Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘maggioranza’

Servizi segreti. Urso (FdI): apprezziamo disponibilità maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Siamo riusciti a far capire quanto grave fosse la modifica apportata sulle modalità di nomina dei vertici dei servizi segreti nel decreto emergenza. Un ‘colpo di mano’ che non può passare perché stravolgere lo spirito della legge 124 del 2007 e l’equilibrio necessario tra le istituzioni e la funzionalità del Comparto. Fratelli d’Italia difende lo Stato, sempre e comunque. E anche gli avversari ce ne danno ormai atto”. E’ quanto ha scritto su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir, apprezzando la disponibilità manifestata da alcuni autorevoli esponenti della maggioranza a modificare durante l’iter in Parlamento la norma del decreto legge sullo stato di emergenza che stravolge le modalità di nomina dei vertici dei servizi segreti.

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KKR acquisirà una quota di maggioranza in Coty Professional Beauty

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Ginevra. Oggi Coty Inc. ha annunciato la firma di un Memorandum d’Intesa con il fondo di investimento globale, KKR, per la vendita della maggioranza delle quote di Coty Professional Beauty e Retail Hair business, tra cui Wella Professionals, OPI, ghd, System Professionals, Sebastian Professionals, Seb Man, Nioxin e Kadus (insieme nominati di seguito ‘Wella’).Secondo i termini del Memorandum d’Intesa, “Wella” e il suo portafoglio di marchi professionali torneranno ad operare come una azienda assestante, di cui KKR acquisirà una partecipazione del 60% e Coty manterrà il restante interesse del 40%. I brand di bellezza mass market di Coty in Brasile rimarranno di proprietà di Coty.Sylvie Moreau, Presidente di Coty Professional Beauty, ha commentato: “Siamo entusiasti di dare questo annuncio. KKR è uno dei più importanti e rispettabili fondi di investimento con numerose storie di creazione di valore. In qualità di leader di mercato, con uno dei più forti portfolio del settore professionale, crediamo che questa partnership apra una serie di nuove opportunità per Wella, per i nostri partner, per le nostre persone e per i nostri marchi.”

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Scuola: Concorso straordinario, contrari anche nella maggioranza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

L’uscita del bando di concorso straordinario per la secondaria di I e II grado non placa gli animi di chi sostiene che servirà a poco, visto che non ci sono i tempi tecnici per portare in cattedra i 24mila vincitori quando ad inizio settembre sarà necessario coprire i 200 mila e oltre posti vacanti. Pure tra i banchi della maggioranza parlamentare e persino tra gli esponenti di Governo vi sono diversi malumori: è il caso del sottosegretario Giuseppe De Cristofaro, per il quale il Parlamento potrebbe ancora modificarne l’impostazione approvando già in Senato un emendamento al decreto legge 22 sulla scuola, analogo a quello presentato dall’Anief, che darebbe il là ai concorsi per titoli, rimandando a tempi migliori le procedure macchinose con prove, come anche ha ricordato il Cspi.“Si tratterà comunque di una vera corsa contro il tempo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che difficilmente potrà portare in cattedra i 24 mila vincitori prima in corrispondenza dell’inizio dell’anno scolastico. Rimane poi il problema della grave estromissione dei tantissimi candidati che avevano pieno titolo a partecipare alla procedura straordinaria e sono stati esclusi: una decisione, contro la quale abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale presentando formale ricorso, e che li penalizza così per la seconda volta, dopo che per molti di loro non è stata presa in considerazione la possibilità di essere assunti in ruolo da graduatorie di istituto provinciali, quindi dopo il periodo minimo di mesi, come previsto da tempo dalla Commissione europea”.
Il sottosegretario Giuseppe De Cristofaro continua ad opporsi alla mancata attivazione di procedure per il reclutamento dei precari con almeno 24 mesi. “Non condivido l’idea di far svolgere il concorso straordinario per l’immissione in ruolo dei docenti in un momento come questo, senza nessuna ragionevole certezza che l’evolversi della situazione possa consentire a decine di migliaia di persone di parteciparvi fra qualche mese in piena sicurezza”, ha detto il sottosegretario.

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Sassoli: Approvata a larga maggioranza risoluzione per recovery bond

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

Dichiarazione del Presidente Sassoli a seguito dell’approvazione della risoluzione del Parlamento europeo sulla risposta europea alla crisi COVID-19. “È stato molto importante che il Parlamento si sia espresso con larga maggioranza in favore di un grande piano di ricostruzione economica dell’Europa e questo usando e cercando di stimolare e di favorire le risorse attraverso tutte le modalità disponibili, comprese quelle dei recovery bond, cioè della possibilità di finanziare sui mercati internazionali i fondi che verranno destinati alla ricostruzione.” “Sono molto soddisfatto perché avrò la possibilità di andare alla riunione del prossimo Consiglio europeo il 23 con una indicazione chiara di quella che è la volontà del parlamento rispetto agli strumenti e alle modalità con cui dobbiamo organizzare l’uscita dall’emergenza e la ricostruzione delle nostre economie” “Bisogna riuscire a fare in modo che le spese di ogni paese da oggi in avanti vengano condivise. E quindi ci sia una mutualizzazione rispetto al debito futuro che si produrrà nel piano di ricostruzione.” “Oggi è in gioco davvero la vita di tutti e la vita dei cittadini del nord come quella del sud sono e devono essere nostra preoccupazione. Vogliamo uscire da questa crisi con la democrazia. Ci vogliamo uscire con le nostre regole. Ci vogliamo uscire con i nostri trattati. Abbiamo la necessità di non stravolgere regole di convivenza comune e valori comuni.”

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Miur. Iannone (FdI): spacchettamento serve soltanto a redistribuire poltrone in maggioranza

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Fratelli d’Italia voterà contro questo provvedimento e lo farà per motivi sia politici che di merito. In primo luogo è chiaro a tutti che la motivazione principale di questa scelta sia politica: redistribuire poltrone per riequilibrare i rapporti interni tra M5s e Pd, anteponendo, per l’ennesima volta, gli interessi politici a quelli dei cittadini. In secondo luogo scegliere lo spacchettamento del Miur significa tornare indietro di 10 anni, annullando il fruttuoso percorso di dialogo che i due settori, istruzione e ricerca, avevavo avviato negli anni” così il senatore Iannone intervenendo in Aula sul decreto Miur. “Piuttosto che pensare ai propri equilibri interni questo governo avrebbe dovuto dare priorità ad altri problemi della scuola, come la stabilizzazione del precariato, l’investimento nella ricerca e l’adeguamento stipendiale dei docenti. O ancora, la sicurezza delle infrastrutture scolastiche e la continuità didattica degli alunni diversamente abili. Problematiche che anche l’ex ministro Fioramonti aveva denunciato, dimettendosi, ma che sono rimaste totalmente irrisolte” conclude il senatore Iannone.

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Mes. Rauti (FdI): maggioranza asservita a interessi franco tedeschi per salvare status quo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Alla faccia dei programmi elettorali contro il Mes, e anche alle recenti dichiarazioni per le quali non si firma al buio con l’escamotage della ‘logica del pacchetto’, che richiama un po’ quella delle tre carte, la maggioranza salva se stessa a scapito dell’interesse nazionale. L’Italia, finora, non ha mai preso in prestito un euro dal Mes, ma ha già versato alla causa del fondo salva Stati ben 14,3 miliardi di euro ed ha sottoscritto un finanziamento di circa 125 miliardi di euro. E, col 18 per cento, è il terzo contribuente del Mes, dopo la Germania (27%) e la Francia (20%), ma non ne beneficerebbe perché abbiamo un debito pubblico troppo alto ed in caso di bisogno non potremmo appigliarci al meccanismo economico di stabilità che pure contribuiamo a mantenere in piedi. È quindi evidente che il Mes ha rappresentato e rappresenta la grande frizione all’interno della maggioranza, come è altrettanto vero che invece di far coerentemente esplodere le proprie contraddizioni, si trova un accordo al ribasso per salvare lo status quo”. E’ quanto dichiara il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti.

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Risolte distorsioni ecobonus: Frutto malato precedente maggioranza

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia è soddisfatta per il via libera in Commissione Bilancio di un emendamento alla legge di Bilancio, uguale a quelli che avevamo presentato, che risolve l’iniquo meccanismo creato con il decreto Crescita dal governo gialloverde e che aveva trasformato l’ecobonus e il sismabonus in un cappio per le imprese fornitrici. Era una battaglia che FdI conduceva da tempo attraverso emendamenti nei vari provvedimenti economici che si sono succeduti dal decreto Crescita in poi, e finanche con un disegno di legge, raccogliendo quelle che erano le istanze che giungevano dal mondo delle piccole e media imprese. Il nostro intento è stato sempre quello di correggere le distorsioni di un sistema che, costringendo le aziende a praticare al cliente immediatamente lo sconto in fattura, addossava al fornitore l’onere dell’anticipazione finanziaria, che avrebbe poi recuperato in 5 anni. Un sistema che alla fine rischiava di danneggiare gravemente le imprese. Con l’emendamento approvato gli incentivi continueranno ad essere erogati, ma senza che diventino una penalizzazione per le aziende. Era il frutto malato di una scelta dell’allora maggioranza di governo formata da Lega e M5S, che con il suo atteggiamento di chiusura ha sempre impedito di migliorare un provvedimento che, invece di aiutare, rischiava di aggravare la crisi delle PMI. Finalmente siamo riusciti nel nostro intento e siamo lieti che questo risultato porti la firma di Fratelli d’Italia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani.

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Manovra. Castelli: “Grande lavoro in maggioranza”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Roma “Abbiamo fatto un grande lavoro di razionalizzazione delle risorse, sono molto soddisfatta. Rispettiamo anche l’impegno preso con i Vigili del Fuoco di armonizzare il loro stipendio al trattamento economico delle altre forze dell’ordine. Nel prossimo triennio, a questo scopo, stanziamo 65 milioni nel 2020, 125 milioni nel 2021 e 165 milioni nel 2022. Adesso prosegue il lavoro in Parlamento per approvare, nei tempi, la Legge di Bilancio”. Così Laura Castelli, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Chigi.

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Governo. Ciriani (FdI): oggi nata nuova maggioranza Pd-M5S-Leu per salvare Conte

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 agosto 2019

“Oggi si è delineata una nuova maggioranza formata da Pd, M5S e Leu che ha impedito di calendarizzare la mozione di sfiducia al presidente Conte. Infatti, ci si è limitati soltanto a delle comunicazioni il cui esito prevedibile, dal punto di vista politico, è la sopravvivenza del governo Conte e, appunto, la nascita di una nuova maggioranza. Di fronte a questo accordo politico che secondo noi è scandaloso, Fratelli d’Italia ribadisce di essere pronta a votare anche domani la mozione di sfiducia presentata dalla Lega al governo Conte, perchè questa crisi deve esser risolta in tempi velocissimi per restituire subito la parola agli italiani”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine dei lavori della capigruppo del Senato.

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Dirigenti scolastici, a rischio una presidenza su dieci se non passa un emendamento al decreto semplificazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

E’ stato proposto dall’opposizione per via della prossima udienza della Consulta prevista il 2 aprile sulla legittimità del corso concorso che ha immesso in ruolo 500 ddss. Risulta necessario sanare la posizione dei ricorrenti contro le procedure concorsuali del 2011 per diventare capo d’istituto, nell’interesse di risolvere il contenzioso pendente presso il giudice delle leggi. L’unico modo per tutelare le immissioni in ruolo dei presidi assunti non è certo quello di pensare una nuova procedura riservata, magari con accesso diretto all’orale. A questo punto, rimane sempre più in bilico la posizione dei 500 nuovi dirigenti assunti a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015. Marcello Pacifico (Anief-Udir): In questo modo si va a ledere l’uguaglianza di trattamento e si va a complicare ancora di più il già alto numero di istituti senza dirigente scolastico e assegnati in reggenza. Se si vuole evitare il rischio della bocciatura dalla Consulta, l’unica soluzione da attuare rimane l’approvazione degli emendamenti presentati dell’opposizione.
Il Parlamento potrebbe risolvere l’annosa vicenda dei ricorrenti al Concorso 2011 per Dirigente Scolastico, estendendo la procedura riservata, e facendo cadere le differenze di trattamento sancite dalla norma sotto scrutinio: i commi da 87 a 90, che hanno previsto la possibilità solo per alcune categorie di concorrenti delle procedure concorsuali 2004, 2006 e 2011, di partecipare a una procedura riservata. Si chiede, quindi, di non adottare decisioni pilastesche che possano compromettere pure l’assunzione di circa 500 nuovi dirigenti, disposta a seguito delle procedure riservate disposte dal D. M. n. 499 del 20 luglio 2015.Quella strada, decisa durante la precedente legislatura, ha infatti portato ad una palese disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011 consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015.È possibilista Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir: “Ci aspettiamo che a dirimere la questione, anziché le aule di giustizia, sia il Parlamento, attraverso l’indizione di una soluzione di accesso ai corsi formativi analoga a quella già approvata per rispettare il principio di uguaglianza e salvaguardare realmente la posizione dei presidi già assunti. A questo punto, appare opportuno più che mai approvare gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12), come già ribadito, presentati dai senatori dell’opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d’Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia: la loro azione è atta a tutelare la nomina in ruolo dei 500 dirigenti scolastici che hanno superato l’iter concorsuale riservato di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. La soluzione, che metterebbe un freno al potenziale contenzioso, passa per l’approvazione dell’emendamento che ripristinerebbe la giustizia prima del pronunciamento della Consulta tra qualche mese.

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Scuola ancora una volta la maggioranza sbaglia sui docenti precari

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Un emendamento dei relatori al decreto Semplificazioni, invece di riaprire le GaE agli insegnanti abilitati esclusi dalla Buona Scuola e dai concorsi riservati o permettere l’aggiornamento delle stesse graduatorie provinciali, in modo da consentire il cambio di provincia e l’assunzione di quelli già inseriti, prevede un’ulteriore proroga, ipotecando di nuovo migliaia di cattedre deserte per le convocazioni delle immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Altro che semplificazione, così si complica e in maniera irreversibile il cancro del precariato nella scuola per l’incapacità della politica di adottare le soluzioni adeguate. Perché non bisogna dimenticare che i docenti abilitati su disciplina e specializzati per il sostegno ci sono, ma rimangono ‘congelati’ nelle graduatorie d’istituto.

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Prescrizione: il pomo della discordia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

“Fratelli d’Italia in commissioni Affari costituzionali e in commissione Giustizia riunite per discutere il DDL anti corruzione ha chiesto che la maggioranza si esprima subito sull’ammissibilità dell’emendamento sulla prescrizione prima ritirato e poi ripresentato di fatto identico”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e Ylenja Lucaselli.
“Altrimenti – aggiungono i deputati di FDI – è necessario prendere atto che non ci saranno i tempi necessari per portare il provvedimento in Aula la prossima settimana. Se M5S e Lega non stanno trovando un accordo crediamo sia più dignitoso rimandare il DDL a data da destinarsi piuttosto che andare avanti con trucchetti indecenti come quello di ritirare l’emendamento e ripresentarlo cambiando solo il titolo”.

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Il governo siciliano senza maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2018

di Giancarlo Cancelleri. Durante l’aula di qualche giorno fa, in Assemblea Regionale, il governo siciliano è andato sotto nella votazione del documento di economia e finanza regionale. Il documento è stato bocciato. Musumeci ha fatto un intervento bruttissimo in aula, se l’è presa con le opposizioni, ci ha richiamati al nostro senso di responsabilità, ci ha quasi fatto una paternale raccontandoci che quando lui faceva opposizione aveva teso la mano al governo Crocetta. Ha fatto un discorso talmente aspro e acido nei confronti dell’opposizione che è impossibile pensare di potergli dare una mano. Noi non avremmo voluto in nessun modo venire meno all’impegno preso con i cittadini siciliani però, di fatto, il problema è uno: questo documento di economia e finanza raccontava di una Sicilia triste, senza nessuna prospettiva.Abbiamo chiesto in questi giorni, diversamente da quello che avete letto sui giornali riguardo ad una nostra “apertura”, un confronto serio perché Musumeci prendesse atto del fatto che non ha più una maggioranza , una maggioranza che si è sgretolata, si è sciolta come burro su una padella.
Musumeci doveva aprire alle opposizioni (aprire non significa spartirsi le poltrone o darci la possibilità di inserire qualche nostro emendamento per farci contenti). Qui c’è in ballo la Sicilia, il futuro dei Siciliani. Musumeci non può venirci a raccontare che vuol fare delle grandi riforme mentre gli agricoltori del Ragusano stanno occupando i consigli comunali perché le loro merci non si vendono più a causa dei prodotti provenienti dall’estero che stanno falsando il mercato Siciliano. Lui non ci deve parlare di grandi riforme quando non sta pensando ai lavoratori, agli ultimi, alle persone che in questo momento sono in difficoltà, alle famiglie, alle strade, quando non sta pensando al rilancio delle imprese e dello sviluppo della nostra terra; quando non sta pensando ai giovani, quando insomma non sta pensando a noi, a noi tutti cittadini Siciliani.E allora non mi si può chiedere di votare un documento che racconta solo delle sue velleità, quelle che sono le sue aspettative e le sue prospettive o per mantenere qualche accordo fatto in campagna elettorale con qualcuno che poi gli ha portato voti. Questa cosa per noi è irricevibile e lo abbiamo detto chiaramente: l’apertura che noi in questi giorni abbiamo cercato di avere col governo mirava ad avere un presidente della regione che si presentasse conscio del fatto di non avere più una maggioranza, che si presentasse con un foglio bianco e che chiedesse al parlamento, davanti alle telecamere e in maniera pubblica, di scrivere un documento finanziario tutti insieme mettendo le priorità della Sicilia e tutte quelle cose che oggi servono ai cittadini Siciliani.
Questa cosa non è avvenuta. Si è presentato con un documento scritto da lui e in qualche modo già bello e confezionato, dicendo: “lo potete modificare come volete”. Ma noi non siamo in un suq arabo dove ci riuniamo in una stanza al chiuso e lontano dai vostri occhi per cominciare a scrivere norme che potrebbero piacere a me o ad un altro deputato regionale. Questa cosa non è nella nostra logica, non è trasparente né tanto meno democratica.
E allora abbiamo rifiutato. Muro contro muro ancora una volta.
Abbiamo bocciato il documento di economia e finanza. Andrà redatto nuovamente, stavolta anche noi ci metteremo mano insieme agli altri gruppi d’opposizione e cercheremo di stilare un documento che possa rappresentare in qualche modo quelli che sono i bisogni della nostra terra.
Il nodo però resta uno: abbiamo appena iniziato questa legislatura e già ci sono questi chiari di luna, già ci sono queste difficoltà da parte del governo.
Io ricordo ancora che durante la campagna elettorale, e ricordatelo anche voi perchè la memoria fa di noi un popolo attento, che Musumeci dichiarò che qualora non ci fossero più state le condizioni per andare avanti si sarebbe dimesso e avrebbe nuovamente rimesso tutto in mano ai cittadini.Le condizioni sono venute meno, non ci sono più. Ormai da più di un mese e mezzo circa il parlamento è bloccato in una situazione di stallo.
Noi eravamo tutti presenti (20 portavoce del M5S). Anche gli altri gruppi d’opposizione però erano presenti mentre a loro è mancato qualcuno e alla fine la votazione si è conclusa con 32 voti favorevoli e 32 voti contrari e il documento non è stato approvato.
E allora se davvero Musumeci ha a cuore le sorti della Sicilia deve fare quello che noi gli abbiamo detto, deve fare quello che la nostra capogruppo Valentina Zafarana ha suggerito: scriva una finanziaria che dia soldi ai comuni perché in questo momento i sindaci sono con l’acqua alla gola, così potranno dare i giusti servizi ai cittadini che vivono in quelle comunità. Faccia una legge che finalmente stanzi dei fondi per i disabili gravi e gravissimi della Sicilia e qualche altra norma che possa mettere a posto i conti e dare ossigeno alla nostra terra, dopodiché in parlamento formuleremo tutti insieme (perché le regole si stabiliscono insieme) una legge elettorale che darà finalmente la possibilità di avere una maggioranza per poi andare a votare entro l’anno.Questa è la proposta che stiamo portando avanti come MoVimento, l’unica alternativa sono le sue dimissioni, perché – è evidente – non ci sono più le condizioni per rimanere.Io sono molto rammaricato, non sono contento, perché se qualcosa va male va male per la mia terra, per la mia gente e questa cosa non mi è mai piaciuta. Non sarò mai contento del fatto che la mia gente subisca un danno, non mi metterò certo a gioire, però è chiaro che non ci sono più le condizioni per governare. Un governo che è ormai sfilacciato, il secondo assessore dimissionario in 4 mesi, una maggioranza che non esiste più. Lo dicevamo anche in campagna elettorale: ci troviamo davanti a un gruppo polemico e rissoso che si è consolidato non attorno ad un programma ma col solo scopo di non far vincere il m5s.E allora il loro non era un programma di governo ma di spartizione delle poltrone, e su questi presupposti non si costruisce un futuro e non si da ai cittadini siciliani l’opportunità di poter mettere qualcosa dentro la pentola.
Oggi vedo un parlamento che parla ancora di cose che non hanno né testa né coda mentre io incontro cittadini per strada che mi chiedono pane, prospettive, futuro, mi chiedono la possibilità di far tornare i loro figli che dopo tantissimi sacrifici si sono laureati per poi andare all’estero a trovare un lavoro.Io vorrei una Sicilia che rinasca, ma per rinascere dobbiamo iniziare a programmare qualcosa di importante in cui dobbiamo iniziare a mettere, una dopo l’altra, tutte quelle riforme importanti che devono essere fatte da un parlamento solido, un parlamento che deve avere i numeri e da una forza politica che deve essere credibile e deve poter governare; ma oggi, tutto questo, all’interno del parlamento il centrodestra non ce l’ha, non è credibile, non ha una maggioranza ma soprattutto non ha neanche una prospettiva per poter portare avanti quelle che sono le riforme che servono alla nostra terra.Io vi continuerò ad aggiornare, vi ringrazio perchè ci seguita in tanti e numerosi.A Musumeci dico solo una cosa: smetti di chiedere responsabilità a chi sta all’opposizione e comincia a chiedere responsabilità a te stesso e soprattutto alle persone che hanno vinto con te le elezioni perché noi quei voti li rispettiamo, tu però devi rispettare i nostri e rispettare il nostro ruolo all’interno dell’assemblea regionale quindi non permetterti mai più di farci la paternale, perché noi non l’accettiamo. Devi bacchettare te stesso e il tuo governo immobile da cento giorni, il governo del nulla. Devi bacchettare questa maggioranza che invece di delineare un percorso nuovo per la sicilia si è arroccata perché vuole da te qualcosa in cambio. E questa cosa, purtroppo, è l’inizio della fine. Viva la Sicilia. (fonte: il blog delle stelle)

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Dal sistema democratico al regime della maggioranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

camera deputatiMentre il vicino oriente continua a generare venti di guerra, l’Italia si incammina decisamente verso l’alterazione del sistema democratico in una regime individualistico a tutela e difesa del leader tanto dei suoi interessi privati che dei suoi presunti reati. Ma siamo sicuri di poter parlare ancora con il linguaggio della vera democrazia? La distorsione culturale della democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della democrazia. Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza. La dispersione del sistema democratico e la sua trasformazione in regime della maggioranza, si materializza in eventi che non tengono in nessun conto gli interessi di quel popolo che ha legittimato quella maggioranza. Non c’è nessuna differenza tra il regime della maggioranza che decide unilateralmente di aggredire un Paese con un proditorio attacco bellico in una guerra preventiva, e quello che impone scelte di governo che trascurano gli interessi del popolo, ma non quelli del leader. La differenza sta nella conta dei morti, ma nella sostanza i due comportamenti sono sovrapponibili, essendo entrambi frutto dell’arrogante uso del potere sostenuto da una occasionale e temporanea maggioranza. E’ la quotidiana tragedia alla quale stiamo assistendo: lo scontro di vertice provocato da interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere dei popoli, che si tramuta in forme aggressive di belligeranza o di personale tornaconto. Questa costante, dove il più forte vuole imporre la sua legge e il suo tipo di ordine, genera la tragedia della guerra, così come genera una medesima tragedia la scelta economica tornacontista che non tiene in considerazione gli interessi della collettività e soffoca anche la parvenza della dissidenza invocando il voto di fiducia. I “sordomuti” della politica, gli eletti dal popolo che non sanno imporre il diritto di critica, quelli che la dialettica spicciola popolare chiama “i peones”, avallano, con il silenzio, le scelte dei capi, salvando così il proprio diritto a un posto a tavola, dove vengono blanditi con i resti di un lauto pranzo e con gli avanzi del bottino, premio di fedeltà per avere tradito la propria Coscienza e con essa il mandato ricevuto. Tutto ciò genera un vincitore e un vinto; al centro, indistintamente confuso tra vincitori e vinti, sta il popolo sovrano, che sovrano non è più perché non chiamato a dirimere le controversie ed evitare gli abusi con libere elezioni; emergono solo le vittime di una tale dispersione democratica, incolpevoli soggetti sacrificali della logica del non-essere e del volere apparire. (Rosario Amico Roxas)

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Governo: la maggioranza non c’è più

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

Palazzo chigi1“Ormai i numeri parlano chiaro: la maggioranza in Consiglio Regionale non c’è più. Lo si è visto plasticamente venerdì sera in Aula, con il centrosinistra incapace di far passare la sua legge elettorale”. Lo dichiara Sandra Savino, parlamentare e coordinatrice regionale di Forza Italia FVG. “E non vengano ora – prosegue la Savino – i vari assessori e la stessa Presidente Serracchiani a farci la morale a proposito di una collaborazione che loro nei confronti nell’opposizione non hanno mai avuto, dimostrando anzi arroganza e prepotenza, come nel caso dei sindaci rimasti fuori dalle Unioni portati in tribunale. Con quale faccia tosta pretendono che diventiamo la loro stampella?” “La nostra posizione – aggiunge l’esponente forzista – sulle questioni riguardanti le regole del gioco sono chiare e sono emerse in fase di discussione degli emendamenti. Se poi mancano i numeri per l’approvazione finale del testo, non vengano a lamentarsi con noi. Pretendere un nostro soccorso è offensivo nei confronti dei nostri consiglieri e dei nostri elettori”. “Se fino a qualche mese fa la maggioranza sembrava addormentata, oggi è letteralmente in preda alle convulsioni, con scatti d’ira, patetici psicodrammi e fughe senza logica alla ricerca inutile di una via d’uscita dai vicoli ciechi in cui di volta in volta di infila”, conclude Sandra Savino.

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Banche: Caos maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

BANCA

“Caos maggioranza sul decreto per il salvataggio delle banche venete. Nella mattinata di ieri, infatti, il relatore e il governo avevano presentato, in Commissione Finanze a Montecitorio, propri articoli aggiuntivi, i quali erano stati trasmessi ai gruppi parlamentari affinché potessero svolgere su di essi la propria attività subemendativa. Successivamente, dopo poche ore dalla presentazione, il governo ha ritirato la propria proposta emendativa, dopo aver di fatto strozzato il normale dibattito sul merito del provvedimento. Un comportamento assolutamente inqualificabile”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Tra l’altro l’emendamento (poi ritirato) del governo, sostituendo gli articoli 2, 4 e 5, riscriveva sostanzialmente il testo del decreto legge, in spregio delle prassi e delle norme che regolano l’attività emendativa delle Commissioni in sede referente, con l’effetto di far decadere tutti gli emendamenti presentati dai gruppi. In tutto ciò, nel pomeriggio di ieri, la Commissione Finanze ha comunque conferito mandato al relatore senza concludere l’esame degli emendamenti, e senza approvare l’emendamento del relatore sulle misure di ristoro ai risparmiatori.Il provvedimento arriverà dunque all’esame dell’Aula di Montecitorio lunedì. Ma è già chiaro come sia solo un passaggio formale per l’immediato ritorno in Commissione, per chiudere le questioni in sospeso (che evidentemente nel fine settimana l’esecutivo dovrà chiarire, in primis con Intesa), e poi tornare in Aula, dove, a quanto si apprende in queste ore, sarà posta l’ennesima questione di fiducia.Una situazione assurda e inammissibile su un provvedimento chiave per il sistema bancario ed economico del nostro Paese. Padoan in confusione mentale, il Mef alla frutta, la maggioranza in preda a una crisi di nervi. Il tutto con il Parlamento trattato a uso e consumo degli affari del governo, che fa e disfa come meglio crede, senza alcun rispetto per le istituzioni né serietà nei confronti dei cittadini italiani”, conclude Brunetta.

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Periferie romane: Manca una visione strategica della maggioranza

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

campidoglio“Ho espresso il mio voto favorevole alla delibera approvata in Aula sul recupero urbanistico della zona “O” di Ponte Linari- Campo Romano, anche se la considero un atto dovuto dell’Amministrazione”. Così la capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma, Svetlana Celli. “Sulle zone O, nate come abusive e poi sanate e regolarizzate dall’Amministrazione negli ultimi 40 anni, c’è un ritardo clamoroso oggi nell’approvazione dei Piani, che scadono ogni dieci anni. L’unico piano riapprovato, infatti, tra quelli già scaduti, è quello dell’Infernetto nel 2013. Un intero settore dell’Urbanistica, quindi, che si occupa appunto dei Piani O, è praticamente fermo. I cambi di assessori in questi mesi e lo smembramento del dipartimento alle Periferie, ma soprattutto la mancanza di una visione strategica, rende la parola “Periferia” una scatola vuota oggi a Roma. Come dimostrano i numerosi temi ancora disattesi dal Campidoglio sui condoni edilizi, le opere a scomputo, gli articoli 11, i Print, la riadozione dei Piani O, i Toponimi, i Piani di Zona”.

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Governo e maggioranza sordi rispetto alle richieste della Scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ministero pubblica istruzioneGli emendamenti presentati dal sindacato e dall’opposizione, riportanti la “voce” di chi vive negli istituti scolastici tutti i giorni e ne conosce i problemi, non trovano il consenso della Commissione Bilancio della Camera: bocciate le modifiche su un nuovo piano di assunzioni straordinario e sul rifinanziamento del fondo nazionale per i ricorsi legati ai contratti dei docenti. Sembra che il premier Renzi abbia imposto un diktat: congelare per due settimane qualsiasi decisione su leggi delega alla L. 107/15 e sugli emendamenti alla Legge di Stabilità. Se ne riparla dal 5 dicembre. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Governo preferisce porsi a muso duro contro centinaia di migliaia di docenti e Ata: non comprende che, così facendo, volta le spalle ad oltre 600mila dipendenti della scuola che scioperano, come è accaduto un anno e mezzo fa, ignorando anche lo sciopero indetto dal sindacato il 14 novembre. L’esecutivo rifiuta, poi, l’esito delle tante sentenze che giungono da tribunali in merito all’assunzione dei precari che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio, continuando a rimanere sordo alle indicazioni dell’Europa sulla piena parità di trattamento tra precari e docenti di ruolo, anche per il conferimento degli scatti di anzianità professionale con il pieno riconoscimento del periodo pre-ruolo, ribadito di recente dalla Cassazione. Allo stesso modo, si continua ad ignorare l’esclusione illegittima dei docenti abilitati dalle GaE, a partire dai diplomati magistrale; per non parlare dell’esclusione illegittima dal Concorso a cattedra. È inevitabile che l’imminente referendum rischi di diventare il luogo e lo strumento più immediato per sfogare il proprio malcontento contro lo stesso Governo che sta proponendo un provvedimento di riforma della Costituzione ma che, comunque, lascia la scuola nell’immobilismo, costringendo il personale a rivolgersi ancora una volta al giudice.

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Riforme e maggioranza incostituzionale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

montecitorio

“La legge elettorale con la quale è stato eletto questo Parlamento ha avuto un piccolo problema con la Corte costituzionale, ai primi di gennaio del 2014: la Consulta ha sancito l’incostituzionalità del premio di maggioranza del Porcellum. Il che vuol dire che il Parlamento – questo Parlamento, soprattutto per i 130-140 deputati che ha avuto la sinistra e in particolar modo il Pd grazie proprio al premio di maggioranza – è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionali”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Mi sembra un po’ strano che un Parlamento così delegittimato e una maggioranza così delegittimata dalla sentenza della Corte cambi un terzo degli articoli della Costituzione da sola, senza nessuna altra forza, mettendo fiducie notturne, come ha fatto Renzi per approvare la riforma costituzionale, e magari con l’aiutino di 50 senatori, comprati politicamente al Senato, che erano stati eletti nel fronte avversario.Una riforma così può essere approvata con una tale violenza, con una tale pochezza di basi elettorali? Ma proprio per questo c’è il referendum che i nostri padri costituenti hanno previsto dentro l’articolo 138 della Costituzione, perché ci vuole comunque il parere del popolo che voti ‘sì’ o ‘no’, soprattutto in una situazione come l’attuale dove si è forzata la Costituzione”, ha aggiunto Brunetta.

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Uriach acquisisce la maggioranza delle azioni di Laborest

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

Barcellona. La società farmaceutica Uriach ha concluso l’acquisizione della maggioranza di azioni della società italiana Laborest, specializzata nella commercializzazione di integratori alimentari. L’operazione fa parte del piano strategico 2013-2017 di Uriach, che prevede la crescita sull’azienda attraverso acquisizioni e l’espansione internazionale. Per motivi di riservatezza, i termini economici dell’acquisizione non verranno diffusi.
Laborest, con un fatturato annuo di circa 25 milioni di euro e una forza lavoro di 180 collaboratori tra dipendenti e agenti, è leader in Italia nel mercato degli integratori alimentari. Con una forte attenzione nei confronti dell’innovazione, negli ultimi anni Laborest ha lanciato sul mercato numerosi prodotti in diversi ambiti terapeutici che hanno incontrato la fiducia della classe Medica; attraverso la continua ricerca scientifica e la massima qualità certificata (ISO 9001 – ISO 22000) dei suoi prodotti, Laborest si è distinta nel panorama italiano del settore.I modelli di business di Uriach e Laborest sono molto diversi e complementari: la prima azienda è più mirata al consumatore e al canale farmacia, sia per quanto riguarda la linea di prodotti che l’attività di promozione; la seconda invece si affida maggiormente agli informatori scientifici per promuovere i propri prodotti direttamente ai medici. Questa operazione consentirà a Uriach di creare e sfruttare importanti sinergie, condividendo prodotti e modelli di business per essere presenti in maniera più completa in entrambi i mercati, italiano e spagnolo.
L’acquisizione di Laborest è importante non solo perché consente a Uriach di fare passi avanti in termini di crescita del fatturato, ma anche di ampliare il proprio portfolio ed espandersi a livello internazionale. Uriach, già presente in oltre 70 paesi, attraverso questa acquisizione riesce così a ottenere una presenza diretta in Italia, paese cruciale per la strategia di espansione della casa farmaceutica.
Da maggio sono anche iniziate le prime operazioni commerciali in Portogallo per il potenziamento dei marchi d’integratori alimentari Innovage Aquileia.Con questa operazione, Uriach consolida la propria posizione di leader del mercato in Europa nel settore Consumer Health, e in particolare degli integratori alimentari.Di fatto, Uriach vanta un ampio portfolio di prodotti innovativi e di altissima qualità, che vengono venduti attraverso il canale farmacia, tramite promozione del medico o vendita diretta al consumatore.
Gli integratori alimentari (chiamati a livello internazionale Food Supplement) si basano su estratti e principi attivi naturali. Si tratta di prodotti a base scientifica, di alta qualità ed efficacia, basati su una concentrazione di estratti naturali (o altre sostanze quali minerali o vitamine) con effetti sull’organismo. Gli integratori possono essere sotto forma di compresse, capsule, liquidi, ecc. In tutto il mondo si registra una crescita di questo settore di mercato, decisamente più forte rispetto a quella dei prodotti farmaceutici tradizionali. Infatti, il consumatore preferisce ampiamente prevenire e utilizzare trattamenti naturali alternativi e altrettanto efficaci, ma senza effetti collaterali.

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