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Posts Tagged ‘M5S’

M5S Lombardia: Italia-Russia. Il PDL trasparenza va votato subito

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

È di oggi la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Milano sui fatti emersi dalle registrazioni pubblicate sul sito BuzzFeed relativi all’associazione culturale Lombardia-Russia. Luigi Piccirillo, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Proprio ieri in Commissione regionale abbiamo avuto la conferma da parte del Procuratore Dolci, capo della Direzione Distrettuale Antimafia, che la richiesta di trasparenza contenuta nel nostro progetto di legge è un passo avanti nella giusta direzione.Gli accertamenti, anche su associazioni con scopi culturali, ci ha confermato la dott.ssa Dolci, sono necessari. Con la nuova legge tutto dovrà essere reso pubblico. Per questo è fondamentale che il consiglio regionale lombardo lo approvi al più presto”.

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Dall’uomo qualunque al M5S

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Esiste un precedente di movimento che volle proporsi all’attenzione degli italiani in chiave antipartitica. Si chiamò “Fronte dell’uomo qualunque” e partì nel 1944 con l’omonimo settimanale diretto dal suo fondatore Guglielmo Giannini. Il motto che lo ispirava era: “Non ci rompete più le scatole.” Ebbe una tiratura media di 800.000 copie.
Si trasformò, subito dopo, in partito e nelle prime elezioni del 1946 raccolse il 5,3% dei consensi popolari con trenta deputati che partecipa-rono all’Assemblea costituente. Fu un movimento-partito che si sciolse come neve al sole e che chiuse la sua parabola politica nel 1953. Se vogliamo, sia pure in una stringata sintesi, spiegare la sua fine ingloriosa lo dobbiamo attribuire all’errore che Giannini commise alleandosi in modo scomposto ora con un partito ora con un altro. Per quanto non sia possibile fare un paragone con l’attuale movimento “antipartitico” di Grillo sia per ragioni storiche, sia per il bacino elettorale dell’Uomo qualunque (proprietari terrieri ed elettorato prevalentemente meridionale così diverso da quello di Grillo), una ragione la trovo là dove il “qualunquismo” s’infranse quando intese ricercare un punto di riferimento con gli stessi partiti con i quali intendeva distinguersi.
Dico tutto questo per spiegare, ammesso che ce ne fosse bisogno, che oggi l’errore grave dei partiti tradizionali sta proprio nella loro incapacità di rispondere realisticamente alle attese della società civile e se non riescono a rinnovarsi al proprio interno occorre che dall’esterno qualcuno dia loro la sveglia e questa si chiama “consenso elettorale alternativo”. Ora sono proprio questi partiti ancorati al passato che credono d’imbrigliare il Movimento cinque stelle con la stessa tecnica dei loro “antenati” ovvero facendoli diventare una loro costola. E’ ciò che devono capire soprattutto gli eletti che oggi siedono sugli scranni parlamentari e il popolo che li ha votati e il consenso che tende ad ampliarsi intorno a loro. (Servizio Fidest)

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Lombardia: Due portavoce M5S negli uffici di presidenza delle Commissioni regionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 maggio 2018

Si sono insediate oggi in Regione Lombardia le prime cinque commissioni regionali permanenti. Per il M5S è stato eletto nell’ufficio di presidenza della Commissione programmazione e bilancio il consigliere regionale Dino Alberti e della Commissione Territorio e Infrastrutture il consigliere regionale Massimo De Rosa.
Alberti commenta: “E’ una grande responsabilità, i provvedimenti del consiglio che impegnano denaro della Regione devono necessariamente passare in Commissione Bilancio e il controllo costante che effettueremo sulla sulla spesa regionale sarà una garanzia per i cittadini”. De Rosa aggiunge: “In Commissione Trasporti e Infrastrutture c’è molto lavoro da fare, a partire da temi di grande impatto per i cittadini come il consumo di suolo e il trasporto pubblico. In Lombardia c’è bisogno di un cambio radicale di visione e proposte che garantiscano un futuro sostenibile e servizi efficienti”.I portavoce del M5S si sono così suddivisi i lavori in Commissione: parteciperanno ai lavori della Commissione programmazione e bilancio Dino Alberti, Marco Fumagalli e Nicola Di Marco. In Commissione Affari Istituzionali porteranno la loro competenza Dario Violi, Nicola Di Marco e Luigi Piccirillo. In Commissione Sanità e politiche sociali lavoreranno Luigi Piccirillo, Marco Fumagalli e Gregorio Mammì.A seguire i lavori della Commissione Attività produttive ed occupazione saranno Dario Violi, Dino Alberti, Monica Forte e Raffaele Erba. I portavoce in Commissione Territorio e Infrastrutture saranno Andrea Fiasconaro, Simone Verni, Nicola Di Marco e Massimo De Rosa.

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Il M5S non è un “valore aggiunto”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Non lo è per gli altri partiti nel momento in cui trattano i loro componenti, presenti nei due rami del Parlamento, come una loro creatura, nonostante ritengano sia stata “estorta” col voto degli italiani. Il M5S è indubbiamente l’espressione di un trasversalismo conseguente alla cattiva gestione della politica negli affari di Stato ma non può essere trasformato in un’operazione aritmetica da parte di chi per anni ha sguazzato nel torbido. E’ vero, tuttavia, che al sistema va tolta l’ingessatura e si potrebbe fare anche un’eccezione favorendo l’avvio del governo a guida Salvini ma restando poi alla finestra a verificare se continua a ciurlare nel manico soprattutto dall’ala Berlusconiana. Come dire: mettiamoli alla prova e vediamo se sono capaci di saper fare ciò che affermano ma si devono impegnare ad impiegare un loro percorso virtuoso in tempi rigidamente prefissati, pena la sfiducia. Questo mi pare un compromesso onorevole e comprensibile anche da parte di chi ha fatto della protesta e della diffidenza il suo naturale cavallo di battaglia. (Riccardo Alfonso)

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M5S e le sue due anime

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

grillo1In questi giorni si stanno intensificando gli inviti al movimento perché assecondi la formazione del prossimo governo alleandosi con gli altri partiti considerato che con l’attuale legge elettorale nessun partito è in grado di assicurare una maggioranza certa. Il dibattito pare abbia coinvolto anche gli iscritti e i simpatizzanti e per quello che ci è dato di sapere attraverso una serie di e-mail inviate sul blog di Grillo. Credo, a questo riguardo, sia importante una precisazione. Grillo non è un fanatico moralista che vuole disfarsi dei signori della politica che da anni immemorabili si sono crogiolati con i loro inciuci. Ne avrebbe buon diritto, ovviamente. Il suo obiettivo è di mettere gli elettori italiani davanti alle loro responsabilità. Se ancora si vota Forza Italia di Berlusconi e il Pd di Renzi questo significa che l’animo conciliante degli italiani si traduce in una forma di masochismo poiché finiamo di farci male da soli. Occorre che il sistema imploda ed evidenzi le rispettive responsabilità e si faccia piazza pulita di un sistema partitico, padronale o delle primarie che sia, che è andato in corto circuito ma stranamente a dirsi è proprio il popolo degli elettori a non accorgersene. D’altra parte non giriamoci tanto intorno. Pd e Forza Italia si sarebbero di certo messi d’accordo se non ci fosse stata nel mezzo la forza elettorale indicativa del M5S. D’altra parte è poco credibile l’appello di fare il governo in fretta perché la casa brucia come se non lo sapessero da almeno dieci anni a questa parte. E quelli che avrebbero dovuto cambiare le cose dov’erano? A cercare oggi, come in passato, ancora una volta di spartirsi le poltrone. (Riccardo Alfonso)

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Su modifica dello statuto il M5S si arrampica sui vetri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

campidoglioRoma Campidoglio. Ringrazio i consiglieri di maggioranza per le gentili precisazioni, per altro non richieste visto che da anni siamo impegnati sul riequilibrio della rappresentanza e la promozione concreta delle pari opportunità e su cui non ci facciamo dare lezioni da chi non ha alcun titolo per farlo. Conosciamo bene la legge 56 del 2014 e sappiamo anche quanto storicamente non sia stata rispettata, o meglio, disattesa, come dice la presidente della commissione delle elette Gemma Guerrini. La cancellazione delle parole chiave “di norma in pari numero” appare dunque in tutta evidenza un passo indietro. Così sarà possibile tenere del tutto le mani libere rispetto ad ogni impegno di equilibro di rappresentanza di genere. Magari ci fossero giunte municipali o comunali con una presenza femminile pari al 60%, come afferma goffamente il presidente Sturni, ma non ci pare che il M5S in questo sia un fulgido esempio.
Se veramente la democrazia paritaria, del tutto diversa dalle cosiddette ‘quote rosa’, è obiettivo anche del Movimento 5 Stelle a Roma, a tutt’oggi siamo in attesa di capire come intendono raggiungerlo. Non serve a nulla rivendicare e sbandierare ruoli e apicalità, se queste funzioni, poi, non sono in grado di cambiare in alcun modo la vita delle cittadine di roma. È anche per questo che ci indignamo di fronte alla cancellazione di misure e sedi faticosamente conquistate, sulla scorta di altri paesi europei. Così in una nota la consigliera del PD campidoglio Giulia Tempesta.

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M5S Lombardia. Moschee: nessuna novità, solo propaganda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

regione lombardia“Sostanzialmente sulle moschee non è cambiato nulla. L’assessore Beccalossi, che millanta l’ennesimo propagandistico stop ai centri culturali islamici che svolgono funzione di luogo di culto, si è fermata solo a un censimento dei circa 700 luoghi di culto non ufficiali che esistono in Lombardia e che peraltro erano già noti a tutti, Comuni e forze dell’ordine, ossia gli unici che possono gestire la situazione. Sono i sindaci che devono intervenire e non la regione che ha prodotto un obbrobrio legislativo bocciato dalla Consulta e soprattutto da tutte le undici confessioni religiose presenti in Lombardia perché rende molto difficile la costruzione di nuove attrezzature religiose, non solo delle moschee. Come al solito in Lombardia si dimentica che forze dell’ordine, magistratura e servizi segreti sono concordi sul fatto che avere luoghi ufficiali di culto per i musulmani favorisce il contrasto al terrorismo islamico e non il contrario come questa Maggioranza continua a ripetere ingannando i cittadini”, così Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia.

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Regione Lombardia: Iolanda Nanni nuovo capogruppo del M5S

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

regione lombardiaE’ la consigliera regionale Iolanda Nanni il nuovo capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia. Nanni succede al portavoce Gianmarco Corbetta. L’avvicendamento, come per i portavoce del Movimento 5 Stelle della Camera e del Senato, vuole essere un segnale contro la personalizzazione e la professionalizzazione della politica.
Iolanda Nanni è membro delle Commissioni regionali Territorio e Infrastrutture, Affari Istituzionali e del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione. Ha fondato nel 2009 il Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi, è stata anche membro attivo del Comitato Salute e Ambiente della Bassa Pavese e del Comitato Antinucleare della Provincia di Pavia. Collabora da anni con le Associazioni LGBT del territorio pavese sui temi delle pari opportunità. E’ anche membro di Pavialeaks che, su iniziativa del M5S Pavia, nel 2010 a seguito dell’inchiesta giudiziaria “Infinito” ha attivato a Pavia una serie di eventi di informazione sui temi della ‘ndrangheta.

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M5S a Roma: Se la cantano e se la suonano

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

campidoglio«Partecipo al consiglio comunale di Roma e vedo da parte dell’Amministrazione Raggi molto pressapochismo e un certo grado di presunzione, che mi spaventano. Ormai sappiamo tutto delle correnti e delle beghe interne del movimento 5 stelle, delle nomine e degli assessori più brevi del mondo ma non c’è la notizia, dopo tre mesi, di una delibera fatta per i romani.
E mi fanno sorridere Grillo ed alcuni esponenti del m5s: dicono di essere assediati dai poteri forti e nessuno più di me condivide l’idea che in Italia esistano dei poteri forti che tentano di indebolire la politica, ma qui siamo di fronte a una situazione diversa. Hanno nominato un capo di gabinetto senza leggere la legge; hanno nominato un assessore indagato che non aveva detto di essere indagato e quando lo ha detto hanno mandato una lettera al loro superiore, che ha letto la email ma non l’ha capita. Hanno nominato un altro assessore al bilancio che il giorno dopo ha detto di non aver mai visto la Raggi. Insomma, come si dice a Roma, quelli del movimento 5 stelle “se la cantano e se la suonano”».
Lo ha detto nel corso della trasmissione “L’aria che tira” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni
«Il post della Raggi? Capisco il senso e con lei voglio solidarizzare perché l’assedio sotto casa di giornalisti e dei fotografi dà molto fastidio, soprattutto quando stai con un bambino piccolo: senti che la tua vita non ti appartiene più e purtroppo questo coinvolge anche persone che non si possono difendere. Credo serva un po’ di tregua ed è bello che i politici possano mantenere una dimensione di semplicità. Quello che tuttavia non funziona nel ragionamento della Raggi è che è stata su tutte le cronache per essere andata a fare la spesa con la scorta. A me, in Campidoglio, hanno bocciato la mozione con la quale chiedevo che il sindaco e la giunta rinunciassero alle auto blu: si può fare e lo dico perché io stessa ho fatto il ministro senza auto blu. L’ho presentata e hanno votato contro tutti i consiglieri m5s. Non volete toglierle? Va bene ma poi non potete presentare la stessa mozione nelle amministrazioni in cui governano gli altri. Ecco, questo è un problema rispetto alla narrazione del movimento 5 stelle e le garanzie di discontinuità per le quali hanno preso i voti degli italiani», ha spiegato Meloni.

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M5S Lombardia: Pedemontana

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

“Con Di Pietro a Pedemontana non cambia nulla, i problemi nel proseguimento dell’opera, fortunatamente, restano tutti. Sarmi era stato scelto per trovare finanziatori privati internazionali e ha fallito. Con Tonino Maroni tenta l’ultima mossa disperata: aggraziarsi il governo centrale per ottenere altri fondi pubblici ma anche questa strada fallirà miseramente. Quello che preoccupa è l’ostinazione di Maroni nel negare l’evidenza, regione lombardiae cioè che Pedemontana è un’opera fallimentare.
Maroni ha ammesso “diversi problemi” e la necessità di una “maggiore trasparenza” sullo sviluppo di Pedemontana. Finalmente dopo anni di “va tutto bene”, il governatore comincia a fare i conti con la dura realtà dei fatti. Cominci a spiegare ai cittadini “con maggiore trasparenza” quali sono i “diversi problemi” di Pedemontana. Così tutti si renderanno conto che non basta un cambio di presidenza per salvare un’opera devastante e condannata da una profonda crisi finanziaria”, così Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le dichiarazioni di Maroni e Di Pietro su Pedemontana.

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M5S in Israele: troppi pregiudizi antisraeliani per poter risultare credibili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2016

israele spiagge2By Emanuel Baroz. Nel luglio del 2013, all’epoca della prima visita in Israele di una delegazione M5S, il neoeletto deputato del Movimento Manlio Di Stefano postò su facebook una suggestiva foto e, sotto, il commento: «Buongiorno Palestina». La foto però era Gerusalemme, non Ramallah.
Naturalmente quella missione fu assai diversa da quella di oggi; era una delegazione di neodeputati senza pressioni, quasi increduli di esser lì, anche allora c’era Manlio Di Stefano, e poi Stefano Vignaroli, Paola Carinelli e Maria Edera Spadoni. Quel viaggio segna un punto di partenza di una storia che in questi tre anni ha avuto diversi apici, la storia dei terzomondismi e della geopolitica mediorientale più spensierata che l’Italia recente ricordi. Nel Movimento cinque stelle, da molto prima dell’ascesa di Luigi Di Maio a candidato premier in pectore – con le conseguenti svolte sull’euro, sull’uso dei soldi, sulla tv, forse sul doppio mandato -, la politica estera è stata da sempre appaltata al gemello-rivale di Di Maio, Alessandro Di Battista, insediato nella commissione eteri, e a una cordata di parlamentari che non si sono fatti mancare ogni genere di spericolatezza verbale delle posizioni. Israele è spesso stato un loro bersaglio, ma si sono udite uscite scivolosissime sull’Isis, virtuosismi linguistici sull’Iraq, frasi non adeguatamente pesate su Hamas.
Ogni viaggio è stato sempre al limite dell’incidente diplomatico, o ha tessuto relazioni che andranno indagate meglio (come la partecipazione recentissima, sempre di Di Stefano, al congresso di Putin a Mosca). Occasioni esterne, come una visita del Dalai Lama alla Camera, si sono tramutate in spunti teatrali per mostrarsi rivoluzionari: come quando, intrufolatosi con Alessio Villarosa al cospetto del leader tibetano, che smozzicò una frase sulla corruzione in Cina, Di Battista gli fece: «È lo stesso in Italia. Stiamo combattendo la stessa battaglia che fate voi». In favor di telecamera.
Di Battista, che in un ipotetico governo cinque stelle sarà il candidato alla Farnesina, conquistò i riflettori per un ragionamento di questo tenore sull’Isis: «Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana». Il terrorismo, scrisse sul blog di Grillo, resta «la sola arma violenta rimasta a chi si ribella».
Paolo Bernini, deputato noto per le prese di posizione contro le scie chimiche, disse al Corriere: «Io sono antisionista. Per me il sionismo è una piaga». Vignaroli comunicò: «Eccomi a Gerusalemme, città della pace dove l’uomo occupa, separa, violenta». La critica ai governi israeliani è scivolata, insomma, molto spesso in zone sdrucciolevoli. Nel luglio 2014 sempre Di Stefano e Sibilia presentarono un’interrogazione per chiedere l’interruzione delle commesse militari con Israele. Il primo dei due scrisse, sul blog di Grillo, un passaparola che spiega il conflitto israelo-palestinese attribuendolo tout court al sionismo: «Comprendere a fondo il conflitto israelo-palestinese significa spingersi indietro fino al 1880 circa quando, nell’Europa centrale e orientale, si espandevano le radici del sionismo». E sul sionismo Bernini assurse a vette complottiste: «L’11 settembre? Pianificato dalla Cia americana e dal Mossad aiutati dal mondo sionista», disse alla Camera. A chi di recente gli chiedeva se Hamas per lui è terrorista o no, Di Stefano ha risposto: «È una questione secondaria, in questo contesto. I militanti di Hamas dicono: preferiamo morire lottando che continuare a vivere in una gabbia. Per definirli come terroristi o meno dovremmo vederli in una situazione di libertà. Cosa che in questo momento non hanno».
Già nel 2014 i cinque stelle formularono varie proposte di interruzione dei rapporti commerciali fra Italia e Israele. Ieri si sono limitati a dire che «non facciamo accordi sui prodotti che vengono dalle colonie israeliane dei Territori». Luigi Di Maio pare assai distante da tutto questo, ma allora la visita è stata organizzata un po’ alla svelta, e qualcuno nel Movimento, con quei compagni di viaggio, gli ha teso uno sgambetto, lungo la via dell’accreditamento in Israele. (fonte: La Stampa.it)
Nella foto: i parlamentari M5s Manlio Di Stefano, Luigi Di Maio,e Ornella Bertorotta , nel corso del loro viaggio in Israele

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Restitution Day. M5S Lombardia restituisce 1 milione di euro ai lombardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

porta nuova milanoAnche per quest’anno i consiglieri regionali lombardi del MoVimento 5 Stelle hanno mantenuto la parola data agli elettori in campagna elettorale e si sono tagliati stipendi e diarie. Raggiunge così il milione di euro la somma restituita alle casse della Regione e versata nei fondi di sostegno alle piccole e medie imprese in Lombardia. Questa cifra si aggiunge agli oltre 2 milioni di euro di rimborsi elettorali non richiesti dal Movimento alle elezioni regionali del 2013.
Per Gianmarco Corbetta, capogruppo del M5S Lombardia: “Altro che i tagli di Maroni e Cattaneo. In tre anni abbiamo restituito al sistema economico regionale e alle piccole e medie imprese un milione di euro. Non esistono precedenti in questo senso nella storia della Lombardia segnata da una casta di politici arraffoni. I veri tagli dei costi della politica si possono fare subito se solo i consiglieri regionali, che guadagnano quasi 9 mila euro al mese, si riducessero lo stipendio come abbiamo fatto noi. Se tutti i consiglieri lombardi seguissero il nostro esempio, rendicontando puntualmente anche le spese, si potrebbero risparmiare oltre 15 milioni di euro nell’arco di una legislatura. Sono soldi pubblici che aiuterebbero a implementare politiche concrete contro la disoccupazione e a sostegno dei tanti piccoli imprenditori, commercianti e artigiani in Lombardia che vivono momenti di grande difficoltà.Sia il civismo di Ambrosoli, che la presunta buona politica del PD, che le scope di Maroni si sciolgono come neve al sole di fronte alla prospettiva di un gesto tanto semplice quanto concreto: tagliarsi lo stipendio per rendere la propria classe politica realmente più vicina ai cittadini, non solo a chiacchiere. Per il M5S la politica non è un lavoro per arricchirsi ma è un servizio ai cittadini, e lo dimostriamo con i fatti. Abbiamo invitato più volte gli altri gruppi politici a tagliarsi lo stipendio; la risposta? Non pervenuta”.

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Il M5S e il suo futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

casaleggio-beppe-grilloLa storia per quanto mi riguarda incominciò nel 2012 quando dalle elezioni politiche emerse una novità che era nell’aria ma che pochi credevano potesse esplodere con un forte consenso popolare. Risultò così chiaro che italiani stavano guardando con crescente interesse all’avventura politica del Movimento di Cinque stelle e al suo profeta Bebbe Grillo e al suo vate Casaleggio. Da allora ad oggi sono trascorsi oltre due anni. Cosa è cambiato negli elettori e nel movimento? La prima delusione degli elettori cinquestellati è venuta dal mancato accordo con il PD per un governo cogestito. Eppure si sapeva, e Grillo lo aveva ribadito più volte in campagna elettorale, che un tale genere di commistione era esclusa, ma fu fatto in modo da far cadere la colpa, della successiva alleanza PD-Berlusconiani, a questa chiusura totale. Un altro logorio d’immagine è venuto dai transfughi, pochi a dire il vero, ma sufficienti per scatenare i media. Da allora sul Movimento fu detto di tutto e di più facendo passare sovente nell’immaginario collettivo i loro parlamentari come degli incompetenti, privi di un progetto politico di ampio respiro, incapaci di generare una nuova classe politica e via di questo passo. Ora il quadro partitico italiano sta modificando i suoi assetti. Forza Italia con Berlusconi mostra chiaramente, pur facendo un’opposizione di facciata, d’essere dentro alla maggioranza e di tenere al guinzaglio Renzi. Questi, a sua volta, ha iniziato il suo declino come leader carismatico e di credibilità internazionale e si è sempre più vicini alla possibilità di elezioni anticipate per cercare di drenare la sua perdita d’immagine. Se ciò dovesse avvenire gli elettori si troveranno, loro malgrado, a fare delle scelte quasi obbligate tra il PD e Forza Italia e le sue costellazioni di destra, compresi i leghisti, mentre il M5S sarà visto come un’esperienza da non ripetere, almeno per una certa fetta dei suoi elettori. Eppure, a mio avviso, un recupero è possibile con opportuni correttivi. In altre parole nel Movimento non va visto solo l’accoppiata Grillo-Casaleggio ma di rimbalzo anche una nuova classe politica, una nuova dirigenza, un nuovo modello di governo di paese e di poter accettare a testa alta la sfida della governabilità. L’opinione pubblica ha sete e fame di normalità, di progetti d’ampio respiro, di processi virtuosi, di coerenza politica ma al tempo stesso richiede la capacità di coalizzarsi perchè la politica è fatta anche di compromessi e se si è puliti e non è detto che chi è sporco debba necessariamente contagiarli. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Abolizione Equitalia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 luglio 2014

Equitalia“E’ da tempo che sosteniamo la necessità di abolire Equitalia chiedendo anche lumi sui suicidi e sulle imprese costrette a chiudere a causa delle cartelle esattoriali della società il cui costo del denaro rasenta il tasso di usura. Equitalia è lo strumento attraverso cui lo Stato di de-responsabilizza davanti alle famiglie e alle imprese. Molti partiti ne hanno chiesto l’abrogazione. Noi diciamo ‘se non ora quando?’ Chi impedirà l’approvazione di questa pdl o il suo esame, non avrà più legittimità di profferire verbo davanti agli italiani”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Massimo Corsaro, componente della commissione Bilancio, intervenendo in aula a sostegno della pdl Soppressione della società Equitalia Spa, presentata dal Movimento 5 Stelle.

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Il M5S non è un “valore aggiunto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2013

Non lo è per gli altri partiti nel momento in cui trattano i loro componenti, presenti nei due rami del Parlamento, come una loro creatura, nonostante ritengano sia stata “estorta” col voto degli italiani. Da qui emerge, ad esempio, il “buonismo” di Bersani nell’incontro pubblico con i capi gruppo della Camera del M5S. Come dire: “ragazzi” lo so che siete una nostra costola e allora comportatevi di conseguenza invece di “giocare” al bastian contrario. Si sbaglia Bersani, ma non è il solo. Anche in casa Pdl la pensano allo stesso modo.
Il M5S è indubbiamente l’espressione di un trasversalismo conseguente alla cattiva gestione della politica negli affari di Stato ma non può essere trasformato in un’operazione aritmetica da parte di chi per anni ha sguazzato nel torbido. E’ vero, tuttavia, che al sistema va tolta l’ingessatura e si potrebbe fare anche un’eccezione favorendo l’avvio del governo a guida Pd ma restando poi alla finestra a verificare se continua a ciurlare nel manico come era solito in passato. Come dire: mettiamoli alla prova e vediamo se sono capaci di saper fare ciò che affermano ma si devono impegnare ad impiegare un loro percorso virtuoso in tempi rigidamente prefissati, pena la sfiducia. Questo mi pare un compromesso onorevole e comprensibile anche da parte di chi ha fatto della protesta e della diffidenza il suo naturale cavallo di battaglia. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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