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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘malattie’

Malattie neuromuscolare e intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2022

Roma Martedì 22 novembre alle ore 11:00, presso l’Auditorium dell’Ara Pacis, le voci dei pazienti, delle istituzioni e di esperti del mondo accademico, clinico e dell’industria si uniranno per accendere i riflettori sulla realtà attuale, sui bisogni e sulle prospettive future che vedono la “casa intelligente” al centro di nuove opportunità per chi affronta una disabilità motoria, come quella delle persone che vivono con malattie neuromuscolari e neurodegenerative. Il progetto “SMART HOME: Abitiamo nuovi spazi di libertà”, promosso da Biogen e dai Centri Clinici NeMO, in collaborazione con NeMO Lab e con il Patrocinio delle Associazioni Pazienti Famiglie SMA (Genitori per la Ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterla Amiotrofica). I principali relatori e protagonisti del 22 saranno: Alberto Fontana, Presidente dei Centri Clinici NeMO Valeria Sansone, Direttore Clinico e Scientifico del Centro Clinico NeMO di Milano e Professore dell’Università degli Studi di Milano Alberto Arenghi, Professore di Architettura Tecnica, Università degli studi di Brescia (da remoto) Emanuele Frontoni, Direttore Scientifico Nemo Lab e Professore di Computer Science presso l’Università degli Studi di Macerata e Co-Director del Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab (VRAI) dell’Università Politecnica delle Marche Stefano Regondi, Direttore Generale dei Centri Clinici NeMO e di NeMOLab. Nell’incontro sarà presentato ufficialmente alla stampa e alle istituzioni presenti – fra cui la Ministra per le Disabilità, l’On. Alessandra Locatelli – il “Forward Paper” al centro del progetto: un documento, scritto da un team multidisciplinare, che guarda al futuro, per delineare bisogni, opportunità e linee concrete d’azione per realizzare un futuro in cui la tecnologia e i sistemi di controllo ambientale applicati all’ambiente domestico possano essere una realtà accessibile per tutti coloro che affrontano gravi disabilità. E come – in progetti come questo – la partnership pubblico/privato sia fondamentale, soprattutto perché il privato non ha nessun ritorno profit, ma ha “solo” il pieno interesse di prendere in cura il paziente a 360° anche e soprattutto nei suoi bisogni quotidiani.

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Consenso sulla gestione del bambino febbrile in presenza di altre malattie o COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2022

Nel 2017, la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha pubblicato un aggiornamento delle linee guida per la gestione della febbre nel bambino. Tuttavia, a livello regionale sono ancora presenti approcci differenti, così come tra setting di cura ospedaliero e di Medicina di territorio, e la pandemia da COVID-19 ne ha fatti emergere di nuovi.Per questo motivo, un gruppo di esperti pediatri ha utilizzato il metodo Delphi per valutare il livello di consenso tra i pediatri italiani sulla gestione del bambino febbrile, sia in termini di appropriatezza terapeutica sia nella gestione in presenza di altre patologie, incluso il COVID-19. Il metodo Delphi è una tecnica robusta con cui si possono consultare esperti in maniera indipendente, attraverso una serie di questionari, ricevere in forma anonima un feedback durante le interazioni con esperti autorevoli e arrivare a un consenso condiviso. Questo metodo risulta particolarmente utile nell’indirizzare il clinico quando non esiste un gold standard o quando ci si trova in situazioni inaspettate come nel caso di pandemia di COVID 19. Gli Autori hanno raccolto linee guida e documenti di consenso sulla gestione della febbre in età pediatrica per valutare lo stato dell’arte a livello nazionale. In base ai risultati della ricerca, è stato stilato un questionario condiviso via internet con il panel di esperti provenienti da tutta Italia e con esperienza clinica > 10 anni nel trattamento del bambino con febbre. Dopo il primo giro di condivisione, gli Autori hanno raccolto e analizzato le risposte del panel di esperti e prodotto un secondo questionario, nuovamente sottoposto al panel per il consenso finale. Dei 500 pediatri esperti invitati a partecipare, il 16% ha aderito volontariamente al Delphi e il 75% di essi ha risposto a entrambi i questionari.Secondo i risultati del Delphi, i pediatri italiani concordano nella maggior parte delle affermazioni sulla gestione della febbre in età pediatrica.In particolare, l’uso di paracetamolo come antipiretico di prima scelta nei bambini ha raggiunto un alto livello di consenso grazie alla sua nota efficacia antipiretica e alla sua elevata tollerabilità alle dosi raccomandate (15mg/kg ogni 6 ore). Il panel ha riconosciuto l’appropriatezza terapeutica di paracetamolo nel trattamento della febbre del bambino disidratato, con o senza gastroenterite acuta, e in presenza di altre patologie come asma, malattia renale severa e sospetto di malattie infiammatorie delle basse vie aeree. Inoltre, il panel ha raggiunto un consenso sull’uso di paracetamolo in monoterapia come trattamento antipiretico di prima scelta per la gestione della febbre nel bambino con infezione da SARS-CoV-2. In assenza di una raccomandazione esplicita da parte delle attuali linee guida, questi risultati riflettono una omogeneità di opinioni derivate dalla pratica clinica individuale.In conclusione, la pubblicazione riporta che questa iniziativa di consenso che utilizza il metodo Delphi ha rivelato un alto livello di consenso tra i pediatri italiani su diversi aspetti della gestione dei bambini con febbre. In particolare, è stato raggiunto un consenso sull’adeguatezza di tutte le affermazioni sulle raccomandazioni fornite dalle agenzie regolatorie e dalle linee guida e sulla posizione di paracetamolo come trattamento sintomatico di prima scelta per la febbre nei bambini. (fonte doctor33)

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Malattie infettive in ortopedia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2022

Roma dal 20 al 22 ottobre 2022 Auditorium “V. Nobili” ospedale pediatrico Bambin Gesù sede San Paolo. Saranno le malattie infettive osteo-articolari il tema al centro della prima giornata del XXIV Congresso Nazionale SITOP (Società Italiana Traumatologia e Ortopedia Pediatrica) dal titolo ‘Le infezioni dell’apparato locomotore in età evolutiva e le fratture esposte e il trauma maggiore. Un argomento, quello delle malattie infettive, “sul quale sentivamo l’esigenza di aggiornarci- spiega il past president della Società scientifica, Cosimo Gigante- e che è di stringente attualità, perché, la pandemia da Covid-19 ce lo ha ricordato, le malattie infettive sono tutt’altro che un retaggio del passato”. In ambito articolare ci sono alcune malattie che, seppur rare, hanno fatto registrare negli ultimi anni un aumento dell’incidenza. È il caso, ad esempio, della piomiosite, un’infezione settica muscolare “che un tempo era esclusivo appannaggio dei paesi tropicali ma che oggi, a seguito dei cambiamenti climatici, si riscontra sempre più frequentemente anche nei climi temperati”, spiega Gigante che a questa malattia dedicherà un articolato intervento nel corso della seconda giornata di Congresso. Una malattia, la piomiosite, che a volte può entrare in diagnosi differenziale con un’altra malattia rara: l’artrite settica dell’anca. Quest’ultima è anch’essa una malattia abbastanza rara (5 casi ogni 100mila abitanti in età pediatrica) che interessa nel 50% dei casi neonati e bambini nella prima infanzia con una prevalenza nel sesso maschile di 2 a 1, “probabilmente anche per il fatto che tra gli elementi predisponenti alla malattia ci sono i traumi”, precisa Gigante. Anche a questo tema sarà dedicato ampio spazio nell’ambito della prima giornata di Congresso, con l’obiettivo di formare adeguatamente i medici e aggiornarli sull’argomento onde evitare diagnosi tardive che possano mettere a rischio la qualità di vita dei bambini una volta diventati adulti. Tra gli altri temi affrontati nell’ambito della tre giorni: le fratture esposte e il trauma maggiore; la realtà italiana sul tema del Trauma Center pediatrico; la medicina nucleare; e la diagnostica per immagini. La prima parte del Congresso sarà dedicata al tema delle infezioni, mentre nella seconda si approfondiranno le tematiche inerenti alla traumatologia. Fonte: https://www.sitop.it/wp-content/uploads/2022/09/CONGRESSO_SITOP_PRELIMINARE_7settembre_v10-2.pdf

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Dolcificanti artificiali e malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 settembre 2022

L’assunzione di dolcificanti artificiali da tutte le fonti alimentari è associata a un aumento del rischio complessivo di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal. «Il nostro lavoro differisce da quelli condotti in precedenza, in quanto considera l’assunzione di dolcificanti artificiali contenuti nei cibi e nelle bevande, invece di concentrarsi principalmente sul contenuto di dolcificanti artificiali delle sole bevande» afferma Mathilde Touvier, della Sorbonne Paris Nord University, Francia, autrice senior dello studio. In effetti, poco più della metà dell’assunzione di dolcificanti artificiali nello studio proveniva dalle bevande, mentre il resto derivava da dolcificanti e alimenti. I ricercatori hanno studiato 103.388 adulti francesi nella coorte NutriNet-Sante, il 37,1% dei quali aveva segnalato di consumare dolcificanti artificiali. I dolcificanti valutati erano principalmente aspartame (58% dei casi), acesulfame potassico (29%) e sucralosio (10%), e il rimanente 3% era costituito da vari dolcificanti tra cui ciclammati e saccarina. In un follow-up medio di nove anni, l’assunzione di dolcificanti artificiali è risultata associata a un aumento del 9% del rischio di eventi cardiovascolari o cerebrovascolari, tra cui infarto del miocardio, sindrome coronarica acuta, angioplastica, angina, ictus o attacco ischemico transitorio. L’assunzione media di dolcificanti artificiali tra coloro che li utilizzavano è stata di 42,46 mg/die, corrispondente a circa un singolo pacchetto di dolcificante da tavola o 100 ml di bevanda gassata dietetica. «Non abbiamo prove sufficienti per definire una quantità di dolcificante artificiale sicuramente dannosa, ma abbiamo osservato un’associazione dose-effetto, dato che il rischio di eventi cardiovascolari cresce con un consumo maggiore di dolcificanti» prosegue Touvier. Il tasso di incidenza assoluta di eventi cardiovascolari o cerebrovascolari nei consumatori di quantità più elevate di dolcificante è risultato pari a 346 per 100.000 anni-persona rispetto a 314 per 100.000 anni-persona in coloro che non li utilizzavano. Ulteriori analisi più dettagliate hanno suggerito che l’aumento del rischio di eventi cerebrovascolari era associato in particolare all’assunzione di aspartame, mentre l’acesulfame potassico e il sucralosio erano correlati a un aumento del rischio di malattia coronarica. Lo studio ha utilizzato un metodo abbastanza affidabile di valutazione della dieta, con registrazioni ripetute di 24 ore, che sono state convalidate da interviste con un dietista qualificato e tramite i biomarcatori del sangue e delle urine. «Sebbene questo studio abbia molti punti di forza, da solo non può dimostrare una relazione causale tra dolcificante artificiale e aumento del rischio cardiovascolare. Abbiamo bisogno che le agenzie sanitarie esaminino tutta la letteratura sull’argomento» afferma Touvier. Gli esperti sono convinti che gli studi osservazionali costituiranno la base delle prove sugli effetti dei dolcificanti artificiali sulla salute. «Gli studi randomizzati in quest’area possono guardare solo a risultati a breve termine, come l’aumento di peso o i cambiamenti dei biomarcatori. Quindi, dovremo utilizzare studi osservazionali insieme alla ricerca sperimentale per costruire le prove, come è successo con il fumo di sigaretta e il cancro ai polmoni» concludono gli autori. (fonte doctor33)

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Malattie delle valvole cardiache

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

Si conferma intenso il mese di settembre per le malattie del cuore. Oltre all’attesa Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre), l’attenzione alle malattie delle valvole cardiache è stata al centro della settimana Europea appena conclusa (12-18 settembre) che ha coinvolto oltre 30mila italiani sopra i 65 anni che vengono analizzati in un importante progetto di screening. In queste settimane, la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) sta promuovendo un programma di screening cardiologici rivolti alla popolazione sopra ai 65 anni coinvolgendo 10 paesi geograficamente distribuiti nel territorio italiano, selezionati per dimensione (1.500-2.000 abitanti) e vicinanza a 10 Istituti cardiologici. “L’aspettativa di vita è cresciuta di 10 anni negli ultimi 4 decenni e molto del merito è da attribuirsi ai passi in avanti compiuti dalla cardiologia. Questo ha però aperto il varco all’emergere di molte malattie legate alle patologie degenerative delle valvole cardiache – interviene Alessandro BOCCANELLI, Vice-Presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) e UniCamillus University Rome – ed è fondamentale non solo continuare a guadagnare ulteriori anni di vita ma anche assicurarne un miglioramento della qualità della stessa. Lo screening che stiamo conducendo ha una valenza unica nel suo genere visto che non è mai stato fatto finora sulla popolazione italiana. Attraverso l’impegno dei Comuni e dei medici di famiglia siamo riusciti a coinvolgere la popolazione per un totale di circa 1.500 persone sopra ai 65 anni che vengono sottoposte ad elettrocardiogramma e, in caso di anomalie a un’ecografia. Un grande traguardo utile per strutturare interventi mirati per quella che viene definita “prevenzione di precisione” e che speriamo di poter concretizzare con i risultati dello screening attesi a ottobre”.L’opuscolo (cartaceo e digitale su http://www.fondazionecuore.it), viene distribuito in migliaia di copie tramite le associazioni di Conacuore (Coordinamento nazionale associazioni di volontariato cardiopatici) in occasione delle iniziative della Giornata Mondiale per il Cuore nel mese di settembre. Le Malattie delle valvole cardiache colpiscono ogni anno il 12,5% degli ultra 65enni (pari a oltre 1 su 10), ovvero oltre 1 milione di persone, con una previsione di crescita del 25% nel 2030, fino a toccare il 33% nel 2040 (dati ISTAT 2021). Si tratta di patologie cronico-degenerative e fra esse vi sono le malattie valvolari, quali la stenosi aortica e il rigurgito mitralico e tricuspidale. Sono sempre più spesso riconducibili ad un declino funzionale e all’invecchiamento della popolazione. Vanno monitorate nel tempo e, in caso di necessità, possono richiedere la riparazione e/o la sostituzione delle valvole cardiache. Se non trattate, queste patologie sono causa di morte nel 90% dei casi a 5 anni dalla loro diagnosi. Fare diagnosi precoce in modo semplice per individuare in anticipo le malattie delle valvole cardiache permette di trattare tempestivamente queste patologie che, pertanto, si possono anche curare in modo non invasivo, con degenza ospedaliera ridotta in termini di tempo, ripresa più rapida e minori sofferenze per i pazienti. (abstract)

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Sole, mare e montagna e malattie reumatologiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 agosto 2022

Per chi soffre di malattie reumatologiche, come artriti, artrite psoriasica, lupus e sclerosi sistemica, l’estate può offrire opportunità per prendersi cura di sé, condividere momenti sociali all’aperto, fare moderata attività fisica: sono però necessarie alcune accortezze a seconda della patologia e del trattamento farmacologico cui si è sottoposti. La luce del sole, l’altitudine e il caldo possono creare anche complicazioni.Le malattie reumatologiche, che in Italia coinvolgono 15 milioni di persone, sono patologie croniche molte delle quali di origine ancora sconosciuta, che possono avere pesanti riflessi sulla qualità di vita dei malati.Ecco, quindi, alcune indicazioni degli esperti utile per un’estate più serena e consapevole: Esposizione al sole? Da valutare attentamente. Per chi soffre di Lupus e connettiviti con anticorpi SSA/Ro l’esposizione al sole non è indicata, può aggravare la malattia sia dal punto di vista cutaneo (alcuni dermi soffrono di lucite, con intolleranza ai raggi solari), può riattivare la malattia negli organi interni. In questi casi si consiglia di essere particolarmente attenti, indossare cappelli e indumenti a maniche lunghe, evitare di uscire quando il sole è a picco (11-15), usare creme con protezione molto alta (>50), stare all’ombra.Per chi soffre di psoriasi invece la luce del sole (i raggi UVA) ha un effetto benefico, quindi ci si può esporre, con moderazione. L’acqua di mare, contrariamente a quanto si crede, non ha dei benefici diretti, solitamente si riscontra un miglioramento che è probabilmente collegato a una maggiore esposizione della pelle al sole.Il caldo migliora la percezione di benessere articolare e muscolare perché rende più elastici i tessuti, ma in realtà non provoca un vero effetto curativo sull’evoluzione dell’artrite e dell’artrosi. Chi soffre di artrosi può avere un beneficio dalla stagione calda, ma attenzione perché quando le articolazioni sono fortemente infiammate, come nel caso di una artrite attiva, non conviene esporle al calore, occorre aspettare una fase di remissione della malattia.Importante evitare di andare in disidratazione: chi soffre di malattie reumatiche sistemiche, che coinvolgono gli organi interni, tra cui i reni, deve bere spesso assumendo liquidi e con frutta e verdura. Chi assume poi il cortisone, ed è soggetto a crampi e sudorazione, deve fare attenzione a integrare sali minerali come magnesio e potassio.La pratica del nuoto è molto indicata perché i movimenti nell’acqua sono attutiti e le articolazioni sono meno stressate, nel caso di spondilite anchilosante per esempio il nuoto è proprio una pratica terapeutica per mantenere una buona postura della colonna vertebrale; quindi, con le accortezze dell’esposizione al sole già citate, il bagno si può fare. In alcune situazioni come sclerosi sistemica e connettiviti che causano il fenomeno di Raynaud (le dita di mani e piedi diventano bianche e poi di colore bluastro), scatenato dal freddo e dallo sbalzo di temperature, anche in estate se si sta al caldo torrido e poi si va in acqua fredda si può provocare questa reazione.La vita di montagna non cambia molto la gestione della propria malattia: è bene ricordare che in alta montagna a causa dell’altitudine la pressione atmosferica scende, e questo può comportare una maggiore sensazione dolorosa, senza però causare danni. Chi invece soffre di malattie reumatologiche che coinvolgono anche polmoni o cuore deve stare molto attento in alta montagna per la riduzione dell’ossigeno, che potrebbe aggravare i problemi di respirazione. (abstract)

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Le malattie sensibili al clima comprendono circa il 70% dei decessi globali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2022

Quelle cardiovascolari costituiscono la percentuale maggiore (il 32,8%). È uno dei dati contenuti nel report “Il cambiamento climatico in Italia: l’impatto sulla salute umana e i processi di adattamento. Lo scenario italiano alla luce del documento Climate Change Is A Health Crisis”, realizzato dall’Italian Institute for Planetary Health (IIPH), un Istituto dal respiro internazionale, nato nel 2019 dalla collaborazione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università Cattolica, che ha lo scopo di salvaguardare la salute dell’uomo mantenendo in buona salute anche il nostro Pianeta. La ricerca, presentata oggi, sottolinea come l’impatto dei cambiamenti climatici sia fortemente dannoso per la salute e il benessere umano, ed evidenzia come l’Italia, nel contesto europeo, sia al momento il Paese che sta pagando il prezzo più alto come confermano, ad esempio, i dati relativi agli incendi: nel 2021, infatti, l’Italia è stato il Paese in area Ocse con il maggiore numero di incendi registrati: 1.422. Dopo la Turchia, il nostro è stato il secondo Paese per superficie bruciata con ben 159.537 ettari. Si tratta numericamente del dato più alto registrato nell’ultimo decennio. Dagli incendi alle ondate di calore, il dato non cambia. Nell’anno 2020 l’Italia ha segnato uno degli incrementi di temperatura maggiori in tutta Europa, con +1,54 °C rispetto alla media del periodo 1961-1990 e continua a surriscaldarsi più velocemente della media globale. Questi numeri, confermati anche dal dato sempre più allarmante legato alle vittime per i disastri climatici, che in Europa ha superato il numero di 650mila casi negli ultimi 50 anni, hanno spinto gli esperti della sanità a lanciare un allarme alle Istituzioni. Per Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, “il Rapporto delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, pubblicato due mesi fa, è stato silenziato. In Italia non ha avuto alcun ascolto, eppure è strano, lo stiamo vedendo in questi giorni, perché il nostro è uno dei Paesi più colpiti dal cambiamento climatico e forse quello che necessita di più di interventi urgenti”. L’Italia, ha aggiunto Ricciardi, “è il Paese che ha avuto il maggior numero di incendi in Europa, il secondo al mondo, e che ha la più alta desertificazione, come stiamo vedendo dalla siccità del Po, dalla difficoltà di irrigare la Pianura Padana. È il Paese che sta vivendo più ondate di calore, quello che sta vedendo l’insorgenza di nuove malattie infettive da vettori, sono già 3 i morti per West Nile Fever, una malattia trasmessa dalle zanzare, che stanno ritornando a infestare parti importanti del nostro territorio. È importante combattere questo cambiamento climatico, abbiamo le soluzioni ma vengono largamente ignorate, anche perché questo ha un impatto enorme sulla salute mentale della popolazione e sul benessere”.

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Geopolitica e le sue malattie infantili

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2022

Vincenzo Olita direttore Società libera con il suo ultimo articolo, che mi ha inviato giorni fa, mi consente di aggregare alcuni suoi passaggi con le mie personali conversazioni che sullo stesso argomento ho avuto con giornalisti e politologi ucraini e russi conosciuti a Roma presso la sala stampa estera. Il tutto è iniziato quando, negli anni Novanta dello scorso secolo, in pochi mesi l’Urss si è dissolta lasciando al loro destino i diversi paesi dell’Europa orientale che aveva conquistato e dominato dalla fine della Seconda guerra mondiale. A questo riguardo Olita si spinge più indietro andando al “maggio del 1920 quando Vladimir Lenin pubblicò un saggio che sarebbe entrato nella storia del comunismo, un lavoro che influenzò non poco il cammino della Terza Internazionale definendo l’estremismo, una malattia infantile del comunismo.” E considerandolo “una connotazione patologica che spesso ha caratterizzato movimenti rivoluzionari sia in fase di nascita che di affermazione: in quest’ultima annoveriamo anche i maturi sistemi politici che, abbagliati dai propri risultati e dalle acquisite posizioni, hanno ritenuto di poter e dover osare per ulteriori traguardi. E’ il caso della Turchia di Erdogan, degli Usa di Biden, della Cina di Xi Jinping, non trascurando instabili sistemi come i talebani afghani o i nordcoreani di Kim Jong-un”. Si tratta di “un’ampia visione geopolitica, per gli affari esteri, che ha portato i grandi Paesi a praticare un estremismo diplomatico e militare che ha assunto, a tratti, veste imperiale”. E da questo precedente l’occidente non sembra averne avuta la piena consapevolezza e quindi la capacità di adottare adeguati antidoti. In pratica ci saremmo aspettati una risposta efficace dall’Occidente ed invece dobbiamo evidenziare su quel fronte “una crisi, legata alla perdita di qualsivoglia visione strategica soprattutto da parte di tre istituzioni: l’ONU, l’Ue e la NATO. Un deficit che è diventato plateale con la guerra in Ucrina e dalla necessità di riconsiderare molte delle sue Agenzie: dalla Fao all’OMS.L’Ue, ora vive un momento di buona visibilità, proprio grazie al conflitto in atto da cinque mesi. La vulgata è la straordinaria evidenza data all’unità politica dei 27, alla complessiva strategia per il sostegno all’Ucraina e per il superamento della crisi energetica, insomma, un vero modello di generale e unitaria resilienza: immancabile inservibile espressione, in cui tutto viene esaltato e magnificato, perfino un viaggio in treno di 3 leader politici comunitari è stato continuamente presentato come fatto storico che passerà alla storia. Noi, invece, crediamo che sostanzialmente nulla sia mutato. E in questa circostanza Putin, il Vladimir del XXI secolo, si trova nella stessa posizione di quell’indiano che seduto lungo la riva del Gange aspetta il passaggio del cadavere del suo nemico. (segue seconda parte dal titolo “La Geopolitica dell’età aduta” (Centri studi della Fidest diretta da Riccardo Alfonso)

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Malattie infiammatorie

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2022

Oltre 5 milioni di persone in Europa convivono con una malattia infiammatoria cronica come Artrite Reumatoide, Colite Ulcerosa o Malattia di Crohn: un vero e proprio “popolo” che affronta ogni giorno sintomi dolorosi e invalidanti, con una qualità di vita fortemente compromessa, ed esposto al rischio di importanti comorbidità. L’incidenza crescente di queste malattie sembra legata anche alle variazioni nello stile di vita, all’alimentazione e ad altri fattori ambientali che attivano la risposta infiammatoria: al centro dei riflettori anche il ruolo del microbiota, le cui alterazioni possono innescare un’infiammazione che dall’intestino raggiunge altri distretti dell’organismo. Negli ultimi anni l’attenzione per queste malattie è cresciuta, mentre la ricerca ha compiuto enormi progressi nella conoscenza dei meccanismi che sottendono all’infiammazione acuta e cronica e ha portato a sviluppare opzioni terapeutiche in grado di intervenire sul processo infiammatorio. L’approccio integrato e multidisciplinare che privilegia la continuità e le interrelazioni tra le diverse malattie infiammatorie croniche al centro di Infiammazioni, sfide e risposte, Masterclass per i giornalisti ospitata all’Humanitas University e promossa da Galápagos Biopharma Italy insieme all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Centro di eccellenza per la ricerca e il trattamento delle malattie infiammatorie.

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Malattie cardiometaboliche

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2022

L’istituzione di una piattaforma unica di dati in grado di superare le criticità legate allagestione dei sistemi di data privacy. L’attivazione delle Centrali Operative Territoriali, già previste dal Pnrr, per una gestione efficace di servizi di telemedicina. E poi un Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale) nazionale applicabile a tutte le Regioni. Infine, un nuovo modello digestione della dimissione ospedaliera, seguita da follow up che sfrutti le opportunità della telemedicina e un crescente rilievo ricoperto dalla costruzione di nuovi servizi domiciliari, anchein previsione degli investimenti previsti proprio dal Pnrr.Queste alcune proposte contenute in un documento di consenso sulle malattie cardiometaboliche, frutto di un confronto tra societa’ scientifiche, associazioni di pazienti e istituzioni. Il documento, promosso grazie al contributo non condizionante di Sanofi, è stato presentato alla Camera. Le parole d’ordine sono multidisciplinarietà e la costruzione di nuovo approccio alla gestione della cronicità.I temi del documento, ha sottolineato Rossana Boldi, Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali “saranno oggetto di una mozione con lo scopo di impegnare concretamente il Governo”. “I pazienti con malattie metaboliche e cardiovascolari – ha aggiunto Stefano Genovese, responsabile di Diabetologia, Endocrinologia e Malattie Metaboliche Irccs Centro Cardiologico Monzino – richiedono l’assistenza di più specialisti che spesso lavorano in parallelo ma con ridotta interazione. Sebbene sia nota da tempo la relazione tra patologie metaboliche e cardiovascolari, la capacità di affrontare l’interrelazione con strategie diagnostiche più sofisticate e approcci terapeutici integrati, che vanno dalle modificazioni dello stile di vita ai farmaci innovativi sviluppati negli ultimi anni, richiede anche una rivalutazione del modo in cui sono formati i medici”. “Questo lavoro – conclude Pasquale Perrone Filardi, presidente dellaSocietà Italiana di Cardiologia – rinnova l’attenzione verso il paziente diabetico anche come paziente a rischio cardiometabolico. Si rinnova la necessità di un approccio sia clinico che scientifico interdisciplinare, per ottimizzare i percorsi diagnostico terapeutici”. Fonte Doctor33

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La ricerca per prevenire malattie cardiache fulminanti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Riuscire a capire da un elettrocardiogramma l’aspettativa di vita di un paziente quando è stata diagnosticata la rara sindrome cardiaca di Brugada, utilizzando tecniche di Intelligenza Artificiale. Questo è l’obiettivo del lavoro portato avanti dal gruppo di ricerca del Politecnico di Torino coordinato dal professor Eros Pasero – docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, che vuole mettere a disposizione dei cardiologi gli strumenti offerti dall’Intelligenza Artificiale per estrarre informazioni “nascoste” negli elettrocardiogrammi. Ora il progetto è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI) tra i vincitori del bando Scientifico Italia-Israele 2021-2023, che prevede un finanziamento di 300 mila euro. La sindrome di Brugada è un disturbo dell’attività elettrica del cuore che può provocare episodi di aritmia ventricolare anche letali. Questa sindrome è nota per essere una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa e, purtroppo, non prevedibile. Soprattutto persone giovani muoiono all’improvviso senza nessuna sintomatologia particolare. La mancanza di sintomi rende spesso difficile capire se una persona è affetta da sindrome di Brugada e, a oggi, impossibile diagnosticare un evento fatale futuro.La ricerca viene portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino, con il contributo del professor Fiorenzo Gaita, celebre aritmologo che insieme alla professoressa Carla Giustetto fornisce le competenze cardiologiche necessarie per questo tipo di studio, che verrà supportato anche dall’Università di Tel Aviv, dove tre scienziati collaboreranno con il professor Pasero per cercare di ottimizzare le tecniche di previsione. “I sistemi di Intelligenza Artificiale sono sempre più utilizzati per fare previsioni – spiega il professor Pasero – I dati di cui disponiamo per analizzare gli eventi fatali dovuti alla sindrome di Brugada sono purtroppo molto scarsi. Ma i risultati finora ottenuti con i nostri algoritmi sui primi 1000 pazienti sono molto incoraggianti portando a prevedere l’evento fatale in oltre il 90% dei casi. L’uso di nuovi algoritmi che stiamo sperimentando offrono inoltre la possibilità di vedere all’interno degli elettrocardiogrammi patologie non diagnosticate proponendo in futuro nuove prospettive diagnostiche”.

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Malattie cardiovascolari, uso aspirina in prevenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Maggio 2022

La Preventive Services Task Force statunitense ha aggiornato le linee guida sull’uso di aspirina a basso dosaggio nella prevenzione del rischio cardiovascolare (CV). Per gli esperti, le persone con 60 anni o più non dovrebbero iniziare ad assumerla come prevenzione primaria delle malattie CV. Nel caso di individui tra i 40 e i 59 anni invece, l’uso del farmaco può essere preso in considerazione in presenza di un rischio di malattia CV a 10 anni di almeno il 10%, ma la decisione finale va valutata individualmente. In effetti, il beneficio netto risulta limitato in questo gruppo di età. Ad ogni modo, a beneficiare maggiormente saranno le persone senza rischio aumentato di sanguinamento. Da notare che le raccomandazioni, disponibili su JAMA, valgono solo per gli individui che non hanno né storia né segni o sintomi di malattia CV o una condizione per cui invece l’aspirina è indicata. «Le persone che attualmente prendono aspirina e hanno dubbi sul perché lo fanno, o se debbano continuare o interrompere, dovrebbero discuterne con il proprio medico» scrivono gli esperti, sottolineando come età, livello di rischio CV e di sanguinamento, preferenze e motivazioni, siano i fattori che i medici devono tener presente. Come ha spiegato il vice chair del gruppo Michael Barry, dell’Harvard Medical School di Boston, l’aspirina è solo uno degli strumenti con i quali è possibile abbassare il rischio CV. «Le persone possono ridurre sensibilmente il proprio rischio in molti altri modi, come facendo esercizio, seguendo una sana alimentazione, controllando pressione sanguigna e diabete e assumendo statine se hanno un rischio CV aumentato» ha dichiarato.Nell’articolo, la conclusione degli esperti è che esistono prove sufficienti che mostrano come, negli adulti di almeno 40 anni senza storia di malattia CV ma a rischio aumentato, l’aspirina ha un effetto limitato nel ridurre il rischio di eventi CV quali ictus e infarto del miocardio non fatale. Il beneficio, in termini di “grandezza assoluta”, cresce con l’aumento del rischio a 10 anni e l’entità dei vantaggi nel corso della vita è maggiore quando si inizia ad assumere l’aspirina in giovane età. Tuttavia, le prove indicano che il farmaco aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale e intracranico e di ictus emorragico, e che l’entità dei danni, limitata nel complesso, aumenti nei gruppi di età più avanzata, soprattutto nelle persone con oltre 60 anni. A medici e pazienti viene inoltre suggerito di considerare di interrompere il farmaco intorno ai 75 anni. Infine, non è chiaro se il farmaco riduca il rischio di mortalità o incidenza di cancro colorettale. Lo statement è stato accompagnato dalla pubblicazione di una revisione delle evidenze, uno studio di modellizzazione, una patient page e diversi editoriali di commento. (fonte cardiologia33)

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Anziani e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 15 marzo 2022

Sensibilizzare i senior sul tema delle malattie respiratorie, con l’obiettivo di farle conoscere meglio e favorire così una diagnosi tempestiva, migliorando la qualità della vita delle persone che ne sono affette. È questo il tema al centro di una campagna realizzata da Senior Italia FederAnziani, con il contributo non condizionante di Menarini, che attraverso il coinvolgimento di esponenti medico scientifici, una serie di video-pillole con consigli utili e un’attività di comunicazione tramite i social, si è rivolta al pubblico dei senior allo scopo di aumentarne la consapevolezza.Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo, la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età e si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave[1]. Tuttavia, la BPCO viene spesso diagnosticata nelle fasi avanzate, spesso in occasione del ricovero ospedaliero per riacutizzazione, mentre le forme iniziali e lievi non vengono diagnosticate. Sono questi i dati che emergono da un’indagine condotta nel 2020 da Senior Italia FederAnziani. E’ di fronte a questo scenario che la campagna ha voluto avvicinare i senior a una conoscenza più approfondita del tema attraverso il coinvolgimento di importanti esponenti del mondo medico scientifico, dell’area pneumologica, che hanno illustrato ai pazienti come riconoscere i sintomi della malattia, quali corretti stili di vita adottare, l’importanza dell’aderenza alla terapia. Le video-pillole con i consigli utili sono state trasmesse attraverso il Tg della federazione, Senior News, in onda dal lunedì al venerdì in tv su Canale Italia e su un network di oltre 120 radio su tutto il territorio nazionale, e presente sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della federazione.Alle interviste si è affiancata una campagna condotta attraverso i social per raggiungere non solo gli over 65 che li utilizzano, ma anche i familiari che possono avere un ruolo chiave nella sensibilizzazione dei propri genitori e nonni rispetto all’importanza della conoscenza della BPCO. Tra gli obiettivi centrali della campagna anche il miglioramento dell’aderenza alla terapia: basti pensare che mentre per l’ipertensione si stima che l’aderenza sia ancora al 55,1% per la BPCO la stessa scende vertiginosamente al 21,3%.“Sono dati che fanno riflettere e che da soli ci fanno capire quanto sia importante un’attività di sensibilizzazione su questi temi”, dichiara la Presidente Senior Italia FederAnziani Eleonora Selvi, “Questi numeri indicano la necessità di affrontare il problema in tutta la sua complessità, puntando sull’informazione e sull’empowerment dei pazienti. Solo attraverso questi strumenti si può migliorare la gestione delle patologie respiratorie, anticiparne e prevenirne alcune gravi complicanze, facilitando, attraverso la maggiore conoscenza, una diagnosi tempestiva e l’aderenza alla terapia”.

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Scoprire le cause delle malattie neuronali attraverso i tessuti stampati in 3D

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

E’ questo lo scopo del progetto finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Ricerca biomedica condotta da giovani ricercatori 2021” che unisce gli sforzi dei ricercatori del Politecnico di Milano e di Humanitas University. Lo studio, denominato “Elucidating the molecular mechanisms underlying Pitt-Hopkins syndrome through the generation of 3D printed vascularized cortical organoids”, indaga le cause molecolari dell’insorgenza e dello sviluppo della sindrome di Pitt-Hopkins, una malattia a carico del sistema neuronale, grazie alla realizzazione di un modello in vitro di corteccia cerebrale umana tramite la biostampa 3D di organoidi neuronali vascolarizzati (riproduzioni dell’organo). Controllando in modo accurato l’architettura di questi sistemi mediante le più innovative tecnologie di stampa 3D è infatti possibile tentare di riprodurre la complessità strutturale della corteccia cerebrale, con l’obiettivo di integrare i circuiti neuronali con il loro intricato sistema di supporto (vascolarizzazione). Punto cruciale questo, che permetterebbe di raccogliere dati biologici importanti su scale temporali più lunghe rispetto ai modelli oggi disponibili. L’ambito di convergenza delle nuove tecnologie a supporto della ricerca medica apre nuove frontiere che possono essere esplorate mettendo a sistema tecnologie e medicina non solo nella formazione universitaria (come testimoniato dal progetto MEDTEC del Politecnico di Milano e Humanitas University) ma anche nella ricerca e nello sviluppo di nuove frontiere della conoscenza. Il lavoro è coordinato dal ricercatore Mattia Sponchioni del Politecnico di Milano in collaborazione con la dottoressa Monica Tambalo di Humanitas. Il sodalizio tra i due atenei milanesi prevede per il Politecnico di Milano lo studio di nuove strategie e nuovi materiali per la biostampa 3D di tessuti vascolarizzati con il coinvolgimento della professoressa Bianca Maria Colosimo del Dipartimento di Meccanica e del professore Davide Moscatelli del Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”. Coordinano le attività di ricerca sugli organoidi cerebrali per lo studio delle malattie del neurosviluppo, e le applicazioni di microfluidica alle colture cellulari 3D rispettivamente la Dott.ssa Simona Lodato e il Prof. Roberto Rusconi del Dipartimento di Biomedical Sciences di Humanitas University. Questo prestigioso progetto finanziato da Fondazione Cariplo è uno tra gli oltre 2300 sostenuti in questi 30 anni sul fronte della ricerca. La Fondazione, infatti, dal 1991 ad oggi ha destinato oltre 540 milioni di euro al sostegno di iniziative per la ricerca biomedica e il benessere della persona, le nuove tecnologie, la sostenibilità, l’agrifood e l’economia circolare, la ricerca sociale ed evidence-based, l’open innovation e la valorizzazione dei talenti.

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L’Europa della sanità parte dalle Malattie Rare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2022

L’Europa della sanità parte dalle Malattie Rare (MR). È questo il messaggio emerso durante l’evento dal titolo “Gli stati generali sulle Malattie Rare della città di Padova”, organizzato dall’Azienda Ospedale-Università di Padova con l’Università degli Studi di Padova e Motore Sanità. Due giorni di studio, aggiornamento, sensibilizzazione e riflessione sul tema delle Malattie Rare in Italia e in Europa, che hanno visto a confronto medici, scienziati, politici, amministratori sanitari e specialisti di un settore talvolta poco noto, ma con un impatto importante su migliaia di pazienti. L’evento, incluso nella programmazione scientifica per gli 800 anni di istituzione dell’Università di Padova, ha messo in luce vari aspetti inerenti le MR, a partire dalla normativa. Il riferimento è la nuova legge quadro sulle Malattie Rare, licenziata negli ultimi mesi del 2021, che è stata illustrata dall’Onorevole Fabiola Bologna, Segretario della Commissione Affari Sociali e Sanità, Camera dei Deputati e da Pierpaolo Sileri, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Presidente Tavolo Tecnico in tema di Malattie Rare. L’Assessore alla Sanità e al Sociale Regione del Veneto Manuela Lanzarin ne ha poi tradotto il valore, a livello di politica regionale, evidenziando il fatto che il Veneto è all’avanguardia per quanto riguarda le Malattie Rare, specie per la registrazione, la presa in carico e in particolare la diagnosi precoce.Su questo punto il Professor Alberto Burlina, Direttore UOC Malattie Metaboliche Ereditarie, AOU Padova ha illustrato lo stato di avanzamento dello screening metabolico neonatale allargato, dando il senso di quanto il Veneto sia ai vertici per le MR. Notevole è stato anche il richiamo da parte delle Associazioni e del loro bisogno di federarsi per far sentire la loro voce. È stato un momento di riflessione anche riguardo la formazione, ovvero come formare la nuova generazione di personale sanitario che si appronta ad affrontare le sfide che le MR rappresentano, quale paradigma delle sfide della medicina del futuro. Ovvero la digitalizzazione, la capacità di gestire l’integrazione culturale, professionale, esperienziale. In merito al panorama europeo, mai come ora un’Istituzione come l’Azienda Ospedaliera di Padova, essendo parte di 21 delle 24 European Reference Networks sulle MR, si trova proiettato su un panorama europeo. “Un panorama che ora ci pone ai vertici, ma che è anche una sfida per essere in grado di confermare nel tempo quello che è il ruolo che abbiamo dimostrato in termini di qualità, quantità di prestazioni erogate”, sottolinea Perilongo. Infine la ricerca: “C’è una sfida che dobbiamo gestire”, chiosa Perilongo. “Nel mondo accademico bisogna formare la nuova generazione di ricercatori che pensino già a quella che è l’applicabilità dei loro portati della ricerca”. Si parte da Padova, insomma, per arrivare a un Sistema Sanitario Europeo dove i cittadini europei possano usufruire di quelle che sono le enormi risorse sanitarie che l’Europa nel suo complesso offre. L’evento è stato realizzato con il contributo incondizionato di R&I Genetics, R&I Rare Disease Genetics, Chiesi, Novartis, Gilead, Janssen Pharmaceutical Companies of Johnson & Johnson, Celgene | Bristol Myers Squibb Company, Kyowa Kirin, Roche, Takeda e Vifor Pharma.

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Sensibilizzazione dei giovani sulle malattie reumatologiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2021

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La Società Italiana di Reumatologia (SIR) e Giffoni Film Festival, in collaborazione con AIM Group International, hanno realizzato un nuovo progetto legato alla sensibilizzazione dei giovani sulle malattie reumatologiche e alla comunicazione tramite il linguaggio audiovisivo. È stato presentato in anteprima durante il 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Reumatologia “La Parete”, un cortometraggio centrato sulla problematica delle malattie reumatologiche, realizzato da ragazzi tra i 18 e i 28 anni, che verrà proiettato durante l’edizione 2022 del Giffoni Film Festival.Il corto racconta la vicenda di una giovane insegnante di arte in una scuola elementare, che si trova alle prese con la comparsa di dolori alle mani che si rivelano essere di tipo artritico. La patologia le impedisce di continuare a dipingere con i bambini, ma, grazie alle terapie attualmente disponibili, riesce a tornare a svolgere il lavoro che ama. Realizzato tra settembre e ottobre, il progetto ha visto la partecipazione di dieci sceneggiatori che sono stati selezionati grazie a una call to action e che hanno preso parte a un percorso di formazione organizzato da Giffoni per la stesura del copione. La sceneggiatura prescelta è stata poi utilizzata per il cortometraggio. La campagna intende coinvolgere i giovani con un linguaggio a loro vicino per fare chiarezza sulle malattie reumatologiche e sull’incidenza trasversale sulle varie fasce d’età, e per sensibilizzare le famiglie fornendo la corretta informazione sugli aspetti medici ma anche psicologici e sociali legati a queste malattie croniche. Il progetto è stato realizzato grazie al supporto non condizionante dei major sponsors Abbvie, Galapagos, Pfizer e dei supporters Amgen e Novartis. “La collaborazione avviata nel 2020 tra una società scientifica e il festival del cinema, che all’inizio sembrava qualcosa di inedito e coraggioso, ci ha dato grande soddisfazione sia per l’adesione ai progetti riscontrata da parte dei ragazzi sia per l’opportunità di coinvolgere i giovani invitandoli a riflettere e dibattere su temi, come la malattia, che solitamente possono apparire respingenti. Siamo davvero felici di come quest’anno il progetto si sia arricchito grazie alla realizzazione di un prodotto di comunicazione decisamente innovativo, efficace e di grande qualità: un’opportunità, tra l’altro, di crescita e di valorizzazione di alcuni giovani talenti” commenta Flaminia Roberti, Global Sales Director AIM Group International.

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Malattie cardiovascolari, ogni anno 1,7 mln di morti in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Le malattie cardiovascolari, oggi, sono la prima causa di morte in Europa, responsabili del 37,1% di tutti i decessi, ovvero circa 1,7 milioni di morti l’anno – numero notevolmente superiore al cancro che rappresenta la seconda causa di morte più diffusa (neoplasie maligne; 25,8%). Tale tendenza è confermata anche in Italia con oltre 220mila morti (dati ISTAT 2017). Tra le malattie cardiovascolari maggiormente rappresentative (insufficienza cardiaca, ictus, fibrillazione atriale) rientrano le Malattie Strutturali Cardiache, ovvero patologie cronico-degenerative caratterizzate dall’alterazione della struttura del cuore e di cui fanno parte anche le malattie valvolari (come la stenosi aortica e l’insufficienza mitralica che sono le più frequenti tra gli over 65). In Italia, le Malattie Strutturali del Cuore sono tra le patologie più diffuse nella popolazione anziana, colpendo ogni anno oltre 1 milione di persone, ovvero il 12,5% degli over 65 (pari a 1 su 10). Un numero destinato a salire a 2,5 milioni entro il 2040, considerando l’attuale tendenza demografica legata all’invecchiamento della popolazione che vede la fascia anziana italiana raggiungere la soglia del 27% nel 2030, fino a sfiorare il 33% nel 2040 (Dati ISTAT consultati il 10 novembre 2021).Le Malattie delle Valvole Cardiache rappresentano una minaccia sommersa: si stima infatti che il numero di persone che vivono in Europa con la malattia della valvola cardiaca raddoppierà entro il 2040 e triplicherà entro il 2060 a causa dell’invecchiamento della popolazione. Si tratta di patologie correlate all’età con una storia naturale che include un lungo periodo iniziale asintomatico; pertanto, le persone non sono consapevoli dell’insorgenza delle malattie se non sottoposte a controlli periodici (auscultazione con stetoscopio). All’insorgere dei sintomi, il rischio di morte è di circa il 50% a 2 anni e sale al 75% a 3 anni e la qualità di vita diminuisce dopo l’insorgenza dei sintomi con riduzione del funzionamento fisico, della salute generale, della vitalità, del funzionamento sociale e del benessere emotivo.Le cardiopatie valvolari sono trattabili grazie a cure e trattamenti salvavita e pertanto affrontare le lacune nell’individuazione, riconoscimento e diagnosi è diventato urgente. Da qui, i punti chiave proposti da Cuore Italia per il percorso migliore che è necessario garantire:Sensibilizzazione del paziente, che, reso consapevole dei sintomi, si presenta al medico di famiglia o suo medico curante di fiducia; Riconoscimento della patologia: il medico di medicina generale utilizza uno stetoscopio per verificare la presenza di un soffio al cuore; Diagnosi: al paziente viene prescritto un ecocardiogramma per confermare la diagnosi (idealmente in una clinica per le valvole cardiache/specialista); Trattamento: si decide se il paziente sia idoneo alla riparazione o sostituzione della valvola cardiaca attraverso un approccio chirurgico o trans catetere; oppure si attiva un attento monitoraggio della progressione della malattia. Nel caso in cui non fosse possibile effettuare l’intervento, le opzioni di trattamento, comprese le cure palliative per aiutare ad alleviare i sintomi, vengono discusse con il paziente e la famiglia. Follow up e monitoraggio: viene offerto un follow-up multidisciplinare al paziente per garantire il recupero e il ritorno alla normale funzione cardiaca.Un percorso ideale questo che per poter essere fattivo ha bisogno di essere implementato attraverso alcune iniziative.

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Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Per il suo 35° compleanno, ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus è online con un nuovo sito http://www.trombosi.org completamente rinnovato non solo nella sua veste grafica. Colori e immagini nuove ma anche una consultazione più immediata e fluida, con un layout pensato per offrire tutte le informazioni riguardanti le malattie da Trombosi, meglio conosciute come: Infarto, Ictus, Embolia polmonare, Trombosi nelle vene e nelle arterie, e il mondo di ALT Onlus. Il nuovo sito moderno, intuitivo e colorato pone l’utente al centro presentando i contenuti dell’Associazione in una veste fresca e dinamica. Una finestra virtuale sulla Trombosi che permette un’agile navigazione in continuità con il vecchio sito nelle macro-tematiche, così da far sentire a casa gli utenti più affezionati. Per il suo compleanno, ALT ha voluto eliminare i segni del tempo continuando a rappresentare i valori e la mission che da sempre la contraddistinguono: conoscere la Trombosi per evitarla. Il nuovo sito web spiega cosa è una Trombosi, come riconoscerla, se si è soggetti a rischio e a chi affidarsi per le cure. Immancabile lo spazio #STORIEDITROMBOSI, dedicato al racconto di chi ha avuto un incontro ravvicinato con la Trombosi in cui è possibile inviare ad ALT la propria storia. Tra le sezioni più amate dagli utenti, quella relativa a SALTO, il periodico con cui ALT racconta, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, le malattie cardiovascolari e come riconoscerle. Tramite la nuova piattaforma è possibile, inoltre, contribuire a finanziare con un click la ricerca scientifica interdisciplinare che studia i meccanismi della Trombosi, attraverso il sostegno ai Fondi nella pagina SOSTIENI ALT e alla richiesta dell’Agenda del Cuore 2022, una preziosa alleata che incoraggia a prendersi cura di sé: un utile regalo di Natale da scartare sotto l’albero.

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I benefici del sonno per contrastare malattie neurodegenerative

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Camerino Dormire bene potrebbe aiutare a prevenire malattie neurodegenerative, tra le quali l’Alzheimer, oppure a ritardarne l’insorgenza. È quanto stanno cercando di scoprire i ricercatori del laboratorio del sonno di Unicam, guidati dal prof. Michele Bellesi della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria. In Italia i malati di Alzheimer sono circa l’4,5% della popolazione over 65, percentuale che cresce se consideriamo la popolazione sopra gli 80 anni; si tratta di una malattia per la quale non esiste ancora una cura e, essendo molto invalidante, rappresenta dunque anche un importante problema sociale.Il progetto ha ottenuto un importante finanziamento da parte della fondazione inglese “Alzheimer’s Research UK”, che consentirà ai ricercatori Unicam di testare appunto per la prima volta se il miglioramento della qualità del sonno possa ritardare o bloccare l’insorgenza dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative. “Nel corso degli anni – ha sottolineato il prof. Bellesi – numerosi studi hanno dimostrato che esiste un forte legame tra la malattia di Alzheimer e la qualità del sonno. Attraverso l’utilizzo di un modello transgenico animale che sviluppa la malattia nelle sue caratteristiche principali, molto simile a quella dell’uomo, verificheremo se, potenziando il sonno grazie all’utilizzo di opportuni stimoli sensoriali durante specifici stadi del sonno, riusciremo a frenare il decorso della malattia””Se ciò accadesse, ed è quello che ci auguriamo – conclude il prof. Bellesi – si potrebbe aprire la strada allo sviluppo e applicazione di approcci che sfruttano la stimolazione sensoriale durante il sonno, come letti oscillanti intelligenti o fasce audio indossabili, che potrebbero rallentare la progressione della malattia nelle persone affette da Alzheimer attraverso il miglioramento della qualità del sonno”.

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Seduta scientifica su “Il ruolo protettivo della masticazione sullo sviluppo cognitivo e nelle malattie degenerative”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

Torino Martedì 12 ottobre alle ore 21, l’Accademia di Medicina di Torino organizza una seduta scientifica in presenza, pur continuando la trasmissione via web, dal titolo “Il ruolo protettivo della masticazione sullo sviluppo cognitivo e nelle malattie degenerative”. L’incontro verrà introdotto da Elio Berutti, Professore di Endodonzia e Odontoiatria, Università di Torino e da Stefano Carossa, Professore di Odontoiatria e Protesi dentaria, Università di Torino, entrambi soci dell’Accademia di Medicina. La relatrice sarà Maria Grazia Piancino, Professore associato in Ortognatodonzia, Università di Torino. La ricerca scientifica internazionale ha recentemente dimostrato il ruolo della masticazione come stimolo alla produzione di nuovi neuroni e sinapsi nelle aree cerebrali deputate alla memoria e all’attività cognitiva quale l’ippocampo. La sua influenza è risultata chiara sia come stimolo durante la crescita che nel rallentamento del decadimento cognitivo e neurodegenerativo durante l’invecchiamento. Per questo gli autori sottolineano il ruolo protettivo della funzione masticatoria dallo svezzamento e per tutto l’arco della vita. Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), previa prenotazione da effettuare via mail all’indirizzo accademia.medicina@unito.it e dietro presentazione del Green Pass, sia collegandosi da remoto al sito http://www.accademiadimedicina.unito.it.

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