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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘malcontento’

Cgil: sciopero generale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

La riforma del mercato del lavoro e le modifiche all’articolo 18 proposti dal Governo non convincono la Cgil che decide di non firmare l’accordo e contrariamente a quanto hanno fatto gli altri sindacati. Per Susanna Camusso l’impianto è “totalmente squilibrato” e incentrato “unicamente sui licenziamenti facili”, Ciò rende automatico la decisione di indire uno sciopero generale di otto ore con manifestazioni territoriali e 8 ore per assemblee. Era nell’aria già prima che i sindacati s’incontrassero con la ministra del welfare. Maurizio Landini, leader della Fiom non usa mezzi termini. Per lui è “Una follia che cancella l’articolo 18″. E soggiunge: “la riforma sul lavoro non riduce la precarietà, non estende gli ammortizzatori ma rende solo più facili i licenziamenti. La contrasteremo con ogni mezzo, con ogni forma di protesta democratica, nelle fabbriche e nel Paese”.
Leoluca Orlando dell’Idv dichiara: “Diciamo al presidente del Consiglio che l’Italia dei Valori non starà a guardare e che farà tutto quanto è in suo potere per evitare questo scempio dei diritti. Siamo pronti ad un Vietnam parlamentare e a scendere in piazza con i lavoratori e i disoccupati”. Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona la Lega di Bossi.
Nonostante i pareri discordi tra le parti e le forze politiche e lo stesso imbarazzo del Pd che deve fare i conti con quanti parteggiano con le decisioni assunte dalla Cgil, il presidente Monti non ha trovato di meglio che recarsi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per informarlo del “buon esito della trattativa”.
Noi condividiamo la decisione della Cgil non tanto e non solo per la recente trattativa sul mercato del lavoro quanto sul modo come il governo sta sistematicamente smantellando il welfare e il lavoro in Italia e lo abbiamo dovuto già registrare con le misure adottate a danno dei percettori di redditi medio bassi che si sono visti ridurre ulteriormente i loro redditi da lavoro con le varie addizionali Irpef dei comuni e delle regioni che mediamente hanno inciso per oltre cento euro al mese e che per le pensioni modeste significa un sacrificio intollerabile in specie se si paragonano agli 8 milioni di retribuzioni che superano i centomila euro all’anno e che hanno avuto una perdita del potere di acquisto irrisoria. Questa protervia del governo di colpire in tutte le forme possibili la povertà dei poveri costringendo persino ad aprire conti correnti solo in apparenza gratuiti per percepire una rendita pensionistica e non tenendo da conto l’aumento del carrello della spesa dei beni di prima necessità oltre a peggiorare l’assistenza sanitaria universale tagliandovi consistenti risorse. In piazza con la Cgil dovrebbero essere in molti per convincere sia il Presidente della Repubblica sia il Pd che la strada dei sacrifici non parte da chi è povero ma dai ceti agiati e che costoro sono stati toccati minimamente. E’ un aspetto che non solo genera malcontento ma rischia di dividere gli italiani e provocare reazioni incontrollate da parte di un’opinione pubblica vessata e disperata tra disoccupazione, precariato, violazione sistematica dei diritti, corruzione e malgoverno. Diciamo che la misura è colma. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Cresce il malcontento degli agricoltori pordenonesi

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

Problemi e disagi dalle zone Sic e Zps, direttiva nitrati e oneri burocratici, crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, nuove tasse sanitarie, accesso al credito sempre più difficile, ritardi nei pagamenti Agea, Programma di sviluppo rurale senza risorse. È lungo l’elenco delle tematiche con cui si scontrano quotidianamente gli imprenditori agricoli di Pordenone che, tra l’altro, si sentono esclusi dalle rappresentanze provinciali e regionali. Un calo di attenzione che sta provocando la chiusura di molte aziende e che ha trovato la giusta eco durante un affollato incontro tenutosi recentemente a San Quirino. Ad ascoltare e dibattere con gli imprenditori agricoli dell’area, c’erano il presidente regionale della Cia, Ennio Benedetti e il direttore della Cia di Pordenone, Davide Vignandel. Il tema della serata era senz’altro esplicativo: “Continuando così la nostra agricoltura provinciale chiude”, e tutti gli intervenuti (oltre che da San Quirino, c’erano anche i coltivatori arrivati da Cordenons e Vivaro) hanno dato il loro contributo. Dall’analisi della situazione assai pesante che interessa l’agricoltura provinciale, si è passati alle richieste e alle proposte necessarie a riportare l’agricoltura provinciale, oggi abbandonata a sé stessa, al centro dell’agenda politica. «Abbiamo programmato un giro di incontri sul territorio – ha commentato Benedetti – per parlare senza filtri a tutti gli agricoltori e raccogliere le loro istanze. Fra un paio di settimane predisporremo un documento completo da sottoporre ai responsabili politici provinciali e regionali». «Vogliamo ridare una dignità a questi imprenditori – ha concluso Vignandel -, che tutti i giorni lavorano e fanno i conti con i propri bilanci che si aggravano sempre di più. Saremo al loro fianco per tutelarli e, se necessario, intraprendere iniziative puntuali per far sentire forte la loro voce».

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Manifestazione operai Alcoa a Cagliari

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2009

“La protesta degli operai dell’Alcoa di Portovesme, che per rendere visibile il loro malcontento e far conoscere la loro situazione sono arrivati ad occupare pacificamente l’aeroporto di Elmas, è l’ultimo tassello della catastrofica vicenda dell’industria sarda”. Questo è stato il commento di Federico Gandolfi, responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti, riguardo l’iniziativa ribelle attuata da un capannello di ex impiegati che da un giorno all’altro si sono visti spodestare dal loro posto di lavoro e dopo in sit-in improvvisato all’aerostazione si sono spostati presso il palazzo della Regione di Cagliari, dove sono stati costretti a sedare la loro veemenza, perché l’atteso ministro Scajola non si era presentato.”Senza contare le tariffe agevolate mai istituite in modo trasparente e legale, ed ora in osservazione da parte dell’Unione Europea- ha continuato l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro –  l’attuale governo complica il quadro disattendendo incontri già fissati, senza precisare la data del rinvio, impegnato evidentemente con altre priorità. Senza parlare della giunta regionale al minimo del carisma dalla sua  nascita, le rassicurazioni e le promesse non bastano più, credo che i prossimi giorni si dimostreranno infuocati”.

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