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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Eutanasia sociale e cure low cost

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

E’ la nuova frontiera della medicina pubblica. I suoi sostenitori ritengono necessario considerare tali aspetti per garantire risorse alla spesa pubblica nel campo dell’assistenza sanitaria. Altri rafforzano il concetto asserendo che per le sole spese farmaceutiche gli anziani costano undici volte di più di un ventenne.
Cosa s’intende per eutanasia sociale? E’ che il malato incurabile, e gli affetti da gravi e croniche patologie, sono caricati interamente sulle spalle delle famiglie e ciò significa che l’impossibilità, per molte di esse, di sostenere tale onere rende precaria l’assistenza dei loro cari.
Lo stesso ragionamento vale trattando la medicina low cost. E’ come dire che arrivati a una certa età, o per altre forme gravi di infermità comprese le malattie mentali, non è più necessario impegnarsi per prolungare la loro esistenza con strumentazioni e medicinali d’avanguardia. Basta utilizzare i vecchi metodi. D’altra parte morire a trent’anni è un’eccezione mentre a ottanta diventa una regola. Così per le eccezioni si può fare qualcosa ma per le regole no.
Altri prospettano scenari ancora più inquietanti sostenendo che l’accesso all’assistenza ospedaliera debba essere consentita solo per fatti acuti e non a soggetti cronici e riducendo, in pari tempo, i posti letto per i reparti geriatrici. E’ come dire che se gli anziani, e i diversamente abili, si ammalano la loro è da ritenersi una patologia cronica e, quindi, curabile in famiglia anche se l’affezione è indipendente dal loro stato cronico come può essere una polmonite virale per un malato mentale.
Ci portiamo, quindi, a introdurre una forma d’assistenza sanitaria a due velocità che alla fine avvantaggerà chi ha risorse economiche per curarsi mentre per gli altri ritornano i lazzaretti con la sola differenza, rispetto al passato, che essi tendono a moltiplicarsi in ogni famiglia che ha un malato del genere. Questa disumanizzazione dello stato sociale, questo cinico distinguo tra il malato cronico e l’acuto, tra il giovane e l’anziano e il diverso rispecchia, purtroppo, le nostre logiche consumistiche ereditate da forme di accaparramento della ricchezza, dal possesso delle risorse a scapito degli altri che ci porterà a gravi disagi esistenziali ma anche a rivolte sociali e a sprezzanti soppressioni con una sorta di pulizia etnica generazionale, di classe e di razza.
Dobbiamo fermare questa corsa alla perdita del senso della misura, dei valori fondanti la nostra società finché siamo in tempo. Dobbiamo svegliarci dal nostro torpore e cercare un riscatto che ci restituisca la nostra dignità e soprattutto la dignità dei più deboli, di coloro che non si possono difendere da soli. E’ un dovere morale laico e confessionale in pari tempo. (Riccardo Alfonso)

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Viaggiare low cost in aereo: Attenzione ai prezzi… che lievitano facilmente

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Un volo da Roma a Malaga a 30 euro, Copenhagen o Berlino a 60 euro… ecco come ci possono far sognare! Ma tra il prezzo pubblicizzato dalle compagnie low cost e la realtà, il prezzo può raddoppiare o anche triplicare. Inoltre, questi prezzi bassissimi sono di rado validi nel periodo estivo, quando invece le tariffe sono simili (se non più alte) a quelle delle compagnie “tradizionali”: numerosi costi aggiuntivi e supplementari fanno lievitare il prezzo finale pagato. Al biglietto aereo low cost le compagnie aeree aggiungono dei supplementi per un bagaglio in stiva che generalmente non è compreso nel prezzo pubblicizzato. Easyjet consente di portare in cabina un bagaglio di cm 56×45 (una valigia leggermente più grande di quelle abituali), ma oltre queste misure si dovranno pagare 9 euro per un bagaglio di 15 Kg e 12 euro per uno di 23 Kg. Transavia prevede aumenti tra i 9 e i 34 euro. Ryanair è più cara, con un costo compreso tra 25 e 40 euro per un bagaglio di 20 Kg. E non è necessario doverlo decidere prima: il supplemento può essere pagato anche direttamente in aeroporto, come accade per Vueling che fa pagare anche fino a 50 euro. In caso di scalo occorre informarsi bene che il prezzo del bagaglio non debba essere pagato per una seconda volta pur se si continua il viaggio prendendo un altro volo della stessa compagnia. E’ possibile che il bagaglio sia fatto pagare per ogni volo, come è previsto per esempio da Ryanair. E’ bene sapere che avere un bagaglio voluminoso come un passeggino, o portare il proprio animale domestico in viaggio o anche viaggiare con un bambino che non occupa un posto, costa tra i 25 e i 60 euro in più a seconda delle compagnie.
Scegliere il posto per avere magari più spazio per le gambe, o sedere accanto ad un proprio caro, anche un bambino, comporta dei costi supplementari.
Quando si fa la prenotazione occorre fare attenzione agli eventuali costi della stessa. Volotea prevede tra il 2,8 e il 4,5% in più del costo complessivo della prenotazione, mentre Easyjet applica spese fisse di 21 euro.
Mettendo insieme tutti questi importi, un volo Roma-Parigi pubblicizzato da Easyjet a 136,99, o da Vueling a 145,99, o da Ryanair a 285,99, può essere simile o andare anche oltre il costo di un volo Air France che viene venduto a 348,99 euro.
“In media il 5% dei passeggeri non riesce a prendere l’aereo”, dicono ad Easyjet. Ma in questo caso il regolamento europeo protegge i passeggeri e le compagnie aeree, low cost o meno che siano, devono aiutare i passeggeri a modificare il loro biglietto e devono indennizzarli con un importo che può arrivare anche a 600 euro.
Una volta a bordo, il prezzo del biglietto, a differenza delle compagnie tradizionali, non comprende cibo, bevande o anche alcuni passatempo. Occorre, per la maggior parte delle compagnie low cost, mettere in conto 3 euro per un caffè e 12 euro per un pasto. Per guardare un film o ascoltare della musica, Volotea propone un servizio a 1,99 euro per tratta e per passeggero. Questo importo, che sembra modico, diventa di un certo peso se si sta viaggiando con la famiglia.Viaggiare low cost implica quindi di viaggiare senza valigia e senza bimbo, di non mangiare e bere e di non scegliere il proprio posto!! Prima di prenotare, una confronto tra le diverse compagnie aeree è necessario per evitare di farsi attrarre da prezzi che poi difficilmente restano tali. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Quanto taluni acquisti fanno riflettere: Low-cost. Luci ed ombre

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Mi è capitato di recente di dover acquistare un libro di un centinaio di pagine su Amazon: una edizione, tradotta dalla lingua inglese, della casa editrice francese “Librio”, per la scuola di mia figlia. Già al momento della ricerca sono rimasto stupito per il prezzo, 2 euro, ma informandomi ho saputo che è una caratteristica di questa casa editrice e della sua politica divulgativa (così come la casa editrice italiana “Millelire”).
Ma sono rimasto perplesso quando ho ordinato il libro, sabato pomeriggio e lunedì mattina già ce l’avevo. Pur se sono abbonato alla formula “Prime” di Amazon, la mia perplessità si è comunque manifestata per il costo complessivo dell’operazione, sempre e solo 2 euro. Ho pensato a tutto il processo: ordine arrivato ad Amazon e processato elettronicamente. Un umano ha preso il libro, lo ha messo dentro la busta di cartone su cui è stato attaccato l’indirizzo. Un qualche meccanismo ha chiamato il corriere. Che con un mezzo è andato presso il deposito di Amazon e poi, dalla loro centrale operativa di zona, lo ha affidato ad un camion che si è diretto verso la mia città. Arrivato, il pacchetto è stato smistato e consegnato al corriere della mia zona che, con un mezzo, lo ha portato fino al mio indirizzo, dove è sceso, ha suonato il campanello, ha atteso, ha interloquito con me, mi ha fatto firmare ed è ripartito col suo mezzo. La consegna, ovviamente, è risultata
eseguita tutto in modo elettronico grazie al ricevitore in possesso del corriere che mi ha fatto firmare. Grossomodo è questo il meccanismo (forse mi sono perso qualche passaggio o qualche automatismo dello stesso, ma non cambia molto). Ah, poi ci sono ovviamente anche le tasse che tutti questi soggetti devono pagare, e che sono incluse nei 2 euro.
Non credo che Amazon e la casa editrice Librio ci guadagnino su questa transazione. Non conosco i loro bilanci (Amazon, casa editrice e corrieri), ma presumo che da qualche altra parte avranno ingressi che lascino un po’ di margine per far fronte a queste transazioni di 2 euro. Ovviamente non ho potuto non pensar alle più celebri low cost, quelle aeree…. ma lì, in qualche modo, tra bagaglio, servizio di ristoro a bordo, check-in strani e penali per qualche cambio che sono spesso più alte del costo del biglietto, un po’ di operazioni per introitare soldi ci sono. Qui, col mio libro di quasi cento pagine, questi margini non li vedo da nessuna parte. Sempre ovviamente non ho potuto non pensare alla precarietà di molte di queste compagnie aeree low-cost (soprattutto quelle che, esistendo spesso solo per marketing e deregolamentazione della concorrenza, non hanno giganti del cielo alle spalle, ma sono sono tentativi di business). Ma Amazon precaria, almeno al momento, proprio non ce la vedo, così come i corrieri che utilizza (aziende navigate), e non so della casa editrice francese (anche se alle spalle ha un colosso come Flammarion). E’ qui che nasce la mia riflessione su questo mercato, partendo da un dato di fatto: io – e non credo di essere un marziano – anche se avessi speso 8 euro (il quadruplo!) per quel libro e tutto l’ambaradan che ho ricordato per farlo giungere al mio indirizzo, avrei sempre avuto la certezza di aver speso poco. Otto euro che, invece, rispetto ai 2 euro incassati, avrebbero sicuramente fatto la differenza per produttore, venditore e distributore. Perché così non è stato? La risposta banale e buona per tutte le occasioni sarebbe: è il mercato, bellezza! Risposta che potrei accettare se avessi avuto a che fare con una promozione, una svendita, un’offerta speciale… ma non si trattava di niente del genere, ma solo una banale ordinarietà. C’è qualcosa che non mi torna. L’ordinario, in una economia capitalistica di mercato (come in linea di massima è anche la nostra) si basa sul dare/avere, con dei margini che nel caso che sto trattando non solo non vedo, ma mi danno numeri negativi. Ho provato a chiedere a mia figlia dodicenne, che sta fruendo di questo acquisto, che cosa ne pensa; la sua risposta è stata agghiacciante nel suo essere scontata, distratta e superficiale: di che ti lamenti, che costa troppo poco… Non le ho spiegato che domandavo solo per lenire i miei dubbi sulla solidità dell’economia che la riguarda e la riguarderà, il suo futuro soprattutto. Ma la sua risposta mi è servita a darmi, in un certo modo, il polso del cosiddetto senso comune, probabilmente lo stesso che – non all’età di mia figlia – pretende che diversi prodotti e servizi siano gratis, mentre in un’economia di mercato è giusto e doveroso che non lo siano (energia e trasporti pubblici, per esempio)… quelli che io, e non solo, chiamo retaggi di una cultura e una pratica monopolista che – per il nostro Paese – hanno terminato la funzione di recupero assistito dell’economia dopo il disastro e la giusta sconfitta nella seconda guerra mondiale. Retaggi
che se si manifestano anche in una ragazza di dodici anni, sono a mio avviso preoccupanti. Ma è così, ed è bene saperlo.
E finiamo sui 2 euro. Gli scenari di chi fa queste scelte economiche sono di diversi tipi. Sicuramente non durevoli, a detrimento di qualità e certezze, sue proprie e più in generale per tutti (si pensi agli specifici indotti). Visto anche che abbiamo disquisito non di prodotti che vengono da Paesi dove le materie prime e la forza lavoro hanno prezzi ridicoli se confrontati con quelli nostri (il caso più eclatante è il tipico negozio “cinese” in cui si trova tutto a prezzi incredibilmente bassi, non giustificati neanche dalla frequente scarsissima qualità). Abbiamo invece parlato di un’azienda, Amazon, che opera (nella fattispecie) in Italia/Europa, che usa servizi e corrieri del mercato italiano/europeo.
Concludiamo con un parallelo. Sul mondo del lavoro. I disperati che, spesso anche per 2 euro l’ora, raccolgono pomodori e altri prodotti simili nelle nostre campagne. Disperati che spesso vengono dal terzo e quarto mondo e che sono presenti illegalmente sul nostro territorio. Grazie a loro, uno dei nostri cibi preferiti e usati, il pomodoro, è presente sul mercato a prezzi molto bassi. Ma cosa succede a chi ha raccolto questi pomodori? Quali costi, per tutta la comunità, comporta il loro sfruttamento lavorativo e umano? Alti e, alla fine, il pomodoro ci costa molto di più. Riportando il parallelo al libro di 2 euro… cosa comporta questa illogica “concorrenza della concorrenza” sulla nostra economia? Siamo sicuri che ogni azienda privata riesca ad assorbire su se stessa una produzione e un lavoro che gli costa più di quanto incassa? E su chi ricadono questi deficit? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Eutanasia sociale e cure low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

E’ la nuova frontiera della medicina pubblica. I suoi sostenitori ritengono necessario considerare tali aspetti per garantire risorse alla spesa pubblica nel campo dell’assistenza sanitaria. Altri rafforzano il concetto asserendo che per le sole spese farmaceutiche gli anziani costano undici volte di più di un ventenne.
Cosa s’intende per eutanasia sociale? E’ che il malato incurabile, e gli affetti da gravi e croniche patologie, sono caricati interamente sulle spalle delle famiglie e ciò significa che l’impossibilità, per molte di esse, di sostenere tale onere rende precaria l’assistenza dei loro cari.
Lo stesso ragionamento vale trattando la medicina low cost. E’ come dire che arrivati a una certa età, o per altre forme gravi di infermità comprese le malattie mentali, non è più necessario impegnarsi per prolungare la loro esistenza con strumentazioni e medicinali d’avanguardia. Basta utilizzare i vecchi metodi. D’altra parte morire a trent’anni è un’eccezione mentre a ottanta diventa una regola. Così per le eccezioni si può fare qualcosa ma per le regole no.
Altri prospettano scenari ancora più inquietanti sostenendo che l’accesso all’assistenza ospedaliera debba essere consentita solo per fatti acuti e non a soggetti cronici e riducendo, in pari tempo, i posti letto per i reparti geriatrici. E’ come dire che se gli anziani, e i diversamente abili, si ammalano la loro è da ritenersi una patologia cronica e, quindi, curabile in famiglia anche se l’affezione è indipendente dal loro stato cronico come può essere una polmonite virale per un malato mentale. Ci portiamo, quindi, a introdurre una forma d’assistenza sanitaria a due velocità che alla fine avvantaggerà chi ha risorse economiche per curarsi mentre per gli altri ritornano i lazzaretti con la sola differenza, rispetto al passato, che essi tendono a moltiplicarsi in ogni famiglia che ha un malato del genere. Questa disumanizzazione dello stato sociale, questo cinico distinguo tra il malato cronico e l’acuto, tra il giovane e l’anziano e il diverso rispecchia, purtroppo, le nostre logiche consumistiche ereditate da forme di accaparramento della ricchezza, dal possesso delle risorse a scapito degli altri che ci conduce a gravi disagi esistenziali ma anche a rivolte sociali e a sprezzanti soppressioni con una sorta di pulizia etnica generazionale, di classe e di razza.
Dobbiamo fermare questa corsa alla perdita del senso della misura, dei valori fondanti la nostra società finché siamo in tempo. Dobbiamo svegliarci dal nostro torpore e cercare un riscatto che ci restituisca la nostra dignità e soprattutto la dignità dei più deboli, di coloro che non si possono difendere da soli. E’ un dovere morale laico e confessionale in pari tempo. (Servizio Fidest)

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Da gennaio 2018 le nuove regole della compagnia low cost Ryanair

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

Era stato convenuto che, per tutti quei viaggiatori che avessero voluto portare il proprio trolley in cabina, divenisse obbligatorio il pagamento per l’imbarco prioritario, che aumentava il costo del biglietto di 6 euro. Per tutti gli altri viaggiatori il bagaglio veniva prelevato all’imbarco e sistemato gratuitamente in stiva, cosa che comportava per il viaggiatore un impiego di tempo maggiore per ritirare il proprio bagaglio.Se le regole per coloro che avranno acquistato il biglietto con imbarco prioritario rimangono tali, per il momento, diverso sarà il discorso per chi non sceglie questa opzione e vuole comunque imbarcare un secondo bagaglio oltre quello a mano. In tal caso, infatti, il viaggiatore si troverà a dover pagare un sovrapprezzo che va dagli 8 ai 10 euro. Una scelta, quella di Ryanair, che la compagnia giustifica con una più rapida procedura nelle operazioni di imbarco e sbarco. Il risparmio di tempo sperato dalla compagnia ricade inevitabilmente sulle tasche dei viaggiatori: si stima che il 40% di chi acquista un biglietto Ryanair si troverà di fronte ad un aumento del costo del viaggio ingiustificato. Un’altra speculazione ai danni dei Consumatori che non porta a migliorare la qualità del servizio, dal momento che i tempi di imbarco e sbarco bagagli dovranno comunque essere calcolati; mentre l’aumento del costo del biglietto lieviterà senza un effettivo motivo o miglioramento del servizio, già in calo progressivo in questi ultimi anni.L’Associazione CODICI non crede sia giustificabile una misura che porta all’aumento del prezzo sul costo del biglietto per un servizio che è sempre stato compreso finora nella tariffa e non ritiene corretto che il deterrente per non incentivare l’imbarco del bagaglio in stiva debba essere a carico dei Consumatori.Si informano i Consumatori che l’Associazione CODICI, da sempre a difesa degli utenti/viaggiatori, è a disposizione per affiancare coloro che hanno avuto problemi per ritardi e cancellazioni di voli Ryanair, sottolineando che, per coloro che hanno già acquistato biglietti per voli in partenza dopo il 1° novembre, sarà obbligatorio pagare un costo integrativo o, in caso di rinuncia, è possibile chiedere il rimborso per l’intero costo del biglietto.

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Eutanasia sociale e cure low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

E’ la nuova frontiera della medicina pubblica. I suoi sostenitori ritengono necessario considerare tali aspetti per garantire risorse alla spesa pubblica nel campo dell’assistenza sanitaria. Altri rafforzano il concetto asserendo che per le sole spese farmaceutiche gli anziani costano undici volte di più di un ventenne.
Cosa s’intende per eutanasia sociale? E’ che il malato incurabile, e gli affetti da gravi e croniche patologie, sono caricati interamente sulle spalle delle famiglie e ciò significa che l’impossibilità, per molte di esse, di sostenere tale onere rende precaria l’assistenza dei loro cari.
Lo stesso ragionamento vale trattando la medicina low cost. E’ come dire che arrivati a una certa età, o per altre forme gravi di infermità comprese le malattie mentali, non è più necessario impegnarsi per prolungare la loro esistenza con strumentazioni e medicinali d’avanguardia. Basta utilizzare i vecchi metodi. D’altra parte morire a trent’anni è un’eccezione mentre a ottanta diventa una regola. Così per le eccezioni si può fare qualcosa ma per le regole no.
Altri prospettano scenari ancora più inquietanti sostenendo che l’accesso all’assistenza ospedaliera debba essere consentita solo per fatti acuti e non a soggetti cronici e riducendo, in pari tempo, i posti letto per i reparti geriatrici. E’ come dire che se gli anziani, e i diversamente abili, si ammalano la loro è da ritenersi una patologia cronica e, quindi, curabile in famiglia anche se l’affezione è indipendente dal loro stato cronico come può essere una polmonite virale per un malato mentale.
Ci portiamo, quindi, a introdurre una forma d’assistenza sanitaria a due velocità che alla fine avvantaggerà chi ha risorse economiche per curarsi mentre per gli altri ritornano i lazzaretti con la sola differenza, rispetto al passato, che essi tendono a moltiplicarsi in ogni famiglia che ha un malato del genere. Questa disumanizzazione dello stato sociale, questo cinico distinguo tra il malato cronico e l’acuto, tra il giovane e l’anziano e il diverso rispecchia, purtroppo, le nostre logiche consumistiche ereditate da forme di accaparramento della ricchezza, dal possesso delle risorse a scapito degli altri che ci porterà a gravi disagi esistenziali ma anche a rivolte sociali e a sprezzanti soppressioni con una sorta di pulizia etnica generazionale, di classe e di razza.
Dobbiamo fermare questa corsa alla perdita del senso della misura, dei valori fondanti la nostra società finché siamo in tempo. Dobbiamo svegliarci dal nostro torpore e cercare un riscatto che ci restituisca la nostra dignità e soprattutto la dignità dei più deboli, di coloro che non si possono difendere da soli. E’ un dovere morale laico e confessionale in pari tempo. (Riccardo Alfonso)

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Agosto low cost: Sicilia e Abruzzo regine del risparmio per le case vacanza

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Nonostante agosto sia da sempre percepito come il mese in cui partire costa di più, per prenotare le proprie vacanze nel periodo più caldo dell’anno non si deve per forza spendere una fortuna, almeno secondo la recente analisi di CaseVacanza.it, che ha studiato le prenotazioni effettuate sul sito per scoprire le 20 destinazioni italiane in cui l’affitto di una casa vacanza è costato di meno.Le due regioni che contano più località in classifica sono la Sicilia e l’Abruzzo: le mete siciliane sono ben sette e fra queste c’è Palermo, la più economica in assoluto, dove per l’affitto di una casa vacanza per 4 persone ad agosto sono stati spesi in media 390 euro per una settimana. Ha risparmiato rispetto alla media nazionale, di 730 euro per un soggiorno ad agosto, anche chi ha scelto come meta per le sue ferie Sciacca, Agrigento, Ispica, Marsala, Isola delle Femmine e Milazzo, dove la spesa non ha superato i 510 euro a settimana.Per l’Abruzzo si trovano in classifica Pineto, al secondo posto con una spesa media di 395 euro a settimana, Francavilla, Silvi, Alba Adriatica e Martinsicuro. Anche per gli amanti della montagna in estate si sono registrate buone possibilità di risparmio in alcune mete italiane: nella top 20 si trovano infatti anche due località valdostane, Torgnon (420 euro) e Aosta (520 euro).

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Il Gruppo Europcar consolida la sua leadership nel segmento Low Cost

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

Il Gruppo Europcar, uno dei principali player della mobilità, ha annunciato la riorganizzazione della sua Business Unit Low Cost per beneficiare appieno della recente acquisizione di Goldcar. Il mercato del noleggio auto Low Cost è uno dei più dinamici in Europa, con un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e un tasso di crescita annuale, confermato anche dalle previsioni per i prossimi anni, del 12% soprattutto in destinazioni leisure come la Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Portogallo, Grecia e Turchia.La Business Unit Low Cost sarà guidata da Juan-Carlos Azcona, già CEO di Goldcar e comprenderà sia il brand InterRent che il brand Goldcar. La combinazione di questi due importanti player consentirà al Gruppo di trarre il massimo beneficio dalla crescita del mercato low cost, generando un giro di affari atteso almeno al 15% del fatturato del Gruppo nel prossimo futuro. In Portogallo, Spagna, Francia, Italia e Regno Unito il brand e l’attività di InterRent saranno gestiti direttamente da Goldcar, per sfruttarne la struttura organizzativa agile, i processi snelli e l’efficienza e scalabilità del sistema IT.
In concomitanza con la riorganizzazione della business unit Low Cost, il Gruppo sta adattando il suo portfolio di brand per sfruttare tutte le opportunità legate ad un mercato leisure in crescita, offrendo ai propri clienti soluzioni di mobilità su misura che soddisfino le loro aspettative in termini di qualità del servizio, assistenza e tariffe.
InterRent verrà gradualmente riposizionato come brand “mid-tier” e si rivolgerà ai clienti leisure che cercano il giusto mix tra prezzo e valore, espresso nei termini di una customer experience semplice e soddisfaciente. Il riposizionamento di InterRent sul mercato “mid-tier” persegue l’obiettivo di entrare in un segmento che è stimato in circa il 20% dell’intero mercato, con un potenziale di sviluppo significativo alla luce degli attuali trend.

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Renesas Electronics Introduces Low-Cost Target Boards to Support Growing RX 32-bit MCU Family

Posted by fidest press agency su martedì, 20 febbraio 2018

Renesas Electronics Corporation (TSE:6723), a premier supplier of advanced semiconductor solutions, today announced three new Target Boards for the RX65N, RX130 and RX231 Microcontroller (MCU) Groups, each designed to help engineers jump start their home appliance, building and industrial automation designs. Priced below $30 USD, the Target Boards lower the price threshold for engagement, allowing more system developers to enjoy the benefits of Renesas’ broad-based 32-bit RX MCU Family.The RX Target Boards provide an inexpensive entry point for embedded designers to evaluate, prototype and develop their products. Each board kit features an on-chip debugger tool that enables application design without requiring further tool investments. Through-hole pin headers provide access to all MCU signals’ pins, making it easy for customers to interconnect to standard breadboards for fast prototyping.“What makes the RX Target Board evaluation concept unique is its innovative approach to reusing the same PCB for all MCU variations,” said Tim Burgess, Senior Director, Proprietary MCU Business Division, Renesas Electronics Corporation. “Since each member of the Renesas RX MCU Family has a common pin assignment, customers experience a smooth transition between different RX Groups and RX Series using the same package version. In the case of the RX Target Boards, the widely used 100-pin LQFP package is on board.”The RX Target Boards offer everything designers need to start board and demo development, including a board circuit diagram and bill of materials, demo source code, user manual, and application notes. Coming soon are additional Target Board variations that will provide full coverage of the entire RX Family, from the low-power RX100 Series to the high-performance RX700 Series.

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Eutanasia sociale e cure low cost

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

pronto soccorso tor vergataE’ la nuova frontiera della medicina pubblica. I suoi sostenitori ritengono necessario considerare tali aspetti per garantire risorse alla spesa pubblica nel campo dell’assistenza sanitaria. Altri rafforzano il concetto asserendo che per le sole spese farmaceutiche gli anziani costano undici volte di più di un ventenne.
Cosa s’intende per eutanasia sociale? E’ che il malato incurabile, e gli affetti da gravi e croniche patologie, sono caricati interamente sulle spalle delle famiglie e ciò significa che l’impossibilità, per molte di esse, di sostenere tale onere rende precaria l’assistenza dei loro cari.
Lo stesso ragionamento vale trattando la medicina low cost. E’ come dire che arrivati a una certa età, o per altre forme gravi di infermità comprese le malattie mentali, non è più necessario impegnarsi per prolungare la loro esistenza con strumentazioni e medicinali d’avanguardia. Basta utilizzare i vecchi metodi. D’altra parte morire a trent’anni è un’eccezione mentre a ottanta diventa una regola. Così per le eccezioni si può fare qualcosa ma per le regole no.
Altri prospettano scenari ancora più inquietanti sostenendo che l’accesso all’assistenza ospedaliera debba essere consentita solo per fatti acuti e non a soggetti cronici e riducendo, in pari tempo, i posti letto per i reparti geriatrici. E’ come dire che se gli anziani, e i diversamente abili, si ammalano la loro è da ritenersi una patologia cronica e, quindi, curabile in famiglia anche se l’affezione è indipendente dal loro stato cronico come può essere una polmonite virale per un malato mentale. Ci portiamo, quindi, a introdurre una forma d’assistenza sanitaria a due velocità che alla fine avvantaggerà chi ha risorse economiche per curarsi mentre per gli altri ritornano i lazzaretti con la sola differenza, rispetto al passato, che essi tendono a moltiplicarsi in ogni famiglia che ha un malato del genere. Questa disumanizzazione dello stato sociale, questo cinico distinguo tra il malato cronico e l’acuto, tra il giovane e l’anziano e il diverso rispecchia, purtroppo, le nostre logiche consumistiche ereditate da forme di accaparramento della ricchezza, dal possesso delle risorse a scapito degli altri che ci conduce a gravi disagi esistenziali ma anche a rivolte sociali e a sprezzanti soppressioni con una sorta di pulizia etnica generazionale, di classe e di razza.
Dobbiamo fermare questa corsa alla perdita del senso della misura, dei valori fondanti la nostra società finché siamo in tempo. Dobbiamo svegliarci dal nostro torpore e cercare un riscatto che ci restituisca la nostra dignità e soprattutto la dignità dei più deboli, di coloro che non si possono difendere da soli. E’ un dovere morale laico e confessionale in pari tempo. (Riccardo Alfonso)

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Low cost. Ryanair e non solo: E’ finita la pacchia?

Posted by fidest press agency su domenica, 24 settembre 2017

ryanairAndare e tornare da Londra per 30 euro. Prendere una specie di taxi che costa meno della meta’ di quelli ufficiali. Comprare in un supermercato discount un’insalata a meta’ prezzo di quanto la pagheremmo in un mercato rionale. Tutti ad andare in bici o in auto col metodo dello sharing. Tariffe telefoniche bassissime per il proprio cellulare. Capi di abbigliamento quasi regalati. Questo e’ stato, e in parte continua ad essere, un aspetto del nuovo mercato che nasce dalla rivoluzione tecnologica, la cosiddetta googlolizzazione della societa’, con in cima le idee, le azioni e il business delle app piu’ o meno californiane.Tutti a viaggiare, tutti a vivere sull’indotto, tutti a mangiare e bere le cose esotiche a quattro centesimi che si trovano nei discount, tutti a prendere proto-taxi e riscio’ per andare da un posto ad un altro, e tutti ad andare in bici o in auto con percorsi che prima si facevano tranquillamente a piedi o in bus urbani.Tutto a posto? Di Ryanair se ne parla a chili in queste settimane. Ufficialmente hanno problemi di organizzazione interna, ma intanto lasciano a terra centinaia di migliaia di passeggeri che, anche se a cifre ridicole per i tipi di tratte aeree, avevano dato loro fiducia. Dei discount alimentari se ne parla meno, a parte alcuni recenti scandali finanziari dei “padri” tedeschi. Dei taxi di Uber, per ora, ha cominciato l’amministrazione della citta’ di Londra a levar loro la licenza; mentre in Italia, i governanti che a febbraio avevano preso l’impegno di fare entro un mese un nuovo piano dei trasporti che includesse anche queste aspettative del trasporto privato pubblico, sono ancora li’ a darsi addosso su “fai tu, no fa quell’altro”… e intanto sono passati sette mesi e la uberizzazione fa quotidianamente a cazzotti con amministrazioni pubbliche e taxisti. Le promesse dei gestori telefonici che alla prima bolletta si mostrano fregature, per prezzi e qualita’ delservizio.Qualcosa si e’ rotto (Ryanair) e sta cominciando a rompersi? Intanto, considerando utenti e consumatori, consigliamo:
– di prenotare voli esistenti se si intende partire, o accettare, senza tanto poi illudersi nel rivendicare diritti violati, la iper-precarieta’ di alcuni “avventurosi” del cielo.
– di comprare cibi che hanno il sapore di quel che dicono di essere (avete provato ad acquistare, per esempio e in genere, un avocado, un mango o delle carote o delle patate in un discount? Come mangiare acqua mescolata a terra e legno.
– di usare il piu’ possibile i mezzi pubblici non-privati, che’ talvolta non sai che proto-taxi stai utilizzando.
– di usare il bike e car sharing, ma di non stupirsi che il giorno dopo puo’ darsi che non ci siano piu’… come si fa a mantenersi un’azienda con prezzi del genere, non essendo una super multinazionale del settore, ma comparendo come funghi piccole aziende locvali a cui vengono dat concessioni da parte delle amministrazioni?
– di firmare contratti tlc solo cartacei dopo attenta disanima dei precedenti anche attraverso la Rete.
– di comprasi la magliettina dopo aver attentamente analizzato la composizione dei tessuti, che’ quelli super economici sono quasi sempre fatti con prodotti che fanno solo male alla pelle e alla vivibilita’.
Quindi, e’ finita la pacchia? Ammesso che sia mai iniziata, la pacchia per i consumatori deve secondo noi rispondere ad un trinomio inscindibile: qualita’, sicurezza, prezzo. Lo diciamo in virtu’ del fatto che ai consumatori noi non abbiamo nulla da vendere, per cui non li usiamo per il nostro business (magari spacciandoci per loro paladini). Occhio! Sono in corso grandi trasformazioni che spesso sfuggono ai singoli consumatori, e le vittime ne potranno soffrire molto solo se avranno fatto finta di ignorare l‘esistente e si saranno solo buttati nell’attuale illusione. Noi intanto svolgiamo questa funzione di grippi parlanti, ma non del malaugurio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Viaggiare ad agosto può anche essere low cost

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

low cost agostoSecondo una recente analisi di CaseVacanza.it, che ha studiato le prenotazioni effettuate sul sito, viaggiare ad agosto può anche essere low cost. Il portale ha stilato la classifica delle 20 destinazioni italiane in cui l’affitto di una casa vacanza è costato meno, scoprendo come la Sicilia sia la regina del risparmio, piazzando ben otto sue località nella classifica. In alcune di queste, chi ha prenotato per agosto ha speso meno della metà rispetto alla media nazionale, pari a 700 euro per una settimana in un alloggio per quattro persone.La spesa media più ridotta è quella che si è registrata per le prenotazioni di affitti turistici a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani: qui per una settimana si sono spesi 330 euro. A seguire si trova una località poco nota della Puglia, Pulsano (TA), dove gli affitti sono costati in media 340 euro a settimana. Terza è un’altra località siciliana, Marsala, ancora in provincia di Trapani: per alloggiare vicino alle sue note saline bastano 390 euro in una casa per quattro persone.La Sicilia è la regione in cui si concentra il maggior numero di località low cost, tanto che scorrendo la classifica si trovano anche Licata (AG), Custonaci (TP), Avola (SR) e Fondachello (CT). Ma non sono solo i piccoli paesini siciliani ad aver permesso ai vacanzieri di spendere cifre inferiori alla media nazionale: per la regione si trovano anche due città come Agrigento e Palermo.In classifica si trovano altre località pugliesi, al di fuori del popolare Salento, mete marittime dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna e cittadine ancora poco battute dal turismo di massa di Sardegna, Calabria e Basilicata. L’unica località montana è Aprica, in provincia di Sondrio. (foto: low cost agosto)

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Il Gruppo Europcar acquisisce GoldCar e diventa player di riferimento nel settore low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

madridMadrid. Il Gruppo Europcar, leader europeo nei servizi di autonoleggio e player di riferimento della mobilità, ha annunciato oggi di aver firmato un accordo con Investindustrial per acquisire Goldcar, la più grande società di noleggio auto low cost in Europa.Goldcar è un importante operatore del settore low cost in Europa grazie ad una posizione consolidata in Spagna e Portogallo e ad un ampio know-how nella gestione di un efficiente modello di business low cost.Goldcar ha dimostrato un importante track record di crescita organica (con una crescita del fatturato anno su anno pari al 17% tra il 2008 e il 2016), con un EBITDA e FCF fra i più virtuosi sul mercato. Nel 2016, Goldcar ha generato ricavi per circa 240 milioni di euro e un adjusted Corporate EBITDA stimato in circa 48 milioni di euro.Con questa acquisizione strategica, il Gruppo Europcar aumenterà la sua presenza grazie a tre importanti motori di crescita – l’area del mediterraneo, il leisure e il segmento low cost –, diventando così major player a livello europeo nel segmento del noleggio a basso costo che è in rapida crescita.L’acquisizione di Goldcar creerà valore per il Gruppo Europcar in quanto rafforzerà le competenze e il know-how del Gruppo sul mercato del noleggio a basso costo e migliorerà notevolmente le prospettive di crescita dei ricavi della business unit low cost di Europcar.L’acquisizione è soggetta a precedenti condizioni di sospensive, inclusa l’approvazione da parte delle autorità antitrust e dovrà essere risolta nella seconda metà del 2017.L’operazione, che dovrebbe generare circa 30 milioni di euro di sinergie di costi all’anno entro il 2020, si basa su un Corporate Enterprise value di 550 milioni di euro e su un multiplo dell’Adjusted Corporate EBIDTA post sinergie pari a 7x. Il Gruppo Europcar prevede che l’operazione accrescerà in maniera significativa i propri utili per azione a partire dal primo anno pieno post closing in avanti.Un prestito ponte è stato sottoscritto da una grande unione bancaria internazionale per sostenere l’offerta vincolante del Gruppo Europcar e per coprire le esigenze di rifinanziamento corporate e inerente la flotta di Goldcar. Per mantenere una struttura di capitale efficiente e flessibile, il Gruppo Europcar prevede di aumentare il patrimonio netto fino al 10% del suo capitale, soggetto alle condizioni del mercato. In seguito alla proposta di aquisto di Goldcar e all’aumento dell’equity, il Gruppo Europcar prevede di raggiungere un ratio tra indebitamento finanziario netto e Corporate EBITDA sensibilmente inferiore a 3x entro la fine del 2017.

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Compagnie aeree low-cost: i viaggiatori eleggono EasyJet la preferita d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

EasyJet è la compagnia aerea low-cost preferita dai viaggiatori europei. E’ questo il risultato che emerge dalla ricerca* condotta da eDreams, l’agenzia di viaggi online leader in Europa, che ha coinvolto i passeggeri che hanno prenotato un volo negli ultimi tre mesi.
La compagnia aerea del Regno Unito si è aggiudicata la medaglia d’oro, scelta dal 22% degli amanti dell’alta quota, seguita da Ryanair (18%), Norwegian Airlines (12%), Vueling (8%) ed Eurowings (4%).
Tuttavia, le compagnie low-cost non godono di una reputazione così buona. Gli innalzamenti dei prezzi nei periodi di alta stagione; le tariffe applicate e i costi extra addebitati al momento della partenza per un bagaglio extra o troppo pesante; o addirittura per effettuare il check-in direttamente al banco dell’aeroporto, fanno sì che le compagnie low-cost siano percepite più “salate” rispetto al passato. Lo sostiene il 38% dei passeggeri europei e più del 40% degli italiani. Più del 30% degli intervistati, inoltre, ha dichiarato di valutare le compagnie low-cost care allo stesso modo dei vettori di linea che offrono servizi all inclusive.Relativamente ai pagamenti “extra” addebitati in aeroporto al momento della partenza, il 35% dei viaggiatori italiani li considera troppo elevati, mentre il 32,42% addirittura irragionevoli e, infine, il 18,17% denuncia una scarsa informazione da parte delle compagnie aeree.È la compagnia di Michael O’Leary a risultare la società che addebita con maggior frequenza un pagamento per gli extra.«Con questa nostra analisi – ha dichiarato Georgina Bisono, Head of Air di eDreams Italia – vogliamo dimostrare quanto al giorno d’oggi sia fondamentale garantire a tutti i viaggiatori un’esperienza conveniente dal punto di vista economico, adatta ad ogni specifica esigenza e la più flessibile possibile. In qualità di agenzia di viaggio online leader in Europa siamo sicuri che i dati emersi dalla nostra ricerca ci consentiranno di migliorare sempre di più questi aspetti con lo scopo di offrire opportunità e servizi sempre più innovativi e adatti ai diversi bisogni dei viaggiatori italiani ed europei».
La ricerca di eDreams è stata condotta nel corso del mese di giugno 2016 e ha coinvolto un campione di 16.743 persone provenienti da Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia. Al sondaggio hanno partecipato 2302 italiani.Agli intervistati è stato richiesto di selezionare le loro tre compagnie aeree low-cost preferite in Europa in base alla loro esperienza con l’assistenza clienti e il volo in generale.

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Antitrust: condannata compagnia aerea low cost per il costo del check-in in aeroporto

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

viaggiatoriL’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accolto l’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori di Messina, condannando la compagnia aerea low cost spagnola Volotea che, a chi non poteva fare il check-in on line, chiedeva un importo aggiuntivo di 30 euro e che promuoveva voli super scontati ad 1 euro in realtà riservati ai clienti del servizio Supervolotea. L’Antitrust ha ritenuto entrambe le pratiche commerciale scorrette e ha comminato due sanzioni, rispettivamente, di 160mila e 210mila euro. La compagnia aerea può ora presentare ricorso al Tar del Lazio.
“Una vittoria dei consumatori! Le compagnie low cost sono molto vantaggiose e offrono tariffe allettanti, ma talvolta nascondono insidie, per non dire vere e proprie trappole, come quella di chiedere cifre esorbitanti se non si fa in tempo a fare il check-in on line o se il bagaglio supera il peso consentito. Oppure pubblicizzano offerte mirabolanti e super scontate che però riguardano un numero limitato di posti o sono riservate solo ad alcuni clienti. Ora questa sentenza afferma un principio importante a tutela dei consumatori. Non si possono chiedere cifre esorbitanti, approfittandosi della situazione e le offerte vanno sempre declinate in modo chiaro” dichiara il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori di Messina, Mario Intilisano.
La compagnia con sede a Barcellona, che ha sedi operative presso gli aeroporti di Venezia, Palermo e Verona, indicava sul sito internet che se il check-in era effettuato in aeroporto c’era un costo, ma, per l’Antitrust, ometteva “di indicare l’importo dello stesso, rinviando ad un tariffario nel quale compaiono i costi di una serie di servizi aggiuntivi”. Ma “un eccesso di informazioni porta a svilire e a far venir meno l’efficacia della notizia fondamentale ed essenziale”. Inoltre si avvisava il cliente di stampare le carte di imbarco prima di arrivare in aeroporto, ma si aggiungeva: “puoi anche scaricarle sul tuo cellulare o utilizzare il servizio di chek-in in aeroporto. Se non possiedi le carte di imbarco una volta in aeroporto il costo per l’emissione sarà di 30 €”. Ebbene per l’Antitrust si lascia “intendere che sia possibile trovare in aerostazione apposite postazioni web per il chek-in on line”, per poterlo effettuare in modo autonomo e senza il costo aggiuntivo di 30 euro, invece negli aeroporti non ci sono terminali “se non negli appositi banchi Volotea”. Una condotta ritenuta dall’Antitrust “particolarmente grave ed aggressiva se si considera che l’importo di 30 euro per effettuare il check-in in aeroporto ha anche un costo elevato per il consumatore, ove rapportato al costo del biglietto” in una fase “in cui il consumatore non ha possibilità di scelta per fruire del servizio”. Una pratica commerciale contraria agli artt. 20 e 24 del Codice del Consumo e sanzionata con 160.000 euro.
Rispetto alle seconda sanzione, pari a 210mila euro, Volotea promuoveva una campagna nel suo sito internet dal claim “Vola a partire da 1€ diventa Supervolotea e ottieni super-poteri!”. Ma per l’Antitrust i voli ad 1 euro erano ” in misura estremamente limitata”, la promozione era valida “solo su una tratta del viaggio con la conseguenza che il consumatore dovrà pagare il prezzo del biglietto del ritorno al prezzo ordinario” ed, infine, “gli importi indicati sono applicabili solo a coloro che hanno aderito al programma denominato Supervolotea”, un programma di fidelizzazione “di cui sono del tutto sottaciuti termini e condizioni che prevede il versamento di un canone annuale e il tacito rinnovo” e con un “costo annuo di circa 50 euro”. In pratica “il prezzo del biglietto aereo pubblicizzato risulta sempre inferiore a quello effettivamente pagato dai consumatori non iscritti a Supervolotea” che, per scoprire il prezzo reale del biglietto standard, doveva cliccare sull’icona del volo.

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Vacanze low cost in agosto

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

Small red and green plastic houses in the sand on the beach

Small red and green plastic houses in the sand on the beach

Anche le vacanze in alta stagione possono essere low cost, basta solo evitare i luoghi “troppo” comuni. Il portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, ha monitorato i prezzi medi per una settimana richiesti ad agosto nelle località turistiche italiane, scoprendo quali saranno le destinazioni che permetteranno di conciliare il divertimento e il relax con il risparmio: le opportunità più interessanti sono tra la Sicilia, le Marche e la Calabria. Prendendo in considerazione la tipologia di casa vacanza più richiesta – un appartamento con quattro posti letto affittato per una settimana – le due località turistiche con i prezzi medi più bassi d’agosto sono entrambe in provincia di Messina: a Falcone e a Torregrotta si spendono all’incirca 430 euro a settimana. Non lontane dalle zone di villeggiatura più importanti (e costose) dell’isola, come Taormina e le Isole Eolie, queste località offrono prezzi ben più bassi ma sono assolutamente strategiche per chi vuole muoversi alla scoperta della Regione. A seguire, con prezzi molto simili, tre mete dalla popolarità in crescita, soprattutto grazie ad un ambiente rilassante e ai prezzi bassi anche in alta stagione: Numana nelle Marche (provincia di Ancona), Rodi Garganico e Peschici, in Puglia (provincia di Foggia). Proprio le Marche rappresentano una destinazione particolarmente appetibile per quel che riguarda i costi: nelle 20 località più convenienti troviamo anche Mondolfo (in provincia di Pesaro-Urbino), Sirolo (Ancona) e San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Non è così low cost la Puglia, che invece vanta prezzi medi ben più elevati e l’unica località turistica ad avere un’offerta media inferiore ai 550 euro per settimana è Carovigno (Brindisi).
La terza regione in cui è possibile trovare alternative a basso prezzo senza rinunciare al mare e al divertimento è la Calabria: ad agosto ben sei delle 20 località turistiche con i prezzi più bassi d’Italia sono in questa regione. La più conveniente è Sellia Marina (provincia di Catanzaro) con 460 euro a settimana; seguono Villapiano Scala (provincia di Cosenza) con 470 euro, Scalea e Ricadi (entrambe a 490 euro settimanali), Gioiosa Ionica (500 euro) e l’isola di Capo Rizzuto (550 euro). Uniche località turistiche del Nord Italia a vantare prezzi bassi sono Lignano Sabbiadoro, Comacchio e i suoi lidi e San Michele al Tagliamento (tutte a 470 euro a settimana). «Gli ultimi dati di Coldiretti sottolineano come anche le ferie 2015 saranno all’insegna del risparmio – ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Casevacanza.it – e proprio questo atteggiamento degli italiani ha portato al successo del fenomeno delle case vacanza, ormai considerate una valida alternativa alle strutture ricettive tradizionali. Rispetto al 2014 i prezzi, in linea di massima, restano stabili a livello nazionale; si segnala tuttavia, un calo medio superiore al 15% nei comuni del Salento, che pure non basta per farli rientrare nella classifica dei più convenienti (con l’unica eccezione di Carovigno, che comunque è ben distante dalle località più ricercate).» (foto vacanze low cost)

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Estate low cost al Riad Sable Chaud di Marrakech

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2015

riadEstate low cost in Marocco al Riad Sable Chaud, dimora di charme con cucina gourmand nel cuore della Medina di Marrakech, tutelata per la sua bellezza dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità: per luglio, agosto e settembre propone interessanti sconti a scalare in base al numero di notti del soggiorno. Chi sceglie 5 notti, ad esempio, ne paga solo 4. Per chi prenoterà il riad in esclusiva per almeno 3 giorni, transfert gratuito dall’aeroporto, grande cena marocchina di benvenuto, sconti particolari e altre sorprese. Tradizionale dimora marocchina arredata con mobili antichi, oggetti d’arte, decorazioni in un sapiente mix fra spunti etnici africani e raffinatezza europea, ha 5 stanze da letto, improntate allo “spirito del Marocco” (non per niente si chiamano Africaine, Oasis, Bédouine, Touareg, Berbére) ed è apprezzato dai gourmet per la sua eccellente cucina: l’ideale per essere affittato da una famiglia o da un gruppo di amici che vi possono trascorrere in assoluta libertà le vacanze, godendo di tutti i servizi (cuoca compresa) di un hotel. Il Riad Sable Chaud si trova nel cuore della Medina, vicino alla mitica piazza Djema El Fnâa e ai souk traboccanti di merci e profumati di spezie, in una posizione ideale per andare alla scoperta di Marrakech, città imperiale e perla turistica del Regno, meta trendy del turismo internazionale, da sempre località cosmopolita amata da viaggiatori, intellettuali, vip. Bastano poco riad1più di 3 ore d’aereo dall’Italia e ci si trova immersi nella sua magica atmosfera, fatta di colori e profumi, giardini lussureggianti e grandi piazze, palazzi principeschi e moschee, folle variopinte e caratteristici mercati a cui si affiancano (in un singolare melting pot) locali di tendenza, eleganti atelier di giovani stilisti, gallerie d’arte, raffinati e modernissimi parchi acquatici con piscine, ristoranti, musica. Marrakech è anche il punto di partenza ideale per andare alla scoperta dei tesori del sud del Marocco: l’Atlante, dominato dai 4167 m del Toublkal (la cima più alta dell’Africa del Nord, con splendidi trekking), la vallate della Draa (una delle più spettacolari oasi del sud marocchino), le spettacolari gole di Todra e del Dadés, la Via delle Kasbhe e, ancora più a meridione, Ouarzazate (la Hollywood del Marocco, set di film quali Laurence d’Arabia e Il Gladiatore) e il deserto.

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Giovani: turisti last minute sempre più low cost”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

Turismo low cost per i giovani italiani che devono fare i conti, più di altri soggetti sociali con gli effetti della crisi economico-finanziaria. Le giovani generazioni non smettono di viaggiare, pur modificando scelte per l’individuazione delle destinazioni e i comportamenti durante i soggiorni. Da un’indagine condotta dai Giovani delle Acli in collaborazione con il CTA (Centro turistico Acli) risulta, infatti, che su mille giovani tra 25 e i 35 anni si è registrata una preferenza di viaggio per il Capodanno a favore delle capitali europee. In particolare il 55% dei giovani ha scelto come meta le città di Parigi, Londra, Vienna e Madrid. L’indagine ha messo anche il risalto il budget destinato al turismo a disposizione delle giovani generazioni. Esso risulta sempre più limitato (il 40% può contare su circa 200.00 euro il 20% può spendere fino a 300.00 e il 10% non supera i 500.00 euro). Scelte derivanti oltre che dalle difficoltà economiche dovute al momento di crisi anche dalla precarietà e dai nuovi tempi di lavoro. “Low cost e Last minute sono le parole magiche che sembrano aver donato ai giovani opportunità di viaggio prima riservate a pochi – dichiara Giuseppe Failla, Segretario Nazionale dei Giovani delle Acli- Dietro queste parole, però, si insidia il rischio di un profondo cambiamento culturale che vuole fare del viaggio un semplice girovagare. Aumentano così i giovani viaggiatori del fine settimana che collezionano sorrisi stampati su foto con alle spalle luoghi che rimangono sconosciuti. Una logica da Risiko che al posto dei carri armati e delle bandierine per indicare i luoghi conquistati utilizza le Lonely Planet orgogliosamente disposte in fila nelle librerie di casa”. Una deriva, questa – continua Failla – che rischia di sminuire l’importanza formativa ed educativa del viaggio, inteso innanzitutto come incontro, relazione e conoscenza tra culture diverse. Per i giovani tutto questo si più tradurre in una grande opportunità: quella di scegliere una forma di turismo responsabile ed etico che contrasti le logiche speculative di un mercato turistico attento alle logiche del profitto”. Più in generale una nota del CTA sottolinea che durante le vacanze di fine anno si è registrato un incremento delle visite nelle regioni più belle del nostro Paese. Il 58% dei TO internazionali ha infatti registrato un incremento delle vendite del prodotto Italia rispetto allo scorso anno e più precisamente il prodotto turistico maggiormente richiesto e quello delle grandi città d’arte.Poco Natale e molto Capodanno la scelta degli Italiani che hanno preferito soggiorni più brevi; Per Natale sono stati 7,3 milioni gli italiani che si sono spostati dalla propria città e di essi l’86% è rimasta in Italia e solo il 14% è andata all’estero; le regioni più gettonate sono state la Sicilia, il Trentino Alto Adige, il Veneto, il Lazio, la Campania e la Lombardia; ma la maggior parte degli Italiani ha preferito un alloggio presso la casa di parenti o amici dormendo una o due notti fuori. Per il Capodanno, la vacanza preferita è stata la montagna, ponendo la Lombardia al primo posto seguita dal Trentino, Veneto, Lazio e Toscana. Nonostante queste piccole riprese il quadro che si sta delineando per il turismo italiano a chiusura del 2011, è un quadro preoccupante evidenziando un calo complessivo di quasi l,8% per il comparto turistico.

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Chirurgia low cost

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

La chirurgia low cost è al limite dell’etica”Anche in tempo di crisi le donne non rinunciano ad avere cura del proprio aspetto, in modo particolare con l’avvicinarsi delle festività natalizie, cercando, magari, soluzioni low cost. Un aiuto prezioso in questo senso arriva dalla rete internet, dove è possibile trovare moltissime promozioni estetiche e addirittura interventi di chirurgia estetica, con sconti che arrivano anche oltre il 90%, ma anche prodotti di bellezza a prezzi contenuti che assicurano risultati eccellenti.Molte di queste offerte, però, nascondo dietro il loro basso costo una qualità ancora inferiore: trattamenti estetici effettuati in luoghi non idonei e da mani inesperte, creme e lozioni di provenienza incerta che sfuggono i consueti controlli che si rivelano essere inadatti, inefficaci o, addirittura, nocivi.“Non si possono fare sconti sulla qualità del prodotto offerto. – Ha dichiarato Cristina Manzo, titolare del centro estetico romano In Shape Center – Si tratta spesso di cosmetici o procedure non a norma, che rischiano di avere ripercussioni anche importanti sulla salute di chi li acquista. Quando si decide di sottoporsi a determinati trattamenti, è sempre opportuno sentire prima il parere di uno specialista, che saprà indirizzare e consigliare la paziente in base alle sue specifiche esigenze. E’ impensabile sacrificare la qualità in nome della logica del profitto. Inoltre, credo che promuovere l’idea di una chirurgia low cost e di uno smisurato fai-da-te, senza la guida di una figura competente sia sbagliato e al limite dell’etica professionale e legale”.L’invito è, dunque, a rivolgersi sempre e soltanto a personale preparato e competente, che saprà scegliere la soluzione migliore per ogni singolo caso, il tutto nel completo rispetto delle norme igieniche e utilizzando solo prodotti sicuri. In Shape Center (www.inshapecenter.it) è stato fondato a Roma da Cristina Manzo nel 2000 con l’obiettivo di offrire al pubblico una serie completa di servizi per il trattamento degli inestetismi: il raggiungimento della bellezza attraverso la cura.

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Giochi mondiali della pace

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2010

Roma 13 novembre, h. 11.30 Spazio Europa – Via IV Novembre 149 Conferenza Stampa con la presenza del Presidente Fondatore Yves Angelloz e del Presidente Nazionale AIG Vanni Cecchinelli,  Vi parteciperanno tutti gli organismi coinvolti e gli studenti dell´Incontro Culturale Erasmus 2010, provenienti dall´Italia e da numerosi Paesi esteri. Durante l´incontro sarà presentato anche il “Progetto Interazioni”  che si propone di mettere in contatto i giovani per lo scambio di informazioni di viaggio, curiosità, servizi low-cost e molto altro ancora attraverso l´assistenza di Guide Virtuali che accompagneranno ragazzi e ragazze nella programmazione dei propri  viaggi e nella ricerca di contatti e news.  Il mezzo sarà prevalentemente rappresentato dal sito http://www.interagiamo.org (che verrà messo on-line in occasione della presentazione). “Interazioni” è un Progetto dell´AIG, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero della Gioventù.
I Giochi si svolgeranno Sabato 11 e Domenica 12  Dicembre a Roma presso l´Atlantico Live, in Viale dell´Oceano Atlantico 271/d, dalle 10,00 alle 24,00, preceduti da una Cerimonia di Apertura che prevede l´arrivo a Roma della bandiera – simbolo dei Giochi – e lo scambio della stessa tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, ed una spettacolare esibizione di ginnastica artistica e ritmica con la partecipazione straordinaria di Laura Vernizzi, campionessa del mondo 2005 e medaglia d´argento alle Olimpiadi di Atene; mentre una specialissima “anteprima” avrà luogo Mercoledì 8 Dicembre alle 11,30 con la “Partita della Pace”: un incontro di calcio a 5 organizzato appositamente dalla Nazionale Attori.

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