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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘malata’

Rosa Zagari: prigioniera e malata

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

(Dal libro “Angelo SenzaDio” di Carmelo Musumeci, distribuito da Amazon) In questi giorni mi ha colpito la dichiarazione della senatrice Liliana Segre, in visita al carcere di San Vittore: “Dai detenuti gli unici gesti di umanità prima della deportazione.” e ho pensato a Rosa Zagari, prigioniera dei “buoni”, che rischia la paralisi, dopo una caduta in carcere che le ha provocato fratture. È stata condannata in primo grado a otto anni, perché non darle la possibilità di curarsi fuori? Probabilmente perché non è una persona importante, forse perché ha parenti pregiudicati o forse, semplicemente, chi amministra la giustizia non si può permettere di avere un cuore al posto del codice. Fino a che punto può arrivare la giustizia degli uomini per tutelare i suoi cittadini? Può arrivare per esempio ad accanirsi contro una prigioniera, malata, stanca e depressa (le è appena mancata la madre). Io credo di no, credo che una democrazia che usi mezzi disumani sia una democrazia malata. Non ho mai visto nessun delinquente cambiare per effetto di trattamenti disumani e degradanti, e un Paese che li usa, comunque, fosse anche per fermare i fenomeni criminali, degrada se stesso.
Il giuramento di Ippocrate dice: “Medico, ricordati che il malato non è una cosa, o un mezzo, ma un fine, un valore”. Invece in carcere il malato detenuto/a è un malato/a sfortunato/a. Quando una persona in libertà è malata spesso, non sempre, l’ambiente in cui vive rispetta il suo stato, nel senso che la si cura e di norma almeno può essere sicura di ricevere attenzione dalla propria famiglia. Invece guai al paziente in carcere, la richiesta di attenzione genera disprezzo. Il prigioniero/a malato/a non gode della pur minima protezione, persino gli si fa una colpa della sua malattia. Alla prima occasione, al minimo lamento e tentativo di conforto, per un motivo normalmente di nessuna importanza, la malattia gli viene rinfacciata come una colpa e lui/lei viene additato come simulatore. E qualunque disturbo possa lamentare, non gli si crede. Purtroppo il detenuto/a malato/a è come un cieco a cui si rimprovera di non vedere.Lancio un appello affinché a Rosa Zagari sia data la possibilità di curarsi in una struttura esterna al carcere, perché a mio parere non è così necessario che continui a stare in carcere in queste condizioni, e inoltre una giustizia umana è la migliore delle medicine, sia per i cattivi che per i buoni. ( by Carmelo Musumeci)

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Italia: la malata d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

palazzo chigi“Mi fa sorridere quello che ha scritto Renzi nel suo libro Avanti. È da irresponsabili aumentare il deficit al 2,9 per cento. Una visione politico-programmatica di spendi e spandi sbagliata che farebbe pagare all`Italia di Renzi e Gentiloni le conseguenze. Siamo ancora il malato d’Europa e questo è un messaggio incendiario per i mercati internazionali”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistato da ‘Tempi’. “Dove è finita la spending review? Dove è finito Cottarelli? Dove sono le liberalizzazioni? Dove sono le privatizzazioni fatte con serietà? Dove è finita una vera riforma fiscale? Ecco, da queste domande si capisce il fallimento delle politiche di centrosinistra”.

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Nuova relazione medico-paziente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 luglio 2014

medico-pazienteConoscere la malattia attraverso la conoscenza relazionale, e su questa base pensare una nuova organizzazione del lavoro. Una “relazione” di tipo nuovo, non banalizzata nella sola accezione della amabilità comunicativa, ma un nuovo principio epistemologico a partire dal quale rifondare la Sanità italiana, rinnovando i piani formativi degli operatori sanitari e le prassi ordinarie. Un nuovo metodo che rimetta in discussione l’attuale organizzazione ‘tayloristica’ della sanità basata su giustapposizioni e non su “relazioni”.Questo è ciò che è emerso dal seminario di studio “La relazione con il malato: un nuovo modo di conoscere, di organizzare, di agire la medicina oltre i luoghi comuni” che la Fondazione Chirurgo e Cittadino ha organizzato a Palazzo Marini a Roma il primo luglio.Dopo la lettura introduttiva di Ivan Cavicchi, e i saluti istituzionali dell’ onorevole Pierpaolo Vargiu, presidente della XII Commissione affari sociali della Camera, di fronte ad un folto pubblico selezionato di invitati, si sono succeduti gli interventi di rappresentanti della FNOMCEO (Luigi Conte), della FIMMG (Giacomo Milillo), dell’AGENAS (Marina Davoli), di Federanziani (Giuseppe Pozzi), della FESMED (Carmine Gigli), dell’ACOI (Diego Piazza), della NURSIND (Andrea Bottega), di Cittadinanzattiva (Francesca Moccia), Mario Ciaccia (Italia Unica). “Nella considerazione della ormai prossima definizione del Patto sulla Salute sarà sufficiente un programma di aggiustamenti di sistema? Certamente no! E’ necessario guardare al futuro con occhi attenti ai rivolgimenti sociali in atto dove, in tema di salute, il malato è uscito dalla definizione di “paziente” ed è diventato cittadino “esigente”. Il medico deve conoscere la malattia attraverso la conoscenza della complessità della persona malata. Per governare la complessità, quale insieme di variabili, è necessario mettere in relazione le stesse variabili. Indispensabile, quindi, un diverso ed innovativo modello di organizzazione del lavoro dove, tra le altre cose, il tempo della relazione, della comunicazione, della informazione sia universalmente e strutturalmente considerato quale tempo integrato della cura. In buona sostanza una rivoluzione rifondativa di un sistema ormai del tutto al di fuori dei tempi ed un invito forte a chi dovrà decidere, di essere ascoltati, prendendo sul serio la relazione medico/malato per sviluppare un pensiero di rinnovamento della medicina”. Lo ha detto Rodolfo Vincenti (presidente della Fondazione Chirurgo e Cittadino) riassumendo nelle conclusioni i dati emersi dal dibattito.

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Italiani: una società malata?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2013

Dopo 20 anni la giustizia riesce ad emettere qualche sentenza di condanna nei confronti di chi si è sempre sottratto ad essa ora per prescrizione ora per leggi ad personam ora per le difficoltà obiettive di reperire prove d’accusa. A questo punto si potrebbe, se non sotto l’aspetto del carico giudiziario ma quello etico, chiudere la partita e mandare a vita privata l’autore di tante rocambolesche storie. In altre parti del mondo come negli U.S.A. nel Regno Unito, in Germania, in Canada, in Australia, ecc., ciò sarebbe stata la naturale conseguenza per un leader politico. Non accade in Italia. Non solo. Chi è stato investito da tali e tante accuse si ribella, organizza un’adunata di popolo per sostenerlo e altri milioni di italiani lo votano e tifano per lui. La magistratura è demonizzata, le istituzioni sono umiliate, l’antistato sembra prendere il sopravvento e nonostante ciò si continua a parlare di libertà, di giustizia, di verità. A questo punto c’è da chiedersi cosa ci sta capitando. Sembra che una parte dell’elettorato italiano ha perso il senso della realtà. Faccio un solo esempio. Mi riferisco alle macro regioni del Nord dove si rinuncia all’idea solidaristica identificabile con l’unità nazionale e si chiudono gli accessi al resto del paese accusato di essere spendaccione. Non si fa, come si dovrebbe, una politica di risanamento ma si procede solo in chiave punitiva per tutti, virtuosi o meno virtuosi. E allora che senso ha votare pdl al centro e al sud se al Nord funziona in chiave antimeridionalista? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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La tv italiana è malata di politica

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

“L’uscita dalla Rai di Michele Santoro, al di là della sua valenza editoriale, è un segnale di accelerazione nel riassetto del sistema radiotelevisivo italiano, ancora una volta dettato da spinte politiche”. Così Domenico Delle Foglie, presidente del Copercom (Coordinamento delle associazioni per la comunicazione) valuta la decisione, consensuale, che ha portato il conduttore di Annozero ad abbandonare il servizio pubblico. “La realtà del mercato televisivo italiano – sottolinea il Copercom – è in profondo mutamento, soprattutto sotto la spinta de La7 e dopo i lusinghieri risultati di ascolto registrati dal tg guidato da Enrico Mentana. Ma non è da trascurare neppure il ruolo dei canali digitali che stanno operando una trasformazione del gusto dei telespettatori italiani. In questo contesto di tangibili cambiamenti, auspichiamo che il superamento del duopolio televisivo non si risolva in un’altra pagina dello scontro politico in atto da anni. A dimostrazione – se pure ce ne fosse bisogno – che la tv italiana è malata di politica”. “Se si ascoltasse il parere dei cittadini – conclude Delle Foglie – forse chiederebbero alla politica di fare un passo indietro. Senza eccezioni per nessuno: primo, secondo e terzo polo. Televisivi e politici. Non siamo ingenui, ma come non preoccuparsi dinanzi al rimodellarsi dell’industria televisiva secondo le dinamiche dello scacchiere politico, anzi in funzione di esso? Altro che libertà d’impresa e pluralismo culturale”

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