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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘magistrati’

La politica fatta di «studenti»

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

montecitorio

Tra le varie voci presenti nel circuito elettorale quelle che lasciano più delle altre un motivo di riflessione è quanto si allude alla natura dei candidati: ora perché troppo giovani, ora perché troppo avanti per l’età, ora perché inesperti, ora perché non sanno usare i “congiuntivi” e così via. Perché non ci chiediamo come fanno i partiti a scegliere i candidati e a proporli agli elettori? Siamo sicuri che riescono a fare la scelta giusta? E ancora è proprio necessario che nel loro curriculum la differenza la faccia una lunga sfilza di titoli accademici? O è vero, quanto afferma il magistrato Piercamillo DAvigo che certe professionalità come la sua incontrano una certa difficoltà se cambiano mestiere e si dedicano alla politica entrando in parlamento? C’è persino tra i giovani una qual confusione se alcuni affermano che si sono iscritti alla facoltà di scienze politiche per poi, una volta laureati, entrare in politica. In passato, è bene ricordare, impazzavano le scuole di partito e la pratica di amministratore locale prima di essere selezionati per incarichi sempre più importanti. Ora c’è qualcuno che si scandalizza perché il Movimento 5 stelle fa le “parlamentarie” per la scelta dei suoi candidati. E’ una formula indovinata? Direi di sì se guardo al risultato ottenuto nelle passate elezioni politiche dove i suoi parlamentari venuti dall’anonimato hanno mostrato di riuscire a colmare i vari vuoti conoscitivi della pratica politica e parlamentare più di quanto non abbiano fatto gli altri colleghi maggiormente titolati. E hanno anche un indubbio vantaggio: sono l’espressione più genuina del popolo italiano. (Riccardo Alfonso)

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La lista dei magistrati ordinari fuori ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

brunetta-nardinScrive l’on.le Brunetta: “Ringrazio il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, che, rispondendo ad una esplicita richiesta, mi ha inviato i prospetti dei magistrati ordinari collocati fuori ruolo.Il Csm, nella sua risposta, specifica che la messa in fuori ruolo dei magistrati ordinari è attualmente disciplinata dalla legge 13 novembre 2008 n. 181, che all’art. 1 bis comma 3 prevede che siano al massimo 200 i magistrati destinati a funzioni non giudiziarie presso il Ministero della Giustizia, l’Ispettorato Generale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati, gli altri Ministeri, le Autorità indipendenti, le Commissioni Parlamentari, gli Organismi Internazionali, la Scuola Superiore della Magistratura, i c.d. assessorati regionali esterni. Il numero di 200 attualmente non è stato superato. I magistrati messi fuori ruolo, infatti, sono in numero di 152 complessivi.La stessa legge del 2008 all’art. 1 bis comma 4 prevede che nel limite dei 200 non sono ricompresi i magistrati destinati a funzioni non giudiziarie, presso la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura e agli incarichi elettivi.Ad oggi i magistrati fuori ruolo presso detti organi sono complessivamente 42. I magistrati che si trovano in aspettativa per incarichi elettivi o politici sono 10, mentre quelli eletti al Consiglio Superiore della Magistratura sono 16. Vi è, infine, un magistrato in aspettativa per ricongiungimento familiare ai sensi della legge 11 febbraio 1980 n. 26 e della legge 25 giugno 1985 n. 333.Il totale complessivo dei magistrati che non svolgono funzioni giudiziarie è pertanto pari, alla data del 20 marzo 2017, a 221″.

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Giustizia, magistrati e candidabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

corte europea giustiziaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Le reazioni scomposte del Partito democratico ad un mio legittimo intervento politico in merito al provvedimento in materia di incandidabilità dei magistrati – approvato quasi all’unanimità dal Senato nel marzo 2014, e che giace nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia alla Camera da oltre due anni e mezzo – è sintomatico dello stato confusionale nel quale versa il Partito democratico, chiaramente, su questo tema, preso ‘con il sorcio in bocca’. In difesa dell’onorevole-magistrato Donatella Ferranti è accorso dapprima un nervosetto e disinformato Ettore Rosato; subito dopo, in batteria, il capogruppo Pd in Commissione Giustizia, Walter Verini, che addirittura afferma che la proposta in oggetto ‘non è mai stata una priorità per Forza Italia’. Immagino che Verini non abbia avuto modo di leggere la mia agenzia, in cui ricordavo le 25 lettere indirizzate alla capigruppo, dove il provvedimento sui magistrati era segnalato come priorità del gruppo che presiedo. Ad ogni modo, se è vero, come dice Verini, che ‘il Pd è pronto ad approvare la norma non appena il provvedimento sarà calendarizzato in Aula’, deve spiegarci come mai, nonostante la presenza del provvedimento nel programma dei lavori d’Aula nei mesi di marzo 2015, maggio 2015, settembre 2015, novembre 2015, settembre 2016, dicembre 2016 e marzo 2017, le Commissioni (a maggioranza Pd) non sono mai state pronte a portare il testo in Assemblea, e l’ultima seduta in cui è stato esaminato il provvedimento risale al 16 dicembre 2015, più di un anno fa.A questo punto mi chiedo: non si può fare una critica al Pd senza sollevare tanto nervosismo? Io sono intervenuto con pura finalità politica, senza demagogia né intenti punitivi, quando ho visto un deputato magistrato, la Ferranti, attaccare un altro magistrato, Emiliano, dello stesso partito in quel modo. Ma, evidentemente, tra i dem ci sono troppe code di paglia pronte a prender fuoco…”.

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Magistrati e la politica: conflitto d’interessi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

michele emiliano“C’è una proposta di legge che da oltre due anni e mezzo giace, insabbiata, nelle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali di Montecitorio. Si tratta del testo che reca ‘disposizioni in materia di candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali. Modifiche alla disciplina in materia di astensione e ricusazione dei giudici’. Il provvedimento venne approvato a larghissima maggioranza (239 favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti) in Senato l’11 marzo 2014. Le Commissioni Giustizia e Affari costituzionali avviarono l’esame del testo il 24 giugno 2014. E da allora tutto è ancora fermo (sono stati presentati gli emendamenti, ma non si è ancora proceduto con le votazioni). In innumerevoli occasioni il gruppo Forza Italia della Camera ha insistito in Capigruppo per calendarizzare la proposta di legge in Aula a Montecitorio. Ma il testo è ancora al palo delle Commissioni competenti, nonostante gli sforzi della presidenza della Commissione Affari costituzionali. In parole povere: il testo è bloccato inspiegabilmente dalla presidenza della Commissione Giustizia, che da ormai oltre due anni e mezzo frappone ogni tipo di ostacolo per evitare che il provvedimento venga esaminato. Nel frattempo nella stessa Commissione sono passati, anche in maniera lampo, decine e decine di altre proposte di legge”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Chi è il presidente della Commissione Giustizia che blocca questo provvedimento? Un bravo magistrato, in aspettativa, Donatella Ferranti. La stessa che ieri, in un’intervista a ‘la Repubblica’, attaccava duramente il suo compagno del Pd Michele Emiliano per la decisione del presidente pugliese di correre per le primarie dem: ‘Emiliano scelga: o il partito o la toga. Si dimetta se vuol diventare segretario’. Sostenendo: ‘Per un magistrato un conto è partecipare attivamente alla vita politica, mettendosi ovviamente in aspettativa, altro è non solo iscriversi a un partito, ma entrare nella sua direzione, al punto da candidarsi alla guida’.Per i magistrati, ha continuato la Ferranti ‘la legge non prevede deroghe di alcun tipo e vieta sia la mera iscrizione che la partecipazione attiva, sistematica e continuativa alla vita dei partiti politici. La Costituzione all’articolo 51 garantisce l’elettorato passivo a tutti i cittadini, anche ai magistrati, ma prevede, all’articolo 98, che la legge limiti per noi toghe, ma anche per altri (militari, funzionari di polizia, diplomatici), l’iscrizione a un partito che è un’associazione privata, e quindi comporta dei vincoli gerarchici interni e un’obbedienza in netto contrasto con l’essere magistrato sia pure in aspettativa’.Ma che dice l’ottima Ferranti in merito al provvedimento sui magistrati? Che ci sia un lievissimo conflitto d’interessi per un magistrato in aspettativa che guida, pro tempore, una Commissione parlamentare che deve esaminare un testo che si occupa della sua categoria professionale? Coerenza, questa sconosciuta…”, conclude Brunetta.

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Giustizia e incompatibilità magistrati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 maggio 2016

tribunale“Con riferimento al dibattito di questi giorni sulla libertà dei magistrati di poter esprimere le proprie idee anche con posizioni politiche, vorrei ricordare quanto stabilito dalla Corte Costituzionale poco tempo fa. Anche se legata al trattamento economico, tale decisione deve avere una interpretazione estensiva. Infatti la Corte ha deciso che, per la loro particolare posizione, i magistrati non devono essere costretti a negoziare con il governo. Ma proprio per questo (non gruppo di pressione a difesa dei loro interessi) essi devono astenersi da rapporti che possano stabilire legami, o dare il segno esterno di legami in conflitto con la loro funzione imparziale ed indipendente. Perciò ci auguriamo che il Consiglio Superiore della Magistratura voglia affrontare il problema e definirlo in maniera chiara ed inequivocabile, fissando regole precise sulla partecipazione, in generale, dei magistrati alla vita pubblica; sui conflitti di interesse, sulle incompatibilità, sugli obblighi ad astenersi, sulle incandidabilità, sugli incarichi esterni. Solo alla luce di tale normativa, da attuarsi nel minor tempo possibile, potremo rendere un servizio alla magistratura ed ai cittadini e fare in modo che l’alta funzione imparziale del magistrato, sia veramente inattaccabile.” Lo dichiara in una nota il Capogruppo di Area popolare (Ncd-Udc) in Commissione Giustizia, Nino Marotta.

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Responsabilità civile dei magistrati, l’analisi di Sirchi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 febbraio 2015

legge-e-giustiziaApprovata alla Camera con 265 sì, 51 no e 63 astenuti la legge sulla responsabilità civile dei magistrati, varata in modifica della legge Vassalli del 1988. Fermo restante il principio della responsabilità indiretta, in base al quale il cittadino che ritiene di aver subito un danno ingiusto cita lo Stato lasciando poi a quest’ultimo l’onere di rifarsi in seconda battuta sul giudice, la neonata legge di riforma amplia le possibilità di ricorso da parte del cittadino, innalzando la soglia economica di rivalsa fino a metà stipendio, eliminando il filtro di ammissibilità e introducendo la possibilità di agire anche in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove.In merito alle riforme introdotte dalla nuova legge, Massimiliano Sirchi, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, si è così espresso: “Le recenti modifiche apportate alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati colmano un vuoto normativo di anni. Nonostante i timori ‘interessati’ del presidente dell’ANM occorre precisare che nessuno intende pregiudicare il principio di autonomia ed imparzialità del potere giudiziario, tanto è vero che l’azione civile risarcitoria, privata del filtro di ammissibilità dell’azione, potrà essere introdotta solo nei confronti dello Stato e non del singolo magistrato. A ciò si aggiunga che l’eventuale rivalsa nei confronti del giudice resosi responsabile di ‘violazione manifesta della legge o di macroscopico travisamento dei fatti’, è limitata alla metà dello stipendio netto annuale, e quindi a circa 25.000,00 euro, che potrebbero essere coperti da una normale assicurazione come accade per tutti i cittadini italiani. Da non dimenticare poi che più volte anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato l’Italia perché la vecchia legge Vassalli non prevedeva il risarcimento di danni cagionati da un provvedimento giudiziario conseguente al travisamento del fatto o della prova e perché nei pochissimi casi di condanna del magistrato il risarcimento appariva quasi insignificante se non impossibile. Le nuove norme rispondono, pertanto, al principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, art. 3 della Cost., in modo tale da evitare che i responsabili di gravi condotte si sottraggano a qualsivoglia azione di responsabilità e magari vengano anche premiati con avanzamenti di carriera, il caso Tortora insegna. E poi non dimentichiamoci che sull’azione risarcitoria avanzata da un cittadino nei confronti di un magistrato, vi è la garanzia che la decisione verrà adottata da altri magistrati”.

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La clemenza del Presidente

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2013

Si sta gradualmente sgretolando quello che è stato considerato il granitico comportamento del Pd nei confronti di Berlusconi e la sua condanna definitiva per frode fiscale. Ha incominciato un ex presidente della camera dei deputati a “a lanciare il sasso” nella piccionaia e già qualcuno si sta riempiendo di dubbi per via di quel “garantismo” che vogliamo assicurare all’uomo più inquisito e condannato in Italia se stiamo agli altri gradi di giudizio o in via d’essere espressi anche se poi si sarà qualche assoluzione.
Ci siamo mai chiesti il perché l’inchiesta avviata dai magistrati di Napoli sulla possibile corruzione di parlamentari per far cadere il governo Prodi è stata “rimossa” in casa PD che pure dovrebbe essere la vittima più illustre? E’ perché, come asseriva Craxi in un suo famoso discorso alla camera dei deputati: chi è senza peccato lanci la prima pietra”. Ora sono in atto le grandi manovre sia a livello di singoli parlamentari sia guardando il più alto colle con un argomento “suggestivo”: dobbiamo puntare alla pacificazione del Paese e, quindi, dobbiamo salvare Silvio Berlusconi. Stiamo davvero andando più giù del fondo di un barile se questa favoletta diventerà, e già non pochi pensano che sia fattibile, una realtà. Dove finiranno le dichiarazioni che le sentenze si applicano? Dov’è la pacificazione se per venti anni non si è fatto altro che attizzare il fuoco e a bruciare di tutto pur di tenerlo acceso e la circostanza, ovviamente, va a tutto merito dell’uomo che oggi gli illusi vorrebbero spegnere nell’oblio. Perché gli italiani non reagiscono? Chiediamolo pure a Davide Scala che nel suo libro “L’alba delle 5stelle” ci ha aperto gli occhi con la storia della “rana bollita”. E’ da qui l’operazione bromuro è partita e se non si rovescia la pentola… (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Reati ad impatto psicologico

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2011

angeli e demoni

Image by papaitox via Flickr

Palermo, Sabato 15 ottobre 2011 Seminario di aggiornamento tecnico professionale. reati ad alto impatto psicologico (Stalking, abusi sui minori, sette pseudoreligiose). – orario 15.00-19.00. Hotel Astoria Palace, via Montepellegrino 62, Sala Congressi Normanni. Il seminario è patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana ed è di taglio prevalentemente pratico e tratterà le principali problematiche investigative e peritali dei reati che a vario titolo hanno una elevata valenza psicologica oltre che giuridica: lo stalking, gli abusi sui minori e il coinvolgimento in sette pseudoreligiose e magiche. Verranno presentate linee guida e possibili modelli di intervento per Magistrati, Investigatori, Psicologi, Avvocati e Medici. Il seminario è aperto a esperti forensi, Magistrati, Avvocati, appartenenti alle Forze di Polizia, Militari, Investigatori privati, Psicologi, Sociologi, Medici e operatori della sicurezza. Saranno ammessi anche laureati in altre discipline e studenti universitari di materie compatibili. L’incontro è finalizzato all’individuazione e all’inserimento professionale di Psicologi, e Avvocati nel team di consulenza forense attivato dall’ICAA in Sicilia. Programma dei lavori:
15.00: apertura del Convegno (saluto del chairman), Intervento di saluto del Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, Intervento di saluto del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Intervento di saluto di Domenico Milazzo (Polizia di Stato, Rappresentante CONSAP). Interventi tecnici:
15.30: Alessia Sinatra (Magistrato, Procura di Palermo): “La gestione dell’ascolto della vittima nell’indagine nei reati ad alto impatto psicologico”;
16.00: Marco Strano (Funzionario della Polizia di Stato e Dirigente Nazionale Consap) – “Psicologia e investigazioni nei reati ad alto impatto psiclogico”;
17.00: Sonia Tinti Barraja (Psicologa, Consigliere Ordine Psicologi Regione Sicilia, Icaa member) “intervento peritale psicologico-forense nei reati ad alto impatto psicologico”;
18.00: Giacomo Badalamenti (Medico Legale e Criminologo, responsabile ICAA Sicilia) – “Danno biologico ed esistenziale nei reati ad alto impatto psicologico”;
18.30: Tavola rotonda con i partecipanti al convegno e i relatori, conclusioni e consegna attestato di partecipazione. (fonte: http://www.criminologia.org)

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Berlusconi offende i magistrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

“L’ossessione di Berlusconi nei confronti della Magistratura arriva persino ad infangare la patria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, offendendola anche di fronte della più grande Nazione occidentale, dove peraltro la memoria dei nostri magistrati è, da sempre, onorata e rispettata. Berlusconi, ancora una volta, ha trovato un motivo per doversi vergognare. È chiaro che il suo nervosismo denota ormai uncupio dissolvi ormai irreversibile, che riguarda lui, il PdL e la sua maggioranza. Lo dichiara l’on. Fabio Granata (FLI), Vicepresidente della commissione Antimafia.

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Responsabilità dei magistrati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

E’ stato votato il 24 marzo 2011, in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, il parere favorevole (espresso dalla maggioranza e dalla deputata radicale Rita Bernardini eletta nel PD) all’emendamento C.4059 di competenza della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea), diretto a modificare l’articolo 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117, in materia di responsabilità dei magistrati. Seppur non vincolante, il parere ha comunque destato polemiche – si è parlato di “riforma punitiva” e di “norma intimidatoria” – sia nelle forze politiche della minoranza (esclusi i Radicali), sia all’interno dell’Associazione Nazionale Magistrati. Alcuni esponenti politici, tra cui l’on. Bongiorno (FLI), hanno dichiarato che è del tutto erroneo sostenere che, con il varo di un provvedimento quale l’emendamento C.4059, ci si rifà alla disciplina comunitaria. Leggendo però le considerazioni della Commissione Giustizia alla Camera riguardo all’emendamento, appare chiaro che la norma si limita a introdurre l’attuazione della sentenza sopraccitata, adeguandosi così alla procedura di infrazione 2009_2230. Infatti, secondo la decisione della Corte di Giustizia, e il conseguente parere della Commissione Ue, i commi 1 e 2 dell’articolo 2 della legge italiana n. 117 del 1988 violano i principi generali dell’ordinamento dell’Ue in materia di responsabilità extracontrattuale dello Stato membro per i danni cagionati da autorità giudiziarie in violazione del diritto comunitario, quali enucleati dalla giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia europea. Più approfonditamente, secondo la Commissione europea, il comma 2 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988 sarebbe incompatibile con l’ordinamento europeo, in quanto escluderebbe ogni responsabilità dello Stato per danni arrecati ai singoli per violazione del diritto comunitario commessa da un organo giurisdizionale nazionale nell’interpretazione di norme o nella valutazione di fatti e prove. Pertanto, l’emendamento tanto discusso altro non fa che adeguare il nostro Paese alle richieste della Commissione europea in materia di responsabilità dei magistrati, introducendo, dopo il comma 1 dell’articolo 2 della legge n. 117 del 1988, l’articolo 1.bis: «Ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto ai sensi del comma 1, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto. In caso di violazione del diritto comunitario, si deve tenere conto se il giudice abbia ignorato la posizione adottata eventualmente da un’istituzione comunitaria, non abbia osservato l’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 234, terzo comma, CE, nonché se abbia ignorato manifestamente la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee.». E’ in questa linea, di pari passo con l’Europa, che il Gruppo EveryOne – che assieme ai Radicali sta portando avanti in Italia una battaglia civile per una vera riforma della Giustizia, che restituisca garanzie e diritti ai cittadini – sostiene la proposta dell’on. Pini, e invita tutte le forze democratiche del Paese, dal PD all’UDC, dall’IDV a FLI, ad abbandonare controversie di natura politica per mettere al primo posto il cittadino, garantendo un sistema giudiziario equo, efficiente e in linea con la nostra Costituzione e le leggi europee.

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Magistrati: poteri senza limiti?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

A proposito delle dichiarazioni del premier Berlusconi a Mosca dove, tra le altre, lamenta “un potere senza limiti dei magistrati”, l’on. Razzi ha commentato: «facesse il concorso in magistratura se invidia così tanto il potere senza limiti dei magistrati, considerando che ha dichiarato di vivere 150 anni, – ha continuato il deputato eletto all’estero – il cavaliere avrebbe un’altra vita davanti a sé  e se il Presidente Antonio Di Pietro sarà altrettanto longevo, potrebbe sperare anche di processarlo per vendetta un giorno – ha chiuso-».

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Il nuovo Csm

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Con l’elezione degli 8 membri laici il Consiglio Superiore della Magistratura è al completo. Si tratta di: Nicolò Zanon (712 voti), Glauco Giostra (706), Annibale Marini (694), Bartolomeo Romano (681), Filiberto Palumbo (680), Michele Vietti (652), Guido Calvi (647) e Matteo Brigandì (627).
L’organo di autogoverno della magistratura, e’ presieduto com’è noto dal Capo dello Stato che ne e’ membro di diritto insieme al Primo Presidente e al Procuratore della Corte Suprema di Cassazione. Dei 24 componenti i 2/3 sono eletti da tutte le componenti della magistratura e i restanti otto dal Parlamento tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno 15 anni. I togati eletti hanno tra le loro fila due giudici di cassazione, 4 requirenti e dieci di merito. I 24 dovranno poi eleggere un vice presidente, dato che la funzione di presidente la Costituzione l’ascrive al Presidente della Repubblica anche se di fatto è solo formale. Il nuovo vicepresidente sarà il 17esimo nella storia di Palazzo dei Marescialli.
I posti destinati ai 4 pm, sono ricoperti da Angelantonio Racanelli, sostituto procuratore romano di Magistratura indipendente Paolo Auriemma, anch’egli sostituto procuratore a Roma ed esponente di Unita’ per la Costituzione, Vittorio Borraccetti, procuratore di Venezia ed esponente di Magistratura democratica e Roberto Rossi (Movimento per la Giustizia), sostituto procuratore a Bari e tra i titolari delle indagini che hanno riguardato il ministro Fitto. I dieci giudici eletti per il nuovo Csm sono il presidente di sezione del tribunale di Palermo Tommaso Virga, Mariano Sciacca (tribunale Catania), Pina Casella (tribunale Napoli) e Alberto Liguori che lascia la guida del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, tutti e tre di Unicost. E ancora, Francesco Cassano (consigliere della Corte d’Appello di Bari) di Magistratura Democratica, Paolo Carfì (consigliere della Corte d’Appello di Milano) del Movimento. Seguono Alessandro Pepe (tribunale Napoli) di Magistratura Indipendente, Giovanna Di Rosa di Unicost (tribunale sorveglianza Milano), Francesco Vigorito di Md (presidente di sezione del tribunale di Roma)e l’indipendente Paolo Corder.

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Mafia, Dell’Utri e gli “eroi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2010

“Non è una questione di giustizialismo o garantismo. Non conosco personalmente Dell’Utri, e non ho motivo di dubitare che riuscirà in terzo grado a dimostrare la propria completa estraneità alla mafia. Detto questo sono convinto però che le sue parole su Mangano ripetute oggi siano state come minimo infelici. E’ incompatibile con i nostri valori considerare eroe un uomo condannato a più ergastoli per omicidi e mafia.” Dichiara Giovanni Donzelli, portavoce nazionale della Giovane Italia. “Hanno ragione i ragazzi di Azione Universitaria di Palermo nel ribadire che Paolo Borsellino è stato un eroe. Il PDL e il Governo Berlusconi sono continuamente sotto attacco da parte di alcuni magistrati ed alcuni giornalisti che cercano di screditare il grande lavoro che l’Esecutivo compie quotidianamente per la legalità e contro la mafia. Offrire il fianco con dichiarazioni imbarazzanti o con comportamenti moralmente equivocabili serve solo ad indebolire il Governo e a rafforzare le teorie strampalate di chi vuole fermare la rivoluzione meritocratica di Berlusconi e il progetto politico del PDL.” “Dell’Utri, ribadendo nel giorno della propria condanna che considera Mangano un eroe, ha fatto un regalo ai suoi accusatori, a Travaglio e a chi vorrebbe dipingere il più grande partito d’Italia come un banda di affaristi e mafiosi. Il PDL per fortuna è altro. E’ il partito di milioni di uomini onesti che amano l’Italia e la Libertà, che credono nella politica come dono gratuito e disinteressato.” Conclude Giovanni Donzelli.

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Mediazione civile: si presenta ai magistrati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2010

Lettera ai Magistrati Italiani: l’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R., iscritto dal  29 gennaio 2008  al n. 24, nel Registro degli Organismi deputati a gestire tentativi di conciliazione a norma  del decreto Legislativo n. 28 del 04 marzo 2010 rappresentante degli interessi legittimi dei  conciliatori iscritti nell’albo dei Conciliatori Specializzati  nelle varie branche della mediazione civile e commerciale, Premesso:  che, l’art. 4 comma 4°,del citato Decreto prevede: – il dovere dell’avvocato, disciplinarmente sanzionabile, di informare il cliente prima dell’instaurazione del giudizio o nel corso di esso, per iscritto, di tutte le possibilità conciliative, inclusa quella di ricorrere ad organismi di conciliazione;  – che, l’informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto; – che,  in caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l’avvocato e l’assistito e’ annullabile; – che, il documento che contiene l’informazione deve essere  sottoscritto dall’assistito; che, una volta sottoscritto l’informativa deve essere allegato all’atto introduttivo dell’eventuale giudizio.  – che, il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell’articolo 5, comma 1, informa la parte della facolta’ di chiedere la mediazione; – che, il giudice, anche in sede di giudizio di appello, (Art. 5 comma 2) valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, puo’ invitare le stesse a procedere alla mediazione; – che, questo organismo è nato, anche, con lo scopo di porsi al servizio dei Magistrati italiani per per deflazionare di carichi pendenti e di quelli a venire,aventi per argomento la risoluzione di controversie civili e commerciali Considerato   – che, l’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato, è impegnato quotidianamente alla risoluzione di controversie in materia civile e commerciale su tutto il territorio nazionale ed estero attraverso delegazioni Regionali, Provinciali, Comunali ed uffici di prossimità; – il preoccupante incremento giornaliero  di richieste al Magistrato per risarcimento danni e denunce in materia civile e commerciale. – valutata la difficoltà da parte del Magistrato di reperire organismi di conciliazioni presenti  in tutti i Fori competenti, che hanno a disposizione Conciliatori Specializzati iscritti  nell’Elenco tenuto presso il Ministero di giustizia; – l’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato si rende disponibile -attraverso  le camere conciliative Istituite presso delegazione ed uffici di prossimità  ad amministrare sia  la conciliazione “delegata” che  quella di “rinvio”. Piaccia, dunque,  alla S. V.  Ill.ma, di  indirizzare le parti  per l’esperimento del tentativo di conciliazione presso  le delegazioni o gli uffici di prossimità pubblicati sul sito internet dell’A.N.P.A.R., qui riportato. http://www.anpar.it

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Riforma C.S.M.

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e dell’avv. Giuseppe Rossodivita, Presidente del Comitato radicale per la Giustizia “Piero Calamandrei” Diverte leggere le dichiarazioni degli esponenti del PDL contro il CSM definito “politicizzato e antiberlusconiano” (Capezzone) o “terza Camera” (Valducci). Diverte perché quando si tratta di colpire sul fatto l’organo di autogoverno della magistratura tacciono facendo finta  di niente. Recentemente, infatti, il CSM ha deliberato una maxi-sanatoria per una trentina di magistrati che non avevano presentato nei termini perentori previsti dalla legge la domanda di trattenimento in servizio oltre il limite di età. Questi signori, dunque, pur avendo raggiunto il limite di età senza che nel frattempo sia intervenuta la proroga, continuano a permanere tuttora in servizio. La lista dei “sanati” è interessante  e comprende anche nomi di estremo rilievo per gli incarichi ricoperti non solo nelle sedi giudiziarie ma anche come segretari di correnti della magistratura della stessa Associazione nazionale magistrati, come il presidente Mario Almerighi o il presidente Vittorio Borraccetti, oltre a vari altri magistrati noti come Vittorio Frascherelli, Francesco P. Amura, Mario Natalino Iapaolo, Franco Morano, Aldo Petrucci, Bartolomeo Quatraro, Claudio Rodà e Salvatore Sinagra. La delegazione radicale nel gruppo del PD alla fine di gennaio presentò
sulla questione un’interrogazione (4-05917 seduta n. 275) al Ministro della Giustizia che, ad oggi, si è ben guardato dal rispondere. Del resto, anche per quel che riguarda la riforma della Giustizia, gli esponenti del PDL non vanno oltre le dichiarazioni o le leggi ad personam altrimenti avrebbero dato seguito alla Risoluzione radicale approvata più di un anno fa che – solo per quel che riguarda il CSM – impegnava il Governo a presentare riforme riguardanti “la revisione della composizione e del sistema elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura; la fissazione dei suoi compiti in via tassativa; l’eventuale creazione di un consiglio per il pubblico ministero e di un organismo che garantisca un efficiente sistema disciplinare per tutti i magistrati”.

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Berlusconi e i magistrati “talebani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Pericolose e irresponsabili. Solo così si possono definire le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha dato del “talebani” ai magistrati. “Il Presidente del Consiglio – dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di polizia – non si rende forse conto che utilizzando alcune terminologie inappropriate e come sempre riferite a vicende personali, innesca meccanismi incontrollati di violenza che a loro volta potrebbero generare fatti di cui lo stesso Presidente del Consiglio è rimasto vittima. Reazioni non giustificabili ma incontrollabili, sulle quali poi ognuno deve assumersi le proprie responsabilità” “Laddove – dice ancora Franco Maccari – il Presidente del Consiglio pensi che le cose tra di loro non abbiano relazione, sbaglia. Dare del “talebano” ad un organismo indipendente come la magistratura e dichiarare che “siamo in uno Stato di Polizia”, significa sottovalutare la responsabilità che l’elettorato ha assegnato al Presidente del Consiglio. Una responsabilità che non chiede, ma impone, un uso appropriato anche delle parole che, laddove interiorizzate da persone non capaci di contestualizzarle, accendono focolai di delinquenza di cui tutti, la società per prima, possono rimanere vittime”. “Oltre a difendere il lavoro dei magistrati, molti dei quali costretti a vivere e operare in trincea – conclude Franco Maccari – il Coisp richiama la politica alle proprie responsabilità di forma e di sostanza. Di forma quando si tratta di affermazioni che incidono nella sfera di tutta la società, di sostanza quando parliamo di assunzione di responsabilità di chi è chiamato a governare in nome e per conto di tutti e non solo di una parte del Paese”

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Trattenimento in servizio magistrati over 70

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, deputata radicale eletta nelle liste del PD e componente della Commissione Giustizia della Camera: “Il Consiglio Superiore della Magistratura e l’Associazione Nazionale Magistrati predicano contro le leggi ad personam del Presidente del Consiglio, ma poi razzolano male. Recentemente, infatti, quello che viene indebitamente chiamato “organo di autogoverno della magistratura”, ha modificato la propria circolare sul trattenimento in servizio dei magistrati oltre il 70° anno d’età decidendo di sanare tutte le posizioni di quei magistrati che non avevano presentato domanda di trattenimento in servizio entro i termini perentori indicati dall’art. 72 della legge 133/08. Forse non tutti sanno che attualmente alcuni segretari di correnti della stessa Associazione Nazionale Magistrati, come il Presidente dott. Mario Almerighi o il Presidente dott. Vittorio Borraccetti, pur avendo raggiunto il limite di età, e sebbene non abbiano fatto richiesta di trattenimento in servizio entro i termini perentori stabiliti dalla legge, continuano a svolgere illegalmente le proprie funzioni. Il CSM ha deciso di sanare queste e altre posizioni palesemente contra legem. Forse occorrerebbe un po’ più di coerenza da parte di quei magistrati che, da un lato, preannunciano forme di protesta clamorose in occasione dell’apertura
dell’anno giudiziario contro il Governo e, dall’altro, si lasciano poi andare, nelle pratiche domestiche, a quegli stessi comportamenti che tanto dicono di voler contrastare. Sulla circolare ad personas e palesemente illegittima emanata dal C.S.M. ho deciso di depositare una interrogazione parlamentare chiedendo al Ministro della Giustizia se intenda interloquire con il Consiglio Superiore della Magistratura al fine di ottenere una più approfondita verifica della delibera-sanatoria che potrebbe portare il CSM, nel prossimo futuro, all’emissione di provvedimenti contrastanti con una legge dello stato che prevede termini perentori per la presentazione delle domande di trattenimento in servizio dei magistrati oltre il limite d’età e se il titolare del dicastero della Giustizia intenda apporre la sua firma in calce alla stessa. La storia purtroppo è sempre la stessa: termini perentori per i cittadini comuni e “canzonatori” per le caste”.

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Magistrati. L’ultracasta

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Roma 23 Settembre 2009 – ore 18.30 Piazza di Pietra Tempio di Adriano Angelino Alfano,  Giuseppe Di Federico, Maurizio Laudi  e Valerio Spigarelli presentano il libro di Stefano Livadiotti Magistrati. L’ultracasta edito da Bompiani (Pag. 262 – euro 17) Interviene l’autore Coordina Roberto Arditti Quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l’Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all’ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d’oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l’incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. E, parola per parola, le segretissime sentenze-burla della Sezione disciplinare, capace di assolvere perfino una toga pedofila.
Stefano Livadiotti è una delle firme più note de “L’Espresso”: da oltre venti anni si occupa di economia e di politica con inchieste, interviste e reportage. Per Bompiani ha pubblicato L’altra casta. L’inchiesta sul sindacato (2008).

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