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Posts Tagged ‘macelleria sociale’

Vitalizi: A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini. Macelleria sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

pensionatiInizia la discussione alla Camera dei Deputati della proposta di legge sui vitalizi, presentata da Matteo Richetti et altri (PD) e sostenuta dal M5S. Vitalizi? Macche! A rischio sono le pensioni dei comuni cittadini! Assurdo? No, perché quello che andiamo ripetendo da tempo, e cioè che, con l’introduzione del sistema contributivo (tanto versi tanto ottieni) ai vitalizi (oggi calcolati con il sistema retributivo, cioè in percentuale sull’indennità-stipendio), si apre la strada al ricalcolo delle pensioni dei comuni cittadini, attualmente calcolate, per il 90%, con il sistema retributivo (in percentuale sugli ultimi stipendi). La conferma arriva dal relatore della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, Maino Marchi (dello stesso partito di Richetti!), che dichiara:
“l’addove provvedimento fosse il grimaldello per procedere in futuro al ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo per tutte le categorie di lavoratori, come peraltro vorrebbe una proposta di legge costituzionale presentata, tra l’altro, dal presidente della I Commissione della Camera, verrebbe a determinarsi una vera e propria “macelleria sociale”, poiché ciò comporterebbe praticamente il dimezzamento dei trattamenti pensionistici calcolati con il metodo retributivo.”
Ammontano a 272,4 miliardi (non milioni) le pensioni erogate dall’Inps; da sole costituiscono il 33% circa dell’intera spesa pubblica che è pari a 830 miliardi.
Ammontano a circa 200 milioni i vitalizi dei parlamentari, cioè lo 0,0002% della spesa pubblica che è di 830 miliardi.Dunque, si dibatte per una spesa che rappresenta lo 0,0002% dell’intera spesa pubblica? Non per cassa ma per equità, dichiara, a proposito, il presidente dell’Inps Tito Boeri. Bene, ma l’equità riguarda tutti, anche i pensionati baby che, con 10-15 anni di servizio, sono andati in pensione e che costano 9,4 miliardi (non milioni) l’anno e riguarda tutti quelli che sono andati in pensione con il sistema retributivo, cioè il 90% dei pensionati. L’obiettivo è, appunto, un altro. I pensionati dovrebbero iniziare a preoccuparsi. Seriamente. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Tagliare i vitalizi? La fregatura la prenderanno i pensionati comuni: macelleria sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

pensionatiAcceso dibattito sui tagli ai vitalizi dei parlamentari ma l’obiettivo vero sono i 217 miliardi delle pensioni dei cittadini. I vitalizi non esistono piu’ dal 2012. L’attuale sistema, per i parlamentari, prevede una pensione contributiva a 65 anni di eta’ per una legislatura. Esistono, pero’, i vecchi vitalizi dei parlamentari che alcune proposte di legge vorrebbero far confluire nell’Inps e ricalcolarle con il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni). Il risparmio medio annuale sarebbe di 76 milioni di euro. La legge, se approvata, avrebbe un effetto retroattivo, cioe’ si vara una legge oggi che e’ applicata alle norme di ieri (grandi giuristi in Parlamento!).
Passiamo alle pensioni ordinarie, quelle dei comuni cittadini, che per la maggior parte sono state ottenute con il sistema retributivo (mediamente l’80% dello stipendio). Se applicassimo, retroattivamente, il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni) anche alle pensioni attualmente percepite, si otterrebbe una diminuzione media del 30%. Ogni pensionato faccia i conti con la diminuzione della propria pensione di circa un terzo (chi prende 1000 euro ne avrebbe 700, chi percepisce 1500 euro ne avrebbe 1000 e cosi’ via).Considerando il 30% in meno dei 217 miliardi di pensioni vere e proprie (escludiamo quelle assistenziali, sociali, ecc.) si otterrebbero risparmi per 65 miliardi l’anno. Che cosa sono 76 milioni di risparmi dai vitalizi in confronto ai 65 miliardi di risparmio ottenuti dalle pensiono ordinarie? Nulla! Riteniamo che questo sia il vero obiettivo delle proposte depositate: per il bilancio dissestato dei nostri conti pubblici 65 miliardi di risparmio dalle pensioni sarebbero piu’ che una boccata di ossigeno e chi ne pagherebbe il prezzo sarebbero i pensionati. Il fumo dei vitalizi nasconde l’arrosto delle pensioni; e’ li che si vuole addentare, con l’aiuto (inconsapevole?) di qualche Robespierre di turno.Stiamo vaneggiando? No, perche’, in questo senso, alcune proposte sono state gia’ fatte, seppur limitative.Nessun pensionato sara’ piu’ sicuro della propria pensione e in un’eta’ per la quale e’ difficile, se non impossibile, ricollocarsi nel mondo lavorativo.Alla fine saranno i pensionati a rimanere con il cerino in mano.Si fara’ macelleria sociale. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Una manovra da macelleria sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Primi! Campioni del mondo! Alè. Alè un corno. Siamo campioni del mondo per la tassazione. L’Italia, da domani, sarà il paese in cui si pagano più tasse nel mondo. E non è un punto d’onore. La manovra che oggi verrà approvata è un disastro. Pura macelleria sociale e costerà ad ogni famiglia circa mille euro in più all’anno. Berlusconi aveva promesso di diminuire le tasse. Mai bugia fu più grande. Hanno fatto l’esatto contrario. Il taglio del 20% di tutte le detrazioni significa semplicemente più tasse. Per non parlare dei ticket, dei blocchi del contratto del pubblico impiego, dei tagli su sanità e pensioni. Non voglio dilungarmi in una sorta di cahier de doleances, ma riflettere con voi. Hanno preso il machete ed hanno dato un colpo netto e lineare, di fatto senza scegliere. Non hanno colpito le sacche di spreco, di privilegio e non hanno dato un indirizzo politico e sociale. Il risultato è una pessima manovra, iniqua, che colpisce tutti, soprattutto il ceto medio-basso e non risolve i problemi italiani. E’ la sintesi perfetta di tutti gli errori commessi negli ultimi venti anni di politiche economiche dissennate, in cui non è mai stata tagliata la spesa pubblica. Tagliare la spesa, con un progetto organico e razionale, non significa diminuire i servizi ai cittadini, anzi, significa rimettere in equilibrio i conti e dare maggiori garanzie. Noi pensiamo che una ricetta ci sia e vada applicata: riunire i piccoli comuni, come ha fatto la Germania, eliminare le province, dimezzare i parlamentari, intervenire per razionalizzare la spesa sanitaria. Forse non tutti sanno che ogni comune in Italia ha 7 società partecipate. Significa che accorpando i comuni di poche migliaia di abitanti, ridurremmo la spesa pubblica di alcuni miliardi di euro. E’ anche inammissibile che molti comuni piccolissimi abbiano ospedali, spesso fatiscenti, quando sarebbe molto più utile costruire poli ospedalieri comprensoriali. Ma questo è solo uno degli esempi. Questo governo ha fatto macelleria sociale senza pensare alle conseguenze. L’opposizione ha scelto un atteggiamento responsabile, ha garantito l’approvazione in tempi certi, per mettere l’Italia al riparo degli assalti speculativi. Questo non significa in alcun modo che condividiamo l’impostazione della manovra tremontiana, com’è chiaro da quanto fin qui scritto. In ogni caso da lunedì inizia una nuova fase politica, che sarà comunque molto difficile perché questa manovra non mette definitivamente l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Per questo dovremo lavorare per ridare credibilità al Paese, fattore essenziale sulla scena internazionale. Anche nel 1992 affrontammo un periodo simile. E ne uscimmo a testa alta. Solo che allora al governo c’era Ciampi, oggi c’è Berlusconi. E non possiamo più permettercelo. (Massimo Donadi)

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I meriti di Tremonti e i demeriti della sinistra

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Mag 2010

L’on.le Cazzola del Pdl scrive: ““Mettiamoci bene d’accordo, cari compagni della sinistra e della Cgil. Delle due l’una: o, come sostenete se vi trovate in qualche salotto buono, la manovra non ha carattere strutturale, ma si limita a chiedere qualche sacrificio per un periodo più o meno lungo; oppure, il governo si accinge a fare ‘macelleria sociale’, come affermate sul campo assai poco neutro di Ballarò”. E soggiunge il deputato del PdL Giuliano Cazzola su Libertiamo.it, il webmagazine dell’associazione politica presieduta da Benedetto Della Vedova. “Un esame attento e disincantato ci porta a vederne il principale limite: una prudenza forse eccessiva. Nessuno si chiede mai perché altri Paesi europei come la Francia e la Germania stanno predisponendo manovre più pesanti di parecchi miliardi e di più lunga prospettiva della nostra, nonostante che i loro saldi di finanza pubblica siano assai migliori di quelli italiani”. Oltre che per l’opposizione, per il deputato del PdL “la domanda vale anche per noi. Perché, invece di puntare, in un tempo più lungo al pareggio di bilancio, ci accontentiamo di un deficit appena sotto il 3 per cento tra due anni?”. Conclude Cazzola: “Giulio Tremonti ha fatto il possibile. Non è colpa del ministro dell’Economia se alla classe dirigente del Paese manca una ‘visione’ condivisa (dubito anche dell’esistenza di più ‘visioni’) del futuro e del possibile ruolo dell’Italia”. (n.r. caro onorevole, noi non protestiamo o ci sorprendiamo per la manovra ma per i suoi contenuti che ricalcano il vecchio modulo di sempre che è quello di far pagare chi meno ha e di proteggere chi più ha anche se lasciamo credere che anch’essi fanno la loro parte. Si è mai chiesto quale grande sacrificio potrebbe fare chi prendendo uno stipendio mensile di seimila euro si vede una trattenuta di 400 euro mentre chi incassa 1200 è già penalizzato con trattenute fiscali del 30% e si vede ora insidiato dalle ulteriori addizionali irpef dei comuni e delle regioni, del ticket, ecc.? Un’associazione consumatori si è preso la briga di calcolare il maggiore gravame che risulta a carico delle famiglie intorno alle 200 euro mensili. Il rapporto è chiaro :c’è chi contribuisce, quello da seimila euro, con un modesto 6-8% e l’altro da 1.200 con oltre il 15% tra oneri diretti e riflessi. E allora se proprio vogliamo quadrare il cerchio incominciamo a ridurre da subito del 20% il numero dei parlamentari, dei consiglieri comunali e regionali, nell’abolire tutte le province, di dare un taglio drastico alle auto blu che oggi hanno un parco di 620mila automobili e che potremmo portarle a meno di centomila. E se lei tanto ama fare dei confronti internazionali sa bene che in Gran Bretagna e in Francia e in Germania le auto blu sono di gran lunga inferiori alle nostre. Non crede, caro onorevole, che se cominciassimo a fare queste cose gli italiani crederebbero un po’ di più ai politici e al loro invito a fare sacrifici?)

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