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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Ma a settembre si tornerà a scuola?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

“Si ritornerà a scuola solo quando si avrà la certezza che gli studenti italiani siano al sicuro. Mai metteremmo a rischio la loro salute”. Lo ha dichiarato la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Cosa si può dedurre, mettendo insieme anche altri fattori? In primo luogo che è altamente probabile che in quest’anno scolastico le aule resteranno vuote. E poi che lo stop potrebbe riguardare anche il prossimo anno scolastico. Vediamo perché.Per l’emergenza del Covid-19 si parla di possibile Fase 2 che potrebbe iniziare dopo il 13 aprile o a maggio, in dipendenza dell’evolversi del contagio.
Ma fase 2 non significa un ritorno alla vita sociale a cui eravamo abituati mesi fa. E probabilmente neanche un ritorno a scuola.
Il premier Conte ha dichiarato che con la Fase 2 “si comincerà con le prime autorizzazioni per le aziende che fanno da supporto alla filiera alimentare e farmaceutica. E poi prevederà un’apertura scaglionata per tutte le altre attività che dovrebbe cominciare a maggio. Si tratta di una serie di misure che tutti dovranno seguire per continuare a fermare il contagio da coronavirus che comunque non potrà dirsi definitivamente sconfitto. E la premessa è una regola fondamentale: obbligo di mantenere il metro di distanza tra le persone e usare quanto più possibile le mascherine”.Insomma la fase 2 certamente non vuole dire possibilità di assembramento. Cosa comporta questo per la scuola, che è un luogo naturale di assembramento?Ben difficilmente la “fase 2″ potrà sbloccare l’ordinaria vita scolastica in presenza di 8,5 milioni di alunni e 1 milione e 200 mila tra docenti e personale Ata, nelle talvolta anguste aule delle scuole italiane.Benché – come ha ricordato la Azzolina – si stiano valutando più scenari (uno anche con ipotesi di riapertura fisica delle scuole entro il 18 maggio), è difficile non solo che si rientri a scuola entro la fine dell’anno scolastico, ma anche che i portoni della scuola si riaprano a settembre 2020, da quanto si comincia a dedurre.Il ritorno alla normalità anche per la scuola potrà avvenire verosimilmente soltanto con il vaccino che neutralizzi il Covid-19. La auspicata sicurezza si potrà ottenere solo con il vaccino.Ma il vaccino quando potrà arrivare?”La mia speranza è che arrivi nel primo trimestre dell’anno prossimo”, ha detto il professor Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Oms, intervistato da Il Messaggero.La comunità scientifica internazionale è da tempo alla ricerca del vaccino che potrà debellare l’epidemia. Ma non sarà vicina la data della riuscita.”Sono oltre 30 le case farmaceutiche e i laboratori in tutto il mondo che stanno lavorando sulla ricerca di un vaccino contro il SARS-CoV-2 -si legge su https://www.fanpage.it/ – ma per vederne uno in commercio ci vorranno almeno dai 12 ai 18 mesi secondo l’OMS e il Ministero della Salute”.Andrea Gambotto un ricercatore barese che sta lavorando nel team dell’University of Pittsburgh School of Medicine per realizzare il vaccino anti Covid-19 dichiara che il team è pronto per partire con la fase 1, ovvero la sperimentazione sull’uomo grazie a dei volontari. “L’obiettivo primario è valutare se c’è tossicità – spiega Gambotto – poi in caso di esiti positivi possiamo iniziare a ragionare sull’efficacia del prodotto”. I tempi? “Almeno 6-8 mesi per avere i risultati della sperimentazione sull’uomo, se non ci sono intoppi. Per avere il vaccino perciò bisognerà aspettare ancora molto tempo”.Secondo un’inchiesta de L’Espresso, si ipotizza che in autunno potrebbe esser pronto un vaccino per personale sanitario e anziani, e successivamente l’anno prossimo inizierebbe la distribuzione di massa. A dare queste notizie è il dott. Andrea Carfì, capo del team di ricerca sulle malattie infettive dell’azienda americana Moderna di Cambridge, Massachusetts, che per prima ha elaborato un vaccino di tipo sperimentale contro il COVID-19, e che attualmente lo sta testando su circa 45 volontari.
Senza vaccino a settembre cosa faranno le scuole? Apriranno comunque? Sembra improbabile.Come sarà possibile tenere a distanza di sicurezza per 4-5 ore 20-25 (e più) alunni senza che abbiano contatti fisici? Entreranno e usciranno da scuola uno alla volta? E in bagno? I più piccoli come faranno a starsene tranquilli?Provate a immaginare tutti i momenti di vita a scuola e capirete che la scuola, senza vaccino, realisticamente non potrà funzionare in presenza.Ma nell’attesa occorre agire per tempo e prepararsi per questa nuova emergenza.Occorre, da subito, prepararsi adottando soluzioni strutturali. La ministra Azzolina a “Che tempo che fa” ha dichiarato che il Ministero ci sta pensando.La didattica a distanza, utilizzata in emergenza, da soluzione congiunturale dovrà probabilmente diventare strutturale, continua, programmata, obbligatoria per tutti gli insegnanti.Sarà necessario assicurare una formazione adeguata per i docenti che dovranno anche disporre di adeguate strumentazioni tecnologiche.Per questa nuova forma di lavoro a distanza non si potrà prescindere dalla condivisione dei sindacati eventualmente con una sequenza contrattuale apposita nella quale si definiscano con chiarezza, modalità, tempi, carichi di lavoro, programmazione di team, ecc.
Per rendere efficaci le connessioni dovrà essere assicurata la banda larga ovunque.Sono ancora molte le famiglie prive di strumentazioni adeguate: va potenziato il finanziamento per l’assegnazione in tempo utile in vista del nuovo anno.Nella prospettiva di questo anno straordinario il Ministero potrebbe costituire una commissione di lavoro che, operando on line, con flessibilità e rapidità, metta in campo le linee operative per questo, nuovo davvero, anno scolastico. Di più su http://www.tuttoscuola.com/ma-a-settembre-si-tornera-a-scuola/

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ANCoDiS: tre domande alla Ministra Lucia Azzolina

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

A partire dalla piena attuazione dell’art. 34 della Costituzione, la Ministra Lucia Azzolina ha reso pubblico l’atto di indirizzo per l’anno 2020 nel quale si evidenziano le finalità ed i principi generali, le priorità politiche e l’attività di programmazione del suo dicastero.
Dalla lettura del testo scaturiscono le 13 priorità politiche che declinano la visione del sistema scolastico italiano per i prossimi anni.
Da una attenta lettura delle priorità, Ancodis vuole porre l’attenzione alla “Valorizzazione e sviluppo professionale del personale scolastico” (punto n. 5) poiché ritiene che se al centro del sistema scolastico italiano c’è il diritto allo studio per tutti gli alunni, il garante di questo diritto è rappresentato dai docenti che ne attuano – nella libertà di insegnamento – l’azione educativa e formativa.
E tra i docenti, la componente riconosciuta nella nomenclatura giuridica quale Collaboratori dei DS o Figure di sistema nell’apprezzare quanto scrive la Ministra – in particolare, dove afferma che “occorre promuovere, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, il valore sociale di tutte le professionalità della Scuola per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio………” – fa rilevare altresì che non si presta alcuna attenzione alla realtà scolastica che si concretizza nel funzionamento, nella organizzazione e nella programmazione.
Ancodis apprezza, inoltre, la giusta attenzione data all’importanza della formazione che deve essere “obbligatoria, permanente e strutturale” ed, aggiungiamo, di qualità.E su questo aspetto è il caso di evidenziare che i Collaboratori dei DS – sulla base delle diverse funzioni e ruoli – sentono quale “bisogno imperativo” la formazione e l’aggiornamento professionale! La Ministra Azzolina – da docente e Collaboratrice del DS prima (ha fatto parte dello staff dirigenziale) e DS in pectore oggi – ben conosce il tema che poniamo e che si può sintetizzare in due parole: riconoscimento del lavoro di decine di migliaia di docenti e valorizzazione dell’esperienza e della formazione conseguita per assolvere al meglio al ruolo al quale sono chiamati. E’ un tema formale e sostanziale perché si tratta di riflettere sul lavoro di migliaia di docenti che – oltre l’attività didattica – si adoperano quotidianamente per le proprie Istituzioni scolastiche in tutte le aree del paese. L’attenzione ed il rispetto per il lavoro delle figure di sistema impegnate sulla base di deleghe e conseguenti responsabilità è un dovere per lo Stato che non può non dare seguito all’art. 36 della Costituzione dove si legge “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla QUANTITA’ e QUALITA’ del suo lavoro ……..” cioè ancorata a parametri che sono la qualità del servizio reso, la quantità del lavoro svolto ed il tempo impiegato per lo svolgimento. I docenti oggi impegnati nella collaborazione al DS o che desiderano accedere all’attività di collaborazione rappresentano – insieme ai DS ed ai DSGA – una importante componente scolastica che è impegnata su tutti i temi e che dà “valore aggiunto” alla funzione docente. In Italia, è noto che a tutto questo importante e fondamentale lavoro non consegue nessuna prospettiva di progressione di carriera professionale né un adeguato riconoscimento nell’accesso a quella dirigenziale. Ecco, dunque, cosa chiediamo alla Ministra: di integrare l’atto di indirizzo con la proposta di una visione della governance prevedendo l’istituzionalizzazione delle figure di sistema che nessuno può più disconoscere e la possibilità di una diversa progressione di carriera! In questo modo – per i Collaboratori dei DS – si renderebbe davvero onore all’articolo 36 della nostra Costituzione! Tre domande, dunque, vogliamo porre alla Ministra Azzolina.
Se si guarda alla scuola italiana dei prossimi decenni, si può escludere dagli obiettivi l’innovazione legislativa e contrattuale che riconosca il valore professionale delle figure di sistema in una nuova struttura organizzativa della scuola autonoma?
E’ lecito affermare che la qualità dell’Offerta Formativa di una scuola e della sua organizzazione non debba prescindere da uno staff dirigenziale istituzionalizzato che ne garantisce efficienza e funzionamento?
Quale sarebbe il danno per il nostro sistema scolastico se le competenze professionali e l’investimento in formazione ed autoformazione delle figure di sistema si disperdessero? (Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo)

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Governo – Castelli, “Congratulazioni ad Azzolina e Manfredi, certa del buon lavoro che faremo”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma – “Sono contenta della designazione di Lucia Azzolina a Ministro per la Scuola, una collega ed un’amica, eletta in Piemonte, che ha vissuto dall’interno il mondo della scuola e che saprà proseguire la positiva azione di Governo che abbiamo avviato. A lei, come al designato Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, personalità accademica di indubbia competenza, faccio le mie congratulazioni, certa del bel lavoro che potremo fare assieme”.
Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Istruzione, Università e Ricerca: Azzolina e Manfredi neo-ministri prossimi al giuramento

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Il presidente Marcello Pacifico invia i migliori auguri di buon lavoro da Anief, il sindacato della scuola da poco certificato dall’Aran come nuovo sindacato rappresentativo, ai neo-ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi: “Siamo certi che le esperienze lavorative e sindacali che hanno vissuto li porteranno ad ascoltare chi ogni giorno presta il suo servizio per il Paese e li porteranno a dare la giusta valorizzazione a un settore che fino ad oggi ha penalizzato i tanti docenti e amministrativi della scuola, dell’Afam, dell’Università e della Ricerca. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, quale forza sociale al servizio dello Stato senza dimenticare la tutela, il culto e l’amore per il diritto”.

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Alla Ministra Azzolina gli auguri di buon lavoro di ANCODIS

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

L’Associazione Nazionale Collaboratori Dirigenti Scolastici esprime le più sincere congratulazioni all’On.le Lucia Azzolina per la nomina a Ministro dell’Istruzione.
Siamo lieti di apprendere che alla guida del MI (finalmente!) siederà una docente che sicuramente conosce le problematiche della scuola italiana, la funzione docente – oggi socialmente poco riconosciuta – ed il lavoro dei Collaboratori dei DS che contribuiscono al funzionamento organizzativo e didattico unitamente al raggiungimento degli obiettivi programmati in ciascuna I.S..
Come la neo Ministra sa bene, l’ANCODIS porta avanti il tema dell’istituzione delle figure di sistema intermedie tra il DS ed il personale docente: è ormai necessario definire in strumenti condivisi (norme e CCNL) la presenza di queste figure intermedie (quadri o middle management), le modalità di accesso, di retribuzione ed il riconoscimento professionale.
Per la Scuola dei prossimi decenni – ne siamo consapevoli – occorrerà un “patto professionale e culturale” tra tutte le componenti scolastiche che dovranno maturare la consapevolezza della necessità della costituzione di un livello intermedio cosi come avviene in gran parte dei paesi europei.
Alla Ministra Azzolina, chiediamo di farsi convinta promotrice del “ruolo costituzionale“ della scuola (cit. P. Calamandrei) attraverso l’istituzione di una Costituente Civica della scuola, quale luogo di confronto tra tutti i protagonisti delle diverse componenti scolastiche, di definizione della visione di un possibile futuro sociale e culturale dell’Italia finalizzata a far risorgere un modello scolastico nel quale la funzione educativa e formativa ritorni ad essere motivo di onore e di orgoglio per le migliaia di donne e uomini che si spendono con determinazione per il FUTURO del nostro paese. (Prof. Rosolino Cicero)

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