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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°22

Posts Tagged ‘male oscuro’

Il male “oscuro” del nostro tempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 novembre 2018

Dal XVI secolo a questa parte si è manifestato, sia pure a passi malfermi e qualche clamoroso arretramento, un particolare periodo evolutivo espresso in una civiltà che ha cercato di far emergere una nuova identità culturale, economica e sociale. A trainare la spinta vi sono stati popoli socialmente più evoluti così come è accaduto in passato con gli egiziani, gli assiro-babilonesi, gli antichi romani e gli slavi. Ma è anche vero, come osserva Spengler che: «le civiltà nascono, prosperano brevemente, decadono e muoiono». Dobbiamo forse convenire che la nostra civiltà è nella fase del declino e che una nuova si sta affacciando all’orizzonte? Ma quali potrebbero essere i segni premonitori? Nel XX secolo abbiamo accettato e anche subito l’evoluzione delle logiche capitalistiche e il suo contraltare nel comunismo di stampo sovietico e cinese. Due facce della stessa medaglia che avrebbero inteso imprimere una svolta evolutiva ai loro rispettivi sistemi se non ci fosse stato il collasso del blocco sovietico che ha provocato un nuovo rimescolamento delle carte e dalle quali ne ha tratto vantaggio il capitalismo con le sue logiche consumistiche ed edonistiche che hanno identificato il bene morale con il piacere. Probabilmente il capitalismo è riuscito meglio del marxismo a restare a galla per la sua capacità trasformistica congiunta allo sfruttamento umano cogliendo le sue debolezze: possibilità di facili arricchimenti, uso e abuso delle nuove tecnologie e via di questo passo. Ora il limite s’intravede in tutte le sue diverse contraddizioni. L’industria per prosperare e trarre sempre maggiori profitti deve allargare la sua base di consumatori ma non può più farlo perché è cresciuta la fascia di povertà e con essa la popolazione mondiale si trova a dover fare i conti con la logica di un lavoro, e non per tutti, che produce in massima parte redditi medio bassi e tali da rendere inquiete le nuove generazioni che vorrebbero tutto e subito e non tollerano più un’aspettativa dai tempi lunghi con lavori mal pagati e precari. Significa, volendo cogliere l’essenza del problema, che la crescita esponenziale della natalità, i progressi della medicina che allungano l’aspettativa di vita anche se non garantiscono una vecchiaia in buon salute, hanno reso chiaro che il capitalismo così come oggi lo concepiamo e gli stessi danni che ha creato all’ecosistema, per lo più irreversibili, impone una revisione radicale dello spirito guida che ci ha portati sino ad oggi. Da qui la convinzione che la nostra civiltà ha esaurito il suo ciclo e che necessariamente si sta profilando uno nuovo. Resta da chiedersi quanto conflittuale e drammatico potrà essere il suo passaggio prima di poter raggiungere il traguardo di una nuova civiltà. (Riccardo Alfonso)

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L’uso perverso delle guerre e delle rivoluzioni e il male “oscuro” delle democrazie

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

La “rivoluzione” va interpretata in due modi: attraverso la legge e chi cerca una strada più breve e immediata con l’uso della violenza e delle armi. Il primo è il frutto della ragione e dell’intelligenza e può fare dei martiri solitari e il secondo della barbarie generando degli eroi aguzzini. Se ci collochiamo temporalmente a partire dalla rivoluzione francese per finire ai giorni nostri dobbiamo prendere atto che la modernità ci ha offerto una forma di organizzazione politica passando da un potere unitario alla sovranità di molti con una pluralità di idee, di interessi e dalla percezione di una realtà che per Georges Burdeau significa “costruire l’unità a partire dal molteplice”. Posta in questi termini la questione dovremmo capire il perché una democrazia rappresentativa ad un certo punto del suo percorso non riesca più a cogliere, nella loro pienezza, i bisogni emergenti della società nell’ambito di una visione nell’interesse generale. Una ragione potremmo riscontrarla nell’incapacità di chi ci governa nel discernere i limiti dei vantaggi di parte nel perseguire il bene comune. In altri termini una certa corrente politica subisce il fascino del prestigio e dei privilegi ascrivibili a una classe dominante e ai suoi interessi corporativi e nonostante siano minoritari riesce, in qualche modo, a confondere le carte sul piano elettorale ottenendo più consensi del dovuto. A questo punto si instaura un circolo vizioso dove si annida il tentativo di chi tende nel dare una risposta attaccandosi al populismo e a tutti i fondamentali che possono far leva sui sentimenti e sulle emozioni di un popolo. Queste due distinte posizioni, che non sempre rispecchiano una scelta di campo maggioritario, in termini elettoralistici, a causa di una propaganda disinformante, rendono un pessimo servizio alle istituzioni democratiche a partire da quelle più rappresentative: parlamento, governo, organi di garanzia. E’ quanto sta accadendo oggi in Italia e il tentativo di Lega e Pentastellati di formare un governo con i sapori di “populismo” inevitabilmente genera reazioni di chi teme di perdere i privilegi acquisiti e non trova di meglio che scatenare veleni e calunnie di ogni genere per screditare l’avversario e suscitare dubbi e timori nell’elettorato che ha osato votare in favore degli attuali vincenti. In questo modo non facciamo un servizio alla democrazia ma l’affossiamo. (Riccardo Alfonso)

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Il capitalismo è un “male oscuro”?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Se non usciamo dal pantano in cui ci siamo infilati da quando nel XVI secolo siamo entrati a pieno titolo nella storia del capitalismo, non avremo la possibilità di crescere senza generare conflitti, odi e persecuzioni di ogni genere.
Eppure rileviamo eloquenti segnali di una crisi di sistema che sta per esploderci tra le mani e nono-stante il pericolo immanente cerchiamo di esorcizzarlo dilazionando l’irrinviabile.
Sarebbe da sciocchi il solo immaginarlo perché i segnali di una crisi si avvertono con chiarezza. Lo è la bomba demografica degli immigrati che a milioni cercano di spostarsi dalle aree invivibili del pianete in altre che considerano più ospitali. Lo è l’antisemitismo, il razzismo, la lotta di classe tra chi è e chi ha. Lo sono le diseguaglianze sociali che creano povertà. Lo è l’avidità di pochi che generano guerre e lotte tribali sanguinarie e distruttrici.
Lo è chi rinuncia ad esercitare il suo diritto/dovere di elettore e diserta le urne disgustato dall’operare di certi politici, dall’arroganza dei circoli finanziari e dei potentati industriali. Lo è chi non vuole risolvere alla radice i numerosi conflitti regionali mentre i mercanti di armi non fanno altro che alimentarli per trarne profitti. Ci resta solo la speranza di un ravvedimento ma è un filo molto esile che può spezzarsi da un momento all’altro. (A.R.)

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Il M5S e il suo “male oscuro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

luigi di maioNon trascorre giorno che i media non provino “piacere” a raccontare la cosiddetta debacle del movimento e a volerci dimostrare che quel 25% preso alle politiche dello scorso febbraio è stato un exploit difficilmente ripetibile e già lo danno intorno al 18-22% per le prossime scadenze elettorali.
La verità è ben altra. Il vero successo-insuccesso del Movimento lo dobbiamo proprio a quel 25%. Poco è stato per un reale cambiamento del Paese tanto per non trovarsi sotto il fuoco di fila dei denigratori interni ed esterni. Già in tempi non sospetti di “plageria” sostenni che il M5S avrebbe avuto il suo momento magico se gli italiani avessero capito che la parabola berlusconiana doveva concludersi e che la vera rivoluzione sarebbe venuta proprio dal web e dalle piazze di Grillo ma a condizione che avesse raggiunto il 35-40% dei consensi.
Non tutti, ovviamente, gli italiani hanno capito e ci ritroviamo di nuovo con il revival berlusconiano, con le ambiguità del Pd e gli “inciuci” istituzionali d’alto bordo.
Ora uno sbocco è possibile se i due gruppi parlamentari del movimento saranno capaci di “fare, saper fare e far sapere” attraverso i vari canali della comunicazione. Sino a oggi è apparso nell’immaginario collettivo solo un semplice desiderio d’esprimersi ignorando l’importanza d’informare, di far parlare i fatti oltre gli annunci. In pratica sono state sottovalutate le regole della comunicazione a tutto campo. Manca una competenza che non può essere bypassata dall’urgenza attraverso le sole picconate di Grillo e i colpi di spillo di Di Maio. Se vuole riprendere l’iniziativa il movimento deve riprendersi gli spazi che aveva e aprirsi ad altri. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Il M5S e il suo “male oscuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2013

Non trascorre giorno che i media non provino “piacere” a raccontare la cosiddetta debacle del movimento e a volerci dimostrare che quel 25% preso alle politiche dello scorso febbraio è stato un exploit difficilmente ripetibile e già lo danno intorno al 10-14% per le prossime scadenze elettorali.
La verità è ben altra. Il vero successo-insuccesso del Movimento lo dobbiamo proprio a quel 25%. Poco è stato per un reale cambiamento del Paese tanto per non trovarsi sotto il fuoco di fila dei denigratori interni ed esterni.
Già in tempi non sospetti di “plageria” sostenni che il M5S avrebbe avuto il suo momento magico se gli italiani avessero capito che la parabola berlusconiana doveva concludersi e che la vera rivoluzione sarebbe venuta proprio dal web e dalle piazze di Grillo ma a condizione che avesse raggiunto il 35-40% dei consensi.
Non tutti, ovviamente, gli italiani hanno capito e ci ritroviamo di nuovo con il revival berlusconiano, con le ambiguità del Pd e gli “inciuci” istituzionali d’alto bordo.
Ora uno sbocco è possibile se i due gruppi parlamentari del movimento saranno capaci di “fare, saper fare e far sapere” attraverso i vari canali della comunicazione. Sino a oggi è apparso nell’immaginario collettivo solo un semplice desiderio d’esprimersi ignorando l’importanza d’informare, di far parlare i fatti oltre gli annunci. In pratica sono state sottovalutate le regole della comunicazione a tutto campo. Manca una competenza che non può essere bypassata dall’urgenza attraverso le sole picconate di Grillo. Se vuole riprendere l’iniziativa il movimento deve riprendersi gli spazi che aveva e aprirsi ad altri. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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L’epilessia: ancora un male oscuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2009

Roma 28 aprile alle ore 11.30 al Cinema Trevi Cineteca Nazionale in Vicolo del Puttarello, 25 conferenza stampa “L’epilessia: ancora un male oscuro?”  A distanza di 25 anni da un precedente sondaggio, la LICE – Lega Italiana contro l’Epilessia promuove una ricerca dedicata alla consapevolezza degli italiani riguardo l’epilessia che verrà presentata in occasione dell’ottava Giornata Nazionale contro l’Epilessia. In Italia infatti circa 500.000 persone soffrono di Epilessia, malattia neurologica molto “nota” ma ancora poco “conosciuta” per quanto riguarda i suoi aspetti specifici, facendo così perdurare stigma e pregiudizi.

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