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Maaza Mengiste – Lo sguardo del leone

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

In un giorno del 1974, la vita di Hailu e di milioni di etiopi muta di colpo. Dal cielo terso e acceso dal sole di Addis Abeba, gli elicotteri dell’esercito imperiale lasciano cadere migliaia di volantini. Adagiandosi al suolo con la grazia di piume strappate, i fogli annunciano alla popolazione l’impensabile: la ribellione dell’arma a una «monarchia vetusta e decadente», incapace di assicurare alla giustizia i corrotti e i responsabili della carestia che flagella l’Etiopia. Nei mesi seguenti l’imperatore Hailè Selassiè, subito dopo aver firmato l’ordinanza di scioglimento del governo e del consiglio della corona, viene arrestato e trasportato in una modesta casa sulla collina che sovrasta la capitale. Nella notte fra il 26 e il 27 agosto del 1975, l’eletto del Signore, il monarca con nelle vene il sangue di re Salomone, il Leone di Giuda che ha combattuto Mussolini, viene soffocato con un cuscino e sepolto sotto il pavimento di una latrina, di fronte alla finestra dell’ufficio del nuovo tiranno, Menghistu. Nei trent’anni trascorsi come medico del Prince Mekonnen Hospital, ribattezzato dal nuovo regime Black Lion Hospital, Hailu non ha mai visto una città così sconvolta come ora. Jeep e uniformi, marce militari e assemblee obbligatorie, una continua parata di manifesti propagandistici, stelle, falci e martelli, operai dall’aria fiera e con i pugni alzati e, soprattutto, incessanti arresti ed esecuzioni di intellettuali, notabili, aristocratici e funzionari imperiali finiti, inermi, nelle mani del Derg, il consiglio della rivoluzione, dopo essersi fidati della sua falsa promessa di non ricorrere a un bagno di sangue. Il Derg ha trasformato persino l’ospedale in un luogo desolato, pieno di dottorini russi e pazienti etiopi mal assistiti e afflitto da una perenne scarsità di medicinali.  Hailu tuttavia, non si ribella. Continua la suavita segnata dalla solitudine seguita alla morte della moglie per un male incurabile, anche quando scopre che il figlio più giovane, Dawit, non frequenta affatto i corsi universitari, ma le riunioni clandestine della resistenza studentesca contro il Derg. Un giorno, però, al Black Lion Hospital viene trasportato il corpo di una ragazza avvolto in un foglio di plastica trasparente. Un corpo orrendamente torturato, i jeans e la camicetta a fiori letteralmente zuppi di sangue, i piedi che sporgono gonfi dall’estremità della barella. Un’oscenità inaudita, che costringe Hailu a drammatiche e inevitabili decisioni. Opera strabiliante sulla tragedia di una rivoluzione e sull’insopprimibile bisogno di libertà degli esseri umani, Lo sguardo del leone svela, sulla scena letteraria mondiale, l’originalità e la potenza del nuovo romanzo africano. Traduzione dall’inglese di Massimo Ortelio Euro 16,50 336 pagine EAN 9788854503595 14×21,6)
Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba, in Etiopia, ed è scampata alla rivoluzione rifugiandosi prima in Nigeria, poi in Kenya e infine negli Stati Uniti. Si è laureata in Scrittura Creativa alla New York University, dove insegna. Nel 2007 è stata nominata New Literary Idol dal New York Magazine, e di recente è entrata in lizza per il premio Pushcart. (lo sguardo del leone)

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Maaza Mengiste: Lo sguardo del leone

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba, in Etiopia, ed è scampata alla rivoluzione rifugiandosi prima in  nigeria, poi in Kenya e infine negli Stati Uniti. Si è laureata in Scrittura Creativa alla New York University,  Dove insegna. Nel 2007 è stata nominata New Literary Idol dal New York Magazine, e di recente è entrata in lizza per il premio Pushcart. Lo sguardo del leone sarà pubblicato da Neri Pozza a maggio.(in uscita a maggio) «Un debutto folgorante… Mengiste è abile nel ritrarre tanto la delicatezza delle emozioni quanto la crudeltà delle vicende storiche. Che il lettore si disperi e soffra insieme ai suoi personaggi è la prova più evidente  del suo talento».Publishers Weekly (Maaza)

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