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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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“Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Oggi un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”. Nei primi due mesi del 2019, inoltre, a un calo della quota di vetture diesel immatricolate, è corrisposto un aumento complessivo della CO2 media delle nuove auto vendute. Dati alla mano, oggi l’utilizzo del diesel di ultima generazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030, in modo socialmente ed economicamente sostenibile.
Il report intende, dati alla mano, fare chiarezza sul tema motorizzazioni ed emissioni climalteranti e inquinanti, e sfatare demagogie e pregiudizi nei confronti del diesel, sempre più spesso additato come la principale fonte dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti (GHG) con argomentazioni spesso non corrette che influenzano il dibattito pubblico e, in diversi casi, le scelte politiche in materia di mobilità che tendono ad allontanare il raggiungimento degli obiettivi ambientali.
Punto di partenza dell’analisi firmata da Unione Petrolifera è la considerazione che il parco auto italiano è tra i più vetusti a livello europeo e ciò incide fortemente sui livelli emissivi: oltre la metà del circolante ha un’età superiore ai 10 anni, rispetto al 36-39% di Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.
Per ridurre realmente l’impatto ambientale del settore trasporti, l’unico strumento efficace è favorire il ricambio del parco auto con i modelli più recenti. Processo che oggi è rallentato da provvedimenti poco efficaci, come il bonus-malus che non tiene conto dell’impatto del binomio “veicolo-vettore energetico” nell’intero ciclo di vita, o da divieti e limitazioni alle auto “Euro 6D”, assolutamente ingiustificati da un punto di vista tecnico. Provvedimenti che ingenerano confusione nei consumatori e bloccano la sostituzione dei modelli vecchi con veicoli nuovi a bassissimo impatto ambientale.

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Lotta alla criminalità: scambio di informazioni più veloce sui cittadini non-UE

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Condivisione più rapida delle informazioni sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi Vantaggi per pubblici ministeri, giudici e polizia, nella lotta alla criminalità e al terrorismo Nel 2014 le autorità nazionali hanno utilizzato meno del 5% delle informazioni disponibili sulle condanne Una nuova banca dati, approvata in via definitiva martedì, permetterà ai Paesi UE di scambiare più velocemente le informazioni dei casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi.I deputati hanno così deciso di creare una nuova banca dati sulle condanne a carico di cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN), a complemento dell’attuale sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), utilizzato per lo scambio di informazioni sulle condanne a carico di cittadini dell’UE.La nuova banca dati centralizzata migliorerà lo scambio delle informazioni estratte dai casellari giudiziari dei cittadini di paesi terzi in tutta l’Unione Europea, contribuendo alla lotta contro la criminalità transfrontaliera e il terrorismo.Il nuovo sistema ECRIS per i cittadini di paesi terzi (ECRIS-TCN): consentirà alle autorità nazionali di stabilire rapidamente se uno Stato membro dell’UE detiene i casellari giudiziari di un cittadino di un paese terzo;
includerà i dati relativi ai cittadini con doppia nazionalità, per garantire che le persone che possiedono due passaporti con cittadinanza di un paese terzo e di uno Stato membro non possano nascondere le condanne a loro carico.
Il Parlamento e il Consiglio hanno concordato che Europol, Eurojust e la futura Procura europea avranno accesso a ECRIS e a ECRIS-TCN, in aggiunta ai giudici e ai procuratori dei Paesi dell’UE.

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Lotta alla droga e dipendenze patologiche

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

Abbiamo ascoltato dal Ministro Salvini, in Conferenza Stampa alla Camera dei deputati, che la Lega intende presentare una proposta di legge in riforma della 309/90 sulla droga, inasprendo le pene contro i trafficanti ed eliminando il concetto di modica quantità. Anche noi, da tempo, ribadiamo che occorre modificare una legge ormai vetusta che non risponde più alle mutate esigenze del mondo delle dipendenze patologiche, afferma Luciano Squillaci, Presidente FICT, ma occorre impegnarsi per ridisegnare soprattutto la parte che riguarda gli aspetti educativi, la cura, la riabilitazione, il recupero e la prevenzione.
Noi educatori sappiamo che intervenire in modo sanzionatorio sull’offerta non riduce necessariamente la domanda, anzi amplifica il mercato illegale aumentando i costi della giustizia senza risolvere il problema. Bisogna intervenire seriamente, spiega il Presidente FICT, anche sulla domanda tramite politiche educative che coinvolgano la rete sociale, sociosanitaria volte a prevenire il disagio e la conseguente ricerca di soluzioni apparenti e distruttive.Ogni singolo individuo, spiega Squillaci, deve essere parte di una società “educante”, ovvero il sistema sociale deve arrivare ad accerchiare la devianza per dirottarla in una dimensione educativa e valoriale, questo può essere fatto solo investendo su progetti permanenti preventivi.La necessità di contrastare con forza i mercanti di morte, concetto ribadito con forza dal Ministro e rispetto al quale ovviamente non possiamo non essere d’accordo, ci porta però a riflettere sul ruolo della informazione e dell’educazione in questo momento in cui assistiamo ad un continuo mutamento delle sostanze di abuso legali e illegali e ad un coinvolgimento al consumo di droghe, sempre più massiccio e dilagante, dei giovanissimi. “La prima forma di contrasto” – conclude Squillaci – “è l’educazione e su questo ci aspettiamo dal Governo e dal Parlamento risposte serie e strutturate!”

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Lotta al mieloma: mostra New Perspective

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 ottobre 2018

Roma dall’8 novembre al 2 dicembre 2018, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’evento è dedicato alla promozione e allo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche. La mostra ha lo scopo di informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo. È un’iniziativa dal valore sociale unico portata avanti da AIL (Associazione italiana contro le Leucemie, linfomi e mieloma ONLUS), realizzata con il supporto di Takeda ed il patrocinio del Comune di Roma, della SIE Società Italiana di Ematologia, della Fondazione GIMEMA onlus. La mostra ha ricevuto l’egida dell’European Myeloma Research Network.New Perspective è una mostra collettiva per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del mieloma multiplo. La mostra ha uno scopo benefico: i proventi ricavati dalla vendita del catalogo, oltre alla donazione di 2€ per ciascun biglietto emesso dalla Galleria durante il periodo della mostra, saranno devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.Curata da Denis Curti, l’esposizione presenta installazioni, fotografie e video di 21 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita ed arrivare a comprendere come le prospettive di un malato di mieloma multiplo possano essere diverse, come le ricerche possano migliorare la qualità di vita e dare una nuova visione della quotidianità. “Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti – dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.Perché concentrarsi su questa malattia? Il mieloma è una neoplasia ematologica che colpisce il midollo osseo, la sede principale dell’organismo in cui vengono prodotte le cellule del sangue. In particolare, questo tipo di patologia è caratterizzata da importanti alterazioni a carico delle plasmacellule, che in condizioni normali producono e liberano anticorpi (immunoglobuline) che combattono le infezioni. Le plasmacellule proliferano in maniera incontrollata e danno origine al tumore che può essere diagnosticato proprio grazie alla presenza dell’aumentata quantità di un unico tipo di immunoglobulina (Ig), nota come componente monoclonale (CM), rilevata nel siero e/o nelle urine del paziente. È una malattia dell’adulto la cui frequenza aumenta con l’avanzare dell’età, l’insorgenza è intorno ai 60 anni e solo il 10% dei pazienti ha un’età inferiore ai 40 anni. È una patologia leggermente più diffusa negli uomini rispetto alle donne: in Italia le stime, relative al 2016, parlano di poco più di 2.700 nuovi casi di mieloma ogni anno tra le donne, e circa 3.000 tra gli uomini. Per una maggiore comprensione della patologia, è sempre utile ricordare il punto di vista del Professor Sergio Amadori, presidente di AIL e professore onorario di ematologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata: “Il mieloma multiplo è uno dei tumori del sangue più diffusi dopo il Linfoma non-Hodgkin. In questa malattia la crescita delle plasmacellule – le cellule immunitarie che hanno la funzione di produrre anticorpi e difenderci dalle infezioni – aumenta a dismisura. Negli ultimi anni, la scoperta di nuovi farmaci “intelligenti” in grado di contrastarne gli effetti ha coinciso con un miglioramento qualitativo del quotidiano dei malati e un aumento delle prospettive di vita”.
Traguardi notevoli sono stati raggiunti in questi ultimi anni per quel che riguarda la cura, e quindi l’aspettativa di vita, nel caso del mieloma multiplo. Come spiega il dott. Massimo Offidani, dirigente Medico Clinica di Ematologia, AOU Ospedali Riuniti di Ancona: “Questo tipo di tumore ha visto un particolare fiorire sia della ricerca in campo genomico – con le tecnologie del nuovo sequenziamento genico – sia delle nuove terapie. Negli ultimi dieci anni, infatti, non c’è stata nessuna patologia ematologica e oncologica in cui sia stato registrato uno sviluppo così importante di nuovi farmaci. Mentre negli anni Ottanta la sopravvivenza media dei pazienti era di circa 36 mesi, ora si assiste a un’aspettativa di vita che va verso i 7 anni e più. La malattia, può comunque essere controllata bene per un tempo molto lungo, anche se poi avrà delle ricadute. Con le condivisioni dei nuovi farmaci stiamo andando quindi verso un traguardo ambizioso: quello della guarigione totale – senza pericolo di recidive – del paziente. Un traguardo che il lavoro costante e gli sforzi dei nostri ricercatori sta facendo diventare sempre più probabile all’orizzonte.” http://www.newperspective.it

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“La lotta all’amianto resta un’emergenza”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Ancora 40 tonnellate da smaltire in tutta Italia, tra luoghi di vita e di lavoro. Solo la rimozione definitiva del materiale cancerogeno e la tutela di chi corre più pericoli da esposizione, ci consentono di dare delle risposte efficaci per contrastare questo dramma”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i deputati di FdI, Walter Rizzetto e Ella Bucalo, entrambi componenti della commissione lavoro alla Camera. “A tutela dei lavoratori, abbiamo sollecitato il Governo ad introdurre innovative misure di protezione per scongiurare il contatto con le polveri di amianto durante le attività lavorative. Chiediamo la riapertura dei termini per la presentazione delle istanze di riconoscimento dei benefici previdenziali attribuiti a chi è esposto ad amianto e che siano estesi anche al personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza: a parità di diritto, i benefici previdenziali devono infatti essere gli stessi, escludendo le discriminazioni che purtroppo si sono verificate in passato – concludono i deputati”.

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Giornata Mondiale per la lotta alla Rabbia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Oggi 28 settembre Giornata mondiale per la lotta alla Rabbia. Ogni anno nel mondo muoiono di rabbia quasi 60 mila persone, 100 bambini al giorno – 1 ogni venti minuti – e nella quasi totalità dei casi la malattia, che porta alla morte certa alla comparsa dei sintomi, è trasmessa da morsi di cani rabbiosi. Per perseguire l’obiettivo di eradicare la rabbia a livello globale, e ottenere zero morti umane da rabbia entro il 2030 (Progetto “Zero by Thirty” dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), MSD Animal Health, leader mondiale nella salute degli animali, da anni è impegnata nella lotta alla rabbia attraverso la donazione di dosi di vaccino antirabbico. I principali partner di questo progetto sono due primarie realtà che combattono la rabbia nelle aree del mondo a maggior rischio, principalmente Africa e Asia: Afya Serengeti Project (“Salviamo il Serengeti”, in lingua swahili), che lavora per eradicare la rabbia nel Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania, e Mission Rabies, che ha lanciato un programma di vaccinazione degli animali in paesi quali India, Malawi, Uganda, Sri Lanka, Thailandia e Tanzania. Inoltre, MSD Animal Health sostiene i partner nell’implementazione di un programma di educazione dei bambini, le principali vittime della rabbia (il 40% delle morti si verifica nei bambini di età inferiore ai 15 anni). L’obiettivo è di informare i più piccoli su come evitare di essere morsi dai cani rabbiosi, e come agire in caso di attacco, perché questo può significare la differenza tra la vita e la morte in luoghi in cui l’accesso al vaccino post-esposizione è limitato.
I risultati sono estremamente incoraggianti: sono state donate 2.5 milioni di dosi di vaccino antirabbico, più di due milioni di bambini hanno ricevuto una formazione su come prevenire la rabbia, e grazie alle 50.000 vaccinazioni annue effettuate dai volontari del progetto Afya Serengeti e Mission Rabies, di cui MSD Animal Health è partner dal 1997, ogni anno vengono evitati 600 casi di rabbia canina e i focolai di rabbia sono pari a zero nelle località in cui la percentuale di cani vaccinati è del 70%. “Purtroppo – sottolinea Davide De Lorenzi, Medico Veterinario italiano, da molti anni volontario di Mission Rabies – non esiste un modo precoce per accorgersi se un animale ha la rabbia: i sintomi iniziali sono essenzialmente neurologici e portano solo a lievi cambiamenti caratteriali e comportamentali. La sintomatologia più grave ed evidente si ha solo negli ultimi giorni di malattia quando ormai è troppo tardi. Il morso di un cane rabbioso sull’uomo porta alla trasmissione della malattia e alla morte, se non vengono messi in atto specifici interventi di profilassi. Il dramma è che il 70% delle persone colpite da rabbia ha meno di 16 anni: sono bambini e ragazzi che banalmente sono abituati a giocare con i cani e che non conoscono i potenziali rischi di un morso o di un graffioLe cure mediche sono spesso troppo costose se paragonate a uno stipendio medio di molte aree rurali dei paesi dove opera la nostra ONG.”.

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Pagine di storia: La lotta ai nazisti dalla Germania a paesi conquistati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 agosto 2018

Era ben nota avversione di alcuni ufficiali nei confronti del “piccolo caporale austriaco” e della sua dottrina nazista. Proprio per questo motivo sia taluni militari sia gli stessi capi di opposizione al nazismo presero contatto con gli inglesi già prima della dichiarazione di guerra del 1939. Si fa proprio risalire a questa “congiura dei generali” se gli inglesi ottennero a Dunkerque un po’ di respiro per far evacuare le loro truppe. Un’altra tesi, sull’argomento, vuole che fosse a deciderlo lo stesso Fuhrer più preoccupato di assicurarsi una neutralità inglese che non di puntare a un annientamento del nemico e alla prosecuzione della lotta sul suo territorio.
Posso a questo punto agevolmente rilevare come la resistenza al nazismo fosse un fenomeno internazionale e senza precedenti nella storia delle guerre. Penso, ad esempio, che alla capitolazione del governo francese rispose lo sviluppo progressivo dello spirito di resistenza. Il terreno fu minato sotto i passi del vincitore trionfante. La sua vittoria non avrebbe avuto senso senza l’adesione dei vinti. Costoro, da principio, soggiogati e a volte tentati, subirono lo strapotere tedesco. Ebbero, però, la forza di rialzarsi con un movimento forse lento ma potente. Del giugno del 1940 De Gaulle, da radio Londra lanciò ai francesi un proclama incoraggiandoli alla resistenza. Risposero per primi gli studenti parigini, l’11 novembre del 1940, con una sfilata che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto portarli davanti al Milite ignoto cantando la marsigliese e brandendo delle pertiche (deux guales) e che avrebbero dovuto salutare, con un gioco di parole, l’uomo di Londra. Intanto l’Intelligence Service inglese ricostruì le sue reti d’informazione in tutta Europa, ma soprattutto in Norvegia e in Olanda. Con l’inizio delle ostilità tedesche, sul suolo russo, anche i comunisti, dei paesi occidentali, dal 22 giugno del 1941, poiché fino allora si erano mantenuti neutrali, entrarono nella resistenza.
Da quel momento in poi la lotta contro l’occupante si fece senza quartiere. Si attivarono, nel 1942, numerose organizzazioni patriottiche: Liberation Nord et Sud, Combat, Front National, e Organisation Civile et Militaire. In Belgio il primo movimento di resistenza prende consistenza nel 1940 per merito del colonnello Lentz e dei suoi amici e collaboratori. In Olanda a scatenare la resistenza furono le forme sinistre, assunte dai nazisti, per la caccia agli ebrei. In Norvegia Quisling non riuscì a trascinare il suo popolo ariano lungo la scia hitleriana. Ma soprattutto nei paesi balcanici e slavi, spietatamente oppressi, la resistenza armata assunse fin dall’inizio, dimensioni notevoli prima ad opera del colonnello Drago Mihailovic e poi di Tito. Lo stesso accadde in Polonia, anche se in misura ridotta, per opera del generale conte Komorowsky. (Riccardo Alfonso)

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Lotta di popolo, lotta di civiltà: Onore ad Amedeo d’Aosta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Il 17 maggio del 1941 sull’Amba Alagi il Duca d’Aosta firma la resa delle sue truppe. Nello stesso giorno e ora tramonta il sogno imperiale italiano. La resa del contingente italiano ebbe un prezzo altissimo in morti e feriti. Fu il conto pagato da una resistenza spinta sino ai limiti delle forze umane. Quel giorno Churchill scrisse: “Così terminava il sogno di Mussolini di un impero da creare con la conquista e da colonizzare nello spirito dell’antica Roma”. Amedeo D’Aosta morì nell’ospedale di Nairobi alle 3,45 del 3 marzo 1942, aveva 43 anni.
Ciano annotò nel suo diario: “E’ morto il duca d’Aosta. Scompare con lui una nobile figura di principe e d’italiano, semplice nei modi, largo nella comprensione, umano nello spirito. Non voleva la guerra. Era convinto che l’impero avrebbe potuto reggere soltanto pochi mesi. Poi detestava i tedeschi. Dalla vicenda che insanguina il mondo temeva più la vittoria tedesca che quell’inglese. Quando partì per l’Etiopia, nel maggio del 1940, ebbe il senso del suo destino: era deciso ad affrontarlo, ma era pieno di tristezza”. Il duca Amedeo d’Aosta, a detta del ras Abebe Aregai, capo della resistenza abissina e che lo aveva sempre combattuto: “E’ stato il più terribile nemico dell’Etiopia perché era riuscito a conquistare gli abissini e a far loro dimenticare l’amore per l’indipendenza”. Ecco per cosa gli italiani differivano dai tedeschi: la loro gran voglia di vivere in pace. Una pace che in Europa, come sappiamo, fu tanto desiderata mentre per i dittatori si era trasformata in un atto di codardia e di tacita sottomissione.
Il 1942 è l’anno della svolta. Il risveglio brusco da un sogno è tragico. La guerra prende una brutta piega. La fame incomincia a picchiare duro, i divieti si fanno più severi, i bombardamenti più fitti. Arriviamo a due passi da Alessandria d’Egitto, ma perdiamo il treno dell’Africa. Rommel non fa più miracoli, a El-Alamein Montgomery è troppo forte. Da Stalingrado non si passa. Nel 1943 molti avvenimenti precipitano. Il 25 luglio a Roma il Gran Consiglio del fascismo sfiducia Mussolini. E’ l’onda lunga che ha segnato in Russia la sconfitta della Germania: i russi sfondano sul Don, l’ARMIR, l’armata italiana sul fronte sovietico, è costretta a una precipitosa ritirata per non essere circondata e annientata.
Si combatte e si muore a quaranta gradi sotto zero. Le perdite assommano a oltre 80.000 uomini sui 120mila del corpo di spedizione. In Italia, intanto si vive come si può tra luci e ombre, sotto i bombardamenti e qualche evasione. Il film dell’anno è “Ossessione” con Luchino Vi-sconti. Aldo Fabrizi, al suo debutto, interpreta “l’ultima carrozzella”. Macario fa la donna nella “Zia di Carlo”, ma non ride nessuno. Così si compie il destino di un popolo con la sua avventura fascista. In quel momento riecheggiano le parole di George Sorel: “Un bosco impiega secoli per crescere, ma basta una notte per bruciarlo”. (Riccardo Alfonso)

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La storia della seconda guerra mondiale dalle rievocazioni degli storici

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

Tra i tanti volumi che ci parlano di quei terribili momenti, ne ho scelto due, in particolare. Essi mi servono da guida e da battistrada ad altri che ho letto e citerò in seguito. Il primo appartiene a Raymond Cartier titolato “La seconda guerra mondiale” (Editore Arnoldo Mondadori) e il secondo è: “Passato e presente della Resistenza” (Edito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Mi sembra, in questo modo, di raccordare i due momenti fondamentali che hanno attraversato le infelici generazioni che da infanti, giovani combattenti o da anziani si sono trovati nel bel mezzo di una lotta spietata e sanguinosa.
Il primo libro rende la tragedia universale tanto da coinvolgere, sia pure indirettamente, anche i paesi non belligeranti e, il secondo, per la particolarità degli argomenti trattati e i suoi limiti territoriali, mostra uno spaccato dello stato d’animo di un popolo letteralmente trascinato in un’avventura bellica e con un esercito che, a detta dello stesso Badoglio, allora capo di stato maggiore dell’esercito, “non ha neppure le camicie”. E, Mussolini, di rimando: “Voi non capite. Io ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo della pace”. Questo fu l’inizio di un’avventura che portò l’Italia a unirsi alla Germania hitleriana e, in seguito, al Giappone con un patto d’acciaio, diventato poi di ferro, che aveva solo un difetto: l’acciaio, o il ferro che si voglia dire, fu ben presto fuso trasformandosi in un fiume di sangue.
Leggere, quindi, quando accadde per rinverdire i ricordi scolastici sia di chi per l’anagrafe è troppo giovane perché abbia vissuto quei momenti e, per gli altri, affinché non racchiudano il ricordo nell’oblio e ancor peggio nell’indifferenza.
Leggere per capire come sia facile risalire, da fatti in apparenza irrilevanti, a un evento tanto drammatico fino a diventare un olocausto per intere popolazioni o etnie. E’ difficile per i colpevoli, come pure gli incolpevoli e gli agnostici, uscirne con tutte le ossa al loro posto e non solo fisicamente.
Leggere per rendersi conto che non è possibile ragionare con la testa altrui e ancor più praticare l’arte della tolleranza, in specie nei confronti di chi non la capisce e la scambia per debolezza o peggio ancora per tacita connivenza.
Un errore fu certamente quello di non considerare intollerabili gli stessi insuccessi della politica di sicurezza collettiva in Europa e in Asia dal 1931 e che culminarono, nel 1938, con la politica d’annessioni territoriali della Germania, e che poi incoraggiarono l’attacco, di quest’ultima, alla Polonia il 1° settembre alle ore 4,45 del mattino del 1939.
Fu un’azione militare brutale ma alimentata da un calcolo politico. Infatti, si riteneva improbabile che gli anglofrancesi s’imbarcassero in un’impresa militare per sostenere un paese come la Polonia. Per contro il suo smembramento era visto di buon grado dalla stessa Russia, dato il vantaggio che avrebbe potuto trarne.
In questo modo i russi avrebbero avuto l’opportunità di annettere una parte del territorio polacco con la tacita acquiescenza dei tedeschi e così accadde. Fu, dunque, una risposta che finì con l’instaurare alleanze innaturali (Germania-Russia). Non solo.
Furono ostilità insorte tra nazioni che avevano una comune base liberista, sebbene la differenza fondamentale fosse caratterizzata dalle loro distinte matrici: un’idealistica e l’altra empirica. Alla fine, come possiamo rilevare, in quest’evenienza, liberismo d’estrazione idealistica e comunismo si ritrovarono nel concepire un’identica finalità di vedute. (Riccardo Alfonso)

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Droga: Lotta alle dipendenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

“Al Ministro Fontana, presente oggi in Commissione Affari Sociali per esporre le linee programmatiche del suo dicastero, abbiamo chiesto di intervenire con risolutezza nel contrasto alle droghe e alle dipendenze patologiche da sostanze, legali e illegali, oltre a quelle comportamentali come dal gioco d’azzardo, da internet e dai social. Come Fratelli d’Italia abbiamo posto in luce la necessità di destinare adeguate risorse economiche per le azioni di contrasto alle dipendenze, finanziando il Fondo Nazionale di Lotta alla Droga e l’abbiamo esortato a realizzare quanto prima la Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga, attesa da ben nove anni, affinché si possa inquadrare l’evoluzione del fenomeno nazionale con tutti gli operatori del settore pubblico e del mondo associativo che, quotidianamente, si occupano dei sofferenti e delle loro famiglie. Gli abbiamo anche richiesto di impegnarsi concretamente per l’approvazione della proposta di legge presentata da FdI sul divieto di vendita a uso ricreativo della cannabis anche a basso contenuto di Thc e sull’immediata chiusura dei Green Shop.Saremo sempre pronti al dialogo nell’interesse della salute degli italiani, così come saremo implacabili avversari nel caso in cui i partiti di Governo volessero far retrocedere la tutela del benessere psicofisico dei cittadini, e di una vita libera dalle droghe”. Così in una nota congiunta Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, e Maria Teresa Bellucci, capogruppo di Fratelli d’Italia in XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

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Per la Lotta contro i Tumori

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Roma 13 giugno 2018 8.30-15.30 Tempio di Adriano – Piazza di Pietra in occasione della Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo LILT e per dare il via al “Percorso Azzurro – LILT For Men”, dedicato alla salute nell’uomo. Durante il convegno si approfondiranno le tematiche dei tumori della sfera genitale maschile, dalla prevenzione, alla cura, alle innovazioni e scoperte recenti in questi campi, e sarà l’occasione per riunire in laboratorio stakeholders ed esperti per condividere azioni comuni con l’obiettivo di promuovere la prevenzione oncologica nella popolazione maschile. Il 14 Giugno LILT ha indetto la Prima Giornata Nazionale Prevenzione Uomo, una giornata completamente dedicata alla salute della sfera genitale maschile, accompagnandola con il “Percorso Azzurro – LILT For Men”, una campagna di informazione per diffondere la cultura della prevenzione anche negli uomini. Un’occasione per informare sui tumori della sfera genitale, non solo il più conosciuto carcinoma della prostata, ma anche i meno conosciuti, ma insidiosi, tumori al testicolo e al pene.Il 14 giugno, inoltre, sarà possibile effettuare visite di controllo nelle Sezioni Provinciali aderenti all’iniziativa, prenotando al numero verde SOS LILT 800 99 88 77, dove si potrà anche ricevere informazioni e consigli riguardo ai corretti stili di vita.

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Roma Capitale aderisce alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Roma Capitale ha aderito alla ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà’, che ricorre ogni anno il 17 ottobre. E’ quanto prevede una Memoria approvata dalla Giunta capitolina, che consente così alla città di accedere a un’importante iniziativa di carattere internazionale introdotta dall’ONU con apposita risoluzione il 22 dicembre 1992.Il provvedimento assegna, inoltre, all’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale il mandato di implementare, all’interno del Piano Sociale Cittadino, strumenti di accompagnamento e rafforzamento volti al contrasto del fenomeno dell’impoverimento e dell’isolamento sociale.
Il tema della povertà è stato analizzato oggi in Campidoglio, nel corso del 7° Meeting del Comitato Internazionale per il 17 ottobre, costituito da persone di tutte le estrazioni sociali, tra cui persone in condizione di povertà, impegnate nella lotta contro la miseria e provenienti da vari continenti.Nel corso dei lavori è stato scelto il tema su cui sarà focalizzata la Giornata nel 2018: i diritti umani. Proprio quest’anno si celebra, infatti, il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che rappresenta il primo documento a sancire universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo) i diritti che spettano all’essere umano.
Durante l’ultima sessione l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre ha condiviso ragionamenti e riflessioni con Donald Lee, Presidente del Comitato per il 17 ottobre, con Claudio Calvaruso, Presidente di Atd Quarto Mondo Italia e con Isabelle Pyapert Perrin, delegata generale del Movimento Internazionale Atd Quarto Mondo. L’Assessora ha inoltre illustrato le attività in corso per prevenire e contrastare la povertà.In occasione del 17 ottobre Roma Capitale organizzerà eventi, manifestazioni, iniziative di sensibilizzazione, evidenziando l’importanza dell’accoglienza, del volontariato e del contributo di tutta la comunità a partire dalle persone che vivono in condizioni di disagio, nessuno escluso.

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Lotta ai contenuti illegali online: la Commissione avvia una consultazione pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

In seguito alla raccomandazione della Commissione presentata a marzo e volta ad intensificare ulteriormente la lotta a qualsiasi forma di contenuto illegale, compresi i contenuti terroristici, l’incitamento all’odio e alla violenza, il materiale pedopornografico, i prodotti contraffatti e le violazioni del diritto d’autore, la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica.
I partecipanti sono invitati a condividere la propria esperienza e le sfide affrontate relativamente alla diffusione e al rilevamento di contenuti illegali online. La consultazione mira a raccogliere informazioni sulle percezioni e le opinioni in merito all’efficacia delle misure volontarie di lotta ai contenuti illegali online e sull’eventuale necessità di nuove iniziative da parte della Commissione in questo ambito. La consultazione è destinata soprattutto ai cittadini, ma anche alle piattaforme online e agli altri prestatori di servizi di hosting online, nonché alle organizzazioni che rilevano e segnalano i contenuti illegali, alle organizzazioni per la difesa dei diritti digitali, alle autorità competenti, alle autorità incaricate dell’applicazione della legge, ai governi nazionali e alle università.
Il 28 settembre 2017 la Commissione ha adottato una comunicazione recante orientamenti sulle responsabilità dei prestatori di servizi online per quanto riguarda i contenuti illegali online, che è stata seguita il 1° marzo 2018 da una raccomandazione su misure operative per contrastare efficacemente i contenuti illegali online. La Commissione ha pubblicato una valutazione d’impatto iniziale e sta raccogliendo testimonianze sull’efficacia delle misure volontarie e sull’entità del problema. Entro la fine del 2018 la Commissione esaminerà eventuali misure supplementari per aumentare l’efficacia della lotta ai contenuti illegali online.

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IVI continua ad essere all’avanguardia nella sua lotta contro l’infertilità

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

Lo dimostra una delle sue ultime ricerche – “Fertility rescue by bone marrow derived stem cell infusión” – pubblicata recentemente dalla Dottoressa Sonia Herraiz, ricercatrice IVI, che trova spazio sulla rivista Fertility & Sterility -, incentrata sullo studio del ringiovanimento ovarico
e premiata con il SRI-Pfizer Award, grazie a risultati notevolmente incoraggianti nel recupero della funzione ovarica. Lo studio, diretto dal Presidente di IVI Prof. Antonio Pellicer, è stato realizzato da IVI in collaborazione con l’Ospedale Universitario La Fe di Valencia ed è stato premiato nell’ambito del 65º Congresso americano della Society for Reproductive Investigation (SRI)SRI-Pfizer Award è un premio che dal 1996 riconosce i migliori 25 lavori presentati da ricercatori durante la loro formazione.“L’invecchiamento ed i trattamenti oncologici – dichiara il Prof. Pellicer – alterano la funzione delle ovaie. Tuttavia, anche quando le ovaie perdono la propria capacità di ovulare rimangono follicoli dormienti e residui che possono essere recuperati per poi crescere.Il ringiovanimento ovarico costituisce il presente e il futuro della riproduzione assistita, e per questo rappresenta una priorità per IVI. Stiamo portando avanti differenti ricerche per invertire l’invecchiamento ovarico e stiamo ottenendo risultati lusinghieri”. IVI, in collaborazione con l’Ospedale Universitario La Fe di Valencia, sta proseguendo negli studi sul ringiovanimento ovarico mediante due tecniche: la frammentazione ovarica (OFFA – Ovarian fragmentation for folicular activation) e l’infusione di cellule madre del midollo osseo nell’arteria ovarica (BMDSC – Bone Marrow Derived Stem Cells). Entrambe le tecniche, con diversi studi in corso, mettono in luce come il ringiovanimento ovarico costituisca già una realtà sia di pazienti con bassa risposta ovarica sia in quelle con insuffucienza ovarica precoce.Grazie all’applicazione di queste tecniche, IVI ha già ottenuto diverse gravidanze spontanee tra le sue pazienti.Nel mondo, IVI è pioniere nello studio del recupero della funzione ovarica in pazienti umane, come commenta la vincitrice dello SRI-Pzifer Award, Anna Buigues, “la prima fase dello studio è stata effettuata con un modello animale di insufficienza ovarica e con bassa risposta ovarica,ma quelle successive sono state realizzate con pazienti umane. Inizialmente abbiamo lavorato con pazienti con bassa risposta ovarica, ma le successive linee guida vengono applicate a donne con insufficienza ovarica precoce. Ci troviamo di fronte ad un cammino ricco di speranza per le nostre pazienti. Sono molto orgogliosa di fare parte di questo progetto e, ovviamente, di aver ricevuto un premio simile da parte della SRI”

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Lotta alla mafia

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

«La lotta alla mafia la fanno le forze dell’ordine, lo Stato ma i colpi più pesanti sono stati subiti dalle mafie nel momento in cui si è mobilitata la società civile, indignandosi e ribellandosi. Libri come “In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia” di Jole Garuti raccontano cosa sono state le mafie in Italia e, quindi, anche cosa possono tornare ad essere. Le mafie, infatti, ci sono ancora: hanno subito colpi durissimi, hanno fatto scelte strategiche diverse ma ci sono. La ‘ndrangheta, ad esempio, per mimetizzarsi meglio nella società ha scelto di abbandonare gli aspetti militari e agire penetrando l’economia legale ma gli arsenali li ha ancora e se servissero verrebbero usati, come hanno raccontato i magistrati che hanno seguito l’inchiesta Aemilia». Lo ha detto il senatore Franco Mirabelli, che nella scorsa legislatura è stato capogruppo PD nella Commissione Parlamentare Antimafia, intervenendo alla presentazione del libro di Jole Garuti a Milano. «Non dobbiamo perdere la memoria di vicende come quella di Saveria Antiochia e di suo figlio ed è importante che se ne discuta anche nelle scuole. – ha proseguito Mirabelli – Oltre al lavoro di forze dell’ordine, magistrati, carabinieri, nella lotta alla mafia dobbiamo tantissimo alla rivolta della società civile che c’è stata dopo le stragi. Per questo, è importante il lavoro che fanno persone come Jole Garuti, Nando Dalla Chiesa, o le associazioni come Libera: perché fa tenere accesi i riflettori sul problema delle mafie, ricordando che ci sono ancora e che sono molto pericolose anche se non si vedono. Oggi, infatti, in Italia c’è molta preoccupazione per i piccoli reati di strada ma non c’è alcun allarme sociale rispetto al fatto che le mafie ci sono, come esplicita chiaramente anche la Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia».

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Elezioni politiche del 4 marzo: prepariamoci alla lotta

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

Il programma del prossimo governo lo stanno scrivendo a Bruxelles. Comunque vada dovremo fare i conti con il “pilota automatico” dell’Unione Europea. Queste elezioni somigliano ad una sorta di ricreazione, quando saranno finite ed a prescindere dal risultato, metteranno mano di nuovo ai conti pubblici per approvare un’ulteriore manovra finanziaria lacrime e sangue. La Commissione UE aspetta il 4 marzo come la celebrazione di un rito inevitabile in un sistema formalmente democratico come il nostro, ma già prepara il programma per il nuovo governo, indipendentemente da chi sarà il prossimo presidente del Consiglio.Le maggiori forze politiche in campo non hanno programmi effettivamente alternativi, né mettono in discussione il controllo ferreo che la Commissione di Bruxelles esercita sulla nostra politica economica. Già dal 2012 è stato inserito in Costituzione l’articolo 81 che impone la parità di bilancio e pregiudica pesantemente la libertà di azione dei governi e del parlamento. Entro il 2019 è prevista poi l’entrata in vigore del fiscal compact, cioè la riduzione del rapporto tra debito pubblico e PIL di almeno 1/20esimo ogni anno: l’Italia sarà pertanto costretta ad una manovra di tagli ai conti pubblici di 40/50 miliardi ogni anno per vent’anni!Tutte le voci della nostra economia sono purtroppo da tempo sotto il ferreo controllo dei commissari europei ed i margini effettivi di autonomia sono ormai impercettibili: difficile sperare che cambi qualcosa se non si rimettono in discussione questi vincoli e non si rompe la gabbia nella quale siamo intrappolati. Questo vale per i tagli ormai strutturali al sistema sanitario, alla scuola pubblica, ai servizi sociali, ai trasporti, ecc. che hanno comportato un pesante processo di privatizzazione dei servizi essenziali e l’aumento delle disuguaglianze. Vale per l’aumento dell’età pensionabile e lo smantellamento della previdenza. Vale per l’abbassamento delle tutele sul lavoro e la diffusione del precariato, previsti dal Jobs Act. Vale per l’abbandono di qualsiasi programma di edilizia residenziale pubblica e la vendita di quel che resta del patrimonio immobiliare con il decreto Lupi. Vale per i contratti dei lavoratori pubblici, rinnovati con clamoroso ritardo in modo indecente. Vale per la diffusione del lavoro schiavistico nelle campagne e per lo sfruttamento fuori da ogni regola in molti settori come la logistica. E vale finanche per la mancata capacità di intervenire efficacemente a tutela del territorio e per far fronte ai periodici disastri ambientali, dai terremoti alle alluvioni, che stanno colpendo il nostro paese.Mettere i conti pubblici in ordine è il mantra con il quale hanno governato le destre e le sinistre di questo paese negli ultimi vent’anni, con l’idea che questa sarebbe stata la strada maestra per ridare fiducia ai mercati. Ma tutta questa fiducia nei mercati ha trasformato l’Italia in uno dei paesi con il più alto tasso di disuguaglianza d’Europa, con oltre il 30% della popolazione residente a rischio povertà o esclusione sociale (dati ISTAT dicembre 2017).Con le disuguaglianze cresce la guerra tra poveri. I tagli allo stato sociale, la frammentazione delle condizioni contrattuali, la sottoccupazione e l’abbandono delle periferie e di molte aree interne del paese hanno riempito il paese di rancore e favorito la diffusione del razzismo e della guerra tra poveri. Si è creato così un clima che nasconde le cause vere dei problemi sociali e tutte le diverse formazioni politiche hanno provato a sfruttare la paura e l’insicurezza sociale. La rabbia che cresce tra chi è in difficoltà viene canalizzata verso i migranti, ottenendo il doppio effetto di stabilizzare il sistema e far crescere la destra xenofoba. I valori dell’uguaglianza e della giustizia sociale che sono ancora scritti nella nostra Costituzione, che siamo riusciti a difendere con la vittoria del referendum del 4 dicembre 2016, sono di nuovo fortemente sotto attacco. Non peggiorano soltanto le condizioni di vita ma assistiamo ad un pesante scivolamento e degrado della vita sociale. Gli spazi di democrazia e le libertà vengono messi in pericolo. Il divario di genere aumenta, a partire dal differenziale salariale.Quando aumentano le difficoltà sociali si abbassa la guardia anche di fronte ai valori più sacri, come quello della pace. L’ultimo governo ha chiuso la legislatura inviando un contingente militare in Niger: l’Italia va alla guerra ed accresce il suo potenziale offensivo, mentre la politica si gira dall’altra parte.Impedire il conflitto è il loro problema. Per garantire la prosecuzione di questo processo che ha permesso negli ultimi anni di montecitoriodestinare più di 20 miliardi per il salvataggio delle banche, altri 25 miliardi per l’industria 4.0 e la cessione di pezzi strategici dell’economia nazionale agli interessi privati, i governi che si sono succeduti hanno fortemente limitato le libertà sindacali consegnando il monopolio della rappresentanza a Cgil, Cisl e Uil. Impedire ai lavoratori di organizzarsi in forma indipendente è un obiettivo che viene perseguito sistematicamente, così come l’ulteriore compressione del diritto di sciopero. I recenti decreti del ministro Minniti hanno inasprito ulteriormente il sistema penale per chi si organizza e lotta per i propri diritti, rileggendo in chiave securitaria l’aumento del disagio sociale dovuto alle politiche neoliberiste.Le forze politiche che si contendono la possibilità di governare vivono con preoccupazione l’allargamento del conflitto sociale e la mobilitazione dei lavoratori e dei movimenti sociali. Mentre sembrano confliggere nei talk show, in realtà condividono lo stesso spirito autoritario.
Convincerci che non cambierà mai niente è la loro arma più potente. L’uniformazione dei programmi ed anche la cooptazione nel sistema di quelle forze che dovevano rappresentare il cambiamento, costituiscono una formidabile arma per convincerci che nulla mai potrà cambiare davvero. Crescono l’astensionismo ed il disincanto ma anche la stabilità del sistema. La coalizione di governo tra forze apparentemente concorrenti viene presentata come l’esito più probabile della competizione elettorale, ridotta quindi ad una commedia per abbindolare l’elettorato.In questo contesto l’USB mette al primo posto la lotta contro la rassegnazione. L’organizzazione collettiva e indipendente dei lavoratori e di tutte le componenti del nostro blocco sociale è l’arma più potente che abbiamo per condizionare la situazione. Nella campagna elettorale è importantissimo che i temi sociali e del lavoro abbiano un grande protagonismo, e che chi si candida subisca la nostra pressione ad esprimersi in difesa delle libertà sindacali e democratiche, per il rilancio dell’economia pubblica, contro le privatizzazioni e la precarietà del lavoro, contro ogni discriminazione di genere. Non possiamo lasciarli dormire tranquilli ma devono sentirsi osservati e sotto controllo: chi si candida è al nostro servizio, al servizio di noi lavoratori e cittadini, ed è a noi che deve rispondere.L’USB sarà presente in ogni città per alimentare la discussione della campagna elettorale e riportarla sulle questioni vere, per individuare cause e responsabilità della grave crisi che viviamo. Per contrastare le forze più reazionarie e difendere i valori della libertà e della giustizia sociale. Per gridare che dentro l’UE non c’è spazio per un’alternativa vera di democrazia, di uguaglianza e di pace.

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Pensionati e non solo: La lotta alla povertà è un bluf!

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

pensionatiDal primo gennaio 2018 gli Anziani che al raggiungimento dei 65 anni di età e sette mesi, senza reddito, potevano godere dell’Assegno Sociale di circa 500 euro, a partire dal prossimo anno dovranno aspettare ancora un anno per maturare il diritto. “Noi che viviamo a diretto contatto con una platea estesa di Anziani – afferma Fortunato Sommella – siamo in grado di affermare che tra costoro, i più deboli, si è diffuso un senso di disperazione. A che serve, ci chiediamo, che il Governo proclami ai quattro venti la sua lotta alla povertà, se poi mette in seria difficoltà un numerosa fetta di Anziani che attendevano la scadenza dei 65 e sette mesi di anzianità per avanzare richiesta di pensionamento sociale? Ancora una volta si colpisce il mondo degli Anziani. Questo attacco finirà soltanto quando i Pensionati e tutti gli Anziani riusciranno ad avere una propria rappresentanza, nelle Assemblee dove si decide il loro destino – afferma con sdegno Fortunato Sommella coordinatore nazionale dei “Pensionati d’Europa” (n.r. Il discorso, purtroppo, è di più ampia portata. Tutta la fascia anziani è sotto tiro se si pensa il tentativo sempre più insistente di voler rivedere, anche per il passato, le pensioni di anzianità e di rapportare tutte le rendite al regime contributivo in luogo di quello retributivo. Ciò significa una riduzione media del 30% di tutte le rendite solo perché l’obiettivo primario dell’attuale governo è quello di finanziare in via prioritaria i dissesti bancari tanto che sono state ridotte nell’attuale legge finanziaria le risorse per la sanità. Ci chiediamo fino a che punto i pensionati non prenderanno coscienza della loro forza (il 18% del corpo elettorale) e sapranno indirizzare unitariamente il loro voto verso quei movimenti o partiti che possono sostenerli?)

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La trasparenza strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

corruzione_urloLa trasparenza rappresenta oggi uno strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione, per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. E lo è in particolare da quando tutti i cittadini possono avere accesso diretto all’intero patrimonio informativo delle Pubbliche amministrazioni.
Merito di graduali aggiustamenti normativi: dalla legge 241 del 7 agosto 1990 che introduceva il diritto di accesso del singolo al procedimento amministrativo all’accessibilità totale della legge Brunetta.
Se ne è parlato ieri alla Camera di Commercio di Bari nella “Giornata della trasparenza”, promossa dallo stesso ente al fine di favorire la partecipazione attiva di tutti i portatori di interesse alle tematiche della “trasparenza “ e della “prevenzione della corruzione nei servizi”.
“Il Registro delle Imprese delle Camere di Commercio – ha dichiarato nei saluti introduttivi il segretario generale Angela Patrizia Partipilo – è strumento di trasparenza per eccellenza nonché un vero e proprio patrimonio informatico che garantisce la piena pubblicità e la tempestiva fruibilità di dati, atti e provvedimenti relativi alle aziende. Non a caso, in materia di controlli societari, come riferito oggi in un’inchiesta del Sole 24Ore, l’Italia batte il Regno Unito. Da noi ci sono i controlli preventivi dei notai e poi quelli delle Camere di Commercio, che impediscono di prendersi gioco del diritto societario e di fatto garantiscono una maggiore sicurezza e legalità”.
Il documento principale da cui muove il processo di attuazione della trasparenza della Camera di Commercio di Bari è il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, ormai parte integrante del Piano Anticorruzione come previsto dal d.lgs. 97/2016.
Quello relativo all’anno 2017 è stato illustrato dall’avv. Vincenzo Pignataro, dirigente del Settore Legale e Fede Pubblica e responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’ente barese: “Si è provveduto – ha detto – ad effettuare attività di monitoraggio sistematico e periodico degli obblighi di pubblicazione, nonché di verifica dell’operato di tutte le strutture interessate da detti adempimenti, ognuna per gli atti di rispettiva competenza, coinvolte nella pubblicazione e nell’aggiornamento dei dati. Ed inoltre sul sito camerale, sin dal 2009, un’apposita sezione consente di accedere ad informazioni riguardanti le attività Camerali, a quelle delle strutture collegate, acquisire i recapiti e-mail, postali e telefonici degli uffici”.
Pignataro ha anche diffuso il feedback dell’utenza sui servizi offerti, con modalità mutuate dalle indagini di Customer Satisfaction.
Le amministrazioni, dunque, in base alle linee guida dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, si devono attivare per fornire ai cittadini tutti i dati e documenti di cui sono in possesso, salvaguardando diritti fondamentali ed in particolar modo la privacy, ha detto il prof. Giovanni Roma, Docente di Diritto del Lavoro presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari.
Ma esiste un diritto all’oblio anche per gli atti riguardanti il Registro delle Imprese? Alla domanda ha risposto la prof.ssa Amarillide Genovese, docente di Diritto Civile presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Aldo Moro” di Bari.
“Allo stato attuale del diritto dell’Unione- ha affermato la docente citando una sentenza della Corte di Giustizia Europea del marzo 2017 – spetta agli stati membri determinare se le persone fisiche che compaiono negli atti del registro delle imprese, decorso un periodo sufficientemente lungo dopo lo scioglimento della società interessata e per particolari ragioni, possano chiedere che venga limitato l’accesso ai propri dati personali”.

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La sinistra ha trovato il suo leader?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

aula senatoI partiti che si richiamano alla sinistra in Italia sono una galassia formata da tanti pianeti e satelliti ma senza una stella che irradi luce e calore. Quante candidature sono state avanzate e quante altre rinviate al mittente? Tante, troppe. E’ tempo di capire che parlare di sinistra oggi sa di obsoleto. Gli elettori oggi in massima parte non riescono a riconoscersi in quest’area. Ciò non vuol dire che l’ideologia che ad essi si richiama sia tramontata. Tutt’altro. E’ che ha cambiato nome e raccoglie idealmente miliardi di esseri umani sul fronte della lotta per una società egualitaria, per un diritto sia per la vita sia per vivere. Non si può più tollerare che ogni anno milioni di bambini muoiono di fame o per mancanza di assistenza sanitaria per ragioni economiche, non si può più tollerare che le ricadute xenofobe abbiano diritto di cittadinanza, non si può più tollerare che la corsa indiscriminata agli armamenti distragga risorse per l’umanità e generi guerre e distruzioni immani. Qui il confronto diventa epocale tra chi è e chi ha e non si può più pensare che una qualche decina di milioni di persone finisca con il condizionare ed umiliare miliardi di propri simili per il colore della pelle, per il luogo dove sono nati, per la modestia del loro lavoro, per l’appartenenza religiosa in luogo di un’altra e per i propri natali. Se la sinistra in Italia riesce a capire tutto questo e a rendersi conto che, rispetto alle altre ideologie, ha tutte le carte in regola per chiamarsi paladina degli emarginati, allora la sua guida non può che rispecchiare chi nella vita ha lottato, dimostrandolo giorno dopo giorno, per tracciare la strada maestra di una battaglia essenzialmente culturale perché non si può essere servi e un Giuda dai trenta denari del padrone di turno per sentirsi realizzato. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

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Lotta all’evasione: tra il dire e il fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

evasione-fiscale-controlliI dati sull’evasione fiscale (pari a 111 miliardi di euro all’anno) divengono sempre più preoccupanti ed evidenziano, sia l’infinita retorica sulla lotta che si sostiene di condurre, sia quanto sia iniquo un sistema fiscale che si accanisce sulle fasce più deboli mentre lascia mano libera ai grandi capitali.
Con questa gigantesca mole di risorse si potrebbero fare diverse riforme, tra le quali anche quelle tanto auspicate dal settore agricolo e la cui attesa sta causando la chiusura di centinaia di migliaia di piccole e medie imprese del primario. Va infatti ricordato che il mondo agricolo ha già dimostrato di poter essere il volano del Paese, ma ovviamente non può diventarlo senza investimenti e strategie. La stessa riforma della filiera, annunciata ormai un numero smisurato di volte, è ancora lontana dall’essere realizzata, e questo sia per difficoltà di natura politica che per carenza di possibilità economiche.
C’è anche un altro aspetto che come Confeuro ci preme sottolineare, e cioè che numeri come quelli dell’evasione fiscale non evidenziano solo delle difficoltà politiche ed amministrative, ma anche il collasso di un sistema valoriale che invece, ne siamo certi, anche attraverso l’agricoltura potrebbe ritornare in auge e ridare un senso di comunità agli abitanti del Bel Paese.

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