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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘luigi sturzo’

Luigi Sturzo: “La vera rivoluzione è spirituale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

E’ il nuovo libro di Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito nasce in occasione del Centenario dell’Appello a tutti gli uomini liberi e forti e in concomitanza con il Convegno Internazionale Sturziano “L’attualità di un impegno nuovo”, promosso per la ricorrenza dal 14 al 16 giugno a Caltagirone, paese che diede i natali al grande sacerdote, statista e fondatore del Partito Popolare Italiano.Il testo traccia efficacemente un profilo poco investigato del sacerdote di Caltagirone, recuperando la profondità spirituale del suo pensiero, posta a fondamento della sua impareggiabile “azione – animazione” culturale, sociale e politica.Arricchita da un’antologia di scritti di don Sturzo, l’opera offre al lettore un’occasione propizia non solo per approfondire il pensiero di questo Servo di Dio, ma anche per riconsiderare la crisi spirituale del nostro tempo e riaffermare l’attualità di un impegno nuovo dei laici cristiani.A firmarne la Prefazione è S.Em. il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE), il quale definisce questa produzione editoriale «un servizio alla memoria, perchè dimenticare i giganti che hanno costruito la democrazia nel nostro Paese è ingrato verso di loro e stolto verso di noi. L’attenta lettura di questo saggio sia un motivo in più che accende o rinnova la voglia di partecipare a quest’ora in Italia e in Europa, nel desiderio di essere anche noi, come lui diceva, “liberi e forti”».
La presenza e l’azione dei cristiani nella società e nella politica erano per don Luigi Sturzo e per quella prima generazione di laici cristiani figli della prima Enciclica sociale “Rerum Novarum”, l’esplicitazione “laica” del contenuto morale della fede, dunque di quell’amore per il prossimo inteso come principio di giustizia sociale. Era questo il “segreto manifesto” dei padri della democrazia europea ai quali, con don Luigi Sturzo, continuamente si rivolge la nostra memoria; era la cifra più alta e significata del loro essere “laici cristiani” nella storia umana.
Spetta ai laici elaborare una sintesi creativa fra fede e storia, tra fede e cultura, tra fede e carità, tra fede e servizio; una sintesi che trovi il suo fulcro nell’amore naturale vivificato dalla grazia divina, che renda l’uomo capace di resistere al male e di vincere il male con il bene. Così si dà, nell’ordine temporale, l’identità cristiana: è l’espressione di una fede umilmente confessata, vitalmente praticata, permanentemente contrastata, spesso perseguitata.

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Celebrazioni “Luigi Sturzo e il popolarismo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Parigi l’11 Giugno 2019 a Parigi, presso l’Istituto Italiano di Cultura, si terrà il Seminario L’esilio della democrazia. Luigi Sturzo, Francesco Luigi Ferrari e gli antifascisti in Francia: una rilettura delle prime analisi fatte dagli esuli cattolici sulla crisi delle democrazie e sull’esilio della democrazia in Europa.
– dal 14 al 16 Giugno 2019 a Caltagirone si terrà il Convegno internazionale L’attualità di un impegno nuovo: una serie di incontri per rileggere l’attualità e l’attuabilità del pensiero sturziano ispirato ai 12 Punti programmatici dell’Appello “A tutti gli uomini Liberi e Forti”. (fonte:Istituto Luigi Sturzo)

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Verso quale Europa?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

Bologna 23 febbraio, ore 16,30, Cinema Perla,Via San Donato, 38, Ne parla il Prof. Gianfranco Pasquino: “Il progetto di un’Europa libera e unita prende luce nell’agosto 1941 in un’isola per confinati politici antifascisti, Ventotene. “Il problema che in primo luogo va risolto … è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in Stati nazionali sovrani. Il crollo della maggior parte degli stati del continente sotto il rullo compressore tedesco ha già accomunato la sorte dei popoli europei che, o tutti insieme soggiaceranno al dominio hitleriano, o tutti insieme entraranno, con la caduta di questo, in una crisi rivoluzionaria in cui non si troveranno irrigiditi e distinti in solide strutture statali. Gli spiriti sono già ora molto meglio disposti che in passato ad una riorganizzazione federale dell’Europa”.
Parlando sulla Comunità europea di Difesa (CED) all’Assemblea del Consiglio d’Europa di Strasburgo il 10 dicembre 1951, Alcide De Gasperi mette in guardia da un pericolo: “Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale nel quale le volontà nazionali si incontrino e si animino in una sintesi superiore, non rischieremo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale? potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva quale appare in certi periodi del suo declino il Sacro Romano Impero”. Nell’intervento lo statista trentino si premura di precisare “il primo, il principale pilastro” della CED (che poi non avrà seguito): “un Corpo eletto comune e deliberante, anche con attribuzioni di decisioni e di controllo limitato a ciò che è amministrato in comune, e dal quale dipenda un organismo esecutivo collegiale”.
La Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea (che in base all’art. 6 del Trattato di Lisbona ha lo stesso valore giuridico dei Trattati) esalta al massimo grado la caratteristica di unione “politica” dell’UE, definendo valori di civiltà condivisi per tutti i paesi membri. Può essere interessante il confronto con la nostra carta costituzionale, in particolare la costituzione economica. Ma come vive l’integrazione europea effettivamente realizzata il Governo del Movimento 5 Stelle e della Lega? Nello scorso settembre il Ministro per gli affari europei Savona ha trasmesso a Bruxelles un documento intitolato “Una politeia (ndr. un fondamento?) per un’Europa diversa, più forte e più equa”. Diversi i profili prospettati, a partire dalla constatazione che le “riforme” suggerite e anche imposte (privatizzazioni, deregolamentazione, contenimento e riduzione del welfare, ecc.) non sono state il viatico più efficace per stimolare una crescita economica che facilitasse il risanamento dei conti proprio a paesi con un forte debito pubblico come l’Italia. Dando concretezza all’ “unità politica“ dell’UE Savona propone ai partners europei di prendere in considerazione “un’incisiva politica della domanda aggregata europea” (per tutti i paesi membri dell’UE, concentrando iniziative e investimenti secondo un approccio comune).  Il Ministro dell’Economia e delle Finanze del precedente Governo (“Gentiloni”) ha commentato su “Il Foglio” il documento di Savona (“Tre punti di accordo e quattro di disaccordo sulla riforma dell’Ue”).
Il 13 febbraio il Parlamento europeo ha concluso l’esame della proposta di Regolamento (=legge europea) della Commissione concernente le spese di coesione territoriale e sociale nelle regioni e comunità dell’UE per il periodo 2021-2027 (in pratica i relativi fondi costituiscono circa un terzo del bilancio totale dell’Unione). Nel suo esame il Parlamento ha bocciato l’articolo 15, che prevede la possibile sospensione totale o parziale dei pagamenti per i Paesi che, a giudizio della Commissione, non adottino un’azione efficace, in risposta alle raccomandazioni della Commissione stessa, per correggere i propri squilibri macroeconomici. No all’austerity? No a una ritorsione contro Governi renitenti che penalizza territori e comunità locali? La bocciatura è avvenuta col voto (oltre che dei socialisti, di parte dei popolari e gruppi minori) degli esponenti italiani del Pd, del Movimento 5 Stelle e della sinistra”.

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Popolarismo vs populismo: La lezione di don Luigi Sturzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Roma Lunedì 25 febbraio 2019, ore 17:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Nel centenario dell’ “Appello ai liberi e forti”, la Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana e l’Istituto Luigi Sturzo organizzeranno la giornata di studio «La democrazia per il bene comune: popolarismo versus populismo». La giornata di studio si focalizzerà sul pensiero del Servo di Dio, fondatore del Partito Popolare Italiano e già studente della Gregoriana.
L’incontro si aprirà con l’introduzione del gesuita camerunese Jacquineau Azetsop, Decano della Facoltà di Scienze Sociali. Seguiranno gli interventi di Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale, Presidente della Commissione storica per la causa di Beatificazione e Canonizzazione di don Luigi Sturzo; del Prof. Nicola Antonetti, Presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, Docente dell’Università degli Studi di Parma; dell’onorevole Pierluigi Castagnetti, Presidente dell’Associazione “I Popolari”; e del Prof. Giovanni Dessì, Segretario Generale dell’Istituto Luigi Sturzo e Docente dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.Il pomeriggio sarà moderato dal Dott. Luigi Mariano, docente Facoltà di Scienze Sociali della Gregoriana.

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Palermo un convegno per rilanciare l’attualità del popolarismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2019

Palermo 17, 18 e 19 gennaio 2019 (ore 15) nella sede della Facoltà, in via Vittorio Emanuele II n. 463 convegno per rilanciare l’attualità del popolarismo e vedrà protagonisti gli studiosi più eminenti del popolarismo in Italia insieme a diversi vescovi siciliani. Un grande cantiere di pensiero che si aprirà nel pomeriggio di giovedì prossimo alla presenza delle autorità civili e militari e dell’arcivescovo Corrado Lorefice.”Nel centenario dell’Appello ai liberi e forti e della nascita del Partito Popolare Italiano – spiega il preside della Facoltà teologica Francesco Lomanto – la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia intende celebrare l’evento per approfondire il pensiero e l’azione dei fratelli Luigi e Mario Sturzo, fulgidi esempi di sacerdoti siciliani, che contribuirono a dare una svolta in senso cristiano alla politica e alla cultura dei loro diffìcili tempi, e che, ancora oggi, offrono valide, attuali e attuabili soluzioni per il superamento della crisi morale e per la lotta alla diffusa corruzione della nostra epoca. La Pontifìcia Facoltà Teologica di Sicilia – aggiunge il preside – si fa promotrice di un’iniziativa allo scopo di mettere ulteriormente in luce la missione sacerdotale, l’impegno civico e culturale, le virtù e il ‘martirio’ di Mario e Luigi Sturzo: i due fratelli sono candidati all’onore degli altari e i rispettivi processi di canonizzazione sono in corso di pieno svolgimento”. Il convegno si concluderà nel pomeriggio di sabato con l’intervento di Gaspare Sturzo.

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100 anni dall’Appello ai Liberi e Forti di Luigi Sturzo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

La sera del 18 gennaio 1919, dall’albergo Santa Chiara di Roma, veniva diffuso l’appello A tutti gli uomini liberi e forti, con l’annesso Programma in 12 punti del Partito popolare italiano [Ppi]. Il progetto o il “sogno” di Luigi Sturzo, fondatore del partito, e la prospettiva del popolarismo non furono solo quelle di aprire le porte dello Stato ai cattolici, bensì, e in modo più ampio, di inaugurare un inedito e comune impegno di tutte le forze politiche per la costruzione della democrazia italiana.
In tutta la sua breve storia il Ppi incontrò incomprensioni e ostacoli, dentro il mondo cattolico e fuori di esso, nonché tra gli stessi propugnatori del rinnovamento democratico, che rallentarono la sua azione fino a bloccarne l’impegno per le riforme.
Anche se fallito il progetto del partito, il popolarismo sturziano rappresentava e rappresenta ancora una eredità di idee e di progetti disponibili per l’affermazione e la difesa della democrazia costituzionale. L’Istituto Luigi Sturzo, per celebrare quel particolare avvenimento, sta portando avanti una serie di iniziative scientifiche con l’obiettivo di valorizzare la figura e l’opera del sacerdote siciliano e costruire percorsi di riflessione storica in grado di attualizzare il popolarismo come cultura politica.

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Libertà per la nuova Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2016

STURZO.Don Luigi SturzoRoma Giovedì 28 aprile 2016, ore 9.30 Istituto Luigi Sturzo Sala Perin del Vaga Terzo incontro all’interno del ciclo di seminari promosso per il 60° anniversario dei Trattati di Roma dedicato alle madri fondatrici dell’Europa. Il gruppo Young leaders dell’Istituto Sturzo apre il dibattito con una testimonianza di Fioralba Profi Con la rappresentazione di alcune scene tratte da Il sale della terra di Paolo ScottiIntervengono Luigi Vittorio Ferraris, Christian Heldt, Gabriele Panizzi, Eligio Resta, rappresentante Konrad Adenauer Stiftung SOPHIE SCHOLL Libertà per la nuova Europa Saluti Nicola Antonetti Modera Diva Ricevuto.

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L’appello ai “Liberi e forti”

Posted by fidest press agency su domenica, 3 gennaio 2016

STURZO.Don Luigi Sturzodi Don Luigi Sturzo. A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà. E mentre i rappresentanti delle Nazioni vincitrici si riuniscono per preparare le basi di una pace giusta e durevole, i partiti politici di ogni paese debbono contribuire a rafforzare quelle tendenze e quei principi che varranno ad allontanare ogni pericolo di nuove guerre, a dare un assetto stabile alle Nazioni, ad attuare gli ideali di giustizia sociale e migliorare le condizioni generali, del lavoro, a sviluppare le energie spirituali e materiali di tutti i paesi uniti nel vincolo solenne della “Società delle Nazioni”. E come non è giusto compromettere i vantaggi della vittoria conquistata con immensi sacrifici fatti per la difesa dei diritti dei popoli e per le più elevate idealità civili, così è imprescindibile dovere di sane democrazie e di governi popolari trovare il reale equilibrio dei diritti nazionali con i supremi interessi internazionali e le perenni ragioni del pacifico progresso della società. Perciò sosteniamo il programma politico-morale patrimonio delle genti cristiane, ricordato prima da parola angusta e oggi propugnato da Wilson come elemento fondamentale del futuro assetto mondiale, e rigettiamo gli imperialismi che creano i popoli dominatori e maturano le violente riscosse: perciò domandiamo che la Società delle Nazioni riconosca le giuste aspirazioni nazionali, affretti l’avvento del disarmo universale, abolisca il segreto dei trattati, attui la libertà dei mari, propugni nei rapporti internazionali la legislazione sociale, la uguaglianza del lavoro, le libertà religiose contro ogni oppressione di setta, abbia la forza della sanzione e i mezzi per la tutela dei diritti dei popoli deboli contro le tendenze sopraffattrici dei forti.
Al migliore avvenire della nostra Italia – sicura nei suoi confini e nei mari che la circondano – che per virtù dei suoi figli, nei sacrifici della guerra ha con la vittoria compiuta la sua unità e rinsaldata la coscienza nazionale, dedichiamo ogni nostra attività con fervore d’entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi.
Ad uno Stato accentratore tendente a limitare e regolare ogni potere organico e ogni attività civica e individuale, vogliamo sul terreno costituzionale sostituire uno Stato veramente popolare, che riconosca i limiti della sua attività, che rispetti i nuclei e gli organismi naturali – la famiglia, le classi, i Comuni – che rispetti la personalità individuale e incoraggi le iniziative private. E perché lo Stato sia la più sincera espressione del volere popolare, domandiamo la riforma dell’Istituto Parlamentare sulla base della rappresentanza proporzionale, non escluso il voto delle donne, e il Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi nazionali, accademici, amministrativi e sindacali: vogliamo la riforma della burocrazia e degli ordinamenti giudiziari e la semplificazione della legislazione, invochiamo il riconoscimento giuridico delle classi, l’autonomia comunale, la riforma degli Enti Provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali.
Ma sarebbero queste vane riforme senza il contenuto se non reclamassimo, come anima della nuova Società, il vero senso di libertà, rispondente alla maturità civile del nostro popolo e al più alto sviluppo delle sue energie: libertà religiosa, non solo agl’individui ma anche alla Chiesa, per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo; libertà di insegnamento, senza monopoli statali; libertà alle organizzazioni di classe, senza preferenze e privilegi di parte; libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche.
Questo ideale di libertà non tende a disorganizzare lo Stato ma è essenzialmente organico nel rinnovamento delle energie e delle attività, che debbono trovare al centro la coordinazione, la valorizzazione, la difesa e lo sviluppo progressivo. Energie, che debbono comporsi a nuclei vitali che potranno fermare o modificare le correnti disgregatrici, le agitazioni promosse in nome di una sistematica lotta di classe e della rivoluzione anarchica e attingere dall’anima popolare gli elementi di conservazione e di progresso, dando valore all’autorità come forza ed esponente insieme della sovranità popolare e della collaborazione sociale.
Le necessarie e urgenti riforme nel campo della previdenza e della assistenza sociale, nella legislazione del lavoro, nella formazione e tutela della piccola proprietà devono tendere alla elevazione delle classi lavoratrici, mentre l’incremento delle forze economiche del Paese, l’aumento della produzione, la salda ed equa sistemazione dei regimi doganali, la riforma tributaria, lo sviluppo della marina mercantile, la soluzione del problema del Mezzogiorno, la colonizzazione interna del latifondo, la riorganizzazione scolastica e la lotta contro l’analfabetismo varranno a far superare la crisi del dopo-guerra e a tesoreggiare i frutti legittimi e auspicati della vittoria.
Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principi del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi, di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell’organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.
A tutti gli uomini moralmente liberi e socialmente evoluti, a quanti nell’amore alla patria sanno congiungere il giusto senso dei diritti e degl’interessi nazionali con un sano internazionalismo, a quanti apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo, a nome del Partito Popolare Italiano facciamo appello e domandiamo l’adesione al nostro Programma. (18 gennaio 1919)

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Il dibattito politico nella cultura storica del Meridione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 gennaio 2013

Luigi Sturzo

Luigi Sturzo (Photo credit: Wikipedia)

Oggi si parla di “riformismo” e si pensa a qualcosa di nuovo e di originale. Diciamo, piuttosto, che esso è ricorrente nella storia dell’umanità.
Senza andare molto a ritroso nel tempo mi basta ricordare il riformismo del Settecento, proposto da genovesi e Galanti, e che avevano visto nella campagna e nella provincia meridionali il vero campo d’azione, il terreno su cui misurare successi e sconfitte. Riformismo è stato ancora ripresentato, ad esempio, nel più recente grande convegno siciliano su Luigi Sturzo.
E oggi che ritorniamo a proporre in politica il riformismo dobbiamo riconsiderare per l’ennesima volta l’aspetto deteriore di una politica che passa sopra le attese del popolo meridionale, lo sfiora e ancora una volta disattende le sue attese, i suoi bisogni, il suo anelito di crescere e di identificarsi nella sua cultura e di confronto con quella degli altri.
Tutte le vicende che sono sotto i nostri occhi vanno sempre articolate senza esaltazioni e senza condanne che invece, con riferimento alle vicende politiche ed economiche italiane, e non solo a quelle meridionali, hanno finora prevalso nella pubblicistica e nella saggistica nazionale e interna-zionale. E’ chiaro, tra l’altro, che da ragionamenti tutti indistintamente uniformi, nell’ottimismo sempre giustificazionista o nel pessimismo spesso assai antagonista e pregiudizialmente politicizzato, non può non determinarsi il rischio dell’interruzione del circuito della buona e efficace comunicazione di cui invece vi è forte bisogno in questo nostro Paese. E’ bene che i politici lo abbiano ben presente per evitare che l’ennesima delusione non diventi, se già non lo è, il prezzo di una arrestabile depauperamento del sistema paese nella sua interezza che non può non riguardare, ovviamente, la politica quanto la cultura, quanto la stessa civiltà e democrazia. (Riccardo Alfonso)

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Sturzo: messa suffragio

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2011

Luigi Sturzo

Image via Wikipedia

Roma, 5 ottobre 2011, alle ore 18,30, presso la Chiesa di Sant’Agostino i avrà luogo la celebrazione di una Santa Messa in suffragio di don Luigi Sturzo. Presiederà la Santa Messa S.E. Mons. Mariano Crociata, Segretario Generale della CEI.
“Don Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 da Felice e Caterina Boscarelli: il padre faceva parte della nobile famiglia dei Baroni d’Altobrando e la madre faceva parte di una famiglia borghese calatina. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano (del quale divenne segretario politico fino al 1923) e il 18 gennaio 1919 si compie ciò che a molti è apparso l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia: dall’albergo Santa Chiara di Roma, don Sturzo lancia “l’Appello ai Liberi e Forti”, carta istitutiva del Partito Popolare Italiano”. E’ morto a Roma l’8 agosto 1959. (fonte wikipedia)

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Il futuro delle province

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Torino 22 luglio alle ore 18 presso la sede di via Stampatori 6. Il dibattito sul ruolo e l’utilità delle Province si è riacceso ed esasperato dopo che la Camera ha pochi giorni fa respinto la proposta di legge per abolirle. C’è il rischio che superficialità e demagogia possano distruggere l’equilibrato sistema di autonomie locali previsto dalla Costituzione, che assegna alla Provincia il fondamentale compito amministrativo di area vasta. I Popolari piemontesi – che credono nelle autonomie locali, in continuità con il pensiero di Luigi Sturzo – intendono ragionare con cittadini e amministratori locali su come rendere più efficiente ed economico il governo del territorio, senza regredire sul piano del controllo democratico. Come base di discussione si partirà dai due articoli pubblicati su Rinascita popolare on-line (www.associazionepopolari.it) dal direttore Alessandro Risso, che hanno indotto significativi commenti.

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Le Giornate del lavoro culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Roma, Auditorium Parco della Musica, 24-25 giugno 2011 in Viale Pietro de Coubertin 30 a Roma, si terrà un grande evento di due giorni interamente dedicati all’industria, agli operatori e alle istituzioni culturali, un settore di grande impatto sociale ed economico, ma più a rischio nelle situazioni di crisi. “Vivere di Cultura. Le Giornate del lavoro Culturale” è curato dal BAICR Sistema Cultura, consorzio non profit costituito nel 1991 tra cinque istituti culturali italiani: Istituto della Enciclopedia Italiana, Istituto Luigi Sturzo, Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, Società Geografica Italiana e Fondazione Istituto Gramsci. BAICR Sistema Cultura ha lo scopo di contribuire alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale italiano attraverso metodologie innovative, logiche di comunicazione e creazione di ambienti. Molti i temi affrontati:
• venerdì 24 giugno saranno aperti dibattiti su “La città come fabbrica delle idee. Fare cultura a Roma”, “Per una mappa del lavoro culturale” e “Chi rappresenta il lavoro culturale?”, mentre sabato 25 giugno sarà l’occasione per discutere de “Il privato e le organizzazioni non profit nell’economia del patrimonio culturale”, “Lavorare con le idee: arti e saperi del patrimonio immateriale”, “Il peso del sapere. Cultura e politiche della sostenibilità” e “La convergenza dei media e l’industria culturale in Italia”.
• La sera del 24 giugno è previsto uno spettacolo, con la regia di Alessio Pizzech, dal titolo “Vivere con la cultura con la partecipazione di :Susanna Stivali, trio jazz, Clara Galante, attrice, Giuseppe Cinzia Pennesi, pianista e direttrice d’orchestra, Giuseppe Nitti, attore,Peppino Ortoleva, saggista, Antonio Raspanti, contrabbassista, Chiara Ingrao, scrittrice, Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice, Flavio Santi, scrittore, Silvia Gallerano, attrice, Maria Chiara Cecconi, scultrice, e gli attori di “Boris”: Paolo Calabresi, Antonio Catania, Caterina Guzzanti, Francesco Pannofino, Karin Proia, Alberto Di Stasio.

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Il pensiero di Luigi Sturzo

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Roma, 18 gennaio 2010 alle ore 17.00 “Sala Laurentina” Via San Lorenzo in Lucina n. 16 (attigua alla Piazza del Parlamento),incontro a promosso dalla Democrazia Cristiana del Lazio sul tema:  < Il pensiero di don Luigi Sturzo proiettato sulla realtà italiana contemporanea – Spunti di riflessione >. Il convegno è promosso in occasione dell’anniversario dell’Appello ai liberi e forti (18 gennaio 1919) Coordina l’incontro la dott. Pino Nazio, Giornalista R.A.I.
Svolgerà la relazione introduttiva Alessandro Marinangeli, Vice-Segretario nazionale Vicario della D.C. e Segretario regionale della D.C. del Lazio. Seguirà l’intervento di saluto del Parroco della parrocchia di San Lorenzo in Lucina don Gabriele. Sono inoltre previsti gli inteventi di Nicoletta Fortivo, Vice-Presidente Nazionale D.C.; di Maurizio Muratore, Segretario nazionale di Alleanza Cristiana; Gaetano Tropeano, Presidente nazionale dell’Associazione Liberi e Forti. Seguirà il dibattito. E’ prevista anche la partecipazione del Consigliere regionale del Lazio On. Giuseppe Palmieri. Le conclusioni del convegno saranno tratte dal Segretario nazionale della Democrazia Cristiana Angelo Sandri. Al termine del convegno (alle ore 19.00), per chi lo desidera, è possibile prendere parte alla Santa Messa.

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I cattolici e l’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Nel mentre ci apprestiamo a festeggiare i 150 anni dall’Unità d’Italia è d’obbligo, a mio avviso, pensare al ruolo svolto non tanto dai cattolici quanto dalla chiesa di Roma. La prima impressione è che essa ha affrontato con un certo ritardo i nuovi problemi posti dalla trasformazione della società al momento dell’unità. Ma va poi, doverosamente, aggiunto che alla vecchia querelle risorgimentale si pose rimedio da ambo le parti allorchè il gruppo finanziario del Vaticano trovò modo d’allearsi con i gruppi di “aristocrazia finanziaria” del triangolo ligure-toscano-piemontese, con cui iniziò un lungo e cordiale confronto. Fu il tempo del Galliera, del Bomprini, della Società generale di credito mobiliare, ecc. Parliamo di un gruppo che dominerà la finanza italiana fino al 1893. E’ il tempo in cui furono costruite ferrovie, imprese siderurgiche, ci fu il controllo delle compagnie di navigazione, l’appalto delle imposte, l’attività edilizia e mineraria e anche la “aristocrazia nera” delle banche romane e della campagna laziale. Fu anche il tempo in cui il capitalismo italiano, ammantato di provincialismo, indirizzò il suo principale interesse alla speculazione edilizia e al monopolio industriale. Un periodo di discutibili manovre creditizie e di conseguenti scandali bancari. Nel frattempo esplodeva la questione sociale che vide come maggiore attore proprio il Sud mentre la borghesia stava alla finestra non riuscendo a rendere stabile la propria egemonia. In questa serie di eventi balzò palese la questione contadina che fu in un certo senso monopolizzata dalla Chiesa e che si poneva come contro altare all’insorgenza della questione operaia e al pericolo del socialismo “urbano” anche se quest’ultimo seppe poi infiltrarsi abilmente nel mondo contadino attraverso l’anello più debole, quello dei braccianti. (il tema è stato approfondito dal libro di Riccardo Alfonso e Raffaele Ferraris dal titolo “Gli umili figli della terra” dove si parla ampiamente della lotta dei braccianti agricoli e delle mondine nel vercellese a cavallo dei due secoli) Il clero, in questa fase commise, a mio avviso, un primo grosso errore cercando di costituire una sorta di “cordone sanitario” nel mondo agricolo ma senza aprirsi al nuovo che avanzava sia in agricoltura sia nella classe operaia delle città. Ma il movimento operaio, pur rafforzandosi, fu incapace, essendo mal guidato, di sprigionare una iniziativa che sapesse esercitare una sorta di egemonia o di attrazione nei confronti dei gruppi sociali intermedi, o altrimenti detti piccola e media borghesia. Per fortuna dei cattolici ci fu l’iniziativa di Luigi Sturzo che preparò un programma di rinnovamento della società italiana mediante quello che fu definito il “pluralismo” cattolico attraverso una serie infinita di “corpi intermedi”: comuni, banche, scuole cattoliche, parrocchie, associazioni di categoria, ecc. Un programma che fu definito ardito e tradizionale poichè si collegava ad un certo indirizzo di stampo liberistico e autonomistico. Sturzo ebbe il merito di coniugare la tradizione risorgimentale liberale con il mondo cattolico, ma perse la possibilità di una “fuga in avanti” in chiave riformista per evitare di chiudersi a riccio nei confronti delle masse socialiste e marxiste. Il massimo di concessione sturziana venne con la dottrina del “dualismo” per non confondere le sue posizioni con i “clerico-fascisti” e per rivendicare una concezione laica dello Stato. Queste sono le premesse di una costruzione politica che nel periodo fascista lo condusse all’esilio e per la Chiesa l’accettazione più completa del capitalismo e dei suoi effetti distorsivi. (prima parte del saggio di Riccardo Alfonso “I cattolici e l’Unità d’Italia” edito dalla Fidest per conto dei suoi centri studi)

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Il belpaese dei cattolici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2010

Roma 29 novembre 2010 ore 17,30 Via delle Coppelle, 35 Istituto Luigi Sturzo Presentazione del volume di Giovanni Tassani Il belpaese dei cattolici Novecento italiano: politica e interpretazioni Cantagalli 2010 (pp. 272 – Euro 17,00) Presiede  Giuseppe Ignesti Intervengono  Augusto D’Angelo, Massimo De Angelis, Giovanni Dessì Modera Sandro Magister Sarà presente l’Autore
Chi è l’intellettuale cattolico? Che cosa ha rappresentato nel mezzo secolo in cui la DC, il più “cristiano” dei partiti politici, ha governato il nostro paese? Giovanni Tassani cerca di rispondere a queste domande prendendo le mosse dalla straordinaria intuizione di Luigi Sturzo che diede vita a una nuova prospettiva culturale, favorendo l’incontro tra moderati e cattolici popolari, incrinatasi poi con l’avvento di un pensiero “progressista” che la bollava come conservatrice. Tassani descrive il tramonto di quell’era culturale e politica attraverso l’analisi del pensiero di alcuni intellettuali che ne furono protagonisti: da Baget Bozzo a Del Noce, da Gabriele De Rosa a Scelba e Gonella, da De Gasperi a Dossetti, Fanfani e Moro. Una nuova interpretazione che si nutre del costante riferimento alla vastissima pubblicistica sull’argomento e attinge a molti documenti inediti. Un modo efficacissimo per reintepretare un tema che ancora oggi mantiene viva la propria attualità.
Giovanni Tassani, studioso di storia contemporanea, con questa nuova ricerca torna a parlare di alcuni personaggi esaminati nel suo primo libro La cultura politica della destra cattolica (1976). Fra i suoi lavori, ricordiamo inoltre un volume su Aldo Moro. Il politico nella crisi 1962/1973 scritto insieme a Gianni Baget Bozzo (1983) e La terza generazione. Da Dossetti a De Gasperi fra Stato e rivoluzione (1988).

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Scuola di formazione “Luigi Sturzo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2010

Il Centro Studi Tocqueville-Acton, in collaborazione con Rubbettino Editore, presenta l’edizione 2009/2010 della Scuola di formazione “Luigi Sturzo”: 12 seminari di approfondimento sulle tematiche dell’enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI.  I seminari sono a numero chiuso. Tra tutti i curricula pervenuti all’indirizzo m.serio@rubbettino.it entro il 15 gennaio 2010, saranno selezionati i partecipanti al corso. Nell’ultimo incontro sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi avrà frequentato almeno 8 lezioni su 12.  Laddove è previsto dalle convenzioni vigenti, la frequenza al corso darà diritto all’acquisizioni di crediti universitari.  Tutti i seminari si svolgeranno dalle ore 17.45 alle ore 19.30 presso la sede romana di Rubbettino Editore, in Lungotevere Sanzio, 9. (sturzo)

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E’ morto Gabriele De Rosa

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

E’ morto nella sua abitazione romana lo storico Gabriele De Rosa. E’ stata una figura di primo piano sia come studioso sia come uomo politico. E’ stato senatore e deputato (1987-’92)  nelle file della Dc prima e del Ppi dopo. Era nato a Castellammare di Stabia 92 anni fa (24 giugno 1917). E’ stata allestita la camera ardente presso l’Istituto Luigi Sturzo (in via delle Coppelle) di cui è stato presidente fin dal 1979. I funerali si svolgeranno il 10 dicembre alle 11,30 nella chiesa di S. Agostino officiati dal cardinal Silvestrini. Si ricorda, tra l’altro che è stato nel 1958 il vincitore della prima docenza di storia contemporanea in Italia. Ha insegnato nelle università di Padova e Salerno, E’ autore di numerosi saggi e, in particolare, sulla biografia di Alcide De Gasperi, sulla storia del Partito Popolare italiano e su Luigi Sturzo con i tipi dell’editore Laterza.

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