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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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Einaudi e il 2 Giugno 1949. La Nato e il repubblicanesimo

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Settant’anni fa, Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica, dichiarò per la prima volta il “2 Giugno” Festa Nazionale, mentre l’Italia entrava nella Nato. Tutto fu festeggiato con l’inaugurazione del monumento a Giuseppe Mazzini sull’Aventino. La prima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana avvenne nel 1947. Nel 1948 si ebbe la prima parata in via dei Fori Imperiali a Roma.
Solo due anni dopo, nel 1949, esattamente 70 anni fa, il “2 Giugno” fu definitivamente dichiarato Festa nazionale. Nell’occasione il cerimoniale comprese la passata in rassegna delle Forze Armate in onore della Repubblica da parte del Presidente. La manifestazione avvenne in piazza Venezia, di fronte al Vittoriano. Dopo la deposizione della corona d’alloro al Milite Ignoto da parte del Presidente Luigi Einaudi, gli stendardi delle Forze Armate abbandonarono la formazione, percorsero la scalinata del monumento e resero omaggio a Einaudi con un inchino.
Sempre nel 1949 per l’ingresso dell’Italia nella NATO, si svolsero dieci celebrazioni in contemporanea in tutto il Paese. Nell’occasione, per rimarcare il legame della neonata repubblica con il mazzinianesimo, corrente del Risorgimento che non ebbe la meglio nella formazione del nuovo Stato unitario, fu inaugurato a Roma sull’Aventino nella piazza Romolo e Remo, ora piazzale Ugo La Malfa a Roma, un monumento celebrativo davanti al quale si svolse la manifestazione principale della Festa della Repubblica di quell’anno.
L’autore del bozzetto del monumento a Mazzini era Ettore Ferrari. La realizzazione fu a lungo osteggiata. Infine iniziata l’opera nel 1902, venne ancora continuamente interrotta, e completata solo nel 1948 dal figlio Giangiacomo e da Ettore Guastalla. Ettore Ferrari fu presidente onorario della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Lendinara dove realizzò la statua ad Alberto Mario e fu fondatore, nel 1901, dell’Università Popolare di Milano.
Suoi i monumenti a Giordano Bruno in Campo de’Fiori a Roma e quello a Carlo Cattaneo a Milano.
Questa rievocazione storica vuole essere “Un omaggio alla rivincita della corrente repubblicano – democratica sconfitta nel Risorgimento, all’anima socialista in essa maturata e scolpita nel Monumento a Mazzini, ma forse non compresa. Così come forse non si fa abbastanza caso allo spirito che percorre “la parata” quale non dovrebbe essere secondo il “Fatto”, e appunto senza il quale la confonde con una dimostrazione militarista che non è affatto. L’intreccio tra Celebrazione Ufficiale della Repubblica; l’Omaggio delle Forze Armate al suo Presidente Einaudi; il contemporaneo ingresso dell’Italia nella Nato e l’inaugurazione in quel “2 giugno” del ’49 del monumento a Mazzini – che l’autore volle sull’Aventino – sono fatti storici che hanno la chiarezza di un indirizzo per la forza motrice della nostra qualità democratica, che esce dal labirinto della storia, come repubblicana e socialista. E in questo quadro si apprezza meglio la dimostrazione dello stretto legame di lealtà democraica delle Forze Armate che furono le principali protagoniste della lotta anti-nazista. Cosa troppo spesso passata in secondo piano, se non cancellata, per ragioni politiche di stropicciamento della storia.
Le Forze Armate furono l’architrave della stessa resistenza partigiana che ad esse faceva capo sia strategicamente, che organizzativamente e finaziariamente. Di segno opposto è il nostro celebrare, con queste righe di richiamo, i 70 anni dell’odierno “2 Giugno 2019”: quello della Festa Nazionale della vittoria repubblicana e delle sue armi così come del contestuale ingresso italiano nella Nato. E anche un po’ di Mazzini, lo si ammetta almeno quest’anno nel Biennio repubblicano delle Cinque Giornate e della Repubblica Roma.Tutti elementi particolarmente densi per l’attualità e per il nuovo presente che tenta di nascere. (fonte: http://www.criticasociale.net Direttore responsabile: Stefano Carluccio)

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Fondazione Luigi Einaudi: Insediato il Dipartimento Economia del Comitato Scientifico

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2016

fondazione einaudiRoma Giovedì 12 maggio a Roma si è insediato il Dipartimento Economia del Comitato Scientifico della prestigiosa Fondazione Luigi Einaudi, presieduta dall’Avv. Giuseppe Benedetto che ha precisato: “Il Dipartimento Economia sarà una delle colonne portanti del nuovo corso intrapreso dalla fondazione Luigi Einaudi e donerà ancor più valore al lavoro di ricostruzione delle attività scientifiche di questa storica istituzione”. A presiedere il Dipartimento, il Professor Alberto Pera, Avvocato of counsel dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e componente il Cda di Enel. Membro del Dipartimento anche una giovane coneglianese, Elena Cargnello, dal 2009 in EY (Ernst & Young) figlia del Prof. Giovanni Cargnello, enologo e ricercatore di fama internazionale, già Direttore dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano e Consigliere Scientifico del CRA. Esperta di digital economy and public policy ha compiuto studi in Italia, Belgio e USA, maturando significative esperienze professionali in prestigiose istituzioni internazionali come il Parlamento Europeo. E’ componente della Direzione de ‘I liberali’, storico movimento fondato da influenti esponenti del panorama liberale nazionale. Fanno parte del Dipartimento: Luca Anselmi, Domenico da Empoli, Alessandro de Nicola, Veronica de Romanis, Giampaolo Galli, Cesare Giussani, Lorenzo Infantino, Claudio Leporelli, Marco Ponti e Claudio Scarpa. Soddisfazione per l’insediamento del Dipartimento è stata espressa anche dal direttore generale Pietro Paganini, dal direttore scientifico Lorenzo Castellani e da Giovanni Orsina, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione. (foto: fondazione einaudi)

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Anniversario morte Einaudi

Posted by fidest press agency su domenica, 9 ottobre 2011

Luigi Einaudi

Image via Wikipedia

Il Presidente Napolitano è intervenuto in occasione della cerimonia commemorativa del 50° anniversario della morte di Luigi Einaudi a Dogliani, Tra l’altro ha detto: “Ho apprezzato le parole del sindaco di Dogliani relative a temi di attualità politica e istituzionale su cui sono intervenuto più volte in questi giorni e su cui egli mi ha così risparmiato di dover ritornare. Continuo a riflettere sulla lezione e ad attingere all’esempio di rigore e sobrietà del presidente Einaudi. E mi fermo qui visto che qualche giorno fa un’occasionale reminiscenza storica, il richiamo nell’aula del Consiglio comunale di Biella in cui e’ segnato il posto che fu a lungo di Giuseppe Pella, al governo che Pella formò nel 1953 su incarico di Einaudi, è bastato per indurre solerti commentatori a immaginare disegni e scenari di attualità. Spero si giungerà a recuperare un po’ di distacco nel discutere almeno di fatti storici.Naturalmente, il ricordo e l’omaggio che oggi dedichiamo a Luigi Einaudi non possono limitarsi all’esperienza presidenziale che pure segnò il culmine della sua operosità e rispecchiò l’intera sua visione non solo istituzionale ma ideale e morale. Ho perciò molto apprezzato il contributo offerto dal prof. Petroni nel tracciare una sintesi dell’eredità di pensiero e di impegno – politico, pedagogico, comunicativo – di Luigi Einaudi. C’è da rileggere Einaudi, e ci sarebbe anche da ripubblicarlo, ha ragione Petroni. C’è da riflettere con spirito nuovo anche su momenti di dibattito rimasti famosi e però un po’ equivocati come quello tra Croce ed Einaudi, perché (anche se non pretendo di rappresentare il ” lato napoletano” della disputa) quel che a Croce premeva non era confutare le tesi di Einaudi sull’economia, quanto affermare un concetto di libertà e un profilo di Partito liberale non identificabili con alcuna scuola specifica di pensiero economico. E c’è da riflettere egualmente su aspetti misconosciuti del suo pensiero come quella che potremmo chiamarne (con molta approssimazione) la dimensione sociale.Aspetti importanti sono stati messi a fuoco negli atti di recente pubblicati del convegno della Banca d’Italia, e altri oggi qui nel discorso del professor Petroni. Insomma, occorre portare avanti questo sforzo di valorizzazione piena e unitaria del lascito di ispirazioni e ideali propriamente einudiano. Dovrebbe essere chiaro che ci sono insegnamenti e suggestioni da trarne, superando schemi duri a morire, per un moderno approccio riformista che non può comunque non essere europeista (ed Einaudi fu davvero precursore della scelta federalistica europea anche degli Spinelli e degli Ernesto Rossi, che d’altronde non mancarono mai di riconoscere questo loro debito ed ebbero personalmente con Einaudi un rapporto fecondo).E’ bello discutere di ciò in una sede come questa, dinanzi agli stendardi del comune di Dogliani e della Regione Piemonte perché c’e’ bisogno di questi nutrimenti per portare la politica , e la dialettica politica nelle nostre istituzioni, al livello di dignità e nobiltà cui debbono aspirare.elementi correlati Documento in formato PDFvisiteVisita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle città di Biella, Aosta e Cuneo”.

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