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Posts Tagged ‘magistratura’

Riforma radicale magistratura

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

“Le correnti all’interno della magistratura rappresentano una malattia mortale e i recenti fatti ci stanno dando ragione, che fa emergere in maniera chiara la commistione tra una certa parte politica e alcuni magistrati, oltreché lo strapotere delle correnti nel Csm sul versante di nomine, promozioni, trasferimenti. Questa deve essere l’occasione per modificare le regole con cui sono eletti i magistrati, per reintrodurre criteri di merito e professionalità. E’ indecoroso i vertici della magistratura italiana siano decisi esclusivamente secondo logiche di potere. Va fatta una riforma radicale della magistratura, improntata a criteri di trasparenza e di merito; ma anche per affermare che se, da un lato, è giusto che la politica non interferisca nell’attività del Csm, dall’altro, è sacrosanto che il magistrato che sceglie di fare politica smetta di svolgere ruoli attivi all’interno della magistratura. Come Fratelli d’Italia lavoreremo in questo senso per presentare una nostra proposta di legge, che finalmente liberi il Csm da un correntismo esasperato e restituisca ai cittadini la certezza dell’imparzialità di chi li giudica”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Caos magistratura in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

“Lo sconcerto per lo scandalo che sta travolgendo il Consiglio Superiore della magistratura si associa alle impudenti affermazioni del Pd, che ora reclama una riforma, sempre osteggiata, per poter esercitare a pieno il suo dominio. Nel sistema di nomina dei componenti laici hanno costantemente spadroneggiato e non a caso i direttamente coinvolti fanno parte del cerchio magico di Renzi-Lotti-Ferri, mentre le correnti della magistratura sono ben lontane dal costituire una forma di pluralismo culturale. L’emergenza contemporanea è quella di strappare il potere giudiziario da bande e sottobande legate alle varie costole della sinistra per dare centralità a quella maggioranza silenziosa di magistrati onesti e imparziali, veri servitori dello Stato, soffocati e inibiti da gruppi di potere che stanno mettendo a repentaglio l’intera credibilità del sistema. Spartizione delle procure, promozioni, consulenze pilotate, prebende sono diventati veri e propri cancri da estirpare. Uno scandalo al cubo se si pensa, con terrore, che è il Capo dello Stato a presiedere l’organo di autocontrollo dei giudici. È tempo di riforme radicali che ricostruiscano il rapporto fiduciario tra i cittadini e le toghe: separazione delle carriere, abrogazione delle nomine parlamentari, cambiamento del sistema elettorale dei collegi”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Magistratura, Mollicone (FdI): “Sembra “Romanzo magistrale”. Interpellanza: subito ispezioni”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

“Se settori della Magistratura e singoli magistrati non agiscono per la difesa di quella legalità di cui dovrebbero essere gli integerrimi custodi ma per fini propri diversi da quelli di giustizia, allora c’è qualcosa che non va.
Ho presentato un’interpellanza urgente per chiedere al governo di riferire in Aula sulle sconcertanti vicende della procura di Roma, e se intenda avviare delle ispezioni per garantire l’operato del potere giudiziario.
Emerge dalle intercettazioni che esiste un sottobosco fatto di relazioni e interessi: un affresco cupo in cui alcuni magistrati opererebbero non per spirito di servizio ma per logiche di carriera – con inquietanti connivenze della politica – che ledono l’indipendenza e la credibilità della magistratura stessa.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di FDI per il Lazio.

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Magistratura onoraria e superamento riforma Orlando

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 Mag 2019

“Il ministro della giustizia Bonafede mantenga le promesse che sono state fatte alla magistratura onoraria e porti in Aula alla Camera, il prima possibile, il provvedimento per il superamento della riforma Orlando. Una promessa che, tra l’altro, è anche contenuta nell’articolo 12 del contratto di Governo sottoscritto dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle. Bene hanno fatto le associazioni della magistratura onoraria ad aver indetto le giornate di astensione generale dalle udienze in programma per il mese di maggio. Anche il Tavolo tecnico istituito presso il ministero con l’intento di risolvere con una riforma condivisa i problemi dei magistrati precari è stata un’altra presa in giro che non ha prodotto nulla e che, dallo scorso novembre, si è riunito solo 3 volte.Fratelli d’Italia proseguirà la battaglia accanto ai magistrati onorari senza i quali la giustizia in Italia collasserebbe e che non meritano di essere presi in giro”. È quanto ha dichiarato il deputato e capogruppo in commissione Giustizia di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi.

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Roma: Lo stadio di Tor di Valle e le vicende giudiziarie che lo contornano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Roma. «Gli ultimi sviluppi delle vicende che ruotano intorno allo stadio della Roma a Tor di Valle dovrebbero indurre anche i più recalcitranti a scusarsi con Paolo Berdini. Inizialmente scelto dalla sindaca Raggi come simbolo di discontinuità con le passate amministrazioni, l’ex assessore all’Urbanistica fu fatto fuori dalla Giunta proprio perché estremamente critico sul progetto dell’impianto e nettamente contrario a qualsiasi forzatura volta a imporne la realizzazione. Ciò che è accaduto dopo il suo siluramento, compreso un deciso sbilanciamento nei rapporti di forza in favore dei proponenti rispetto alle istituzioni, ha destato più di una perplessità».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.«Fin da subito Berdini si comportò in coerenza con la sua storia umana e professionale, ribadendo in ogni circostanza il primato dell’interesse pubblico su quello dei privati. Sollevò più di un interrogativo sul nuovo stadio della Roma e su altri progetti, come ad esempio la valorizzazione dell’ex Fiera, caldeggiando viceversa una serie di interventi di minore portata ma di maggiore impatto sociale nelle aree periferiche della città. Fu prima accusato di eccessiva rigidità, poi delegittimato e infine messo da parte.
Ora, al di là della questione giudiziaria su cui sta lavorando la magistratura, l’auspicio è che il dossier sullo stadio di Tor di Valle venga rivalutato nella sua interezza e, alla luce delle molteplici criticità che presenta, definitivamente abbandonato. La scelta dell’area su cui costruire è stata sbagliata, le cubature a corredo dell’impianto sono eccessive e sproporzionate, il trasporto pubblico insufficiente e la viabilità locale a rischio collasso. In un Paese normale non può esserci più posto per un’urbanistica contrattata in cui il privato impone la propria volontà a spese dei cittadini».
«Gli ultimi sviluppi delle vicende che ruotano intorno allo stadio della Roma a Tor di Valle dovrebbero indurre anche i più recalcitranti a scusarsi con Paolo Berdini. Inizialmente scelto dalla sindaca Raggi come simbolo di discontinuità con le passate amministrazioni, l’ex assessore all’Urbanistica fu fatto fuori dalla Giunta proprio perché estremamente critico sul progetto dell’impianto e nettamente contrario a qualsiasi forzatura volta a imporne la realizzazione. Ciò che è accaduto dopo il suo siluramento, compreso un deciso sbilanciamento nei rapporti di forza in favore dei proponenti rispetto alle istituzioni, ha destato più di una perplessità».

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Scuola: La vera storia delle GaE tra politica e magistratura

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Di quelle graduatorie che possono salvare la continuità didattica e il sistema di reclutamento dei centocinquantamila precari chiamati dallo Stato ad insegnare ma che vorrebbero essere assunti nei ruoli dello Stato sui posti vacanti e disponibili in organico.
Prima il Parlamento chiude le graduatorie permanenti (Legge 296/2006), parte integrante di quel “doppio canale” da cui, sin dal 2001, lo Stato ha attinto proprio per conferire gli incarichi a tempo indeterminato e determinato e in cui confluivano tutti i docenti che conseguivano l’abilitazione all’insegnamento e dovevano iniziare la propria carriera attraverso la solita “gavetta” delle supplenze, per via di posti vacanti e disponibili mai annoverati nell’organico di diritto. Poi lo stesso Parlamento ci ripensa e, di fronte a esigenze di organico strutturali, riapre per ben due volte le Graduatorie a Esaurimento al personale abilitato (Legge 169/08, Legge 14/12).
Poi arriva, per la scuola primaria e infanzia, un Decreto del Presidente della Repubblica (25 marzo 2014) che annovera il titolo del diploma magistrale come abilitante per inserirsi nelle graduatorie d’istituto. Parte un contenzioso seriale presso il Tribunale amministrativo al fine del riconoscimento dell’inserimento di questi insegnanti anche nelle Graduatorie a Esaurimento, da cui si può entrare nei ruoli. Nell’anno 2015, lo studio legale Anief ottiene ben sei delle sette sentenze definitive del Consiglio di Stato (sottoscritte da dieci consiglieri differenti e quattro presidenti della sesta sezione), passate in giudicato che inseriscono nelle GaE e, di lì a poco, in ruolo più 2 mila maestre della scuola dell’infanzia e della primaria, cui seguono centinaia di ordinanze cautelari per altri 50 mila nuovi ricorrenti. Di questi, in 7 mila entrano di ruolo con riserva attendendo l’esito del giudicato, ma l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato con l’ordinanza n. 11 del 20 dicembre 2017, pur pronunciandosi su un conflitto di giudicato inesistente, dichiara il diploma magistrale titolo non valido per l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento e quindi per l’accesso ai ruoli, blindando l’accesso alle stesse. Nel frattempo, senza risolvere il problema delle supplenze dalle GaE è emanato il Decreto legislativo n. 59/17 che autorizza tre nuovi concorsi per i docenti precari della secondaria, il primo dei quali, riservato, è rimesso con una motivata ordinanza dal Consiglio di Stato alla Corte Costituzionale (ruolo n. 5233/18).
Nel 2018, mentre diversi reclami sono presentati al Consiglio d’Europa e la procedura d’infrazione NIF 2014/4231 è sotto la lente della Commissione UE sull’abuso dello Stato italiano del personale scolastico, il Parlamento approva un nuovo concorso riservato (legge 96/2018), sul modello di quello già ritenuto incostituzionale, che non risolve anch’esso né il precariato né il problema delle supplenze né della salvaguardia dei ruoli. Di fronte a questo caos nella gestione del precariato, interviene nuovamente la sesta sezione del Consiglio di Stato che chiede all’Adunanza plenaria di rivedere il suo giudizio, anche in considerazione della valenza erga omnes dell’annullamento del Decreto ministeriale operata nel 2014. Un ripensamento dell’Adunanza plenaria, la cui sentenza è stata già impugnata alle Sezioni Unite della Cassazione, peraltro, permetterebbe di perseguire il fine della continuità didattica invocato dall’ultimo intervento legislativo, rispetterebbe il principio della certezza di diritto e consentirebbe l’immissione in ruolo di personale che da anni insegna nelle nostre scuole attraverso quel doppio canale di reclutamento che ha permesso l’assunzione negli anni passati su tutti i posti vacanti e disponibili rispetto alle attuali cattedre deserte e ha rappresentato l’unico rimedio al reiterato abuso dei contratti a termine, secondo il giudice di legittimità. L’Adunanza plenaria, presieduta da Patroni Griffi, rivedrà il suo giudizio come ha fatto il Parlamento in passato? Gli insegnanti della scuola, ancorché supplenti, ci sperano e si aspettano una decisione giusta, perché da più di un decennio subiscono continui attacchi alla loro professionalità a causa di un’azione politica sclerotica e confusionaria, mirata forse più a creare che a risolvere il problema del precariato e dei tanti, troppi, contratti a termine nella scuola pubblica stipulati in successione infinita con condanne dell’Italia da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

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Il caso Salvini tra politica e magistratura

Posted by fidest press agency su domenica, 26 agosto 2018

L’argomento sul piano politico e giuridico ha una certa fascinazione nel comune sentire popolare. Ci ricordano Aristotele e Montesquieu e la loro idea della tripartizione delle funzioni fondamentali dello Stato (legislativa, esecutiva, giudiziaria) al fine di evitare che potesse essere minacciata la libertà. Non ci soffermiamo, per ragioni di spazio, ad una diversa separazione dei poteri teorizzati da Locke e ancora prima ai tempi di Bracton, nel tredicesimo secolo, tra il potere governativo e quello giudiziario. Oggi lo scenario, pur essendo mutato, risente il disagio derivante dalla mancata consapevolezza, da parte degli addetti ai lavori, che la stessa espansione globale del mercato abbia provocato la progressiva erosione dei sistemi democratici nazionali. Non solo. Se delimitiamo il nostro ragionamento al caso italiano dobbiamo pensare alle masse e al loro diverso carattere che attribuiscono allo Stato e ai suoi rapporti mediati dalla politica tra i suoi organi rappresentativi e di governo nell’ambito delle specifiche competenze e in relazione alle loro possibili conflittualità tra poteri. Oggi non c’è legge o dettato costituzionale che sia immune dalla perdita delle sue certezze per cui lo stesso diritto, che definisce i comportamenti e le pene per l’ordine violato, lo si vorrebbe “flessibile.” Ci verrebbe da pensare ad una democrazia senza Stato e affidata solo agli interessi e alle fluttuazioni di poteri di governo e sociali non sottoposti a limiti. E’ questo il caso di Salvini e il suo interconnettersi con gli umori popolari? La risposta a questo interrogativo richiederebbe una riflessione complessa ma che evito richiamandomi ad una sola osservazione. Convengo che il magistrato, nella fattispecie, ha inquisito il politico per un caso particolare e ne ha la facoltà ma il giudizio è stato restrittivo venendogli meno la sua visione globale del problema perché i responsabili sono anche altri e le ipotesi di reato ancora più inquietanti e coinvolgenti non sono solo di questo governo ma coinvolgono quelli che li hanno preceduti e la stessa Europa che predica solidarietà e avvelena gli animi con decisioni contrarie alle stesse leggi della convivenza civile. E allora perché non inserire nel registro degli indagati non solo Salvini ma lo stesso Matteo Renzi e i vertici della commissione europea per istigazione alla violazione dei diritti umani? Se oggi ci troviamo a questo punto è perché più di qualcuno ha ciurlato nel manico e deve assumersene la responsabilità e subire i conseguenti rigori della legge. (Riccardo Alfonso)

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“Avvocatura e magistratura nella Costituzione”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Modena 14 giugno, dalle 15.30, presso la Camera di Commercio di Modena in Via Ganaceto incontro organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Modena in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense dal titolo “Avvocatura e magistratura nella Costituzione” Si parlerà di quella che, se attuata, diventerebbe una vera e propria rivoluzione copernicana perché si trasformerebbe il potere giudiziario, in amministrazione della giustizia, inteso come servizio alla comunità e in particolare al cittadino grazie ad una piena e vera parità tra Avvocatura e Magistratura, con un pieno riconoscimento costituzionale della funzione dell’Avvocato.“Solo apparentemente è un tema per addetti ai lavori, dato che ogni cittadino ha interesse ad avere una giustizia equa che consenta a chiunque di vedere tutelati i propri diritti con un giusto processo. Come categoria ogni giorno operiamo affinché questi principi fondanti trovino coerente applicazione, ma abbiamo al tempo stesso la convinzione che una consacrazione esplicita anche all’interno della Costituzione del ruolo dell’avvocatura renderebbe ancora più percepibile la nostra funzione di contrappeso nell’ambito dell’amministrazione della giustizia” ha sottolineato l’avvocato Daniela Dondi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modena.
A rendere ancora più interessante e qualificato l’incontro in programma per giovedì prossimo saranno i relatori Andrea Mascherin, Presidente Nazionale del Consiglio Forense, CNF, e Giovanni Canzio, Primo Presidente Emerito della Corte di Cassazione. Sono inoltre previsti gli interventi degli avvocati Rosa Capria, Consigliere Segretario CNF, Giuseppe Pacchioni, Vicepresidente CNF, e Celestina Tinelli, Consigliere CNF.Sarà quindi un’occasione per parlare della Costituzione italiana, con particolare attenzione agli articoli che fissano i principi ai quali si deve ispirare l’amministrazione della giustizia, e della proposta del Consiglio Nazionale Forense che chiede di inserire un esplicito riferimento all’Avvocatura all’interno della carta costituzionale per dare piena attuazione alla parità tra l’esercizio della professione di avvocato e quella di magistrato.

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Parlamento europeo: Settimana dal 26 febbraio al 4 marzo 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Plenaria
Vertice UE. I deputati discuteranno l’esito dell’incontro informale dei capi di Stato e di governo dell’UE del 23 febbraio. Gli argomenti trattati saranno, fra gli altri: il processo di selezione del prossimo presidente della Commissione europea attraverso il meccanismo dei cosiddetti Spitzenkandidaten (candidati di punta), la composizione del Parlamento europeo dopo le elezioni del 2019 e il bilancio a lungo termine dell’UE dopo il 2020. (Mercoledì).
Polonia / Articolo 7. La plenaria è pronta a sostenere l’appello della Commissione europea ai governi dell’UE per determinare se la Polonia sia o meno esposta a un chiaro rischio di violazione grave dei valori dell’UE. I deputati esprimeranno le loro preoccupazioni in merito allo stato di diritto in Polonia, alla separazione dei poteri, all’indipendenza della magistratura e ai diritti fondamentali. Una risoluzione sulla decisione della Commissione di attivare l’articolo 7, paragrafo 1, del trattato UE sarà messa ai voti (Giovedì).
Miele e api. Mercoledì i deputati discuteranno su come proteggere meglio la salute delle api, intensificare la lotta contro la contraffazione del miele, aumentare il sostegno agli apicoltori dell’UE e promuovere i benefici del consumo di miele (una risoluzione in tal senso sarà votata giovedì).
Evasione fiscale. Nel tentativo di reprimere la pianificazione fiscale transfrontaliera aggressiva che è emersa dai dossier Panama e Paradise Papers, il Parlamento discuterà e voterà una legge per la segnalazione automatica dei meccanismi transfrontalieri utilizzati da alcuni fornitori di servizi a individui e imprese per favorire l’elusione fiscale. (Giovedì)
Commissione fiscale speciale. A seguito delle rivelazioni emerse dai Paradise Papers e del lavoro della commissione PANA del Parlamento europeo, i deputati voteranno l’istituzione di un comitato speciale che esaminerà i crimini finanziari, l’evasione fiscale e l’elusione fiscale. (Giovedì)
Commissioni
Pacchetto rifiuti. L’accordo con il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea su una legislazione che fissa obiettivi di riciclaggio più ambiziosi per i rifiuti urbani e per gli imballaggi e per tagliare la quantità di rifiuti che finisce in discarica sarà sottoposto a votazione in commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. I dossier fanno parte del cosiddetto pacchetto “economia circolare”. (Martedì)
Dialogo monetario con Mario Draghi. La commissione per i problemi economici e monetari discuterà gli ultimi sviluppi dell’economia europea con Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Lunedì).
Voto sulla nomina di Luis de Guindos. La commissione per i problemi economici e monetari terrà uno scambio di opinioni con Luis de Guindos, candidato alla vicepresidenza della BCE lunedì pomeriggio. Il voto sulla sua nomina è previsto per martedì.
Agenda del Presidente: Mercoledì a mezzogiorno, il presidente Tajani firmerà le nuove norme sulla fine dei blocchi geografici con il ministro bulgaro Lilyana Pavlova (area stampa “Back drop press, PHS 9° piano). Alle 16.00 firmerà il memorandum d’intesa con l’EP-UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite), insieme al segretario generale dell’UNTO, Zurab Pololikashvili, prima di parlare all’inaugurazione della Giornata parlamentare dell’Anno del turismo UE-CINA alle 16.40.

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Sala indagato: Expo emblema dell’assenza di trasparenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

sala“Expo è un disastro amministrativo: è l’emblema dell’assenza di trasparenza e della gestione leggera dei soldi pubblici in Italia. Non ci voleva un luminare del codice degli appalti per capire che non esistevano i tempi tecnici per aprire il sito senza trovare scappatoie nella Legge fino al degrado che sta emergendo grazie alle inchieste della Magistratura. Che sono solo un inizio; sono ancora innumerevoli le sacche di opacità sull’Esposizione Universale.
La gestione di Expo è stata un disastro a partire dal pasticcio delle bonifiche, per passare alle infiltrazioni mafiose, ai biglietti venduti e non pagati, ai costi lievitati e arrivare alle procedure in deroga. E potremmo andare avanti a lungo. Proprio per questo il Paese pretende chiarezza totale su come sono stati spesi i nostri soldi per l’Expo. Tutte le forze politiche hanno incensato Expo mentre il M5S effettuava controlli, accessi agli atti e denunce. Certo abbiamo avuto l’esposizione universale, ma il conto salato è stato saldato fino all’ultimo euro dai cittadini e se qualcuno ha sbagliato deve pagare”, così Silvana Carcano, consigliera regionale del M5S Lombardia, commenta la notizia riportata dal Corriere della Sera d’apertura di un inchiesta per turbativa d’asta che coinvolge il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
“‘Ritorno a fare il sindaco, io sono onesto aveva dichiarato Sala dopo la pantomima dell’autosospensione in seguito alla prima indagine che lo ha coinvolto lo scorso dicembre. Ora che dirà? Capirà che Milano non merita un primo cittadino indagato proprio per come ha gestito i soldi pubblici? Per non parlare del famoso ‘Modello Milano’, che noi abbiamo sempre criticato e che oggi, sfidiamo chiunque a prendere come esempio.
E’ vero, questa nuova tegola su Milano non ci sorprende, ma desta in noi una notevole preoccupazione. Perché, se Sala ha gestito in questo modo gli appalti relativi a Expo – da noi sempre considerato uno dei più grandi scandali speculativi degli ultimi decenni -, cosa ne sarà dei grandi appalti che il Comune dovrà affrontare in futuro?
Ora le indagini faranno il loro corso e, se le accuse contestate al sindaco saranno confermate, crediamo che Sala dovrà agire di conseguenza per il bene della città”, rincara la dose la capogruppo M5S a Palazzo Marino, Patrizia Bedori.

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Intelligence e Magistratura

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

intelligence-e-magistraturaNapoli mercoledì 15 febbraio 2017 alle ore 17 a Napoli presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Via Monte di Dio 14) presenterà il suo ultimo libro “Intelligence e Magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria”, edito da Rubbettino. Interverranno alla manifestazione Florinda Li Vigni (Direttore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici),
Giuseppe Esposito (Vice Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica) ed Ermanno Bocchini (Università “Federico II” di Napoli). “L’intelligence è il cuore dello Stato. Difronte a minacce epocali, come la criminalità e il terrorismo, non solo tra gli Stati, ma sopratutto all’interno degli Stati occorre fare fronte comune, superando limiti e incomprensioni”.
Mario Caligiuri dal 1999 promuove l’insegnamento dell’intelligence nelle università italiane. Autore di decine di pubblicazioni sul tema, dirige il Master in Intelligence dell’Università della Calabria dal 2007, primo ad essere attivato nel nostro Paese, grazie al sostegno di Francesco Cossiga.(foto: intelligence)

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Libro: “Intelligence e Magistratura”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

intelligence-e-magistraturaLa vicenda del cyberspionaggio perpetrato dai due fratelli Occhionero resa pubblica nei giorni scorsi ha prepotentemente riportato al centro del dibattito pubblico il ruolo e l’importanza dell’intelligence sia in quanto strumento difensivo utile a sventare attentati alla vita democratica di un paese o, ancora peggio, attentati terroristici tout-court, sia come importante strumento conoscitivo e di vantaggio economico competitivo.A spiegare ruoli, compiti e funzioni dell’intelligence giunge in libreria in questi giorni il nuovo libro di Mario Caligiuri, docente universitario, direttore del Master Universitario in Intelligence dell’Unical, intitolato “Intelligence e Magistratura. Dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria” (pp. 96 – € 12,00). Caligiuri, già autore e curatore di numerosi saggi sul tema, ripercorre con un linguaggio chiaro adatto anche ai non addetti ai lavori, le tappe del rapporto tra questi due importanti istituzioni della vita pubblica di un Paese, i servizi e la magistratura, appunto. Rapporti per la verità, osserva Caligiuri, non sempre facili anche per via del diverso approccio alla soluzione dei problemi. Laddove infatti per la magistratura è fondamentale la pubblicità degli atti, per l’intelligence è cruciale la riservatezza. Questo ha fatto sì che si creasse una diffidenza reciproca che ha portato spesso l’intelligence ad essere vista dalla magistratura come un’attività potenzialmente illegittima ed eversiva, il classico lato oscuro del potere.
Dalle pagine del libro di Caligiuri emerge invece come l’intelligence sia un’attività necessaria più che mai, specie in una società come la nostra che vive in una perenne tempesta di informazioni. L’intelligence diventa strumento per interpretare la realtà di fronte alla possibile manipolazione della stessa attraverso la manipolazione o il dominio dell’informazione. E per svolgere al meglio questo suo compito essa necessita sempre più delle scienze umane. Proprio di quelle discipline che molti oggi, in un mondo dominato dalla tecnica, considerano un feticcio da biblioteca o da museo.
I rapporti tra Intelligence e Magistratura hanno segnato profondamente le vicende della nostra Repubblica. Eppure si è ancora poco indagato su un tema così rilevante, che anima da anni il dibattito politico. Oggi più che mai c’è bisogno di una risposta forte delle élite pubbliche per fronteggiare il terrorismo e la criminalità che rendono sempre più incerta la vita dei cittadini. Pertanto, tra Intelligence e Magistratura, occorre passare dalla diffidenza reciproca alla collaborazione necessaria. In questo libro, con un taglio divulgativo ma rigoroso, si evidenzia un aspetto centrale per le democrazie del XXI secolo, dove sarà l’Intelligence a determinare chi vincerà o perderà la sfida del futuro
Mario Caligiuri è professore di prima fascia all’Università della Calabria, dove dirige il Master in Intelligence, promosso nel 2007 con Francesco Cossiga. È stato tra i primi a introdurre lo studio scientifico dell’intelligence negli atenei italiani. (foto copertina: Intelligence e Magistratura)

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L’esaltazione della violenza

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Mag 2016

MAFIALa lotta alla mafia, che le istituzioni tentano di incrementare, è un fenomeno destinato a durare e non si intravede una possibile soluzione. I tentativi di talune istituzioni, come le forze dell’Ordine e la magistratura, vengono vanificati da altre istituzioni che “remano contro” e fanno di tutto per esaltare il regime di paura di cui si nutrono le mafie.
In particolare l’uso criminale dei mezzi di informazione attraverso trasmissioni, apparentemente descrittive della lotta alle mafie, ma che in realtà servono a instaurare un diffuso senso di paura, tale da condizionare il rapporto tra “gente comune” e “uomini d’onore”. Anche l’appellativo “uomini d’onore” viene riconosciuto e, praticamente, ufficializzato; ma qual è il senso dell’onore, o di tale interpretazione dell’onore ? Come si può accettare una tale interpretazione dell’onore da parte di chi colpisce a tradimento, con inaudita ferocia? Basta un appellativo per invocare una specie di assoluzione? La lotta a tali mafie, ormai dilagate in tutta la nazione, appare come una ineluttabile sconfitta, dovendo fronteggiare un nemico nascosto, mimetizzato e, spesso, protetto proprio da quella parte delle istituzioni che dovrebbe legiferare per il loro annientamento. Capofila di una tale “cultura della paura” è il gruppo televisivo Mediaset, di proprietà di Berlusconi, ex presidente del consiglio, ex senatore, ma tutt’ora personaggio-chiave in questo rimaneggiamento culturale che vorrebbe imporre la teoria della paura contro il diritto democratico alle certezze sociali, politiche e morali.
Tale gruppo televisivo si è fatto promotore di serial TV, in orari di massimo ascolto, dove le mafie la fanno da padrone, inutilmente contrastate da quelle forze dell’ordine votate alla sconfitta, mentre il male dilaga senza alcun controllo.
Sono film d’azione, dove il bene ed il male si scontrano con armi impari. Il male non ha regole, calpesta le leggi, colpisce con ferocia, mentre chi rappresenta il bene si ritrova impedito dall’obbligo di rispettare le norme, la burocrazia e le regole del vivere civile. E’ una lotta impari che suggerisce la presa d’atto della inutilità di ogni reazione popolare, suggerisce l’esigenza di cedere ai ricatti, alle corruzioni e alla violenza per non soccombere. Gli interessi miliardari delle mafie si scontrano con i limitati mezzi con i quali si dovrebbero contrastare, uscendone vincenti, mentre i legislatori continuano a limitare i mezzi di contrasto e fornire mezzi legislativi tutti a favore di tali mafie, come la depenalizzazione di reati puniti in tutte le nazioni occidentali, la riduzione dei termini di prescrizione che nascondono chiare formule assolutorie.La violenza che vince è il messaggio subliminare che viene affermato e divulgato, per cui risulterebbe inutile e dannoso opporsi ai ricatti o denunciare i reati. E’ il messaggio che in questi ultimi venti anni di regime del più forte ha coinvolto e sconvolto le coscienze, vanificando ogni possibile reazione.
C’è da chiedersi “ma la Commissione di Controllo sulle TV” non agisce e perché ?
Le risposte aggravano la situazione, in quanto sono proprio i componenti di tali commissioni che rappresentano quella fascia di politici collusi con le mafie, dalle quali incassano l’appoggio elettorale, in un circuito perverso del quale non si intravede via d’uscita. (Rosario Amico Roxas)

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Magistratura popolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2013

Magistratura Popolare è un’Associazione di liberi cittadini ideata e voluta dal Partito delle Aziende. Ad essa aderiscono cittadini, intellettuali, ex magistrati provenienti da qualunque ordine e grado della Magistratura Italiana, ex appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, esperti di diritto provenienti anche da altri Paesi, titolari dei diritti politici, anche non iscritti al Partito delle Aziende, che siano determinati a contribuire alla rigenerazione dello Stato di diritto in Italia.Attualmente l’Italia è assestata in una condizione di non-Stato. La pletora delle fonti normative, regolamentari e interpretative di leggi, norme, regolamenti e usi (Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica, ministeri, Regioni, Autonomie Locali di vario ordine e grado, a partire dalle Regioni fino alle Circoscrizioni, Enti Statali, Enti di prossimità, Agenzie, Autorità) ha privato la Nazione del proprio ruolo sovrano. Il cittadino o qualsiasi altro soggetto, anche sociale e plurale dotato di personalità giuridica è sottoposto a un numero elevato di centri di potere che sono sormontanti la libertà di fatto e sottratti al potere di controllo esercitabile attraverso l’espressione del voto politico.Per maggior danno, tale contesto, unitamente alle condizioni di cronica insufficienza strutturale e organizzativa in cui è trattenuta imprigionata la Magistratura Italiana, rende di fatto inefficiente, quando non del tutto assente, l’esercizio del controllo di legalità assegnato dalla Costituzione della Repubblica all’ordine sovrano giudiziario, contribuendo all’attuale stato di fatto, in cui una pletora di norme e assimilabili opprime gli individui e le loro opere, rende incerto il presente, impastoia e soffoca il diritto di esprimere in libertà e nel rispetto della Legge ogni progetto di vita, costituisce l’habitat ideale per furbi e parassiti, stabilmente annidati nel non-Stato, a un tempo virtualmente e sostanzialmente irresponsabili dei propri atti. In questo contesto, come inevitabile in qualsiasi soggetto plurale e collettivo, anche all’interno della Magistratura possono manifestarsi comportamenti impropri, talora illeciti, come sancito da sentenze passate in giudizio, possono germogliare interessi obliqui, essere rese inefficienti le risorse di autogoverno. Per maggior danno, la debolezza della politica contemporanea genera vuoti che sospingono la magistratura a ruoli vicari della politica, che le sono impropri e contrari alla separazione dei poteri sancita dalla Costituzione nonché affatto nocivi alla credibilità della magistratura stessa come soggetto terzo delle contese.Magistratura Popolare nasce per interferire con l’esistente e contribuire al processo rivoluzionario pacifico che dovrà condurre dal non-Stato a un rinnovato Stato di diritto. In primo luogo essa vigilerà affinché la Costituzione della Repubblica sia rispettata e attuata in ogni sua declinazione. Articolandosi parallelamente all’organizzazione attuale della giustizia, eserciterà un potere indiretto di controllo, attraverso lo sviluppo di ogni forma possibile di dibattito pubblico e di pubblicistica scritta, monitorando e denunciando quando necessario le condizioni materiali in cui avviene l’esercizio della magistratura, l’assetto organizzativo e il rispetto dei piani di lavoro di ogni Tribunale della Repubblica o di qualsiasi Corte o istanza di giudizio, per ogni ordine dell’attività giudiziaria, da quello civile a quello penale, dalla giustizia amministrativa a quella contabile e fiscale, monitorerà il carico di lavoro dei magistrati, ivi compreso quello extragiudiziale, denuncerà qualsiasi situazione in cui la norma permetta di sostituire una giustizia formale a quella sostanziale, si farà promotrice di “class actions” per il risarcimento di qualsiasi danno derivi alla comunità nazionale dall’esercizio improprio della attività giudicante e/o funzionariale, per qualsiasi livello di organizzazione del non-Stato, svilupperà il dialogo con qualsiasi organizzazione sindacale collettiva rappresentativa nel mondo giudiziario che ne manifesti la volontà.Tutto quanto sopra nella luce del seguente principio ispiratore: l’esercizio della democrazia, dei suoi diritti e doveri, è la forza inarrestabile che può portare luce anche dove il buio abbia potuto insinuarsi. E dal momento che il controllo di legalità è condizione non negoziabile per un effettivo esercizio delle libertà democratiche, Magistratura Popolare nasce come strumento a fianco e a disposizione dei giudici che, non avendo sopito il proprio senso civico nella degradazione del non-Stato, sono determinati ancora e sempre a servire la libertà di ognuno attraverso il rispetto e l’attuazione della Legge.

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L’immagine di riserbo della magistratura va sempre garantita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 agosto 2013

“Credo che sia un’intervista perlomeno inopportuna, non cambia nulla rispetto alla sentenza né alla motivazione della sentenza che è fatta sulle carte processuali. Un Presidente di un Collegio prima che venga depositata la motivazione di una sentenza di condanna credo che non debba rilasciare interviste”. Donatella Ferranti, pd, presidente della commissione giustizia della Camera, parla a Radio 24 dell’intervista rilasciata dal giudice Antonio Esposito al mattino di Napoli riguardo la condanna in Cassazione di Silvio Berlusconi. A questo punto il Pdl potrebbe chiedere, come ha fatto, al ministro della giustizia una sanzione disciplinare? “Il ministro è titolare dell’azione disciplinare, se questo fatto rientra nei comportamenti di rilievo disciplinare si può azionare questo percorso. – risponde a Radio 24 – Ma non credo che ripari nulla, è l’immagine di riserbo della magistratura va sempre garantita non soltanto quando si tratta del processo Berlusconi”. Ma questo alimenta le polemiche del Pdl che parla di accanimento giudiziario? Domanda Elisabetta Fiorito di Radio 24. “Certo non fa bene, è una leggerezza più che accanimento giudiziario. Quello che avviene in Camera di Consiglio non deve essere mai rappresentato. La motivazione di un sentenza si legge non tramite un’intervista ma tramite le argomentazioni della motivazione”.

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Farmacisti e controlli terapie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: LED pharmacy cross in full color Fran...

Image via Wikipedia

“E’ assolutamente necessario che le Istituzioni pubbliche e private mettano a disposizione tutti gli strumenti, incluso un buon clima lavorativo e la formazione del personale, per prevenire tragedie come quella avvenuta a Palermo. La magistratura sta indagando, ma è inaccettabile che, come risulta dai primi accertamenti, una giovane donna muoia a causa di un numero scritto per errore”. La SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) interviene sul caso della madre di 34 anni deceduta il 29 dicembre scorso al Policlinico di Palermo, perché le sarebbero stati somministrati 90 milligrammi di vinblastina, un farmaco antitumorale, anziché i 9 necessari. “Manifestiamo preoccupazione e rammarico – spiega la dott.ssa Laura Fabrizio, presidente della SIFO – per ciò che è accaduto anche perché questo episodio tocca direttamente la nostra professionalità. Come Società scientifica sosteniamo l’uso di strumenti in grado di determinare significativi vantaggi per la sicurezza dei pazienti e dei professionisti: la prescrizione informatizzata, il carrello automatizzato che si interfaccia con l’operatore, i software per le posologie oncologiche provvisti di allerta automatici per dosi incongrue, fino alla robotica per la preparazione dei farmaci e al farmacista di dipartimento che affianca il medico in corsia. Con questi sistemi il farmacista potrà tenere sotto controllo ogni prescrizione e collaborare con infermieri e medici al letto del paziente suggerendogli dosaggi, indicazioni, incompatibilità, effetti collaterali. In particolare, procedure informatizzate, come già sottolineato dal senatore Ignazio Marino, avrebbero certamente evitato un episodio tanto grave”. In alcuni ospedali italiani è consolidato l’utilizzo dei software per la Prescrizione Elettronica Assistita (PEA) dei farmaci antitumorali, in grado di favorire il processo di standardizzazione delle tre principali fasi relative alla gestione delle terapie oncologiche (prescrizione, allestimento e somministrazione). Questi software, che vengono introdotti dalla Direzione Sanitaria o dal Dipartimento di Oncologia su indicazione dei farmacisti, risultano particolarmente utili per ridurre il rischio di errore associato alla trascrizione e al calcolo manuale di informazioni e dati. Prevedono blocchi e avvertimenti per il medico all’atto della prescrizione (ad esempio impedendo la possibilità di prescrivere dosi superiori alle massime consentite per alcuni medicinali), per il farmacista al momento della preparazione (ad esempio con avvertimenti sul tipo di protocollo), e per l’infermiere responsabile della somministrazione (ad esempio con un sistema di identificazione certa del paziente). In questo modo è garantita la tracciabilità di tutto il processo relativo al farmaco chemioterapico.”

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Roma: infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

“Sono molto preoccupanti le infiltrazioni in affari “puliti” nella Capitale nei settori dell’edilizia e della gestione dei rifiuti che emergono dopo gli arresti di camorra di queste ore, vanno approfonditi tutti i dettagli per fermare gli interessi della criminalità organizzata da Roma e dal Lazio – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – Rinnovando i complimenti al lavoro delle forze dell’ordine, e del NOE in particolare, e alla magistratura, chiediamo con forza alle istituzioni di sostenere questa attività. Come evidenziato dal recente Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, nel Lazio crescono i reati legati allo smaltimento illecito dei rifiuti e sono saldamente elevati quelli per il cemento illegale, una triste conferma di una illegalità troppo diffusa e di una pericolosa ascesa della criminalità organizzata. Da un lato, servono norme più severe che vanno introdotte recependo fino in fondo nel codice penale le norme europee, per potenziare gli strumenti a disposizione delle Procure. Dall’altro, serve più attenzione dalle istituzioni, prima su tutte la Regione Lazio, che proprio su cemento e rifiuti deve dare un forte impulso alle Amministrazioni locali con il nuovo piano rifiuti, puntando su riduzione, riuso e raccolta differenziata, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione, facilitando sul fronte del cemento abusivo il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti.” I numeri del Rapporto Ecomafie 2011 evidenziano un andamento davvero preoccupante nel Lazio per i reati legati al ciclo dei rifiuti e al cemento illegale. Il Lazio quest’anno scala una posizione e passa da sesta a quinta regione in Italia per ecomafie nei rifiuti (dopo le quattro regioni storicamente caratterizzate da infiltrazioni mafiose), con un incremento del 30% dei reati accertati che arrivano ad essere 376, pari al 6,3% del totale nazionale, con 341 persone denunciate, 169 sequestri e nessun arresto. Stabilmente elevati i numeri nel ciclo del cemento: i 721 i reati accertati (il 10,4% del totale nazionale) confermano il Lazio in terza posizione, dopo Calabria e Campania, con 913 persone denunciate, 269 sequestri effettuati e un arresto. Nel complesso sono 8,5 illegalità al giorno, 3.124 infrazioni registrate nel 2010, il 10,1% del totale nazionale, secondo la fotografia che emerge dal Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente.

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Solidarietà con la Magistratura

Posted by fidest press agency su domenica, 8 Mag 2011

Milano 9 maggio sit-in davanti al Palazzo di Giustizia (lato corso di Porta Vittoria) solidarietà ai magistrati e alla polizia giudiziaria. Gli organizzatori della manifestazione sono Stefano Balzarotti, candidato Udc ai Consigli di zona 1 e 2, e il giornalista Piero Pirovano, presidente di Solidarietà e candidato Udc al Consiglio comunale di Milano.

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Quando gli italiani vogliono essere presi in giro

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2011

Si parla spesso degli italiani in specie per bocca dei politici. Italiani che devono capire, che hanno capito, che non sono stupidi, che hanno fiducia del loro presidente, che diffidano o osannano la magistratura e i loro rappresentanti. Italiani che hanno paura degli immigrati o sono razzisti, o sono altruisti. Insomma di tutto e il contrario di tutti. Fa specie, da italiano, sentirsi di continuo citato, di sentirsi sovrano, e persino preso in giro, ma con stile o maldestramente, o con ironia. C’è chi poi con un fare da saputello sentenzia: Italiani? Sono un popolo di rassegnati e cinici. Di certo è un popolo paziente, poco incline a prendere seriamente i politici. Sono persino convinti che nulla cambia se si vota in un certo modo o il suo contrario. Dalla destra alla sinistra i partiti sono diventati inaffidabili: promettono, ma sono pronti un attimo dopo a rimangiarsi tutto. Coloro che rappresentano i  partiti hanno il grande demerito di aver dissacrato tutto: le istituzioni, la scuola, la giustizia, l’informazione, la stessa politica. In questo modo, forse senza nemmeno accorgercene stiamo scivolando verso l’anarchia. Ma sia chiaro. Mi riferisco ad una anarchia tutta in stile italiano. Tanto per cominciare l’autonomia e la libertà sono intese in misura trasgressiva: parcheggiare in seconda fila, evadere il fisco, intestare la barca al nonno pensionato sociale, non rilasciare la ricevuta fiscale e chicche di questo genere. In tal modo ci riallacciamo all’idea classica dell’anarchismo con il fare a meno dello Stato, come principio del potere, come sistema di governo ma di pretendere, per contro, l’organizzazione sociale, i servizi, l’assistenza, l’istruzione scolastica a costi bassissimi. Siamo per una rivoluzione perenne dentro le mura di casa, nella sfera dei nostri personali interessi e il modo di comporli con il sistema della amicizie incrociate, delle bustarelle elargite all’occorrenza e se va bene con un sorrisetto complice. Come dire? A buon rendere. E’ l’italiano che in qualche modo si arrangia anche nel far quadrare la miseria dei bilanci familiari. Se la politica, le istituzioni offrono un cattivo esempio al massimo potremmo dire: come volevasi dimostrare. Così è la vita degli italiani, se vi pare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Camera: passa il conflitto di attribuzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

De paseo con Ruby...

Image by Zoe Favole via Flickr

Roma. Con 314 voti contro 302, ovvero con solo 12 voti di differenza la Camera ha approvato il conflitto di attribuzione sul processo Ruby. Ancora una volta il presidente del consiglio si fa forte della sua maggioranza e dalla chiamata a raccolta di tutti i suoi ministri per evitare di essere processato nonostante abbia a più riprese dichiarato che il processo, che inizia domani a Milano, è frutto della montatura di una magistratura partigiana. Di certo avrebbe fatto una figura più dignitosa del ruolo che svolge se avesse accettato di farsi giudicare e in tribunale avesse esibito le prove a sua discolpa invece di continuare a lacerare il paese e ad esacerbare gli animi e a dare di se uno spettacolo alquanto discutibile sul piano morale ancor prima di quello giudiziario.

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