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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘malattia sociale’

L’obesità è una vera e propria ‘malattia sociale’

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Colpisce nel nostro Paese oltre 6 milioni di persone e che ha importanti implicazioni psicologiche e relazionali ma, soprattutto, di salute. I disturbi del comportamento alimentare, che in parte rientrano nella costellazione dell’obesità, rappresentano anch’essi un grave problema sociale, ma spesso vengono sottovaluti e non riconosciuti come malattia.
Per sensibilizzare la popolazione su questi temi, divulgandone gli aspetti psicosociali e di cura e contribuendo ad abbattere pregiudizi e false convinzioni, è nato lo Short Film Festival “Filmdipeso”, giunto oggi alla terza edizione, promossa dal Bariatric Center of Excellence di Sapienza Università di Roma – Polo Pontino, in partnership con il Comune di Latina, Amici Obesi onlus, AILO (Associazione Italiana Lotta all’Obesità) e Villa Miralago – Centro di riferimento disturbi alimentari. Il concorso è dedicato a cortometraggi e documentari brevi, della durata di massimo 20 minuti, realizzati dopo gennaio 2015 da registi professionisti o amatori, che affrontino queste tematiche o che condividano testimonianze di percorsi di riabilitazione e cura. La domanda d’iscrizione dovrà essere sottoposta, attraverso le modalità descritte sul sito http://www.filmdipeso.it, entro l’8 febbraio 2019, termine ultimo del bando di concorso.

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L’osteoporosi è una malattia sociale costosa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

BRUXELLES. L’Osteoporosi, interessando oltre la metà della popolazione anziana over 80, rappresenta un’emergenza sia in termini di rilevanza sociale che di costi economico – sanitari. La European Society of Endocrinology coglie l’occasione del World Osteoporosis Day per incontrare le Autorità Europee e presentare una proposta di politiche sanitarie condivise che possa portare benefici su larga scala e migliorare sia la salute dei cittadini che i bilanci statali.“Le fratture da fragilità hanno un impatto economico importante, solo in Italia i costi diretti (ricoveri ospedalieri) ammontano a circa 9 miliardi di euro a cui va aggiunto 1 miliardo di spese indirette quali riabilitazione e perdita di giornate lavorative. Una situazione che ritroviamo anche negli altri stati dell’UE – dichiara il Prof. Andrea Giustina, Professore Ordinario di Endocrinologia al San Raffaele di Milano e Presidente Eletto dell’European Society of Endocrinology – Il documento che presenteremo agli europarlamentari propone in tre punti alcune misure di pratica clinica cost-effective che hanno l’obiettivo di contenere questi costi e abbattere l’incidenza della patologia”.
Il documento preparato dall’ESE si articola in 3 punti:
Lotta all’ipovitaminosi D: la maggioranza della popolazione europea (soprattutto del sud Europa) presenta carenza di vitamina D, l’ormone che sintetizzato dalla cute tramite l’esposizione solare, è fondamentale per la mineralizzazione delle ossa. Quando si verifica un deficit di vitamina D è necessario procedere con la supplementazione farmacologica di colecalciferolo. Diagnosi precoce delle fratture vertebrali: spesso misconosciute, caratterizzate da una sintomatologia dolorosa aspecifica o assente e pertanto diagnosticate tardivamente, le fratture vertebrali rappresentano un importante fattore di rischio per ulteriori fratture sia della colonna vertebrale che di femore. Accanto alla prevenzione primaria e secondaria è fondamentale promuovere una cultura della prevenzione terziaria e della tempestività diagnostica in cui l’individuazione tramite morfometria dei soggetti portatori di fratture vertebrali diventi il cardine di una politica che riduca sia il rischio di eventi polifratturativi che l’aumento dei costi diretti ed indiretti.
Accesso e aderenza alle terapie: recenti studi hanno dimostrato che più del 50% delle donne con osteoporosi non inizia il trattamento farmacologico anti-osteoporotico e che solo una piccola percentuale di quelle poste sotto il trattamento, prosegua la terapia oltre 1 anno. È fondamentale, secondo l’ESE, avviare politiche informative dedicate sia alla classe medica che alla popolazione generale per favorire da un lato l’appropriato accesso alle cure e dall’altro la cultura dell’aderenza alla terapia. “Gli endocrinologi europei auspicano che questa agenda di intervento possa trovare il più ampio consenso tra le Istituzioni e si dichiara disponibile ad individuare concretamente gli strumenti più efficaci per implementare gli interventi sulle criticità segnalate, impegnandosi a verificarne sia la messa in opera che l’efficacia da qui a 12 mesi” conclude Giustina.

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