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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Giancarlo Corsetti (Cambridge University): L’economia delle nuove relazioni internazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 marzo 2017

Roma Martedì 28 Marzo 2017, ore 17:00 Dipartimento di Giurisprudenza, Aula del Consiglio (primo piano) Via Ostiense 161. Centro Ricerche Economiche e Sociali Manlio Rossi-Doria, Università Roma Tre Dipartimento di Economia, Università Roma Tre. La lezione verterà su:
L’economia delle nuove relazioni internazionali a cura di Giancarlo Corsetti
Professor of Macroeconomics, Cambridge University Director of Cambridge-INET
Sarà presentato da Silvia Terzi (Direttore, Dipartimento di Economia, Università Roma Tre) e Guido Fabiani (Presidente, Centro Rossi-Doria, Università Roma Tre) Introduce e Coordina Anna Giunta
Giancarlo Corsetti (Ph.D. Yale, 1992) è professore di macroeconomia all’Università di Cambridge, dove è fellow del Clare College e direttore del Cambridge INET Institute. In precedenza ha insegnato all’Università Roma Tre, Bologna e Yale. E’ stato Pierre Werner Chair all’Istituto Universitario Europeo.
I suoi contributi principali riguardano la teoria delle crisi valutarie e finanziarie; la trasmissione del ciclo economico; le dimensioni internazionali delle politiche monetarie e fiscali; l’evoluzione e crisi dell’area dell’euro. Su questi temi ha pubblicato su: The American Economic Review, Journal of European Economic Association, Journal of Monetary Economics, Quarterly Journal of Economics, Review of Economic Studies. È co-editor del Journal of International Economics.
È consulente della Banca Centrale Europea e della Bank of England, e membro del Centre for Economic Policy Research CEPR, dove è stato direttore del programma di International Macroeconomics dal 2004 al 2015. Nella European Economic Association, è stato membro del Council, e Program Chairman del congresso annuale a Budapest nel 2007. Nel congresso annuale del 2015 ha tenuto la Schumpeter Lecture su “The Mystery of the Printing Press: Monetary Policy and Self-fulfilling Debt Crisis.” Abstract. L’evoluzione della politica nei paesi industrializzati prefigura la ripresa di strategie e politiche opportunistiche in nome dell’interesse nazionale, a detrimento della cooperazione internazionale. Allo stesso tempo, solleva interrogativi sul futuro dell’integrazione economica e finanziaria globale. La lezione propone una riflessione sulle complesse modalità di coesistenza di strategie non-cooperative e mercati globalizzati, alla luce della teoria economica e attraverso esempi di politiche macroeconomiche a livello internazionale e europeo. Nell’Unione Europea, il problema riguarda in particolare il futuro assetto del mercato unico e dell’unione monetaria. Le Lezioni Rossi-Doria, tenute con cadenza annuale a partire dal 1997, sono affidate e studiosi di chiara fama. Dal 2014 la realizzazione delle Lezioni è a cura del Centro.

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L’individualismo sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

Lo stesso bene nazionale non si può costruire in maniera autonoma, distinta dal bene delle altre nazioni, ma, per sua intima essenza, si completa nel promuovere il bene della comunità dei popoli. Un esempio lo abbiamo avuto dopo la seconda guerra mondiale, quando l’Europa era ridotta ad un unico campo di battaglia; intervenne l’America con il Piano Marshall, che aiutò le nazioni europee a risollevarsi ed a riprendere il cammino dello sviluppo. Non fu un atto di gratuita generosità, ma un tornaconto imposto dalle regole e dalle leggi della macroeconomia; una nazione ricca in mezzo a tutte le altre nazioni povere non avrebbe trovato mercati, commerci, possibilità di ulteriore sviluppo, per questo quel Piano Marshall venne indirizzato solo ai Paesi che possedevano il potenziale per risollevarsi e diventare Paesi consumatori, oltre che produttori. Il concetto di universalità deve riflettersi nel senso della solidarietà dilatata a tutto il mondo e non limitatamente a quella parte del mondo che può restituire con gli interessi gli aiuti ricevuti; la solidarietà, se non diventa sinonimo dello sviluppo integrale dell’umanità, resta, limitatamente, un calcolo ben studiato per fini assolutamente diversi da quelli che la sociologia cattolica propone.La questione sociale, oggi più di quaranta anni addietro, quando venne emanata la PP, è diventata di dimensioni mondiali, mentre l’accelerazione dei tempi l’ha resa non più differibile, cosa peraltro intuita da Papa Montini, perché frutto di personali esperienze vissute già da Arcivescovo di Milano. Tale indifferibilità è stata compresa dal successore Giovanni Paolo II, il Pontefice che ha portato in giro per il mondo, da missionario a tempo piano, la sociologia che la Chiesa aveva sviluppato in quasi un secolo di evoluzione. Già il nome stesso che volle assumere Karol Woitiwa racchiude interamente il suo programma; sentì di dover essere il continuatore di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Fra non molto tempo, quando Giovanni Paolo II avrà concluso il suo pellegrinaggio terreno, si verseranno fiumi di inchiostro per descriverne l’operato, per esaltarne la missione e, da qualche parte, anche per criticare talune scelte intransigenti. Saranno fiumi d’inchiostro più per scrivere che per ‘dire’, perché Giovanni Paolo II ha solamente portato a compimento tutta la costruzione sociale della Chiesa, iniziata con la RN di Leone XIII, che si sviluppò dentro i limiti del riconoscimento del diritto di associazionismo da parte delle classi più deboli, per riuscire a contrastare l’avanzata del capitalismo. Furono poi i pontefici Pio XI e Pio XII a proseguire l’evoluzione, anche se le guerre intermedie e l’espansionismo colonialista ne limitarono l’opera. Successivamente Giovanni XXXIII, con l’intuizione del Concilio Ecumenico Vaticano II e con la Constitutio Conciliaris Gaudium et Spes, aprì le porte a tutti i popoli della terra; possiamo dire che fu il primo a parlare di globalizzazione, ma dell’umanesimo, non dei mercati. Paolo VI estese a tutto il mondo i cardini della sociologia del Nuovo Umanesimo, indicando in tale sociologia il punto di partenza del ‘Progresso dei popoli’. Giovanni Paolo II ha girato più volte il mondo intero per portare ai più deboli la parola della solidarietà, predicando la teologia della Croce, della sofferenza, perché in essa c’è la purificazione e la compassione, intesa nel senso letterale della parola passio, come atto di amore che porta a soffrire dei mali altrui come se fossero propri. Ormai vecchio, malato, ha proseguito la sua missione suscitando egli stesso compassione, in tutti quelli che lo ascoltavano, quella stessa compassione che lui stesso ha vissuto e che lo ha guidato verso il mondo dei derelitti, verso il popolo dei vinti. Malgrado sofferente, ha sempre offerto la sua sofferenza perché sia alleviata quella degli altri. Ha insegnato al mondo intero che non c’è nulla di più pesante della compassione, nemmeno il nostro dolore è così pesante come un dolore che si prova con un altro, verso un altro, al posto di un altro; è un dolore moltiplicato dalla partecipazione e dalla immaginazione, prolungato da una lunga teoria di echi che risuonano nell’intimo della coscienza.  Alla soluzione, o al tentativo di impostazione programmatica, della questione sociale si oppongono aspre tensioni e implicazioni non troppo oscure, provocate dall’egoismo impositivo di pochi contro l’esigenza di solidarietà di molti. Ai tempi della PP le piaghe dei popoli arretrati non erano così visibili come lo sono oggi; l’accelerazione della storia, della società, dei mezzi di comunicazione hanno ristretto il mondo.. Oggi le comunicazioni in tempo reale ci fanno partecipi della vita di ognuno e anche i popoli più remoti o arretrati sono sotto i nostri occhi, così come il livello di vita dei popoli occidentali è sotto gli occhi di quanti patiscono letteralmente la fame. Il divario economico e di qualità della vita è così grande da far sentire i popoli del terzo mondo esclusi anche dalla dignità di vivere; è l’umanesimo esclusivo, che Papa Montini chiamò ‘umanesimo inumano’, che si oppone ad uno dei cardini della nuova sociologia umana, che chiameremo, per usare un termine ormai alla moda, ‘globalizzazione della solidarietà’. Sono questi i motivi che emergono e che propongono il cammino della tranquillità nell’ordine, spegnendo le tensioni e soffocando i conflitti, specialmente quando nascono per volontà di sopraffare solo per fini economici o di maggior ricchezza a discapito di quei deboli che non trovano difesa. Nel discorso già citato all’Assemblea dell’ONU il Pontefice indicò in quell’organismo lo strumento di promozione e di equilibrio fra tutti i popoli della terra e incoraggiò l’ONU:’a diffondere la cultura, a dare una moderna assistenza, a mettere a servizio di tutti le risorse della scienza e della tecnica ai fini di giustizia sociale e  internazionale’.(Rosario Amico Roxas)

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Delticom pubblica il Report finanziario del 1° Trimestre 2009

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2009

Nei primi tre mesi nell’anno, la società ha aumentato le proprie entrate del 19,8% portandole a 51 milioni di Euro (nel primo trimestre 08: 42,6 milioni). Le entrate nel segmento dell’e-commerce sono cresciute del 21,4%, fino a 46,7 milioni (T1 08: 38,5 milioni di Euro). Le entrate provenienti dalla divisione wholesale sono state 4,3 milioni di Euro (T1 08: 4,1 milioni). La profittabilità dell’azienda è aumentata in maniera significativa rispetto al 2008: il margine operativo (EBIT) è salito a 2,6 milioni di Euro (T1 08: 0,5 milioni). Il margine EBIT si è portato al 5,2%. Con un profitto netto consolidato di 1,9 milioni di Euro (nel 2008: 0,5 milioni), Delticom continua sulla strada della crescita sostenibile intrapresa già negli anni passati, nonostante la difficile congiuntura macroeconomica. Il CEO di Delticom Rainer Binder ha commentato: “Siamo molto soddisfatti dell’andamento nel primo trimestre. Nel commercio degli pneumatici, data la minore incidenza stagionale, il primo trimestre non è necessariamente un indicatore per l’andamento dell’intero anno. Tuttavia siamo molto soddisfatti di come si sono messe le cose nei primi mesi del 2009. La vendita online di pneumatici diventa sempre più popolare e un numero crescente di consumatori sta scoprendo le grandi opportunità di risparmio offerte da Internet”. Un recente studio dell’ADAC, l’automobile club tedesco, riporta che gli automobilisti sono ben disposti verso l’acquisto di pneumatici online. Tra i partecipanti al sondaggio, il 15% si è detto pronto ad effettuare questo tipo di acquisto mentre il 4,9% (nel 2008 erano il 3,1%) ha dichiarato di avere già comprato pneumatici tramite il web. Questi dati indicano che esiste ancora un potenziale di sviluppo molto alto per i prossimi anni. Delticom, con oltre 100 negozi online in Europa e negli Stati Uniti, è ben posizionata per beneficare di questo margine di crescita. L’Assemblea Generale Delticom si terrà il 19 maggio 2009 ad Hannover. In questa occasione il Management e il Consiglio dei Supervisory di Delticom AG proporranno un dividendo di 3,00 Euro per l’anno fiscale 2008. http://www.delti.com

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