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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘maestre’

Il Miur ordina il licenziamento di migliaia di maestri con diploma magistrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

La richiesta arriva dal dicastero di Viale Trastevere con la Nota n. 45988 ed è rivolta agli Uffici Scolastici Regionali: vanno cancellate le l’immissione in ruolo di tutti i diplomati magistrale destinatari delle sentenze negative entro 120 giorni ai sensi del Decreto Dignità approvato dal governo M5S-Lega. Nell’operazione coinvolti anche i sottoscrittori di contratti annuali fino al 31 agosto, a cui vengono sottratti due mesi di lavoro senza alcun motivo valido.
Nessun ripensamento, nessuna scelta di buon senso: le disposizioni incluse ad inizio agosto nel Decreto Dignità, per la trasformazione di tutti i rapporti di lavoro in essere di decine di migliaia di maestri con diploma magistrale in supplenze annuali con scadenza 30 ottobre 2019, devono avere immediato seguito. È di questi giorni l’invio da parte del Ministero dell’Istruzione della Nota n. 45988, con cui l’amministrazione centrale ordina ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali di estinguere il rapporto di lavoro di migliaia di maestri, in larga parte donne, in possesso del diploma magistrale conseguito fino all’anno scolastico 2001/2002, benché avessero anche assolto l’anno di prova, per dare seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, in Adunanza Plenaria n. 11 del 20 dicembre scorso, sui giudizi pendenti.
Il Miur si rivolge agli Usr, chiedendo loro di “operare una sollecita ricognizione dei destinatari delle sentenze, attualmente titolari di contratti di lavoro a tempo determinato (supplenti fino al 31 agosto 2019 o fino al 30 giugno 2019), o a tempo indeterminato (con assunzione – condizionata – in ruolo da GAE per effetto di sentenza non definitiva favorevole)”, chiedendo ai direttori degli uffici regionali di fornire “indicazioni ai propri uffici per il costante monitoraggio delle sentenze favorevoli all’Amministrazione sul portale dedicato alla giustizia amministrativa”. Inoltre, sempre da Viale Trastevere si chiede di “formalizzare con apposito decreto la risoluzione dei contratti a tempo determinato e a tempo indeterminato già stipulati dai docenti destinatari di sentenza di rigetto, a mente dei già citati commi 1 e 1-bis dell’art. 4 della L. 96/18, procedendo” sia “alla revoca della nomina dei docenti di ruolo abilitati magistrali con conseguente risoluzione, entro e non oltre il termine prescritto di 120 giorni, dei contratti a tempo indeterminato a suo tempo stipulati”, sia “alla conversione, in ragione delle medesime esigenze di continuità da assicurare nelle classi, del contratto a tempo determinato di durata annuale (fino al 31 agosto 2019) a suo tempo stipulato a seguito di pronunce non definitive, in contratto a tempo determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019”. La replica del giovane sindacato non si farà attendere: Anief annuncia da subito il ricorso per la conferma in ruolo di tutti i maestri che hanno superato l’anno di prova o ha sottoscritto un contratto fino al 31 agosto 2019, per poi ora vederselo convertito d’ufficio al 30 giugno: ne vanno di mezzo i principi di affidamento, conservazione e acquiescenza che avrebbe fatto cessare la materia del contendere nel rapporto di lavoro privatizzato, come ha già ben spiegato nel parere pro veritate espresso dall’ex presidente della Cassazione Michele De Luca.

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Campidoglio, intesa con i sindacati per stabilizzare le maestre precarie

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Roma. Avviato un nuovo percorso per la stabilizzazione delle maestre precarie delle scuole di infanzia e degli asili nido di Roma Capitale. Questa mattina è stato siglato in Campidoglio un accordo tra l’Amministrazione Capitolina e le organizzazioni sindacali (FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, USB, CSA Regioni Autonomie Locali, RSU di Roma Capitale) che porterà alla pubblicazione di un bando per la formazione di una graduatoria unica del personale supplente e scolastico.“Il primo atto di questa amministrazione a luglio 2016 è stato la stabilizzazione di 1200 maestre. E’ nostra volontà proseguire su questa strada per dare dignità e risposte concrete ad altre migliaia di persone, garantendo al tempo stesso un sistema scolastico ed educativo efficiente. Crediamo fortemente nella certezza dei contratti e nella continuità didattica. Roma Capitale, la pubblica amministrazione più grande d’Italia, vuole porsi come modello di riferimento ed intende combattere fortemente il precariato, in linea anche con le politiche del Governo”, afferma la Sindaca Virginia Raggi.“L’intesa con le sigle sindacali è la prosecuzione di un percorso virtuoso di stabilizzazione orientato a dare certezza lavorativa a migliaia di maestre precarie. Roma Capitale, attraverso ogni forma di interlocuzione istituzionale, continuerà a lavorare per la salvaguardia di tutto il personale presente nelle graduatorie esistenti. Continuiamo a dare soluzioni al delicato tema del precariato, un problema che potrà essere superato in modo definitivo attraverso progressivi interventi di carattere normativo”, afferma Antonio De Santis, delegato della Sindaca al personale. E’ stato aperto anche il confronto per la definizione di un regolamento specifico sugli incarichi a tempo determinato, con l’obiettivo di superare per la prima volta in Italia in concetto di “lavoro a chiamata”.

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Al vaglio di Palazzo Chigi il decreto sulle maestre con diploma magistrale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

Il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha detto, a proposito delle maestre diplomate, che il Miur rispetterà “la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento”. Anief non ha intenzione di giudicare un decreto ancora non reso pubblico e sul quale si possono fare ad oggi solo delle deduzioni, ma ritiene opportuno far sapere pubblicamente che è pronta a emendare il testo in Parlamento e a ricorrere in tribunale, qualora le GaE non dovessero essere aperte a tutto il personale abilitato. E lo stesso vale se il Miur non confermerà negli incarichi i supplenti e i docenti assunti in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Qualsiasi operazione è stata decisa dovrà comunque garantire la parità di trattamento di tutto il personale che è stato dichiarato idoneo dallo Stato italiano ad insegnare, non importa in che ordine e grado di scuole. Ad iniziare dai maestri con diploma magistrale. Perché non possono essere licenziati ora, al 30 giugno, quei docenti che il prossimo anno scolastico potrebbero non lavorare più. Si stabilizzi, piuttosto, chi ha maturato 36 mesi di servizio, si utilizzi il doppio canale del concorso, da cui devono essere assunti tutti i docenti vincitori di concorso e idonei, sulla metà dei posti liberi, e, per l’altra metà, dalle ex graduatorie permanenti che a tale scopo, ma non solo, devono essere riaperte subito. Ogni soluzione diversa, che non ottemperi alle indicazioni di Bruxelles, che ho ricordato qualche giorno fa davanti al Parlamento europeo, ci costringerà ad attivare il più grande contenzioso che la storia della scuola italiana abbia mai conosciuto: ricorreranno in tribunale 200 mila persone e questo deve essere evitato.

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Dirigenti scolastici e le reggenze

Posted by fidest press agency su sabato, 30 giugno 2018

Udir: bisogna trovare al più presto un’adeguata soluzione. Da più di un anno il sindacato Udir si è interessato largamente al problema delle reggenze scolastiche e ha evidenziato come sia infruttuoso il permanere dell’artificiosa gestione. La reggenza è un tamponamento provvisorio di una situazione che non può diventare consuetudine, anche perché è in realtà una silenziosa cancrena del sistema scolastico. Vi è un fenomeno che peggiorerà ancora e di molto la già precaria situazione: con l’inizio del prossimo anno scolastico, a seguito dei pensionamenti, volontari e d’ufficio, che si concretizzeranno in questi mesi, saranno oltre 2 mila le scuole prive del loro capo d’istituto e che quindi andranno in reggenza. In più sedi ed in modo continuativo Udir ha denunciato queste due concause di dissesto del mondo scolastico, chiedendo a gran voce almeno di mantenere in servizio i dirigenti ancora per un anno o quantomeno in attesa del nuovo concorso. Proprio in questi giorni è stata presentata un’Interrogazione Urgente, da parte del senatore Luigi Vitali al Ministro Bussetti, riguardo alla gravissima situazione già segnalata da Udir. Marcello Pacifico (presidente Udir): In pratica ancora una volta Udir ha non solo anticipato i tempi, ma ha correttamente definito il problema individuando una soluzione, seppure temporanea, ma con un significativo risparmio per le finanze pubbliche e di semplice ed efficace realizzazione. Inoltre, considerando che le reggenze scolastiche, per ragioni oggettivamente intuibili, non garantiscono una funzionale organizzazione del servizio sia in termini di qualità, sia in termini di efficienza organizzativa, la permanenza volontaria in servizio al 31 agosto 2019 dei dirigenti scolastici collocati in pensione dal 1° settembre 2018 garantirebbe pertanto continuità alle istituzioni scolastiche, con un successivo passaggio quasi naturale ai nuovi presidi vincitori di concorso da espletarsi il 1° settembre 2019.

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Scuola Il PD non vuole riaprire le GaE: così si assume la responsabilità del licenziamento di 6 mila maestre

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

ministero-pubblica-istruzioneÈ curioso il fatto che lo stesso partito nella passata legislatura si era impegnato, con una risoluzione, ad assumere anche le diplomate magistrale dopo aver aperto per ben due volte, con un emendamento, le vecchie graduatorie permanenti. Il presidente Anief in un’intervista ribadisce la necessità di un decreto legge per far incontrare domanda ed offerta. Bisogna anche ripristinare i moduli nella primaria dove tra il 1999 e il 2009 si giunse ai più alti livelli di apprendimento dei nostri bambini.La notizia, diffusa da Orizzonte Scuola, riporta la ferma decisione del Partito Democratico di continuare a tenere blindate le Graduatorie ad Esaurimento, nonostante scioperi, manifestazioni, ricorsi. Lo afferma Simona Malpezzi che nel sostenere le ragioni delle docenti laureati in Scienze della formazione primaria dimentica come il suo stesso partito si sia dimenticato di esse, lasciando fuori dal reclutamento sia le docenti laureate dal 2012, sia quelle diplomate entro il 2002.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal: Non si comprende per quale motivo il Partito Democratico perseveri su questa linea, contraddicendo la politica di apertura delle Gae a tutto il personale abilitato sostenuta nella precedente legislatura. Nella XVI, infatti, ben due volte le GaE sono state aperte ai docenti abilitati precari, prima con la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 e poi con la Legge 24 febbraio 2012, n. 14 grazie a due emendamenti presentati dai democratici e suggeriti dall’Anief. Proprio a seguito di queste riaperture, nel 2012, era stata presentata una risoluzione a firma dell’attuale capogruppo in VII Commissione, on. Coscia, che chiedeva di garantire la parità di trattamento nell’assunzione delle laureate in SFP e delle diplomate magistrale.L’Anief, che aveva già riscontrato la mancanza di volontà a trovare una soluzione politica immediata nel territorio italiano, per questi motivi qualche giorno fa ha presentato un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, finalizzato a ribaltare quella decisione, sostenendo che la violazione del giudicato operata dal Consiglio di Stato fa il paio con la violazione sistematica da parte del Governo italiano della normativa comunitaria sui contratti a termine e della carta sociale europea. E anche per questi motivi ha organizzato scioperi e manifestazioni che si concluderanno con l’inizio della nuova legislatura: il 23 marzo a Roma, davanti al Parlamento, nel giorno dell’insediamento delle nuove Camere.

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Maestre e avviso di garanzia

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

Roma. “Alemanno fa arrivare un avviso di garanzia a 9 maestre che manifestavano in Campidoglio e rivendicavano, durante una giornata di sciopero, una rappresentanza all’interno del Comune è grave”. Commenta con indignazione Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, il provvedimento giunto nelle mani delle 9 educatrici di Asili e Scuole d’infanzia del Comune di Roma, accusate di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone.
I fatti, risalgono al  31 maggio scorso  quando le educatrici, impegnate da anni contro la precarietà e a tutela dei diritti, avevano richiesto, durante la trattativa sindacale in corso al Campidoglio,  l’invio di un loro rappresentante, per evidenziare all’interno della discussione le tematiche dello sciopero del personale scolastico. Istanza poi inascoltata dalla giunta del primo cittadino e soffocata dall’arrivo delle forze dell’ordine. “Ritengo di esprimere la massima solidarietà alle maestre che hanno ricevuto l’avviso di garanzia -chiosa l’esponente del partito presieduto da Antonio di Pietro – e a tutte le altre, che stanno rivendicando nella battaglia il diritto ad esprimere le loro opinioni in merito alle scelte dell’amministrazione.”

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