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Posts Tagged ‘malattie respiratorie’

Inverno in arrivo: i consigli per chi soffre di asma e vuole fare attività fisica

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 ottobre 2017

asma-bronchialeLe malattie respiratorie croniche, in particolare l’asma, sono tra le principali cause di morbilità e mortalità e si prevede un trend in crescita per i prossimi anni. Secondo la Global initiative for asthma (Gina), sono trecento milioni le persone nel mondo che soffrono della malattia, una ogni venti, e in Europa ci sono oltre trenta milioni di asmatici. Con l’arrivo dell’inverno, l’aria fredda e umida può determinare un peggioramento in chi soffre di asma. «Lo sport espone indubbiamente la persona asmatica a stimoli spesso incontrollabili, come aria inquinata o fredda, determinando riacutizzazioni e un maggior uso di farmaci» avverte Mario Cazzola, Professore Onorario di Medicina Respiratoria all’Università di Roma Tor Vergata, durante il Simposio internazionale “Pharmacology and therapeutics of bronchodilators” organizzato dall’Università di Roma Tor Vergata e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Il paziente affetto da Asma ha le vie aeree più sensibili all’aria fredda e secca, e questa ipersensibilità comporta una reazione anomala ed eccessiva del muscolo liscio bronchiale, che si contrae e determina una broncostruzione. Le vie aeree si restringono determinando un passaggio dell’aria più difficoltoso. Tutto questo potrà determinare l’insorgenza di sintomi più o meno comuni di asma». Non soltanto l’aria fredda e umida rappresenta un fattore scatenante per l’asma. Anche alcune condizioni ambientali possono essere sfavorevoli alla pratica di esercizio fisico per un soggetto asmatico: Inquinamento dell’aria (questa condizione riguarda sia l’esercizio all’aperto, che quello praticato in luoghi chiusi con scarso ricambio d’aria)
– Inalazione di allergeni: pollini, muffe, polveri, epiteli di animali
– Irritanti chimici: fumo, odori intensi, esalazioni di sostanze chimiche volatili, scarichi di automobili, ozono
– Infezioni respiratorie (un episodio recente di infezione delle vie aeree può determinare una maggiore difficoltà nel praticare l’esercizio fisico)
– Eccesso di affaticamento, come: praticare uno sforzo al di sopra delle proprie possibilità
– Stress emotivo
Oltre a prestare attenzione a questi fattori di rischio, non sono da trascurare alcune semplici precauzioni, per esempio, un adeguato riscaldamento e una lenta fase defatigante (il cosiddetto “warm-up” e “cool-down”); è consigliabile avere sempre a disposizione un inalatore spray di broncodilatatore; assumere i farmaci per l’asma come da prescrizione medica; se in corso di esercizio fisico si dovesse presentare un problema respiratorio sarà necessario somministrare il medicinale prescritto dal medico, quindi sedersi e aspettare alcuni minuti per verificare che i sintomi migliorino. Se i sintomi migliorano in modo significativo, eseguire sempre un riscaldamento prima di ritornare gradualmente all’attività interrotta. «Comunque l’attività fisica nel soggetto asmatico non va demonizzata, è utile per migliorare la performance ventilatoria rinforzando i muscoli respiratori e permettendo di mantenere un peso ottimale» aggiunge Paola Rogliani, Docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università di Roma Tor Vergata. «Però l’attività fisica può essere praticata solo se l’asma è ben controllato clinicamente. Sarà il medico a stabilire se l’asma è sotto controllo, se si può praticare attività fisica e a quali livelli agonistici, quali terapie utilizzare in questi pazienti a iniziare dai broncodilatatori. Da farmaci utilizzati per ridurre i sintomi delle malattie respiratorie, i broncodilatatori hanno beneficiato della ricerca scientifica e oggi sono considerati un elemento essenziale nel trattamento delle patologie».

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A Genova un meeting internazionale dedicato alle malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

porto antico genovaGenova dal 16 al 18 febbraio 2017 Palazzo Ducale, in Piazza Giacomo Matteotti 9 il primo meeting internazionale dal titolo “Focus on upper & lower airways distasse”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Presidente è Giorgio Walter Canonica, Docente di Asma e Allergia Clinica al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas di Rozzano, Milano e al Dipartimento di Medicina Interna all’Università di Genova. l meeting si apre con due sessioni dedicate agli aspetti fisiologici diagnostici per proseguire con sessioni riguardanti l’immunoterapia e la medicina di precisione nelle allergie, l’aderenza alle terapie nell’asma e le terapie con i farmaci biologici, l’evoluzione e l’epidemiologia della BPCO-Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, la doppia e tripla terapia, le innovazioni negli inalatori per la BPCO.
«Lo scopo del meeting è la segnalazione e la diffusione dei più recenti dati riguardanti queste malattie» spiega Canonica. «Dobbiamo sottolineare che entro il 2020 la BPCO diventerà la quarta causa di morte nel mondo e anche l’asma è destinata a diventare un’importante causa di morte. Saranno presentati dati davvero recenti riguardanti le difficoltà nel gestire le malattie respiratorie, sia da parte dei medici sia da parte dei pazienti, i problemi riguardanti l’aderenza alla terapia, soprattutto nei pazienti più giovani.
Un altro argomento che tratteremo sarà il rapporto tra malattie respiratorie e altre patologie. Oggi non curiamo malattie, ma curiamo pazienti, che spesso sono affetti anche da altre patologie concomitanti e di questo dobbiamo tenerne conto».

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A Genova un meeting internazionale dedicato alle malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

porto antico genovaGenova dal 16 al 18 febbraio 2017 Palazzo Ducale, in Piazza Giacomo Matteotti 9 primo meeting internazionale dal titolo “Focus on upper & lower airways distasse”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Presidente è Giorgio Walter Canonica, Docente di Asma e Allergia Clinica al Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas di Rozzano, Milano e al Dipartimento di Medicina Interna all’Università di Genova. l meeting si apre con due sessioni dedicate agli aspetti fisiologici diagnostici per proseguire con sessioni riguardanti l’immunoterapia e la medicina di precisione nelle allergie, l’aderenza alle terapie nell’asma e le terapie con i farmaci biologici, l’evoluzione e l’epidemiologia della BPCO-Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, la doppia e tripla terapia, le innovazioni negli inalatori per la BPCO.
«Lo scopo del meeting è la segnalazione e la diffusione dei più recenti dati riguardanti queste malattie» spiega Canonica. «Dobbiamo sottolineare che entro il 2020 la BPCO diventerà la quarta causa di morte nel mondo e anche l’asma è destinata a diventare un’importante causa di morte. Saranno presentati dati davvero recenti riguardanti le difficoltà nel gestire le malattie respiratorie, sia da parte dei medici sia da parte dei pazienti, i problemi riguardanti l’aderenza alla terapia, soprattutto nei pazienti più giovani.
Un altro argomento che tratteremo sarà il rapporto tra malattie respiratorie e altre patologie. Oggi non curiamo malattie, ma curiamo pazienti, che spesso sono affetti anche da altre patologie concomitanti e di questo dobbiamo tenerne conto».

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Inquinamento e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2016

oms sedeSono tra i 100 e i 150 milioni le persone affette da asma a livello mondiale e sarebbero circa 180mila ogni anno le morti ad essa associate (dati OMS). In particolare in Italia ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie dovute alla presenza di pollini nell’aria, di cui circa 4 milioni ricorrono a cure. Circa il 15%-20% della popolazione italiana soffre di allergie, fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani e le donne. In quest’ottica, la qualità dell’aria diventa sempre più prioritaria per la salute umana, in quanto i pollini e gli inquinanti sono fonte di malattie respiratorie.Proprio per questo motivo il CREA, con il suo centro di Selvicoltura, ha partecipato al progetto Oasi del Respiro, presentato lo scorso 4 giugno a Nocera Umbra, in occasione della prima Consensus Conference delle Associazioni di pazienti affetti da malattie respiratorie. Il progetto nasce con l’intento di fornire alle amministrazioni locali strumenti per la conoscenza della qualità dell’aria nel proprio territorio. Il CREA, attraverso un’intensa attività di monitoraggio floristico, ha individuato alcune aree “pulite” particolarmente preziose per gli asmatici, gli allergici e gli sportivi. Ne è derivata una sorta di certificazione ambientale, consistita in una mappatura di Percorsi Oasi del Respiro, ad alta accessibilità, in aree selezionate di media montagna e di alcune strutture recettive impegnate nella tutela del benessere respiratorio dei propri ospiti. Inoltre ha contributo al piano del verde ipoallergenico del comune di Nocera Umbra per un’oculata gestione del verde urbano orientata alla riduzione dell’allergenicità e dell’impatto sulla salute umana (indicazioni anche sulla sostituzioni di specie fortemente allergeniche o per la periodica potatura di aiuole). In aggiunta, all’inizio del prossimo anno verrà edita una app di fruizione adatta ad ogni cittadino, una volta ottenuti i risultati del primo anno di monitoraggio. «Rendere la vita migliore ogni giorno – ha spiegato Ida Marandola, Direttore Generale del CREA – a partire da quel che respiriamo. Questo dovrebbe essere l’obiettivo della ricerca. La competenza scientifica dei nostri ricercatori utilizzata a 360 gradi – dal monitoraggio dell’aria alla pianificazione e gestione del verde urbano – per consentire a tanti nostri concittadini, soprattutto bambini, di fronteggiare i disturbi respiratori legati ad asma ed allergie».

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Monitoraggio malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Zcube Srl, research venture di Zambon Co. SpA, impresa italiana leader nel settore farmaceutico, e Arizona Technology Enterprises (AzTE), technology venture dell’Arizona State University (ASU), hanno stipulato un accordo di licenza che consentirà a Zcube di utilizzare la tecnologia messa a punto nei laboratori dell’ASU per sviluppare e commercializzare dispositivi destinati a monitorare, prevenire e trattare più efficacemente le malattie respiratorie croniche, come l’asma.   Gli strumenti attualmente in uso per la misura nelle esalazioni umane della concentrazione di markers rilevanti come l’ossido di azoto (NO) per determinare con precisione l’infiammazione polmonare, lo stato della malattia e conseguentemente le terapie necessarie, sono ingombranti, di utilizzo complesso e costosi. La tecnologia ideata nel laboratorio del Prof. NJ Tao al Biodesign Institute dell’ASU ha consentito di realizzare sensori miniaturizzati: i dispositivi basati su questi piccoli chip avranno la stessa dimensione degli attuali inalatori per l’asma, funzioneranno con batterie ricaricabili e potranno essere realizzati a costi ridotti grazie al sensore di proprietà e alla micro-elettronica.
L’obiettivo è mettere a punto un dispositivo che misuri la concentrazione dei marker in tempo reale per aiutare i medici a regolare il dosaggio di un farmaco per via inalatoria. Inoltre la possibilità di acquisire i dati in modo preciso attraverso un microcontroller e di trasmetterli in tempo reale via Bluetooth consentirà al pazienze di effettuare le misurazioni ovunque si trovi.  Se combinato con la tecnologia GPS, il dispositivo potrà anche indicare il luogo dove si trova il paziente. Un’innovazione importante per il trattamento della malattia in grado di fornire indicazioni precise a pazienti ed operatori sanitari sulle aree geografiche dove si sono diffusi gli agenti che hanno provocato l’asma.Zcube è stata fondata nel 2003 con l’obiettivo di supportare il settore emergente delle bioscienze e della ricerca in tutto il mondo. Dal 2007 Zcube focalizza la sua attività in modo particolare sui sistemi di drug delivery e sui dispositivi diagnostici per svariati settori terapeutici, annoverando diverse collaborazioni con università europee. USA ed israeliane. Zcube è inoltre “Limited Partner” di Mission Bay Capital, LLC, un fondo di investimenti dedicato alle start-up e alle imprese fortemente innovative nel campo delle bioscienze collegate alle Università di San Francisco (UCSF, Berkeley e UC Santa Cruz) ed anche membro dell’Industrial Advisory Board dell’ incubatore Quantitative Biosciences (QB3) di San Francisco. AzTE ha riconosciuto in Zcube il partner ideale con cui condividere il focus sul settore emergente della diagnostica e che può aiutare a colmare il gap tra le conquiste della ricerca e il loro sbocco commerciale.
AzTE è un’organizzazione non-profit che opera per la gestione della proprietà intellettuale e del trasferimento di tecnologie sviluppate dall’ASU e dai suoi centri di ricerca. http://www.azte.com/
Zcube, Research Venture di Zambon Company S.p.A., è leader mondiale nell’integrazione tra l’attività di ricerca sperimentale e la pratica clinica con particolare riferimento allo sviluppo e commercializzazione di innovativi sistemi di drug delivery e medical devices provenienti dal mondo scientifico-accademico internazionale.
Zambon Company SpA, fondata nel 1906, è presente in 15 Paesi ed in 3 continenti (Europa, Asia, Nord e Sud America), include il business farmaceutico (Zambon SpA) e quello chimico (ZaCh System) ed impiega oltre 2.500 persone con un fatturato consolidato nel 2009 pari a 542 milioni di euro.

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Impegno mondiale contro le malattie respiratorie croniche

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Federazione Europea delle Associazioni dei Pazienti Affetti da Malattie Allergiche e Respiratorie (EFA) hanno annunciato che raduneranno più di 150 delegati internazionali per discutere della crescente epidemia di malattie respiratorie croniche (CRD, Chronic Respiratory Diseases) che affliggono un miliardo di persone in tutto il mondo(1,2,3) e a cui si devono quattro milioni di decessi l’anno( La conferenza, durante la quale verrà discussa l’implementazione di un’iniziativa quinquennale per unire responsabili delle politiche, fornitori e gruppi di pazienti, si terrà a Roma il 12 e il 13 giugno a cura del Ministero Italiano della Salute. La conferenza verrà condotta da uno dei massimi esperti di problemi respiratori, Jean Bousquet, professore di medicina polmonare presso l’Università di Montpellier e presidente dalla GARD dell’OMS: “Il peso delle allergie, dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) in Europa e nel resto del mondo è tale che il costo dell’inerzia è inaccettabile. L’OMS ha riconosciuto l’enorme sofferenza umana dovuta alle malattie respiratorie croniche e quindi ha fatto delle CRD una delle sue priorità nel 2008-2013.”  L’Alleanza Globale contro le Malattie Respiratorie Croniche (GARD) rappresenta un contributo all’impegno generale dell’OMS volto a prevenire e controllare le malattie respiratorie croniche. La GARD è un’alleanza volontaria di organizzazioni, istituti e agenzie nazionali e internazionali di vari paesi che lavorano per un obiettivo comune, ossia la riduzione del peso delle malattie respiratorie croniche. La sua visione è un mondo in cui tutti possano respirare liberamente.  Le malattie respiratorie croniche comprendono un’ampia gamma di malattie respiratorie curabili e, in alcuni casi, prevenibili che vanno da asma, allergie respiratorie e broncopneumopatia cronica ostruttiva fino a pneumopatie professionali, sindrome delle apnee del sonno e ipertensione polmonare. Centinaia di milioni di persone soffrono tutti i giorni di malattie respiratorie croniche. Secondo le ultime stime dell’OMS (2007), attualmente 300 milioni di persone sono affette da asma, 210 milioni da BPCO e milioni di persone soffrono di rinite allergica e altre malattie respiratorie croniche spesso sotto-diagnosticate

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Boom malattie respiratorie a Brescia

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2009

La responsabile per la provincia di Brescia dell’Italia dei Diritti denuncia l’insalubrità dell’aria come uno dei principali motivi di malattie respiratorie Il direttore dell’Unità di pneumologia dell’Ospedale Civile di Brescia Gianfranco Tassi denuncia la predisposizione dei cittadini della città lombarda, in particolare di sesso maschile, ad ammalarsi di malattie respiratorie quali bronchiti, enfisema, difficoltà dell’apparato respiratorio e nei casi più gravi di cancro ai polmoni. Le cause delle patologie sono legate innanzi tutto al tabagismo ma anche alle sostanze nocive per la salute di cui è satolla l’aria che respirano i bresciani. La responsabile dell’Italia dei Diritti per la provincia di Brescia Marzia Serra si associa all’allarme lanciato dal professor Tassi e dichiara: ” Brescia è piena di industrie e di conseguenza di gas di scarico. Inoltre non è molto diffusa tra i bresciani l’abitudine di lasciare in garage le automobili e spostarsi con i mezzi pubblici o ancor meglio in bicicletta”. La Serra pur riconoscendo che l’amministrazione comunale bresciana ha avviato delle misure contro le emissioni di gas nocivi auspica che vengano potenziate così come si augura che vengano fatte delle campagne per sensibilizzare i cittadini all’utilizzo della bicicletta. Importante,per la responsabile bresciana del movimento presieduto da Antonello De Pierro,è la promozione dell’energia alternativa come il riciclo dell’acqua piovana che nella zona cade molto copiosa. La Serra si complimenta infine con gli ospedali bresciani in cui ci sono reparti eccellenti come quello del professor Tassi che non solo curano il paziente nel momento in cui si ammala ma attivano anche campagne di prevenzione come l’ambulatorio per aiutare a smettere di fumare.

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