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Posts Tagged ‘maestri’

Scuola: Maestri con diploma magistrale, la Cassazione non annulla la plenaria del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

Le Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso del gruppo di maestri diplomati fino al 2002, confermando la sentenza del Consiglio di Stato, che a fine 2017 ha escluso dalle graduatorie a esaurimento per le scuole materne ed elementari gli insegnanti in possesso del solo diploma magistrale che non avessero partecipato alle sessioni di abilitazione o ai concorsi. Secondo la suprema Corte, la decisione “rimane entro l’ambito di interpretazione e ricostruzione di una complessa normativa”. Il sindacato Anief, che prima e più di tutti, si è opposto all’estromissione dei maestri con diploma magistrale dalle GaE e degli oltre 7 mila docenti di fatto licenziati dopo essere stati immessi in ruolo, non si fermerà certo qui. Impugnerà, uno per uno, tutti i provvedimenti di licenziamento che il Miur dovesse attuare nei confronti proprio dei docenti immessi in ruolo “con riserva” e che hanno svolto l’anno di straordinariato con esito positivo. Anief, inoltre, mentre attende entro il 2020 l’esito del reclamo collettivo già presentato al Consiglio d’Europa e dichiarato ammissibile da un anno, chiederà ai giudici amministrativi di sollevare il caso dei diplomati magistrale di fronte alla Corte di Giustizia Europea, così come è già avvenuto con la sentenza “Mascolo” che nel 2014 ha condannato l’Italia per abusiva reiterazione dei contratti a termine.Entro il mese di settembre, infine, il sindacato, appena inserito nell’alveo dei rappresentativi e titolati a sedere ai tavoli della contrattazione nazionale, valuterà la possibilità di presentare una class action per risarcire i docenti dai danni prodotti nei loro confronti e far dichiarare la responsabilità risarcitoria dello Stato italiano, colpevole di aver ingannato per anni i docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 negando la validità abilitante del loro titolo.
L’Anief, unico sindacato che da sempre si è schierato al fianco di questa particolare categoria di docenti abilitati e da sempre chiede a gran voce la riapertura delle GaE, le graduatorie ad esaurimento, per sanare questa e altre illegittimità compiute a discapito dei tanti docenti abilitati esclusi dall’accesso al “doppio canale” di reclutamento, non si dà per vinta e conferma l’intenzione di procedere presso i competenti Tribunali del Lavoro per impugnare ogni singolo licenziamento che dovesse intervenire nei confronti dei docenti immessi in ruolo “con riserva” che hanno superato l’anno di prova.

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Maestri con diploma magistrale, arriva la ciambella di salvataggio bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Per il secondo anno consecutivo, il Governo va incontro ai docenti con diploma magistrale abilitante conseguito fino al 2002: nel pacchetto “Misure di straordinaria necessità ed urgenza nei settori dell’istruzione, università e ricerca” che il Consiglio dei Ministri esaminerà entro fine luglio, c’è anche un dispositivo con cui si conferma il provvidenziale provvedimento dell’anno scolastico che si sta concludendo. Per Anief è una disposizione necessaria, che abbiamo chiesto in tempi non sospetti; il minimo che l’Esecutivo possa fare per rendere giustizia a tanti maestri messi ai margini da decisioni a dir poco discutibili. È chiaro che non basta, se non a tamponare la situazione per l’immediato. Quello che serve per risolvere una volta per tutte la questione è riaprire le GaE ed in subordine utilizzare la seconda fascia d’istituto laddove sono esaurite tutte le altre graduatorie, oltre che stabilizzare tutti gli idonei dei vari concorsi svolti, anche in altre regioni rispetto a quella dove si è svolta la procedura. Senza il ripristino di un reale doppio canale di reclutamento, qualsiasi tentativo di copertura delle tante cattedre vacanti e di cancellazione del precariato è destinato a soccombere.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “va bene il paracadute per la riconferma dei posti anche per l’anno prossimo per i tanti diplomati magistrale ancora precari, tuttavia senza l’approvazione di un decreto urgente, che liberi i docenti precari abilitati dalla gabbia in cui sono stati collocati dall’amministrazione dopo il 2012, con il ripristino di un vero doppio canale di reclutamento, aperto anche a tutti i supplenti con titolo che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, si fa solo il male della scuola. Chi la governa non si rende conto che con questo andare ci si allontana da quanto sostiene l’Unione Europea, e che il cammino del reclutamento fatto di concorsi, una volta ordinari, una volta riservati, sta solo producendo liste di attesa infinite. Mentre i posti vacanti si moltiplicano”.Non c’è pace per i maestri con diploma magistrale conseguito fino al 2002: dopo i confermati e incredibili ‘no’ del Consiglio di Stato, il Governo sta facendo di tutto per evitare di farli uscire dal circuito delle supplenze annuali e creare un danno immane per le scuole, la didattica e gli alunni del primo ciclo scolastico. Si sta così predisponendo la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti ad inizio anno scolastico. È andata così per quello in corso, andrà così anche per il prossimo. Perché anche se dovesse arrivare “una sentenza di merito negativa”, ricorda la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “la norma permette di completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020, per salvaguardare la continuità didattica. Il termine “proroga” va intesa in questo senso, proroga di un contratto ricevuto nell’a.s. 2019/20 e che poi viene revocato in seguito alla sentenza”. La vicenda degli oltre 50 mila diplomati magistrale defenestrati dalle GaE “si è arenata in attesa della decisione della Corte di Cassazione, dopo le pronunce negative dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che per tre volte si è espressa in maniera negativa sull’inserimento dei docenti con diploma magistrale nelle Graduatorie ad esaurimento, dopo una certa data. E dunque anche in questo caso è necessario – come lo scorso anno con il Decreto Dignità – di un intervento del Parlamento per non lasciare le classi scoperte nel corso dell’anno scolastico”. Sempre in attesa di “un concorso straordinario bis, riservato a diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale”.

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Scuola: Servono sempre più maestri

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Gli iscritti nelle graduatorie e la necessità di copre i posti vacanti in aumento costringe l’amministrazione ad integrare di ulteriori 270 posti il bando originario per le immatricolazioni al Corso di laurea per l’anno accademico 2019/20. Le necessità di aumento degli studenti da specializzare riguardano tutte le aree del Paese. Marcello Pacifico (Anief): Nel prossimo biennio avremo un numero sempre maggiore di posti senza titolare. I quali si vanno ad aggiungere ai tanti già presenti e a quelli che furbescamente rimangono in organico di fatto. Basta giochini: se non si riapriranno subito le GaE e se non si fa ricorso al doppio canale di reclutamento, ci ritroveremo con sempre più ‘buchi’ da riempire e richieste di risarcimento in tribunale. La scuola pubblica italiana ha un bisogno estremo di insegnanti. Ad iniziare dal primo ciclo, dove risultano decine di migliaia di posti vacanti, senza titolare, e vi sono altrettanti maestri abilitati all’insegnamento, che però continuano a stare in attesa di realizzare l’ennesimo concorso che li stabilizzerà con modalità lente e incerte. La procedura riservata si attuerà con il concorso straordinario bis, rivolto a maestri con diploma magistrale e laurea in Scienze della formazione primaria, da approvare con un imminente emendamento all’articolo 4, comma 1-quinquies del Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, con cui si definirà l’accesso alla procedura per i precari con almeno una annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno.
Anche con questo concorso, tra l’altro, si continuano con ogni probabilità ad essere lasciati fuori delle procedure di stabilizzazione, in modo ingiustificato, dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio precedentemente al 2009, i tanti laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio continuano ad essere riconosciuti come servizio, tutti gli educatori il cui titolo di accesso non è anch’esso ritenuto valido, oltre che i docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria. Come da verificare è la possibilità che possano accedere alla procedura i tanti precari che hanno insegnato su sostegno senza specializzazione. Parallelamente, dal Miur giungono segnali sull’estrema urgenza di coprire posti vacanti. L’ultimo, in ordine cronologico, è giunto in queste ore attraverso integrazione dei posti disponibili per le immatricolazioni al Corso di laurea in Scienze della formazione primaria per l’anno accademico 2019/20. I 6.679 posti inizialmente messi a disposizione, con decreto Miur 17 maggio 2019, n. 424, sono quindi risultati insufficienti, dopo che il Miur ha avviato una ricognizione presso gli Uffici Scolastici regionali: “dalla consistenza di iscrizioni nelle diverse graduatorie (ad esaurimento e II fascia di istituto), nonché tenendo conto del fabbisogno locale per le scuole paritarie, è emersa la possibilità di integrare il numero di posti a disposizione per il corso di laurea in Scienze della formazione primaria di 270 posti”, scrive Orizzonte Scuola, riferendosi alla nota ministeriale n. 465. Il presidente Pacifico ha infatti affermato come il Parlamento sia “intervenuto recentemente ponendo fine a un’ingiustizia, quella della stabilizzazione di più dodicimila ex Lsu o comunque ex co.co.co, collaboratori delle cooperative, impegnati nei servizi esternalizzati per fare i collaboratori scolastici. Però da oltre vent’anni abbiamo più di quarantamila collaboratori scolastici nominati ogni anno per fare lo stesso servizio, il loro. Una situazione che è motivo di dubbi e perplessità e che ha convinto il nostro studio legale a presentare un ricorso per stabilizzare anche tutti questi collaboratori. Non è giusto che vengano stabilizzati solo quelli che lavoravano per le cooperative e non quelli al servizio dello Stato. Devono essere tutti stabilizzati. E non dimentichiamo poi gli educatori, gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione che non vengono stabilizzati, perché lo Stato ragiona solo sui problemi imminenti della categoria di turno e della proposta più gettonata e non sistematicamente, per rispettare la legge”.

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Maestri con diploma magistrale e laurea in Scienze della formazione primaria: in arrivo il concorso straordinario bis

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Il Governo starebbe seriamente pensando ad un secondo concorso riservato per salvare i diplomati magistrale dalla mannaia del Consiglio di Stato che li ha estromessi dalle GaE oltre che per assorbire i tantissimi laureati in Scienze della formazione primaria che campeggiano nelle graduatorie: si tratta di un progetto, riservato a personale docente abilitato all’insegnamento, del quale si è fatto portavoce il Senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della VII Commissione di Palazzo Madama, anticipando ieri sera la volontà di affrontare la questione dei docenti di Infanzia e Primaria sul proprio profilo Facebook. Marcello Pacifico (Anief): L’idea di ridurre il servizio ci può trovare d’accordo, ma l’accesso va allargato: nel precedente concorso, ci sono state troppe categorie di esclusi. Se si vuole davvero ridurre il contenzioso, bisogna prima approvare delle leggi ben fatte e non discriminanti. La proposta sembra già a buon punto: al momento – scrive oggi Orizzonte Scuola – è in cantiere, ma potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane. Scorrendo la bozza, si scopre che la disposizione consiste in un emendamento che modifica l’articolo 4, comma 1-quinquies del Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito nella legge del 9 agosto 2018, n. 96, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”. Stiamo parlando del concorso riservato per i diplomati magistrale prima inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento dopo il provvedimento giurisdizionale e poi estromessi dopo la doppia sentenza negativa del Consiglio di Stato. In quel decreto dello scorso anno si avviava un concorso a cattedra riservato e semplificato per quel personale docente del primo ciclo con due anni di servizio specifico anche non continuativo, su posto comune o sostegno, nel corso dell’ultimo ottennio. Il nuovo emendamento punterebbe invece a bandire un concorso bis per i docenti che siano forniti del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, oppure attraverso il conseguimento del diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, entro l’anno scolastico 2001/2002. La novità, rispetto allo scorso anno, è che dovranno aver svolto, sempre nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno una annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali. Coloro che parteciperanno alla procedura e saranno ritenuti idonei si ritroveranno inclusi in una graduatoria di merito dalla quale saranno attribuiti, anche per le immissioni in ruolo, i posti residui allo scorrimento delle graduatorie relative al concorso riservato del decreto 87. Secondo il sindacato Anief, il dimezzamento degli anni di servizio per l’accesso al concorso riservato per diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione primaria, in assoluto, sarebbe anche una buona notizia: la novità viene però decisamente depotenziata dal momento in cui il concorso continuerà a preclude l’accesso a tantissimi docenti.

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Scuola: Maestri e docenti laureati pagati con stipendi da diplomati, per Anief è ora di equipararli

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

Svolgono lo stesso lavoro ma vengono remunerati di meno: in questa condizione si trovano circa 300 mila insegnanti della scuola pubblica. L’Ufficio Studi del sindacato ha realizzato un focus: considerando le ore di lezione settimanali, il grado di responsabilità, il coinvolgimento professionale e la complessità dell’offerta formativa, ha constatato che non vi è alcuna differenza. Una norma afferma in modo esplicito che in Italia si considera di pari dignità la formazione iniziale di ogni docente. Nella stessa condizione sono gli Itp e i docenti di sostegno laureati. Se poi si guarda all’Europa, esce fuori il solito raffronto impietoso. Marcello Pacifico (Anief): Appena ci siederemo al tavolo di contrattazione chiederemo spiegazioni per abbattere questa discriminazione andando a cambiare il Contratto collettivo nazionale. In caso contrario, siamo pronti ad avviare una procedura giudiziaria.Un insegnante laureato che svolge attività di insegnamento nella scuola del primo ciclo, per quale motivo deve percepire uno stipendio inferiore a quello dei colleghi della secondaria anch’essi laureati? A chiedere spiegazioni all’amministrazione pubblica è il sindacato Anief, dopo avere raccolto una lunga serie di richieste di equiparazione stipendiale. Sulla base di diversi parametri oggettivi, l’Ufficio Studi dell’organizzazione sindacale ritiene che l’osservazione sia pertinente: le ore di lezione settimanali svolte da un docente della scuola primaria e dell’infanzia sono superiori a quelle del secondo ciclo; il grado di responsabilità quotidiana nell’affidamento degli alunni, in tenera età risulta il più alto; il grado di coinvolgimento professionale, anche con le famiglie, non è certo da meno rispetto a quello che si instaura nella secondaria; se è infine vero che il livello di complessità dell’offerta formativa è minore, c’è però da constatare che la minore ricettività ad apprendere degli alunni rende comunque sempre molto impegnativo il raggiungimento quotidiano e finale degli obiettivi. A tutto questo c’è da aggiungere, poi, una precisa norma, contenuta nella Legge 53 del 2003: all’articolo 5 comma I lettera A, infatti, c’è scritto in modo esplicito che in Italia si considera di pari dignità la formazione iniziale di ogni docente. Questo significa che ai fini della collocazione professionale, anche stipendiale, non conta la scuola dove si opera servizio, ma il titolo di accesso: un titolo, peraltro, che per la stessa scuola del primo ciclo oggi è proprio quello della laurea. Tutti questi aspetti sono ben considerati in diversi altri Paesi europei, dove, infatti, lo stipendio dei docenti con laurea viene assegnato prescindendo dal tipo di insegnamento che si svolge. In Irlanda e Danimarca, ad esempio, lo stipendio iniziale è il medesimo per tutti i cicli scolastici, salvo poi differenziarsi lievemente a fine carriera. In Portogallo, Slovenia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, i compensi dei docenti della scuola pubblica non si differenziano mai, né ad avvio carriera né al termine.

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Scuola: Maestri con diploma magistrale, a maggio il concorso ordinario per 16 mila posti ma non servirà a molto

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

Sarà bandito entro due mesi, metterà a disposizione 16 mila posti con assunzioni a settembre 2020. Ma il prossimo anno scolastico inizierà con cattedre scoperte per via del licenziamento di 40 mila maestre al 30 giugno, mentre 7 mila di ruolo potrebbero andare a casa se non vincono il concorso riservato anche se il sindacato Anief promette battaglia nei tribunali. Bussetti sarà l’unico responsabile. I dettagli sono stati rivelati dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, nel corso di una video intervista alla Repubblica rilasciata nei giorni scorsi. I posti sono aumentati, rileva oggi la rivista Orizzonte Scuola, perché erano 10.183 nella bozza presentata a novembre. Si prevede un numero di adesioni altissimo. Nel frattempo, il prossimo anno scolastico una cattedra su due continuerà ad andare a supplenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, si tratta di un processo derivante anche dalla decisione presa dagli Uffici Scolastici di procedere ai depennamenti dalle GaE, per dare seguito alle sentenze di merito già emanate, conseguenti alla sentenza del Consiglio di Stato delle scorse settimane, in vista del nuovo aggiornamento che partirà a breve. In questo quadro, diventano ancora più importanti i pareri della Cassazione, che sulla questione si è riunita il 12 marzo, della Corte Costituzionale sulla legittimità del concorso straordinario bandito con DDG n. 85 del 1° febbraio 2018 per i professori abilitati della secondaria, con riflessi inevitabili sul primo ciclo; ma anche la risposta del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo da noi presentato sull’abuso delle supplenze pur in presenza di posti vacanti. Comincia a prendere forma la selezione dei maestri da immettere in ruolo: il concorso avrà validità biennale, e sarà bandito solo in quelle regioni in cui le graduatorie del concorso 2016 presentano pochi aspiranti al ruolo. I requisiti di accesso saranno quelli del conseguimento del diploma magistrale – entro l’a.s.2001/02 – oppure la laurea in Scienze della Formazione o analogo titolo estero equipollente. Per i posti di insegnamento sul sostegno sarà richiesta la specializzazione. Non sarà invece indispensabile il servizio di insegnamento ai fini dell’accesso. La domanda che tutti gli aspiranti maestri si pongono è la seguente: quanti candidati parteciperanno al concorso? Al momento, l’unica certezza è che saranno tantissimi: un numero decisamente maggiore i posti messi a bando. Perché, potenzialmente, ai diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato si aggiungeranno i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Considerando la mancata richiesta di un minimo di giorni di supplenze, è prevedibile che le richieste di accesso al test preselettivo, pressoché scontato, toccheranno numeri stratosferici. E che quindi il problema del precariato sarà tutt’altro che superato. “Nel frattempo – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sarà svolto il concorso straordinario riservato allo stesso ciclo scolastico, introdotto con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018. Ma anche quella procedura, non selettiva ma che metterà in fila tutti i precari con un numero minimo di annualità di servizio alle spalle, non metterà in ruolo un numero adeguato di docenti precari. Intanto, considerando che siamo sul finire dell’anno scolastico, il pericolo fondato è che nel prossimo mese di settembre i posti vacanti che andranno coperti da personale non di ruolo raggiungeranno livelli mai visti: prevediamo che una cattedra del primo ciclo su due sarà priva del titolare”. “Intanto – continua Pacifico – continua la battaglia di Anief per la riapertura della GaE, per la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e sulla necessità di far scattare risarcimenti adeguati, in presenza di utilizzo reiterato di contratti a termine pur essendovi invece i presupposti per l’assunzione a tempo indeterminato. Per tutelare chi sarà licenziato sia supplente sia di ruolo con la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato italiano che citeremo, pure in giudizio per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”.

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Scuola: Maestri con diploma magistrale fuori dalle GaE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Se per il Ministro dell’Istruzione è tutto a posto grazie al concorso straordinario attualmente in corso, il sindacato spiega come non si sia risolto nulla perché non è stato affrontato il problema delle supplenze avute dalle GaE che dopo il 30 giugno prossimo metterà a rischio l’inizio del nuovo anno scolastico. Ci saranno, invece, di certo migliaia di ricorsi risarcitori contro lo Stato italiano se la Corte di Cassazione, riunita il 12 marzo scorso, non dovesse annullare la sentenza della Plenaria. Per non parlare della decisione attesa del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo presentato dall’Anief sull’abuso sistematico del precariato da parte del Miur e dei ricorsi ai giudici del lavoro per confermare l’anno di prova a chi l’ha superato dopo esser stato assunto con riserva. Marcello Pacifico (Anief): Non ci arrenderemo fino a quando non passerà l’inserimento dei maestri abilitati nelle GaE, la stabilizzazione automatica di tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze su posto vacante. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati per la mancata immissione in ruolo.
Il concorso, secondo Bussetti, sarebbe stato nuovamente legittimato dalla decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che il 27 febbraio 2019 ha nuovamente ribadito il no all’inserimento dei diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02 nelle Graduatorie ad esaurimento, annualmente utilizzate per il 50% dei ruoli. Di conseguenza, scrive Orizzonte Scuola, in questi giorni gli Uffici Scolastici stanno procedendo ai depennamenti dalle GaE in relazione alle sentenze di merito già emanate, in vista del nuovo aggiornamento che partirà tra qualche settimana, contro cui Anief offre patrocinio legale presso i tribunali del lavoro.
Anief conferma, invece, che la partita sui diplomati magistrale rimane ancora aperta. “Anche perché – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – oltre al parere della Cassazione e della Corte Costituzionale, per riflesso, si attende la decisione del Consiglio d’Europa, che tra non molto dirà la sua sul reclamo collettivo presentato dal nostro sindacato sull’abuso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive dell’Unione Europea introdotte proprio per prevenirne la pratica da parte dei datori dei lavoro e, come purtroppo avviene come prassi in Italia, per mano dello stesso Stato”.
“Quello a cui puntiamo – continua il presidente Anief – è la stabilizzazione automatica per tutto coloro che hanno svolto 36 mesi di supplenze, in presenza di posti vacanti e disponibili. Nel frattempo, continuiamo a chiedere risarcimenti adeguati, sempre a seguito dell’ingiustificabile abuso dei contratti a termine, pur in presenza di cattedre libere. Parallelamente, continua la nostra azione sindacale sul fronte politico, chiedendo a Governo e Parlamento una soluzione idonea a salvare i maestri con diploma magistrale: governanti e parlamentari non possono continuare a tenere la testa nella sabbia. Estrometterli dalle GaE, infatti, significa produrre un licenziamento di massa, un’esclusione dal sistema d’istruzione, con effetti non solo individuali-familiari, ma anche sociali e sul servizio pubblico scolastico”, conclude Pacifico.

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Scuola: Maestri di educazione motoria alle primarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

L’avvio della figura del maestro di educazione motoria nell’organizzazione didattica della scuola primaria non sarà immediata e completa: “La riforma della scuola primaria passa dall’introduzione del maestro di educazione fisica”. L’ha detto il Ministro Marco Bussetti in un’intervista al quotidiano Il Giorno, a proposito dei circa 11 mila docenti necessari nella scuola primaria. “L’introduzione sarà però graduale e riguarderà i prossimi tre anni scolastici”, ha sottolineato il Ministro. Nella scuola primaria saranno introdotti i maestri di educazione motoria: gli verrà destinata una classe di concorso ad hoc, dove saranno collocati dopo avere svolto una selezione riservata a loro. Il progetto sembrerebbe ad ampio raggio, perché, secondo le anticipazioni fornite anche nelle scorse settimane dal Ministro Marco Bussetti, grazie all’introduzione del docente specializzato avremo finalmente “centri sportivi scolastici” e potremo affidare loro “attività extracurricolari”. L’iter in Parlamento sta andando avanti. La presenza di docenti specializzati di motoria, in un’Italia dove troppi giovanissimi sono sovrappeso o addirittura obesi, diventa centrale. Naturalmente non basta. Servirebbero anche infrastrutture adeguate e locali destinati alle ore di educazione motoria. Nei mesi scorsi, Il Messaggero aveva fatto riferimento al XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole, realizzato da Cittadinanzattiva, sottolineando che non tutte le scuole sono dotate di palestre: quasi una su tre, il 28%, non ce l’ha.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief “c’è bisogno di salvaguardare la salute dei nostri studenti fin dai primi anni di formazione scolastica. Pensare che per decenni questo non si è potuto realizzare solo per mere ragioni di risparmio, la dice lunga sulla lungimiranza dei nostri governanti. La volontà di introdurre la disciplina di educazione motoria anche nel primo ciclo di studi va accolta con soddisfazione, ma bisognerebbe estenderla a tutte e cinque le classi, non solo alla quarta e alla quinta come annunciato dal Ministro Bussetti”.
“Il nostro auspicio – osserva Pacifico – è che le ore dedicate all’attività fisica e allo sport non intacchino l’attuale orario curriculare della primaria, ma siano aggiuntive. E che le lezioni di educazione motoria si possano svolgere in istituti dotati di spazi adeguati. Come si fa a svolgere attività fisica se tre scuole su dieci non sono dotate di palestre? E siamo sicuri che negli altri sette istituti le palestre siano a norma? Noi abbiamo qualche dubbio. Se poi si parla di attività fisica di qualità, allora bisogna anche dotarsi di attrezzature e arredi adeguati. Non basta annunciare l’introduzione degli insegnanti di motoria se non si mettono questi nelle condizioni di lavorare bene. Servono investimenti perchè tutti possano operare in sicurezza. Il governo non può eludere queste criticità, altrimenti l’innovazione sarebbe soltanto parziale”, conclude il sindacalista autonomo.

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Concorso straordinario maestri d’infanzia e primaria da 12 mila posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Il titolare del Miur ha oggi dichiarato che è imminente la sua firma sul testo che regola la procedura concorsuale. L’approdo in Gazzetta Ufficiale, dopo la revisione degli organismi istituzionali preposti, è quindi imminente. L’ufficio legale del sindacato conferma la sua posizione sull’illegittimità del testo predisposto sino ad oggi ed impugnerà, pertanto, l’eventuale esclusione dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio tra il 1999-2009, ponendosi anche al fianco dei laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio non sono riconosciuti come servizio, degli educatori il cui titolo di accesso non è riconosciuto e dei docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria. Anief, infine, è pronta a difendere coloro che hanno svolto il servizio sostegno senza specializzazione qualora non dovesse essere considerato ai fini del punteggio per il posto comune, nonché il servizio prestato per 180 giorni non consecutivi.

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Decreto Dignità: disastro della maggioranza sui diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Il Governo aveva lasciato libero il Parlamento di adottare la soluzione migliore per risolvere il problema dei docenti inseriti nelle GaE dopo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, ma le Commissioni VI e XI riescono a scontentare tutti, arrivando a licenziare pure i maestri già assunti in ruolo: peggio di così non si poteva certo fare e ora la parola giungerà all’Aula della Camera, prima del passaggio lampo in Senato. Se non vi saranno modifiche, si prospetta l’apertura della più grande stagione di ricorsi: non ci sarà precario che non andrà in tribunale per reclamare i propri diritti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Cui prodest? Anief continua a essere pronta al dialogo ma, come ben sappiamo, per dialogare bisogna essere in due. La nostra proposta di riapertura delle GaE, nelle ultime ore trasformata in un appello pubblico, era chiara e condivisa anche da diversi parlamentari, ma è stata totalmente ignorata. Noi, rimanendo a fianco dei precari e lottando con loro e per loro, continueremo a chiedere ai parlamentari di cambiare la norma, poi lo chiederemo ai giudici, perché i politici cambiano, anche le norme, ma la nostra scuola deve andare avanti.

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La commedia dell’arte e l’arte nella commedia nei suoi maestri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Quando si parla o si scrive di teatro vi sono personaggi della letteratura che non possiamo ignorare o semplicemente soprassedere alla loro citazione. Ma questo implicherebbe un lunghissimo elenco e con sempre latente il rischio di qualche illustre omissione. Ragione per cui non mi soffermo ad annotarli, uno per uno, ma mi limito a fare solo qualche nome non perché fosse il più grande in tutta la storia della letteratura e del teatro, ma per il semplice motivo che non scrivo una storia ma intendo limitarmi a un particolare della stessa.
E questo personaggio che intendo citare per primo è Molière ovvero Giovanni Battista Poquelin. Egli nacque a Parigi nel 1622 in via Saint-Honoré dove suo padre aveva una bottega di tappezziere. Pur essendo di umili natali padre e figlio avevano in comune la passione per il teatro. Ne erano assidui frequentatori e nel figlio si aggiunse la voglia di dedicarsi allo studio per fare del teatro una sua creatura creando personaggi e situazioni nelle quali si sarebbero mossi. Inizialmente prevalse nel padre l’aspetto pragmatico allorquando mandò per cinque anni il figlio nella scuola dei gesuiti e poi ad Orléans per studiare legge, ma alla fine il figlio l’ebbe vinta cercando nello studio un suo personale percorso.
Iniziò con il formare una piccola compagnia di dilettanti e dove esordì come scrittore. In seguito, animato dagli applausi e dal successo aprì un teatro pubblico assumendone la direzione sotto il nome di Molière, timoroso di disonorare il cognome del padre. Passò di città in città per rappresentazioni artistiche insieme con la sua compagnia e fu in questo suo peregrinare che nella città di Lione rappresentò nel 1653 la prima sua opera “Lo stordito”. Tanto generale si fece all’improvviso la sua fama che il Re non sdegnò di udirlo e si compiacque tanto per l’ottima scelta del suo repertorio che gli destinò in premio una sala per rappresentazioni nel Palais-Royal e assegnando alla compagnia il titolo di “Commedianti di Corte.
Da quel momento Molière passa da un successo all’altro e la sua fama divenne universale. E proprio al cospetto di un pubblico affollatissimo esordì con le “Preziose ridicole”, una satira squisita contro le ridicolaggini di cui si compiacevano gli iscritti al circolo Rambouillet.
Sui lavori di Molière il Paganini osservava: “Il Molière prendendo sul serio la sua arte, nelle relazioni con il pubblico e soprattutto con la Corte, alla quale interveniva come cameriere del re, non cercava che tipi adatti alla scena. Giorno e notte non pensava che al suo teatro, di cui sino alla morte fu saggio amministratore e principale autore.
Pare quasi impossibile come in tanta attività egli trovasse ancora il tempo di scrivere un così gran numero di commedie. La sua inesauribile vena comica lo rese il più fecondo e prolifico commediografo e non solo del suo tempo.”
Ma tutto il teatro sin dai suoi esordi nell’antichità greco-romana e ancor prima ha risentito gli effetti di una continuità storica di cui Giovanni La Fontaine ne è stato il felice mentore. Egli con lo studio dei classici latini e greci e degli antichi francesi, prediligendo il Marot e il Rabelais, dimostrò che l’impronta del passato aveva un trascorso quasi sempre ripreso e attualizzato dai posteri. Converrebbe risalire alla storia dell’apologo per parlare diffusamente dell’arte del La Fontaine. L’Apologo si perde nella più lontana antichità: già a Omero o a qualche suo contemporaneo rimonta la Batracomiomachia, uno dei più remoti esempi.
Nel secolo VI prima di Cristo, le favole di Esopo raccolte due secoli dopo la sua morte acqui-starono una grande popolarità, rendendo celebre il loro autore che le derivò, probabilmente, dalla letteratura orientale.
Nel secolo di Augusto Fedro tradusse in latino le favole di Esopo: ma Esopo aveva dato alle sue favole oltre a uno stile impeccabile una concisione particolarmente soverchia e rispondente senza dubbio alla classicità greca. Il La Fontaine le ridusse in lingua francese con squisita maestria artistica, adattandole al gusto e allo spirito moderni. Egli trattò gli argomenti di Esopo e di Fedro con sobria eleganza molto di suo e facendo in modo che ogni favola assumesse indiscutibili caratteri di verità e di naturalezza: Risultò così che ogni favola diventasse un gioiello letterario, un vero capolavoro. Non si trattava di certo d’abbondare nell’ornamento ma nel concorrere a rendere più perfetta la finzione, a completarla mirabilmente, a renderla più che verosimile, veridica. L’abilità del La Fontaine si spiega in ogni favola con grande trasparenza e non intende ad altro se non a rischiarare l’azione e a condurre l’immaginazione al segno prestabilito. Il sentimento della natura e la penetrazione acuta dello spirito degli animali gli sono stati di grande aiuto per dimostrare la profonda conoscenza che egli aveva del cuore umano. E come tutto non dice, pure il sottinteso lascia meravigliosamente indovinare. Sa colpire dove è più nascosto il male, ma sa colpire con squisita bonarietà congiunta a un malizioso sorriso. Limpido e agile è il suo stile e di semplicità singolare. Ul verso duttile indica che egli può con grazia passare dal serio al lepido senza sforzi e senza contorsioni, dal sostenuto all’ingenuo, talora raggiungendo una efficace e direi sublime eloquenza.
Il modo di trattare il verso è in La Fontaine un eminente segno della sua squisitezza di poeta. Infinitamente vario nel ritmo, ogni strofa è a se stessa un cardine su cui poggiano sia l’armonia sia il sentimento e la verità. Per quanto i meriti di La Fontaine siano grandi non sembrano bastevoli per compensarlo del suo valore di poeta e di filosofo. Forse non basta nemmeno la popolarità delle sue favole e non c’è favola che i bambini non prediligano e non c’è bambino che non appassioni ancora alle favole del La Fontaine come non c’è adulto o vecchio che non si diletti nel leggerle, rileggerle, commentarle e narrarle.
L’opera di La Fontaine è fonte inesausta di ricreazione per lo spirito e scuola amorosa di verità e di bene per il cuore e per lo spirito. Fu scritto che: “Il Moliere e La Fontaine furono due geni della stessa tempra e si distinsero da tutti gli altri scrittori loro contemporanei in quanto essi hanno molta affinità con i loro predecessori che come Villon, Régnier e Marot, subirono in minor grado l’influenza dei classici e conservarono più vergine il colore del loro paese. Del resto l’uno e l’altro sono impareggiabili e non hanno rivali.” Essi sentono sdegno contro la mediocrità ma pare sia un comune denominatore che è solito presentarsi in tutte le epoche se non avesse il merito di farci riconoscere e ammirare di più i grandi personaggi.

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Scuola: Gentiloni fermati

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2018

Con uno sciopero della fame in corso, un presidio di 5 giorni in Viale Trastevere, una manifestazione nazionale celebrata ieri e la preoccupazione generalizzata di sindacati e partiti, Il Miur non ha trovato niente di meglio da fare che iniziare a depennare le maestre e i maestri abilitati all’insegnamento dalle Graduatorie a esaurimento, cioè a procedere alla loro esclusione dal circuito scolastico. Il tutto a causa della discutibile sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che dovrebbe semmai sensibilizzare ministero e governo a porre rimedio al disastro di quasi seimila licenziamenti immediati di persone che lo Stato ha fin qui sfruttato per tenere aperte le scuole, salvo decidere di liberarsene dal giorno alla notte.
Nel dramma che si sta consumando si distingue per la totale assenza il Governo Gentiloni, che anzi si esprime attraverso le lettere di esclusione fatte pervenire agli insegnanti in questione attraverso il ministro Fedeli.Quello che sembrava un vago rischio di mettere in strada migliaia di maestre e maestri, insieme alle loro famiglie, si sta dunque concretizzando.
Gentiloni consideri questa un’urgenza e approvi immediatamente un decreto per tutelare i posti di lavoro dei diplomati magistrali e per garantire a bambini e famiglie la continuità didattica, cioè una scuola ordinata e di qualità”. È quanto dichiara il capogruppo di FDI alla Camera dei Deputati Fabio Rampelli, chiedendo al Ministro Fedeli un incontro urgente.

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Diplomati magistrale fuori dalle GaE, Anief denuncia l’Italia al Consiglio d’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 gennaio 2018

consiglio europeoNotificato il reclamo collettivo dal presidente Marcello Pacifico per 20 mila maestre e maestri iscritti al sindacato, traditi dalla violazione del giudicato operata dall’adunanza plenaria dell’organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nella PA, nonché dalla violazione da parte del Governo italiano della normativa comunitaria sui contratti a termine e della carta sociale europea. Con il reclamo collettivo, l’Anief pertanto chiede “l’intervento del Comitato europeo dei diritti sociali perché, nell’ambito della sua competenza, rilevi le denunciate violazioni della Carta Sociale Europea commesse dallo Stato italiano e ne raccomandi la rimozione”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: Dopo la beffarda sentenza resa pubblica lo scorso 20 dicembre ora la parola passa da Roma a Strasburgo. Non si tratta di avere un parere generico e senza esiti, la nostra è un’azione rilevante che punta a superare quanto stabilito inaspettatamente dall’organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nella nostra pubblica amministrazione: le decisioni del Consiglio dell’Unione Europea saranno infatti vincolanti per lo Stato italiano.

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Legge di stabilità: Assunzioni maestri scuola d’infanzia, poche e sofferte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSono gli unici insegnanti a non essere stati contemplati nel piano straordinario della riforma Renzi-Giannini e nemmeno nel “potenziamento” che ne è conseguito. Tanto è vero che oggi sono il raggruppamento di gran lunga più numeroso delle Graduatorie ad esaurimento. Ora, però, si potrebbe dare loro la possibilità di riscattarsi, attraverso l’ultima manovra del Governo Gentiloni. L’emendamento Pd prevede al massimo 2mila stabilizzazioni, peraltro pure in dubbio, ma ne servirebbero quindici volte di più. Le proposte Anief sono confluite nelle modifiche al ddl 2960, presentate da più raggruppamenti politici.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che quando si tratta di venire incontro alla stabilizzazione dei maestri che operano nei nostri asili si debba sempre arrivare ad un nulla di fatto. Non abbiamo mai smesso di credere nelle loro assunzioni e per questo abbiamo fatto pervenire alla Commissione Bilancio del Senato 40 emendamenti, alcuni dei quali specifici per risolvere l’annosa questione. Non vogliamo più sentire parlare di strada in salita, ma di assunzioni in gran numero e sicure: ne abbiamo sempre indicate 20mila per il potenziamento e almeno 8mila per il turn over degli ultimi anni. In caso contrario, se non se dovesse fare nulla, non ci vengano a dire che si fa un uso troppo disinvolto del giudice per dirimere i problemi: noi pure stavolta ce l’abbiamo messa tutta per centrare un’operazione sacrosanta tramite il legislatore. Chiediamo il blocco temporale delle supplenze brevi e che venga sciolta la riserva su inserimenti in graduatoria, a seguito del provvedimento amministrativo.

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Retrospettiva: I maestri dell’avventura

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2017

Distant Drums1.jpgTorino 16 gennaio ore 15,30 sala Incontri via Montebello 22. Prosegue, nella sala incontri della Bibliomediateca Mario Gromo, la rassegna I MAESTRI DELL’AVVENTURA: un omaggio al grande cinema hollywodiano di avventure, con alcuni titoli classici che hanno fatto sognare e trasportato in mondi lontani e fantastici generazioni di spettatori. Dai Caraibi de Il corsaro dell’isola verde alla Florida di Tamburi lontani, dalla Francia di fine Settecento di Scaramouche al medioevo de I cavalieri della tavola rotonda, i quattro appuntamenti del lunedì propongono alcuni dei migliori film d’avventure realizzati nella prima meta degli anni Cinquanta, quando il cinema era davvero una straordinaria macchina dei sogni.Rifacimento in chiave western di Obiettivo Burma, Tamburi lontani è un film bellico del 1945 interpretato da Errol Flyn. “Il film ha il suo punto di forza nell’ambientazione naturale, cioè nella presenza di una natura selvaggia e ostile: non più la giungla, ma le altrettanto infide paludi popolate da serpenti a alligatori, nonché da zanzare e sanguisughe (le riprese sono avvenute sul luogo dell’azione, le paludi delle Everglades, in particolare in posti non raggiunti prima dal piede di un bianco, dove i rapporti con gli indiani locali – unici a non avere stipulato trattati col governo di Distant Drums.jpgWashington – non erano dei più facili)”. Ermanno Comuzio, Raoul Walsh, La Nuova Italia, 1981.Il film mette in scena le gesta del capitano degli scouts Quincy Wyatt, il quale insieme all’ufficiale di marina Tufts è inviato a combattere nel loro territorio (siamo in Florida, nel 1940) gli indiani Seminole, i quali, riforniti di armi dagli spagnoli, stanno preparando un’offensiva. Distrutto il deposito di armi degli indiani e tratte in salvo alcune persone che erano prigioniere, la pattuglia di soldati si apre la strada del ritorno attraverso un percorso ostile e pieno di insidie. Oltre al territorio inospitale delle paludi della Florida, popolate da alligatori e altri pericolosi animali, gli uomini sono sottoposti al costante e logorante attacco degli indiani, che sbarrano loro la strada verso la salvezza.
Regia: Raoul Walsh; Soggetto: Niven Busch; Sceneggiatura: Niven Busch, Martin Rackin; Fotografia: Sid Hickox; Scenografia: Douglas Bacon; Montaggio: Folmar Blangsted; Musica: Macx Stirner; Interpreti e personaggi: Gary cooper (capitano Quncey Wyatt), Mary Aldon (Judy Beckett), Arthur Hunnicut (Monk), Richard Webb (tenete Tufts), Ray Teal (soldato Mohair), Angelica McCall (Amelia). Tutte le proiezioni sono a ingresso libero fino esaurimento posti, previo tesseramento gratuito alla Bibliomediateca e presentazione di un documento d’identità. (foto: Distant Drums)

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I maestri del paesaggio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

-bergamoBergamo martedì 6 settembre, a scoprire la 6^ edizione de I Maestri del Paesaggio, la kermesse che dal 7 al 25 settembre porterà in Italia i migliori progettisti del paesaggio e le espressioni più interessanti dell’outdoor design, con 19 giorni di allestimenti, seminari, incontri, laboratori, mostre, show. Un’anteprima riservata alla stampa il 6 settembre alle ore 15.00 partirà da Piazza Vecchia, Bergamo Alta, per fare tappa nei luoghi più significativi della manifestazione, quest’anno tutta dedicata al Wild Landscape.
Gli allestimenti 2016 delle Green Square Piazza Vecchia e Piazza Mascheroni, gli spettacoli di luce in Porta San Giacomo, Torre della Campanella, Piazza Vecchia, Torre del Gombito, Piazza Mercato delle Scarpe, la LandscapeRoute, il percorso circolare che partirà e arriverà in Piazza Vecchia snodandosi nel Parco dei Colli, la mostra dedicata all’uso responsabile del legno nell’ex Ateneo sono solo alcuni esempi degli eventi in programma il cui culmine è atteso con l’International Meeting of the Landscape and Garden, il 23 e 24 settembre al Teatro Sociale, dove le menti più geniali del landscaping mondiale si confronteranno su idee e progetti di ampio respiro.
Moltissime le novità per l’edizione 2016: il #Greendesign, il #Greenfashion, il «Life Gestire 2020» che vanno ad aggiungersi ai capisaldi della Manifestazione: il Valfredda Perennials Seminar, l’Alpine Seminar, Workshop di fotografia, gli Aperitivi di Paesaggio e Open Gardens, l’iniziativa che svela i più bei giardini di Città Alta e di Città Bassa. Attesissima anche la terza edizione della Summer School, a cui parteciperanno 15 studenti europei esperti di paesaggio, e grande attenzione sarà dedicata ai bambini. http://www.imaestridelpaesaggio.it

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“I Maestri del Paesaggio – International Meeting of the Landscape and Garden”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

milanodavedereMilano Giovedì 9 giugno, alle ore 11.00, al 39° piano di Palazzo Lombardia a Milano (Piazza Città Lombardia 1) saranno presentati i protagonisti di questa nuova edizione della manifestazione direttamente da Tischer insieme al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, l’assessore alla RL Claudia Terzi e i rappresentanti di Arketipos, associazione culturale che insieme al Comune di Bergamo organizza la manifestazione.
Green revolution dal 7 al 25 settembre in Italia con i più importanti paesaggisti internazionali. Torna alla sua sesta edizione “I Maestri del Paesaggio – International Meeting of the Landscape and Garden”, http://arketipos.org/edizione-2016/la-manifestazione-2016/, diciannove giorni di natura e bellezza selvaggia che trasformeranno Bergamo Alta, uno dei borghi più suggestivi d’Europa, in un giardino a cielo aperto, quest’anno tutto dedicato al fascino del “Wild Landscape”. Un focus sviluppato da Stefan Tischer, con il progetto proposto dalla Summer School per le Green Square 2016, che sarà declinato in seminari, workshop, eventi culturali ed enogastronomici, spettacoli e percorsi di land-art per un calendario imperdibile.

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365 giorni con i maestri dello spirito

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2011

Una raccolta di pensieri di grandi padri spirituali, pontefici, teologi, fondatori, santi, beati e scrittori del Novecento e dell’Ottocento. Uno per ogni giorno dell’anno, vengono proposti alcuni tra i più originali e impetuosi maestri dello spirito del secolo appena trascorso. A.A.V.V. Edizioni San Paolo 400 pagine € 15.

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“I Maestri dei Vetri dipinti”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Mag 2011

Bari 11-31 Maggio 2011 Camera di Commercio Orari: lunedì-giovedì dalle 9,00 alle 18,30; venerdì dalle 9,00 alle 14,30. mostra “I Maestri dei Vetri dipinti”, E’ stata realizzata in collaborazione con la Banca Popolare di Bari. E’ dedicata alle preziose lavorazioni di antiche ampolle, vetri, fiale e bottiglie della Manna di San Nicola. <<Un’iniziativa che, fra fede e devozione – spiega il presidente dell’ente Alessandro Ambrosi – vuole promuovere le straordinarie capacità artistiche dei nostri artigiani, al servizio del culto di San Nicola. L’esposizione è difatti espressione di una vera e propria “filiera della creatività” che ha visto impegnati dal soffiatore all’ebanista, dal decoratore al doratore>>. Un centinaio i vetri che verranno esposti nel Salone dell’ente, provenienti da collezioni private, in un percorso espositivo di grande impatto scenografico con la pianta a croce. Oggetti sacri e miracolosi, ornati di dipinti, carte colorate, incisi o in rilievo, i vetri della manna contengono il Sacro Licor, il prodigioso distillato delle ossa di San Nicola e sono presenti in migliaia di case in tutto il mondo

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