto modo di lavorare”.

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Usa, Rotta: “Con Biden lotta ai cambiamenti climatici più forte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2021

La lotta ai cambiamenti climatici si rafforza. Fra i primi atti che il presidente Biden firmerà ci sarà proprio il ritorno degli USA negli Accordi di Parigi sul Clima. Questo significa che l’Italia e la Ue ora hanno di nuovo un grande alleato in grado di spostare gli equilibri mondiali a favore di uno sviluppo sempre più sostenibile”, così Alessia Rotta presidente della commissione Ambiente della Camera.“È un segnale importante perché insieme potremo coinvolgere anche altri importanti Paesi nel progetto non più rinviabile di uno sviluppo che sia in grado contenere le emissioni nocive in atmosfera. Con Biden – continua Rotta – il Green New Deal diventa davvero possibile e con esso il consolidamento di un processo di profondo cambiamento nei modelli di produzione che dovrà avere al centro l’essere umano, la sua vita, la sua salute, e quindi l’ambiente in cui vive”.

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I candidati vaccini per la lotta al Covid-19 e alle sue varianti

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2021

Al momento, secondo le fonti pubbliche disponibili, i candidati vac- cini sono in totale 294: 26 basati su DNA, 37 su RNA, 59 su vettore virale, 24 su virus attenuato o inattivato, 89 su proteine, 19 su particelle simil-virus (VLC), e 40 che utilizzano altre piattaforme o per i quali non si hanno dettagli. L’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” collabora con le società italiane ReiThera e Takis,che stanno lavorando su due diverse piattaforme alla realizzazione di altrettanti vaccini; il trial di fase 1 del vaccino italiano GRAd-COV2 prodotto da ReiThera, sostenuto dal Ministero della Ricerca con il CNR e dalla Regione Lazio, è in fase di conclusione presso lo Spallanzani ed il Centro Ricerche Cliniche di Verona.L’obiettivo di tutti i tipi di vaccino è il medesimo: ottenere una risposta del sistema immunitario al fine di neutralizzare la proteina spike che si trova sulla superficie del virus e “forza” i recettori delle cellule umane consentendo al virus di penetrare all’interno di esse. Al momento esistono limitate evidenze su quale tecnologia possa fornire i migliori risultati: sembrerebbe per esempio, dai primi studi pubblicati, che i vaccini a RNA messaggero generino una maggiore risposta anticorpale, mentre con quelli a vettore virale si otterrebbe una migliore risposta cellulo-mediata ed una maggiore attivazione delle cellule T. Kate Bingham, responsabile della task force governativa britannica sui vaccini, ha annunciato che a partire dall’inizio del 2021,dopo che saranno stati autorizzati diversi tipi di vaccino, sarà avviato in Gran Bretagna un trial nel quale verrà somministrata ai volontari una prima dose con un tipo di vaccino, ed un richiamo dopo qualche settimana con un altro tipo94. La multimazionale AstraZeneca ha annunciato l’inizio di un programma di ricerca clinica per valutare la sicurezza e l’immunogenicità dell’uso combinato del proprio vaccino AZD1222, sviluppato in collaborazione con l’Università di Oxford e basato sull’adenovirus dello scimpanzè, e del vaccino russo Sputnik V, realizzato dall’Istituto Gamaleya e che usa come vettore un adenovirus umano95. Solo col tempo e col progredire della vaccinazioni sarà possibile dare una risposta a questioni quali, ad esempio, la sicurezza a lungo termine e su categorie come le donne incinta e i bambini, l’efficacia complessiva sugli anziani e sugli immunodepressi, la durata della protezione assicurata dal vaccino, e se esso prevenga la trasmissione del virus oppure garantisca soltanto la protezione dalle forme gravi della malattia. L’AIFA sul proprio sito ha pubblicato una sezione “Domande e risposte”96, nella quale fornisce tutte le informazioni utili sul vaccino attualmente approvato in Italia per la somministrazione (Pfizer-BioNTech). (fonte: Istituto Nazionale Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS – Roma a cura di Salvatore Curiale)

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Ambiente, Rotta: “Fondamentale la lotta agli ecocrimini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

“Una discarica illegale a Cosenza e un impianto di trattamento abusivo dei rifiuti a Monza. Purtroppo la gestione illegale nella raccolta e smaltimento dei rifiuti non conosce differenze fra nord e sud e testimonia che la criminalità organizzata ha tentacoli che si muovono su tutto il territorio nazionale proprio perché i rifiuti e il loro smaltimento illegale sono diventati un business fondamentale per i propri bilanci” così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, commenta le indagini che hanno portato al sequestro di una discarica abusiva in provincia di Cosenza e di un traffico illecito di rifiuti in provincia di Milano. “Vanno ringraziati magistrati e forze dell’ordine – spiega la Presidente Rotta – per il grande lavoro che stanno facendo perché non si tratta solo di contrastare pratiche illecite che mettono a rischio la salute di migliaia di persone, ma anche perché dietro questo traffico dei rifiuti si nasconde una delle attività meglio remunerate della criminalità organizzata”.

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Lotta al Covid-19: Corona d’oro per la pace al Prof.Foad Aodi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

La Fondazione “Memoriale Reale degli Ambasciatori di Pace in Marocco ha organizzato una conferenza scientifica sanitaria invitando Il Prof.Foad Aodi presidente Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e dell’Unione medica euro mediterranea (UMEM) nonché Membro Registro Esperti della Fnomceo ad illustrare le ultime notizie su Coronavirus e il Protocollo promosso da UMEM e Amsi in 72 paesi con domande e risposte dai numerosi partecipanti di ambasciatori della pace. Alla fine della conferenza ed il dibattito che e’ durato 3 ore il Presidente della Fondazione ha premiato il prof.Foad Aodi con l a corona d’oro per la pace per il suo impegno nell’emergenza Covid19 e per l’impegno costante di Aodi da Novembre 2019 a favore della salute di tutti tramite più di 1100 tra interviste ,conferenze stampa e video messaggi e dirette Facebook in Italia e nei 72 paesi Euro mediterranei, Terra Santa ,America ,Londra Iran ,Paesi del Golfo, Africa e Russia divulgando il protocollo contro il Coronavirus promosso dall’UMEM e dall’Amsi che illustriamo qui di seguito; 1-promuovere di più la terapia a domicilio in particolare al primo sintomo e nei primi 5 giorni; 2-Cura con vitamina D e C, Cortisone e Antibiotici, farmaco anti malaria, Ossigeno Ozonoterapia, Plasma Terapia, Eparina, Aspirina ed altri farmaci con approvata efficacia scientifica salvo contro indicazioni e su consiglio esclusivo dei medici senza affannarsi ad eseguire il tampone subito dopo il contatto; 3.Dopo il quinto giorno e in base ai sintomi concordarsi con il medico di famiglia e di fiducia si stabilisce come proseguire la terapia e in base alla sintomatologia da Covid 19 o altre patologie; 4.Non recarsi dal medico senza appuntamento; 5.Non recarsi all’Ospedale senza indicazioni precise e di necessità; 6.Isolamento fiduciario ai primi sintomi e contattare solo telefonicamente il medico di famiglia o il medico di fiducia anche per i familiari contagiati; 7.Il Covid si cura anche con la buona informazione e senza dichiarazioni politicizzate degli scienziati; 8.Promuovere una alleanza sanitaria mondiale per lo scambio delle buone pratiche; 9.Il Covid si cura curando anche l’ansia e la paura da allarmismo eccessivo e cattiva informazione; 10.Consigliare ai medici di effettuare le autopsie per sicurezza e qui è stato commesso un grande sbaglio che non sono state fatte abbastanza autopsie per confermare ancora di più il ruolo della trombosi nella morte dei pazienti contagiati da Coronavirus.

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La lotta alle fake news tra emergenza Covid e influencer

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Lo scorso 19 ottobre sono stati oltre 18.000 gli articoli, i post, le storie, su Facebook, Twitter e Instagram che contenevano la citazione “usare la mascherina”. Il giorno precedente erano poco più di 10.000. Numeri quasi raddoppiati nell’arco di 24 ore a causa, a quanto pare, di un singolo fattore: le due storie su Instagram nelle quali Fedez e Chiara Ferragni, su invito del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, hanno raccomandato l’uso della mascherina per evitare un secondo lockdown. Anche se l’impatto effettivo sui comportamenti della popolazione non è misurabile, questo dato fotografa il potere mediatico degli influencer, che si amplifica nelle situazioni di emergenza come quella legata alla pandemia da Covid-19 e che diventa critico se messaggi non validati vengono diffusi in modo irresponsabile. Oggi la voce di un influencer sovrasta quindi quella dei canali ufficiali e della stampa? Come aiutare i cittadini a riconoscere le fonti attendibili durante le situazioni di emergenza e in generale sui temi della salute e della scienza? E come contrastare le credenze infondate o le vere e proprie bufale che circolano sulla rete? Alcune risposte a queste domande emergono da INFORMING FOR LIFE, un progetto di comunicazione promosso da Fondazione MSD in partnership con CICAP – Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze – con l’obiettivo di promuovere sul web l’informazione scientifica validata. Il progetto è uno dei primi tentativi ad ampio raggio di individuare una risposta organica e condivisa al fenomeno delle fake news scentifiche e della disinformazione in rete, che ha un impatto notevole a livello sociale e sulla Salute delle persone. Nella fase acuta della pandemia in Italia le notizie sul Coronavirus sono arrivate ad occupare quasi il 60% di tutta la copertura informativa offerta da TV, quotidiani, radio e internet. A fine maggio, mentre diminuiva la copertura da parte dei media, l’incidenza della disinformazione sul totale delle notizie relative all’epidemia veicolate attraverso i social ha raggiunto il 13%. L’emergenza Coronavirus ha evidenziato una voltadi più l’importanza di contrastare le fake news e coniugare rigore scientifico, viralità e trasparenza dell’informazione. (fonte: Ufficio Stampa Pro Format Comunicazione sr)

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Studio statunitense: l’aspirina fa sperare nella lotta contro il Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

Assunta regolarmente, l’aspirina antidolorifica può prevenire molti sintomi. I ricercatori statunitensi hanno ora scoperto che può anche influenzare il decorso di un’infezione da Coronavirus. I ricercatori statunitensi potrebbero aver fatto una svolta straordinaria. In uno studio sul Covid-19, il team di Jonathan Chow della University of Maryland School of Medicine di Baltimora ha esaminato gli effetti dell’aspirina sul decorso del Covid-19. Di solito l’aspirina viene presa per il mal di testa o la febbre. Il principio attivo “acido acetilsalicilico” ha un effetto antinfiammatorio e analgesico. Può aiutare a prevenire malattie cardiovascolari o diabete. Per il loro studio, i ricercatori della University of Maryland School of Medicine hanno esaminato le cartelle cliniche di 412 pazienti con Coronavirus che sono stati ricoverati in ospedale per complicanze Covid-19. È stato notato che circa un quarto dei pazienti aveva assunto basse dosi del farmaco ogni giorno prima o subito dopo il ricovero. Circa 81 milligrammi dovrebbero tenere sotto controllo le malattie cardiovascolari del paziente medio di 55 anni. In particolare, gli scienziati hanno scoperto che l’assunzione di farmaci contenenti il ​​principio attivo “acido acetilsalicilico” riduceva il rischio di essere collegati a un ventilatore fino al 44%. L’ammissione all’unità di terapia intensiva ha ridotto il principio attivo del 43%. Secondo lo studio, il rischio di morire in ospedale è diminuito del 47%. I ricercatori di Heidelberg avevano precedentemente scoperto cosa uccide esattamente i pazienti con Covid-19: in molti casi, ci sono coaguli di sangue nei polmoni. Il politico e medico dell’SPD Karl Lauterbach ha discusso su Twitter. Ha accolto con favore i risultati dello studio e ha anche sottolineato che “la conferma sarebbe utile”. I risultati del team di ricerca suggeriscono che il tasso di morte da Coronavirus e il danno polmonare dall’assunzione di aspirina diminuiscono. Attualmente manca uno studio di controllo per i risultati finali, ma le osservazioni dei ricercatori stanno già dando speranza. L’autore dello studio Chow ha parlato di un “cauto ottimismo”. L’aspirina, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non deve essere assunta per più di quattro giorni senza consultare un medico. Potrebbero esserci complicazioni quando lo prendi in combinazione con altri farmaci. Ciò potrebbe aumentare gli effetti collaterali. Ad esempio, “l’acido acetilsalicilico” può causare effetti collaterali nel tratto gastrointestinale, incluso le ulcere allo stomaco.

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Farmacisti e farmacie nella lotta alla COVID

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

“Ritengo che le esperienze di Lazio ed Emilia Romagna testimonino molto chiaramente quanto il coinvolgimento di farmacisti e farmacie sia centrale quando si tratta di garantire prestazioni in tempi rapidi e in sicurezza a una vasta fascia della popolazione, a maggior ragione in una fase quantomeno complessa come quella attuale”. Così Andrea Mandelli, presidente della FOFI, a commento del successo incontrato dall’esecuzione in farmacia dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi al SARS-CoV-2, messa in atto in Emilia Romagna, e della distribuzione dei vaccini antinfluenzali in farmacia adottata dalla Regione Lazio. “A fronte del successo di queste iniziative, e della volontà espressa dalle Regioni di voler generalizzare il ricorso all’attività di screening, non è comprensibile l’atteggiamento del Governo. Infatti alla nostra proposta di coinvolgere i farmacisti nella campagna vaccinale e nelle attività di monitoraggio dei contagi ancora non è stata data una risposta. Eppure è evidente che oggi, con la forte ripresa della circolazione del Coronavirus, è indispensabile mettere a sistema tutte le risorse del territorio ed evitare il più possibile l’intasamento delle strutture di secondo livello. In tutta Europa da tempo si fa leva sulla capillarità delle farmacie per ottimizzare i risultati, per esempio, delle campagne vaccinali e il paese rischia di pagare a caro prezzo i ritardi a procedere in questa direzione”.

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Lotta biologica a basso impatto ambientale alla Popillia japonica

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Questi gli obiettivi che il CREA, con il suo centro di Difesa e Certificazione, è chiamato a centrare nell’ambito del progetto “IPM Popillia” per il contrasto del coleottero giapponese, una specie aliena che dal 2014 ha invaso il nord Italia, infestando ad oggi un’area pari a 7500 km2. Ogni anno si stima un avanzamento del fronte di infestazione di diversi km, data la buona capacità di volo dell’insetto, con consistenti danni per l’agricoltura. Nel 2019 è stato, inoltre, inserito dalla Commissione Europea nella lista degli organismi dannosi prioritari. Ed è proprio sulle più efficaci modalità di contrasto che si stanno confrontando in questi giorni esperti nazionali e internazionali, in occasione del primo Kick-off meeting di progetto, in corso dal 14-16 ottobre 2020 a Firenze. La Popillia japonica ha un’alta capacità infestante: può attaccare oltre 300 piante tra erbacee, arbustive ed arboree, spontanee (come alcune essenze forestali) o coltivate (es. alcune pomacee, drupacee, microfrutti, vite), colpendo sia le radici (preferibilmente di graminacee), sia la parte aerea (fiori, foglie e frutti), di cui si nutrono rispettivamente le larve e gli adulti. Le conseguenze sono devastanti con danni nei prati polifiti perenni (prati composti da più specie foraggere coltivate) in termini di perdita di produzione di fieno, nei campi da calcio e nei campi da golf. Inoltre, alla riduzione della fruttificazione e della qualità della frutta, si aggiunge una defogliazione reiterata sulla stessa pianta, in grado di provocare, a lungo andare, il deperimento della stessa pianta colpita, esponendola a rischi di ulteriori attacchi da parte di altri parassiti. Infine, sono stati riscontrati danni legati anche all’azione degli animali predatori delle larve di Popillia japonica, quali la rottura del cotico erboso nei prati polifiti perenni. Si tratta dello strato più in superficie, alimento per animali pascolanti, risorsa in grado di garantire la protezione del suolo e l’accumulo di sostanza organica fondamentale per la fertilità. Ancora oggi non è stato stimato l’ammontare dei danni in Europa, ma per gli Stati Uniti si stimano danni per 450 milioni di dollari all’anno. Nello specifico il CREA, oltre a stilare il vademecum con la profilassi fitosanitaria, si occuperà principalmente di lotta biologica ed a basso impatto ambientale attraverso l’impiego di nematodi (organismi vermiformi microscopici che penetrano all’interno dell’insetto, uccidendolo attraverso dei batteri) e funghi entomopatogeni (funghi che colonizzano e uccidere attraverso la produzione di micotossine) e di reti insetticide. Il progetto, recentemente finanziato dal programma europeo Horizon 2020 (per il bando New and emerging risk to plant health) vede la partecipazione di un consorzio di 13 partner europei, tra cui 4 italiani (CREA, Università di Siena, Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, Vignaioli Piemontesi).

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Lotta contro Covid-19: rigidità o permessivismo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Da Singapore, lo “Stato delle sanzioni”, dove anche masticare chewing gum in strada si traduce in pesanti sanzioni, ai coffe shop di Amsterdam dove fumare marijuana è pratica lecita e quotidiana: l’esplorazione del mondo condotta da Michele Gelfand, psicologa interculturale Distinguished Professor all’Università del Maryland, mostra come le società esprimano diversi livelli di rigidità o permissivismo, secondo il dualismo “tightness/looseness” al centro da anni delle sue ricerche. Intervenuta oggi al Festival della Scienza Medica di Bologna on line fino al prossimo 17 ottobre, la Professoressa Gelfand ha parlato delle conseguenze dell’alternanza tra rigidità e lassismo nella gestione della pandemia. “La cultura è un interessante mistero che condiziona, spesso inconsapevolmente, ogni aspetto della nostra vita, sia dei singoli che delle collettività. Come un pesce non si chiede cosa diamine sia l’acqua, tutti noi nasciamo immersi in contesti culturali che informano di sé ogni nostra azione”. Ma cosa determina la differenza tra culture più o meno rigide? “Non si tratta né del Pil, né di un particolare tipo di religione o lingua: dalle ricerche che ho pubblicato negli ultimi anni (condotte in 6 continenti, 33 nazioni e che hanno coinvolto più di 6mila intervistati e pubblicate sulla rivista Science) è emerso che a fare la differenza sono le minacce collettive cui quel territorio è ed è stato sottoposto nella storia, più o meno cronicamente, dalle catastrofi climatiche ai terremoti alle carestie, fino a guerre e invasioni. Anche la densità abitativa alta è un parametro che si riscontra nelle società più restrittive, perché tende a generare maggior caos”. Una mappa degli Stati Uniti ridisegnata su criteri di “tightness/looseness” mostra la perfetta corrispondenza: gli stati più rigidi sono quelli sud-orientali, che hanno sperimentato nel passato catastrofi naturali. In presenza di minacce la necessità è quella di coordinare al meglio le collettività attraverso norme, sociali o codificate che siano: “quando, come nel caso di Covid-19, la minaccia è di ordine sanitario la necessità diventa quella di un irrigidimento, anche se temporaneo” dice Gelfand. Una consuetudine cui i paesi “tight” sono più abituati dei paesi “loose”: “le culture più rigide sono caratterizzate da un maggior ordine, controllo, minor criminalità e un più alto grado di conformismo; al contrario quelle più permissive lottano con l’ordine ma al contempo sono più tolleranti, creative, aperte. Ma la minaccia cambia la percezione: si pensi a come i leader populisti facciano leva sulla paura e sull’esistenza di minacce – vere o presunte che siano – per solleticare la richiesta da parte dell’elettorato del leader forte”. Nel caso del Coronavirus, Gelfand ha dimostrato come le culture più rigide siano riuscite con più facilità nel contenimento dei contagi e dei morti, tramite sistemi di controllo che risultano però inaccettabili all’interno di contesti democratici che salvaguardano, ad esempio, il diritto alla privacy. “In realtà però non esiste un modello migliore dell’altro: piuttosto possiamo parlare di compromesso tra necessità di ordine e apertura, perché il concetto rigidità/permissivismo è un costrutto dinamico, da modulare di volta in volta. Occorre insomma identificare i contesti come nel caso di una pandemia, in cui occorre rendere più restrittive norme lasse, e viceversa. I miei studi hanno mostrato infatti come agli estremi delle due modalità i problemi siano gli stessi, come tassi di suicidi o depressione più marcati”. E poiché i gruppi meno rigidi hanno maggior difficoltà di coordinamento di fronte a una minaccia collettiva, occorre discutere del livello di minaccia: “abbiamo bisogno di segnali chiari da parte dei nostri governanti, che devono saper alternare inasprimento e allentamento delle regole, sperimentare modalità diverse a seconda delle circostanze e negoziarle quotidianamente. Quando si vira verso una maggior rigidità le persone si sentono minacciate nella loro libertà, ma deve passare il concetto che l’inasprimento è solo temporaneo: è una grossa sfida per il legislatore, ma è il solo modo per convivere con la grave situazione nella quale ci troviamo e superarla” ha concluso la Gelfand.

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Il PE sostiene le autorità locali nella lotta contro gli effetti della pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

Bruxelles Grazie ai suoi servizi logistici, il Parlamento europeo fornisce circa 7.000 pasti alla settimana, dallo scorso 14 aprile, distribuiti in collaborazione con varie associazioni di beneficenza: Resto du Coeur Saint Gilles, Doucheflux, Croce Rossa, Madre Teresa e CPAS Ixelles. Il Parlamento ha anche iniziato a fornire pasti per il personale medico dell’ospedale di Saint Pierre.Inoltre, a 100 donne vulnerabili è stato offerto un riparo nei locali del Parlamento europeo a Bruxelles. Il Samusocial della Regione di Bruxelles gestisce dal 29 aprile le installazioni completamente attrezzate nell’edificio Kohl del PE. Il Parlamento fornisce loro il catering per 7 giorni alla settimana in una caffetteria riorganizzata per rispettare tutte le misure precauzionali. Il Parlamento europeo ha inoltre messo a disposizione una parte della sua flotta auto e camion per il trasporto di forniture e la consegna di pasti ad infermieri e medici.
Strasburgo Il Parlamento coopera con la Croce Rossa locale in coordinamento con la città di Strasburgo e fornisce 500 pasti al giorno, sette giorni alla settimana per le persone bisognose. In accordo con la Prefettura del Basso Reno, l’11 maggio è stato aperto al Parlamento europeo a Strasburgo nell’edificio Louise Weiss un centro di screening del Covid-19. Quattro laboratori di diagnostica medica della regione sono responsabili dei test della popolazione generale e le azioni sono supervisionate dall’Agenzia sanitaria regionale del Grand-Est (Ars) e dalla Prefettura del Basso Reno. Anche in questa città il Pe ha offerto la sua flotta di auto/camion per il trasporto di forniture, se necessaria.
Lussemburgo Il PE collabora con le associazioni locali Abrigado, Caritas e Croce Rossa e fornisce 500 pasti al giorno, sette giorni alla settimana per le persone bisognose. Cabine con finestre di vetro usate per le missioni esterne sono state fornite anche a una casa di cura a Bettembourg per consentire ai residenti di vedere i loro parenti, dopo lunghe settimane di reclusione, senza il rischio di rimanere contaminati.

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Lotta all’Ictus cerebrale e la pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Nel corso della pandemia causata dal Covid-19, A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) ha più volte lanciato l’allarme a causa della notevole diminuzione del numero dei pazienti con ictus cerebrale arrivati nei Pronto Soccorso dei nostri ospedali, sottolineando, anche attraverso il video #lictusnonrestaacasa realizzato con il supporto dei maggiori esperti a livello nazionale (https://vimeo.com/410573006/0b7ac850e3), quanto sia importante non sottovalutare i sintomi che possono costituire “campanelli d’allarme” di questa patologia.L’ictus cerebrale è una patologia tempo-correlata: i risultati positivi che possono essere ottenuti grazie alle terapie disponibili (trombolisi e trombectomia meccanica) dipendono, infatti, dalla tempestività con cui si interviene. È dunque fondamentale riconoscere il prima possibile i sintomi e chiamare immediatamente il 112 (118) in modo da poter arrivare rapidamente negli Ospedali attrezzati per la cura della patologia. In questo modo è, di fatto, possibile ridurre il rischio di mortalità, ma soprattutto gli esiti di disabilità, spesso invalidanti, causati da questa malattia.La pandemia ha inevitabilmente e radicalmente mutato lo scenario dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese: nonostante questo, le Unità Neurovascolari o Centri Ictus (Stroke Unit) sono riuscite a rispondere al meglio alla situazione di emergenza, garantendo percorsi diagnostici e terapeutici efficienti ed efficaci; hanno inoltre gestito i pazienti in totale sicurezza, istituendo corsie specifiche per il Covid e mantenendo un distanziamento sicuro durante tutto il percorso clinico assistenziale.Adesso che la situazione più critica sembra essere finalmente alle spalle, è assolutamente necessario che anche i posti letto che sono stati temporaneamente messi a disposizione per la terapia intensiva – dimostrando un autentico senso di appartenenza alla comunità ospedaliera – tornino “in possesso” delle Unità Neurovascolari.Quello dell’adeguato numero di queste Unità di cura essenziali per i trattamenti della fase acuta, ma non solo, anche della riabilitazione precoce di chi ha subito l’ictus, così come del numero di posti letto per quegli abitanti che devono essere ricoverati “nel posto giusto e al momento giusto” è un tema particolarmente sentito dall’associazione che rappresenta i pazienti colpiti.A.L.I.Ce. Italia Odv intende ancora una volta e con forza evidenziare la drammatica carenza che purtroppo si registra tuttora sul territorio nazionale, nonostante, già in base al Decreto del Ministero della Salute n. 70 del 2 aprile 2015 (Dm 70/2015) sia stata ufficialmente codificata la necessità di organizzare l’assistenza all’ictus cerebrale su due livelli. Il primo livello è quello dei centri dove è possibile effettuare la trombolisi, situati in ospedali con bacino d’utenza compreso fra 150.000 e 300.000 abitanti; il secondo livello è quello dei centri che si trovano negli ospedali con un bacino d’utenza compreso fra 600.000 e 1.300.000 abitanti, dove, oltre alla trombolisi, si possono effettuare anche i trattamenti endovascolari.L’ampia differenza dei bacini d’utenza tiene conto delle realtà locali (orografiche, amministrative ecc.), ma facendo media sarebbero necessari un centro di primo livello ogni 200.000 abitanti e un centro di secondo livello ogni milione di abitanti. Quindi, prendendo in considerazione la popolazione del nostro Paese, in base al Decreto 70/2015 sarebbero necessari complessivamente circa 300 centri, di cui 240 con funzioni di I livello e 60 con funzioni di II livello.Attualmente, invece, in Italia ci sono circa 200 Centri, l’80% dei quali è concentrato al Nord, lasciando così scoperte ampie aree che non sono quindi in grado di offrire una risposta sanitaria efficiente e adeguata alla gravità della patologia: i dati Istat ci confermano infatti che il tasso di mortalità per malattie cerebrovascolari in Sicilia è più del doppio rispetto a quello che si registra in Trentino Alto Adige.
L’ictus cerebrale, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. Quasi 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione sia per il miglioramento delle terapie attualmente disponibili.

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Cimice asiatica: di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Dopo il parere favorevole del Ministero delle Politiche agricole e del Ministero della Salute la Conferenza Stato-Regioni-Province autonome ha approvato il Decreto del Ministero dell’Ambiente che finalmente rende di nuovo possibile anche in Italia interventi di Lotta Biologica Classica con antagonisti naturali di Insetti alieni che hanno devastato le colture italiane: un caso per tutti i danni per oltre 600 milioni di euro causati alla frutticoltura del nostro Paese dalla Cimice asiatica con tutte le ricadute ambientali determinate dal massiccio uso di pesticidi utilizzati dagli agricoltori nel disperato tentativo di fronteggiare questa vera e propria “INVASIONE BIOLOGICA”.Tra i nemici della Cimice asiatica assumono infatti particolare importanza nei territori di origine di questo Insetto antagonisti naturali capaci di ucciderne le uova, come la piccolissima “Vespa samurai”, non più grande di 2 millimetri e innocua per l’uomo. Nell’ottica di rendere possibile un vasto programma di Controllo Biologico della Cimice asiatica, il Centro di Ricerca CREA Difesa e Certificazione (CREA-DC) su incarico del Ministero delle Politiche Agricole, ha introdotto in Italia già nel 2018 in condizioni di quarantena proprio una popolazione della Vespa samurai, non solo per verificarne la potenzialità ma anche soprattutto per realizzare il non facile STUDIO di ANALISI DEL RISCHIO, indispensabile per valutarne il possibile impatto ambientale. Questo lavoro condotto con un anticipo di ben due anni permette oggi al settore agricolo del nostro Paese di essere pronto da subito per presentare la documentazione necessaria prevista dal nuovo Decreto senza perdere altro prezioso tempo che l’agricoltura italiana non ha.
Oggi diventa quindi possibile l’attuazione del Programma di Lotta Biologica alla Cimice asiatica preparato dal Tavolo Tecnico costituito dal Servizio Fitosanitario Centrale del Ministero delle Politiche Agricole insieme con il CREA, i Servizi Fitosanitari delle Regioni e Province Autonome e varie Università e Fondazioni scientifiche di eccellenza del nostro Paese.Il Programma di collaborazione Ministero, CREA, Servizi Fitosanitari Regionali, Enti Scientifici, che ci si augura possa a breve essere approvato prevede, senza nessun onere per gli agricoltori, la distribuzione della Vespa samurai su gran parte dei territori colpiti per avviare quel riequilibrio ecologico necessario per ridare fiato alla frutticoltura italiana.Così Pio Federico Roversi direttore del CREA Difesa e Certificazione in merito al provvedimento adottato.

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“Nella lotta alle mafie ed alla criminalità organizzata lo Stato non può arretrare di un millimetro”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 gennaio 2020

“Ricordare ciò che è accaduto, per evitare che si possa ripetere. L’educazione alla legalità, deve partire dalla memoria. 40 anni fa, quando io e la mia generazione non eravamo ancora nati, la mafia uccideva Piersanti Mattarella, allora Presidente della Regione Sicilia. Uccideva l’uomo e l’istituzione, colpiva duramente lo Stato. Non fu episodio isolato. Nella lotta alle mafie ed alla criminalità organizzata lo Stato non può arretrare di un millimetro. E su questo continueremo a lavorare. Conto di poter incontrare nuovamente, a breve, il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra. C’è un’importante tratto di strada che, istituzionalmente, possiamo fare insieme. La desecretazione degli atti della Commissione, avvenuta nei mesi scorsi, ci ha dato l’opportunità di accedere a documenti che raccontano un pezzo importante della storia del nostro Paese. Ma non basta, serve anche una presa di coscienza comune ed una “lotta” culturale. La legalità ha bisogno di essere coltivata. Serve un terreno fertile, e questo è rappresentato da una società viva, accogliente. Una società dove le persone vedano negli altri un amico e non un potenziale nemico. Una società aperta alle differenze e cementata da diritti e doveri condivisi. Una società aperta, dove la vita delle persone non sia impiegata come strumento di potere e di profitto. È un lavoro che dobbiamo fare tutti insieme, serve una ribellione positiva, che parta dalla cultura del rispetto delle regole. In tutti i campi. Dove si rispettano le regole, dove c’è cultura, lo spazio per le mafie e la criminalità non c’è. La legalità va raccontata, ma soprattutto praticata”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, ricordando l’anniversario dell’assassinio di Piersanti Mattarella.

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L’Italia e la lotta ai tumori

Posted by fidest press agency su domenica, 24 novembre 2019

In Italia per il 2019 sono stimati 371 mila nuovi casi di cancro, attualmente 3.460.000 persone convivono con un tumore, tuttora seconda causa di morte nel nostro Paese, ma quasi la metà dei cittadini si sente ancora poco informata: al Nord come al Sud solo un italiano su due (55%) ritiene di avere sufficienti informazioni. Gli italiani però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più (64%) soddisfatti dell’assistenza offerta dal Servizio sanitario, seppure con forti differenze regionali: la percentuale dei giudizi positivi va dall’81% dei lombardi al 26% dei cittadini della Calabria, dove si registra anche il picco (36%) dei giudizi negativi. Ma ancora oggi un tumore su tre è scoperto per caso e solo il 6% viene evidenziato da un controllo di screening offerto dal SSN, e anche qui con rilevanti differenze regionali, dal 9% della Lombardia al 2% della Calabria.Sono le principali indicazioni che emergono dalla ricerca “L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini”, realizzata a livello nazionale e in 6 Regioni dall’Istituto Ipsos, che ha coinvolto in modo parallelo cittadini e pazienti oncologici e onco-ematologici su temi legati alla salute e all’assistenza sanitaria.La ricerca è stata presenta oggi in occasione del Forum Annuale del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” promosso da Salute Donna onlus e da 24 Associazioni che dal 2014 si confrontano con le Istituzioni nazionali e regionali per migliorare la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.
Nel corso del Forum sono stati proclamati i vincitori della prima edizione del Cancer Policy Award, riconoscimento onorario assegnato ai politici che hanno interpretato e tradotto in Atti a livello nazionale e regionale i punti qualificanti dell’Accordo di Legislatura sottoscritto dalle Associazioni dei pazienti con le istituzioni.

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Lotta al ragnetto rosso, l’acaro che minaccia il pomodoro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

È nato Idra, il progetto del Goi (Gruppo operativo per l’innovazione) che ha l’obiettivo di migliorare la difesa fitosanitaria contro il ragnetto rosso, l’acaro che minaccia la coltivazione del pomodoro da industria e che in passato ha colpito duramente soprattutto il territorio Piacentino (areale storico con circa 10.300 ettari di pomodoro coltivati nel 2019) provocando un calo dei quantitativi e della qualità della materia prima, specie nella campagna del 2018.
Idra (acronimo di Innovazione della Difesa fitosanitaria contro il Ragnetto rosso) è un progetto di sperimentazione che si protrarrà sino alla primavera 2022 ed ha ottenuto un finanziamento di 180mila euro, su un costo complessivo di 250mila, dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano di sviluppo rurale. Vede collaborare Consorzio agrario Terrepadane (ente capofila); Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza; organizzazione interprofessionale OI Pomodoro da industria del Nord Italia; Ainpo; Centro di formazione, sperimentazione ed innovazione Tadini e 4 aziende agricole della provincia di Piacenza situate nell’area in passato maggiormente colpita dalla diffusione del ragnetto, ossia la zona a sud di Piacenza nel territorio dei comuni di Gossolengo, Gazzola, Podenzano, Rivergaro, Vigolzone, Ponte dell’Olio, San Giorgio Piacentino e Pontenure.

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