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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘luoghi’

Uman Places: Luoghi Umani

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

Bologna Sabato 14 Settembre 2019 la Galleria SPAZIO TESTONI Via D’Azeglio 50 riapre dopo la pausa estiva con una prima esposizione collettiva di opere di artisti che ha presentato nel corso dei suoi 14 anni di attività all’interno della sua storica sede in Via D’Azeglio 50 a Bologna.SPAZIO TESTONI’s HISTORY # 1 – UMAN PLACES – Luoghi Umani, consentirà ai visitatori di rivedere alcune delle opere che sono state presentate da SPAZIO TESTONI in mostre personali, collettive e fiere, di Filippo Centenari, Ulrich Egger, Andrea Francolino, Fabio Giampietro, James Kalinda e Alan Maglio, che hanno come tematica che le accomuna luoghi in cui si concentrano, si stabiliscono o si incontrano gli esseri umani, siano essi luoghi reali, storici o contemporanei, ma anche virtuali oppure meramente finanziari, così come le espressività di questi artisti li hanno rappresentati con tecniche e prospettive di osservazione diverse.La scelta di questa tematica è stata appositamente pensata anche in omaggio alla 5° edizione di BDW – Bologna Design Week – dal 23 al 28/09/2019 che quest’anno ha come fil-rouge La città delle meraviglie, in occasione del CERSAIE il Salone internazionale della ceramica per l’Architettura e l’Arredobagno presso Bologna Fiere.Spazio Testoni ha inoltre aderito alla 15° Giornata del Contemporaneo che si svolgerà Sabato 12 Ottobre 2019, giorno di finissage di questa mostra che festeggeremo insieme al pubblico e agli artisti.
http://www.spaziotestoni.it. Orari di apertura: da martedì a venerdì 16,00 -20,00sabato 10,30 – 13,00 e 16,00 – 20,00 Domenica, lunedì a altri orari su appuntamento

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Rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

Audizione dell’Anief in XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGS, Confintesa e FILP, nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 707 Polverini, recante norme in materia di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, di rappresentatività delle organizzazioni sindacali e di efficacia dei contratti collettivi di lavoro.Le proposte presentate tendono a uniformare il settore pubblico a quello privato e a colmare lacune interpretative sulle norme di subentro delle Rappresentanze Sindacali Unitarie, le RSU, alle Rappresentanze Sindacali Aziendali, le RSA, secondo quando statuito nell’accordo Interconfederale del 13 dicembre 1993.Anche nel settore pubblico la rappresentanza sindacale unitaria è assistita dalla segreteria territoriale delle organizzazioni sindacali rappresentative a livello nazionale.La proposta Anief vuol permettere anche alle RSU di poter essere assistite. Nel comparto pubblico la delegazione di parte pubblica può essere coadiuvata da personale dipendente senza oneri aggiuntivi per l’amministrazione. Stessa possibilità viene data ai sindacati rappresentativi poiché non c’è limite alla delegazione di parte sindacale. Anief quindi chiede di dare la stessa opportunità, di essere coadiuvati, anche alla Rappresentanza Sindacale Unitaria, alla RSU.Per armonizzare la regolamentazione dei Diritti e prerogative sindacali nei luoghi di lavoro del settore pubblico e del settore privato, si garantisce alle organizzazioni sindacali rappresentative e ai suoi rappresentanti unitari e terminali associati, anche se non firmatarie del contratto collettivo nazionale, la partecipazione alla contrattazione integrativa.La proposta intende migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa attraverso l’armonizzazione delle regole comuni al settore pubblico e privato relative all’accesso delle OO.SS. rappresentative, anche se non firmatarie del contratto collettivo nazionale di comparto, alla contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto di quanto sancito dalla sentenza n. 231/13 della Corte Costituzionale che ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, primo comma, lettera b), della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui non prevede che la rappresentanza sindacale aziendale possa essere costituita anche nell’ambito di associazioni sindacali che, pur non firmatarie dei contratti collettivi applicati nell’unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione relativa agli stessi contratti quali rappresentanti dei lavoratori dell’azienda”. La misurazione della rappresentatività è valutata in concomitanza con la scadenza del CCNL di riferimento sia nel settore privato che pubblico
Questo emendamento risponde a una anomalia del settore pubblico. Annullare la discrepanza temporale che si verifica tra l’accertamento definitivo del dato elettorale e dato associativo e l’effettiva agibilità sindacale.

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“È QUI. Un percorso fra luoghi, persone e arte”

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Forlì. E’ in programma dal 30 marzo al 9 giugno 2019 presso la Fondazione Dino Zoli di Forlì. Ricerca artistica, attenzione ai giovani e sguardo rivolto al sociale il Gruppo Dino Zoli di Forlì si fa ancora una volta promotore di iniziative tese a valorizzare il rapporto tra arte, nuove generazioni e impresa. Il collettore è la Fondazione Dino Zoli, punto di riferimento culturale per il gruppo societario, che nel 2018 ha lanciato il programma “Who’s next” per sostenere e promuovere la creatività emergente.
Dino Zoli Textile, Fondazione Dino Zoli e Accademia di Belle Arti di Bologna, in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei / Musei Civici d’Arte Antica e con il patrocinio del Comune di Forlì, presentano un progetto dedicato all’abitare che abbraccerà arte e design, immaginario e memoria.
In esposizione, 29 sedute originali, nate dall’incontro tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, i ragazzi delle cooperative sociali “La Fraternità” (all’interno del Progetto Recooper) e “Arca di Noè” di Bologna e i tessuti della Dino Zoli Textile.
A partire dai racconti dei ragazzi delle cooperative sociali, fatti di parole, ma anche di immagini e suoni, gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, nell’ambito del Corso di Decorazione per l’Architettura, hanno realizzato diversi pattern tessili, stampati su tessuti Dino Zoli Textile. L’archivio dei segni e il patrimonio orale raccolti durante gli incontri sono stati rielaborati graficamente dagli studenti in stampe tessili dalle nuove narrazioni.La collezione “Jointly”, presentata in anteprima presso il Museo Civico Medievale di Bologna in occasione della XIV Giornata del Contemporaneo e prodotta in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale (2018), sarà oggetto di un allestimento completamente rinnovato per garantire al visitatore un’esperienza immersiva ed emozionale. La mostra, che sarà inaugurata sabato 30 marzo alle ore 18.00, sarà visitabile fino al 9 giugno 2019, da martedì a giovedì ore 9.30-12.30, da venerdì a domenica ore 9.30-12.30 e 16.00-19.00, chiuso lunedì e festivi. Ingresso libero.

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Libro: Luoghi della memoria ebraica di Milano

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Milano Mercoledì 7 novembre 2018, ore 18 Casa della memoria via Federico Confalonieri 14 Francesca Costantini presenta i Luoghi della memoria ebraica di Milano con la premessa di Massimo Castoldi e l’introduzione di Liliana Picciotto Mimesis, 2016.L’Autrice ne discute con
Marco Cavallarin (AnpiLibri) e Gadi Luzzatto Voghera (CDEC).
Molti luoghi di Milano raccontano la storia della persecuzione antiebraica in Italia, che ha avuto origine e si è sviluppata diversi anni prima che il nostro paese venisse invaso dalle armate tedesche. Alcuni di questi luoghi furono teatro di una vera e propria resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi del 1938, definite dal governo fascista di Mussolini leggi “per la difesa della razza”, che violavano la dignità di uomini, donne e bambini, privandoli dei diritti più elementari. Nella scuola ebraica, nella mensa dei bambini, nell’ambulatorio medico, dietro a dei portoni, dove oggi non c’è nemmeno una targa per ricordare, si sono vissuti atti di coraggio ed eroismo di straordinaria umanità. E quando, dopo l’8 settembre del 1943, ebbe inizio anche in Italia lo sterminio nazista e il ministro degli interni della Repubblica Sociale Italiana emanò l’ordine di arresto per tutti gli ebrei residenti nel nostro paese, il carcere di San Vittore e i sotterranei della Stazione Centrale di Milano furono tra i luoghi dove si manifestò con maggiore intensità la tragedia della Shoah italiana. In quei sotterranei è stato creato il Memoriale della Shoah di Milano.Francesca Costantini, docente di filosofia e storia, ha partecipato a diversi seminari di formazione sulla Shoah, fra cui Yad Vashem e Memorial de la Shoah di Parigi. Collabora con la Fondazione CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea) al progetto “Scuola Memoria”. Ha pubblicato, tra l’altro, L’indagine sociologica del CDEC sugli esiti educativi del viaggio ad Auschwitz, in E. Bissaca e B. Maida (a cura di), Noi non andiamo in massa, andiamo insieme, Milano 2015; L’histoire des Juifs à l’époque fasciste dans les manuels scolaires des Premier et Second cycles en Italie in «Revue d’histoire de la Shoah», La Shoah en Italie, a cura di Laura Fontana e Georges Bensoussan, II vol., 2017. In collaborazione con il CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.

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I Droni, il Territorio, il Paesaggio: descrivere gli spazi, raccontare i luoghi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Roma venerdì 6 aprile 2018, alle 16.00, all’Università Europea di Roma, via degli Aldobrandeschi 190 Il GREAL, Geographic Research and Application Laboratory dell’Università Europea di Roma, in occasione della Notte Europea della Geografia 2018, ha organizzato l’evento “I Droni, il Territorio, il Paesaggio: descrivere gli spazi, raccontare i luoghi”.
L’evento vuole essere un’opportunità di incontro e divulgazione sulle nuove prospettive offerte dalla tecnologia. Indagine tecnica e racconto umanistico: sono queste due “anime” che, in mille sfaccettature di metodi e obiettivi, orientano ad una sempre migliore comprensione dell’ambiente, del territorio e del paesaggio. Geografi, ingegneri e professionisti condivideranno le loro esperienze in una serata a carattere divulgativo, fra presentazioni accademiche, testimonianze di lavoro e laboratori dimostrativi e didattici.L’evento sarà aperto dai saluti introduttivo di Padre Pedro Barrajón , L.C., Rettore dell’Università Europea di Roma, dell’Ing. Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, e del Prof. Gianluca Casagrande, Direttore del GREAL – Università Europea di Roma.L’incontro è composto da due sessioni parallele, tre laboratori e una mostra statica.
La prima sessione è organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia in collaborazione col GREAL. Ha per oggetto la “descrizione degli spazi” fisici, dal punto di vista tecnico e normativo.La sessione ha valenza di “Convegno” riconosciuto dall’Ordine e dà luogo al rilascio di crediti formativi professionali per gli ingegneri, ma è aperta a chiunque sia interessato agli argomenti trattati.La seconda sessione è proposta dal GREAL e ha per oggetto il “racconto dei luoghi” in senso umanistico, storico e culturale. Presenta l’utilità dei droni come strumenti per osservare, narrare e descrivere i luoghi fra passato, presente e scenari futuri. La sessione è liberamente accessibile al pubblico.I tre laboratori sono rivolti a dimostrare alcune delle tecnologie impiegate per la cartografia, la modellazione tridimensionale e il remote sensing.
Il primo laboratorio, organizzato dall’azienda FlyToDiscover, presenta i droni multi-rotori come piattaforme volanti per ripresa e osservazione dell’ambiente, del paesaggio e del territorio.
Il secondo laboratorio, organizzato dal GREAL in collaborazione con la cooperativa archeologica Poleis S.C.a r.l., è dedicato ad alcune tecnologie, complementari ai droni, utili all’elaborazione e rappresentazione di contenuti geografici.
Il terzo laboratorio, organizzato dal GREAL e dal Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università Europea di Roma, è rivolto alle potenzialità di utilizzo dei droni nella didattica della geografia.E’ possibile vedere il programma completo dell’evento sul sito del GREAL:http://www.greal.eu/2018/03/21/droni-territorio-e-paesaggio-notte-europea-della-geografia/

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… e la vita continua: Una storia come tante altre

Posted by fidest press agency su martedì, 26 settembre 2017

melbourneSe qualcuno mi chiedesse di parlare della mia vita lo guarderei con stupore perché non di me dovrei parlare ma degli eventi che mi hanno attraversato, si sono impressi nella mia mente, mi hanno fatto soffrire, emozionato, esaltato, depresso. Sono state e restano tutte storie di altri mentre a me è toccata la parte dello spettatore, di chi, affacciato alla finestra, li ha visti passare, ma solo di sfuggita.
Mi chiedo oggi perché tanti anni fa ho scelto di lasciare la mia terra per andare altrove così come hanno fatto molti miei coetanei e altri, prima e dopo di me, costituiscono un modo per comprendere il contesto nel quale sono vissuto, i desideri che mi motivavano e le aspettative che nutrivo. E scegliere di vivere altrove è stato, probabilmente, il desiderio d’evasione da una cittadina dell’entroterra, come lo è Campobasso, fuori dai grandi itinerari turistici, che viveva di terziario e di agricoltura, chiusa nella sua tradizione piccolo-borghese e contadina. E i giovani, si sa, amano sentirsi trasgressivi, novatori, desiderosi di nuove esperienze, di visitare luoghi lontani.
Così divenni un emigrante quando ebbi l’opportunità di recarmi in Australia e di restarvi per qualche anno. Al ritorno non seppi del tutto disfare la mia valigia e continuai a vagare altrove: Londra, Bruxelles, Berlino, Amsterdam, Monaco di Baviera, Parigi, ecc. E a un certo punto mi fermai in Italia, ma non a Campobasso. Anche in questo caso non posso dire d’essere stata una libera scelta, ma imposta dal lavoro. Ora sono già molti anni che vivo a Roma e ancora una volta sono stati gli “eventi” generati da altri ad orientarmi. Ho conosciuto molisani sfortunati come Mino Pecorelli ucciso dalla mala e i cui mandanti sono tuttora ignoti, Mario Tanassi di Ururi, prima che fosse coinvolto nello scandalo Lockheed, Fred Bongusto e molti altri noti e meno noti. In qualche modo costoro hanno avuto l’opportunità di restare attaccati alla loro terra d’origine e in questo modo hanno saputo, meglio di me, conservare amicizie e parentele. D’altra parte la mia generazione ha, a mio avviso, una particolarità. E’ stata quella che ha vissuto più delle altre le grandi accelerazioni che vi sono state nel nostro modo di vivere. E tutto questo ha influito notevolmente sugli stessi rapporti generazionali, ambientali e di costume. Noi venivamo da una cultura fondamentalmente contadina costituita da grandi famiglie patriarcali dove i valori della famiglia, le parentele erano alla base del nostro modulo di Bongustovita. E uscire da questa logica era già un aspetto traumatico nell’affrontare la vita. Ci portavamo dietro, probabilmente con una certa superficialità apparente, con le nostre intemperanze, dolorose ferite affettive per i nostri genitori e parenti e che solo ora, che giovane non sono più, ne ho la piena consapevolezza. Da qui la rottura della prima arcata del ponte con la generazione che ci ha preceduto e seguita, subito dopo, dall’altra per la nostra indecisione nel fare le scelte giuste affrontando al meglio i grandi mutamenti in atto con le sue logiche consumistiche, con la dissacrazione di alcuni valori come quelli della famiglia, della cultura tradizionale, fondamentalmente piccolo-borghese e contadina, e di porvi quegli opportuni correttivi che avrebbero potuto se non proprio conciliare posizioni tanto antitetiche tra di loro almeno lasciandole convivere senza suscitare grossi traumi. E lo stesso problema si è posto sul lavoro. L’ansia maggiore che si percepiva tra i giovani del mio tempo era la necessità di assicurarsi un lavoro fisso e quello statale costituiva l’ideale perché era, al tempo stesso, una garanzia di stabilità e di affermazione per un dignitoso stato sociale. Con il passare degli anni in taluni di noi crebbe l’insoddisfazione per un’attività lavorativa scelta a suo tempo più per necessità che per vocazione e si cercarono altre soluzioni coltivando, contestualmente, piccole ma appaganti attività. Non fui da meno. La mia passione era lo scrivere. Gli amici mi consideravano un grafomane, una vera e propria malattia che si manifestava nella mia ansia di raccontare ciò che avveniva intorno a me.
Gli umili figli della terra.jpg1Il giornalismo diventò il percorso naturale. Incominciai a scrivere lettere al direttore poi nei periodici locali a scrivere la cronaca bianca, a parlare alla gente, a vivere le loro emozioni, a battermi contro le ingiustizie sociali, le prevenzioni e il razzismo. Ero passato dagli australiani che chiamavano noi italiani “bloody bastards”, ai piemontesi che ci trattavano con aria di sufficienza.
Incominciai con il narrare la storia dei braccianti agricoli: “Gli umili figli della terra”. Era la storia delle mondine, quella che molti italiani ricordano nel film “riso amaro” con Silvana Mangano e Vittorio Gassman. Seguì “L’ultima frontiera”. Un saggio scritto intorno ad un evento drammatico: la storia del pensiero scientifico che ci portò agli armamenti nucleari e alle due bombe atomiche esplose sul cielo di Nagasaki e Hiroshima. Una circostanza che la nostra istruzione scolastica non ci aveva permesso d’intuire per tempo e che io vidi, sia pure con adeguate protezioni, da vicino riproporsi nel deserto australiano, sul finire degli anni cinquanta. Ben presto mi accorsi, da scrittore in erba, che stavo remando contro corrente.
L’Italia, come ben sapeva uno scrittore e poeta di Morrone nel Sannio, Gino Parente, e che mi onorò della sua amicizia, era, e sicuramente continua a esserlo, il paese dei poeti e degli scrittori. In un libro bomba atomicane catalogò ben 120.000 ma mi confessò che si trattava di una sottostima perché per lui dovevano essere per lo meno il doppio. Da qui intuii la necessità di cercare un nuovo mezzo per comunicare. La gente voleva essere informata, ma aveva sempre meno tempo per un lungo scritto. A questo punto un’agenzia stampa poteva funzionare al caso mio. Oggi ho un filo diretto con quanti travasano i loro pensieri, opinioni, fatti e li commentano via e-mail. Io li leggo, sfrondo i lunghi fraseggi soprattutto per motivi di spazio, e consento, a quest’anonimo popolo, di far conoscere non solo la propria sofferenza personale ma anche quella degli altri.
Ritengo, in questo modo, di aver dato un certo spazio a chi si sente un “uomo periferico” lontano dai giochi di potere, ma con tanta voglia di far sentire la propria testimonianza con le sue esperienze, amarezze e soddisfazioni. E per quello che è “il nostro, – come disse Sciascia, – un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco” mi trovo a combattere sempre più battaglie di “confine” ora nel tentare di costruire una seconda rete informativa e ora appoggiando, con altrettanto entusiasmo e convinzione, il popolo di emarginati dai pensionati ai diversamente abili. E ora cosa posso aggiungere di più? Solo un invito: ai pensionati: siate gli artefici del futuro dei vostri nipoti. (Riccardo Alfonso)

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Anna Romanello: “Sibari – I Luoghi della Memoria”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

Sibari anna romanellloCorigliano Calabro (CS) 2 settembre 2017 ore 19.30 Castello Ducale Festival Corigliano Calabro Fotografia 2017. L’artista-performer Anna Romanello sarà ospite, con il progetto “Sibari – I luoghi della memoria”, al Festival Corigliano Calabro Fotografia 2017.
Il festival quest’anno vede anche la partecipazione della nota giornalista reporter Monika Bulaj con il lavoro “Volti, cieli, mare” e del fotografo Rino Barillari con il progetto “Dalla Calabria a via Veneto”.
ll giorno 31 agosto alle ore 21.00 verrà presentato il progetto del collettivo noMade “Radio noMade in Arberia”, allestimento e performance sul tema della migrazione quale fenomeno che crea ponti tra culture e comunità diverse.
“(…) La Sibari che Anna ritrova è una Sibari ferita. La ricerca di corrispondenze è sempre un po’ personale ma assai più coinvolgente, complessiva, di un’antropologia sociale che pensa al passato storico, per assumere anche il tono di una denuncia accorata. E’ così che i cretti formatisi nel fango dopo l’allagamento degli scavi di Sibari nel gennaio del 2013 sono diventati il simbolo di uno sgretolamento culturale e civile, il segno di ferite diffuse in un patrimonio archeologico di rara bellezza. I cretti fotografati e sovrastampati con xilografie della Romanello non hanno la serena spettacolarità dei cretti di Alberto Burri, che pure citano. Sono, piuttosto, “incisioni” naturali drammatiche, che non potevano passare inosservate alla sensibilità di un’artista, che dell’incisione ha fatto la sua tecnica espressiva preferita; ma un conto è incidere la lastra di zinco e di legno per dare vita ad una matrice calcografica e ad un’opera d’arte, altra cosa è la tragicità della natura che, lasciata senza controllo umano, cancella la stessa storia dell’uomo.
Gli scavi di Sibari sono il segno di una coscienza infelice, che invece di riportare alla luce i resti sepolti del passato fa riemergere i fantasmi della distruzione. Le crepe nel terreno sono crepe dell’anima, che si ribella e opera col ritocco fotografico una segnalazione visiva. L’artista nell’inserire le proprie opere dentro il Museo della Sibaritide tenta una sublimazione del presente con il linguaggio problematico dell’arte contemporanea, che all’incrocio col passato, aggiunge una premurosa rianimazione. Le immagini restituiscono una realtà cruda, che riemerge dalle profondità del tempo e preconizza, con l’ottimismo dell’arte, una nuova rinascita.” (Tonino Sicoli) (foto: Sibari)

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Scoprire i luoghi della città e imparare l’inglese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 giugno 2014

scoprire romascoprire roma1È partita a Roma un’idea innovativa che unisce arte, relax e studio delle lingue straniere. Non si tratta di una guida turistica, tutt’altro! Immaginate di trovarvi per strada al centro di una ‘square’ (piazza) e di dover comunicare in inglese suggerimenti e aiuto a un passante straniero. Oppure di esprimere le sensazioni che suscita un monumento mentre ci passate davanti, ovviamente usando soltanto l’inglese. E il tutto corretti da un docente di madrelingua inglese che, piuttosto che limitarsi ai soliti gruppi di conversazione al chiuso di un’aula, svolge invece lezioni d’inglese passeggiando e visitando i posti della città… il tutto dialogando con la lingua anglosassone. L’idea innovativa è stata lanciata dalla Michigan School Center di Roma e il primo incontro è avvenuto a Villa Borghese, nel Bioparco di Roma, in compagnia di un giovane docente di Londra, ma altri incontri seguiranno tra piazze, musei, ville e monumenti alla riscoperta della città eterna, pensando però da straniero in patria con la lingua degli Usa e del Regno Unito. (Michela Albanese)

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“Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica dell’Ottocento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: View of Monte Cavo (Rocca di Papa - R...

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Roma,12 gennaio 2012 ore 18.00 Complesso del Vittoriano Sala Zanardelli Piazza Ara Coeli La mostra “Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica dell’Ottocento”, vuole mettere in luce non solo i siti e i reperti di tanti decenni di scavi che hanno interessato i Colli Albani, ma gli archeologi stessi, la loro formazione e il loro metodo di ricerca. In particolare verrà analizzato il proficuo periodo dell’800, con i numerosi studi svolti nell’area dei Castelli Romani. Promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, la mostra si avvale del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma -, in collaborazione con la Città di Monte Porzio Catone e la Galleria Theodora Frascati, e l’organizzazione generale di Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
L’esposizione è a cura di Massimiliano Valenti, Direttore del Polo Museale di Monte Porzio Catone, che spiega: “L’800 è il secolo in cui si compie la genesi dell’archeologia come scienza autonoma, sempre più svincolata dall’antiquaria, che aveva profondamente caratterizzato le attività di scavo e di studio dei secoli precedenti.”

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Massimo Centini: I luoghi dei Templari

Posted by fidest press agency su sabato, 17 settembre 2011

Knights Templar and Philip IV

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La presenza e le vicende dei Cavalieri Templari in Italia, dove si insediarono nel 1130: una rigorosa analisi basata sulla documentazione storica. Il testo racconta, con stile divulgativo, quali erano i loro possedimenti e le loro attività economiche; quale fu la fitta rete di insediamenti lungo i percorsi dei pellegrinaggi medievali; quale fu la loro gloria, quali processi subirono e l’annientamento di questo Ordine di monaci-guerrieri divenuto troppo potente; infine, regione per regione, specifica in quali luoghi misteriosi e affascinanti se ne conservano ancora tracce visibili o leggende.
Massimo Centini, antropologo e studioso di temi legati alle religioni, ha scritto per Xenia numerosi Tascabili tra cui gli ultimi Il cammino di Santiago (2009) e La via francigena (2011), e Il grande libro delle religioni del mondo nella collana Grandi Economici (2007). ISBN 978-88-7273-730-9 F.to 13×19,5 – 128 pagg. – € 6.50.

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I luoghi della cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2011

Parma 19 maggio, a partire dalle 9.30, presso l’Aula K3 del Plesso D’Azeglio (Via M. d’Azeglio 85).Percorsi di ricerca applicata”, organizzato dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma. L’incontro intende avviare un dialogo tra la Facoltà e le istituzioni impegnate nei settori della scuola e dell’educazione, della conservazione dei beni culturali e della comunicazione, per realizzare un’efficace collaborazione tra soggetti e momenti diversamente formativi e per sollecitare una riflessione sulla professionalità e sulle prospettive del laureato in Lettere. L’obiettivo è quello di creare un’efficace collaborazione tra il momento della formazione teorica e il momento della formazione professionale dei laureati in Lettere destinati ai più vari contesti professionali, tradizionali e innovativi: scuola, biblioteche, archivi, musei, sovrintendenze, informazione, comunicazione. Nonostante le difficoltà che in questi anni sembrano investire la cultura umanistica, la Facoltà di Lettere e Filosofia continua a fornire competenze indispensabili per la crescita dell’individuo e della società civile e per affrontare con consapevolezza critica la complessità del mondo attuale. La giornata, aperta a tutti, prevede una serie nutrita di interventi che consentiranno alle istituzioni che si avvalgono dei saperi umanistici di presentare al mondo universitario le proprie finalità, i propri metodi di lavoro, le proprie necessità. Le informazioni offriranno utili spunti per riflettere sulla efficacia dei percorsi formativi e sulle caratteristiche richieste al laureato in Lettere dal mondo del lavoro.

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Nuovi cittadini: luoghi e beni comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Roma 25 gennaio, dalle ore 9.00 Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” Sala degli Atti parlamentari Piazza della Minerva, 38  avrà inizio il convegno “I nuovi cittadini, dai luoghi comuni ai beni comuni. L’immigrazione tra diritti, responsabilità e partecipazione”, promosso dalla Commissione Diritti Umani del Senato con Cittadinanzattiva e l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia. Tra i relatori: Pietro Marcenaro, Presidente della Commissione straordinaria per i diritti umani, Senato della Repubblica Douglas C. Hengel, Vice Capo Missione Ambasciata degli Stati Uniti d’America Teresa Petrangolini, Segretario Generale di Cittadinanzattiva Emma Bonino, Vice Presidente del Senato Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale
Enrico Giovannini, Presidente Istat Margherita Boniver, Presidente del Comitato Schengen–Europol-Immigrazione, Camera dei Deputati Roberto Zaccaria, VicePresidente Commissione Affari costituzionali, Camera dei Deputati Giuliano Amato, Presidente Centro Studi americani Rosy Bindi, Vice Presidente della Camera dei Deputati

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Mobbing e vessazioni sul luogo di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2011

L’impegno pluriennale nella lotta contro il mobbing e le vessazioni sul luogo di lavoro di Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” oggi può contare su alcuni dati ufficiali che sicuramente contribuiranno a farci riflettere sulla necessità di un intervento (decisivo) legislativo per debellare questa piaga moderna. Dati ufficiali, dicevamo perché provengono dall’istituto di statistica nazionale, l’ISTAT che per la prima volta con una relazione pubblicata il 15 settembre 2010 dal titolo quantomai eloquente “Il disagio nelle relazioni lavorative” ha analizzato tale fenomeno prendendo in considerazione il biennio 2008 – 09 e quindi un periodo di tempo sufficiente per verificare che non a torto il mobbing, senza che venga mai nominato con tale appellativo nello studio dell’ente, che da anni combattiamo, costituisca una moderna patologia da debellare. Per tali ragioni riportiamo integralmente gli sconvolgenti dati sulle “vittime di vessazioni sul luogo di lavoro” (così le definisce anche l’ISTAT). Non può non sorprendere la cifra dei lavoratori, ben 2milioni 91mila (7,2 per cento) “che hanno dichiarato di aver subito vessazioni in ambito lavorativo nel corso della vita. Le vessazioni si sono verificate per il 5,2 per cento dei lavoratori negli ultimi tre anni e per il 3,5 per cento negli ultimi 12 mesi (Tavola 5). Analizzando le percentuali negli ultimi tre anni, i comportamenti persecutori e discriminatori riguardano, nel 91,0 per cento dei casi, la sfera della comunicazione, nel 63,9 per cento la qualità della situazione professionale, nel 64,1 per cento l’immagine sociale, nel 50,4 per cento le relazioni sociali e nel 3,9 per cento dei casi aggressioni vere e proprie (Tavola 2). Più specificatamente le vessazioni riguardano nel 79,9 per cento dei casi le critiche senza motivo e l’essere incolpati di qualsiasi problema o errore e nel 62,7 per cento le scenate e/o sfuriate. Sono tra il 34 e il 38 per cento le persone messe a lavorare in condizioni estremamente disagevoli o senza gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro, calunniate, derise e oggetto di scherzi pesanti, i soggetti a cui vengono affidati temporaneamente mansioni inferiori o superiori con l’intento di umiliarli o metterli in difficoltà e le persone che vengono umiliate o prese a parolacce. Nel 30,3 per cento dei casi, invece, è stato loro impedito di ottenere incentivi, promozioni o riconoscimenti assegnati ad altri colleghi, nel 27-29 per cento esse sono state escluse volutamente da occasioni di incontro, cene sociali, riunioni di lavoro e non viene più rivolta loro la parola. Infine, nel 20,7 per cento viene loro impedito di incontrare o parlare con i colleghi con cui si trovano bene, nel 18,1 per cento costoro sono attaccati rispetto alle loro opinioni politiche e religiose, nel 12,1 per cento subiscono controlli o sanzioni disciplinari, nel 7,9 per cento offerte di tipo sessuale e nel 3,5 per cento aggressioni.
L’analisi per genere mostra alcune differenze. Le lavoratrici subiscono più di frequente, rispetto ai propri colleghi maschi, le scenate, le critiche senza motivo, vengono più spesso umiliate, non si rivolge loro la parola e ricevono più offerte o offese di tipo sessuale. Per gli uomini le situazioni critiche riguardano più direttamente l’attività lavorativa in quanto vengono messi a lavorare più di frequente in condizioni disagevoli, non vengono dati loro gli incentivi o le promozioni che altri hanno, ricevono maggiori sanzioni o controlli disciplinari; inoltre, sono attaccati di più per le loro opinioni politiche e religiose, viene loro impedito di stare con colleghi con cui hanno buoni rapporti e sono più di frequente aggrediti fisicamente. Negli ultimi tre anni per la maggior parte delle vittime (84,7 per cento) l’attacco tocca più di una sfera personale; in particolare, il 28 per cento ha subito attacchi a due aree, il 27,7 per cento a tre, il 26,3 per cento a quattro e il 2,7 per cento a tutte le aree. Solo il 15,3 per cento ha subito attacchi su un unico aspetto (Tavola 3). Attacchi ad una sola area sono più frequenti per gli uomini (18,3 per cento contro 11,9 per cento delle donne), mentre gli attacchi a due aree e a tre sono più frequenti per le femmine (60,9 per cento contro 51 per cento dei maschi)” (Fonte ISTAT. Il disagio nelle relazioni lavorative. 15/09/2010).

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Il Pd e la questione rifiuti in Campania

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

«In questi giorni sono stato a Boscoreale e a Terzigno e ho fatto un sopralluogo a Cava Vitiello. La tensione è altissima, lo stato fisico dei luoghi si può descrivere solo per immagini citando Beirut o altri luoghi simbolo di lotte di popolo come i territori palestinesi della striscia di Gaza. Ho visto negli occhi della gente l’esasperazione e la sfiducia bei confronti dello Stato. Ho incontrato operatori economici messi in ginocchio dalla chiusura delle strade a loro dobbiamo pensare da subito per un indennizzo immediato». Così commenta il deputato Pd campano, Guglielmo Vaccaro, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta, all’indomani della visita ai luoghi dove si sono consumate le proteste a causa dell’emergenza rifiuti e dei siti di smaltimento dell’area vesuviana.  «Il peggio è passato – continua il parlamentare – ma  lancio un appello a Bertolaso affinché eviti toni  che hanno il sapore della sfida. Il governo parli con gli atti e con senso di responsabilità. Non servono i proclami ne le profferte di ristoro dal sapore dell’elemosina. Il governo ascolti l’Europa che sta minacciando la revoca dei fondi assegnati per il Parco nazionale del Vesuvio, accolga l’appello al dialogo del Santo Padre e si dia come vincolo il rispetto degli impegni assunti con i Sindaci dei comuni interessati.». «Proporrò ai parlamentari del PD – conclude Vaccaro – di essere presenti, alternandosi quotidianamente, nei luoghi della protesta per aiutare tutti a capire, per cercare di dare un contributo affinché si mantenga quel  filo di dialogo che rischia di spezzarsi da un momento all’altro».

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Luoghi di valore

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Treviso fino al 9/1/2010 via Cornarotta 7 Fondazione Benetton Studi Ricerche, spazi Bomben Mostra fotografica delle segnalazioni della quarta edizione, 2010 mostra promossa e organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche  a cura di Corrado Piccoli e Simonetta Zanon, con la supervisione di Domenico Luciani.
La mostra illustra i centoventi “luoghi di valore” che i cittadini della provincia di Treviso hanno segnalato alla Fondazione, rispondendo alla richiesta lanciata per il quarto anno consecutivo attraverso il bando uscito nel dicembre 2009 e aperto fino allo scorso 3 maggio. I luoghi saranno presentati al pubblico attraverso gli stessi materiali con i quali i “segnalatori” li hanno segnalati e descritti; saranno quindi consultabili tutte le schede inviate alla Fondazione e i vari allegati multimediali che le accompagnano (testi, foto, carte, video, pubblicazioni).
La mostra darà spazio anche ad altre iniziative spontanee che, ispirate dal progetto Luoghi di valore, ne condividono scopi e contenuti, ma hanno strutturato altre modalità di raccolta delle informazioni dai cittadini e di divulgazione delle risposte. Allestimento espositivo: Corrado Piccoli con la collaborazione di Diana Gentili realizzazione grafica: Daniela Colaci  fotografie: Corrado Piccoli (e i “segnalatori” della quarta edizione di Luoghi di valore)  elaborazioni cartografiche: Massimo Rossi  banca dati dei “luoghi di valore”: Gianni Maddalon  documentazione delle segnalazioni e aggiornamento della banca dati: Anna Lovisetto  interviste: Domenico Luciani e Simonetta Zanon  riprese, montaggio filmati e allestimenti multimediali: Gianni Maddalon e David Maddalon  logistica: Maurizio Spigariol e Lucio Montagner  comunicazione: Alessandra Buso e Silvia Cacco  allestimenti: Merotto Milani srl costruttori di arredo, Treviso
L’indirizzo scientifico e culturale del progetto Luoghi di valore e’ governato dalla Giuria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino composta da Carmen Añón, Domenico Luciani, Monique Mosser, Lionello Puppi, Massimo Venturi Ferriolo, che si avvale del contributo del comitato scientifico consultivo della Fondazione e di un gruppo di lavoro appositamente costituito coordinato da Simonetta Zanon con la supervisione di Domenico Luciani. http://www.fbsr.it (luoghi di valore)

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Coste: Cinquanta “luoghi sensibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2010

Da nord a sud del Paese, isole comprese, lungo i quasi 8mila chilometri di coste italiane. Una drammatica classifica dei 10 luoghi maggiormente a rischio e 1 libro bianco con i 50 casi raccolti, storie di disastri già in corso o annunciati. Sono i “paesaggi sensibili” individuati da Italia Nostra per la campagna 2010 emersi dalle segnalazioni e denunce delle oltre 200 sezioni dell’associazione nelle 20 regioni grazie al lavoro di decine di migliaia di volontari che da 3 anni cercano su tutto il territorio i paesaggi più a rischio di distruzione, definiti per questo “paesaggi sensibili” perché più fragili e presi di mira da speculazione, abusivismo, degrado, abbandono, incuria, inquinamento.
La classifica
1. golfo di Teulada
2. costa di Savona
3. coste amalfitana/sorrentina/cilentana
4. pinete costiere di Castiglion della Pescaia
5. porto di Talamone e Maremma tosco-laziale
6. pineta litoranea di Lignano Sabbiadoro
7. litorale nord di Brindisi
8. dune dell’agro pontino e porto nel lago di Paola (Circeo)
9. coste dell’alto Jonio
10. costa molisana
Quattro i mali più gravi alla base dei problemi che stanno deturpando il volto del paesaggio costiero italiano: infrastrutture portuali e stradali; costruzioni sui litorali; erosioni (causate spesso da porti e costruzioni); abusivismo. “In tutti i casi assistiamo a vere aggressioni del territorio – aggiunge la presidente di Italia Nostra – a continue violazioni che se da una parte distruggono la bellezza naturale dei luoghi, dall’altra, spesso, compromettono anche l’ecosistema circostante con i risultati che , purtroppo, sempre più spesso, questi comportano: smottamenti, frane, allagamenti e inquinamento”.
Un libro bianco raccoglie le denunce più gravi, suddivise per regioni, che le sezioni di Italia Nostra hanno raccolto in estate e subito dopo, quando le coste vengono abbandonate. 50 schede che documentano, con testi e foto, le situazioni peggiori, le località minacciate e deturpate. In ciascuna scheda è segnalata per ogni caso di paesaggio sensibile anche la proposta di provvedimenti di economia sostenibile come l’agricoltura costiera, il turismo “bello, lento e gentile”.
Una mappa dei veleni, di industrie inquinanti a rischio o abbandonate disseminate nei litorali. Le coste italiane non sono solo assediate dall’urbanizzazione, da porti e porticcioli e da un turismo vorace. Sono anche contaminate e in parte compromesse da un pesantissimo passato (e presente) industriale.
Con le sue precedenti campagne Italia Nostra ha ottenuto alcuni importanti risultati tra i quali: la pedonalizzazione di piazza Duomo a Firenze, la sconfitta di una invasiva speculazione edilizia nel “Mercato coperto” a Perugia, la salvezza della necropoli fenicia di Tuvixeddu a Cagliari.

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Zeno Giglietti: Le case fiaba e non solo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2010

Mantova – via Cappello, 17 dal 16 al 28 ottobre 2010 Inaugurazione: Sabato 16 ottobre, ore 18.00 Galleria “Arianna Sartori” Zeno Giglietti. Le case fiaba e non solo Mostra a cura di: Monica Savarese  In collaborazione con la sezione IERI, OGGI della Fondazione D’Ars Oscar Signorini onlus  Orario di apertura: 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30. Chiuso festivi.
La casa di Zeno Giglietti è stata Nepi. Lì è nato nel 1918 e lì è  morto nel 2001, ma la sua storia narra altresì la formazione avvenuta a Roma, gli anni della campagna in Etiopia, quelli del matrimonio e del lavoro nella capitale e, soprattutto, narra i luoghi della sua pittura.
Zeno Giglietti (Nepi 1918 – 2001) inizia a frequentare nel 1928 corsi di disegno a Roma presso gli studi degli scultori Nagni, Aliventi e Morbiducci. Molte opere sono oggi in collezioni pubbliche e private tra le quali ricordiamo quella del Comune di Roma, della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della First National Bank di Milano, di Palazzo Braschi e della Banca dell’Agricoltura di Roma. http://www.zenogiglietti.it (case fiaba)

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“L’architettura dei luoghi. Contesto e Modernità”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Camerino dall’1 al 5 agosto la ventesima edizione del Seminario Internazionale e Premio di Architettura Urbana dal titolo “L’architettura dei luoghi. Contesto e Modernità”.   Le giornate di studio comprenderanno sessioni con brevi relazioni programmate, comunicazioni e conversazioni interdisciplinari alternate a laboratori all’interno dei quali tutti gli iscritti potranno presentare i loro lavori e confrontarsi sui diversi aspetti dei temi progettuali proposti. Sarà allestita la mostra delle opere presentate dai partecipanti al premio con relativo catalogo a diffusione interna. Nella giornata conclusiva, saranno assegnati gli attestati di partecipazione e i premi CAMERINO 2010. Come sempre il seminario comprenderà la Festa camerte dell’Architettura con eventi d’arte, allestimenti e incontri conviviali. Una monografia del seminario sarà pubblicata su Architettura e città, Di Baio Editore.  http://www.unicam.it/culturaurbana

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Promozione della salute nei luoghi di lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2010

PSL) favorisce la salute, riduce l’assenteismo, aumenta la motivazione e accresce la produttività: questo è il messaggio del progetto promozione della salute nei luoghi di lavoro dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). I datori di lavoro svolgono un ruolo importante nell’incoraggiare i lavoratori ad adottare stili di vita salutari. Oltre ai benefici in termini di salute per i lavoratori, con ogni euro investito nella PSL si ottiene un rendimento (ROI) compreso tra 2,5 e 4,8 euro per la riduzione dei costi legati all’assenteismo.
Le misure di promozione della salute sono volte alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, ma non sostituiscono una gestione adeguata della sicurezza e della salute. Non ha senso attuare un programma di PSL senza offrire, allo stesso tempo, un ambiente lavorativo sano e sicuro. La PSL è basata sulla cultura della salute garantendo in primo luogo il rispetto di tutti i requisiti giuridici. Quando si eseguono attività di PSL è necessario tenere conto sia dei fattori individuali che di quelli organizzativi. Nel Regno Unito, ad esempio, il comune di Dundee sta lavorando per migliorare la salute psicologica e fisica del personale impiegato nel dipartimento dei lavori sociali. Tra le iniziative prese vi sono state azioni a livello organizzativo, come le politiche a favore della famiglia, e azioni a livello individuale come il servizio consultorio a carattere confidenziale per i dipendenti e l’iscrizione sovvenzionata a club per dimagrire. Il programma ha già apportato dei benefici alla salute dei dipendenti, stimando un risparmio annuo di 165.000 euro in assenze per malattia attraverso la diminuzione di problemi legati allo stress, all’ansia e quelli di tipo muscoloscheletrici.
L’EU-OSHA ha da poco lanciato un nuovo portale web sulla PSL, compresi due nuovi bollettini con informazioni e consigli per datori di lavoro e lavoratori. Vi sono ad esempio le modalità per creare un ambiente lavorativo di sostegno volto a fornire informazioni, idee e incoraggiamenti su questioni relative alla salute, come ad esempio smettere di fumare. Il portale contiene inoltre risorse sulle buone pratiche, come ad esempio link utili e studio dei casi. http://osha.europa.eu/en/topics/whp

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101 cose da fare a Roma di notte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Roma pontile di Ostia lido di 15 luglio – ore 21,00 In occasione della manifestazione  approdo alla lettura presentazione del libro 101 cose da fare a Roma di notte almeno una volta nella vita Di Adriano Angelini Con L’Autore intervengono: Laura Mauti e Fabio Chi. E’ un libro che non vi farà chiudere occhio: la vita notturna della città eterna, in ogni stagione, è ormai quella di una grande metropoli, sempre in fermento e densa di appuntamenti. Dai cinema ai teatri, alle discoteche, ai ristoranti e alle vinerie, la città, dal centro alle periferie, coinvolge e trascina cittadini e turisti in una girandola di iniziative ed eventi che, soprattutto nell’ultimo decennio, hanno fatto di Roma la Regina delle notti italiane. L’Estate romana, ad esempio, iniziata circa trent’anni fa, ha consolidato luoghi e momenti (come le grandi arene e le discoteche all’aperto) che oggi attirano migliaia di persone. I club notturni, soprattutto d’inverno e legati alla musica jazz, rock e dance, ospitano personalità di fama internazionale. E poi musei serali, concerti nello stupefacente auditorium, il Festival del Film, spettacoli nei teatri di periferia. Tante cose da fare, con un occhio al resto del mondo, e un altro alla sua imponente tradizione.

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