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Posts Tagged ‘malattie renali’

Non solo gotta: elevati livelli di acido urico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 novembre 2014

gotta1Il ruolo dell’acido urico in diverse patologie è ormai confermato. Oltre a essere responsabile della gotta, la forma di artrite più frequente negli adulti, l’iperuricemia interviene anche nelle malattie cardiovascolari e nel diabete. Per chiarire i meccanismi alla base del rapporto tra infiammazione e patologie, dal 6 all’8 novembre 2014 i massimi esperti mondiali si sono riuniti a Bologna per il simposio dal titolo “From gout to cardiovascular disease: a central role for uric acid”, organizzato dall’Unità Operativa Medicina Interna, Azienda Ospedaliero–Universitaria S. Orsola-Malpighi, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, dal Dipartimento di Reumatologia dell’Hôpital Laribosiére di Parigi, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Se il limite di solubilità viene superato l’acido urico precipita nei tessuti sotto forma di microcristalli, la cui presenza determina fenomeni infiammatori nei tessuti molli, nei reni e nelle articolazioni dove può scatenare la tipica manifestazione artritica acuta, cioè la gotta» spiega Claudio Borghi, Direttore dell’Unità Operativa Medicina Interna del S. Orsola-Malpighi e co-presidente del simposio. «L’acido urico però rappresenta anche un importante fattore di rischio per malattie cardiovascolari e renali nelle persone con ipertensione, scompenso cardiaco e diabete. In questi soggetti un livello elevato di acido urico può contribuire anche alla comparsa di infarto o ictus e quindi alla morte. Secondo alcune ricerche l’acido urico potrebbe essere corresponsabile di quattro infarti su dieci, soprattutto in coloro che presentano colesterolo alto, ipertensione e iperglicemia».
Considerazioni preoccupanti, dato che nei paesi occidentali l’uricemia media è in progressivo aumento: nella popolazione maschile degli Stati Uniti il valore è raddoppiato in pochi decenni. Il recente progressivo aumento dell’uricemia viene messo in rapporto con la crescente diffusione di sovrappeso e obesità e dall’aumentato consumo di alimenti che favoriscono l’aumento di acido urico nel sangue.
A questo proposito le raccomandazioni della Società Italiana di Reumatologia sulla gestione della gotta, pubblicate sulla rivista Reumatismo (2013; 65 (1): 5-24) segnalano che alcuni alimenti, come carne e frutti di mare, sono associati a livelli incrementati di acido urico. Numerosi studi hanno evidenziato che il consumo di alcolici si associa a un aumento di acido urico, con un incremento del rischio dose-dipendente di gotta. Un altro studio ha dimostrato come il ruolo dei diversi tipi di alcolici sul rischio di gotta sia differente: il consumo quotidiano di birra si associava a un rischio elevato, mentre il consumo di vino moderato non aumenta significativamente il rischio di gotta.
Anche l’assunzione quotidiana di bevande zuccherate aumenta il rischio di sviluppare gotta, mentre i derivati del latte sembrano avere un ruolo protettivo sulla gotta, in particolare quelli a basso contenuto di grassi, come il latte scremato. Infine, recenti studi suggeriscono un ruolo protettivo della vitamina C nei confronti della gotta.
Per quanto riguarda le terapie, febuxostat si è dimostrato un farmaco ipouricemizzante efficace nei pazienti con gotta, e a dosaggi pari o superiori a 80 mg ha dimostrato un’efficacia superiore ad allopurinolo al dosaggio massimo di 300 mg nel ridurre l’uricemia a breve termine. La terapia con febuxostat si è dimostrata sicura rispetto ad allopurinolo anche in pazienti con insufficienza renale lieve o moderata.
Il simposio di Bologna indagherà anche sui meccanismi che sono alla base del danno da acido urico nel sistema cardiocircolatorio. «I cristalli di urato che si depositano sulla parete dei vasi aumentano la possibilità di formazione della “placca” aterosclerotica, a cui contribuiscono anche i processi di sintesi dell’acido urico portando alla formazione di una grossa quantità di sostanze ossidanti che alterano l’endotelio della parete dei vasi rendendoli più suscettibili alla comparsa di aterosclerosi» spiega Borghi. «Varie ricerche hanno portato prove di una associazione tra iperuricemia e vasculopatie periferiche, carotidee e coronariche e con la comparsa di ictus, di preeclampsia e di demenza vascolare. L’associazione appare particolarmente stretta nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare e nelle donne, e nel simposio di Bologna contiamo di fornire nuovi contributo alla comprensione del ruolo dell’acido urico nello sviluppo di diverse patologie» conclude Borghi.

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Abruzzo: malattie renali in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Chieti 11 marzo dalle ore 10 alle 20 in piazza G. B. Vico  in occasione della Giornata Mondiale del Rene, sarà presente in piazza un’équipe specializzata per una campagna di sensibilizzazione sul tema delle malattie renali. I medici, inoltre, saranno a disposizione dei cittadini per dare informazioni e fornire materiale illustrativo che aiuti a comprendere l’importanza di una diagnosi precoce delle malattie renali. Sono sempre più diffuse in tutta la regione le malattie renali, e con esse il numero di dializzati e trapiantati, saliti rispettivamente a 1.064 e 257 nel 2009.  E’ quanto emerge dai dati del Registro Abruzzo di dialisi e trapianto. La rilevanza epidemiologica della Insufficienza Renale Cronica appare comunque molto più preoccupante. Si stima infatti che, nella popolazione generale, tra il 7% e il 10% delle persone possa avere un danno renale, di cui molto spesso ignora l’esistenza. Saperlo, invece, è di fondamentale importanza, poiché il rischio di evoluzione verso la fase avanzata dell’insufficienza renale (che rende necessario l’inizio della dialisi) è elevato ed è ancora maggiore quello di una malattia cardiovascolare invalidante o mortale. Di motivi per prestare un attimo di attenzione al rene, dunque, ce n’è più d’uno, ed è proprio questo  il messaggio che prova a lanciare la Clinica Nefrologica del Policlinico di Chieti,

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Nefrologia in terapia intensiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

I ricercatori della Terapia Intensiva del Dipartimento di Clinica Medica, Nefrologia e Scienze della Prevenzione dell’Università di Parma, diretta dal Prof. Enrico Fiaccadori, sono stati invitati a tenere una relazione scientifica all’interno della 14th Annual International Conference on Continuous Renal Replacement Therapies (CRRT 2009), che si è svolta a San Diego, in California, dal 25 al 28 febbraio scorsi, con il patrocinio della Società Internazionale di Nefrologia e dell’Acute Kidney Injury Network.Tale Congresso, che rappresenta il più importante appuntamento a livello mondiale sulla nefrologia in terapia intensiva, ha visto la partecipazione di circa 500 specialisti provenienti da tutto il mondo; oltre all’équipe del Prof. Fiaccadori, solo un altro gruppo di ricerca italiano (l’International Renal Research Institute della Nefrologia di Vicenza), ha ricevuto l’invito per presentare una relazione scientifica all’interno di questo prestigioso evento. Nel corso di tale appuntamento sono state presentate e discusse le più recenti acquisizioni scientifiche sulla patogenesi delle malattie renali di area critica. In particolare sono state approfondite le strategie emergenti di gestione dell’insufficienza renale acuta in corso di sepsi e danno multiplo d’organo, nonché le innovazioni tecniche nel campo del trattamento sostitutivo della funzione renale. Il Prof. Fiaccadori, nell’ambito di due simposi interattivi da lui anche moderati, ha trattato la fisiopatologia della malnutrizione e della nutrizione parenterale ed enterale nel paziente con insufficienza renale in rianimazione, ed ha discusso gli orientamenti diagnostico-terapeutici nella gestione di alcuni disturbi idroelettrolitici e dell’equilibrio acido-base tipici del paziente ricoverato in terapia intensiva.  Il Congresso di San Diego è stata anche l’occasione per un confronto su alcune metodiche d’avanguardia messe a punto proprio a Parma per la dialisi in terapia intensiva, con il preciso obiettivo di ridurre le complicanze legate al rischio di sanguinamento. Tali metodiche, che prevedono l’utilizzazione del citrato come anticoagulante regionale, verranno illustrate in maniera approfondita nell’ambito del Corso “Recenti acquisizioni nell’insufficienza renale acuta”, che si terrà a Parma nel settembre 2009, e che sarà organizzato dal Prof. Fiaccadori con il patrocinio della Società Italiana di Nefrologia.

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