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Posts Tagged ‘maltempo’

Maltempo, colpiti peperoni, melanzane e zucchine

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

I Mercati all’ingrosso ortofrutticoli nazionali stanno subendo i primi effetti del maltempo che ha visto coinvolta l’Europa nelle ultime settimane. Dalle elaborazioni di Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) sulle rilevazioni effettuate nei Mercati all’ingrosso appartenenti alla Rete di Imprese ITALMERCATI, risulta evidente che a subirne maggiormente le conseguenze siano soprattutto i prezzi dei peperoni ma anche quelli delle melanzane e delle zucchine. Andando nel dettaglio, la neve caduta in Spagna ha bloccato l’importazione di peperoni e melanzane nel nostro paese causando meno disponibilità di prodotto nei Mercati e facendo balzare i prezzi all’ingrosso, da dicembre 2020 a oggi, da 1,60 euro/chilo a 1,80 euro/chilo per i peperoni e da 1,20 a 2,00 euro/chilo per le melanzane. Purtroppo anche il maltempo avuto in Italia è complice di questo aumento dei prezzi soprattutto per quanto riguarda le zucchine provenienti dal Lazio e dalla Campania, passate da 1,20 euro/chilo, a dicembre, a 1,60 euro/chilo. Nonostante queste variazioni vale la pena ricordare che la qualità dei prodotti, che in questo periodo dell’anno sono coltivati in serra, è buona e che i prezzi non hanno raggiunto, per ora, livelli critici. Rimangono nella media i prezzi per tutti gli altri prodotti presenti nei Mercati, soprattutto per quelli “di stagione” come ad esempio i cavoli, i finocchi, le cicorie, le bietole e gli agrumi. Considerando il freddo che accompagnerà i prossimi giorni, però, la situazione potrebbe protrarsi in attesa di riavere temperature meno fredde e giornate più soleggiate.

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Maltempo: Cia, agricoltura sotto tiro

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Non si ferma l’ondata di maltempo in Italia e nelle campagne crescono danni e disagi: terreni, magazzini e attrezzature sono finite sotto acqua e fango, mentre smottamenti e frane continuano a causare pesanti difficoltà alla circolazione nelle strade rurali totalmente allagate. Caos neve per le aziende agricole situate nelle aree di montagna. Ora c’è il rischio asfissia e marciume per le coltivazioni sommerse dall’acqua, in particolare i cereali, con effetti negativi registrati anche su vigneti, frutteti e allevamenti. Lo afferma Cia-Agricoltori Italiani, dopo un primo monitoraggio della situazione, spiegando che si contano già milioni di danni per l’agricoltura. Situazioni critiche soprattutto in Veneto. Nel Bellunese, al di sopra di 1.500 metri, sono caduti più di 1,5 metri di neve, creando molte difficoltà per l’approvvigionamento delle materie prime per l’alimentazione dei bovini. Il blocco della corrente elettrica provoca molte difficoltà per l’attività agricola come la mungitura etc. Situazione diversa nei territori pedemontani, dove le grandi precipitazioni hanno causato gravi smottamenti, compromettendo l’asseto idrogeologico del territorio. Da una prima stima, solo per il comparto agricolo regionale il danno supera i 20 milioni di euro. Problemi enormi al settore anche in Emilia-Romagna, nel Modenese, con perdite già evidenti sui seminativi, in particolare grano ed erba medica per il Parmigiano Reggiano, ancora da calcolare sui frutteti in riposo colturale, oltre a danni consistenti alle abitazioni rurali e ai macchinari. Condizioni difficili, ma in misura minore, in Liguria e Piemonte, Toscana, Campania, Basilicata e Sicilia nel Messinese.Per questo, “crediamo non sia più rinviabile un Piano nazionale di manutenzione e di governo del territorio, che sia capace di far fronte alla drammatica questione del rischio idrogeologico legato a fenomeni climatici incontrollabili e sempre più frequenti -continua Scanavino-. Un Piano, lanciato con il nostro progetto ‘Il Paese che Vogliamo’, che attivi un dialogo costante con le strutture e i protagonisti delle aree interne, a partire dagli agricoltori; sia sotto la regia della Presidenza del Consiglio e non di un singolo ministero; attinga dal Recovery Fund le risorse necessarie alla messa in sicurezza dell’Italia”.

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Maltempo: Cia, Governo intervenga su sistema idrico a partire dalle fiumare calabre

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Le piogge di particolare intensità nel Crotonese con disastrose ripercussioni anche sull’agricoltura del territorio, allagamenti e semine compromesse, danni a strutture e reti viarie, riporti l’attenzione sulla necessità di un Piano nazionale di gestione anche del sistema idrico del Paese come già sollecitato da tempo e anche dopo l’ultima tragedia a ottobre nel Nord Ovest d’Italia. A intervenire di nuovo sul tema è Cia-Agricoltori Italiani che chiede al Governo di agire subito con una metodologia innovativa e più pragmatica, sotto la regia della Presidenza del Consiglio. Per Cia, lo stato emergenziale in cui si trova ora Crotone, a causa delle piogge abbondanti, mette sotto lente d’ingrandimento le criticità gestionali delle fiumare calabre così come delle bonifiche del sistema idrico locale. Si tratta dell’ennesimo caso che fa dell’Italia un Paese estremamente fragile e che per questo richiede con assoluta urgenza, interventi organici e investimenti in prevenzione. Dunque per Cia non è più rinviabile un Piano nazionale che metta seriamente mano alla gestione delle infrastrutture idriche e di bonifica, in grado di affrontare il dramma del rischio idrogeologico legato a fenomeni climatici sempre più frequenti. Secondo Cia, infatti, serve un nuovo approccio sistemico a tutte le aree del Paese, come l’organizzazione ampiamente sostiene da più di un anno con il progetto “Il Paese che Vogliamo”, rivolto alla tutela e rinascita delle aeree interne. “Se non si riparte da un dialogo costante con le strutture e i protagonisti che controllano capillarmente il territorio -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- non se ne esce. Occorre risalire i fiumi e indagare a monte, su quei versanti spopolati e caratterizzati da un sistema idrografico e demografico alterato ormai per sempre. E’ chiaro che non è sufficiente l’intervento di un singolo ministero -conclude Scanavino-. Il nuovo Piano di manutenzione deve seguire la regia centralizzata di Palazzo Chigi, attingendo anche dal Recovery Fund le risorse necessarie alla messa in sicurezza del territorio nazionale”.

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Maltempo: Emergenza Piemonte

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“Bene il presidente Cirio sulla richiesta dello stato di emergenza. La situazione è drammatica in Piemonte e si susseguono continuamente notizie di smottamenti, straripamenti e devastazioni a causa del maltempo. In particolare nella provincia di Novara la situazione sta diventando preoccupante ed è necessario intervenire prontamente per evitare il peggio. Sul fiume Sesia a Romagnano è crollato il ponte così come a Grignasco, Ghemme, Carpignano e Vinzaglio la situazione è sempre più preoccupante a conferma che tutta la provincia di Novara è sotto una gravissima emergenza ed ha bisogno subito di aiuti. Per questo il governo faccia la sua parte, il Piemonte non va lasciato solo”. Lo dichiara il senatore Gaetano Nastri, vice coordinatore vicario di FdI in Piemonte. In un tweet, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli precisa la posizione del governo: “ Come Governo assicureremo il supporto necessario alla Regione Piemonte e agli enti locali che sono stati travolti da questa forte ondata di maltempo. Il mio pensiero va al giovane scomparso e a tutti i dispersi. Ai soccorritori un ringraziamento sincero per l’impegno profuso”.

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Maltempo: Cia Veneto, ancora danni. Serve piano di adattamento a cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Verona, Cortina d’Ampezzo, Vicenza, di nuovo Verona. Il Veneto in questi giorni è sotto lo scacco del maltempo. Eventi violenti con conseguente drammatiche, sia per i centri urbani che per la campagna. Cia Veneto e le sue articolazioni provinciali sono impegnate nella conta dei danni, a pochi giorni da una vendemmia che doveva rappresentare un momento di rilancio e che, invece, rischia di essere l’ennesimo evento avverso del 2020.«Va fatto un ragionamento di ampio respiro sui mutamenti climatici –spiega il presidente di Cia Veneto Gianmichele Passarini- purtroppo ormai consolidati. Ma le piogge così violente, il vento così forte non devono trarci in inganno: i veri problemi sono l’aumento della temperatura e la siccità».Alcune zone del pianeta stanno già risentendo dell’aumento di temperature, e il Mediterraneo è uno di questi. Il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010.«Fare i conti con il clima che cambia –conferma Passarini– è diventato strategico per il futuro. È necessario un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, che ribalterebbe la situazione e ci permetterebbe di pianificare tecniche e strategie necessarie alla mitigazione dell’impatto degli eventi. Serve un cambio di approccio, in grado di mettere al centro gli agricoltori, gli esperti, i ricercatori e i decisori politici». Alcuni esempi? In Veneto serve un piano invasi (utili anche durante eventi alluvionali come quelli dei giorni scorsi), soprattutto di piccole dimensioni. Serve una politica di rimboschimento: i boschi sono sempre più radi, fusti e radici non trattengono più i materiali a monte e basta una pioggia normale per fare ingrossare i fiumi e far viaggiare i detriti ad alta velocità verso valle.«Un’altra domanda –aggiunge il presidente di Cia Veneto– che merita una risposta, riguarda l’acqua sotterranea: se ne infiltra sempre meno a causa dell’elevata impermeabilizzazione del suolo: purtroppo la cementificazione della nostra regione negli ultimi decenni è stata impetuosa, siamo secondi solo alla Lombardia per crescita di cubature. Abbiamo espresso più volte alla Regione la disponibilità dei nostri associati a fare allagare –dietro compenso economico– i campi in caso di alluvione per salvaguardare i centri abitati. Il costo per la collettività sarebbe sicuramente inferiore rispetto ai risarcimenti necessari per abitazioni e attività commerciali. Ma si tratta, appunto, di soluzioni tampone, adottate per far fronte alle emergenze: meglio pensare a politiche di lungo termine, volte più alla prevenzione e al “controllo”».

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Maltempo: impatto sui prezzi all’ingrosso della frutta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Dalle elaborazioni di Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) sulle rilevazioni effettuate nei mercati all’ingrosso appartenenti alla Rete di Imprese ITALMERCATI, il maltempo degli ultimi giorni non sta provocando effetti sui prezzi all’ingrosso della frutta nazionale.L’andamento dei prezzi all’ingrosso di questa settimana, infatti, è determinato da un livello medio-basso della domanda nei confronti della frutta estiva da parte del consumatore che ancora non è proiettato all’acquisto di prodotti tipici di questo periodo.Per quanto riguarda le albicocche, si registrano prezzi che vanno da 2,20 a 2,80 euro/Kg. A causa dei forti danni alla produzione causati dalle gelate di fine marzo, non ci si aspetta una flessione dei prezzi.Qualità molto buona per le ciliegie e quotazioni in calo rispetto alla settimana precedente, seppur nella norma rispetto alla media del periodo, che vanno dai 4,00 ai 5,00 euro/kg con punte di 6,00 euro/Kg per i prodotti a marchio, come le ciliegie di Vignola IGP. Nonostante le piogge degli ultimi giorni, non si è verificato il fenomeno della fessurazione tipico di questo prodotto. Questo vuol dire che l’acqua assorbita dai ciliegi in questi giorni non ha raggiunto quantità così elevate da causare lo spaccamento del frutto che presenta, infatti, un buon aspetto.Domanda medio-bassa anche per pesche e nettarine con prezzi che vanno da 1,50 a 2,00 euro/Kg per il prodotto di calibro maggiore, fino a 2,50 euro/Kg per le nettarine sempre di calibro maggiore.Anche per l’anguria il maltempo non sta incidendo sulla qualità del prodotto ma sta frenando i consumatori all’acquisto. Nonostante questo sono stati registrati prezzi nella norma rispetto alla media del periodo che vanno dai 0,70 ai 0.80 euro/kg.Prezzi del melone retato leggermente al di sopra della media con una forbice che va da 1,30 a 1,80 euro/Kg grazie ad una aumento della domanda per questo prodotto.Italmercati è la rete d’imprese a cui aderiscono i principali mercati all’ingrosso italiani finalizzata a restituire centralità ai mercati e agli operatori come obiettivo principale.Borsa Merci Telematica Italiana S.c.p.A. (BMTI) è il mercato telematico dei prodotti agricoli, agroenergetici, agroalimentari, ittici e dei servizi logistici.

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Maltempo in Puglia e danni al territorio e ai prodotti agricoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Il maltempo che ha colpito nelle ultime ore la Puglia conferma la necessità di interventi strutturali e di manutenzione ordinaria e straordinaria per ridurre il rischio idrogeologico e rispondere ai cambiamenti climatici – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso.I raccolti autunnali pugliesi sono stati colpiti duramente, in modo particolare quello delle olive, mentre violente raffiche di vento hanno distrutto serre, tendoni, strutture e alberi. Nessuna delle province pugliesi è stata risparmiata.Eventi estremi come quest’ultimo, con piogge e venti che hanno provocato ingenti danni in molte regioni d’Italia, sono una delle conseguenze del clima che cambia. Per una regione già ad alto rischio idrogeologico come la Puglia, servono piani di investimento per la prevenzione al fine di difendere le persone, il territorio e i prodotti del lavoro agricolo – prosegue Tiso. E’ inoltre necessaria un’adeguata formazione degli amministratori locali e degli attori che operano sul territorio.L’agricoltura ha un ruolo molto importante nel presidio di un territorio estremamente vulnerabile. Un’accurata manutenzione di canali di scolo, invasi e reti irrigue e l’adozione di misure preventive adeguate può contribuire a ridurre i danni del maltempo. Non prevenire ha costi enormi per la collettività. Occorre per questo intervenire in anticipo, accompagnando gli investimenti per la crescita e lo sviluppo a un’azione mirata a proteggere le nostre campagne.

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Maltempo: Servono accordi assicurativi in agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Gli ingenti danni causati in questi giorni dal maltempo – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – hanno rilevato ancora una volta l’urgenza di misure che agevolino la sottoscrizione di polizze assicurative finalizzate a tutelare i prodotti agroalimentari. Come Confeuro, infatti, riteniamo essenziale lavorare in questa direzione anche per tener fronte ai costanti mutamenti climatici di questi anni e per continuare a tenere alto il blasone del made in Italy.Le politiche agricole di questi decenni sono sempre state pensate per agire come palliativi o come misure tampone e mai come parte di una strategia complessiva mirata a valorizzare il comparto agricolo. Il nostro auspicio, invece – continua Tiso – è che misure come quelle volte a rendere conveniente la stipula di polizze assicurative sulle produzioni divengano parte di un modello di sviluppo più lungimirante.
Le richieste di stato di calamità (in molti casi giustificate) che spesso accompagnano questi eventi, devono essere anticipate con delle politiche di prevenzione che si muovano un doppio binario; da una parte, come già detto, attraverso degli strumenti di natura economico-finanziaria; dall’altra mediante accorgimenti ambientali utili ad arginare le frane grazie a percorsi di forestazione e di tutela del paesaggio. Nel giorno dell’Overshoot Day, data nella quale si calcola l’esaurimento delle risorse terresti per l’anno in corso e si comincia ad accingere alle “riserve”, è essenziale sottolineare l’urgenza di un cambio di paradigma fortemente coraggioso, ecologico e sostenibile che lavori per prevenire i problemi. Ora più che mai infatti – conclude Tiso – c’è bisogno di abbandonare la retorica per abbracciare finalmente una svolta verde.

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Le criticità dovute al maltempo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

“Si stanno verificando nel nord del Paese, in particolare in alcune zone della Lombardia. Mettono ancora una volta a nudo la fragilità complessiva del territorio italiano. Va sottolineato con chiarezza e decisione come non sia il singolo evento meteorologico, per quanto improvviso e intenso, a determinare gli effetti che stiamo osservando. Alla base di tutto c’è la capacità del suolo di rispondere in modo elastico ed efficace al singolo fattore climatico e di assorbirne gli effetti: cosa ovviamente estremamente improbabile o impossibile quando nel tempo si sono operate scelte sciagurate sotto il profilo ambientale, urbanistico e infrastrutturale».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, urbanista e direttore scientifico del Centro Studi Sogeea.
«Molte delle zone più duramente colpite in queste ore avevano vissuto episodi simili appena lo scorso autunno e questo fa capire come ci siano situazioni incancrenite su cui bisogna intervenire con programmi di ampio respiro: le toppe messe sull’onda dell’emergenza servono a poco. Così come in tante altre realtà del nostro Paese, che presenta il 90% dei Comuni esposti quotidianamente a rischi idrogeologici, andrebbe ripensato l’assetto complessivo del territorio.Non basta effettuare la pulizia dei fondali dei torrenti o la manutenzione degli argini dei fiumi se i corsi d’acqua sono stati interrati o costretti in innaturali alvei o se si è lasciato costruire abitazioni in zone manifestamente pericolose. Un suolo manomesso, privato delle opportune piantumazioni e impermeabilizzato con cementificazioni selvagge prima o poi presenterà sempre un conto salatissimo da pagare».

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Sull’Italia piove a chiazze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

Se il maltempo sta colpendo il Nord da settimane, non piove ovunque alla stessa maniera: a dirlo è l’ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), analizzando i dati sugli apporti fluviali.Nel comprensorio di Reggio Emilia, ad esempio, le piogge particolarmente intense di questi ultimi giorni, cadute con una media in pianura di 40 millimetri e con punte fino a 70 millimetri nella zona di alta pianura, stanno tuttora impegnando duramente la struttura operativa del Consorzio di bonifica Emilia Centrale; tra le principali manovre effettuate si segnalano l’attivazione delle idrovore del Torrione a Gualtieri e di Mondine a Boretto. Nella stessa regione sta invece rientrando nella normalità il fiume Savio che, tra il 10 ed il 12 Maggio scorsi, aveva subito un incremento di portata pari ad oltre 292 metri cubi al secondo, esondando; sempre in Emilia Romagna, il torrente Enza ed il fiume Secchia sono largamente sopra la media stagionale.Diversa è la situazione del fiume Po che, in tutti i rilevamenti (Piacenza, Cremona, Boretto, Borgoforte, Pontelagoscuro) non solo è sotto la media storica, ma anche sotto i livelli dello scorso anno.In Piemonte, i fiumi (Po, Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo) permangono largamente sotto le portate di un anno fa, mentre gli invasi (Ingagna, Ostola, Ravasanella) sono invece indirizzati verso il limite della capienza.Al Centro Sud (Abruzzo, Puglia) ed isole (Sicilia, Sardegna) i bacini si stanno riempiendo ulteriormente; fa eccezione, però, la Basilicata, dove mancano all’appello quasi 65 milioni di metri cubi d’acqua. Il lago di Bracciano è a -133 sullo zero idrometrico.Non fanno eccezione i grandi laghi: se il lago di Garda sta sfiorando il massimo storico, il lago di Como è sotto la media del periodo.“Questa situazione così frammentata localmente – commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – conferma la necessità di infrastrutturare il territorio con bacini capaci di raccogliere l’acqua di pioggia, trattenendo le ondate di piena; con la realizzazione degli interventi previsti dal Piano Nazionale Invasi punteremo così ad abbinare funzioni ambientali e di prevenzione idrogeologica.”

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3BMETEO.COM: “eccezionale ondata di gelo siberiano in arrivo, colpita anche l’Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 febbraio 2018

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: “arrivano i gelidi venti di Buran sull’Europa, quasi tutta al gelo a partire dal weekend con tracollo termico e nevicate in pianura. Colpita anche l’Italia, specie centro-settentrionale”
“Confermata l’ondata di gelo di notevole intensità che colpirà l’Europa dalla Siberia a partire dal prossimo weekend, sotto i gelidi venti di Buran” – lo conferma il meteorologo di 3bmeteo.com Edoardo Ferrara che spiega – “Si tratta di un evento davvero eccezionale per durata, estensione ed intensità, come non si vedeva da anni e che farà sicuramente parlare di sé. Si partirà da Scandinavia, Russia e Stati orientali, ma il gelo siberiano dilagherà poi anche su Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, poi Francia e persino Gran Bretagna ed Irlanda Temperature in tracollo con gelo intenso almeno fino ai primi di marzo, valori anche sotto i -10°C in pianura e temperature sotto la media fino a 10/15°C. Previste giornate di ghiaccio da Mosca a Varsavia, Budapest, Berlino, Copenaghen, poi anche Amesterdam, Parigi, Londra e persino Dublino. Addirittura sul Baltico sono previste isoterme di -25°C a 1400m lunedì, valori da Polo Nord! I gelidi venti siberiani accompagneranno sull’Europa niente meno che un lobo del vortice polare, che andrà piazzandosi nel cuore del Vecchio Continente. Nel frattempo in sede polare lo Stratwarming avrà creato uno sconquasso con vortice polare spaccato e sostituito da un anomalo quanto mite anticiclone, con temperature sopra la media anche di 25°C!”
“Saranno possibili rovesci di neve in pianura localizzati e a tratti sottoforma di blizzard su quasi tutta l’Europa,” – prosegue l’esperto di 3bmeteo.com – “dalla Russia alla Francia, ma anche Inghilterra, Balcani, Scandinavia; solo la Penisola Iberica dovrebbe rimanere tagliata fuori. Rischio forti disagi per diversi giorni nel settore dei trasporti e attività all’aria aperta. Per chi ha in programma di mettersi in viaggio nei prossimi giorni, consulti attentamente le previsioni e tenga in considerazione che saremo davanti ad un evento di portata storica.”
“Tra domenica e lunedì il gelo siberiano farà il suo ingresso anche sull’Italia specie centro-settentrionale che verrà addirittura raggiunta dal lobo del vortice polare; più ai margini ma comunque interessato anche il Sud. Il grande freddo irromperà dapprima dalla porta della bora sull’alto Adriatico nel corso di domenica, per poi dilagare anche sul resto della Penisola; attesi venti forti e molto freddi da Nordest, con bora a oltre 100km/h su Trieste e qui clima gelido. Possibile neve inizialmente sulle adriatiche fino alla costa, in collina al Sud o a tratti in pianura, ma subito a seguire in pianura anche al Centronord ( questo aspetto resta tuttavia in fase di analisi e da confermare). Seguiranno importanti aggiornamenti” – aggiunge Ferrara di 3bmeteo.com
“Prima di questo evento di notevole portata faremo i conti con una perturbazione che fino a sabato porterà piogge e temporali al Centrosud, nevicate a quote collinari al Nord se non a tratti in pianura, specie su Emilia, basso Piemonte, mista a pioggia in Lombardia, parte del Veneto, in collina su entroterra ligure. Attenzione infine a domenica, quando sulla Valpadana irromperanno i gelidi venti di bora che potranno portare anche a qualche locale nevicata e tracollo termico” – concludono da 3bmeteo.com

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Maltempo e danni preannunciati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

roma pioggia«Sono bastate le prime piogge di fine estate per far scattare la conta di morti, feriti e danni materiali che, con tragica puntualità, in Italia accompagna qualsiasi fenomeno meteorologico di intensità superiore alla norma. Più che la violenza delle precipitazioni, non c’è dubbio che a fare la differenza sia la capacità di un territorio di rispondere in modo il più possibile elastico a tali eventi. Ciò non può ovviamente verificarsi laddove siano state effettuate scelte urbanistiche scellerate: impermeabilizzazione sistematica del suolo; urbanizzazione massiccia lungo fiumi e torrenti con conseguente spostamento, riduzione o addirittura copertura degli spazi a disposizione dei corsi d’acqua; eliminazione della piantumazione; assenza di sistemi di chiuse e di aree ad hoc dove poter effettuare esondazioni in sicurezza».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Un elenco che comprende solo alcuni degli errori più macroscopici e che si sposa perfettamente con l’incuria che la maggioranza delle amministrazioni locali riserva a fondamentali azioni di prevenzione come la ripulitura dei fondi dei fiumi o la manutenzione degli argini. Ma è un’attenzione complessiva alle tematiche legate all’ambiente che sembra mancare nel nostro Paese: ciò sia da parte dei cittadini, che spesso prendono posizione sui massimi sistemi salvo disinteressarsi di problematiche altamente impattanti per la loro quotidianità, sia da parte delle forze politiche, che in molti casi hanno colpevolmente eliminato le questioni ambientali dalle rispettive agende. Non è un caso – prosegue Simoncini – che da quasi un anno e mezzo in Parlamento ci sia un disegno di legge per contrastare il consumo del suolo che giace agonizzante o che gli ultimi quesiti referendari su tematiche “verdi” siano stati trattati con una sufficienza ai limiti del boicottaggio, con tanto di invito agli elettori a restarsene a casa. Come se gli oltre 7 milioni di cittadini che vivono in territori ad elevata pericolosità idrogeologica non esistessero o non rispondesse al vero che il 90% dei Comuni italiani sia costantemente esposto al rischio di frane e alluvioni».

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Maltempo a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

roma pioggiaRoma. Il Dipartimento Infrastrutture (Simu – Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) presidia la situazione maltempo in sinergia con il Coc (Centro Operativo Comunale), convocato ieri dalla sindaca di Roma Virginia Raggi a seguito all’allerta meteo nella Capitale diramata dal Sistema di Protezione Civile.In campo 15 squadre del Simu al lavoro sulle strade a maggior rischio allagamento, per predisporre disostruzioni e allontanamento delle acque meteoriche. Già risolti i casi di allagamenti stradali segnalati su via Cristoforo Colombo, via Oceano Atlantico, piazza Colosseo, piazzale Ponte Milvio, via Capannelle, Piazzale Verano, mentre su via Tiburtina e piazza di Porta Capena sono stati rimossi foglie e aghi di pino. Operative anche le squadre municipali e le imprese di pronto intervento.
In vista delle precipitazioni – che oggi hanno assunto carattere di eccezionalità, avendo superato i 100 mm di pioggia in sole tre ore anziché 70 mm diluiti in tutta la giornata – nel corso di queste settimane è stata anticipata e intensificata la pulizia delle caditoie per prevenire occlusioni e allagamenti. Oltre 100 le arterie cittadine interessate dalla manutenzione: dal Lungotevere a via Tiburtina, via Monti Tiburtini, via Cipro, viale Palmiro Togliatti e via Casilina, fino alle diverse sedi tranviarie.

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Terremoto, maltempo e polemiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

Fabio_Rampelli_daticamera“Il vasto territorio colpito dal lungo sciame sismico non si trova all’equatore, ma in montagna, alcune frazioni sono, e non da ora, in alta montagna. Che quelle zone siano freddissime e difficilmente raggiungibili si sa da sempre, e neppure la Salaria, ammodernata e potenziata con cantieri ancora aperti da decenni, riesce a risolvere questo problema aggravato dai ritardi dei vertici del governo, della protezione civile, del commissario al terremoto. Oggi chiedono di evitare polemiche! Sarebbe forse stato meglio che loro evitassero di fare conferenze stampa lanciando facili promesse e impegni sistematicamente inevasi per una catena di comando lenta perché farraginosa.
Invece di fingere indignazione avrebbero dovuto dotare i territori di spazzaneve, turbine, pale, e sale! Quello che di certo dopo il caos non possono fare è chiedere il silenzio. Gli italiani sono indignati e hanno il diritto di sapere cosa non ha funzionato, dopo la grande gara di solidarietà cui hanno partecipato. Perché è impossibile prevedere un terremoto, non il maltempo”. E’ quanto ha dichiarato ol capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Maltempo in Piemonte

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

maltempo-piemonte«I sessantotto morti e gli oltre duemila sfollati dell’alluvione del 1994 non hanno insegnato nulla: la provincia di Cuneo, ancora una volta, è sconvolta da un’ondata di maltempo che ne mette impietosamente in evidenza l’estrema fragilità del tessuto urbanistico e ambientale. Siamo in presenza di territori in cui la dispersione urbana e l’incessante impermeabilizzazione del suolo hanno compromesso considerevolmente la capacità del territorio di assorbire fenomeni meteorologici anche leggermente al di sopra della media. Con grande amarezza, bisogna constatare che ventidue anni sono passati invano: come in tante altre parti del nostro Paese, l’emotività legata al singolo evento non viene mai accompagnata da inequivocabili segnali di discontinuità, da un deciso cambio di direzione a livello di scelte politiche e di pratiche amministrative».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Di certo nessuno potrà dire che si è trattato di un fenomeno inatteso – spiega Simoncini –. Quella compresa fra le province di Cuneo e Savona è una delle zone dell’Italia settentrionale storicamente più sensibili dal punto di vista idrogeologico: negli ultimi cinquant’anni si possono contare almeno una sessantina di alluvioni di forte intensità e non più tardi del 2009 proprio il fiume Tanaro fu interessato da una piena di portata assai notevole. Sporadici interventi di manutenzione degli argini o di ripulitura dei letti dei corsi d’acqua non possono evidentemente bastare a mettere in sicurezza il mezzo milione di persone che solo in Piemonte vive in zone ad alto rischio di frane e alluvioni. Allargando lo sguardo all’Italia, va sottolineato come un territorio di 23.000 chilometri quadrati, vale a dire l’equivalente dell’intera regione Toscana, sia ormai irrimediabilmente cementificato e impermeabilizzato. Tra l’altro, quasi il 30% del suolo consumato si trova in aree a pericolosità idraulica, il 23% in zone in cui è probabile che possano verificarsi delle frane. Le grandi città, ma anche realtà abitative di dimensioni assai più contenute, non perseguono serie politiche di riqualificazione dell’esistente, ma tendono senza sosta a svilupparsi verso l’esterno, erodendo porzioni sempre più vaste di territorio e creando periferie e frazioni prive dei necessari requisiti di sicurezza come argini per fiumi e torrenti, canali di scolo per la pioggia, impianti idrovori, consolidamento della piantumazione. Così facendo, vittime e danni si continueranno a contare senza sosta». (foto: fonte Corriere della sera)

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Roma: maltempo e interventi protezione civile del Campidoglio

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2012

Porta Metronia

Image via Wikipedia

Sono stati centinaia gli interventi effettuati dalle unità operative della Protezione civile di Roma Capitale per far fronte alle situazioni di crisi generate dall’ondata di maltempo che nelle ultime 24 ore ha interessato la Capitale.
Soccorso agli automobilisti GRA
· Distribuiti 600 pasti e 1.500 coperte dalle ore 23 alle ore 3
Assistenza sanitaria programmata ed in emergenza Assistiti oltre 100 pazienti dializzati. Molti di essi sono stati condotti in sicurezza presso gli centri specializzati della Capitale.
Mezzi impiegati in Attività di sgombero neve e di prevenzione ghiaccio. Attività di prevenzione
8 mezzi spalaneve del Servizio Giardini
12 mezzi spalaneve Ama
12 spazzaneve Municipi
4 mezzi spargisale Ama
2 spargisale Municipi
120 mezzi Dipartimento Lavori Pubblici
20 camion dotati di lama spalaneve Municipi
30 camion Municipi
14 bobcat Ama
20 bobcat Municipi
Interventi di salatura e spalatura della neve sono stati effettuati regolarmente presso 32 strutture ospedaliere e 48 distretti Asl
450 tonnellate di sale disperse nel corso degli interventi di prevenzione
Personale impiegato:
900 operatori del Volontariato della Protezione civile
180 operatori Dipartimento Lavori Pubblici
250 unità del Servizio Giardini
45 squadre Acea suddivise in tre turni giornalieri
20 uomini dell’Aeronautica
Personale del Servizio giardini e delle Associazioni di volontariato, in tutto 900 unità suddivise in tre turni operativi, ha operato per favorire la fruibilità della città ed, in particolare, l’accesso agli ospedali, alle stazioni metropolitane e ferroviarie, alle scuole comunali, Asl e altri punti sensibili.
Complessivamente la Protezione civile ha messo in campo una task-force di circa 1500 unità. Per far fronte ad eventuale disagi legati alla fornitura di corrente elettrica, Acea ha assicurato la disponibilità di 45 squadre in tre turni giornalieri. Anche Atac ha rafforzato i presidi di pronto intervento, mentre la Polizia locale di Roma Capitale sta operando a pieno regime per garantire la fluidificazione del traffico.
La Sala Operativa di Porta Metronia, rafforzata per garantire la massima efficienza del coordinamento, ha garantito anche l’attività di assistenza alla popolazione. 700 operatori Ama per 3 turni.
Centri di accoglienza pubblica
350 posti messi a disposizione a partire da ieri nelle strutture di via Visso, via Salaria ex Fiera di Roma e locali della croce rossa di via Toscana Gli operatori della Protezione civile hanno allestito in tempi ristretti un centro d’accoglienza di 150 posti nei locali della ex fiera di Roma, utilizzato da Rom e senza fissa dimora. Un altro centro di 50 posti è stato allestito presso la sede della Croce Rossa di via Toscana.
Proroga dell’accensione dei riscaldamentiDa 12 a 16 ore Per limitare i disagi legati all’abbassamento delle temperature, il Campidoglio ha autorizzato l’ampliamento del periodo di attivazione degli impianti oltre la durata massima delle 12 ore giornaliere, per un massimo di 16 ore, fino al perdurare condizioni climatiche avverse.

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Roma maltempo: emergenza conclusa

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

La Sala Operativa della Protezione civile del Capidoglio alle ore 12 di oggi, sabato 6 novembre, ha ufficializzato la conclusione dell’emergenza legata all’ondata di maltempo che questa notte ha interessato la Capitale. «Superata la fase di allerta, resta confermato lo stato di attenzione per tutte le nostre squadre che in questo momento sono impegnate nel monitoraggio del territorio, per verificare eventuali condizioni di rischio non segnalate» dichiara il direttore della Protezione civile di Roma Capitale, Tommaso Profeta. «I dati rilevati dai pluviometri del Centro Funzionale regionale confermano che le precipitazioni sono state contenute entro i 20 millimetri di cumulata, con punte massime registrate dai pluviometri di Ottavia e Ponte Galeria» spiega Profeta. «Grazie al pronto intervento del dispositivo di prevenzione, organizzazioni di volontariato, Servizio Giardini e Polizia Roma Capitale, sono state risolte in tempi brevi tutte le criticità legate al maltempo e minimizzato i disagi per la cittadinanza. Le strutture operative, coordinate dalla Protezione civile del Campidoglio, hanno eseguito 25 interventi legati alla risoluzione di allagamenti, in particolare a Roma Nord e Ostia». «Il Centro Funzionale centrale del Dipartimento Nazionale prevede per la giornata di domani, lunedì 7 novembre, condizioni meteorologiche di “spiccata variabilità con basso rischio di precipitazioni, temperature minime in diminuzione e venti da tesi a forti sud-orientali, fino a burrasca sui settori costieri” che diminuiranno d’intensità dal pomeriggio» conclude Tommaso Profeta.

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Piemonte: allerta maltempo

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2011

maltempo

Image by nociveglia via Flickr

L’allerta maltempo permane e le prossime giornate possono presentare situazioni critiche E’ stata aperta questa mattina la sala operativa della Protezione civile:, e le strutture della protezione civile provinciale (protezione civile, viabilità e difesa del suolo) sono pronte a intervenire con la collaborazione del Coordinamento del volontariato e della Guardie ecologiche volontarie, mentre sono già attivi i presidi territoriali.
“Anche i cittadini però possono contribuire a tutelarsi dai disagi e a mettersi in sicurezza” spiega Saitta. La Protezione civile provinciale invita in particolare a:
– segnalare le criticità e i problemi al proprio Comune di appartenenza;
– evitare di mettersi in viaggio se non è indispensabile, anche perché le precipitazioni possono essere difformi (più o meno diffuse) anche a poche decine di chilometri di distanza;
– evitare di attraversare corsi d’acqua in piena e di sostare nei pressi di ponti, guadi, rive; e verificare con attenzione prima di utilizzare i sottopassi;
– collaborare attivamente con i volontari qualora esistano interruzioni alla viabilità e con i sindaci qualora dispongano evacuazioni preventive;
– evitare di utilizzare scantinati e locali sotterranei, specie se si sono già allagati in precedenza;
– pulire griglie, canaline di scolo, tombini nei pressi delle proprie abitazioni.
“Sono regole semplici, ma efficaci” ha ricordato il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta “non solo la sicurezza deve partire dall’autotutela, ma servono anche a facilitare il lavoro della protezione civile là dove veramente occorre. Certo, magari cambiare i piani del week end può anche essere un sacrificio, ma anche questo è prevenzione”.

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Maltempo Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Roma «Gli operatori della Protezione Civile di Roma Capitale da ieri sera stanno costantemente monitorando la situazione relativa al livello delle acque del Tevere e dell’Aniene. Questa mattina sono stati effettuati interventi specifici nella zona Tiburtina, nelle aree a ridosso dell’Aniene, con la rimozione dei rifiuti nell’alveo del fosso di Pratolungo e l’allontanamento di senza fissa dimora che si trovavano lungo l’alveo del fiume. Le zone a più alto rischio esondazioni sono tenute sotto stretta osservazione. Anche per quanto riguarda il Tevere la situazione è sotto controllo. Il fiume ha raggiunto l’apice questa mattina alle ore 9 arrivando a 10,4 metri, un livello che non desta preoccupazione. Attraverso il monitoraggio idrometrico stiamo registrando una diminuzione del livello del Tevere di circa 10 centimetri l’ora. L’accesso alla banchine allagate è stato interdetto. Nelle operazioni di monitoraggio sono impegnate anche 10 associazioni di volontariato della Protezione Civile, il V e VIII gruppo della Polizia Municipale e il Nopie (nucleo operativo pronto impiego in emergenza)». Lo comunica in una nota Tommaso Profeta, direttore della Protezione Civile di Roma Capitale.

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Maltempo in provincia di Torino

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Torna verso la normalità la situazione della viabilità provinciale dopo le intense piogge di ieri che hanno provocato numerose frane, esodazioni, isolato alcuni Comuni e interruzioni stradali. Per oggi e domani è previsto un miglioramento del tempo ed un abbassamento dei livelli di fiumi e torrenti, ma la situazione resta critica sia per l’elevato pericolo di valanghe (codice 4 su una scala che va da 1 a 5) , sia per la stabilità dei versanti, specialmente quelli collinari e nella fascia pedemontana. Numerose le segnalazioni di evacuazioni: ieri a Torino, in corso Chieri è stato evacuato un condominio con 15 famiglie e in strada del Durio è stata evacuata una famiglia. Anche a San Raffaele Cimena sono state evacuate questa mattina 12 famiglie, mentre a Pino Torinese in via Stura son in corso di evacuazione 6-7 famiglie. APrarostino in via Massera dei boschi 2 case. Resta chiusa la Sp 169 della Val Germanasca nel comune di Perrero per frana;ma è stato allestito un percorso alternativo per i mezzi dei residenti, di soccorso e i partecipanti alle celebrazioni del 150esimo della Val Germanasca previsto per questa mattina, 17 marzo, a partire dalle ore 10. Anche Prali è raggiungibile solo per i residenti e mezzi di soccorso. Anche sulla Sp 170 di Massello è ancora chiusa: i Comuni di Salza e Massello sono ancora isolati ma è in corso lo sgombero di Strada del Colletto Fontane per consentire l’accessi ai mezzi di soccorso. Ancora chiuse la sp 106 di Cavagnolo al km 1,700 per frana e la sp 119 di Moriondo, nel comune di Lovencito, al km 10, sempre per frana: qui è stato istituito un percorso alternativo segnalato. Tutte le strade che ieri erano state chiuse o presentavano problemi sono aperte, anche se in alcuni casi rimangono attivi restringimenti e sensi unici alternati.

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