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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘malati psichici’

Cambio assistenza ai malati psichici

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Roma 9 marzo 2010 – ore 16.30  Hotel Exedra  Piazza Repubblica 47  L’impegno della nuova Regione per i pazienti e per le loro famiglie Interverranno: On. Carlo Ciccioli Vice Presidente Commissione Affari Sociali – Sanità – Relatore della Proposta di Legge sulla riforma psichiatrica Renata Polverini Candidata Presidente della Regione Lazio Moderatore:Prof. Tonino Cantelmi Presidente AipsiMed Lazio Ingresso gratuito

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Gli ospedali Riuniti si candidano per il terzo SPDC

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Bergamo, IV Congresso Nazionale del Coordinamento Nazionale dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura. Il direttore generale Carlo Bonometti ha candidato gli Ospedali Riuniti a sede del terzo SPDC, portando il saluto alla platea di psichiatri, psicologi e operatori sanitari riuniti al Centro Congressi Giovanni XXIII. Non a caso, vista la tradizione di Bergamo, città che chiuse gli ospedali psichiatrici prima che venisse imposto per legge. Una tradizione che oggi si trova a fare i conti con la necessità di ampliare il numero di posti letto a disposizione dei malati psichici, i cui numeri sono in continuo aumento.  «Attualmente i due SPDC attivi servono una popolazione di circa 474 mila residenti, colmando anche la sofferenza di posti letto psichiatrici degli altri Dipartimenti di Salute Mentale in provincia. Il risultato è un tasso di occupazione dei posti letto disponibili sempre oltre il 100%. L’attivazione di un terzo servizio ci consentirebbe quindi di fronteggiare meglio questo sbilanciamento storico del sistema psichiatrico provinciale». «La realizzazione di questo progetto farebbe dei Riuniti l’unico ospedale italiano, con il Niguarda di Milano, ad avere tre SPDC e l’unica realtà psichiatrica di queste dimensioni organizzata per intensità di cura. Se venisse autorizzato il terzo SPDC sarebbe il coronamento di un forte impegno dell’Azienda Ospedaliera in questo settore, che ha visto gli Ospedali Riuniti anche divenire sede della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università Statale di Milano Bicocca», ha concluso Bonometti. Gli spazi nel nuovo ospedale sono già stati previsti, al quinto piano della settima torre del Beato Giovanni XXIII, il cui cantiere si avvia alla conclusione e la cui attivazione è prevista entro la fine del 2010. Ma non si tratta solo di una questione di posti letto: «Nel nuovo ospedale – spiega Massimo Rabboni, responsabile del Dipartimento di Salute Mentale dei Riuniti – potremo rivedere l’organizzazione dell’intero polo psichiatrico ospedaliero, applicando anche negli SPDC il principio dell’intensità di cura che caratterizzerà l’intera struttura. Vorremmo creare tre aree: un’area critica di accoglienza e valutazione diagnostica iniziale, una di degenza e una a bassa intensità assistenziale ma con una forte vocazione riabilitativa». L’idea si è materializzata circa tre anni fa quando, per consentire la realizzazione di alcuni lavori di ristrutturazione della palazzina che ospita i due reparti psichiatrici in Largo Barozzi, è stato creato un reparto “satellite”, che per alcuni mesi ha ospitato i pazienti che presentano sintomi di minore intensità. (Carlo Bonometti)

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La situazione dei malati psichici in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2009

Riprendiamo il documento pubblicato dall’associazione Cristiani per servire per fare il punto della situazione in Italia: “In questi giorni ed in qualsiasi occasione troppo spesso si sentono ora facili, ma scarse  “dichiarazioni” od “esternazioni” in conseguenza di approssimate valutazioni o da un preoccupante eccessivo protagonismo su un ”argomento” interessante la pubblica opinione. E’ buona norma che la capacità di ascolto e di analisi delle necessità della singola persona,  soprattutto se sofferente di disagio mentale, siano tali per ottenere risposte confacenti da  coloro che hanno responsabilità della res pubblica e che non hanno saputo o voluto  interpretare questa “realtà” e mettere da parte ambizioni e litigiosità per dedicare con umiltà  un po’ più di tempo ai problemi connessi con questo “popolo di sofferenti”.  La società europea, in particolare quella italiana, è molto preoccupata per la carenza di interventi di natura legislativa, finanziaria e sanitaria dei servizi pubblici inerenti la salute ed in particolare il disagio mentale. I dati dell’ISTAT del progetto “Sistema di informazione statistica sulla disabilità” del 2004 derivato dalla collaborazione con il Ministero del Lavoro e  delle Politiche Sociali, anche se possono sollevare dubbi o perplessità sulla loro veridicità, ci  fanno conoscere che una buona parte dei disabili fisici insistono nelle famiglie, come pure una  grossa percentuale di malati psichici e che tutti gravano sulla società in genere.  I malati mentali che si aggirano in circa 10 milioni e le tragedie quasi quotidiane che ci  fornisce la cronaca traggono le loro origini da una chiara sintesi di disagio interno e di un equilibrio mentale inesistente o quanto meno molto carente. Gli eventi delittuosi ci dovrebbero far riflettere e sperare che di fronte ai duri temi della vita  dovrebbe emergere sempre più il rispetto della dignità della persona, mentre una cultura falsa  e trasgressiva sta cercando di svuotare il vero significato del valore della vita. L’opinione  pubblica si domanda come viene considerata l’esistenza dell’uomo visto che per un nonnulla si  uccide? Quale valore viene dato alla vita? Perché il delirio per gli animali (che rispettiamo) è  intenso e per converso non c’è delirio per quella umanità handicappata e sofferente che  dovrebbe essere in vetta alle buone regole etiche e civili?
L’associazione Cristiani per servire è stata costituita nel maggio del 1994 non ha richiesto né gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.  Oggi può, quindi, affrontare il tema del disagio psichico con tutta franchezza e senza concedere sconti a nessuno. Si ricorda che dal 1978 al 2009 ovvero a  a 31 anni dalla legge Basaglia il bilancio è in “profondo rosso”. Il discorso merita, per meglio inquadrare tutta la materia un breve accenno dietrologico. Ricordiamo che la prima legge organica in materia di disturbi mentali fu approvata nel 1904 istituendo il “manicomio” (storicamente costituito da una buca sul terreno, una botola, dove venivano  calati i “malati”) quale struttura cardine dell’assistenza ai malati mentali (legge n. 36 Art. 1°) La seconda legge n. 431 o legge Mariotti del 1968 introduceva il ricovero volontario in ospedale psichiatrico ed istituiva i Centri Igiene Mentale (CIM).  La terza legge n. 180, o legge Basaglia, del 1978 determina il passaggio del “malato” dal  concetto custodialistico a quello terapeutico. La quarta legge n. 833 del 1978 riporta in toto la 180, assimilando la malattia mentale alle  altre patologie e la psichiatria è stata riconosciuta pari alle altre branche specialistiche. Poi il nulla!  Il 13 maggio 1978 viene approvata la legge n. 180 o legge Basaglia, ispirata dallo psichiatra  veneziano Franco Basaglia, dal titolo: “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.  Successivamente, il 23 dicembre 1978, la nuova disciplina viene recepita dalla legge n. 833  “Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale”, che rinnova il principio di garanzia. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della  collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve  avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana”. La legge 180 o “legge Basaglia” I principali elementi che caratterizzano questa legge sono:  – il divieto di costruire nuovi ospedali psichiatrici (art. 7 comma 6°); – il principio che “Gli interventi di prevenzione, cura, e riabilitazione relativi alle malattie  mentali sono attuati di norma dai servizi psichiatrici extra ospedalieri” (Art. 6° comma 1°.  Quel di “norma” lascia lo spazio all’imprenditoria privata); – l’istituzione del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) “e che le cure vengano prestate in condizioni di degenza ospedaliera solo se esistano alterazioni psichiatriche tali da richiedere  urgenti interventi terapeutici” (Art. 2 comma 2°). Viene proposto da un medico e deve essere convalidato da un secondo medico dell’Unità Sanitaria Locale. Entro 48 ore dalla convalida  viene disposto dal Sindaco e notificato al Giudice Tutelare (Art. 3° comma 1°). “Nei casi in cui  il TSO debba protrarsi oltre il settimo giorno”(Art. 3 comma 4°) il medico psichiatrico deve motivare questo fatto al Sindaco, che ne informa il Giudice Tutelare “indicando la ulteriore  durata presumibile del trattamento stesso”(Art. 3 comma 4°).  Il principio basilare del Basaglia era quello di curare e non segregare il paziente.Viene approvata dal Parlamento Italiano sotto la spinta minacciosa di un referendum  abrogativo nella convinzione che il “manicomio” avrebbe riportato una maggioranza  schiacciante. Tutti volevano la riforma, votò contro il MSI , mentre i liberali si astennero. Questa legge ha determinato, ripeto, il passaggio dal concetto custodialistico a quello terapeutico

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