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Posts Tagged ‘madri’

Detenute madri

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

I recenti fatti di cronaca hanno riaperto una delle profonde ferite del diritto penale: il (grossissimo) problema-sociale e, soprattutto, giuridico-delle madri detenute. Lo ius puniendi, infatti, nel caso in esame, oltreché “tendere alla rieducazione del condannato”, deve essere mitigato dai diritti-doveri posti, dalla costituzione, a salvaguardia della maternità e dell’infanzia: come è facile comprendere, ad oggi, un vero equilibrio tra l’esecuzione della pena e la tutela delle madri carcerate e dei loro figli non è stato raggiunto. Tale problematica non è da sottovalutare perché i dati ufficiali, attualmente, fotografano la presenza di ben 52 detenute madri-con 62 figli al seguito-all’interno degli istituti penitenziari italiani e questi numeri, dal 93 ad oggi, sono tra i più elevati. Occorre ricordare, inoltre, che la famiglia è una “comunità di persone, che preesiste, di fatto, allo stato e all’ordinamento ed è deputata a svolgere un ruolo primario anche in ambito sociale”: approntare una tutela a favore delle detenute madri e dei loro figli è, pertanto, imprescindibile. La normativa di riferimento, al fine di fornire tale tutela, prevede espressamente che “alle madri è consentito di tenere presso di sé i figli fino all’età di tre anni. Per la cura e l’assistenza dei bambini sono organizzati appositi asili nido”. Il designato punto di equilibrio tra l’esigenza di punire dello stato ed il rapporto madre-figlio pare, tuttavia, un po’ (troppo?) paradossale: se è vero, ed è vero, che il limite dei tre anni è sorto a seguito della presa d’atto della nocività del carcere, allora, non si comprende come si possa consentire ad un bambino di vivere i primi tre anni della propria vita in tale contesto. “Che si debba punire la colpa dei padri nei figli?”: verrebbe da dire. Fuori dalle (facilissime) provocazioni viene da dire che, come in altri casi, il carcere persegue finalità altre rispetto alla rieducazione e, nel caso de quo, prevarica i diritti costituzionali della maternità.
Le riflessioni sul problema delle madri detenute devono, tuttavia, essere operate tenendo conto dei due differenti piani della “carcerazione”: la fase cautelare va, infatti, distinta nettamente da quella esecutiva della pena. Per quanto attiene all’esecuzione della pena si deve, anzitutto, sottolineare che quest’ultima è differita “se deve avere luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno”: un bambino di sei mesi, quindi, potrà trovarsi ristretto insieme alla madre solo se quest’ultima è sottoposta a custodia cautelare in carcere. Se, invece, “una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita nei confronti di madre di prole di età inferiore a tre anni” la pena può, e non deve, essere differita: già si ravvisa, in tali parole, l’esistenza di una forte discrezionalità in capo al magistrato di turno. Per quanto concerne le misure alternative alla detenzione si potrebbe, al di là della detenzione domiciliare “standard” ex art. 47ter, citare la detenzione domiciliare speciale ex art. 47quinquies per la quale “quando non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 47ter le condannate madri di prole di età non superiore ad anni dieci, se non sussiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti e se vi è la possibilità di ripristinare la convivenza con i figli, possono essere ammesse ad espiare la pena nella propria abitazione”: un’altra norma che, al di là delle facili astrazioni, concede un’eccessiva discrezionalità alla magistratura e, per tale ragione, può divenire di rara applicazione.
Il paradosso della disciplina delle detenute madri si evince, forse ancor di più, allorquando si osservino i vincoli ai quali queste ultime sono sottoposte in funzione cautelare, piuttosto che esecutiva della pena. Nel momento in cui si ritiene sussistente la pericolosità sociale, infatti, le madri, quasi sicuramente si vedranno catapultate in carcere insieme ai propri figli di età pari od inferiore a tre anni. In buona sintesi, in tal caso, soltanto la madre di infante di età inferiore ad anni uno si eviterà-momentaneamente-il carcere, poiché in tal caso l’esecuzione della pena è differita ex art. 146 c.p.: non è differibile, tuttavia, la custodia cautelare in carcere. Restiamo in attesa di una rivoluzione copernicana in ambito penale che sappia dimostrare che il carcere non è al centro dell’universo punitivo poiché è soltanto una delle pene possibili (e, molto probabilmente, quella meno efficace) e provi che, casomai, tale posizione è occupata dall’uomo e dalla sua rieducazione. Occorre, infatti, “prendere coscienza del fatto che il diritto penale si basa su una sorta di incanto, su una sorta di illusione [poiché esiste una] trascendenza che fa credere a una differenza tra vendetta, sacrificio e sistema punitivo [e che] consente di ingannare anche la violenza e rompere il rischio di una ritorsione infinita”: se, tuttavia, la pena cardine dell’intero sistema-il carcere-non raggiunge i risultati che promette, allora, l’illusione cessa di esistere e rimane unicamente la tragica realtà conosciuta da tutti. (By Dott. Daniel Monni in sintesi)

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L’assistenza sanitaria gioca un ruolo primario per la salute delle madri e dei loro figli

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

A livello globale e nei singoli paesi, è in atto una serie d’iniziative volta a migliorare l’accesso alle cure della salute materna e infantile, come ispirato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite che ha ampiamente approvato la Strategia Globale per la Salute delle Donne e dei Bambini che si propone di salvare diciotto milioni di vite entro il 2020 attraverso un approccio del “continuum di cure”. Come parte di questa strategia, il focus su settori specifici è:
• Un Piano globale d’azione per i vaccini che lavora verso l’accesso universale all’immunizzazione entro il 2020. La vaccinazione è una delle azioni più efficaci gestite dal paese e supportate a livello mondiale, perché oggi evita da due a tre milioni di morti ogni anno in tutte le fasce d’età a causa di difterite, tetano, pertosse (tosse convulsa) e morbillo. Nel 2017 si stima che l’83% (111 milioni) di bambini in tutto il mondo hanno ricevuto tre dosi contro difterite-tetano-pertosse (DTP3).
• Circa 176 paesi hanno firmato “A Promise Renewed” – un richiamo all’azione promosso dai Governi di Etiopia, India e Stati Uniti, insieme con l’UNICEF per un impegno globale per evitare la morte dei bambini per cause che possono essere facilmente prevenute.
• La Commissione delle Nazioni Unite sui Prodotti salvavita per donne e bambini è aiutare i paesi a migliorare l’accesso ai farmaci essenziali come antibiotici di base e sali per la reidratazione orale.
• All’inizio del 2017, l’OMS e l’UNICEF hanno raccolto altri partner per la creazione di un nuovo Piano globale d’azione per la polmonite e la diarrea, che si propone di porre fine, entro il 2025, alle morti evitabili dei bambini sotto i cinque anni dovute a queste due principali cause. Il piano promuove pratiche conosciute per proteggere i bambini dalle malattie, come la creazione di un ambiente domestico sano e di misure per garantire che ogni bambino abbia accesso a collaudate e adeguate misure di prevenzione e trattamento.
• Allo stesso modo, i partner stanno lavorando su Every Newborn: un piano d’azione globale per porre fine alle morti evitabili. L’obiettivo è di lanciare questo piano d’azione globale per i neonati e fornire indicazioni strategiche per prevenire e gestire le più comuni cause di mortalità neonatale, che rappresentano circa il 44 per cento di tutte le mortalità sotto i cinque anni.
• L’UNICEF, l’OMS e il Gruppo della Banca Mondiale supportano il movimento globale Scaling Up Nutrition (SUN) nella collaborazione con i paesi sulla realizzazione di programmi su vasta scala per rispondere a un’alimentazione inadeguata con un focus particolare sull’empowerment delle donne. (Riccardo Alfonso)

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Madri adolescenti: un fenomeno da non sottovalutare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Mag 2016

Maternità.Benché i numeri dell’Italia (poco meno di 8.000 nascite da madri under 19) siano distanti da quelli di altri Paesi – come ad esempio gli Stati Uniti, dove nel 2014 i bimbi nati da madri tra i 15 e i 19 anni sono stati quasi 250.000, cioè circa 3,5 ogni cento giovani della stessa età, o la Gran Bretagna, con 48.000 nascite e un tasso del 2,9% che la piazza ai vertici dei Paesi europei – il fenomeno delle madri adolescenti merita probabilmente più attenzione di quanta normalmente gli si dedica. Spesso, infatti, prevalgono atteggiamenti quali la rimozione da un lato. e lo stigma dall’altro, mentre invece servirebbero servizi preparati a gestire situazioni certamente non facili – sia per i genitori adolescenti che per i loro familiari – ma da cui si può anche uscire con una rinnovata fiducia nelle proprie possibilità di vivere una vita piena e soddisfacente.
Risulta quindi particolarmente interessante l’esperienza del centro Saga dell’Ospedale San Paolo di Milano, presentato con dovizia di particolari dall’Agenzia SIR. Si tratta di un servizio che punta ad un intervento mirato, preciso, frutto del lavoro di un’équipe multidisciplinare che conta neuropsichiatra infantile, neuropsicomotricisti e psicologi, ed è orientato a mantenere la vita della ragazza il più possibile adatta a lei, diventando un’adulta consapevole e responsabile, superando con l’aiuto del servizio esterno le caratteristiche disfunzionali che la gravidanza in così giovane età quasi sempre comporta. Un servizio pubblico, gratuito, che, come afferma la responsabile, la dottoressa Margherita Moioli, è «disponibile a collaborare anche con altre realtà italiane, perché la rete è fondamentale».(Pietro Boffi)

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Legge per detenute madri e figli

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Roma 8 marzo alle ore 11.30, presso la sede del Partito Radicale (via di Torre Argentina 76) conferenza stampa cui parteciperanno: On. Rita Bernardini, membro Commissione Giustizia alla Camera Sen. Donatella Poretti, segretaria Commissione Infanzia Sen. Marco Perduca, Commissione Giustizia Dr.ssa Julia Labbate, sociologa Università La Sapienza Leda Colombini, Presidente Associazione Roma Insieme Avv. Alessandro Gerardi Irene Testa, Segretaria Ass. Il Detenuto Ignoto Federica Giannotta, Associazione Terre de Hommes. Questo in riferimento alla iniziativa dei capigruppo al Senato che all’unanimità hanno deciso di licenziare trionfalmente il nuovo testo sulle detenute madri, giunto appena la settimana scorsa dalla Camera, dopo un breve passaggio in fase deliberante della Commissione giustizia. Noi Radicali – è detto in un comunicato – siamo profondamente critici verso l’impostazione vanamente celebrativa che è stata adottata dal Senato sul provvedimento che, così come uscirà dal Parlamento, non offrirà alcuna miglioria alla sistemazione delle madri detenute coi propri figli nelle carceri italiane, ma col quale si rischia concretamente di vedere protratti i patimenti dei bambini detenuti non piu fino al terzo anno di etr, ma fino ai sei anni. Avvalendoci delle conoscenze di operatori e esperti del settore,spiegheremo la legge praticamente gir approvata dal Senato e ne evidenzieremo le criticità in questa conferenza stampa.”

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Madri della Bibbia

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Betsabea, Elisabetta, Anna, Salomè e naturalmente Maria, sono soltanto alcune delle madri presenti nella Bibbia. Questo libro narra le loro vicende e dischiude prospettive sorprendenti e stimolanti anche per il dibattito contemporaneo. di Margot Kässmann Edizioni San Paolo 192 pagine – € 16,00

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La vita quotidiana delle madri

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

Ravenna 2 febbraio 2010 ore 16,30 Sala Multimediale Circoscrizione Prima Via Maggiore 122 Ravenna. Incontro banca del tempo: cosa fare per migliorare. Presentazione del progetto HORA e del nuovo sito internet e software della Regione Emilia Romagna sulle Banche del tempo. Partecipano Maria Vittoria Fabbri funzionaria della Regione Emilia Romagna Giusi Lumare e Salvatore Panu referenti del progetto Hora Giovanna Piaia Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna

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Madri adolescenti, rischio anomalie non cromosomiche

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

Le anomalie congenite non cromosomiche sono più comuni nella prole di madri adolescenti che altrove. Era già noto che queste madri presentassero un aumento del rischio di alcune anomalie specifiche, ma finora poco era noto sul rischio generale. Il profilo di rischio correlato all’età comunque tende a differire fra le varie nazioni europee, il che suggerisce che non sia l’età biologica ad essere veramente correlata a queste anomalie, ma piuttosto fattori riproduttivi, sociali, etnici, ambientali o relativi allo stile di vita che si correlano diversamente all’età materna nelle singole nazioni. Ciò differisce chiaramente da quanto accade con il rischio di anomalie cromosomiche come la sindrome di Down associato all’età avanzata della madre, che è lo stesso ovunque, indicando la presenza di fattori di rischio biologici intrinseci. Sono comunque necessari interventi clinici e sanitari per ridurre i fattori di rischio ambientali di anomalie congenite non cromosomiche, prestando particolare attenzione alle giovani madri nelle quali alcuni fattori di rischio sono già prevalenti, mentre è possibile rassicurare le madri di età più avanzata che la loro età in sé non conferisce alcun aumento del rischio di anomalie congenite non cromosomiche. (BJOG 2009; 116: 1111-9)

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M’AMA? Mamme, madri, matrigne oppure no

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Mag 2009

Mestre 27 maggio con inizio alle ore 18.0, presso la Libreria Feltrinelli di Mestre, in piazza XXVII Ottobre 1, sesto piano, si svolgerà la presentazione dell’antologia M’AMA? Mamme, madri, matrigne oppure no pubblicata dalla casa editrice Il Poligrafo.  Saranno presenti Annalisa Bruni, Anna Toscano, Bruna Graziani, Claudia Vio e Francesca Mazzuccato. Modera Alice D’Este. Le scrittrici di M’ama? raccontano, tra fantasia ed autobiografia, le molteplici sfaccettature del rapporto madre-figlia, descrivendo la propria immagine del “materno” e il disorientamento rispetto a scontri e confronti generazionali, dialoghi mancati o interrotti, conquiste di emancipazione che hanno segnato la storia recente e cambiato profondamente la nostra società: venti donne, venti scrittrici (alcune già affermate, altre quasi esordienti) per venti racconti originali, ognuno dei quali introduce ad una diversa dimensione del materno, ad uno sguardo peculiare sul modo in cui questo legame può essere vissuto quotidianamente… Madri e figlie, ma non solo…  Le protagoniste sono donne che raccontano della gioia di essere madre, ma anche della paura di esserlo, come della consapevole scelta di non esserlo. Nelle storie che sono racchiuse in queste pagine si tracciano i profili di madri che, di volta in volta, si presentano come figure crudeli, assenti, protettive, rassicuranti, raggianti, folli… Una costellazione di esperienze e di vissuti individuali, di voci, che consente al lettore di avvicinare la realtà contemporanea, spingendosi oltre quelli che spesso sono i luoghi comuni della cronaca e dei media più convenzionali. L’incontro organizzato presso la libreria Feltrinelli di Padova, sarà dunque l’occasione per tornare a riflettere sui temi affrontati nel volume e per una possibile discussione con alcune delle autrici. Il volume contiene racconti di: Antonia Arslan, Elisabetta Baldisserotto, Annalisa Bruni, Marosia Castaldi, Saveria Chemotti, Antonella Cilento, Emilia Bersabea Cirillo, Anna Maria Carpi, Antonella del Giudice, Bruna Graziani, Gabriella Imperatori, Lia Levi, Elisabetta Liguori, Giusi Marchetta, Francesca Mazzucato, Rossella Milone, Antonella Ossorio, Morena Tartari, Anna Toscano, Claudia Vio.

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