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Scuola Corte dei Conti: personale malpagato, invecchiato e operante in contesti difficili

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

La procura generale della Corte dei Conti, nella requisitoria sul giudizio del contesto dell’istruzione, ha detto che “non può non essere dato rilievo ad una diffusa disaffezione del personale scolastico che, pur nella assoluta maggioranza, portatore di professionalità non secondarie, è costretto ad operare in contesti difficili e senza il riconoscimento stipendiale che sarebbe appropriato rispetto ai livelli di qualità del servizio”. Parlando poi dell’innalzamento eccessivo dei requisiti per accedere alla pensione e lasciare il lavoro, lo stesso organo di vigilanza in materia fiscale sulle entrate e spese pubbliche all’interno del bilancio dello Stato ha detto che “il forte invecchiamento del pubblico impiego sta producendo effetti negativi sulla propensione all’innovazione e al cambiamento”. L’ufficio studi Anief ha calcolato che gli aumenti dell’ultimo triennio dovevano avere tutt’altra portata, mediamente del triplo rispetto a quelli accordati: a fronte dello 0,36% per il 2016, l’1,09% dell’anno scorso e del 3,48% del 2018, gli incrementi da applicare dovevano essere rispettivamente del 4,26%, del 4,66% e del 5,51%. Con la conseguenza che i valori dei compensi di docenti e Ata risultano sotto il 50% del tasso IPCA. A questo proposito, non convince nemmeno l’accordo Confindustria-sindacati sui nuovi contratti. La domanda da porre ai governanti sono diverse. Hanno compreso che qualsiasi vera riforma nella scuola non può prescindere dal superare il problema degli scarsi compensi del personale ai quali sono stati assegnati aumenti irrisori e arretrati ancora più ridicoli dopo un blocco decennale? Hanno capito che la riforma Fornero ha introdotto un eccessivo carico di contributi richiesti per andare in pensione e che c’è l’estrema necessità di introdurre quota 100 senza vincoli? Si sono resi conto del mancato riconoscimento della professione tra quelle usuranti, perché i lavoratori che vi operano sono più esposti e malattie professionali? Sono coscienti del mancato turn over nella scuola e di almeno 80mila posti in organico di fatto da spostare su quello di diritto, concausa della mancata stabilizzazione di 140mila docenti e Ata precari, denunciata la scorsa settimana a Bruxelles, davanti al Parlamento europeo dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico? Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le questioni messe in risalto oggi dalla Corte dei Conti devono essere da monito per i nostri governanti, perché partono da un organismo super partes che opera per lo Stato. La mancanza di cambiamento, registrata dalla Corte, è significativa di come il sistema organizzativo della scuola risulti purtroppo bloccato, tendente al trascinarsi piuttosto che all’innovazione. Costringere centinaia di migliaia di docenti e Ata a rimanere in servizio loro malgrado, dopo decenni di lavoro svolto a stretto contatto con gli alunni, rappresenta una scelta che alla lunga costerà molto cara al sistema Paese. Anief, attraverso i propri legali, punta a recuperare almeno il 50% del tasso IPCA. Producendo anche migliaia di euro per i mancati arretrati. Senza dimenticare che con la fine del corrente anno, verranno meno anche i finanziamenti della perequazione, ovvero la tutela introdotta per gli stipendi più bassi, per i quali non si è stati in grado di trovare le risorse utili ad arrivare a quel 3,48% di incremento a regime garantito alle buste paga più elevate.

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