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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Omar Galliani: Reflections on the lake

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

The View Lugano, 22 settembre – 30 novembre 2018 L’inaugurazione si terrà sabato 22 settembre alle ore 20.30. La mostra sarà visitabile fino al 30 novembre 2018. In occasione della terza edizione di Wopart, il boutique hotel, sponsor ufficiale della manifestazione, presenta presso i propri spazi un progetto inedito dell’artista, voce autorevole nel panorama internazionale.
Il rapporto narcisistico con le acque del lago di Lugano indica la volontà dell’autore di trovare una cifra comune tra il riflesso inteso come dato fisico del rispecchiamento del volto e ciò che lo sottintende psicologicamente con tutte le conseguenze: dalla bellezza estatica al dubbio identitario. La cifra d’oriente caratterizza tutte le opere esposte. L’uso della foglia d’oro e il blu oltremare, in alcuni lavori, ne amplificano il risultato estetico e concettuale. Il mistero del disegno si fonde così nella complessità del soggetto. Un cortocircuito ideale tra l’uso di una tecnica esemplare e la ricerca di nuovi contenuti tra passato, presente e futuro.
Il percorso espositivo interesserà la hall, le sale e la Spa, ma anche la suite, all’interno della quale sarà installata l’opera a pastello su tavola “Blu Oltremare”, pensata appositamente per The View Lugano. Da un disegno storico (“Le tue macchie nei miei occhi”, 1982), esposto alla Biennale di Venezia, alle opere più recenti come i pastelli del ciclo “Berenice”, in cui le stelle e i pianeti si fondono attorno allo sguardo estatico di una “lei” il cui volto resta precluso all’osservatore, o “Chlorophelia”, altra grande tavola che apre la mostra coniugando l’uso del disegno e dell’oro come rispecchiamento aurorale della luce, sino a ai disegni della serie “Soltanto rose”, dove il fiore “mariano” per antonomasia, la rosa, si sposa con il bianco abbacinante del foglio declinando così la propria esistenza.

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Pronti allo scatto! Henri Cartier-Bresson

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

Lugano venerdì 7 settembre 2018 ore 10.30 al Museo in erba – Riva Caccia 1A – Galleria Central Park 1° piano, una rassegna dedicata ai bambini, che si propone come laboratorio per un approccio intelligente alla fotografia organizzata con il Centre Pompidou di Parigi.Uno studio fotografico, un atelier di disegno, giochi d’inquadrature e di luce, tanti moduli interattivi… per avvicinare bambini e ragazzi al mondo della fotografia. Fotografare può essere un piacere, un’avventura, una scoperta: serve per ricordare, raccontare delle storie, fissare un momento unico che non tornerà.Le postazioni di questa interessante mostra presentano una serie di gigantografie di Parigi, realizzate dal fotografo Hervé Véronèse e invitano a una passeggiata, fra ponti, monumenti, giardini e palazzi. I bambini (e non solo) possono soffermarsi nel “luogo” che preferiscono e personalizzarlo creando delle scenette con i materiali a disposizione. Alcuni semplici dispositivi li introducono alle tecniche base della fotografia e ai segreti della composizione: inquadratura, punto di vista, prospettiva, scala e movimento. A questo punto i giovani fotografi sono… pronti allo scatto!Le attività proposte educano lo sguardo in modo divertente: cresciuti in una società in cui l’occhio non guarda più davvero le immagini, ma le scorre frettolosamente, i giovani visitatori sono invece qui invitati a fermarsi e osservare con calma e nel dettaglio, a scoprire il mondo in modo nuovo.Alla fine del percorso un filmato permette loro di scoprire le immagini di Henri Cartier-Bresson, artista di riferimento della mostra e grande fotografo francese, che ha saputo con i suoi scatti raccontare eventi, personaggi, momenti di vita del Novecento. L’atelier, inoltre, propone un ricco programma d’attività il mercoledì pomeriggio, nel week-end e durante le vacanze scolastiche. (orari: lun – ven: 8.30 – 11.30 * 13.30 – 16.30 Sabato, domenica e vacanze scolastiche: 14.00 – 17.00 Chiuso: festivi cantonali, 24 e 31 dicembre Entrata: Fr. 5. dai 3 anni)

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Ciclo “Nuove Generazioni” con talenti emergenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2018

Lugano. Prosegue mercoledì 16 maggio il ciclo di concerti “Nuova Generazione” che LuganoMusica dedica a giovani talenti emergenti. Per la stagione 2018, l’attenzione è tutta rivolta agli strumenti ad arco.
Protagonista del secondo concerto nel Teatro Studio del LAC alle ore 20.30 sarà il violoncellista Christophe Croisé, che a ventiquattro anni ha già calcato palcoscenici come la Carnegie Hall e la Tonhalle di Zurigo.Il terzo e ultimo concerto del ciclo (23 maggio) vedrà protagonista invece Harriet Krijgh, ventisei anni, apprezzata come solista con orchestre quali la London Philharmonic e la storica Academy of Saint Martin in the Fields.Christophe Croisé, classe 1993, è nato a Basilea e si è formato a Berlino con Wolfgang Emanuel Schmidt, perfezionandosi poi con maestri quali Steven Isserlis, Michael Sanderling, David Geringas, Walter Grimmer, Frans Helmerson. Alla giovanissima età di 17 anni ha debuttato alla Carnegie Hall di New York, dove è poi tornato in diverse occasioni; si è inoltre esibito alla Tonhalle di Zurigo, alla Wigmore Hall di Londra, a Vienna, Monaco, San Pietroburgo, Lucerna. Come camerista ha lavorato con Dmitri Sitkovetsky, Mayuko Kamio, Oliver Schnyder, Oxana Shevchenko (con la quale ha inciso il suo primo cd nel 2015), Lorenzo Soulès e con Alexander Panfilov, suo partner nel concerto al LAC. Vincitore di numerosi concorsi internazionali, è stato insignito del titolo di Ambasciatore per la Svizzera nel 2017.Con il suo violoncello Goffriller del 1712, Croisé offrirà al pubblico di Lugano un programma di intenso fascino, muovendo dalle brume romantiche della Sonata n. 1 in mi minore di Brahms, per arrivare alla Russia contemporanea con Prokofiev (Sonata op. 119) e con l’autore vivente Rodion Ščedrin, di cui presenterà una pagina che per molti sarà certamente un primo ascolto, dal titolo “Nello stile di Albeniz”. Completerà il programma il virtuosistico “Pezzo capriccioso” op. 62 di Ciaikovskij. Biglietti: Fr. 22.- / 13.20

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Concerto di gala al LAC di Lugano

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 aprile 2018

Lugano domenica 29 aprile alle ore 11.00 nella Hall del LAC di Lugano il Concerto di Gala di Ticino Musica, secondo degli appuntamenti di avvicinamento alla ventiduesima edizione del festival che si terrà a luglio, dedicato al fondatore del Festival Ticino Musica Janos Meszaros (29.4.1933-3.4.2009) in occasione dell’85° anniversario della nascita.
Protagonisti di questo evento saranno alcuni dei cantanti che, in virtù della vittoria alle audizioni che si sono tenute lo scorso marzo, sono stati selezionati per formare il doppio cast che interpreterà Isabella, Taddeo, Lindoro, Mustafà, Haly, Zulma ed Elvira nelle cinque recite de L’italiana in Algeri di Gioachino Rossini che si terranno alla fine di luglio, tra Lugano, Bellinzona, Ascona e Sorengo. Il Festival Ticino Musica e l’Opera studio internazionale “Silvio Varviso” hanno infatti scelto di mettere in scena questo capolavoro per rendere omaggio al grande compositore italiano nel 150° anniversario della sua scomparsa. In questa speciale matinée i cantanti, accompagnati al pianoforte dal M° Nelson Guido Calzi, interpreteranno arie e duetti di Rossini, Donizetti, Saint-Saëns, Rimskij-Korsakov.Ma il percorso verso la messa in scena dell’opera non si ferma qui. Come ogni anno, i lavori dell’Opera studio – diretti e coordinati da Umberto Finazzi (direzione musicale) e Marco Gandini (regia) – cominceranno ben prima dell’inaugurazione di Ticino Musica: il 18 giugno avranno infatti inizio, presso l’Oratorio S. Maria di Mendrisio, le prove aperte al pubblico, che proseguiranno con cadenza giornaliera fino al 15 luglio, data dell’antegenerale, sempre aperta al pubblico ad ingresso gratuito. Il 18 luglio avrà luogo l’attesissima “prima” dell’opera, che nell’Aula Magna del Conservatorio della Svizzera italiana (via Soldino 9, Lugano) aprirà le danze del Festival Ticino Musica 2018.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

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Una nuova generazione di talenti splende al Lac

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Lugano (Svizzera) 25 aprile / 16 e 23 maggio 2018 LuganoMusica propone, fra aprile e maggio, tre concerti con giovani protagonisti scelti fra i talenti emergenti più significativi nel panorama attuale degli strumenti ad arco.
Il primo appuntamento è per il 25 aprile con il violinista ventiseienne Marc Bouchkov. Nato nel 1991 in una famiglia di musicisti, suo maestro e mentore è stato Boris Garlizky. Bouchkov è risultato vincitore del prestigioso premio Regina Elisabetta di Bruxelles e del concorso internazionale di Montréal; nel 2014, su invito di Mariss Jansons, ha debuttato al Concertgebouw di Amsterdam, mentre nel 2016 ha calcato per la prima volta il prestigioso palcoscenico della Wigmore Hall di Londra. Convinto dell’importanza di stabilire un forte contatto emotivo con il pubblico durante le esecuzioni dal vivo, Bouchkov sa trovare un mirabile equilibrio fra le esigenze di rispetto della partitura e di autenticità dell’interpretazione, che si nutrono della conoscenza del contesto storico in cui una pagina musicale è nata, e la forza pura dell’espressione, affidata alle corde e all’arco del suo violino, un prezioso Vuillaume del 1865. Al LAC il giovane violinista sarà accompagnato dal pianista Christopher Park in un programma che si snoda su tre secoli. Il classicismo viennese sarà rappresentato dalla Sonata n. 17 in do maggiore di Mozart e dalla Sonata n. 7 in do minore op. 30 n. 2 di Beethoven; la grande stagione romantica tedesca dalla Sonata n. 1 “Regensonate” di Brahms. Non mancherà un capolavoro del Novecento, la Sonata in sol minore di Claude Debussy, estrema testimonianza del lavoro del grande maestro francese, già minato dal cancro e tormentato dalla divampante prima guerra mondiale.
Dal violino si passa quindi al violoncello: il 16 maggio è la volta di Christophe Croisé, classe 1993. Nato a Basilea e formatosi a Berlino con Wolfgang Emanuel Schmidt, Croisé si è perfezionato con maestri quali Steven Isserlis, Michael Sanderling, David Geringas, Walter Grimmer, Frans Helmerson. Alla giovanissima età di 17 anni ha debuttato alla Carnegie Hall di New York, dove è poi tornato in diverse occasioni; si è inoltre esibito alla Tonhalle di Zurigo, alla Wigmore Hall di Londra, a Vienna, Monaco, San Pietroburgo, Lucerna. Come camerista ha lavorato con Dmitri Sitkovetsky, Mayuko Kamio, Oliver Schnyder, Oxana Shevchenko (con la quale ha inciso il suo primo cd nel 2015), Lorenzo Soulès e con Alexander Panfilov, suo partner nel concerto al LAC. Vincitore di numerosi concorsi internazionali, è stato insignito del titolo di Ambasciatore per la Svizzera nel 2017. Con il suo violoncello Goffriller del 1712, Croisé offrirà al pubblico di Lugano un programma di intenso fascino, muovendo dalle brume romantiche della Sonata n. 1 in mi minore di Brahms, per arrivare alla Russia contemporanea con Prokofiev (Sonata op. 119) e con l’autore vivente Rodion Ščedrin, di cui presenterà una pagina che per molti sarà certamente un primo ascolto, dal titolo “Nello stile di Albeniz”. Completerà il programma il virtuosistico “Pezzo capriccioso” op. 62 di Ciaikovskij.
Il trittico Nuova Generazione si conclude il 23 maggio con la violoncellista ventiseienne Harriet Krijgh. Olandese, si è formata a Utrecht per poi studiare al Conservatorio di Vienna e all’Accademia di Kronberg. Grazia ed espressività sono doti che rendono i suoi concerti esperienze memorabili. Negli ultimi due anni Harriet Krijgh ha debuttato in sale prestigiose quali la Boston Symphony Hall (con Andris Nelsons), la Carnegie Hall, il Lincoln Center, il Musikverein di Vienna. Ha avuto l’occasione di suonare con la London Philharmonic Orchestra e di effettuare un tour con la Academy of St Martin in the Fields diretta da Sir Neville Marriner. Suona in quartetto con Baiba e Lauma Skride e con Lise Berthaud, e si è esibita con il Signum Saxophon Quartet ed il Pavel Haas Quartet. Nel giugno del 2017 è stata nominata direttore artistico del Festival Internazionale di Musica da Camera di Utrecht; dal 2012 ha fondato il festival “Harriet & Friends” che si svolge ogni estate a Feistritz. Ha inciso fra l’altro i concerti di Haydn per l’etichetta Capriccio e le sonate per violoncello di Brahms e Rachmaninov. Suona un Maggini del 1620. Accompagnata al pianoforte da Magda Amara, la violoncellista olandese proporrà la Sonata n. 3 in la maggiore di Beethoven, la Sonata in sol minore op. 19 di Rachmaninov e le energiche Danze Rumene di Bela Bartok. Biglietti: Fr. 22.- / 13.20 http://www.luganomusica.ch

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Ciclo di concerti “Nuova Generazione”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

Lugano (Svizzera) Mercoledì 25 aprile prenderà inizio il ciclo di concerti “Nuova Generazione” che LuganoMusica dedica a giovani talenti emergenti. Per la stagione 2018, l’attenzione è tutta rivolta agli strumenti ad arco.
Protagonista del primo concerto nel Teatro Studio del LAC alle ore 20.30 sarà il violinista ventiseienne Marc Bouchkov, vincitore del premio Regina Elisabetta di Bruxelles, mentre i due successivi concerti vedranno sul palco due violoncellisti: Christophe Croisé (16 maggio), che a ventiquattro anni ha già calcato palcoscenici come la Carnegie Hall e la Tonhalle di Zurigo, e Harriet Krijgh (23 maggio), ventisei anni, apprezzata come solista con orchestre quali la London Philharmonic e la storica Academy of Saint Martin in the Fields.
Il violinista ventiseienne Marc Bouchkov, protagonista del primo concerto, il 25 aprile, è nato nel 1991 in una famiglia di musicisti, suo maestro e mentore è stato Boris Garlizky. Bouchkov è risultato vincitore del prestigioso premio Regina Elisabetta di Bruxelles e del concorso internazionale di Montréal; nel 2014, su invito di Mariss Jansons, ha debuttato al Concertgebouw di Amsterdam, mentre nel 2016 ha calcato per la prima volta il prestigioso palcoscenico della Wigmore Hall di Londra. Convinto dell’importanza di stabilire un forte contatto emotivo con il pubblico durante le esecuzioni dal vivo, Bouchkov sa trovare un mirabile equilibrio fra le esigenze di rispetto della partitura e di autenticità dell’interpretazione, che si nutrono della conoscenza del contesto storico in cui una pagina musicale è nata, e la forza pura dell’espressione, affidata alle corde e all’arco del suo violino, un prezioso Vuillaume del 1865.
Al LAC il giovane violinista sarà accompagnato dal pianista Christopher Park in un programma che si snoda su tre secoli. Il classicismo viennese sarà rappresentato dalla Sonata n. 17 in do maggiore di Mozart e dalla Sonata n. 7 in do minore op. 30 n. 2 di Beethoven; la grande stagione romantica tedesca dalla Sonata n. 1 “Regensonate” di Brahms. Non mancherà un capolavoro del Novecento, la Sonata in sol minore di Claude Debussy, estrema testimonianza del lavoro del grande maestro francese, già minato dal cancro e tormentato dalla divampante prima guerra mondiale. Biglietti: Fr. 22.- / 13.20.

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Roger Muraro presenterà Les Fauvettes de l’Hérault

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 novembre 2017

Olivier-MessiaenLugano il 10 e l’11 novembre Piazza Bernardino Luini 2, in occasione dei 25 anni dalla scomparsa di Olivier Messiaen, il pianista francese Roger Muraro presenterà in prima esecuzione europea una pagina mai terminata dal compositore, Les Fauvettes de l’Hérault. Oltre al concerto, alcuni incontri con studiosi di spicco come Marie Gabrielle Soret e Raffaele Pozzi completeranno il focus sull’autore. Protagonista del weekend successivo, il 18 novembre, sarà invece la musica indiana – per la quale anche Messiaen ha nutrito un’autentica passione – attraverso il suono del suo strumento più rappresentativo, il sitar, affidato alle mani di Nishat Khan. Venticinque anni dopo la sua scomparsa, LuganoMusica ricorda Olivier Messiaen attraverso uno dei temi ricorrenti del suo mondo musicale: la passione per il canto degli uccelli. Diversi gli appuntamenti in programma nelle date del 10 e dell’11 novembre, che culminano con la prima esecuzione europea – la prima mondiale è avvenuta pochi mesi fa a Tokyo – di un pezzo inedito di Messiaen, Les Fauvettes de l’Hérault (Le capinere dell’Hérault). Iniziato come brano per pianoforte solo, ha poi assunto la forma di un concerto con orchestra ma non è mai stato concluso. Gli schizzi lasciati dall’autore hanno permesso di ricavarne una versione per pianoforte solo, che il virtuoso francese Roger Muraro – autentico esperto nel repertorio di Messiaen, di cui è stato allievo e amico – presenterà a Lugano per la prima volta in Europa, presso l’Auditorium della RSI Radio Svizzera a Besso, sabato 11 novembre alle 17. Il programma del récital pianistico, che sarà registrato dalla RSI, si completa con le Waldszenen di Schumann, ispirate alla vita dei boschi, e con l’integrale del Primo Libro degli Studi di Roger-MuraroDebussy, un autore che per Messiaen rappresenta un’importante fonte di ispirazione. Dopo Lugano, Les Fauvettes de l’Hérault migreranno a Parigi (per Radio France), a Liegi e in altre città d’Europa.
Per questa prestigiosa occasione LuganoMusica e ReteDue della RSI Radio Svizzera hanno deciso di affiancare al concerto di Muraro alcuni incontri di approfondimento, sull’apprezzato modello di quanto già fatto lo scorso anno per altri due colossi del Novecento: Dutilleux e Kurtág. Venerdì 10 novembre, presso la Sala Refettorio del LAC alle 18.30 si terrà un incontro con Muraro, insieme a Marie Gabrielle Soret (Conservatrice alla Bibliothèque Nationale de France e Responsabile dell’Archivio Messiaen) per parlare del brano ritrovato. Doppio appuntamento sabato 11 novembre a Besso: alle 14 la musicologa Giada Marsadri terrà una conferenza sul compositore, seguita alle 15 da un altro incontro sul tema “Messiaen e gli uccelli”, in cui Etienne Reymond, direttore artistico di LuganoMusica, dialogherà con uno dei massimi conoscitori di Messiaen in ambito italiano, il Professor Raffaele Pozzi dell’Università Roma Tre. Insieme a lui si parlerà del fascino di Messiaen per il canto degli uccelli, mentre Marie Gabrielle Soret svelerà i segreti dei quaderni dove il Nishat Khan_Avinash Pasrichacompositore appuntava i richiami e i canti dei volatili, aprendo una finestra sui retroscena del suo lavoro.
Prosegue nel weekend successivo, sabato 18 novembre alle ore 17 presso la Sala Teatro del LAC, il programma FOCUS INDIA, serie di incontri in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura. Protagonista attesissimo, il virtuoso di sitar Nishat Khan, che non si limiterà ad esibirsi in concerto, ma nei due giorni che precedono l’evento terrà un workshop destinato a musicisti professionisti e studenti del Conservatorio. Musicista trasversale, Khan ha collaborato con artisti del calibro di Philipp Glass, Eric Clapton, Carlos Santana, ed ha lavorato per le colonne sonore di film di Bernardo Bertolucci e di James Ivory. Geniale improvvisatore, rappresenta oggi un ponte vivente fra il passato e il futuro del sitar. Il concerto sarà preceduto da una serie di incontri e proiezioni a partire dalle ore 14.
venerdì 10 novembre: ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
sabato 11 novembre: posto unico non numerato Fr. 33.-
sabato 18 novembre: biglietti Fr. 46.30 / 20.80 (foto: Olivier-Messiaen, Roger-Muraro, Nishat Khan_Avinash Pasricha)

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Leif Ove Andsnes di nuovo protagonista a Lugano

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

Leif Ove AndsnesLugano Giovedì 26 ottobre alle ore 20.30 nella Sala Teatro del LAC, la stagione di LuganoMusica ospiterà il récital del grande pianista norvegese. Leif Ove Andsnes, definito dal New York Times “magistrale per eleganza, potenza e introspezione”, eseguirà, collegandosi al fil rouge della musica contemporanea che pervade la stagione 2017/2018 di LuganoMusica, l’opera Idyll und Abgrund. Sechs Schubert-Reminiszenzen (Idillio e abisso). Sei reminiscenze schubertiane) per pianoforte di Jörg Widmann, compositore tedesco tra i più richiesti del momento, del quale poi il prossimo 25 gennaio, sempre al LAC, verrà eseguito un quintetto per clarinetto ed archi, commissione di LuganoMusica.
Idyll und Abgrund. Sechs Schubert-Reminiszenzen (Idillio e abisso). Sei reminiscenze schubertiane) per pianoforte è un’opera che Widmann, compositore – ma anche pianista, clarinettista, professore universitario, camerista, solista e direttore d’orchestra -, uno dei più attivi della scena musicale di oggi, ha composto in omaggio a Schubert, e in cui l’obiettivo è “di catturare il costantemente precario equilibrio tra cielo e inferno, tra paradiso e l’ansia più profonda, e tra idillio ed abisso”.
Il programma musicale del récital di Andsnes sarà bilanciato fra riscoperte e contemporaneità, senza dimenticare i classici del Romanticismo. In programma Björken (Betulla) da Gli alberi, cinque pezzi per pianoforte op. 45; Impromptu dalle Sei bagatelle per pianoforte, op. 97; Rondino II dai Due rondini per pianoforte, op. 68; Der Hirt (Il pastore) dai Dieci pezzi per pianoforte, op. 58 e Romanza dai Dieci pezzi per pianoforte, op. 24 di Jean Sibelius, ma anche Tre pezzi per pianoforte, D. 946 di Franz Schubert, Sonata per pianoforte n. 17 in re minore, op. 31 n. 2 La tempesta di Ludwig van Beethoven e Notturno per pianoforte in si maggiore, op. 62 n. 1 e Ballata n. 1 in sol minore per pianoforte, op. 23 di Fryderyk Chopin. Biglietti: Fr. 77.- / 13.20 Per informazioni: http://www.luganomusica.ch (foto:Leif Ove Andsnes)

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Concerti ed eventi culturali del LAC di Lugano

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

Bernard HaitinkLuganoMusica sabato 16 settembre 2017 prenderà il via la stagione dei concerti con un’apertura nel segno del coraggio e della novità: sarà infatti la musica contemporanea, che spesso è ingiustamente la cenerentola delle sale da concerto, a inaugurare il cartellone 2017/18 con una serie di composizioni di Francesco Hoch, il decano dei compositori ticinesi, fra cui spicca una commissione di LuganoMusica, “Il pendolo delle passioni”, composto appositamente per la Hall del LAC, le cui caratteristiche architettoniche sono state prese in considerazione sia per l’organico (voci e percussioni) sia per lo svolgimento dell’azione (sulle scale, sui balconi e negli ascensori).
Il programma del concerto verrà completato da altre due prime esecuzioni: “Piume di vento” per flauto dolce solo (prima esecuzione in Ticino) e “DADARP” (per quartetto vocale), in prima esecuzione assoluta. Scritto nel 2016, l’anno del centenario della creazione di Dada, si riferisce alla famosa corrente artistica nata a Zurigo e al grande pittore Hans Arp.
Il concerto – che sarà gratuito, si terrà nella Hall del LAC per garantire la massima libertà di accesso, e verrà proposto in due orari, alle 18.30 e alle 20.30 – vedrà in scena il Vox Altera Ensemble (Barbara Zanichelli, Alice Rossi, Federica Napoletani, Giovanna Bagutti, Peter Gus, Juan Manuel Bernal Jimenez, Renato Cadel).
Il concerto verrà preceduto, alle 17.00 nella Sala 3 del LAC, da una presentazione pubblica con il compositore Francesco Hoch e con Etienne Reymond, direttore artistico di LuganoMusica. L’incontro è gratuito.
Considerata la grande partecipazione di pubblico prevista per entrambi i concerti di Hoch di sabato 16 settembre (ore 18.30 e 20.30), è stato deciso di aprire al pubblico la prova generale di venerdì 15 settembre alle ore 18.30. E’ possibile riservare il posto (gratuito) chiamando direttamente la biglietteria LAC al numero 058 866 42 22.Si tratta del primo di tre appuntamenti che LuganoMusica dedicherà a compositori viventi, che sostituiranno per questa nuova stagione la figura dell’artista in residence. Oltre a Hoch, i compositori ospiti al LAC saranno il tedesco Jörg Widmann (25 gennaio 2018) e l’italiano Fabio Vacchi (6 febbraio 2018).L’avvio della stagione in abbonamento sarà invece affidata lunedì 18 settembre alle ore 20.30 nella Sala Teatro del LAC alla bacchetta di Riccardo Chailly, che dirigerà la Filarmonica della Scala nella dodicesima sinfonia di Dmitrij Šostakovič, intitolata “Anno 1917”: scritta nel 1961 come omaggio alla memora di Lenin e della Rivoluzione russa, sarà l’occasione per ricordare che quest’anno cade il primo centenario da quegli avvenimenti storici che sconvolsero il mondo. Solista il violinista David Garrett sul Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 35 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Biglietti: Fr. 132.- /13.20Alle ore 19.00 è in programma un incontro pre-concerto in Sala 4 (prenotazione obbligatoria).
Filarmonica Chailly RachlinDomenica 17 settembre prenderà avvio anche il ciclo “Early Night Modern” (realizzato in coproduzione con OGGIMUSICA), nel quale, prendendo spunto da alcuni dei compositori che saranno eseguiti durante i concerti in Sala Teatro (Šostakovič, Prokofev, Mozart, Strauss, ecc.) si alterneranno vari strumenti (percussione, sassofono o cantanti) ma anche espressioni artistiche diverse come film di animazione. L’appuntamento di domenica 17 settembre alle ore 11 sarà “Šostakovič Reloaded”, in vista del concerto diretta da Chailly la serata successiva, e proporrà film d’animazione e film muti musicati dal vivo dal quartetto Stones4Cinema, un’insolita formazione con strumenti di pietra e una tastiera Fender Rhodes (Dominik Dolega, Matthias Brodbeck e Felix Perret, percussioni / Mathias Steinauer, tastiera).
Tariffa Fr. 15.-, posto non numerato. Entrata gratuita per gli abbonati a LuganoMusica, i soci di OGGIMUSICA e chi ha acquistato il biglietto per il concerto del 18 settembre.
Per il resto della Stagione, che proseguirà fino a giugno 2018, sono molti gli artisti che, dopo aver suonato al LAC, si sono dichiarati così entusiasti della magnifica Sala Teatro e del suo caloroso pubblico, che non hanno esitato a confermare la loro disponibilità anche per la terza stagione. (foto: Bernard Haitink, Filarmonica Chailly Rachlin)

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Spettacoli a Lugano

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

cameronLugano mercoledì 14 giugno alle 20.30 presso la Sala Teatro del LAC. Ospite l’organista e compositore statunitense Cameron Carpenter, del quale il New York Times ha scritto: “tutto quello che tocca diventa fantastico e memorabile”. Nato in Pennsylvania nel 1981, si è formato alla prestigiosa Juilliard School di New York ed è stato organista presso la New Middle Collegiate Church. Nel 2009 ha ricevuto una nomination per il Grammy Award ed attualmente si esibisce con regolarità sul grande organo Schuke presso la Philharmonie Berlin. Il programma, che verrà presentato dall’artista durante il concerto, spazia da pagine classiche per organo di autori come Bach e Vierne ad improvvisazioni dello stesso Cameron. Diverse anche le pagine trascritte da Cameron per il suo strumento, come la Sonata n. 4 di Scriabin (originariamente destinata al pianoforte) e la Sinfonia dai “Maestri cantori di Norimberga” di Wagner.
sabato 17 giugno nella piazza antistante il LAC con l’evento “Opera per tutti” in contemporanea con la Sechseläutenplatz di Zurigo. Si inizierà alle 17 con una chiacchierata musicale moderata da Giada Marsadri, Dalle 18.30 inizia il pre-programma con le dirette dalle due città: Lugano e Zurigo, per poi connettersi su megaschermo alle 19.30 con l’Opernhaus di Zurigo, dove andrà in scena in Simone Rubino Percussion SoloistPhoto: Marco Borggrevecontemporanea “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi,Stellare il cast vocale, in cui spicca Marcelo Alvarez nel ruolo di Gustavo, re di Svezia; la direzione è affidata alla bacchetta di Fabio Luisi e la regia a David Pountney. L’evento, sponsorizzato da Zurigo Assicurazioni, prevede l’accesso libero e gratuito del pubblico alla piazza, per vivere questo evento in un’atmosfera informale e festivaliera. Chi vorrà, potrà acquistare una sedia per il costo standard di 10 CHF.
classicA10 si conclude domenica 18 giugno alle 11 alla Sala Teatro LAC con il percussionista rivelazione Simone Rubino. Torinese, classe 1993, è stato allievo di Peter Sadlo a Monaco di Baviera e lo scorso anno si è aggiudicato il prestigioso Credit Suisse Young Artist Award, che gli ha aperto le porte del debutto in una piazza importante come il Festival di Lucerna. Raffinatissimo il programma, che sarà illustrato dallo stesso Rubino, e che alterna pagine di Johann Sebastian Bach, trascritte per strumenti a percussione, con opere originali di autori contemporanei, tra cui Carlo Boccadoro, Casey Cangelosi, Iannis Xenakis e Bruce Hamilton.
L’ingresso ai concerti del 14 e del 18 giugno hanno il costo fisso di 10 CHF, mentre l’evento del 17 giugno è gratuito. (foto: cameron, Simone Rubino)

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Riccardo Muti: un concerto fuori programma per LuganoMusica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 Mag 2017

mutiLugano Domenica 4 giugno alle 20.30 LuganoMusica propone al LAC di Lugano un concerto fuori programma con uno dei più grandi direttori al mondo: Riccardo Muti. In modo inatteso ma con grande gioia, LuganoMusica è riuscita infatti a intercettare una data nel fitto calendario del Maestro, che dopo molti anni di assenza ritornerà in concerto a Lugano. Vent’anni di direzione musicale alla Scala – la più lunga nella storia del glorioso teatro milanese -, quasi mezzo secolo di frequentazione del Festival di Salisburgo, dove ha riportato alla luce i tesori del Settecento napoletano; gli incarichi prestigiosi alla testa delle orchestre di Philadelphia e Chicago, la liaison con i Wiener Philharmoniker…. Nella sua lunga carriera, Muti ha anche riservato uno spazio importante a progetti segnati da un profondo impegno civile, portando la musica in luoghi simbolo, da Beirut a Gerusalemme, da Sarajevo a Damasco. Autentico anche il suo interesse per le giovani generazioni, concretizzato a Ravenna nella realizzazione della Riccardo Muti Italian Opera Academy per giovani direttori d’orchestra, maestri collaboratori e cantanti e, fin dal 2004 , nella fondazione dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, con cui si esibirà proprio a LuganoMusica. Il programma, dal grande impatto tecnico ed emotivo, è incentrato sul repertorio che ha visto Muti affermarsi su scala internazionale. Da un lato la grande tradizione operistica italiana – con la celebre Sinfonia che apre il Nabucco di Giuseppe Verdi, un autore cui Muti ha dedicato un lunghissimo lavoro di ricerca, contribuendo al recupero in tempi moderni di titoli ingiustamente considerati minori. Dall’altro la forma sinfonica classica con due intense pagine del Romanticismo: la Sinfonia n. 4 Tragica di Franz Schubert e la Sinfonia n. 5 in mi minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Opera giovanile di Schubert, la Quarta Sinfonia risente, fin dalla scelta della tonalità di do minore, dell’ammirazione del suo autore verso il modello titanico della Quinta beethoveniana, e può essere considerata l’emblema di un Romanticismo ancora in boccio, laddove la Quinta Sinfonia di Čajkovskij, datata 1888, rappresenta un frutto maturo della stessa stagione artistica.
orchestraAccanto a Muti saliranno sul palco del LAC i giovani strumentisti dell’Orchestra “Luigi Cherubini”, una delle creature più riuscite del maestro. Fondata nel 2004 con il preciso scopo di raccogliere attorno a sé i migliori talenti sotto i trent’anni, la “Cherubini” riunisce intorno ai suoi leggii rappresentanti di tutte le regioni italiane, e prevede un turn over triennale, in modo da permettere a giovani sempre diversi di accedere ad un percorso formativo di altissimo livello, che funge poi spesso da trampolino di lancio verso altre prestigiose realtà orchestrali, per coloro che hanno terminato il triennio. Protagonista di progetti musicali di ampio respiro in Italia e nel mondo, la “Cherubini” è davvero un regalo del maestro Muti ai giovani, per trasmettere la sua sterminata esperienza ma soprattutto per condividere la gioia del far musica. (Biglietti: Fr 152-./20-, lunedì chiuso / nel caso di concerti serali apertura della biglietteria 90 minuti prima dell’inizio dello spettacolo Riduzioni per studenti e apprendisti; liceali e studenti del Conservatorio della Svizzera italiana hanno l’ingresso gratuito la sera del concerto, a seconda della disponibilità. Per gli spettatori con disabilità o mobilità ridotta è consigliata la prenotazione dei biglietti almeno 24 ore prima dell’inizio dello spettacolo.) (foto: muti, orchestra)

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L’infertilità colpisce circa il 20% delle coppie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

procrea.jpgLugano (Svizzera)Sabato 21 gennaio in via Clemente Maraini 8 a gli esperti di ProCrea si mettono a disposizione delle coppie alla ricerca di un figlio per spiegare cause, tecniche e possibili soluzioni all’infertilità. Il programma prevede un incontro conoscitivo al termine del quale è possibile incontrare personalmente gli specialistici. Sarà inoltre possibile visitare la clinica che si sviluppa su cinque piani e raccoglie sei studi medici, laboratori di embriologia e andrologia, due sale operatorie con i locali per la sterilizzazione e sette camere post intervento, oltre al laboratorio di genetica.L’incontro è libero e aperto a tutti. «L’infertilità è considerata una patologia che, in forme più o meno gravi, colpisce circa il 20% delle coppie in età fertile», spiega Alessandro Verza specialista in Ginecologia e Medicina della riproduzione del centro ProCrea. Le cause possono essere diverse e di differente gravità, possono essere riconducibili a fattori maschili, femminili e di coppia. «Il vero problema è che molti non si pongono il problema se non quando si trovano a fare i conti con una gravidanza che non arriva», sottolinea lo specialista di ProCrea. «Oltre a mancare una cultura di prevenzione, spesso manca la conoscenza degli elementi che incidono negativamente sulla fertilità come l’età, gli errati stili di vita e le infezioni. Manca soprattutto la conoscenza delle risposte che la scienza può dare. Le soluzioni ci sono, ma non sono una ricetta applicabile a tutti: solamente partendo da una diagnosi clinica precisa e approfondita è possibile intraprendere il percorso più corretto per arrivare ad una gravidanza», conclude Verza. (foto: procrea)

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Prima edizione di Swiss Beauty Expo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

centro-esposizioni-luganoCentro Espositivo di Lugano dal 21 al 23 gennaio 2017 si terrà la prima edizione di Swiss Beauty Expo. La fiera internazionale si vuole porre come la più importante manifestazione del settore presente in Svizzera e sarà un’occasione unica per conoscere le grandi aziende del settore estetico. Una kermesse che ospiterà due differenti aree dedicate rispettivamente al “Campionato Svizzero Make-up”, presentato dell’organizzazione e inserito in una specifica e bellissima cornice espositiva, e al “Campionato Svizzero Nail Design” in collaborazione con INJA (International Nail Judges Association), che sarà presente per la prima volta sul territorio elvetico Durante le tre giornate della fiera, sul palco principale sarà allestito anche un ricco programma di spettacoli, conferenze, approfondimenti, che darà voce ai numerosi ospiti internazionali: trucco, nuove tecniche, nuovi protocolli professionali, momenti dedicati a numerose aree tematiche; saranno molte le sfaccettature presentate da artisti di fama mondiale. Uno dei numerosi ospiti sarà Pablo, Art Director Gil Cagné, che sul palco di Swiss Beauty Expo truccherà la bellissima Miss Mondo Italia. Una grande opportunità quindi per vedere le nuove tendenze di trucco, ammirare i veri protagonisti internazionali e scoprire le ultime novità nel mondo dell’estetica e della cosmetica. Per ogni categoria ci sarà anche un premio per il prodotto/servizio più innovativo: i vincitori si aggiudicheranno un’opera dell’artista internazionale Manuela Mollwitz.

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Amir Yeke: “The Color of Space”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

amir-yekeLugano – Svizzera 23 novembre 2016 alle ore 18.00 c/o La Cornice Via A. Giacometti 1 la galleria Il Raggio presenta “The Color of Space” mostra personale dell’artista Amir Yeke, a cura di Roberta Melasecca.
Amir Yeke è un artista iraniano che vive e lavora in Italia, a Roma. La formazione di Amir si svolge fra Iran, Armenia e Italia: si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, viaggia in quasi tutta Europa, studiando le opere dei grandi maestri dell’arte. S’impadronisce della tecnica e dei concetti pittorici ma non privilegia mai alcun “ismo”, bensì si nutre di tutto ciò che in essi è contenuto, per arrivare ad una sintesi che presenta attraverso forme, colori e segni essenziali.
In ogni opera, già nella fase preparatoria del disegno, Amir analizza e studia i rapporti tra i colori: ne deriva una struttura nella quale il colore si presenta attraverso piani sovrapposti, generando uno spazio astratto. Dove esiste la prospettiva ma non vigono le regole della prospettiva; dove emergono sovrapposizione e fattori di scala ma senza la proporzione tra ciò che è grande e ciò che è piccolo, tra macro e micro. I colori si trasformano in segni e linee che custodiscono impressioni, contrasti, strati, trame, essenze, memorie e realizzano uno spazio senza tempo, dove ognuno può riconoscere il proprio volto.
Il lavoro di Amir è rigoroso, preciso e nello stesso momento fortemente emozionale: ogni segno, ogni colore rivela l’essere che, distaccandosi dalla superficie, incontra le profondità e scopre libertà inespresse. Ormai l’anima vaga, vede se stessa senza filtri o maschere che ne impediscano di scoprire l’immagine.
Ed è immediata la connnessione tra lo spazio del colore di Amir e la teoria del colore di Itten: un articolato e profondo percorso che analizza gli effetti del colore in relazione al loro aspetto estetico comunicativo ai quali corrispondono processi psicologici paralleli.
Conclude Itten nel suo volume: ”(…) fino a quando i colori restano legati al mondo degli oggetti noi siamo in grado di percepirli e di riconoscere le leggi che li governano. La loro profonda e autonoma essenza si cela al nostro intelletto e può essere colta solo dall’intuizione. Regole e leggi servono quindi tutt’al più come cartelli indicatori sulla via della creazione pittorica. (…) Nel mio libro ho analizzato un certo numero di capolavori e ho cercato di interpretarli nei loro reconditi significati. Ma le leggi cromatiche, che ho riconosciuto in esse, sono fuori del tempo, hanno oggi la stessa validità di ieri. (…) Qualsiasi possa essere il futuro orientamento della pittura, la forza espressiva dei colori conserverà sempre un ruolo essenziale nel processo creativo.”
Amir Yeke nasce a Teheran (Iran) nel 1973. Vive e lavora a Roma. La sua formazione artistica si svolge fra Iran, Armenia e Italia. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2011 con il massimo dei voti. Oltre che a mostre collettive come Square Little Worlds”, 2016, New York (USA), partecipa a diversi workshop e performance. Tra le principali mostre personali: “Spazi indipendenti dal Tempo”, 2010, Comiso; “Soglie Sensibili”, 2012, Pesaro; “Rise Up”, 2013, Teheran Iran. Dal 24 novembre al 31 dicembre 2016 Orari: dal lunedì al venerdì 8.00 -12.00 / 13.45 – 18.30 – sabato 9.00 – 12.00 / pomeriggio chiuso. (foto: Amir Yeke)

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Giornata Dutilleux

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

lugano-vedutaLugano 22 ottobre. La Giornata Dutilleux al LAC avrà inizio alle 10 presso la Sala 4, con l’esecuzione delle Sonatine per flauto e pianoforte affidate a Giorgio Secchi (flauto) e Leonardo Bartelloni (pianoforte), seguita da una conferenza della musicologa Giada Marsadri.
Alle 12 verrà proiettato il documentario Henri Dutilleux : Le temps suspendu, realizzato nel 2008 da Leslie Gayot e Stéphane Loison. In questo video l’autore guida gli spettatori alla scoperta di tre sue creazioni emblematiche: la Sonata per pianoforte, il Quartetto per archi Ainsi la nuit e Les Citations.
Alle 15 sarà la volta di una tavola rotonda incentrata sul tema Interpretare e studiare Henri Dutilleux: dialogheranno fra loro e con il pubblico il violoncellista Enrico Dindo – che sarà poi tra i protagonisti del momento musicale più significativo della giornata -, il compositore Giovanni Verrando, la musicologa Giada Marsadri e il direttore artistico di LuganoMusica Etienne Reymond.
La maratona Dutilleux si conclude alle 17 presso il Teatro Studio con un breve ma intenso concerto (della durata di circa un’ora), in cui le geometrie luminose del maestro francese si specchieranno nelle liquide atmosfere della musica di Debussy. Protagonisti del concerto saranno, oltre al già citato Dindo, Fabien Thouand (oboe), Gregorio Di Trapani (percussioni), Andreas Cincera (contrabbasso), Monica Cattarossi (pianoforte) e James Vaughan (clavicembalo). A rappresentare il raffinato mondo musicale di Dutilleux sono state scelte alcune pagine significative: Trois strophes sur le nom de Sacher per violoncello solo, Les Citations, la Sonata per oboe e pianoforte, i Trois préludes per pianoforte. Concluderà il concerto la Sonata per violoncello e pianoforte di Debussy. Gli appuntamenti presso la Sala 4 del LAC sono ad ingresso gratuito; il concerto presso il Teatro Studio prevede un ingresso al prezzo unico di 33 franchi.

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Un nuovo museo a Lugano

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

lugano-vedutaLugano. Il 22 ottobre, con l’inaugurazione prevista alle ore 17, (Conferenza stampa: giovedì 20, ore 11,00) aprirà a Lugano un nuovo museo, la GIPSOTECA GIANLUIGI GIUDICI, promosso e realizzato dalla FONDAZIONE RENATO E GIANLUIGI GIUDICI costituita con lo scopo di assicurare in particolare la conservazione, la promozione e la diffusione delle opere dello scultore comasco Gianluigi Giudici (1927-2012), che ha molto operato anche in Svizzera e in particolare nel Canton Ticino, oltre che di attuare iniziative di carattere culturale, divulgativo ed educativo affinché l’arte in tutte le sue forme, come strumento di formazione ed espressione del pensiero e di comunicazione dei più profondi sentimenti umani, possa conquistare un maggior numero di fruitori e diventi punto di incontro tra culture diverse mediante il suo linguaggio universale.
Dedicata appunto a Gianluigi Giudici, la Gipsoteca Giudici propone nel percorso espositivo una selezione di 60 opere (prevalentemente in gesso, ma anche in bronzo e su rame) esemplificative del suo itinerario creativo, distribuite sui due piani della struttura museale, in una successione che prende il via dal piano superiore dove sono documentate le tematiche proprie del suo impegno artistico partendo da una riflessione sulla ricerca da lui condotta ed esemplificando di seguito la produzione riguardante la figura, l’astrazione e il sacro.
Al piano inferiore sono individuate alcune “isole” – aggruppamenti di opere – che meglio inquadrano aspetti del suo lavoro e che si concentrano sui ritratti, sulla evoluzione degli “organismi biomorfi” e sulla realizzazione di opere di grandi dimensioni a destinazione sia pubblica che privata. Questo viaggio si conclude con un ulteriore passaggio nell’ambito della scultura religiosa che, mediante rilievi a sbalzo su rame e rilievi in gesso, introduce allo spazio dedicato all’ampio intervento compiuto tra 1966 e 1992 per la chiesa del Buon Pastore a Vienna, l’opera più significativa della sua produzione sacra.Per una conoscenza ulteriore della sua opera, la Gipsoteca dispone di un deposito che accoglie – visibili anche al pubblico – numerosissimi altri gessi di particolare importanza e uno spazio in cui è ricostruito l’atelier di Gianluigi Giudici e dove sono presentati anche disegni preparatori e gessi per i bronzetti della sua produzione.Uno spazio specifico è predisposto per accogliere mostre di altri artisti, la cui presenza potrà, in alcune occasioni, anche contaminare – in intriganti accostamenti di confronto (o di scontro) – le sale del museo.
L’attività dello scultore comasco Gianluigi Giudici nato a Casanova Lanza il 13 luglio 1927, è conosciuta e riconosciuta in varie parti d’Europa, in Svizzera e in Italia principalmente, dove numerose sue opere adornano edifici religiosi e luoghi profani, pubblici e privati, ma anche in Austria, a Vienna, dove si trova la sua più significativa opera d’arte sacra.
La sua formazione artistica inizia alla Scuola d’arte Castellini di Como per poi affinarsi presso lo studio di Pietro Tavani. Per una decina d’anni si dedica al rinnovamento dell’arredo sacro e nel 1959 espone per la prima volta le sue opere alla Biennale Internazionale di Arte Sacra di Novara.Particolarmente importanti sono le opere in rame sbalzato eseguite nei primi anni Sessanta, cui seguono poi opere in bronzo – a rilievo e a tutto tondo – che vanno ad impreziosire chiese del Canton Ticino e delle province lombarde. Dall’agosto del 2014 una sintetica antologia di sue opere è presente presso il Museo civico di Bormio.
Orari di apertura fino al 23 dicembre: mercoledi dalle 9,30 alle 13,30 – giovedi, venerdi e sabato dalle 14,30 alle 18,30

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Melik Ohanian: portrait of duration

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2016

melik-ohanianLugano (CH) opening 13 Ottobre, 2016 dalle ore 18.00 mostra dal 14 Ottobre 2016 al 6 Gennaio 2017 Contemporary Art via dufour 21 (ang. via vanoni)In occasione della sua apertura a Lugano, [dip] Contemporary Art invita l’artista Melik Ohanian, vincitore nel 2015 del Prix Marcel Duchamp e del Leone d’oro per miglior partecipazione nazionale alla 56. Biennale di Venezia, per il primo appuntamento del suo programma espositivo.La ricerca artistica di Melik Ohanian indaga il mondo dell’immagine e il suo potere allegorico, tornando a riflettere costantemente su temi quali le zone desertiche, la classe lavoratrice, la fine delle utopie, la scienza, la storia e la società.La dimensione spaziale e quella temporale possono essere identificate quali nodi centrali di tutta la sua poetica. Per la mostra Portrait of Duration, l’artista riflette in particolare sul concetto di tempo – inseparabile da quello di spazio- che qui diventa il vero e proprio contesto.Invitando il pubblico a esperire il tempo attraverso il suo scorrere e quindi la sua misurazione, Ohanian propone uno scenario cosmico sospeso tra poesia e scienza, dove i due estremi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande interagiscono su scale diverse.
Portrait of Duration include 10 fotografie prodotte in una nuova versione a partire dalla più ampia serie in bianco e nero di cui fanno parte, intitolata “Portrait of Duration – Cesium Series”, 2015/2016 e presentata a Parigi durante la FIAC 2015.
Forthisexhibitionat [dip] Contemporary Art, 10 photographsarepresented in a large, new version La serie – 60 variazioni selezionate dalle prove fatte per “Portrait of Duration – Cesium Series” – presenta i passaggi dallo stato solido a quello liquido del Cesio 133, elemento il cui decadimento radioattivo è stato usato a partire dal 1967 per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici. Registrando il suo processo di trasformazione, ciascuna fotografia rappresenta il tempo attraverso la materia, e restituisce in modo speculare lo stato della materia a un certo tempo T.
Melik Ohanian investiga così l’osservazione e la rappresentazione della misura del tempo, e in particolare della sua unità di riferimento: il secondo. Sebbene il tempo rimanga un concetto relativo e astratto, queste immagini ne costituiscono “un ritratto attraverso la rappresentazione della materia che lo definisce” in una sorta di “tautologia fotografica”, come l’ha definita l’artista. Invece che semplicemente indicare o misurare il tempo, ce lo mostrano. È “una ricerca di uno stato di consapevolezza”: un’oscillazione tra scenari cosmici e mentali, che richiamano i paesaggi surrealisti di Max Ernst.
Nato in Francia nel 1969, vive tra Parigi e New York. La sua ricerca indaga l’immagine, al di là dei suoi normali confini, investendone la dimensione temporale e spaziale, e il suo potere allegorico. Lavorando con diversi media tra cui fotografia, video e installazione, la sua opera si inscrive in territori fisici e concettuali che si focalizzano sulla nozione di tempo. Ohanian fa parte della generazione di artisti cresciuti in concomitanza con l’inizio dell’attività espositiva del Palais de Tokyo dove nel 2002 ha esposto il suo progetto Island of an Island in occasione dell’inaugurazione del museo. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi musei, esposizioni internazionali e biennali. Ha rappresentato l’Armenia (paese d’origine della sua famiglia) alla 56. Biennale di Venezia nel 2015, insieme con quindici altri artisti della diaspora armena. Il padiglione è stato premiato con il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale. Ha esposto, tra gli altri, presso: Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City, USA(2013); Mumbai Art Room, India(2012); Musée National Picasso, Vallauris, Francia (2012); 10a Biennale di Sharjah, Emirati Arabi (2011); Matucana 100, Santiago, Cile (2008); Le Plateau/FRAC Ile-de-France, Parigi, Francia (2008), e CCA Kitakyushu, Giappone (2007). Per la varietà del suo programma espositivo, [dip] si pone sia come spazio d’incontro con artisti riconosciuti sia come spazio per la scoperta di nuovi.

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Al via WOPART a Lugano

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

La mariéLugano Da Venerdì 2 a Lunedì 5 Settembre il Centro Esposizioni di Lugano (V.Campo Marzio) ospita la prima edizione di Works On Paper (WOP) Art Fair. La carta è uno dei supporti con cui tutti gli artisti di ogni epoca si sono confrontati: è questo il filrouge di WOPART. Un’idea semplice che ha però coinvolto un raffinato parterre di gallerie internazionali.
I visitatori potranno dunque ammirare -ed eventualmente acquistare- opere su carta di tutti i periodi della storia dell’arte: dal disegno antico al libro d’artista; dall’acquerello giapponese alla fotografia d’autore. I lavori su carta permettono infatti di avvicinarsi anche a nomi importanti: basti pensare che un disegno su carta di Picasso può costare da 300.000 dollari a 1,5 milioni contro i 30/100 milioni di dollari di un olio.
Coordinato da Giandomenico Di Marzio e Paolo Manazza il comitato scientifico di WOPART ha allestito alcune mostre tematiche coinvolgendo esperti del settore per dare vita a conferenze, presentazioni e visite guidate.
WOPART apre dalle 11 alle 20 fra Venerdì 2 e Domenica 4 Settembre. Lunedì 5 dalle 11 alle 16. Ingresso: 17 €Informazioni: http://www.wopart.eu Nell’immagine Pablo Picasso La marié 1969 oil on board 43×33 cm Courtesy by VitArt S.A. Lugano.

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La fiera internazionale d’arte interamente dedicata alle opere su carta

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

lugano-vedutaLugano. Dal 2 al 5 settembre 2016, al Centro Esposizioni di Lugano si terrà WOPART – Work on Paper Fair, la prima edizione della fiera internazionale interamente dedicata alle opere su carta.WOPART Fair proporrà un affascinante viaggio in tutte le epoche della storia dell’arte, approfondendo tecniche e linguaggi che caratterizzano i lavori esclusivamente realizzati su supporto cartaceo, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello e dalle stampe orientali alle carte di artisti contemporanei, presentati da un campione di 50 gallerie internazionali.WOPART offrirà un vasto programma di eventi collaterali – come le Conversazioni d’Arte e gli Artist Talk – per offrire al pubblico approfondimenti sui temi di maggiore attualità, con la partecipazione di artisti, critici e storici dell’arte, consulenti e specialisti.La selezione degli espositori è garantita da un comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte, che comprende anche storici e critici dell’arte e della fotografia, collezionisti, docenti universitari tra i più apprezzati, quali Michele Bonuomo, Marco Carminati, Gianluigi Colin, Massimo Di Carlo, Walter Guadagnini, Giuseppe Iannaccone, Piero Mascitti, Marco Meneguzzo, Anna Orlando, Elena Pontiggia, Massimo Pulini, Marco Riccòmini, Marco Vallora.La manifestazione è organizzata da Studio Lobo, col patrocinio della Città di Lugano e dell’Associazione dei fotografi professionisti e fotodesigner svizzeri (SBF) e con la Biennale del Disegno di Rimini, con la partecipazione di Visarte, e si avvale del sostegno di LGT Private Banking, di ARGOS Wealth Administration, di Eberhard & Co. e del contributo del main media partner La Lettura-Corriere della Sera, del media partner ArtsLife e degli sponsor tecnici BIG – Broker Insurance Group, Bildung, Fondazione Maimeri, Frattura Scomposta, Lugano Airport, Kessel Concessionario Ufficiale Maserati e Melià Campione.

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Martha Argerich e Cecilia Bartoli insieme per la prima volta a Lugano

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2016

lugano-vedutaLugano Il 24 e 26 giugno, nell’ambito del Progetto Martha Argerich, nella nuova sala concertistica del LAC di Lugano, si svolgeranno due concerti eccezionali. Per la prima volta, infatti, Martha Argerich e Cecilia Bartoli saranno insieme sul palco.
Venerdì 24 le due artiste eseguiranno insieme uno dei capolavori di Mozart, l’aria “Ch’io mi scordi di te” per mezzo-soprano, piano e orchestra. Successivamente, Cecilia Bartoli canterà “Parto, parto” tratto da La clemenza di Tito, mentre Martha Argerich sarà la voce solista nella Fantasia corale di Beethoven.Il concerto si aprirà con la Sinfonia concertante di Mozart, eseguita da Vilde Frang e Nathan Braude. L’Orchestra della Svizzera italiana e il Coro della Radiotelevisione svizzera saranno diretti dal maestro Diego Fasolis.
Il concerto di domenica 26 sarà dedicato alla musica da camera: Martha Argerich accompagnerà Cecilia Bartoli nell’esecuzione di Lieder di Schubert e Rossini.A completare il programma, artisti come Lilya Zilberstein, Enrico Dindo, Nelson Goerner e altri ancora eseguiranno opere di Dohnanyi, Schubert e Nowakowski. Tutte le informazioni sul sito: http://www.luganomusica.ch

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