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Il consumismo 2019? Può fare male. Ci si può difendere?

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Oggi la tecnologia innovativa ci viene proposta in continuazione, ed ha ragion veduta. In un mondo dove ci sono miliardi di persone disposte ad acquistare un telefonino che costa più di 1.000 euro e che poi viene utilizzato per servizi svolti anche da un telefonino che costa meno di 200 euro… non c’è da stupirsi di nulla. “Status symbol” o “moda” che dir si voglia, questo lo hanno capito in tanti, tant’è che la maggiore economia emergente si muove proprio in questo ambito. La parte del leone, per quanto riguarda il mezzo, si chiama “app”, il proponente ovviamente è una “start-up”.
Oggi parliamo di una “start-up” emergente, di un giovane italiano emigrato e cresciuto in Australia e che poi ha deciso di tornare in Italia… contesto che fa ancora più colpo perché è controcorrente rispetto all’andazzo in vigore nel settore e non solo, a significare che “tornare in Italia conviene” (per chi ci crede….). E’ una “app” che parte dall’Italia ma ha aspirazioni mondiali, una “app” che viene presentata come un grande aiuto per la nostra economa quotidiana: è in via di creazione un circuito per i piccoli acquisti, dagli articoli per bebè ai piccoli viaggi, financo biglietti ferroviari e chi più ne ha più ne metta. Caratteristica: pagamento rateale senza interessi, con spese zero, anche di eventuale ingresso nel circuito. Il commerciante viene pagato subito e chi gestisce il circuito recupera il denaro a rate, che se vengono non rispettate alla scadenza, possono generare interessi anche fino al 10% (occhio!… nel caso…) (2).
A nostro avviso una sorta di mix tra la finanza islamica e le presunte (e spesso malefiche) “genaliate” che si trovano in Rete. Ovviamente non c’é un “buono” che presta soldi, ma c’é un metodo di fare business a metà tra il low-cost e il giro di soldi (che col tempo – non si po’ escludere visto ciò che ci offre questo mercato – potrebbe trarre benefici dalla gestione e vendita dei dati, dalla pubblicità, etc.).Insomma: un business come un altro, di quelli oggi alla moda. Il problema che vogliamo sollevare/ricordare, e che sostanzialmente prende occasione da questa nuova “app” che a primo acchito sembra molto conveniente per il consumatore, è del consumismo in sé. Siamo inondati di offerte di automobili impensabili per le finanze medie che circolano tra i comuni mortali, e che ti porti sotto casa o davanti al bar per qualche centinaio di euro al mese. Così come siamo inondati di offerte rateali per ogni tipo di acquisto che, però, hanno tutte la caratteristica di costare qualcosa in commissioni varie. La “app” di cui stiamo parlando non dovrebbe avere spese. Tutti contenti?
Domanda: siamo sicuri che questo metodo più economico e più accattivante non sia essenzialmente foriero di nuove e più facili uscite di soldi (anche quando scarseggiano) dalle tasche dei consumatori? Per prodotti e servizi che vengono acquistati grazie alla nuova convenienza? E che se non vengono acquistati stiamo bene come prima fatta salva la permanenza di qualche prurito che ci era sopraggiunto per la convenienza dell’acquisto piuttosto per l’acquisto in sé?
Non abbiamo intenzione di fare dissertazioni sul vantaggio di “essere” piuttosto che “avere”. Le lasciamo alle filosofie del caso, che non mancano. Ma il fatto che le economie (emergenti, e quindi quelle del e per il nostro futuro) debbano fondarsi quasi esclusivamente sul consumo, inducendolo in tutti i modi possibili e immaginabili anche quando praticarlo porterebbe a restrizioni dei propri equilibri… ci lascia perplessi come nel caso dell’acquisto di un telefonino a più di 1.000 euro per usarne le funzioni di quello che costa meno di 200. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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‘Wake up Call’ on Alarming Decline in Male Fertility

Posted by fidest press agency su sabato, 4 Mag 2019

A world authority on human reproductive health is calling for a global response to an alarming decline in male fertility with an estimated one in 20 young men today having sperm counts low enough to impede conception.Christopher Barratt, Professor of Reproductive Medicine at the University of Dundee in Scotland, said the world had not “woken up” to the impending crisis of male infertility and its longer-term economic and societal consequences.He will highlight the need for a concerted global response to this issue as a keynote speaker at the 9th Congress of the Asia Pacific Initiative on Reproduction (ASPIRE 2019) in Hong Kong this week.He said success rates from procedures such as IVF, often including Intra Cytoplasmic Sperm Injection (ICSI) – where a single sperm is injected into an egg to assist fertilisation – had captured the attention of the general public.
Professor Barratt said sperm counts had been declining steadily for the past 40 years and, while environmental factors may be the cause, the specific reason for this disturbing trend was only “educated guesswork.”In some countries, including Scandinavia, there has been extensive research in this area, however in other parts of the world, including Africa, Asia and South America, there is little definitive data on male infertility.
Professor Barratt praised the Australian Government for a recent announcement that it was investing millions of dollars in a national men’s health strategy, including research into the causes and prevention of male infertility.“Australia has grasped the nettle on this issue,” he said. “It is a shining light example that needs to be replicated around the world.”Professor Barratt said the ASPIRE Congress in Hong Kong provided a powerful platform to promote awareness of male infertility in the Asia Pacific region of four billion people, representing about 60 per cent of the global population.
“Little progress has been made in developing new diagnostic tools or medical management strategies for male infertility beyond the advent of ICSI. Quality semen analysis could be part of the strategy of action as we now know for sure that semen samples analysed in different laboratories give different results, hence diagnostic and prognostic information.”As sperm counts decline, the chances of achieving conception are less. Many men and women are also now delaying having children beyond prime reproductive age and in some parts of the world, including the European Union, family sizes are below population replacement level.“The combined impacts of these factors equate to a very negative outlook,” Professor Barratt said.

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Economia italiana: rallentamento generale, ma male è strutturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) L’economia italiana è in rallentamento, come è stato certificato dall’Ocse, che ha tagliato le stime di crescita (riviste al ribasso a -0,2% quest’anno e +0,5% il prossimo, contro il +0,9% per entrambi gli anni previsto a novembre), ma “il male italiano è strutturale”, di vecchia data, e va valutato al di là del rallentamento di breve termine, che è generalizzato e non solo italiano. Lo ha detto a Radiocor Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, a margine della masterclass “Cos’è il denaro?”, ciclo di conferenze organizzate dalla Iulm nell’ambito del Laboratorio delle Idee e in occasione del 50esimo anniversario dalla fondazione dell’ateneo. “Dobbiamo distinguere tra il ciclo economico, la congiuntura, il breve termine e il medio lungo termine. Nel breve termine c’è un rallentamento generale nel mondo, in Europa in particolare, e in Italia in particolare. Il rallentamento italiano è un pochino più intenso di quello europeo e mondiale, ma è comunque un fenomeno generale”, ha detto Rossi. Detto questo, secondo il direttore generale, “il male italiano è un male strutturale, ha almeno 25 anni di storia e non è tanto un problema ciclico, come dicono gli economisti, non è un problema di domanda aggregata, di consumatori, investitori, perché quello ha oscillazioni naturali nel corso del tempo”.
Il problema dell’Italia è “di offerta produttiva, di produttività, cioè di capacità delle imprese, dei lavoratori, di produrre in modo efficiente e tecnologicamente avanzato. Questo problema sono 25 anni che ci affligge, ci dibattiamo con questo problema e ancora non lo abbiamo risolto”. Lo ha detto a Radiocor Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, a margine della masterclass “Cos’è il denaro?”, ciclo di conferenze organizzate dalla Iulm nell’ambito del Laboratorio delle Idee e in occasione del 50esimo anniversario dalla fondazione dell’ateneo. Il problema è “molto difficile risolvere, perché è un problema di antica data, è un problema che ha molte facce”, ha detto Rossi, spiegando che “sono molte le cose da fare per aiutare le imprese a trovare un ambiente favorevole alla crescita economica e della produttività. Cose che vanno dal funzionamento della giustizia, all’educazione nelle scuole e nelle università, c’è un ampio raggio di azione, molte cose sono state fatte, anche dai Governi precedenti, ma ancora di più resta da fare”. (fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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Cancro: Un male che si può sconfiggere

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come le terapie mirate (dette anche target therapy), che esercitano la loro azione su uno specifico bersaglio molecolare risparmiando le cellule sane. Per far capire a tutti i cittadini gli importanti risultati ottenuti grazie alla ricerca scientifica in questo campo, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha realizzato il libro “Terapie mirate 100 domande 100 risposte”, disponibile sul sito http://www.aiom.it e distribuito in tutti i reparti di Oncologia. La pubblicazione, realizzata con il contributo non condizionato di AstraZeneca, è presentata in un incontro con i giornalisti oggi a Milano. Le terapie mirate oggi non sono più ‘chiuse’ nei laboratori ma disponibili per curare i pazienti, sono cioè parte della realtà clinica di ogni giorno. La loro funzione è di ‘disturbare’ la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali, bloccando questi processi o rallentandoli. È come se i farmaci a bersaglio molecolare accendessero la luce rossa di un semaforo e le cellule malate non riuscissero più a proseguire lungo la strada della crescita. Ne consegue che il tumore e le metastasi, in alcuni casi, possono ridursi di dimensione e, in altri, anche mantenendo la stessa grandezza, rallentano o arrestano completamente la loro crescita. Le terapie mirate rappresentano uno dei più importanti strumenti dell’oncologia di precisione: la cura non è più scelta solo in base alla sede di sviluppo della neoplasia, ma anche in relazione alle sue caratteristiche biologiche”. Questi trattamenti infatti sono efficaci in alcuni sottogruppi di tumori che presentano specifiche alterazioni molecolari.
Nel 2017 nel nostro Paese sono stati stimati circa 369mila nuovi casi di cancro. “Alla scoperta di un’alterazione molecolare con ruolo predittivo deve far seguito una terapia mirata – continua Stefania Gori -. Il carcinoma del polmone non a piccole cellule con mutazioni dell’EGFR o con traslocazione di ALK o di ROS1, i tumori della mammella o dello stomaco con amplificazione di HER2, il melanoma cutaneo con mutazioni di BRAF, il carcinoma del colon-retto privo di mutazioni di KRAS o di NRAS o di BRAF rappresentano alcuni esempi di sottogruppi molecolari di neoplasie, per i quali sono già oggi disponibili specifici trattamenti in grado di modificare in maniera significativa il decorso della malattia in fase avanzata o metastatica”. “Anche se il numero di marcatori e relativi farmaci approvati finora è relativamente limitato – afferma Fabrizio Nicolis, Presidente Fondazione AIOM -, è possibile prevederne un notevole incremento nei prossimi anni, perché numerose molecole in grado di agire su specifiche alterazioni genetico-molecolari sono in sperimentazione”. Nei pazienti con carcinoma del colon-retto metastatico, al momento di intraprendere un trattamento, dovrebbe essere effettuata la valutazione dello stato mutazionale dei geni KRAS e NRAS. “Queste proteine – afferma Gabriella Farina – funzionano come ‘interruttori’ che attivano i meccanismi di crescita e replicazione delle cellule tumorali e possono essere nello stato normale o mutato. L’introduzione nella terapia dei nuovi farmaci biologici anti-EGFR ha determinato un ulteriore significativo miglioramento dell’efficacia clinica dei trattamenti, con una sopravvivenza che può superare i 30 mesi nella fase metastatica. Lo stato normale dei geni KRAS e NRAS indica che il paziente ha maggiori probabilità di rispondere alla terapia a base di anticorpi monoclonali anti-EGFR, mentre nei casi in cui sia presente la mutazione dei due geni queste terapie non sono indicate perché non efficaci. Le persone con carcinoma del colon-retto metastatico privo di mutazioni di KRAS o di NRAS rappresentano circa il 40-45% del totale”. La mutazione del gene EGFR è individuata nel 10-15% dei casi di tumore del polmone non a piccole cellule non squamoso (l’alterazione di ALK è presente nel 5%). Tra i tanti tipi di terapie biologiche attualmente disponibili, sono due quelle efficaci in questa neoplasia: gli inibitori della crescita tumorale e gli anticorpi monoclonali.
“Sosteniamo con entusiasmo questo progetto di AIOM – conclude Francesca Patarnello, Vice President Market Access & Government Affairs di AstraZeneca – che avrà un impatto positivo per i pazienti e per i cittadini. AstraZeneca è impegnata da anni nello sviluppo di farmaci sempre più innovativi che migliorino la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti ma crediamo fortemente che il nostro impegno nella lotta contro il cancro debba essere al fianco delle istituzioni al fine di promuovere una corretta informazione”.

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Colpa della tiroide e percezione del male

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Risultati sorprendenti relativi alla tiroide. Il portale VEDIAMOCICHIARA.IT, dedicato alla salute e al benessere della donna, ha lanciato una survey con l’obiettivo di sondare la percezione del disturbo tiroideo, partendo dalla conoscenza dei sintomi.
In seguito a questa indagine, che ha coinvolto più di 1400 donne, si è appreso che i sintomi vengono generalmente sottovalutati e spesso e volentieri la maggior parte delle donne, pur segnalando alcuni disturbi riconducibili a problemi di tiroide, non sente il bisogno di fissare un appuntamento con il proprio medico per fare degli accertamenti sul proprio stato di salute: “Non me ne preoccuperei” è la risposta del 50%, contro una seconda metà divisa tra chi in-vece un appuntamento lo fisserebbe (26%) e chi invece proprio non saprebbe cosa fare (“Non so”, 24%).
Questo approccio, soprattutto nell’età antecedente alla menopausa, a cui appartiene la fascia che più di altre ha partecipato al sondaggio – tra i 40 e i 50 anni, il 44%, tra i 30 e i 40 anni il 34%, tra i 50 e i 65, il 22% – forse è giustificabile solo dal fatto che spesso si tratta di disturbi comuni, aspecifici, oppure facilmente riconducibili proprio alla menopausa (difficoltà di memoria e concentrazione, tachicardia, stanchezza, irritabilità, etc.).
Tra le partecipanti al test, la maggioranza ha evidenziato almeno 5 disturbi che possono essere ricondotti ad una problematica legata alla tiroide: alzarsi già stanche e lamentare apatia durante il giorno (56%), sentirsi spesso nervosa e facilmente irritabile (66%), soffrire di disturbi come diarrea o stipsi? (59%), diventare insofferenti al caldo o al freddo (57%), avere problemi di sudorazione, eccessiva o diminuita (68%).
Intervistato da VediamociChiara su questo tema, il prof. Vincenzo Toscano, presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi (AME), ha indicato a quali altri sintomi bisognerebbe prestare “ascolto”: I sintomi ovviamente sono correlati all’ipo (ipotiroidismo) e all’iper funzione tiroidea (ipertiroidismo). L’ipofunzione è più frequente, si caratterizza per tutta una serie di sintomi aspecifici: stanchezza, ritenzione idrica, il cattivo funzionamento intestinale, il gonfiore degli occhi, la caduta dei capelli, etc. Mentre l’ipertiroidismo si caratterizza soprattutto per eccesso di produzione di calore e per una stimolazione cardiaca, perché gli ormoni tiroidei aumentano la frequenza cardiaca, quindi possibilità di avere extrasistoli etc. Significativa, per evitare l’iperplasia e la formazione di noduli, è la prevenzione: secondo il prof. Toscano il segreto per un buon funzionamento della tiroide è l’utilizzo di una giusta dose di iodio nella nostra dieta, sicuramente il miglior supporto terapeutico: Questo serve anche e soprattutto alla donna che programma o che sta in gravidanza. Assolutamente fondamentale per assicurare per le prime 16, 20 settimane, un apporto adeguato di ormoni tiroidei al feto. Infine, da non sottovalutare, una corretta diagnosi: basta un TSH per poter dare una risposta ed escludere una patologia tiroidea, ma solo in presenza di sintomi.

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Matteo Ferrario presenta il suo romanzo: Dammi tutto il tuo male

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

FerrarioMALE-05.inddMilano 10 settembre ore 11.30 Triennale di Milano – Salone d’Onore – Viale Alemagna 6 Matteo Ferrario presenta il suo romanzo Dammi tutto il tuo male (HarperCollins Italia) Intervengono: Giusi Fasano, Marco Imarisio e Massimo Picozzi, psichiatra e criminologo.
C’è un momento all’imbrunire in cui tutti i rumori della giornata si attutiscono e cala un silenzio perfetto. È il momento in cui sul prato scende l’oscurità e si accendono le mille luci delle lucciole. Come ogni sera, Viola, una bambina di quasi sei anni, attende quel momento abbracciata a suo padre Andrea sotto la veranda della loro casa. Aspetta le lucciole, ma non solo. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Aspetta invano, ma questo solo Andrea lo sa.
Andrea ha quarant’anni ed è un uomo normale, con una vita normale. Fa il bibliotecario e, da quando la sua compagna Barbara non c’è più, cresce da solo sua figlia, come un adulto responsabile può e deve fare.
Ma Andrea non è soltanto un uomo normale e un padre premuroso. È anche un assassino.
Barbara e Andrea si erano conosciuti a un esclusivo party milanese e da quel momento erano diventati inseparabili. Barbara, una tatuatrice dalla bellezza androgina, dura e sfuggente, si era illusa di trovare in lui l’unica persona al mondo che potesse salvarla. Ma salvarla da cosa? E perché la donna è sparita poco dopo la nascita di Viola? Andrea è l’unico a conoscere la verità. Una verità oscura e inconfessabile, nascosta in una fitta boscaglia di silenzio, omertà e dolore.
Andrea ha ucciso, ma non è pentito. Perché si può uccidere per odio. Ma, a volte, si può anche uccidere per amore. Questa è una storia che parla del nostro lato buio.
È la storia struggente di un padre, di una figlia e di un amore che porta alle estreme conseguenze.
È una storia che scuote le coscienze, e non in senso figurato.
Dammi tutto il tuo male è un romanzo sulle nostre paure più inconfessabili. Sulla labilità del confine tra il bene e il male. E la voce di Matteo Ferrario, chirurgica e affilata, ha la forza di metterci di fronte all’evidenza che tutti noi siamo capaci di superarlo.Sono un padre e un assassino, e dopo tanti anni non ho ancora capito se devo essere grato a Barbara oppure odiarla, perché senza di lei non mi sarei scoperto capace di nessuna delle due cose. Ma non ha più molto senso porsi problemi del genere, adesso che tutto è finito. Il caso è ufficialmente chiuso da anni, e anche nell’eventualità remota in cui si decidesse di riaprirlo, e per la prima volta diventassi un sospettato, non si troverebbe una sola prova a mio carico.
Matteo Ferrario: Nato nel 1975. Architetto, giornalista e traduttore. Ha scritto due romanzi: Buia (2014) e Il mostro dell’hinterland (2015). Pag. 288 Euro 17,00 (HarperCollins Italia) (foto: dammi tutto il tuo male)

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Tumore: Un male curabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

tumoreMarina Pietrasanta (Lucca). Ogni anno oltre 365mila italiani sono colpiti da un tumore (circa 1.000 nuovi casi al giorno). Sei pazienti su dieci riescono però a sconfiggere la malattia. Sono in totale un milione e 900mila persone che si possono considerare guarite perché hanno superato la soglia dei cinque anni dalla diagnosi. Ciò nonostante il 46% dei cittadini considera ancora il tumore una patologia incurabile. Sono questi alcuni dati presentati in occasione del convegno Il male curabile, le ultime frontiere contro il cancro che si tiene oggi al Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). “Grazie alle nuove cure e alle diagnosi precoci anche quello che è stato definito come “il Male del secolo” sta diventando una malattia sempre più cronica – afferma il prof. Francesco Cognetti presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro -. Questo comporta tutta una serie di nuove sfide che l’intera collettività deve saper affrontare. Ritorno al lavoro, desiderio di diventare genitori, possibilità di accedere ai servizi fondamentali come tutti gli altri cittadini sono solo alcune delle esigenze di una persona che lotta (o che ha lottato) contro una neoplasia. Oltre a questi risultati incoraggianti dobbiamo però anche constatare che in Italia manca una vera e propria cultura della prevenzione oncologica. Alcuni comportamenti scorretti sono infatti ancora troppo diffusi e interessano anche i giovani. Per esempio, fuma regolarmente il 22% della popolazione e le donne con questo vizio sono aumentate di oltre 1 milione nell’ultimo anno. Anche l’adesione ai programmi di screening è insufficiente. La ricerca del sangue occulto nelle feci è in grado di individuare precocemente il tumore del colon-retto, il più diffuso tra gli italiani. Il 20% dei pazienti colpiti però presenta, al momento della diagnosi, la malattia già in stadio avanzato. Servono quindi più campagne informative per aumentare il livello di consapevolezza tra i cittadini su questo delicato tema”. All’incontro della Versiliana ampio spazio è dedicato alle novità terapeutiche a disposizione dei clinici e dei pazienti. “L’ultima frontiera dell’oncologia è l’immunoterapia – sostiene il prof. Michele Maio Direttore UOC Immunoterapia Oncologica e del Centro di Immuno-Oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese -. Si basa sul principio che il nostro sistema immunitario se opportunamente stimolato può contrastare l’avanzata di un tumore. Il melanoma è stata la prima neoplasia trattata efficacemente e adesso esistono farmaci immunoterapici anche per il tumore del polmone, rene e nuovi incoraggianti risultati si sono registrati anche contro i tumori della testa e del collo, del rene, della vescica, mielomi e alcuni linfomi. Questa tipologia di trattamento anti-cancro è stata la protagonista indiscussa dell’ultimo congresso internazionale degli oncologi statunitensi a Chicago. Sono stati presentati molti studi interessanti su diverse patologie. Si associa alla chemioterapia, alle terapie target e alla radioterapia con risultati davvero insperati fino a pochissimi anni fa”. “A livello di ricerca medica, resta ancora molta strada resta da percorre soprattutto per quanto riguarda certe forme di cancro particolarmente insidiose – conclude Cognetti -. Ed esiste infine l’annoso problema della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Attualmente, in Italia registriamo percentuali di sopravvivenza più alte rispetto alla media europea per molte neoplasie. Se vogliamo continuare ad avere questo importante primato a livello continentale e a garantire un buon livello di assistenza ai pazienti servono nuovi investimenti soprattutto per quanto riguarda la prevenzione. Il numero di nuovi casi di tumore è destinato a salire a causa dell’invecchiamento generale della popolazione. Dobbiamo riuscire il più possibile ad aumentare i comportamenti salutari tra i cittadini e anche il numero delle diagnosi precoci”.

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Raffreddore male di stagione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

In arrivo i primi freddi e, di conseguenza, il raffreddore, che e’ una patologia di origine virale che colpisce naso e gola. Naso chiuso o gocciolante, mal di gola e, a volte, anche febbre, sono i sintomi classici del raffreddore. Caldo e riposo sono i rimedi classici e, in caso di febbre, l’aspirina, la tachipirina, o equivalenti, aiuta (attenzione alla somministrazione ai bambini sotto i 12 anni). Un soccorso puo’ arrivare dai suffumigi che si possono fare tranquillamente a casa scaldando una pentola d’acqua e respirando il vapore caldo, come facevano i nostri nonni. Per gli impazienti ci sono gli antistaminici. La vitamina C non sembra avere un effetto curativo, semmai dovrebbe essere assunta in precedenza per fortificare le difese immunitarie. Ricordiamo che la vitamina C e’ contenuta negli agrumi che proprio in questo periodo sono presenti sul mercato in abbondanza. Come detto la patologia e’ di origine virale e gli antibiotici non servono, a meno di complicazioni. Comunque, un consiglio medico e’ sempre utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Emicrania: Un male da morire

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

emicraniaCi sono patologie che causano dolori talmente intensi da far desiderare chi ne è affetto di non voler più vivere: un “male da morire” così forte, da non essere un semplice modo di dire ma un’insostenibile condizione psico-fisica, tra l’altro scientificamente provata.
Chi soffre di emicrania è a rischio suicidio. È la sconcertante evidenza emersa recentemente dallo studio “Suicide risk in patients with migraine and comorbid fibromyalgia” (Liu HY, Fuh JL, Lin YY, Chen WT, Wang SJ. Neurology) pubblicato ad agosto sulla prestigiosa rivista “Neurology”, organo dell’American Academy of Neurology. Secondo gli studiosi di Taiwan infatti la tendenza al suicidio sarebbe molto più elevata nei soggetti emicranici: ben 1 soggetto su 9, equivalente all’11% degli emicranici cronici, ha infatti tentato almeno una volta il suicidio nella propria vita.Tale inclinazione appare ancora più preoccupante nei pazienti colpiti, oltre che da mal di testa, anche dalla cosiddetta “fibromialgia”, una condizione caratterizzata da dolori muscoloscheletrici diffusi, insonnia e depressione, la cui concomitanza con percentuale che balza al 17.6% (cioè 1 su 6). Terza malattia più diffusa del genere umano, l’emicrania è una malattia a tutti gli effetti invalidante al punto tale che come detto nei casi più disperati può causare istinti suicidi. «Le cause – dichiara il Prof. Piero Barbanti, Direttore Centro Cefalee IRCCS San Raffaele Pisana – vanno identificate nella presenza in questi soggetti di elevato stress, depressione, pessima qualità del sonno e disabilità sociale e lavorativa. Ma anche nel fatto che si tratta di malattie che “non si vedono” e spesso non sono capite o credute».Cosa consigliare allora ai pazienti cronici più esasperati? Il consiglio dell’esperto è di rivolgersi ad un medico con competenza specifica perché «le cure esistono – garantisce Barbanti – sono numerose ed in alcuni casi rivoluzionarie. Ad esempio l’uso nella prevenzione dell’emicrania di anticorpi monoclonali anti-CGRP, anticorpi intelligenti che bloccano una sostanza – CGRP – cruciale per la malattia. Una sorta di vaccino contro il dolore. I dati sembrano promettenti».
Il San Raffaele Pisana sarà uno dei primi centri al mondo a iniziare nel prossimo febbraio una sperimentazione clinica con tali anticorpi che sulla base dei dati preliminari appaiono efficaci, sicuri, tollerati e semplici da usare (una iniezione sottocutanea al mese per alcuni mesi). «Ma il secondo passo spetta alle istituzioni – conclude Barbanti – il dolore, così come stabilito dalle legge 38, deve essere riconosciuto, studiato e sempre curato. Questa bella speranza è ancora oggi spesso pesantemente disattesa».

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Depressione male oscuro

Posted by fidest press agency su martedì, 14 ottobre 2014

OMSRoma, 16 ottobre 2014, ore 9.30 – 13.00 Auditorium Ministero della Salute (Lungotevere Ripa, 1) la depressione è un disturbo che colpisce un numero sempre maggiore di persone, in particolare le donne. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che nel 2020 diventerà la seconda causa di malattia nel mondo. Nonostante le cronache quotidiane siano piene di notizie, spesso tragiche, riguardanti questo problema, la depressione rimane ancora un “male oscuro”. Anche dal punto di vista della diagnosi medica. Molte volte si potrebbe intervenire in tempo, ma la vaghezza dei sintomi non permette di inquadrare al meglio la situazione. I campanelli d’allarme vengono trascurati e sottostimati. Per fare luce in modo chiaro e deciso su questa malattia, affrontando la questione con un approccio globale, il 16 ottobre 2014 si terrà all’Auditorium del Ministero della Salute di Roma (Lungotevere Ripa 1, ore 9.30 – 13.00) il Convegno nazionale: “Depressione, male oscuro della nostra società: dai bisogni alla pratica clinica”. I maggiori esperti mondiali parleranno della dimensione del problema, con le ultime statistiche disponibili, anche dal punto di vista dei costi. Un capitolo importante verrà dedicato ai nuovi trattamenti, che stanno rivoluzionando il bagaglio terapeutico a disposizione dei medici. All’incontro interverranno, tra gli altri, il prof. Mario Maj, Past President della Società Mondiale di Psichiatria (WPA), il prof. Emilio Sacchetti, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) e il prof. Sergio Pecorelli, Presidente dell’AIFA.

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Europa: Razzismo male sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2012

I paesi europei devono imparare a gestire la diversità o rischiano di perdere una ricca riserva di talenti economici, ha avvertito nel suo rapporto annuale la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (ECRI). I tagli nel settore delle politiche sociali, minori opportunità di lavoro e il conseguente aumento dell’intolleranza nei confronti dei gruppi di immigrati e delle minoranze storiche più antiche rappresentano tendenze preoccupanti emerse dalle visite che l’ECRI ha condotto nei diversi paesi nel corso del 2011, rivela il rapporto. La retorica xenofoba fa ormai parte del dibattito generale e gli estremisti utilizzano con sempre maggior frequenza i media sociali per diffondere i loro punti di vista, mentre la discriminazione contro i rom continua ad aggravarsi. Jenö Kaltenbach, recentemente eletto Presidente dell’ECRI, ha dichiarato che i governi hanno bisogno di rendersi conto che l’azione antirazzista è di basilare importanza per la costruzione di una società forte. “È essenziale opporre resistenza al razzismo per preservare il futuro dell’Europa”, ha dichiarato. (fonte aiccre)

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La religione della sofferenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Gesù è nato ed è gioia. Gesù è diventato un apostolo e predica alla genti ed è gioia. Gesù è risorto ed è gioia. Dov’è in tutto questo la sofferenza? Vi sono, si obietta, momenti tristi e drammatici ma ciò, a mio avviso, non giustifica che si debba solo parlare del male che gli è stato fatto e non della gioia che ci ha offerto. Perché non donare all’umanità un redentore che ci insegni a sorridere e non a piangere? Perché non diamo alla vita il taglio che si merita votandoci alla ricerca del bene come fonte primaria del nostro essere e divenire? Il bene non si conquista attraverso la sofferenza ma facendo in modo che essa non ci sia. Noi non pecchiamo perché siamo buoni ma perché siamo saggi, avveduti e consapevoli e sappiamo essere dei buoni maestri, perché sappiamo interfacciarci con la nostra morale interiore. Il peccato, tuttavia, non porta sofferenza perché, pur sbagliando ci porta piacere. Il pentimento, a sua volta, non è sofferenza ma è gioia perché ci rende consapevoli di un errore e che lo abbiamo emendato. Ma se nonostante ciò viviamo tra esseri umani brutali, ispiratori di genocidi, di torture, di violenze, dobbiamo chiederci, innanzitutto, se in qualche modo non li abbiamo incoraggiati con la nostra indifferenza e voglia di lucrarvi. E allora il male non sta tanto in chi lo fa ma in chi lo permette e potrebbe evitarlo. E se non gli diamo quartiere il male stesso perderebbe la sua forza propulsiva. E allora usciamo dallo stereotipo della religione come sofferenza ed adottiamo il precetto della religione come gioia, perché solo in questo modo il presente ci avvicina in maniera più pregnante al nostro sogno di là della vita e ci evita di conferirgli quella discontinuità che ci atterrisce. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Non tutto il male viene per nuocere

Posted by fidest press agency su sabato, 23 aprile 2011

Lettera al direttore. Un buon esempio, come tanti al giorno d’oggi, per i giovani. Una cattiva azione ha dato notorietà ad uno sconosciuto che, a quanto si prevede, rimedierà molti voti. Un minus habens (politicamente, ovviamente) offende i magistrati, nonché la memoria di tutte le vittime delle Br, e come compenso sarà eletto a Milano. Daniela Santanché, che santa non è, lo difende, vale a dire difende la cattiva azione del minus (politicamente!) e questo “anché” servirà a portare voti allo sconosciuto dalla faccia intelligentissima.La Moratticritica l’autore della cattiva azione, e questo forse porterà qualche voto in più anche  a lei che è buona. E i voti del cattivo e della buona andranno tutti al Pdl. Non tutto il male viene per nuocere…(Veronica Tussi) (n.r. questo è il vero miracolo del belusconismo. E’ stata capace di riunire sotto la medesima bandiera i buoni e i cattivi. Per nostra fortuna ha lasciato per strada i mezzi buoni e i mezzi cattivi. Rassegniamoci, meglio di niente.)

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Il male oscuro della società contemporanea

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

Molti osservatori hanno da tempo lanciato un allarme sulla tendenza della società contemporanea verso una caduta dei valori tradizionali e una persistente inclinazione ad assumerne altri che ci allontanano inesorabilmente dal concetto di armonia e di equilibrio nelle relazioni umane e nelle interazioni con l’ambiente. In altri termini prevale la peggiore inclinazione a dirompere i cardini del potere non consentendo allo Stato di tutelare e garantire equità, efficienza e funzionalità agli organi istituzionali, nell’amministrare giustizia e servizi primari sul territorio in cui opera. Questo si verifica in quanto poniamo al centro dei nostri interessi la componente economica e la subordiniamo ai rapporti interpersonali, alle attività e funzioni sociali e a quelli politici di parte che determinano le azioni dei singoli e delle collettività sia a livello privato sia pubblico. Entriamo, di fatto, nella logica più deteriore del consumismo, dell’interesse nummario sopra ogni altro suscitamento di azioni. In definitiva potremmo dire, parafrasando il detto latino “Omnia vincit amor” in “Omnia vincit pecunia”. Mai il fattore ideologico, morale ed etico, della società umana era sceso così in basso. Mai la filosofia della vita era degradata a tal punto di squallore speculativo, come nel presente. E questo accade un po’ ovunque nella società contemporanea e in specie in quei paesi economicamente più avanzati e in via di sviluppo. In tali ambiti scopo dell’esistere pare sia divenuto esclusivamente il conseguimento dell’utile, del guadagno ad ogni costo, del lucro, come se l’uomo fosse da considerare una mera “materia” facendolo consistere in semplici appagamenti “ferini” dei sensi, di incessante e sfrenato godimento egonistico nell’abbuiamento completo dei sentimenti e delle esigenze dello spirito. Se da questa prospettazione ci caliamo nella realtà italiana non dovremmo meravigliarci più di tanto se si percepisce che la pratica di vita di alcuni nostri personaggi mediaticamente più gettonati è confacente a questo nuovo andazzo. Ma dobbiamo altresì aggiungere che il danno che essi provocano con tale degradante esempio è notevolmente superiore a quello da loro compiuto, perché è inevitabile l’effetto domino nell’immaginario popolare. Ecco perché a più riprese abbiamo criticato questo modo disinvolto di gestire la propria vita privata che proprio per la funzione che si svolge dovrebbe essere educativa e in controtendenza alle logiche devianti dei costumi correnti. E la critica l’abbiamo estesa a quelle autorità morali conclamate come le religioni che sembrano tollerare l’andazzo attuale senza contrastarlo con un fermo richiamo etico. Non dimentichiamo la magistrale lezione del poverello di Assisi anche nei confronti dei signori del Vaticano. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La banalità del nostro piccolo male

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Lettera al direttore. Su Il fatto Quotidiano del 20 gennaio è apparsa una breve lettera dal titolo forse non del tutto appropriato: “Libertà di ribellione”. Lettera a mio parere oltremodo interessante. L’autore, infatti, anche se non lo dice esplicitamente, dà una spiegazione del perché Silvio Berlusconi continui ad avere tanti consensi. Certamente l’autore aveva in mente il libro di Hannah Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, e probabilmente non lo ha citato per non creare equivoci. Il male, infatti, del quale parlava Arendt, nulla ha da spartire col male cui allude l’autore della lettera: il “comportamento licenzioso” (cito da lui)  del presidente del Consiglio, e l’accanimento d’alcuni “cinici conduttori televisivi” su tristi vicende di cronaca nera. Nulla da spartire. Ma c’è un’analogia tra l’incapacità di giudicare di tanti tedeschi al tempo di Hitler, e l’incapacità di giudicare di un “numero ben consistente d’italiani” (cito sempre dalla lettera). E questo perché il nostro male, infinitamente piccolo in confronto al grande male del nazismo, pure è diventato “banale”. Così, può accadere che un giornalista possa tenere in mano presunti strumenti con i quali sarebbe stata fracassata (provo fastidio nello scrivere queste parole, ma è necessario) la testina di un bambino, e parlarne tranquillamente, senza battere ciglio. Può accadere che un giornalista in televisione si chieda con disinvoltura se una ragazzina dopo essere stata uccisa è stata violentata subito o dopo qualche ora, e parlare della tragedia ogni giorno per mesi. Può accadere che moltissime persone li ascoltino, senza provare nessun disgusto. Ed accade che moltissime persone trovino “normale” il comportamento di Silvio Berlusconi, giacché hanno perso la capacità di riflettere, e quindi la capacità di giudicare. A rendere “banale” il grande male in Gemania, fu la violenza della dittatura, a rendere “banale” il nostro piccolo male sono stati i mezzi di comunicazione di massa. (Renato Pierri)

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Muoiano tutti in pace e così sia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Lettera al direttore. Per me  il problema dell’esistenza di Dio non ha mai costituito  una grande preoccupazione, perlomeno per quanto riguarda la mia sorte dopo la morte. Sto tranquilla, perché nella mia vita ho sempre cercato di non far del male a nessuno, e quando ho potuto, ho cercato di fare del bene. Così, sono certa che se Dio esiste, una brava persona come me sarà accolta in paradiso a braccia aperte. Se Dio non esiste e quindi neppure l’anima, parimenti e forse a maggior ragione, non devo preoccuparmi di nulla, giacché neppure saprò d’essere morta (e come potrei?). A pensarci bene, una colpa forse ce l’ho. Ma siccome Dio dovrebbe essere misericordioso, perlomeno secondo i cristiani, sicuramente me la perdonerebbe. Ho sempre desiderato la morte, magari anche improvvisa, indolore, dei potenti cattivi della terra, ma anche dei cattivi non potenti,  di tutti i violenti in genere. Ho sempre pensato: se gli venisse un colpo, l’umanità ci guadagnerebbe, un po’ di sofferenza in meno sulla terra! Tiranni, guerrafondai, assassini, sfruttatori, torturatori, stupratori,  muoiano tutti in pace e così sia. (Elisa Merlo)

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Giustizia: Confronto cruento tra padre e figlio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Una decisione della quinta sezione della Corte di Cassazione penale che farà discutere, secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti”, la numero 35075 depositata il 29 settembre 2010. Risponde infatti di lesioni volontarie, secondo il principio espresso nella sentenza, il padre che strattona violentemente il figlio dopo aver tentato inutilmente di abbracciarlo e gli provoca il cosiddetto “colpo di frusta” anche se non aveva intenzione di fargli del male. Gli ermellini hanno così rigettato il ricorso di un uomo condannato dal Tribunale di Milano per lesioni volontarie ai danni della figlia.  Più  precisamente secondo quanto sarebbe emerso dal processo, il padre della piccola, dopo essersi recato a casa dell’ex moglie per incontrare i figli, aveva tentato di abbracciarla ed essendo stato respinto l’aveva strattonata violentemente procurandole un colpo di frusta e uno shock emotivo.  Secondo quanto sostenuto dalla difesa, l’imputato non poteva essere accusato del reato di lesioni volontarie, dal momento che lui non aveva mai voluto far del male alla figlia. I giudici di piazza Cavour hanno però respinto il ricorso e confermato la condanna dell’uomo motivando che “è irrilevante l’assenza di specifica intenzione di produrre lesioni, qualora sia indubitabile la sua coscienza e volontà di strattonarla, tenendola per le spalle, e quindi di porre in essere nei suoi confronti un atto di violenza idoneo a provocare quel “colpo di frusta”, che è notoriamente la frequente conseguenza di una sollecitazione delle vertebre cervicali dovuta alla forzata oscillazione del capo.”

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Risposta di Corrado Augias

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

La mia lettera “Non capisco la relazione…”,  da voi pubblicata in anticipo, è stata pubblicata da Corrado Augias su La Repubblica del 9 settembre, col titolo: “Il Vaticano lontano dai problemi reali”. Trascrivo la sua risposta.
“Quel messaggio, giudicando dalle lettere, ha sollevato non poche perplessità proprio nei suoi potenziali ascoltatori… Questo Papa continua ad esprimersi male. Il suo errore è simile a quello di Padoa Schioppa quando definì “bellissime” le tasse. Il concetto era giusto, l’espressione orribile. Il papa ha ragione a dire che un giovane non deve badare solo alle cose materiali. Lo pensiamo in molti, la letteratura e la storia lo confermano. Ma nel suo discorso ha di nuovo inciampato in quel distacco dai problemi reali che sono il vero handicap della Chiesa di Roma. Lo dicono in molti ormai, giorni fa lo ha scritto perfino Don Verzé. Le alte gerarchie dovrebbero cominciare a pensarci. La domanda di fondo infatti è: perché non lo fanno? Non vogliono? Non ne sono capaci?” (Francesca Ribeiro)

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Libro: Una terribile eredità

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Un soldato cubano in Angola vive un incubo di cinque anni che lo porterà a conoscere orrore su orrore, fino all’esperienza indicibile del cannibalismo. Da reduce, quel ricordo diventerà per lui insopportabile, un peso destinato a trasformarsi in brama di carne. Metodico come il più inumano degli assassini, sceglierà allora le strade povere dell’Avana per dare la caccia alle sue vittime innocenti. Creando un affascinante connubio di horror e reportage, Gordiano Lupi torna a Cuba per raccontare una parabola che afferra allo stomaco, una storia cupa sull’ossessione del male e, insieme, un viaggio impietoso in una terra che resta ancora da scoprire. L’esplorazione della cultura di un popolo s’intreccia alle trame spietate di una guerra condotta in modo barbaro fino all’inverosimile. Il punto di partenza è infatti l’Angola, dove i soldati cubani sono costretti a vivere un tormento assurdo e privo di logica, nel cuore di un’Africa selvaggia, tra mangiatori di scimmie, ritualità macabre e violenza efferata. A vivere l’incubo è un cittadino comune, con una moglie incinta che lo attende all’Avana e, come sorte, un percorso senza ritorno nella follia.  Asciutto, teso e lucido, il romanzo procede con ritmo inflessibile per concentrarsi sul ritorno a casa del reduce, dove la spersonalizzazione operata dalla guerra e dalle crudeltà di un regime segneranno le ultime tappe del suo destino. Rimasto vedovo, l’uomo si ciberà di innocenza, paradossalmente senza smettere la propria sensibilità, l’amore per il figlio, né il senso di colpa. Così la storia si fa emblematica, disegnando scenari in cui il macabro s’allea con la realtà, la pena con la follia, l’amore con la morte. (Collana Walkie Talkie diretta da Luigi Bernardi  Perdisa Pop euro 12,00  pagine 128 Isbn 978 88 8372 376 6)
Gordiano Lupi (Piombino, 1960) ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz. I suoi lavori più recenti sono: Cuba Magica – consersazioni con un santèro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viagio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe (Il Foglio, 2006), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Avana Killing (Sered, 2008), Mi Cuba (Mediane, 2008), Per conoscere Yoani Sanchez (Il Foglio, 2010). Cura la versione italiana del blog “Generaciòn Y” della scrittrice cubana Yoani Sànchez e ha curato il suo primo libro Cuba libre (Rizzoli, 2009).

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La profezia di Virginia Woolf

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Lettera al direttore. Quando ero bambino, ben oltre mezzo secolo fa, mia madre cantava una canzoncina che,  se non ricordo male, faceva così: “Se vuoi vivere senza pensieri, tu le donne non devi guardar, sono vipere dagli occhi neri, e perciò non le devi curar.”.Parole insulse, ma ingenue,  quasi innocenti, se confrontate con quelle triviali e perniciose, che un signore dai capelli ormai bianchi, ha avuto la possibilità di scrivere su un noto quotidiano. Qualche sera fa, quale autore appunto di quelle insulsaggini, il signore partecipava ad una trasmissione televisiva dedicata agli “Uomini che odiano le donne”, che a stento sono riuscito a guardare per non più di cinque minuti. Riporto alcune frasi che ebbe a scrivere il raffinato scrittore: “Le donne sono una razza nemica… Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni. Se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe”. All’eleganza delle sue parole, voglio accostare (mi perdoni la grande scrittrice dall’aldilà) la profezia di Virginia Woolf: “Dunque, se è lecito fare profezie, le donne in tempi a venire scriveranno meno romanzi, ma romanzi più belli; e non romanzi soltanto, bensì poesia e critica e storia. Ma certo stiamo guardando lontano, a quell’età dell’oro, quell’età forse mitica, in cui le donne avranno quello che tanto a lungo è stato loro negato: tempo, e denaro, e una stanza tutta per sé”. E’ evidente che l’età mitica delle donne turba profondamente il signore dai capelli ormai bianchi. (Renato Pierri)

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