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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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OGM: bloccare le importazioni di mais e cotone

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

mais-agostinelliBruxelles Preoccupazioni espresse per i residui di erbicidi nocivi presenti nei prodotti. Chiesta una revisione della procedura di autorizzazione della Commissione.I deputati hanno contestato la proposta della Commissione di autorizzare l’importazione di prodotti di mais e di cotone geneticamente modificati e resistenti agli erbicidi.In due risoluzioni approvate mercoledì, i deputati hanno sottolineato i dubbi sollevati sia da ricerche indipendenti sia da alcuni Stati membri su alcuni prodotti OGM e reiterato la richiesta di modificare la procedura di autorizzazione degli OGM nell’UE.Nel testo della risoluzione che si oppone alla commercializzazione dei prodotti contenenti mais DAS-40278-9, i deputati hanno affermato che ricerche indipendenti sollevano preoccupazioni in merito ai rischi dell’ingrediente attivo della 2,4-D in materia di sviluppo dell’embrione, difetti congeniti e interferenza endocrina.Gli stessi Stati membri hanno criticato la procedura di consultazione svoltasi tre mesi prima dell’approvazione, in particolare a causa della mancanza o insufficienza dei dati presentati, ma anche per l’inadeguatezza dei test.La risoluzione non vincolante è stata approvata con 435 voti favorevoli, 216 contrari e 34 astensioni.In un’altra risoluzione, approvata con 425 voti favorevoli, 230 contrari e 27 astensioni, i deputati hanno affermato che le importazioni di prodotti derivanti dal cotone GHB119 geneticamente modificato non dovrebbero essere autorizzate, in quanto ciò favorirebbe l’aumento mondiale nell’uso di erbicidi a base di glufosinato ammonio (a cui il GHB119 è resistente), mentre il glufosinato è classificato come tossico ai fini della riproduzione.Il Parlamento europeo ha bocciato nell’ottobre 2015 una proposta di legge che avrebbe consentito a ogni Stato membro di limitare o vietare la vendita e l’uso di alimenti o mangimi OGM nel proprio territorio, anche se già approvati a livello UE. I deputati hanno ritenuto che tale norma sarebbe potuta risultare inattuabile o avrebbe potuto portare alla reintroduzione di controlli alle frontiere tra i paesi pro e anti OGM. Hanno pertanto invitato la Commissione a presentare una nuova proposta.

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OGM: bloccare le nuove autorizzazioni su importazione di mais

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

mais-agostinelliIn una risoluzione approvata mercoledì, i deputati si sono opposti alla possibilità che la Commissione autorizzi l’importazione di cibo e sementi derivanti o contenenti alcuni tipi di mais geneticamente modificato (GM), resistente agli erbicidi e ai parassiti.
I deputati hanno evidenziato la mancanza di dati relativi alle varie sottocombinazioni delle varietà di mais – per ciascuna delle quali è stata richiesta l’autorizzazione – e ribadito la richiesta del Parlamento per una riforma della procedura UE di autorizzazione per gli OGM. Secondo la procedura attuale infatti, l’obiezione del Parlamento non è vincolante per la Commissione.I deputati sottolineano che nel periodo di consultazione di tre mesi gli Stati membri hanno presentato centinaia di osservazioni che fanno riferimento, tra l’altro, alla mancanza d’informazioni e di dati, studi mal eseguiti o mancanti.Nonostante ciò, il 26 agosto 2016 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha espresso parere favorevole alle domande di autorizzazione. I deputati sottolineano che il parere di minoranza dell’EFSA su tale procedura riconosce che non sono stati presentati dati specifici sulle 20 sottocombinazioni per le quali sono state presentate domande di autorizzazione.Si sottolinea inoltre che la Commissione europea tuttora autorizza gli OGM nell’UE senza il sostegno dei comitati degli Stati membri. Ciò sarebbe dovuto essere un’eccezione alla procedura, ma è di fatto divenuta la norma.La risoluzione è stata adottata con 426 voti a favore, 230 contrari e 38 astensioni.

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Il Parlamento si oppone alla nuova autorizzazione per il mais OGM e a una lista di specie invasive

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2015

Granoturco di Marano, 2010, olio su tela, cm 65 x 70Il Parlamento, mercoledì, ha approvato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di ritirare la propria autorizzazione all’uso di mais glisofato tollerante NK603xT25 negli alimenti e nei mangimi. I deputati evidenziano che il glisofato, un erbicida, è classificato dall’OMS come “probabilmente cancerogeno”. Il PE invita la Commissione a sospendere tutte le autorizzazioni per alimenti e mangimi OGM fino a quando la procedura di autorizzazione, attualmente sotto riesame, non sarà stata migliorata.Il Parlamento ricorda che, nonostante abbia espresso da molto tempo le proprie critiche sul funzionamento non ottimale della procedura di autorizzazione UE per gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, il 4 dicembre scorso, la Commissione aveva autorizzato il mais NK603xT25 e l’MON87427 per uso in alimenti e in mangimi.
I deputati hanno ricordato che l’erbicida glisofato, tollerato dal mais NK603xT25 (insieme a un altro erbicida, l’ammonio-glufosinato), è stato classificato il 20 marzo 2015 come “probabilmente cancerogeno” per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità. Tuttavia, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare aveva affermato, il 12 novembre scorso, che l’erbicida difficilmente potrebbe rappresentare un rischio cancerogeno per l’uomo.

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Coltivazione mais OGM

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2011

La Corte afferma che la Francia ha adottato il divieto prendendo come base le norma sbagliata.
«Le valutazioni della Corte si basano su obiezioni formali che non modificano il fatto che la Francia e gli altri sei Stati europei che stanno vietando la coltivazione del MON810 hanno il diritto legale di farlo, sulla base delle preoccupazioni di carattere scientifico in merito alla sicurezza di questo OGM. Per questo invitiamo la Francia a perfezionare i tecnicismi del bando il prima possibile» afferma Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace. Nel febbraio del 2008, il governo francese ha vietato la coltivazione del mais transgenico MON810 utilizzando come base formale la Direttiva 2001/18/EC invece dei Regolamenti UE n 1829/2003 e 178/2002. Monsanto, Pioneer e l’associazione francese dei produttori di mais e di sementi, hanno quindi dato il via a una causa contro questo bando presso il Consiglio di Stato francese. Il Consiglio di Stato, a sua volta, si è rivolto alla Corte europea. Dopo la decisione odierna, il Consiglio di Stato dovrà formalizzare l’atto. Le autorità francesi possono risolvere la questione andando a modificare la normativa comunitaria di riferimento. Molti altri Stati europei – Germania, Austria, Ungheria, Grecia, Lussemburgo e Bulgaria – vietano infatti la coltivazione del MON810 con argomentazioni analoghe al bando francese, a tutela della sicurezza di cittadini e ambiente.

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Cereali: tenero panificabile e mais in rialzo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

Dopo la fase di maggiore stabilità rilevata durante il mese di ottobre, a novembre i prezzi delle varietà panificabili di frumento tenero nazionale hanno messo in evidenza nuovi aumenti: +3,3% rispetto al mese di ottobre. Leggera flessione per le quotazioni del frumento tenero estero che perde l’1,6% nel mese di novembre. In rialzo le quotazioni del granoturco nazionale che registrano una variazione positiva del 2,6% sulle principali piazze di scambio. Prosegue la fase di stabilità per il frumento duro nazionale (+0,3%). Il confronto con la campagna 2009/10 risulta ancora fortemente positivo: a novembre la variazione anno su anno ha superato il 50% per frumento tenero nazionale e mais. Per quanto riguarda il frumento duro ed il tenero estero gli aumenti dei prezzi sono meno accentuati ma comunque consistenti, rispettivamente pari a +21,7% e 30,4%

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Mais in Friuli

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Greenpeace esprime soddisfazione per la decisione del Gip di Pordenone che ha stabilito una multa di 25mila euro per Giorgio Fidenato e la distruzione del campo OGM di Fanna. «Finalmente si riporta la legalità in Friuli – commenta Federica Ferrario, responsabile campagna OGM di Greenpeace – e si pone fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi, che durava ormai da mesi». Greenpeace chiede che, oltre a distruggere immediatamente il campo OGM, venga effettuata un’attenta stima dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici. Vanno verificate non solo le contaminazioni delle coltivazioni di quest’anno, ma è necessario valutare anche un piano di monitoraggio delle coltivazioni per la prossima stagione di semina. Anche a livello europeo c’è ancora molta strada da fare per prevenire la contaminazione da OGM,  ed è indispensabile implementare sostanzialmente la procedura per la valutazione sulla sicurezza degli OGM, ancora insufficiente. Fino a quando per gli agricoltori e i cittadini europei non ci sarà la sicurezza che i pericoli delle colture geneticamente modificate vengano adeguatamente affrontati, Galan e i Ministri dell’Ue dovrebbero richiedere una moratoria sulle nuove autorizzazioni. Il campo OGM in Friuli viola il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina, in assenza della quale è prevista la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a € 51.700. Inoltre, il Decreto firmato lo scorso aprile dai Ministri di agricoltura, salute e ambiente, vieta espressamente di coltivare mais OGM MON810 in Friuli. Per questo lo scorso luglio gli attivisti di Greenpeace sono entrati nel campo di Vivaro, in provincia di Pordenone, tagliando, isolando e mettendo in sicurezza le parti superiori delle piante di mais transgenico che producono il polline, responsabile della contaminazione.

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Campo di mais nel comune di Fanna (Pordenone)

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

E’ transgenico, per la precisione si tratta  di MON810, un mais OGM brevettato dalla statunitense Monsanto). Lo confermano le analisi sui campioni prelevati nei giorni scorsi da Greenpeace ed effettuate da un laboratorio certificato. «Greenpeace ha scoperto in pochi giorni quello che le autorità avrebbero dovuto dire da tempo, rivelando la fonte della contaminazione transgenica. Siamo di fronte a un atto assolutamente irresponsabile oltre che illegale». – denuncia Federica Ferrario, responsabile della campagna OGM di Greenpeace – «Il mais è già completamente fiorito e da giorni sta disseminando il proprio polline sui campi adiacenti e su una vasta area, trasportato dal vento e dagli insetti». Il campo OGM in Friuli viola il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 212, che prevede il rilascio di una specifica autorizzazione per la loro semina, in assenza della quale è prevista la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a € 51.700. In aggiunta, il Decreto firmato lo scorso aprile dai Ministri di agricoltura, salute e ambiente, vieta espressamente di coltivare mais OGM MON810 in Friuli. Tali disposizioni mirano a garantire i prodotti tradizionali e biologici dalla contaminazione con quelli transgenici e a evitare un danno all’ambiente. «Il Procuratore di Pordenone, Antonio Delpino – continua Ferrario – non può più perdere un solo minuto di tempo e deve porre fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi. Va incriminato il responsabile di questa violazione e chi l’ha aiutato, e bisogna iniziare la conta dei danni legati a questo atto scellerato, che non devono certo ricadere sugli agricoltori onesti o sugli Enti pubblici».Greenpeace si attende un intervento immediato del ministro dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, a difesa degli agricoltori friuliani, e del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, Autorità competente per il rilascio di Ogm in ambiente, a difesa della biodiversità del nostro Paese.

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Stop alle coltivazioni di mais OGM

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2010

Il mais geneticamente modificato Mon810 non sarà seminato e l’Italia resta ancora ogm-free. Con le controfirme dei ministri della Salute, Ferruccio Fazio, e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, dello scorso 9 aprile al decreto interministeriale del ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, è stata respinta la richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati. Il decreto si è reso necessario dopo la sentenza del Consiglio di Stato che a metà gennaio scorso imponeva ai ministeri competenti di concludere il procedimento di istruzione e autorizzazione alla coltivazione di mais geneticamente modificato già autorizzato a livello comunitario. La Commissione per i Prodotti Sementieri Geneticamente modificati ha espresso parere negativo alla richiesta di messa in coltura di ibridi di mais geneticamente modificati. Pertanto, sulla base delle informazioni rilevate, dalle quali è emerso che non vi sono certezze sulla “garanzia della coesistenza” tra colture convenzionali, biologiche e transgeniche, la Commissione ha preso atto che non possono essere previste “misure idonee a garantire che le colture derivanti da prodotti sementieri di varietà geneticamente modificate non entrino in contatto con le colture derivanti da prodotti sementieri tradizionali e non arrechino danno biologico all’ambiente circostante tenuto conto delle peculiarità agro-ecologiche, ambientali e pedoclimatiche”. Dossier “Stop alle coltivazioni di mais OGM”

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“No” al mais MON 810

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2010

La sentenza del Consiglio di Stato – dichiara Paolo Landi Segretario Generale Adiconsum – che ha accolto il ricorso proposto dal Vicepresidente di Futuragra di poter liberamente coltivare mais transgenico ha riacceso la polemica troppo spesso sterile, tra i sostenitori e non degli Ogm, senza che i riflettori vengano puntati sulla totale assenza del piano di coesistenza tra coltivazioni Ogm e le coltivazioni tradizionali. Adiconsum – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale – ritiene che la questione debba essere affrontata con una reale concertazione tra le istituzioni, le associazioni dei consumatori, ambientaliste e di tutti i soggetti della filiera agroalimentare. In questo senso nei prossimi giorni chiederemo un tavolo di confronto presso il Ministero, con tutti i soggetti interessati.Adiconsum – continua Giordano – ritiene che le Regioni debbano procedere alla definizione dei piani di coesistenza convocando tutti i soggetti interessati, ivi comprese le associazioni dei consumatori. Futuragra, inoltre secondo Adiconsum, non può rivendicare  per i propri iscritti il diritto alla libertà di coltivare Ogm senza tenere conto che: •  in assenza di validi piani di coesistenza, la libertà di coltivare Ogm di fatto limita la libertà di produrre secondo i metodi tradizionali o utilizzando altri metodi quali l’agricoltura biologica (rischio di contaminazione); • in molti altri Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Ungheria) il Mon 810 è stato bandito; • nel corso dell’insediamento per il prossimo semestre alla presidenza della Commissione europea, il presidente Barroso ha dichiarato che è in corso di elaborazione una proposta sull’autodeterminazione degli Stati membri di decidere se consentire o meno colture Ogm; • non è possibile assumere tali decisioni senza tenere conto del parere della larga maggioranza degli italiani che non vuole consumare né coltivare prodotti transgenici.

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Stabile mercato mais e frumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Andamento dei prezzi stabile nel mese di dicembre per frumenti e mais, sulla scia della stabilità dei prezzi all’ingrosso e di un mercato calmo in prossimità della pausa per le festività di fine anno. Per quanto riguarda il frumento duro il mese di dicembre ha fatto registrare una lievissima flessione delle quotazioni rispetto al mese di novembre pari a -0,6%. Sottile incremento sia per il frumento tenero nazionale che per la varietà estera, rispettivamente +0,4 e +0,1% rispetto al mese di novembre 2009. In lieve aumento le quotazioni del granoturco nazionale, con un incremento dell’1,1% su base congiunturale. Il confronto con il livello dei prezzi dell’anno precedente mostra quotazioni in flessione rispetto al mese di dicembre 2008 per i frumenti. Il prezzo del frumento duro ha perso il 9,2% rispetto al mese di dicembre 2009. Flessione più contenuta per il tenero nazionale che, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, fa registrare un calo del 3,3%. Più consistente il calo delle quotazioni del frumento tenero estero che registrano una diminuzione del 19,2%. In aumento le quotazioni del granoturco nazionale che registrano un incremento su base tendenziale pari al 14,4%.

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Prezzi per mais e frumenti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Roma Nel mese di novembre 2009 le quotazioni nazionali di mais e frumento sono state caratterizzate da un andamento sostanzialmente stabile rispetto al mese di ottobre 2009. Il prezzo del frumento duro ha perso circa il 3% rispetto alle quotazioni del mese di ottobre, mentre per il frumento tenero la variazione congiunturale registrata è pari al +2,2%. Lievi aumenti anche per le  quotazioni del mais che fanno registrare una variazione positiva del 2,7% rispetto al mese di ottobre 2009. Per quanto riguarda i frumenti i livelli dei prezzi registrati nel mese di novembre 2009 fanno registrare una consistente variazione negativa rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Variazione negativa che supera il 20% nel caso del frumento duro (-23,8%) e del tenero di provenienza estera (-22,8), mentre più contenuta è la variazione negativa per il frumento tenero nazionale (-12,3). Rispetto al mese di novembre 2008 le quotazioni del mais fanno registrare una variazione positiva pari al +6,4%

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