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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘lotta’

Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il 21 giugno si celebra la 14° edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri. La Giornata sarà un’occasione speciale per illustrare i progressi della Ricerca Scientifica e per essere ancora più vicini ai malati ematologici, adulti e bambini, attraverso incontri e manifestazioni di sensibilizzazione e raccolta fondi.
In occasione dei 50 anni di attività al fianco dei malati ematologici e a sostegno della ricerca scientifica, un’ampia delegazione di AIL, composta dai Presidenti delle 81 sezioni provinciali, da esponenti del mondo del volontariato, della ricerca scientifica e da ex pazienti che hanno combattuto la malattia, sarà ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Sala degli Specchi del Palazzo del Quirinale.
Per l’intera giornata di venerdì 21 giugno sarà attivo uno Speciale Numero Verde AIL – Problemi Ematologici 800.22.65.24, al quale otto illustri ematologi risponderanno per offrire a tutti coloro che chiameranno consigli sulla malattia e sui centri di terapia di tutto il territorio nazionale.
Appuntamento centrale della Giornata sarà, anche quest’anno, “…Sognando Itaca”, un lungo viaggio in barca a vela da Napoli a Palermo, in programma dal 3 al 18 giugno. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è la campionessa olimpionica di windsurf, Alessandra Sensini. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la vela come metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

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Convegno sulle nuove frontiere della lotta al cancro

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Roma Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come quelle che rientrano nell’oncologia di precisione. Un approccio a cui AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM dedicano oggi e domani a Roma un convegno nazionale. Per la complessità dei temi trattati, AIOM ha ritenuto fondamentale coinvolgere nel convegno esperti appartenenti a varie società scientifiche (SIAPEC-IAP, SIBioC, SIF). Inoltre, per facilitare un’adeguata informazione ai pazienti e ai cittadini, Fondazione AIOM terrà domani una sessione parallela durante il convegno.
“Ogni persona colpita dal cancro presenta caratteristiche che la differenziano dagli altri pazienti oncologici – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Per questo si parla di oncologia di precisione: grazie a dati biologici e clinici, è possibile individuare le caratteristiche del cancro che colpisce la singola persona e costruire una terapia su misura, cioè la strategia di trattamento migliore per ogni paziente. Oggi sappiamo che non esiste ‘il’ tumore ma ‘i’ tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Le conoscenze delle alterazioni genetiche e molecolari dei tumori sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, anche grazie alla disponibilità di nuove tecniche di indagine. In particolare, è stato possibile individuare, in alcuni sottotipi tumorali, peculiari alterazioni genetico-molecolari che rappresentano non solo la causa di alcuni tipi di neoplasie ma anche i punti deboli che possono essere attaccati con armi”. Queste alterazioni, chiamate anche biomarcatori, permettono di individuare i pazienti che possono rispondere alle terapie target (cioè a bersaglio molecolare), disegnate per colpire in maniera precisa e specifica il bersaglio a cui sono destinate. “Anche l’immuno-oncologia, che si fonda sul potenziamento del sistema immunitario contro il tumore, rientra nel concetto di oncologia di precisione – sottolinea la presidente Gori -. Oggi un solo biomarcatore viene utilizzato nella pratica clinica per la prescrizione di alcuni farmaci immunoterapici, ma sono in corso molti studi internazionali per valutare vari biomarcatori utili all’identificazione dei pazienti che possono trarre maggiori benefici da questa terapia”. “Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi è infatti, nei pazienti accuratamente selezionati, il potenziale maggior beneficio clinico ottenibile rispetto al trattamento tradizionale – spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. Grandi vantaggi che possono essere garantiti anche da una ‘attenzione costante’ agli effetti collaterali. Gli effetti collaterali devono essere conosciuti dagli oncologi e ri-conosciuti quanto più precocemente possibile quando si manifestano al fine di assicurarne una gestione ottimale. Anche i pazienti devono esserne informati: ecco perché Fondazione AIOM da anni sviluppa il progetto dei Quaderni informativi per i pazienti oncologici, disponibili sul sito di Fondazione AIOM”.

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Lotta alle infezioni: alleanza tra 3M e Copag

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

Pioltello (MI) E’ stata presentata in occasione della 55esima Assemblea Generale AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, che si è aperta ieri a Villa Erba, la collaborazione tra 3M e COPAG, Consorzio della Ospedalità Privata per gli Acquisti e le Gestioni.“In un momento storico in cui le risorse sono sempre più limitate, poter offrire prodotti di qualità è l’unica logica vincente. Oggi, infatti, una corretta gestione dell’assistenza sanitaria non può guardare solo al singolo risparmio ma deve puntare sull’affidabilità e sull’efficienza – illustra il dottor Marco Miraglia attuale Presidente della Copag – L’Ospedalità privata riunita in AIOP e servita da COPAG, da sempre attenta al contenimento dei costi, è certamente il partner ideale per avviare il processo di trasformazione del sistema sanitario grazie ad una visione d’insieme che permette loro di capire che oggi bisogna andare oltre il prezzo d’acquisto e valutare il costo reale della cura!”
Tra gli obiettivi di questa alleanza, c’è quindi quello di contribuire alla lotta alle infezioni correlate all’assistenza, una lotta in cui 3M è protagonista attraverso la Campagna “Ospedale Senza Infezioni”, un’iniziativa nata per sensibilizzare i cittadini e diffondere un programma d’azione condiviso con gli operatori sanitari verso l’adozione di sempre più efficaci modelli di prevenzione.Proprio sul tema della diffusione delle infezioni in ospedale non si può più rimandare un piano di azione. Come riportato nel rapporto redatto recentemente da ONU e OMS “No Time to Wait” relativo alle catastrofiche proiezioni derivanti dalla resistenza agli antibiotici non saremo più in grado di sconfiggere i batteri e nel 2050 si prevedono 10 milioni di decessi legati a questo fenomeno. Le resistenze si sviluppano da abuso di antibiotici assunti dall’uomo in casi non strettamente necessari, oppure indirettamente legati ad assunzione di cibi derivanti da allevamenti o coltivazioni in cui vengono usati antibiotici, o infine per curare le infezioni che si possono contrarre durante una degenza ospedaliera. Quest’ultimo dato in Italia conta 530.000 casi all’anno, come incidenza e numeri di cittadini coinvolti è il peggiore di tutta Europa. Mediamente 1 paziente su 15 che entra in Ospedale per un percorso di cura ha una probabilità di acquisire un’infezione, le più diffuse sono polmoniti, infezioni vie urinarie, infezioni della ferita chirurgica e quelle legate a dispositivi invasivi come i cateteri vascolari. Rispetto all’ultima indagine di sorveglianza del 2013 si è notato un incremento dei casi dovuto all’aumento dei pazienti più “fragili”, con un’età superiore ai 65 anni, all’utilizzo di sistemi sempre più invasivi per l’organismo umano come cateteri o endoscopi che costituiscono veicoli di batteri, ma soprattutto alla scarsa adozione di strategie di prevenzione.
In Italia si stimano circa 7.800 casi di decessi l’anno per infezioni acquisite nei nosocomi, pari al doppio delle morti legate agli incidenti stradali. Da un’altra prospettiva l’impatto è devastante se si considera che rappresentano un rischio fatale quanto la somma delle maggiori malattie infettive messe insieme: influenza, tubercolosi e HIV.Per questo motivo è più che mai necessario aumentare la consapevolezza dei cittadini e sensibilizzare gli operatori sanitari sul tema della prevenzione e dell’antibiotico resistenza, affinché il Piano Nazionale di Contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020, a cura di Ministero della Salute, entri a far parte definitivamente dei programmi condivisi e applicati da Regioni e Ospedali. Corrette pratiche di prevenzione, che passano da rinnovati e adeguati protocolli, potrebbero ridurre del 20-30% questo “gap” nel percorso assistenziale, concorrendo a migliorare anche l’impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale, considerato che i costi di trattamento di una singola infezione pesano dai 5 ai 9 mila euro. Questo risultato è raggiungibile anche attraverso l’adozione di alcuni semplici ma fondamentali passaggi. Partendo dalla più nota pratica lavaggio delle mani – un gesto prezioso che proprio in questi giorni è stato celebrato in occasione della Giornata Mondiale del Lavaggio delle Mani – fino alla consapevolezza della necessità di implementare un sistema di prevenzione lungo tutto il percorso assistenziale, partendo da una sicura e certificata sterilizzazione dello strumentario chirurgico, ad un’ottima preparazione del campo operatorio e sistemi di barriera, al riscaldamento del paziente durante un’operazione chirurgica, all’uso di medicazioni in grado di tenere sotto controllo eventuali infezioni dovute all’accesso venoso attraverso il catetere.

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Il sindacato unico c’è già. E non lotta insieme a noi

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

Landini ha atteso il 1° Maggio per lanciare l’idea del sindacato unico, per dire che non ci sono più motivi di divisione, che il mondo che aveva provocato le rotture e le divisioni del fronte sindacale non è più nemmeno un lontano ricordo.Quindi le differenze sono azzerate. E ci si può dedicare a discettare di sociologia intorno alle nuove figure dello sfruttamento, della precarietà, della schiavitù che torna prepotente nei campi, nella logistica, che produce morti come mai prima nell’era moderna senza però produrre, o almeno provare a immaginare, forme di lotta sindacale.
Ma il sindacato unico c’è già nei fatti, proprio come sognava Matteo Renzi. È quello del sostegno a una Unione Europea che dei diritti dei lavoratori, delle lavoratrici in particolare, ha fatto strame, è quello che va a braccetto e manifesta con Confindustria come si andrebbe a spasso con le dame di San Vincenzo dimenticando che i padroni rappresentano, oggi come ieri, il nemico di classe.È quello che si è accomodato per anni nelle pieghe dei provvedimenti anti Labour assunti dai vari governi purché in qualche modo gli venisse lasciata mano libera nell’utilizzare la loro posizione di monopolio della rappresentanza per accumulare funzioni sostitutive come gli enti bilaterali o la gestione del welfare aziendale.È quello che assiste immobile e silente alla crescita delle disuguaglianze, che firma contratti osceni, che chiede leggi a sostegno del proprio monopolio della rappresentanza, che non ha il cappello in testa e la schiena dritta e che quando cita Giuseppe Di Vittorio ne nasconde la funzione che ebbe nel movimento operaio internazionale e che fu al centro della scissione e alla base della nascita della Cisl prima e della Uil poi. Ambedue volute e sostenute dal sindacato americano e da quello britannico per impedire che in Italia si consolidasse un sindacato di classe che guardava con attenzione a quanto si produceva in materia di crescita dei diritti dei lavoratori nei Paesi socialisti.La Cisl e la Uil scelsero allora di sostenere il progetto imperialista del Piano Marshall come oggi Cgil Cisl e Uil sostengono l’Unione Europea nella competizione interimperialista.
Forse Di Vittorio oggi diserterebbe il concertone unitario di Piazza San Giovanni, forse sceglierebbe di stare sui tetti di Piacenza assieme ai facchini licenziati perché si sono rifiutati di accettare di vivere una vita da sfruttati. (Unione Sindacale di Base)

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Made in Italy e lotta alla contraffazione

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

I danni causati dal mercato del falso sono diversi e numerosi, soprattutto per un Paese come il nostro che fonda parte del suo blasone sul “made in”. A certificarlo sono i numeri: in Europa entrano ogni anno 121 miliardi di merci false e l’Italia è il terzo Paese più colpito. Queste attività illegali hanno un effetto domino sull’economia nazionale e provocano un mancato gettito fiscale dal commercio al dettaglio e all’ingrosso per 4,3 miliardi di euro (nel 2016), ma anche la perdita di 6 miliardi di euro di mancato pagamento per i diritti di proprietà intellettuale e di 10,3 miliardi per le entrare statali. Questi dati, poi, si traducono in altri ancora più difficili da digerire: la contraffazione costa al Paese circa 88 mila posti di lavoro ogni anno.Per noi di Soggetto Giuridico il rilancio dell’occupazione è un tema prioritario e va fatto partendo da una strategia complessiva che contenga al suo interno numerosi elementi, tra cui lo sblocco degli investimenti (in particolare per il Sud) e la lotta alla contraffazione. Oggi più che mai appare chiara l’urgenza di un piano complessivo che metta al centro la creazione di nuove opportunità di lavoro; d’altronde è solo da qui, è bene ricordarlo, che può partire il riscatto italiano.

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“Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.
Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.
Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

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Lotta alla criminalità: scambio di informazioni più veloce sui cittadini non-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Condivisione più rapida delle informazioni sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi Vantaggi per pubblici ministeri, giudici e polizia, nella lotta alla criminalità e al terrorismo Nel 2014 le autorità nazionali hanno utilizzato meno del 5% delle informazioni disponibili sulle condanne Una nuova banca dati, approvata in via definitiva martedì, permetterà ai Paesi UE di scambiare più velocemente le informazioni dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi.I deputati hanno così deciso di creare una nuova banca dati sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), a complemento dell’attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE.La nuova banca dati centralizzata migliorerà lo scambio delle informazioni estratte dai casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’Unione Europea, contribuendo alla lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.Il nuovo sistema ECRIS per i cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN): consentirà alle autorità nazionali di stabilire rapidamente se uno Stato membro dell’UE detiene i casellari giudiziari di un cittadino di un paese terzo;
includerà i dati relativi ai cittadini con doppia nazionalità, per garantire che le persone che possiedono due passaporti con cittadinanza di un paese terzo e di uno Stato membro non possano nascondere le condanne a loro carico.
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato che Europol, Eurojust e la futura Procura europea avranno accesso a ECRIS e a ECRIS-TCN, in aggiunta ai giudici e ai procuratori dei Paesi dell’UE.

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Lotta alla droga e dipendenze patologiche

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

Abbiamo ascoltato dal Ministro Salvini, in Conferenza Stampa alla Camera dei deputati, che la Lega intende presentare una proposta di legge in riforma della 309/90 sulla droga, inasprendo le pene contro i trafficanti ed eliminando il concetto di modica quantità. Anche noi, da tempo, ribadiamo che occorre modificare una legge ormai vetusta che non risponde più alle mutate esigenze del mondo delle dipendenze patologiche, afferma Luciano Squillaci, Presidente FICT, ma occorre impegnarsi per ridisegnare soprattutto la parte che riguarda gli aspetti educativi, la cura, la riabilitazione, il recupero e la prevenzione.
Noi educatori sappiamo che intervenire in modo sanzionatorio sull’offerta non riduce necessariamente la domanda, anzi amplifica il mercato illegale aumentando i costi della giustizia senza risolvere il problema. Bisogna intervenire seriamente, spiega il Presidente FICT, anche sulla domanda tramite politiche educative che coinvolgano la rete sociale, sociosanitaria volte a prevenire il disagio e la conseguente ricerca di soluzioni apparenti e distruttive.Ogni singolo individuo, spiega Squillaci, deve essere parte di una società “educante”, ovvero il sistema sociale deve arrivare ad accerchiare la devianza per dirottarla in una dimensione educativa e valoriale, questo può essere fatto solo investendo su progetti permanenti preventivi.La necessità di contrastare con forza i mercanti di morte, concetto ribadito con forza dal Ministro e rispetto al quale ovviamente non possiamo non essere d’accordo, ci porta però a riflettere sul ruolo della informazione e dell’educazione in questo momento in cui assistiamo ad un continuo mutamento delle sostanze di abuso legali e illegali e ad un coinvolgimento al consumo di droghe, sempre più massiccio e dilagante, dei giovanissimi. “La prima forma di contrasto” – conclude Squillaci – “è l’educazione e su questo ci aspettiamo dal Governo e dal Parlamento risposte serie e strutturate!”

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Lotta al mieloma: mostra New Perspective

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Roma dall’8 novembre al 2 dicembre 2018, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’evento è dedicato alla promozione e allo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche. La mostra ha lo scopo di informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo. È un’iniziativa dal valore sociale unico portata avanti da AIL (Associazione italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma ONLUS), realizzata con il supporto di Takeda ed il patrocinio del Comune di Roma, della SIE Società Italiana di Ematologia, della Fondazione GIMEMA onlus. La mostra ha ricevuto l’egida dell’European Myeloma Research Network.New Perspective è una mostra collettiva per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del mieloma multiplo. La mostra ha uno scopo benefico: i proventi ricavati dalla vendita del catalogo, oltre alla donazione di 2€ per ciascun biglietto emesso dalla Galleria durante il periodo della mostra, saranno devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.Curata da Denis Curti, l’esposizione presenta installazioni, fotografie e video di 21 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita ed arrivare a comprendere come le prospettive di un malato di mieloma multiplo possano essere diverse, come le ricerche possano migliorare la qualità di vita e dare una nuova visione della quotidianità. “Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti – dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.Perché concentrarsi su questa malattia? Il mieloma è una neoplasia ematologica che colpisce il midollo osseo, la sede principale dell’organismo in cui vengono prodotte le cellule del sangue. In particolare, questo tipo di patologia è caratterizzata da importanti alterazioni a carico delle plasmacellule, che in condizioni normali producono e liberano anticorpi (immunoglobuline) che combattono le infezioni. Le plasmacellule proliferano in maniera incontrollata e danno origine al tumore che può essere diagnosticato proprio grazie alla presenza dell’aumentata quantità di un unico tipo di immunoglobulina (Ig), nota come componente monoclonale (CM), rilevata nel siero e/o nelle urine del paziente. È una malattia dell’adulto la cui frequenza aumenta con l’avanzare dell’età, l’insorgenza è intorno ai 60 anni e solo il 10% dei pazienti ha un’età inferiore ai 40 anni. È una patologia leggermente più diffusa negli uomini rispetto alle donne: in Italia le stime, relative al 2016, parlano di poco più di 2.700 nuovi casi di mieloma ogni anno tra le donne, e circa 3.000 tra gli uomini. Per una maggiore comprensione della patologia, è sempre utile ricordare il punto di vista del Professor Sergio Amadori, presidente di AIL e professore onorario di ematologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: “Il mieloma multiplo è uno dei tumori del sangue più diffusi dopo il Linfoma non-Hodgkin. In questa malattia la crescita delle plasmacellule – le cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni – aumenta a dismisura. Negli ultimi anni, la scoperta di nuovi farmaci “intelligenti” in grado di contrastarne gli effetti ha coinciso con un miglioramento qualitativo del quotidiano dei malati e un aumento delle prospettive di vita”.
Traguardi notevoli sono stati raggiunti in questi ultimi anni per quel che riguarda la cura, e quindi l’aspettativa di vita, nel caso del mieloma multiplo. Come spiega il dott. Massimo Offidani, dirigente Medico Clinica di Ematologia, AOU Ospedali Riuniti di Ancona: “Questo tipo di tumore ha visto un particolare fiorire sia della ricerca in campo genomico – con le tecnologie del nuovo sequenziamento genico – sia delle nuove terapie. Negli ultimi dieci anni, infatti, non c’è stata nessuna patologia ematologica e oncologica in cui sia stato registrato uno sviluppo così importante di nuovi farmaci. Mentre negli anni Ottanta la sopravvivenza media dei pazienti era di circa 36 mesi, ora si assiste a un’aspettativa di vita che va verso i 7 anni e più. La malattia, può comunque essere controllata bene per un tempo molto lungo, anche se poi avrà delle ricadute. Con le condivisioni dei nuovi farmaci stiamo andando quindi verso un traguardo ambizioso: quello della guarigione totale – senza pericolo di recidive – del paziente. Un traguardo che il lavoro costante e gli sforzi dei nostri ricercatori sta facendo diventare sempre più probabile all’orizzonte.” http://www.newperspective.it

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“La lotta all’amianto resta un’emergenza”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Ancora 40 tonnellate da smaltire in tutta Italia, tra luoghi di vita e di lavoro. Solo la rimozione definitiva del materiale cancerogeno e la tutela di chi corre più pericoli da esposizione, ci consentono di dare delle risposte efficaci per contrastare questo dramma”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i deputati di FdI, Walter Rizzetto e Ella Bucalo, entrambi componenti della commissione lavoro alla Camera. “A tutela dei lavoratori, abbiamo sollecitato il Governo ad introdurre innovative misure di protezione per scongiurare il contatto con le polveri di amianto durante le attività lavorative. Chiediamo la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di riconoscimento dei benefici previdenziali attribuiti a chi è esposto ad amianto e che siano estesi anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza: a parità di diritto, i benefici previdenziali devono infatti essere gli stessi, escludendo le discriminazioni che purtroppo si sono verificate in passato – concludono i deputati”.

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Giornata Mondiale per la lotta alla Rabbia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Oggi 28 settembre Giornata mondiale per la lotta alla Rabbia. Ogni anno nel mondo muoiono di rabbia quasi 60 mila persone, 100 bambini al giorno – 1 ogni venti minuti – e nella quasi totalità dei casi la malattia, che porta alla morte certa alla comparsa dei sintomi, è trasmessa da morsi di cani rabbiosi. Per perseguire l’obiettivo di eradicare la rabbia a livello globale, e ottenere zero morti umane da rabbia entro il 2030 (Progetto “Zero by Thirty” dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), MSD Animal Health, leader mondiale nella salute degli animali, da anni è impegnata nella lotta alla rabbia attraverso la donazione di dosi di vaccino antirabbico. I principali partner di questo progetto sono due primarie realtà che combattono la rabbia nelle aree del mondo a maggior rischio, principalmente Africa e Asia: Afya Serengeti Project (“Salviamo il Serengeti”, in lingua swahili), che lavora per eradicare la rabbia nel Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania, e Mission Rabies, che ha lanciato un programma di vaccinazione degli animali in paesi quali India, Malawi, Uganda, Sri Lanka, Thailandia e Tanzania. Inoltre, MSD Animal Health sostiene i partner nell’implementazione di un programma di educazione dei bambini, le principali vittime della rabbia (il 40% delle morti si verifica nei bambini di età inferiore ai 15 anni). L’obiettivo è di informare i più piccoli su come evitare di essere morsi dai cani rabbiosi, e come agire in caso di attacco, perché questo può significare la differenza tra la vita e la morte in luoghi in cui l’accesso al vaccino post-esposizione è limitato.
I risultati sono estremamente incoraggianti: sono state donate 2.5 milioni di dosi di vaccino antirabbico, più di due milioni di bambini hanno ricevuto una formazione su come prevenire la rabbia, e grazie alle 50.000 vaccinazioni annue effettuate dai volontari del progetto Afya Serengeti e Mission Rabies, di cui MSD Animal Health è partner dal 1997, ogni anno vengono evitati 600 casi di rabbia canina e i focolai di rabbia sono pari a zero nelle località in cui la percentuale di cani vaccinati è del 70%. “Purtroppo – sottolinea Davide De Lorenzi, Medico Veterinario italiano, da molti anni volontario di Mission Rabies – non esiste un modo precoce per accorgersi se un animale ha la rabbia: i sintomi iniziali sono essenzialmente neurologici e portano solo a lievi cambiamenti caratteriali e comportamentali. La sintomatologia più grave ed evidente si ha solo negli ultimi giorni di malattia quando ormai è troppo tardi. Il morso di un cane rabbioso sull’uomo porta alla trasmissione della malattia e alla morte, se non vengono messi in atto specifici interventi di profilassi. Il dramma è che il 70% delle persone colpite da rabbia ha meno di 16 anni: sono bambini e ragazzi che banalmente sono abituati a giocare con i cani e che non conoscono i potenziali rischi di un morso o di un graffioLe cure mediche sono spesso troppo costose se paragonate a uno stipendio medio di molte aree rurali dei paesi dove opera la nostra ONG.”.

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Pagine di storia: La lotta ai nazisti dalla Germania a paesi conquistati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Era ben nota avversione di alcuni ufficiali nei confronti del “piccolo caporale austriaco” e della sua dottrina nazista. Proprio per questo motivo sia taluni militari sia gli stessi capi di opposizione al nazismo presero contatto con gli inglesi già prima della dichiarazione di guerra del 1939. Si fa proprio risalire a questa “congiura dei generali” se gli inglesi ottennero a Dunkerque un po’ di respiro per far evacuare le loro truppe. Un’altra tesi, sull’argomento, vuole che fosse a deciderlo lo stesso Fuhrer più preoccupato di assicurarsi una neutralità inglese che non di puntare a un annientamento del nemico e alla prosecuzione della lotta sul suo territorio.
Posso a questo punto agevolmente rilevare come la resistenza al nazismo fosse un fenomeno internazionale e senza precedenti nella storia delle guerre. Penso, ad esempio, che alla capitolazione del governo francese rispose lo sviluppo progressivo dello spirito di resistenza. Il terreno fu minato sotto i passi del vincitore trionfante. La sua vittoria non avrebbe avuto senso senza l’adesione dei vinti. Costoro, da principio, soggiogati e a volte tentati, subirono lo strapotere tedesco. Ebbero, però, la forza di rialzarsi con un movimento forse lento ma potente. Del giugno del 1940 De Gaulle, da radio Londra lanciò ai francesi un proclama incoraggiandoli alla resistenza. Risposero per primi gli studenti parigini, l’11 novembre del 1940, con una sfilata che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto portarli davanti al Milite ignoto cantando la marsigliese e brandendo delle pertiche (deux guales) e che avrebbero dovuto salutare, con un gioco di parole, l’uomo di Londra. Intanto l’Intelligence Service inglese ricostruì le sue reti d’informazione in tutta Europa, ma soprattutto in Norvegia e in Olanda. Con l’inizio delle ostilità tedesche, sul suolo russo, anche i comunisti, dei paesi occidentali, dal 22 giugno del 1941, poiché fino allora si erano mantenuti neutrali, entrarono nella resistenza.
Da quel momento in poi la lotta contro l’occupante si fece senza quartiere. Si attivarono, nel 1942, numerose organizzazioni patriottiche: Liberation Nord et Sud, Combat, Front National, e Organisation Civile et Militaire. In Belgio il primo movimento di resistenza prende consistenza nel 1940 per merito del colonnello Lentz e dei suoi amici e collaboratori. In Olanda a scatenare la resistenza furono le forme sinistre, assunte dai nazisti, per la caccia agli ebrei. In Norvegia Quisling non riuscì a trascinare il suo popolo ariano lungo la scia hitleriana. Ma soprattutto nei paesi balcanici e slavi, spietatamente oppressi, la resistenza armata assunse fin dall’inizio, dimensioni notevoli prima ad opera del colonnello Drago Mihailovic e poi di Tito. Lo stesso accadde in Polonia, anche se in misura ridotta, per opera del generale conte Komorowsky. (Riccardo Alfonso)

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Lotta di popolo, lotta di civiltà: Onore ad Amedeo d’Aosta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il 17 maggio del 1941 sull’Amba Alagi il Duca d’Aosta firma la resa delle sue truppe. Nello stesso giorno e ora tramonta il sogno imperiale italiano. La resa del contingente italiano ebbe un prezzo altissimo in morti e feriti. Fu il conto pagato da una resistenza spinta sino ai limiti delle forze umane. Quel giorno Churchill scrisse: “Così terminava il sogno di Mussolini di un impero da creare con la conquista e da colonizzare nello spirito dell’antica Roma”. Amedeo D’Aosta morì nell’ospedale di Nairobi alle 3,45 del 3 marzo 1942, aveva 43 anni.
Ciano annotò nel suo diario: “E’ morto il duca d’Aosta. Scompare con lui una nobile figura di principe e d’italiano, semplice nei modi, largo nella comprensione, umano nello spirito. Non voleva la guerra. Era convinto che l’impero avrebbe potuto reggere soltanto pochi mesi. Poi detestava i tedeschi. Dalla vicenda che insanguina il mondo temeva più la vittoria tedesca che quell’inglese. Quando partì per l’Etiopia, nel maggio del 1940, ebbe il senso del suo destino: era deciso ad affrontarlo, ma era pieno di tristezza”. Il duca Amedeo d’Aosta, a detta del ras Abebe Aregai, capo della resistenza abissina e che lo aveva sempre combattuto: “E’ stato il più terribile nemico dell’Etiopia perché era riuscito a conquistare gli abissini e a far loro dimenticare l’amore per l’indipendenza”. Ecco per cosa gli italiani differivano dai tedeschi: la loro gran voglia di vivere in pace. Una pace che in Europa, come sappiamo, fu tanto desiderata mentre per i dittatori si era trasformata in un atto di codardia e di tacita sottomissione.
Il 1942 è l’anno della svolta. Il risveglio brusco da un sogno è tragico. La guerra prende una brutta piega. La fame incomincia a picchiare duro, i divieti si fanno più severi, i bombardamenti più fitti. Arriviamo a due passi da Alessandria d’Egitto, ma perdiamo il treno dell’Africa. Rommel non fa più miracoli, a El-Alamein Montgomery è troppo forte. Da Stalingrado non si passa. Nel 1943 molti avvenimenti precipitano. Il 25 luglio a Roma il Gran Consiglio del fascismo sfiducia Mussolini. E’ l’onda lunga che ha segnato in Russia la sconfitta della Germania: i russi sfondano sul Don, l’ARMIR, l’armata italiana sul fronte sovietico, è costretta a una precipitosa ritirata per non essere circondata e annientata.
Si combatte e si muore a quaranta gradi sotto zero. Le perdite assommano a oltre 80.000 uomini sui 120mila del corpo di spedizione. In Italia, intanto si vive come si può tra luci e ombre, sotto i bombardamenti e qualche evasione. Il film dell’anno è “Ossessione” con Luchino Vi-sconti. Aldo Fabrizi, al suo debutto, interpreta “l’ultima carrozzella”. Macario fa la donna nella “Zia di Carlo”, ma non ride nessuno. Così si compie il destino di un popolo con la sua avventura fascista. In quel momento riecheggiano le parole di George Sorel: “Un bosco impiega secoli per crescere, ma basta una notte per bruciarlo”. (Riccardo Alfonso)

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La storia della seconda guerra mondiale dalle rievocazioni degli storici

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Tra i tanti volumi che ci parlano di quei terribili momenti, ne ho scelto due, in particolare. Essi mi servono da guida e da battistrada ad altri che ho letto e citerò in seguito. Il primo appartiene a Raymond Cartier titolato “La seconda guerra mondiale” (Editore Arnoldo Mondadori) e il secondo è: “Passato e presente della Resistenza” (Edito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Mi sembra, in questo modo, di raccordare i due momenti fondamentali che hanno attraversato le infelici generazioni che da infanti, giovani combattenti o da anziani si sono trovati nel bel mezzo di una lotta spietata e sanguinosa.
Il primo libro rende la tragedia universale tanto da coinvolgere, sia pure indirettamente, anche i paesi non belligeranti e, il secondo, per la particolarità degli argomenti trattati e i suoi limiti territoriali, mostra uno spaccato dello stato d’animo di un popolo letteralmente trascinato in un’avventura bellica e con un esercito che, a detta dello stesso Badoglio, allora capo di stato maggiore dell’esercito, “non ha neppure le camicie”. E, Mussolini, di rimando: “Voi non capite. Io ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo della pace”. Questo fu l’inizio di un’avventura che portò l’Italia a unirsi alla Germania hitleriana e, in seguito, al Giappone con un patto d’acciaio, diventato poi di ferro, che aveva solo un difetto: l’acciaio, o il ferro che si voglia dire, fu ben presto fuso trasformandosi in un fiume di sangue.
Leggere, quindi, quando accadde per rinverdire i ricordi scolastici sia di chi per l’anagrafe è troppo giovane perché abbia vissuto quei momenti e, per gli altri, affinché non racchiudano il ricordo nell’oblio e ancor peggio nell’indifferenza.
Leggere per capire come sia facile risalire, da fatti in apparenza irrilevanti, a un evento tanto drammatico fino a diventare un olocausto per intere popolazioni o etnie. E’ difficile per i colpevoli, come pure gli incolpevoli e gli agnostici, uscirne con tutte le ossa al loro posto e non solo fisicamente.
Leggere per rendersi conto che non è possibile ragionare con la testa altrui e ancor più praticare l’arte della tolleranza, in specie nei confronti di chi non la capisce e la scambia per debolezza o peggio ancora per tacita connivenza.
Un errore fu certamente quello di non considerare intollerabili gli stessi insuccessi della politica di sicurezza collettiva in Europa e in Asia dal 1931 e che culminarono, nel 1938, con la politica d’annessioni territoriali della Germania, e che poi incoraggiarono l’attacco, di quest’ultima, alla Polonia il 1° settembre alle ore 4,45 del mattino del 1939.
Fu un’azione militare brutale ma alimentata da un calcolo politico. Infatti, si riteneva improbabile che gli anglofrancesi s’imbarcassero in un’impresa militare per sostenere un paese come la Polonia. Per contro il suo smembramento era visto di buon grado dalla stessa Russia, dato il vantaggio che avrebbe potuto trarne.
In questo modo i russi avrebbero avuto l’opportunità di annettere una parte del territorio polacco con la tacita acquiescenza dei tedeschi e così accadde. Fu, dunque, una risposta che finì con l’instaurare alleanze innaturali (Germania-Russia). Non solo.
Furono ostilità insorte tra nazioni che avevano una comune base liberista, sebbene la differenza fondamentale fosse caratterizzata dalle loro distinte matrici: un’idealistica e l’altra empirica. Alla fine, come possiamo rilevare, in quest’evenienza, liberismo d’estrazione idealistica e comunismo si ritrovarono nel concepire un’identica finalità di vedute. (Riccardo Alfonso)

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Droga: Lotta alle dipendenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“Al Ministro Fontana, presente oggi in Commissione Affari Sociali per esporre le linee programmatiche del suo dicastero, abbiamo chiesto di intervenire con risolutezza nel contrasto alle droghe e alle dipendenze patologiche da sostanze, legali e illegali, oltre a quelle comportamentali come dal gioco d’azzardo, da internet e dai social. Come Fratelli d’Italia abbiamo posto in luce la necessità di destinare adeguate risorse economiche per le azioni di contrasto alle dipendenze, finanziando il Fondo Nazionale di Lotta alla Droga e l’abbiamo esortato a realizzare quanto prima la Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga, attesa da ben nove anni, affinché si possa inquadrare l’evoluzione del fenomeno nazionale con tutti gli operatori del settore pubblico e del mondo associativo che, quotidianamente, si occupano dei sofferenti e delle loro famiglie. Gli abbiamo anche richiesto di impegnarsi concretamente per l’approvazione della proposta di legge presentata da FdI sul divieto di vendita a uso ricreativo della cannabis anche a basso contenuto di Thc e sull’immediata chiusura dei Green Shop.Saremo sempre pronti al dialogo nell’interesse della salute degli italiani, così come saremo implacabili avversari nel caso in cui i partiti di Governo volessero far retrocedere la tutela del benessere psicofisico dei cittadini, e di una vita libera dalle droghe”. Così in una nota congiunta Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, e Maria Teresa Bellucci, capogruppo di Fratelli d’Italia in XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

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Per la Lotta contro i Tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Roma 13 giugno 2018 8.30-15.30 Tempio di Adriano – Piazza di Pietra in occasione della Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo LILT e per dare il via al “Percorso Azzurro – LILT For Men”, dedicato alla salute nell’uomo. Durante il convegno si approfondiranno le tematiche dei tumori della sfera genitale maschile, dalla prevenzione, alla cura, alle innovazioni e scoperte recenti in questi campi, e sarà l’occasione per riunire in laboratorio stakeholders ed esperti per condividere azioni comuni con l’obiettivo di promuovere la prevenzione oncologica nella popolazione maschile. Il 14 Giugno LILT ha indetto la Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo, una giornata completamente dedicata alla salute della sfera genitale maschile, accompagnandola con il “Percorso Azzurro – LILT For Men”, una campagna di informazione per diffondere la cultura della prevenzione anche negli uomini. Un’occasione per informare sui tumori della sfera genitale, non solo il più conosciuto carcinoma della prostata, ma anche i meno conosciuti, ma insidiosi, tumori al testicolo e al pene.Il 14 giugno, inoltre, sarà possibile effettuare visite di controllo nelle Sezioni Provinciali aderenti all’iniziativa, prenotando al numero verde SOS LILT 800 99 88 77, dove si potrà anche ricevere informazioni e consigli riguardo ai corretti stili di vita.

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Roma Capitale aderisce alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Roma Capitale ha aderito alla ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà’, che ricorre ogni anno il 17 ottobre. E’ quanto prevede una Memoria approvata dalla Giunta capitolina, che consente così alla città di accedere a un’importante iniziativa di carattere internazionale introdotta dall’ONU con apposita risoluzione il 22 dicembre 1992.Il provvedimento assegna, inoltre, all’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale il mandato di implementare, all’interno del Piano Sociale Cittadino, strumenti di accompagnamento e rafforzamento volti al contrasto del fenomeno dell’impoverimento e dell’isolamento sociale.
Il tema della povertà è stato analizzato oggi in Campidoglio, nel corso del 7° Meeting del Comitato Internazionale per il 17 ottobre, costituito da persone di tutte le estrazioni sociali, tra cui persone in condizione di povertà, impegnate nella lotta contro la miseria e provenienti da vari continenti.Nel corso dei lavori è stato scelto il tema su cui sarà focalizzata la Giornata nel 2018: i diritti umani. Proprio quest’anno si celebra, infatti, il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che rappresenta il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano.
Durante l’ultima sessione l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre ha condiviso ragionamenti e riflessioni con Donald Lee, Presidente del Comitato per il 17 ottobre, con Claudio Calvaruso, Presidente di Atd Quarto Mondo Italia e con Isabelle Pyapert Perrin, delegata generale del Movimento Internazionale Atd Quarto Mondo. L’Assessora ha inoltre illustrato le attività in corso per prevenire e contrastare la povertà.In occasione del 17 ottobre Roma Capitale organizzerà eventi, manifestazioni, iniziative di sensibilizzazione, evidenziando l’importanza dell’accoglienza, del volontariato e del contributo di tutta la comunità a partire dalle persone che vivono in condizioni di disagio, nessuno escluso.

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Lotta ai contenuti illegali online: la Commissione avvia una consultazione pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

In seguito alla raccomandazione della Commissione presentata a marzo e volta ad intensificare ulteriormente la lotta a qualsiasi forma di contenuto illegale, compresi i contenuti terroristici, l’incitamento all’odio e alla violenza, il materiale pedopornografico, i prodotti contraffatti e le violazioni del diritto d’autore, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica.
I partecipanti sono invitati a condividere la propria esperienza e le sfide affrontate relativamente alla diffusione e al rilevamento di contenuti illegali online. La consultazione mira a raccogliere informazioni sulle percezioni e le opinioni in merito all’efficacia delle misure volontarie di lotta ai contenuti illegali online e sull’eventuale necessità di nuove iniziative da parte della Commissione in questo ambito. La consultazione è destinata soprattutto ai cittadini, ma anche alle piattaforme online e agli altri prestatori di servizi di hosting online, nonché alle organizzazioni che rilevano e segnalano i contenuti illegali, alle organizzazioni per la difesa dei diritti digitali, alle autorità competenti, alle autorità incaricate dell’applicazione della legge, ai governi nazionali e alle università.
Il 28 settembre 2017 la Commissione ha adottato una comunicazione recante orientamenti sulle responsabilità dei prestatori di servizi online per quanto riguarda i contenuti illegali online, che è stata seguita il 1° marzo 2018 da una raccomandazione su misure operative per contrastare efficacemente i contenuti illegali online. La Commissione ha pubblicato una valutazione d’impatto iniziale e sta raccogliendo testimonianze sull’efficacia delle misure volontarie e sull’entità del problema. Entro la fine del 2018 la Commissione esaminerà eventuali misure supplementari per aumentare l’efficacia della lotta ai contenuti illegali online.

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IVI continua ad essere all’avanguardia nella sua lotta contro l’infertilità

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

Lo dimostra una delle sue ultime ricerche – “Fertility rescue by bone marrow derived stem cell infusión” – pubblicata recentemente dalla Dottoressa Sonia Herraiz, ricercatrice IVI, che trova spazio sulla rivista Fertility & Sterility -, incentrata sullo studio del ringiovanimento ovarico
e premiata con il SRI-Pfizer Award, grazie a risultati notevolmente incoraggianti nel recupero della funzione ovarica. Lo studio, diretto dal Presidente di IVI Prof. Antonio Pellicer, è stato realizzato da IVI in collaborazione con l’Ospedale Universitario La Fe di Valencia ed è stato premiato nell’ambito del 65º Congresso americano della Society for Reproductive Investigation (SRI)SRI-Pfizer Award è un premio che dal 1996 riconosce i migliori 25 lavori presentati da ricercatori durante la loro formazione.“L’invecchiamento ed i trattamenti oncologici – dichiara il Prof. Pellicer – alterano la funzione delle ovaie. Tuttavia, anche quando le ovaie perdono la propria capacità di ovulare rimangono follicoli dormienti e residui che possono essere recuperati per poi crescere.Il ringiovanimento ovarico costituisce il presente e il futuro della riproduzione assistita, e per questo rappresenta una priorità per IVI. Stiamo portando avanti differenti ricerche per invertire l’invecchiamento ovarico e stiamo ottenendo risultati lusinghieri”. IVI, in collaborazione con l’Ospedale Universitario La Fe di Valencia, sta proseguendo negli studi sul ringiovanimento ovarico mediante due tecniche: la frammentazione ovarica (OFFA – Ovarian fragmentation for folicular activation) e l’infusione di cellule madre del midollo osseo nell’arteria ovarica (BMDSC – Bone Marrow Derived Stem Cells). Entrambe le tecniche, con diversi studi in corso, mettono in luce come il ringiovanimento ovarico costituisca già una realtà sia di pazienti con bassa risposta ovarica sia in quelle con insuffucienza ovarica precoce.Grazie all’applicazione di queste tecniche, IVI ha già ottenuto diverse gravidanze spontanee tra le sue pazienti.Nel mondo, IVI è pioniere nello studio del recupero della funzione ovarica in pazienti umane, come commenta la vincitrice dello SRI-Pzifer Award, Anna Buigues, “la prima fase dello studio è stata effettuata con un modello animale di insufficienza ovarica e con bassa risposta ovarica,ma quelle successive sono state realizzate con pazienti umane. Inizialmente abbiamo lavorato con pazienti con bassa risposta ovarica, ma le successive linee guida vengono applicate a donne con insufficienza ovarica precoce. Ci troviamo di fronte ad un cammino ricco di speranza per le nostre pazienti. Sono molto orgogliosa di fare parte di questo progetto e, ovviamente, di aver ricevuto un premio simile da parte della SRI”

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Lotta alla mafia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

«La lotta alla mafia la fanno le forze dell’ordine, lo Stato ma i colpi più pesanti sono stati subiti dalle mafie nel momento in cui si è mobilitata la società civile, indignandosi e ribellandosi. Libri come “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” di Jole Garuti raccontano cosa sono state le mafie in Italia e, quindi, anche cosa possono tornare ad essere. Le mafie, infatti, ci sono ancora: hanno subito colpi durissimi, hanno fatto scelte strategiche diverse ma ci sono. La ‘ndrangheta, ad esempio, per mimetizzarsi meglio nella società ha scelto di abbandonare gli aspetti militari e agire penetrando l’economia legale ma gli arsenali li ha ancora e se servissero verrebbero usati, come hanno raccontato i magistrati che hanno seguito l’inchiesta Aemilia». Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, che nella scorsa legislatura è stato capogruppo PD nella Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo alla presentazione del libro di Jole Garuti a Milano. «Non dobbiamo perdere la memoria di vicende come quella di Saveria Antiochia e di suo figlio ed è importante che se ne discuta anche nelle scuole. – ha proseguito Mirabelli – Oltre al lavoro di forze dell’ordine, magistrati, carabinieri, nella lotta alla mafia dobbiamo tantissimo alla rivolta della società civile che c’è stata dopo le stragi. Per questo, è importante il lavoro che fanno persone come Jole Garuti, Nando Dalla Chiesa, o le associazioni come Libera: perché fa tenere accesi i riflettori sul problema delle mafie, ricordando che ci sono ancora e che sono molto pericolose anche se non si vedono. Oggi, infatti, in Italia c’è molta preoccupazione per i piccoli reati di strada ma non c’è alcun allarme sociale rispetto al fatto che le mafie ci sono, come esplicita chiaramente anche la Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia».

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