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Instabilità  nel Maghreb

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

Milano 29 giugno dalle ore 9,30 Palazzo Isimbardi Sala Affreschi della Provincia e nella sede meneghina della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale (dalle ore 10 del 30 giugno, Corso Sempione 32B).“Le conseguenze delle instabilità nel nord Africa stanno incidendo sul processo di sviluppo di quel continente, modificando i rapporti di forza politico-imprenditoriali tra gran parte dell’Africa ed il resto del mondo. La cooperazione europea ed italiana non trovano più l’antico favore e la tradizionale condivisione di governi e popolazioni che continuano a condannare ogni forma di intervento militare straniero. Risulta quindi urgente ricucire il rapporto diplomatico-istituzionale con l’Africa: è l’unica strada per cercare di assicurare, al nostro sistema imprenditoriale, buoni margini di penetrazione in mercati che restano dalle straordinarie potenzialità”. Obiettivo per cui l’ing. Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, ha organizzato il convegno “L’altra Africa: il continente delle opportunità. Economia e sviluppo”.  “Metteremo in contatto ministri ed ambasciatori africani con il sistema governativo ed imprenditoriale italiano perché si possa ipotizzare una strada condivisa di ripresa proficua dei rapporti. Il sistema imprenditoriale italiano, da sempre costruttore di sviluppo in Africa, non merita oggi di essere estromesso dai prossimi percorsi di radicamento che altri Stati stanno velocemente disegnando. Alle imprese costrette alla fuga dalla Libia vanno infatti sommate quelle che oggi, in parti sempre più vaste d’Africa, trovano spropositate difficoltà nel mantenere inalterate le quote di mercato acquisite in anni di duri sacrifici. Il danno subito dall’intero sistema-italia è già enorme: con il nostro convegno cercheremo di individuare la strada per porre un argine”, chiude Cestari.
Al convegno, che si aprirà con l’intervento del Presidente della Provincia Guido Podestà, saranno inoltre illustrati i programmi comunitari Pro Invest per lo sviluppo dei Paesi ACP per il settore privato.Parteciperanno, tra gli altri, il sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti, Sen. Mario Mantovani; il vice presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, Paolo Zegna, il Presidente di Fiera Milano Spa,Michele Perini; gli Ambasciatori della Repubblica d’Uganda (Deo Kajunzire Rwabita), della Repubblica del Kenya  (Josephine Wangari Gaita), della Repubblica Gabonese (Charles Essonghé), di Sao Tomè e Principe (Carlos Gustavo Dos Anjos); i Consoli della Repubblica dell’Uganda a Genova (Giacomo Albrieux), della Repubblica d’Uganda (Roberto Randazzo), della Repubblica di Tanzania a Milano (Giovanni Giorgio), della Repubblica del Camerun a Firenze (Ildo Morelli) e della Repubblica Democratica del Congo; per la FEC (Fédération des Entreprises Congolaises) Simon Landu Panzu Konde, Président de la Commission Nationale Travaux publics e Dieudonné Kasembo, Président de la Commission Nationale Commerce et PME; per la CCAIMAG (Chambre de Commerce, d’Agriculture, d’Industrie, des Mines et de l’Artisanat du Gabon) Nestor Andome Ayi, Responsabile settore privato imprese Gabon; Yvon Capito, Responsabile relazioni istituzionali per il settore privato imprese Gabon; il PSF (Private Sector Federation of Rwanda); Don Giancarlo Quadri (Responsabile Ufficio Pastorale dei Migranti Diocesi di Milano). Presente l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano. Tra le imprese si segnala la testimonianza del Gruppo Cremonini, da anni in Africa. Modererà  il dr. Giancarlo Giojelli, vice direttore Rai International.

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Italia: trattativa con l’Unione africana

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Subito un vertice a Roma. Nostri investimenti per milioni di dollari a rischio in Maghreb ed Africasub sahariana” “L’Italia deve incontrare rapidamente i rappresentanti dell’Unione Africana, deve confrontarsi con i Capi di Stato di quel continente e deve cerare la via d’uscita meno dannosa da questa delicatissima situazione: complessivamente ci sono milioni di dollari di investimenti da salvare fatti nel Maghreb e nella vastissima fascia sub sahariana da centinaia di grandi, piccole e medie imprese. A tutela degli interessi di questi imprenditori ed industriali chiederò ufficialmente al Presidente del Consiglio ed al Ministro degli Esteri un incontro: con il consenso del governo Italiano, la Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è in grado di organizzare a Roma, a breve, un vertice con i maggiori rappresentanti dell’Unione Africana. Il tavolo di trattativa è assolutamente necessario per delineare una via d’uscita comune in questa fase di pericolosa regressione nei rapporti internazionali. Di contro si materializzerebbe il concretissimo rischio della definitiva chiusura di ogni rapporto tra Italia e l’Africa”. L’ing. Alfredo Cestari, Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale – Unioncamere e Console in Italia della Repubblica Democratica delCongo è in costante contatto con i governi dei 19 Paesi sub sahariani su cui l’ente ha competenza e con le rispettive delegazioni diplomatiche in Europa. Delinea un quadro preoccupante: “Da tutti i governi africani – spiega – emerge una ferma condanna delle operazioni belligeranti in atto da parte degli Stati occidentali. Tutti vogliono la fine delle ostilità sul territorio libico esclusivamente attraverso la diplomazia. Altre strade sono percepite come strategie di parte, tese al raggiungimento di obiettivi diversi dalla seppur complessa pacificazione tra libici. Tutti sono quindi sorpresi dal comportamento del governo Italiano storicamente visto, invece, come il necessario cuscinetto diplomatico tra interessi contrapposti nei rapporti tra Africa ed occidente”. Sulle ripercussioni della scelta militarista sulle imprese italiane presenti in Africa: “Da Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica centrale raccolgo continuamente le preoccupazioni di grossi ma anche piccoli e medi imprenditori che in quel continente hanno investito. L’irrigidimento in attonei rapporti tra Stati sta loro creando seri problemi. Alcuni Stati africani hanno già chiuso rapporti con imprese italiane, altri lo stanno per fare. Un esempio? Ho sentito nelle scorse ore il Presidente della Repubblica Democratica del Congo e quelli di altri Paesi sub sahariani: sono davvero moltopreoccupati per la posizione assunta dall’Italia che non condividono. Il consolidarsi di una crisi nei rapporti metterebbe probabilmente a rischio ambite commesse per l’estrazione delle materie prime, contratti per la realizzazione di importanti infrastrutture e quelli per forniture. Il Governo italiano deve muoversi per proteggere gli interessi dei suoi imprenditori. Il sistema delle impreseitaliane in nord e centro Africa regge su fragilissimi rapporti politico- istituzionali. Quel tessuto, oggi dinamico ma non protetto, non troverebbe in sé la forza di superare una crisi politica tra gli Stati in cui opera e l’ Italia. Il tutto a vantaggio di imprese provenienti da altri Paesi, giàpronte a rimpiazzare le nostre”. Cestari conclude: “Per il bene delle nostre imprese mi auguro che il Governo italiano accetti la mia proposta del vertice romano con l’Unione Europea”. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è Ente senza scopi di lucro fondatadel 2004 ed iscritta al registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri.

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