Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘mafiosi’

Mafiosi nelle istituzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

L’on.le Pisanu presidente dell’Antimafia ha dichiarato che sarebbero almeno un centinaio i mafiosi nelle istituzioni. Da qui il commento dell’on.le Razzi: “Ma veramente? Mi meraviglio che Antonio Di Pietro non rincorra Pisanu con un forcone. Infatti, il Presidente Pisanu avrebbe detto: “la disinvoltura nella formazione delle liste è molto più allarmante di quella che noi abbiamo immaginato, di persone che non sono degne di rappresentare nessuno”. «Noi dell’Italia dei Valori – ha commentato Razzi- non solo non  lo abbiamo semplicemente immaginato, lo abbiamo provato, lo abbiamo gridato e lo denunciamo ogni giorno da anni ma sembriamo una noce nel sacco. Quando parla Di Pietro di queste cose gli danno del giustizialista ed invece ce ne fossero di giustizialisti come lui. Parlamentari, consiglieri ed assessori regionali, comunali, provinciali e colletti bianchi inquisiti condannati, rinviati a giudizio, collusi con la mafia, faccendieri ed affaristi, mariuoli e truffatori. Quanta bella gente madama do rè- ha concluso-».

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Lo stato di diritto

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

“Le dichiarazioni del ministro Fitto la dicono lunga sul concetto di stato di diritto del centrodestra, per il quale condannati, mafiosi, corrotti, pregiudicati possono candidarsi o sedersi tranquillamente in Parlamento, nonché tra i banchi del governo, mentre se un partito candida un magistrato commette un atto golpista. Strano che lo stesso ministro Fitto non colga l’ironia involontaria delle sue affermazioni” lo dichiara in una nota l’on. Massimo Donadi, capogruppo di IdV alla Camera.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In memoria di Giuseppe Di Matteo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

Giuseppe Di Matteo (1981-1996) figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ex-mafioso, divenne vittima di una vendetta trasversale nel tentativo di far tacere il padre. La sua morte è risaltata grandemente su tutti i giornali perché il cadavere del ragazzo non fu mai trovato, essendo stato disciolto in una vasca di acido nitrico. Egli fu rapito il 23 novembre 1993, quando aveva 13 anni, al maneggio di Altofonte (PA) da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato. La famiglia cercò presso tutti gli ospedali cittadini notizie del figlio, ma quando, il 1º dicembre 1993, un messaggio su un biglietto giunse alla famiglia con scritto «Tappaci la bocca» e due foto del bambino che teneva in mano un quotidiano del 29 novembre 1993, fu subito chiaro che il rapimento era finalizzato a spingere Santino Di Matteo a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci e sull’uccisione dell’esattore Ignazio Salvo. Il 14 dicembre 1993 Francesca Castellese, moglie di Di Matteo, denunciò la scomparsa del figlio. In serata fu recapitato un nuovo messaggio a casa del suocero (Giuseppe Di Matteo, padre di Santino) con scritto «Il bambino lo abbiamo noi e tuo figlio non deve fare tragedie». Dopo un iniziale cedimento psicologico il pentito non si piegò al ricatto, sebbene fosse angosciato dalle sorti del figlio, e decise di proseguire la collaborazione con la giustizia. Brusca decise così l’uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia, e che venne strangolato e successivamente sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, all’età di 15 anni, dopo 779 giorni di prigionia.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »