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Posts Tagged ‘mal di testa’

Giornata Nazionale del Mal di Testa

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Oggi si celebra la Giornata Nazionale del Mal di Testa, promossa dalle tre Società scientifiche di riferimento, SIN (Società Italiana di Neurologia), ANIRCEF (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) e SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) che, a causa del protrarsi dell’emergenza Covid-19, anche quest’anno hanno organizzato una campagna di sensibilizzazione di carattere “social” rivolta ai pazienti dal titolo “ 1 minuto per il tuo mal di testa”. Saranno disponibili 30 video interventi di giovani neurologi SISC e ANIRCEF, della durata di un minuto ciascuno, in cui verranno trattati argomenti relativi all’emicrania, alla cefalea di tipo tensivo e alla cefalea a grappolo, definitivi sulla base delle domande che più frequentemente gli specialisti ricevono dai pazienti: dai sintomi ai fattori scatenanti, dalla prevenzione alle possibilità diagnostiche fino alle più recenti opportunità terapeutiche. Secondo dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cefalea, chiamata anche mal di testa, colpisce 1 persona su 2 con episodi che si verificano almeno una volta l’anno. La patologia riguarda anche le fasce più giovani della popolazione: oltre il 40% dei ragazzi è colpito da cefalea mentre 10 bambini su 100 soffrono di emicrania, una forma comune di cefalea primaria.“Nel nostro Paese sono 6 milioni le persone che soffrono di emicrania, ossia il 12% della popolazione – commenta il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della SIN – Si tratta di numeri importanti per i quali una diagnosi precoce può davvero cambiare la progressione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci. Iniziative come la Giornata del Mal di Testa servono proprio a informare il paziente – e i suoi familiari – per renderlo consapevole delle azioni da intraprendere per contrastare la malattia e non rimanerne schiacciato”.L’impatto sulla qualità della vita di patologie cefaliche è stato riconosciuto in Italia anche a livello istituzionale.“Nel luglio 2020 – afferma il Prof. Piero Barbanti, Presidente ANIRCEF – il Parlamento ha finalmente approvato la proposta di legge con la quale la cefalea primaria cronica è stata riconosciuta come malattia sociale: si tratta di casi di cefalea accertati da almeno un anno, il cui effetto invalidante venga diagnosticato da uno specialista del settore presso un centro accreditato. Il mal di testa, infatti, è una patologia dolorosa e disabilitante e l’emicrania, in particolare, è stata identificata dall’OMS come la malattia che causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento della vita in cui siamo più produttivi”. Esistono due grandi categorie: le cefalee primarie sono disturbi a se stanti non legati ad altre patologie e sono le più frequenti, mentre le cefalee secondarie dipendono da altre patologie, come, ad esempio, cefalea da trauma cranico e/o cervicale, da disturbi vascolari cerebrali (come l’ictus), da patologie del cranio non vascolari (come tumori cerebrali, ipertensione o ipotensione liquorale). A loro volta, le cefalee primarie comprendono l’emicrania, la cefalea di tipo tensivo, la cefalea a grappolo e si distinguono per la tipologia del dolore, l’intensità, la collocazione nella testa, la durata, la frequenza e gli altri sintomi concomitanti.

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Giornata Nazionale del Mal di Testa

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2016

emicraniaIl Mal di Testa nell’adulto può assumere circa 200 diverse forme racchiuse in due grandi categorie, cefalee primarie e cefalee secondarie. Tra le primarie la più diffusa è l’emicrania che rappresenta la terza malattia in termini di prevalenza e la sesta causa di disabilità al mondo. In Italia ne soffrono 7,2 milioni di persone, il 12% della popolazione in generale e ben il 18% di quella femminile.In occasione della Giornata Mondiale del Mal di Testa in programma per domani 14 maggio, la Società Italiana di Neurologia fa il punto della situazione sulle terapie per la cura di questi disturbi che spesso condizionano la vita di chi ne soffre.Negli ultimi anni la ricerca scientifica neurologica è molto impegnata sia per comprendere la patogenesi dell’emicrania sia per individuare le strategie più idonee non solo terapeutiche ma anche preventive.“Dal punto di vista patogenetico – afferma il Prof. Pietro Cortelli, Professore Ordinario di Neurologia e Direttore Scuola di specialità di Neurologia DIBINEM, Alma Mater Studiorum Università di Bologna IRCCS-ISNB – nel corso degli ultimi anni un numero crescente di studi con neuro-immagini svolte dal gruppo del Prof. Gioacchino Tedeschi dell’Università di Napoli, ha permesso una più approfondita conoscenza dei meccanismi di base delle cefalee ed in particolare dell’emicrania, identificando le regioni cerebrali coinvolte nel trasmettere l’insorgenza del dolore emicranico e dei sintomi associati. Da questi studi, infatti, è emerso che meccanismi di modulazione cerebrale modifichino l’ipersensibilità visiva, olfattiva e al dolore nei pazienti emicranici. Dal punto di vista terapeutico – prosegue il Prof. Cortelli – uno studio internazionale, a cui partecipa anche l’Italia, ha dato ottimi risultati sulla possibilità di prevenire gli attacchi di emicrania attraverso la somministrazione mensile di una terapia in grado di ridurre il numero di attacchi. Si tratta degli anticorpi contro il CGRP1, il recettore che ha assunto un ruolo chiave nell’insorgenza dell’emicrania”.Inoltre, tra i trattamenti non invasivi una nota di merito va alla neuro stimolazione esterna. Uno studio in doppio cieco indica l’efficacia e l’assenza di eventi avversi gravi e pericolosi per le tre modalità di neuro stimolazione non invasiva: stimolatore transcutaneo sopraorbitario, stimolazione magnetica transcranica e stimolatore esterno del nervo vago. Tra questi, la stimolazione del nervo vago è stata usata non solo nel trattamento acuto e preventivo dell’emicrania ma anche in quello della cefalea a grappolo.

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Emicrania: il farmaco che supera anche gli ostacoli genetici

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 Maggio 2009

Si è appena concluso il 9° Simposio Internazionale sull’emicrania che ha fatto il punto sulle dimensioni della malattia, le ultime scoperte sulle cure e i costi che devono essere sostenuti per fra fronte alla tipologia di cefalea più diffusa e invalidante. Il 12% della popolazione adulta, nel mondo, soffre di emicrania, una malattia che colpisce soprattutto fra i 25 e i 55 anni. In Italia le persone affette da emicrania sono 7 milioni, di cui 5 sono donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto l’emicrania alla 19a posizione della classifica delle patologie che comportano il maggior numero di anni vissuti in una condizione di dolore. Classifica che, se riferita alle donne, fa salire l’emicrania all’undicesimo posto. Vista l’età di prevalenza e di produttività delle persone colpite, per l’O.M.S. questa patologia è causa di maggiore invalidità rispetto ad altre gravi malattie neurologiche quali l’epilessia, la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson. Per la cura migliore si ricorre ai triptani, la famiglia di farmaci ai quali almotriptan appartiene tra quelli di nuova generazione, sono la migliore risposta terapeutica possibile per l’attacco di emicrania.  Nella cura dei pazienti affetti da emicrania è comune il caso in cui un primo farmaco non abbia l’efficacia sperata. Ciò perché esiste una notevole variabilità nelle reazioni dei pazienti. Questa variabilità è legata alla diversità dei nostri geni e al loro individuale modo di gestire i principi attivi attraverso gli enzimi che li metabolizzano, le sostanze che li trasportano nell’organismo e li fanno arrivare all’organo bersaglio. Questo complicato intreccio fra genetica e chimica farmacologica è oggetto degli studi della Farmacogenetica. La Farmacogenetica ha scoperto che le molecole anti-emicrania seguono precise strade metaboliche, venendo assorbite in maniera differente da ogni paziente. Sfruttando queste vie al meglio, è possibile utilizzare il farmaco più adatto, in grado cioè di dare la massima efficacia e minimizzare, contemporaneamente, i potenziali effetti collaterali. Ogni molecola è quindi in grado, come un’auto, di percorrere delle strade precise per arrivare all’organo bersaglio. Un recente studio pubblicato su Cephalgia (2008), firmato dalla professoressa Maria Gabriella Buzzi dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia (Roma), ha dimostrato come almotriptan sia in grado di ridurre il problema della risposta individuale ai farmaci utilizzando più strade metaboliche, in modo da dare i migliori risultati in molti casi di emicrania. Almotriptan, come un’auto dotata del navigatore più evoluto, è infatti in grado di bypassare gli ostacoli per trovare la strada più libera fino al punto d’arrivo.
Identikit di almotriptan.  E’ un triptano agonista dei recettori 5-HT1B/1D studiato e sviluppato da Almirall per il trattamento dell’attacco di emicrania con o senza aura. Act When Mild e numerosi altri studi hanno dimostrato l’alta tollerabilità di almotriptan, che è paragonabile al placebo: un dato che ha fatto la differenza anche nei recenti studi di farmacoeconomia e farmacogenetica.

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