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La lettera di Luigi Di Maio al popolo francese pubblicata da Le Monde

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

luigi di maioScrive Luigi Di Maio: Ieri sera ho inviato una lettera a Le Monde e a tutti i francesi, mi sembrava giusto fare un po’ di chiarezza. Ecco la traduzione in italiano: Gentile Direttore,
la ringrazio per l’opportunità di poter scrivere questa lettera sulle pagine del suo giornale in relazione al richiamo, da parte del Governo francese, dell’ambasciatore in Italia. La prima cosa che voglio ribadire con forza è che l’Italia e il Governo italiano considerano la Francia un Paese amico e il suo Popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, un punto di riferimento nelle conquiste dei dei diritti civili e sociali a livello mondiale.
Da Ministro dello Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali, ho sempre guardato alla Francia e al suo sistema di Welfare State come la stella polare dei diritti sociali europei. Non mi meraviglia che il popolo francese stia mostrando insofferenze notevoli rispetto allo smantellamento di alcuni di questi diritti. E questo non riguarda solo l’attuale Governo.
Deve sapere, direttore, che nel 2016 mi trovavo in visita all’Assemblea Nazionale francese come vicepresidente della Camera, quando iniziarono le grandi proteste di piazza contro la riforma del lavoro di Hollande che poi è stata portata avanti in maniera ancora più precarizzante dal Presidente Macron.Ricette ultra-liberiste dei partiti di destra quanto quelli di sinistra, che hanno precarizzato la vita dei cittadini e ne hanno ridotto fortemente la capacità di acquisto. Mi ha colpito molto che tra le rivendicazioni nel manifesto dei gilet gialli ci fossero temi che ormai superano la destra e la sinistra e che tengono al centro il cittadino e le sue esigenze, con un atteggiamento post ideologico. E’ per questo che ho voluto incontrare esponenti dei gilet gialli e della lista Ric, perché credo che il futuro della politica europea non sia più nei partiti di destra e di sinistra, sopratutto diffidando da quei partiti di destra e di sinistra in Europa che dicono di essere “nuovi” ma hanno una tradizione in alcuni casi addirittura famigliare.In Italia guardiamo con molta attenzione e rispetto a quello che sta succedendo in Francia e cerchiamo come Governo italiano di prendere ogni giorno iniziative volte a ricostituire i diritti dei cittadini, invertendo la rotta rispetto al passato che basava l’azione politica sul togliere diritti e possibilità economiche ai più deboli per darli ai grandi potentati economici.
Questo perché vogliamo che la qualità della vita sia migliore per i cittadini. Riteniamo, infatti, che dove c’è equilibrio, i conflitti possano diminuire.
Nell’ultima legge di bilancio abbiamo deciso di alzare le tasse a concessionari di gioco d’azzardo, banche, compagnie assicurative, multinazionali che estraggono petrolio nel nostro mare, tagliare mezzo miliardo di spese militari, per finanziare misure che permetteranno ad un milione di italiani di andare prima in pensione e a 5 milioni di italiani di percepire un reddito minimo, e ci permetteranno di finanziare un miliardo di investimenti nelle startup innovative.Abbiamo ricalibrato gli incentivi alle imprese sulla dimensione di quelle piccole e medie che nonostante le grandi difficoltà ci hanno fatto diventare la seconda forza manifatturiera di Europa e le abbiamo escluse dalla morsa infernale di alcune direttive europee come quella Bolkestein. Qui, caro Direttore, il gilet giallo lo indossano i pensionati d’oro a cui abbiamo tagliato la pensione o il vitalizio da privilegiati.
Guardiamo al vostro popolo come un punto di riferimento e non come un nemico.
E nonostante le divergenze politiche e di visione economica tra il Governo Francese e quello Italiano, credo questo non debba intaccare lo storico rapporto di amicizia tra i nostri due popoli e i nostri due stati. Per questo, come rappresentante del Governo, voglio ribadire la massima collaborazione del nostro esecutivo, per le questioni che più ci stanno a cuore come Paese e come membro fondatore dell’Unione Europea. (fonte il Blog delel stelle)

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Cinque stelle: Selodiciamolofacciamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Scrive Luigi di Maio: “Gli 11 milioni di italiani che il 4 marzo hanno votato il MoVimento 5 Stelle hanno chiesto una cosa sola: il cambiamento. In questi primi 7 mesi abbiamo eliminato i vitalizi degli ex parlamentari, cancellato lo spreco dell’Air Force Renzi, risarcito i risparmiatori truffati dalle banche, imposto il Daspo ai corrotti, tagliato le pensioni d’oro, abbassato la tassazione per le piccole partite IVA al 15%, istituito il Reddito di cittadinanza, iniziato a smantellare la Fornero con Quota 100 e a pagare 30 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione con gli imprenditori. Queste misure hanno tre caratteristiche in comune: avevamo detto che le avremmo fatte, tutti dicevano che fossero irrealizzabili, rappresentavano un’emergenza per il Paese.Siamo solo all’inizio e il percorso da fare è lungo. Ma siamo partiti con il piede giusto, rispettando l’impegno preso con gli italiani di migliorare la loro qualità della vita. L’Italia stava andando in una direzione sbagliata, fatta di povertà e disuguaglianze. Abbiamo dato una sterzata e ci siamo rimessi in carreggiata.Adesso bisogna pensare a costruire uno Stato efficiente e libero dalla burocrazia, agli investimenti in istruzione e nelle imprese, a far tornare i nostri giovani emigrati all’estero, a creare posti di lavoro stabili, a garantire un welfare alle famiglie, a far pagare meno i pedaggi delle autostrade, a realizzare le opere e le infrastrutture che servono davvero, a eliminare tutti i privilegi, a conciliare sviluppo e ambiente, a far tornare l’Italia a contare in Europa e nel mondo. Diranno come sempre che non si può fare, che non ci sono i soldi, che è un’utopia, che l’Europa non vuole. Sono balle.La verità è che con la nostra volontà possiamo realizzare qualsiasi impresa. E se oggi l’Italia ha iniziato a cambiare è anche grazie a te che ci hai creduto e ci hai sostenuto. Ma la vera sfida inizia adesso perché c’è ancora tanto da fare e questo darà fastidio a quei potenti che vogliono che tutto resti come è. Con il sostegno degli italiani vinceremo anche queste battaglie, a partire dal taglio del faraonico stipendio dei parlamentari (solo quelli del MoVimento 5 Stelle ne restituiscono una parte) e dal taglio del numero dei parlamentari (oltre 300 in meno) che ci permetterà di risparmiare svariati milioni di euro all’anno. Questo avverrà entro il 2019. Preparatevi.”

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Gioco d’azzardo: necessarie limitazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Lamezia Terme. “Siamo fermamente convinti di dover trasmettere un messaggio forte a tutti i cittadini ma soprattutto alle Istituzioni, per fare in modo che venga immediatamente esclusa la possibilità di prelevare in migliaia di tabaccherie italiane – scrivono in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con., Denis Nesci, e il Presidente di Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, – il gioco d’azzardo è un pericolo costante ma, di certo, aumentare questo fattore, cedendo terreno alla possibilità di prelevare con estrema facilità, in un luogo in cui giocare è semplice, non crediamo sia una scelta giusta. Abbiamo avviato una raccolta firme legata alla campagna VincoSeSmetto e attraverseremo le spiagge italiane, per poi andare a toccare anche i centri città, proseguono Nesci e Dona. Riccione, Salerno, Reggio Calabria, Tropea, Cagliari, Palermo, Taranto sono solo alcune delle tappe che percorreremo ad agosto, per poi chiudere la raccolta a metà settembre, consegnando le firme raccolte nelle mani del Ministro Di Maio, che ha più volte espresso la volontà di combattere la ludopatia”.
Nella seconda conferenza stampa, organizzata per bloccare l’installazione di sportelli Atm in migliaia di tabaccherie convenzionate, l’U.Di.Con. e l’Unione Nazionale Consumatori hanno dettato con più precisione i tempi della raccolta firme veicolata dall’hashtag VincoSeSmetto.
“Non si può trascurare la drammaticità degli episodi che legano spesso la ludopatia a veri e propri episodi di cronaca – continuano Nesci e Dona – e per questo abbiamo lanciato l’hashtag #VincoSeSmetto per provare a veicolare un messaggio forte, che una volta per tutte possa entrare nelle case degli italiani, aprendo gli occhi su quella che ormai è considerata una droga a tutti gli effetti – concludono Nesci e Dona – oltre alla raccolta firme andremo in diverse città tra le quali Milano, Firenze e Genova, per continuare a informare e sensibilizzare i cittadini. Per utilizzare un format tanto noto al pubblico italiano e che può avvicinarci ai giocatori, i primi che vorremmo sensibilizzare con la nostra campagna, noi contro la ludopatia non lasciamo e raddoppiamo”.

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Lavoro: Fp Cgil a Di Maio, bene su Centri Impiego, accelerare su stabilizzazione precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

“È positivo il fatto che il ministro Di Maio abbia mostrato interesse rispetto allo stato in cui versano i Centri per l’impiego e che abbia affermato la volontà di affrontare il tema. Ma va innanzitutto conclusa la fase di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: gli strumenti ci sono ma siamo ancora molto in ritardo su quel versante”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Federico Bozzanca, commenta quanto emerso dall’incontro tra il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e gli assessori regionali all’impiego.In ogni caso, precisa il dirigente sindacale, “è ingeneroso da parte del ministro sostenere che in questi anni i Centri per l’impiego non abbiano funzionato perché, nonostante le drammatiche condizioni in cui si sono ritrovati, gli oltre seimila dipendenti hanno fatto il possibile, e spesso ben oltre il possibile, per garantire un servizio adeguato ai cittadini. Per questo cogliamo con favore le affermazioni circa una volontà di potenziare i Centri per l’impiego ma, oltre i processi di stabilizzazione del personale precario, va avviato allo stesso tempo un confronto con i sindacati per rispondere al meglio alle esigenze dei singoli territori”, conclude Bozzanca.

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Dalla Seconda alla Terza Repubblica: Come nasce il governo Lega-M5S

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Come è nato il governo Lega-M5S e quali sono gli eventi che hanno portato al passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica? Dopo oltre due decenni di alternanza centrosinistra-centrodestra le elezioni politiche del 4 marzo di quest’anno hanno portato uno tsunami elettorale che ha cambiato – forse per sempre – la politica italiana: Paolo Becchi e Giuseppe Palma presentano con Paesi EdizioniDalla Seconda alla Terza Repubblica. Come nasce il governo Lega-M5S (in uscita il 25 luglio), il primo saggio in assoluto sul tema, un libro che raccoglie gli articoli più significativi che gli autori hanno scritto in larga parte sul quotidiano Libero (diretto da Vittorio Feltri) dall’ottobre 2017 al luglio 2018. Non mancano pezzi scritti su altri giornali o blog indipendenti, seppur in minima parte, e riflessioni originali su quanto sta accadendo nella politica italiana in questi giorni. Impreziosito dall’introduzione del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Interni Matteo Salvini, e dalla copertina del bravissimo e noto vignettista Alfio Krancic, il libro è la prima cronaca sul campo che racconta, passo dopo passo, come è avvenuto il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica. Un viaggio pre-elettorale tra programmi e posizionamenti delle diverse forze politiche in campo, analisi della nuova Legge elettorale e contraddizioni emerse nei partiti e nelle coalizioni prima del voto. Dopo il 4 marzo Becchi e Palma hanno raccontato, sempre con piglio critico, gli accadimenti che hanno traghettato il Paese verso una nuova e inedita fase politica, evidenziandone gli aspetti che altri hanno – più o meno volutamente – nascosto o taciuto. Editore: Paesi Edizioni (copyright copertina) Prezzo: 12,00 € Pagine: 288 In uscita: 25 luglio 2018.

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Di Maio incontra l’USB: contro la sfruttamento nelle campagne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Una folta delegazione dell’Unione Sindacale di Base ha incontrato oggi al Ministero del Lavoro il vicepremier Luigi Di Maio, al quale ha illustrato un pacchetto di proposte e richieste tutte riferite, direttamente e indirettamente, al mondo del lavoro agricolo e dei braccianti.
Per la delegazione USB guidata da Aboubakar Soumahoro e Pierpaolo Leonardi si è trattato di un incontro proficuo, durato oltre un’ora, che era stato chiesto ufficialmente a Di Maio subito dopo l’assassinio di Soumaila Sacko. Il delegato sindacale USB ucciso in Calabria il 2 giugno è stato ricordato in apertura dell’incontro.USB ha letto e illustrato al ministro un documento articolato in sei macroaree, a partire dalla necessità di istituire un tavolo interministeriale con la partecipazione dei dicasteri del Lavoro, dell’Agricoltura, delle Infrastrutture e del Sud. Di Maio si è impegnato a verificare la disponibilità dei suoi colleghi di governo, assicurando che già oggi avrebbe avviato i contatti necessari.Contro lo sfruttamento dilagante nel mondo del lavoro bracciantile, il ministro ha condiviso con USB la preoccupazione per una situazione legata anche al sottodimensionamento dei corpi ispettivi, che per via di riforme, pensionamenti e blocco del turnover non sono più in grado di espletare appieno i propri compiti istituzionali. Di Maio ha annunciato così l’intenzione di procedere a nuove assunzioni in tempi rapidi proprio per infoltire i ranghi dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.In tema di contrasto dello sfruttamento, altra posizione condivisa è quella di subordinare l’accesso delle aziende ai contributi comunitari al rispetto dei diritti dei lavoratori, un elemento da portare sul terreno delle trattative europee nel momento in cui sarà discussa la prossima PAC.Di Maio ha annunciato, aderendo anche alla richiesta di USB, l’intenzione di coinvolgere nella problematica del lavoro agricolo tutti gli enti locali, con una interlocuzione che partirà già domani nell’incontro con gli assessori regionali al Lavoro.Sul delicato tema dell’iscrizione dei braccianti nei registri dell’anagrafe, Di Maio ha ricordato l’esistenza di una circolare del ministero dell’Interno che i comuni sono tenuti ad applicare. A questo proposito, USB ha proposto al ministro di ancorare il reddito di cittadinanza non alla nazionalità del richiedente, ma alla residenza anagrafica.In chiusura il ministro si è impegnato con l’Unione Sindacale di Base a incontrare i lavoratori che da tempo chiedono di essere ricevuti su vertenze spesso annose, come quelle degli ex LSU ATA e dei Vigili del Fuoco.

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DecretoDignità: le persone tornano a essere persone

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Ieri sera in Consiglio dei Ministri è stato approvato il primo provvedimento economico di questo governo che si chiama decreto dignità. Io ve l’avevo promesso, avevamo promesso di fare una guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo, alle delocalizzazioni, l’abbiamo detto e l’abbiamo fatto. Oggi alle 14 con una conferenza stampa che andrà in diretta sulla mia pagina Facebook presenterò tutti i dettagli del Decreto.Non voglio fare proclami, enfatizzare troppo, perché c’è ancora tanto da fare su questi temi, però grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro. Lo spesometro prevede adesso un solo adempimento all’anno, a fine anno e basta, invece di quelle comunicazioni trimestrali, semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti che significa dargli un po’ di liquidità in cassa per affrontare le spese.
Per quanto riguarda la lotta al precariato è la “waterloo” del precariato. È finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione. Abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e abbiamo aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo indeterminato. Significa un po’ più di serenità. Poi dovremo abbassare il costo del lavoro, lo faremo a fine anno nella Legge di Bilancio. Dovremo intervenire su tante cose per le imprese per aumentare ancora di più la stabilità, però questo è un primo passo per dire che non possiamo rinnovare i contratti a tempo determinato all’infinito ai giovani, ai meno giovani senza dargli un po’ di serenità.
Le delocalizzazioni: per quanti anni, nei comizi pubblici vi ho detto che serviva una Legge per dire che chi veniva in Italia e prendeva soldi pubblici non se ne poteva andare all’estero quando voleva. Ve l’ho detto per anni, l’abbiamo fatto. C’è una Legge oggi dello stato nel decreto dignità che dice che non solo chi delocalizza ci deve ridare i soldi con gli interessi; due quattro volte pari a due quattro volte quello che hanno preso, ma in più se prendono soldi e poi cominciano a delocalizzare in parte nei paesi dell’Unione Europea, cominciano a licenziare dipendenti e allora gli chiediamo i soldi indietro con gli interessi. E l’ultimo, questo è una cosa che seguivo anche prima di diventare parlamentare oltre cinque anni fa. Il tema del gioco d’azzardo. Abbiamo vietato la pubblicità per il gioco d’azzardo. C’è chi è preoccupato per i contratti in essere, gli abbiamo dato un po’ di tempo per risolverli, ma dopo di che dal giorno in cui entra in vigore il decreto, che adesso dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica; la pubblicità sul gioco d’azzardo in Italia è vietata. Diventiamo uno dei paesi avveniristici in Europa, credo siamo il primo paese in Europa che vieta totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo.Io non posso descrivervi l’emozione per quello che abbiamo fatto in Consiglio dei Ministri. Certo, c’è tanto da fare, tanto. Non voglio assolutamente illudere nessuno, però cominciamo a ristabilire un po’ di dignità, un po’ di civiltà per questo Paese e rimettiamo al centro le persone, con le loro debolezze con i loro problemi e cominciamo ad aiutarle senza più farle cadere in tentazione, senza più farle sfruttare.Ieri è stata una giornata importante, perché oltre al decreto dignità abbiamo anche concluso l’accordo di “Italia online”. Li avevo incontrati a Torino, erano disperati lavoratori di “Italia online”, perché l’azienda stava mettendo fuori oltre 300 persone. Si è trovato un accordo grazie al dottor De Camillis, Giorgio Sorial che hanno seguito questa vicenda al tavolo tutta la giornata e sono andato a salutarli quando hanno chiuso l’accordo e gli ho detto che faremo controlli su tutto l’accordo che hanno sottoscritto, perché lo stato deve garantire questi accordi. E poi è stata anche una giornata in cui abbiamo fatto il tavolo sui riders e abbiamo avviato i lavori per il contratto collettivo nazionale dei riders, il primo in Europa. Metteremo al centro le tutele di quei ragazzi e stabiliremo che chi fa il rider deve avere delle tutele, altrimenti è illegale la sua assunzione.E infine ieri sempre in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato un decreto che riguarda la terra dei fuochi, abbiamo approvato un decreto che fornisce le imbarcazioni alla guardia costiera libica per aiutare per i salvataggi in mare in Libia i migranti e nel decreto dignità abbiamo inserito una norma che aiuta gli insegnanti delle lauree magistrali, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati e invece in questo momento abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da poter trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l’Italia durante la campagna elettorale.Le cose che ci dicevano che non si potevano fare si sono fatte e questo rappresenta tutto, vi spiega tutte le menzogne che ci hanno detto in tutti questi anni. Non consentite mai a nessuno di dirvi che non si può fare una cosa, perché noi siamo la dimostrazione che le cose si possono fare e che i problemi si possano risolvere. Da domani inizia un’altra era politica per il nostro Paese: senza pubblicità del gioco d’azzardo con meno precariato, meno burocrazia e senza più “prenditori” che si approfittano dei soldi degli imprenditori. (fonte blog dele stelle)

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Giocare a poker con un baro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2018

E’ stata la chiusa dell’articolo di spalla scritto qualche giorno fa dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio. L’argomento trattato ha riguardato l’insolito balletto politico tra intese e smentite che ha visto in primo piano l’attivismo del capo politico pentastellato Luigi Di Maio nel tentativo di gestire delle alleanze con gli altri partiti e nello specifico il Pd e la Lega di Salvini per la formazione di un governo. E a proposito del PD va detto che nel 2013 abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità di 5Stelle nei confronti dei democratici per dar vita a un governo oggi ce lo ritroviamo “pimpante” sulla strada opposta. E’ che la situazione da allora è mutata profondamente. Da queste ultime elezioni abbiamo non uno ma due vincitori: La Lega in virtù di una coalizione di centro destra con il 37% delle preferenze e il Movimento 5Stelle che pur viaggiando da solo ha conseguito il 32% dei consensi dal precedente 25%. Entrambi non avendo la maggioranza assoluta si sono resi conto che la strada da imboccare era a due corsie: o ritornare a votare o tentare un’intesa almeno sui programmi. Scartata l’ipotesi di un governo PD-5Stelle per l’opposizione netta del suo leader ombra e onnipresente Matteo Renzi che si dice deluso dal fatto che non avrebbe potuto fare un’alleanza con il Centro destra (senza la Lega), perché i numeri non lo favorivano, (ricordate la favola della volpe e dell’uva?) restava sul tappeto l’unica alternativa possibile: accordarsi con la Lega. E si badi bene, non con Forza Italia per via di un certo signore chiamato Berlusconi uomo troppo impegnato ad avere il piede in tantissime staffe e soprattutto significativamente legato ad un passato che si vuole dimenticare, ma con Salvini vincitore all’interno del Centro destra del braccio di ferro con l’ex-cavaliere. E ora ritorniamo all’idea del baro citato da Travaglio. Chi alla luce delle ultime vicende e conoscendo i personaggi sa che pensando male si fa peccato ma spesso non si sbaglia? D’altra parte di là dei numeri in parlamento sui quali si appoggiano i “i giallo verdi” di Salvini e Di Maio questo governo, che sembra voler convolare a nozze, nasce debole perché ha troppi potenti nemici che gli stanno scavando la fossa. E il timore che qualcuno stia giocando “sporco” per indebolire l’unico Movimento che ha le mani pulite e per questo fa paura agli inciuciari di turno (unione europea compresa) per poi ritornare al voto tra qualche anno volendo dimostrare che i pentastellati sono incapaci di governare è un qualcosa che non si può escludere. (Riccardo Alfonso)

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Contratto per il governo del cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Mag 2018

Messaggio da Luigi Di Maio. Oggi, venerdì 18 maggio, si vota dalle 10.00 alle 20.00 sul contratto per il governo del cambiamento. Leggi il contratto e vota ora su Rousseau!Oggi si è finalmente definito in tutte le sue parti il Contratto per il Governo del Cambiamento. Sono davvero felice. Sono stati 70 giorni molto intensi, sono accadute tantissime cose, ma alla fine siamo riusciti a realizzare quanto avevamo annunciato in campagna elettorale.Un contratto di governo che vincola due forze politiche, che sono e rimangono alternative, a rispettare e fare quanto hanno promesso ai cittadini. Sono davvero felice perchè in questo contratto non ci sono solo delle proposte, non c’è solo un’idea di Paese, non ci sono solo le nostre battaglie storiche. In questo contratto ci sono le persone che ho incontrato in campagna elettorale. C’è la qualità della vita delle mamme che lavorano, ci sono i giovani della mia generazione che pensano al futuro, ci sono le famiglie in difficoltà, ci sono i lavoratori che hanno diritto a un salario dignitoso, gli insegnanti vittime di una riforma scellerata, gli italiani che sono emigrati all’estero, ci sono gli anziani che mantengono intere famiglie con la propria pensione, ci sono gli imprenditori che fanno grande il made in Italy, ci sono le forze dell’ordine che tutelano la nostra sicurezza, ci sono i pescatori, ci sono le vittime di reati di violenza che non devono essere lasciati soli dallo Stato.Ci sono gli italiani in questo contratto. Ci sono io in quanto cittadino italiano. Ci sei tu qui dentro. Leggi questo contratto e sentiti parte di questa ondata di cambiamento che sta per infrangersi sulle speranze di chi voleva che tutto restasse così com’era e sentiti orgogliosamente italiano oggi perchè una nuova era sta per cominciare. La cosa più bella è che ognuno di voi, come me, oggi possa dire: #IoSonoNelContratto.Per tutta la giornata di oggi, a partire dalle 10 e fino alle 20, saranno attive su Rousseau le votazioni sul contratto per il governo del cambiamento. Se voi deciderete che è la strada giusta da percorrere, nonostante quello che dicono tutti i giornaloni italiani e stranieri, nonostante qualche burocrate a Bruxelles, nonostante lo spread, allora come capo politico del MoVimento 5 Stelle firmerò questo contratto per far finalmente partire il governo del cambiamento. Adesso è il vostro momento. Abbiamo lavorato più di 70 giorni per arrivare fino a qui e proporre quanto tutti insieme abbiamo detto in campagna elettorale. Poi questo week end i nostri attivisti, i nostri iscritti, i nostri portavoce saranno nelle piazze di tutta Italia per far conoscere i contenuti di questo contratto.Sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto e ringrazio ognuno di voi per essermi stato vicino in questi mesi. Ringrazio tutti i nostri che hanno preso parte al tavolo che in una settimana, in tempi record, ha redatto questo contratto: Alfonso Bonafede, Laura Castelli, Giulia Grillo, Danilo Toninelli, Vincenzo Spadafora, Daniel De Vito, Tommaso Donati e Rocco Casalino. Ringrazio anche la delegazione della Lega. Ringrazio gli attivisti che non si sono mai fermati. E’ anche grazie a voi e alla vostra tenacia se oggi siamo qui e sarà grazie a voi se cambieremo l’Italia. Cliccare per leggere il contratto: http://notizie2.ilblogdellestelle.it/t/922637/28818429/7521/2/

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Un governo all’Italia: Salvini premier?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

Da oltre due mesi i partiti si “palleggiano” le ricette salvifiche per uscire dallo stallo che li inchioda in una posizione, ai più, oltremodo scomoda. Lo è di certo per il Pd di Renzi che cerca di uscire da una crisi profonda di identità volendo fare la parte di chi dice: ve lo avevamo detto, rivolgendosi agli elettori, che chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quel che trova? Vi è poi da una parte una “coalizione” che ha raccolto nel paniere il 37% dei consensi elettorali e i pentastellati che da soli hanno superato il 32% dei consensi.
Alla fine non si è trovato di meglio che lasciar dialogare quelli che hanno ottenuto il maggiore gradimento come singolo partito: i leghisti e 5Stelle. Per giorni si sono incontrati per stilare una sorta di “contratto” sui programmi e per la scelta del Premier: Salvini o Di Maio o un “terzo” tra le file di partito o un outsider? A questo riguardo avvertiamo tra la gente un certo scetticismo forse anche pensando all’ombra ingombrante del Cavaliere che da restituita “verginità” sta mordendo il freno per ritornare in lizza per sedersi sullo scranno più alto di palazzo Chigi. A questo punto il più scaltro degli osservatori potrebbe pensare a una soluzione al tempo stesso semplice e geniale: Perché non facciamo presidente del consiglio Salvini? Potrebbe essere l’uomo giusto nel giusto momento. Prima perché sancirebbe la definitiva incoronazione con la sua leadership nella coalizione di centrodestra. Come potrebbe Berlusconi sfiduciare un suo uomo proprio ora che ce l’ha fatta? E sarebbe anche un effetto “trascinamento” che comporterebbe l’appoggio del partito di Giorgia Meloni e lo sfaldamento della stessa Forza Italia. E non dimentichiamo, inoltre, che c’è oltralpe un nostro interlocutore alquanto tignoso e che probabilmente proprio il carattere irruente e determinato di Salvini può meglio contrapporsi ai falchi e ai falchetti della commissione europea. Ci rifletta Di Maio. Potrebbe avere come contropartita i ministeri che più gli interessano e ridurre al tempo stesso l’influenza berlusconiana sulla politica italiana. D’altra parte la storia c’insegna che non sempre perdere un’occasione può significare una sconfitta. (Riccardo Alfonso direttore dei Centri studi economici e politici della Fidest)

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Preoccupazione Ue sui conti pubblici italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

“Mentre gli italiani stanno aspettando, ormai da giorni, il programma economico da libro dei sogni a firma Lega a Movimento Cinque Stelle, a non aspettare è il nostro debito pubblico, che lo scorso marzo è tornato a crescere di +15,9 miliardi di euro, riportandosi sopra la soglia dei 2.300 miliardi, esattamente a 2.302 miliardi. Il nostro debito si riavvicina così pericolosamente al record storico del luglio 2017, quando arrivò a toccare un livello pari a 2.308 miliardi.
Una notizia da leggere con apprensione, soprattutto considerando che i recenti dati sulla crescita del Pil e sulla produzione industriale relativi al primo trimestre dell’anno sono decisamente inferiori alle attese e lasciano presagire un 2018 difficile per la nostra economia. Tra gli altri effetti negativi che la riduzione della crescita può comportare, c’è il peggioramento dell’indicatore più importante sullo stato di salute delle nostre finanze pubbliche, quello del rapporto debito/Pil, che, dopo questi dati, rischia di dover essere rivisto nuovamente al rialzo.
La delicata situazione del debito pubblico italiano sta preoccupando non poco le istituzioni europee, che oggi, tramite il vicepresidente della commissione Europea, Valdis Dombrovskis, hanno lanciato un duro monito sulla necessità da parte dell’Italia di ridurre la montagna di debito e rispettare il percorso di rientro dall’eccessivo deficit concordato con Bruxelles. Il vicepresidente Dombrovskis ha lanciato anche un avvertimento a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, dichiarando che “l’approccio alla formazione del nuovo Governo e l’approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico”.A rincarare la dose, nei già tesissimi rapporti tra il tandem Lega – Movimento Cinque Stelle e i funzionari europei, sono arrivate anche le parole di Jirki Katainen, vicepresidente della Commissione, il quale ha affermato di non vedere “segnali che gli Stati membri vogliano cambiare le regole o concedere eccezioni a Stati membri” sul Patto di Stabilità e Crescita, confermando che la Commissione è “guardiano dei trattati” e che “tutte le regole del Patto di Stabilità e Crescita si applicano” anche all’Italia.Cosa faranno Matteo Salvini e Luigi di Maio dopo le parole di Dombrovskis e Katainen? Entreranno in uno scontro aperto, senza precedenti, con la Commissione Europea, senza aver alcun alleato a Bruxelles e rischiando di esporre l’Italia ad una durissima rappresaglia dell’Europa, o proseguiranno nel tentativo di formare un nuovo governo ma rinunciando al loro programma economico sfora-debito? Dopo l’ultimatum europeo, i due leader dovranno prendere una decisione definitiva già nelle prossime ore, perché il tempo per le parole sembra ormai essere finito”. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato di Forza Italia.

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Violi (M5S Lombardia): Sicuro che Di Maio farà un ottimo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

“Sono contento che a Roma la situazione si sia sbloccata. Sono sicuro che Luigi Di Maio farà un ottimo lavoro. So che nella sua testa ci sono le priorità e i bisogni dei lombardi. Questa mattina ho avuto modo di confrontarmi con il Presidente Fontana ed entrambi ci siamo presi l’impegno, per le rispettive parti politiche, di far presente che l’autonomia dovrebbe essere uno dei temi prioritari del prossimo Governo ed è sicuramente uno dei temi prioritari per i lombardi”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Governo: incontro Meloni-Di Maio

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2018

“Ho ricevuto oggi, su sua richiesta, Luigi di Maio. Nel corso dell’incontro cordiale durato quasi un’ora e mezza Luigi di Maio ha chiesto il sostegno di Fratelli d’Italia ad una premiership sua o di un altro esponente del M5S in cambio di un via libera a un nostro ingresso nel governo. Ho ribadito al leader pentastellato che FdI – che non ha avanzato alcuna richiesta di ingresso nel nuovo esecutivo – non potrebbe mai far parte di un governo a guida grillina e che anzi abbiamo vincolato ogni nostra decisione proprio a una premiership rispettosa degli italiani che ci hanno votato. La risposta che ho ricevuto è che in questo caso lui avrebbe posto un veto sulla nostra presenza perché saremmo una forza “troppo di destra”. Non so come si ponga Matteo Salvini rispetto a una posizione di questo tipo, ma sono contenta di aver contribuito a fare chiarezza. Evidentemente in quello che tutti già chiamano governo giallo verde non ci sarà il tricolore”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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intervista rilasciata da Luigi Di Maio al Corriere della Sera

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

D. Chiusa la partita delle Camere, si apre quella del governo. C’è la necessità di dare un esecutivo al Paese. Con chi?
R. Abbiamo sempre detto che la partita sulle presidenze delle camere è slegata da quella del governo, ma da oggi chi vuole lavorare per i cittadini, sa che esiste una forza affidabile e seria che dialoga con tutti e si muove compatta per il bene del Paese. Siamo riusciti ad eleggere un presidente della camera del MoVimento 5 Stelle e questo risultato straordinario lo consideriamo il primo passo per realizzare il cambiamento che i cittadini ci hanno chiesto con il voto del 4 marzo. Ora ci rimettiamo al lavoro per concludere l’opera.
D. Non avendo voi la maggioranza quali compromessi sareste disposti a fare per ottenere il sostegno di altri partiti? Rinuncereste a che cosa?
R. Gli italiani hanno detto chiaro e tondo che non vogliono più sentir parlare di compromessi. Questa partita della presidenza della Camera l’abbiamo vinta con intelligenza, senza nessun compromesso ma rimanendo fedeli a noi stessi e ai nostri valori. Non volevamo che persone sotto processo o con condanne alle spalle sedessero sulle poltrone delle presidenze di Camera e Senato e così è stato; abbiamo parlato con tutti ma alla luce del sole, raccontando passo passo ai cittadini l’esito dei nostri incontri. Questo è il metodo cinque stelle a cui non abbiamo mai abdicato e che adotteremo per il governo e per altre partire cruciali come la scelta delle partecipate: al centro continueranno a esserci i temi, le cose da fare, il merito è la trasparenza.
D. Sarebbe disposto a nominare ministri di altri partiti? O solo dei tecnici?
R. Noi abbiamo presentato prima delle elezioni una squadra di governo patrimonio del Paese e non solo del M5S. Se si dovrà parlare dei nomi di ministri lo deciderà Mattarella e sarà con lui che se ne parlerà. Con le forze politiche parleremo di temi, perché così non ci saranno più scuse per non affrontare i problemi della gente.
D. Quanto vale oggi la lista dei ministri a suo tempo inviata a Mattarella?
R. Per noi è la migliore squadra possibile, fatta di uomini e donne scelti perché rappresentano il profilo migliore per dare agli italiani le risposte che attendono da anni.
Allo stato attuale quante possibilità ci sono secondo lei che si torni alle urne?
Io sono ottimista, il M5S ha dato prova di grande solidità, abbiamo avviato brillantemente questa XVIII Legislatura eleggendo i presidenti delle camere in poco più di 24 ore. Roberto fico ha ottenuto una maggioranza ampissima con 422 voti.
D. Farebbe un passo indietro per sostenere un premier tecnico che ci riporti al voto?
R. Questi sono metodi del passato che noi non accettiamo più, insistere su questa strada significa non avere capito il messaggio chiaro che ci hanno dato gli elettori, stanchi di essere governati da presidenti che non sono stati eletti da nessuno. Il 4 marzo oltre 11 milioni di italiani hanno indicato chiaramente una forza politica e un candidato premier e credo sia arrivato il momento che le altre forze politiche ascoltino il segnale arrivato dalle urne.
D.Da questa fase l’intesa tra voi e la lega esce rafforzata. Governereste con Salvini anche solo per rifare la legge elettorale? Che intese potete trovare con la Lega?
R. Noi abbiamo dimostrato di essere aperti a tutti per il bene del Paese purché il dialogo e il confronto restino incentrati sulle priorità dei cittadini e non delle forze politiche: taglio delle tasse, superamento della Legge Fornero, welfare per le famiglie, lotta alla disoccupazione giovanile.
D. Che impressione si è fatto di Salvini?
R. Salvini ha dimostrato di essere una persona che sa mantenere la parola data
D. Fico presidente cosa significa per Il Movimento? E per lei? Rappresentate le due anime del Movimento
R. È ora di sfatare una volta per tutte questa leggenda delle due anime del M5S, io e Roberto abbiamo condotto questa partita unita e insieme l’abbiamo vinta. Roberto è una garanzia perché incarna le battaglie che il M5S porta avanti da sempre. La sua sarà una presidenza del cambiamento, da simbolo della casta la Camera dei Deputati con lui diverrà il luogo dove si rimette al centro il cittadino.
D. Avete bruciato Fraccaro apposta per poi proporre Fico…
R. Io voglio dire grazie a Riccardo, che ha deciso di fare un passo indietro per il bene del M5S e ha dimostrato di saper lavorare per un progetto e non per se stesso. Tutto il M5S gli è grato per questo.
Avete parlato lei e Fico del primo punto programmatico della sua presidenza?
Nel suo primo discorso in aula Roberto ha già parlato chiaro: diremo basta agli sprechi e a privilegi ingiusti e incomprensibili, a partire dai vitalizi. Il Parlamento deve saper dare il buon esempio. State a vedere quello che saremo in grado di fare con la presidenza della camera e immaginate cosa potremo fare se andremo al governo.
D. Sì dice che la presidenza di Fico rafforzi indirettamente un vostro dialogo con la Lega attutendo contrapposizioni interne
R. Fico è stato proposto per il suo valore, per le sue battaglie in questi anni, non ci sono strategie dietro il suo nome.
D. Era a colazione con Grillo. Lo ha avvertito dell’esito della trattativa? Cosa ha detto?
R. Che è molto Orgoglioso di noi.
D. Ha posto un veto sulla proposta di incontrare Berlusconi?
R. Sì e sono fiero di averlo fatto, perché questo ci ha permesso di ottenere la presidenza della camera senza snaturarci, senza scendere a compromessi e rimanendo fedeli ai nostri valori. Non ci siamo sporcati le mani con un Nazareno bis. (fonte: il blog delle stelle)

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Le telefonate di Di Maio ai rappresentanti delle altre forze politiche

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

di Luigi Di Maio. Come vi avevo anticipato ieri, nella giornata di oggi ho sentito telefonicamente i principali esponenti di tutti i futuri gruppi parlamentari per un confronto utile all’individuazione dei Presidenti delle Camere che dovranno essere votati a partire da venerdì prossimo. È il primo passo necessario per far partire questa legislatura e voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza soprattutto nei confronti dei cittadini che attendono un Parlamento capace di dare risposte ai problemi reali del Paese.Ho sentito prima Maurizio Martina, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, Pietro Grasso e ho riscontrato una disponibilità a proseguire il confronto, attraverso i capigruppo del MoVimento 5 Stelle Giulia Grillo e Danilo Toninelli, utile ad individuare profili all’altezza del ruolo non solo per le Presidenze di Camera e Senato, ma anche per le altre figure che andranno a comporre gli Uffici di Presidenza.Ho sentito successivamente anche Matteo Salvini. Con lui, pur non affrontando la questione nomi e ruoli, abbiamo convenuto sulla necessità di far partire il Parlamento quanto prima. Questi confronti avvengono nel solo ed esclusivo interesse degli italiani, perché servono a individuare le personalità che possano ricoprire al meglio un ruolo fondamentale per il funzionamento di un Parlamento che sia al servizio dei cittadini.Continuerò ad aggiornarvi costantemente. Buona domenica! (fonte: Il blog delle stelle)

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Speciale elezioni 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Movimento cinque stelle e la lega sono le forze politiche che hanno lasciato il segno in questa tornata elettorale. Dai primi risultati elettorali, sia pure ancora parziali (23.000 sezioni su 61.401), risulta che Il Movimento 5 stelle ha raggiunto il 31% dei consensi e la Lega il 17%.
Un altro dato significativo è che il centro destra come coalizione ha ottenuto il 37,24% dei consensi ma non sembra sufficiente per un governo di larghe intese con i voti del PD che crolla al 20% nonostante che la somma matematica superi il 57%.
Se i dati dovessero restare in questo modo o con piccoli aggiustamenti i commentatori politici mostrano tutto il loro pessimismo sulla possibilità che si possano costruire alleanze alternative agli attuali schieramenti e coalizioni così come sono stati i pronunciamenti dei loro leader alla vigilia del voto.
Noi avevamo auspicato un balzo più netto del Movimento cinque stelle per imprimere una svolta significativa al paese. Sarebbe stata l’occasione per voltare pagina definitivamente a un sistema di governo che ha mostrato tutti i segni di un decadimento fatale e di chiudere, al tempo stesso, con il vecchio mondo rappresentato da Forza Italia con un leader che ha perso del tutto il suo carisma e che resta in piedi solo per aver saputo imporre una legge elettorale che lo ha favorito umiliando di fatto i tanti italiani che la pensano diversamente e sono la maggioranza del Paese.

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Eugenio Scalfari: alias bocca della verità

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

scalfari_eugenio13Scrive Luigi Di Maio sul blog di Grillo: “Eugenio Scalfari ieri sera a Di Martedì su La7: “Tra Berlusconi e Di Maio scelgo Berlusconi”. A Scalfari va il mio personale ringraziamento: ci ha confermato come si comporterà il “sistema” nei prossimi mesi. Sanno che il PD non ha speranza e l’unico che può garantire che tutto resti com’è, oppure torni addirittura indietro, è Berlusconi.Dopo 20 anni di campagna antiberlusconiana, dopo il bavaglio, le 10 domande, le tante parole al vento sul conflitto di interessi, adesso il fondatore de La Repubblica ci confessa che in fondo era tutta una farsa. Noi lo abbiamo sempre detto. Ricordate? Pdl e pdmenoelle sono sempre stati complici, funzionali l’uno all’altro per garantirsi potere a vicenda e tenere in piedi lo stesso vecchio sistema.L’Italia però non ha più bisogno del passato, né di Berlusconi né di Scalfari. Ha bisogno del futuro, di una vita migliore. E ne ha anche diritto. L’unica forza politica in grado di dare nuovo slancio all’Italia e discontinuità con questo brutto passato è il MoVimento 5 Stelle. E se a Berlusconi e Scalfari questo non piace ce ne faremo una ragione”.

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Haward, Di Maio e quanto si dice disinformare

Posted by fidest press agency su domenica, 7 Mag 2017

di maio10di Luigi Di Maio In questi giorni per colpire me, si è deciso di far apparire Harvard come una Università di studenti e docenti spocchiosi che prima invitano un rappresentante delle istituzioni per discutere con lui e poi gli organizzano un processo per ”tartassarlo”. Nulla di più falso. Questo è stato il racconto tendenzioso e con gravi omissioni di alcuni giornalisti italiani che non erano lì, che sono accecati dall’odio nei nostri confronti e che per questo hanno già preso delle cantonate che resteranno nella storia del giornalismo italiano: do you remember Beatrice Di Maio, alias la moglie di Brunetta? Ecco, c’è anche il suo di racconto distorto.
Avete ascoltato o letto da qualche parte le opinioni dei docenti di Harvard sul mio speech? Eppure ce ne sono state.
Avrò risposto a oltre 10 domande quella sera, ma i media hanno riportato l’unica che domanda non era, fatta da una persona che non era né ricercatore, né studente, né docente di Harvard. Ma che grazie alla furia cieca della disinformazione, da oggi potrà fregiarsi di questi titoli.
E’ mio dovere prima di tutto dirvi che ad Harvard sono stato accolto con il massimo degli onori e della gentilezza. Appena arrivato mi hanno invitato a firmare il Guest Book di Harvard nel Marshal’s Office – dove hanno apposto la loro firma reali e capi di stato di tutto il mondo – subito dopo mi hanno illustrato la storia del loro Ateneo in un tour guidato dagli studenti.
Nel pomeriggio ho avuto il piacere di confrontarmi con studenti e docenti di Harvard in due riunioni distinte, abbiamo parlato dei nostri sistemi di democrazia diretta, di regole interne, del nostro programma e degli argomenti di attualità. C’era tanta ma davvero tanta curiosità.
Poi alle 18:00 – ora di Boston – ho tenuto il mio speech e il successivo dibattito.
Il dibattito si è concluso con le parole di ARCHON FUNG (Professor of Democracy and Citizenship ad Harvard), colui che ha moderato la serata accanto a me dall’inizio e che in apertura credeva fossi un populista di destra: <<Ciò che avete ascoltato è uno dei più interessanti e sensati tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica (…) nuovi politici e nuovi candidati capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce>>. Ma queste parole nessuno le riporterà mai.
Come nessuno riporterà mai le parole del Prof. TONY SAICH, direttore del the Ash Center alla Kennedy School of Government: <>.
Non c’è neanche traccia degli interventi del Prof. Italiano ad Harvard FRANCESCO ERSPAMER: <>. Nessuno deve sapere che una delle Università più prestigiose al mondo, è interessata al Movimento 5 Stelle.E siccome in queste ore qualcuno sta addirittura insinuando che non sia stata Harvard ad invitarmi, faccio presente che è stato Tony Saich in persona – direttore del the Ash Center alla Kennedy School of Government – a rivolgermi l’invito ufficiale. fonte: blog 5 stelle)

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Legge elettorale: partiamo dal Legalicum

Posted by fidest press agency su martedì, 2 Mag 2017

di maioIntervista rilasciata da Luigi Di Maio ad Emanuele Buzzi del Corriere della Sera
«Matteo Renzi la deve smettere di fare la politica dei due forni: ci dica se vuole fare una legge elettorale con Silvio Berlusconi per arrivare a un inciucio 2.0 o fare una legge seria»: Luigi Di Maio dopo l’intervento di Sergio Mattarella che ha chiesto con urgenza l’approvazione di una legge, prende posizione.
Dopo le parole del capo dello Stato siete disposti a trattare con il Pd?
«Ringrazio il presidente per l’appello, che dimostra quanto il Pd e il governo siano in difficoltà su questo tema. Per noi si parte dal Legalicum (la legge elettorale frutto delle correzioni della Consulta ndr), ma in commissione si può discutere di eventuali modifiche che ci vengano sottoposte come abbassare la soglia per il premio di governabilità».
Quindi sarete favorevoli a modifiche sul premio?
«Questo fa parte del dibattito in commissione. Per noi il Legalicum non è inscalfibile».
Nei sondaggi siete sempre in testa, ora Grillo ha strizzato l’occhio ai mercati finanziari. Vi preparate a incontrare nuovi interlocutori?
«Quel post di Grillo (pubblicato sul blog giovedì, ndr) è la dimostrazione di come gli economisti non ne azzecchino una. Brexit, Trump, referendum: le loro previsioni sono solo un tentativo di terrorizzare. Noi non siamo nemici dei mercati finanziari. Anzi vogliamo portare investimenti e imprenditori in Italia con piani a lungo termine».
Lei la prossima settimana andrà a Harvard a spiegare il ruolo della democrazia diretta in Italia. Cosa dirà?
«Racconterò anzitutto cosa è il Movimento e sarà una grande occasione per rispondere alle loro domande».
Come è nato questo viaggio?
«Si tratta di un viaggio non politico nato dall’invito di gruppi studenteschi, esteso poi al corpo docente e al rettore».
Incontrerà anche imprenditori e la comunità italiana a Boston: cosa si aspetta?
«Sarò al Mit e sì vedrò anche la comunità italiana. È una occasione per creare relazioni con il mondo universitario statunitense e ponti che possano aiutare lo sviluppo economico, l’istruzione, la ricerca».
Cosa pensa di Trump? Come giudica i primi mesi della sua amministrazione?
«Adesso è troppo presto per fare un bilancio. Noi ci siamo sempre espressi chiaramente, sia apprezzando le sue mosse sul rifiuto di alcuni trattati internazionali sia criticandolo per il suo operato in Siria».
In Europa non prendete posizione sulle prossime elezioni. Perché?
«Non è intelligente fare il tifo per un candidato o un altro: si rischia di fare la figura di Renzi con Clinton, da lui supportata, e Trump. In Francia entrambi i candidati sono distanti da noi, ma chi vincerà diventerà — se dovessimo governare — il nostro interlocutore istituzionale».
Ha fatto molto discutere la classifica sulla libertà di stampa di Reporter senza frontiere. Grillo anche ieri ha attaccato i giornalisti. Ma non state sbagliando con i media? Possibile che la classifica sia attendibile solo quando non vi criticano?
«Personalmente siamo sorpresi che ci sia Grillo tra i problemi della libertà di stampa quando un ex premier possiede tre televisioni e il premier nomina i vertici Rai. Per noi c’è molto da fare. Dobbiamo risolvere il conflitto di interessi e la lottizzazione delle tv pubbliche: dopo aver sciolto questi nodi sono sicuro che ci sarà un rapporto più tranquillo con i media».
Lei a messa dal Papa, Grillo intervistato da Avvenire, ma anche gli interventi duri della Cei verso di voi. Si è discusso molto di una vostra affinità con il mondo cattolico. Lei cosa ne pensa?
«Credo che su alcune cose la pensiamo in modo simile e su altre abbiamo opinioni più distanti. Nell’ultimo mese ci sono state prese di posizione della Cei più che legittimamente critiche su alcuni temi etici o sui migranti e posizioni invece più affini su temi come il reddito di cittadinanza. Questo dimostra che non ci sono alleanze o accordi, ma che ognuno porta avanti i propri punti di vista. Quanto alla messa: l’ho vissuta da cattolico, da fedele. Per me è stato emozionante essere lì».
A Genova Marika Cassimatis ha deciso di correre da sola e mettere fine alla bagarre giudiziaria. Però il fronte Cinque Stelle, ex compresi, ora ha tre candidati. Non rischia di diventare una gara a perdere?«C’è una sola lista del Movimento con candidato sindaco Luca Pirondini, gli altri fanno la loro corsa. Vedremo. Decideranno i cittadini di Genova, Verona e degli altri comuni che sindaco vogliono. Noi ci proponiamo come alternativa a chi ha governato finora».
Si parla molto della questione migranti e Ong. Lei chiede rispetto per il procuratore di Catania Zuccaro, ma è un tema delicato e lei è intervenuto con parole dure.
«Credo che nei prossimi giorni molti mi dovranno chiedere scusa. Io dico che c’è chi salva vite in mare e c’è anche lo spettro che possa esistere chi specula sulle vite dei migranti. Su un versante operano la Marina e alcune Ong, sull’altro c’è un procuratore che ha delle prove ma non le può usare in Italia e un ministro che lo richiama anziché aiutarlo. Io ho scoperchiato un vaso di Pandora: vediamo cosa accade».

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Criminalità rumena in Italia: non è un’opinione ma dati oggettivi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

luigi di maiodi Marius Daniel Lupascu – M5S Pinerolo. Sono molto dispiaciuto per quanto sta accadendo in queste ore, per il fatto che il nostro Parlamentare Luigi Di Maio sia stato vittima dell’ennesimo attacco mediatico infondato e immotivato. Il suo post relativo alle statistiche che riguardano la criminalità rumena in Italia e le imprese italiane che spostano la produzione in Romania non sono una sua opinione, sono dei dati oggettivi, dei numeri, che nei giorni scorsi sono stati divulgati non da lui ma da un Sostituto Procuratore statistiche alla mano.Sono un consigliere del M5S a Pinerolo sono nato in Romania ma vivo in Italia da 16 anni e vi posso assicurare una cosa: se avessi mai percepito sentimenti di odio, razzismo o xenofobia nel Movimento non mi sarei mai e poi mai candidato! E questo vale sia a livello di programma nazionale che a livello umano tra i membri del Consiglio di cui faccio parte e tra i numerosi attivisti nel mio Comune.
Sono al mio primo mandato e devo dire che sono molto felice di avere fatto questa scelta. Quando ho conosciuto i primi attivisti del Movimento 5 stelle è stato per me come un colpo di fulmine. In un mondo politico in cui non credevo e nel quale non avevo alcuna fiducia, per la prima volta conoscevo persone che la pensavano come me su tante tematiche: l’onestà come requisito fondamentale della classe politica, l’abolizione dei privilegi, la sovranità popolare così bistrattata da un Europa partita bene ma dimostratasi fallimentare per le economie dei singoli Stati, e soprattutto la tutela dell’ambiente, la nostra ricchezza più grande. E infatti proprio di ciò mi occupo in Consiglio: faccio parte del tavolo ambiente e porto avanti dei progetti relativi alla tutela animale. Mi sono sentito da subito parte di un progetto, sono sempre stato rispettato per ciò che sono e apprezzato per la mia voglia di contribuire a cambiare le cose.Se molti criminali dalla Romania e dagli altri Paesi decidono di venire in Italia a delinquere è sicuramente grazie al fatto che è risaputo che la Giustizia da noi non funziona! Insomma, si è quasi liberi di delinquere, tanto si sa, in galera non ci va quasi nessuno! In Romania vi assicuro che i criminali non agiscono indisturbati come accade qui… Noi cittadini onesti non ci sentiamo tutelati da uno Stato che non è in grado di mandare in galera chi non rispetta la legge!Altro punto importante: le aziende italiane, così come le aziende rumene, sono state danneggiate pesantemente dalle politiche dell’Unione Europea. Ma in Italia si aggiunge un problema che in Romania non c’è: la tassazione elevatissima! Come fanno le aziende a sopravvivere con tasse che toccano il 70per cento? E’ pura utopia! Luigi Di Maio ha giustamente denunciato il sistema fiscale italiano, che costringe le aziende a migrare altrove lasciando i propri cittadini senza lavoro.Molti di voi avranno letto il Blog del Movimento 5 stelle del 12 aprile 2017, giorno in cui è uscito un bellissimo articolo di sostegno e appoggio al popolo rumeno che in quel periodo era sceso in piazza a protestare contro la corruzione. Quell’articolo esprimeva la più grande vicinanza a quella protesta così forte, e quando ho letto “la loro battaglia è un esempio per tutti noi”, beh, confesso di essermi emozionato, e mi sono sentito onorato di essere un po’ italiano anche io. Grazie al Movimento per quello che fa, e grazie per avermi dato la possibilità di essere un Consigliere Comunale e oggi di esprimere un mio pensiero. A riveder le stelle! (fonte: Blog di Beppe Grillo)

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