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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘maltrattamenti’

Maltrattamenti in famiglia e rapporti matrimoniali: Linea dura della Cassazione

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

cassazioneGli atti di violenza da parte di un coniuge sull’altro o sulla prole sono comportamenti così gravi che sono ritenuti sufficienti a far scattare l’addebito della separazione nei confronti di chi li perpetra. E per la Cassazione, anche un solo episodio di percosse può far scattare l’addebito della separazione a carico di chi ha aggredito l’altro coniuge in quanto la violazione è dotata di una gravità tale che il giudice del merito è esonerato perfino dal comparare i comportamenti della vittima contrari ai doveri coniugali. Sono questi i principi ribaditi nella sentenza 22689/17 pubblicata oggi 28 settembre, dalla Suprema Corte civile nel rigettare il ricorso di un marito che aveva sottoposto la moglie e i figli a reiterate violenze e umiliazioni, tanto da aver subito anche una condanna penale per il reato di cui all’articolo 572 del codice penale per “maltrattamenti contro familiari” uniti sotto il vincolo della continuazione. Nei due gradi di merito era stato ritenuto responsabile della crisi familiare con conseguente addebito della separazione. Sentenze confermate poi anche innanzi ai giudici di legittimità che hanno ricordato il principio già espresso secondo cui è sufficiente anche un solo episodio di violenza a far scattare l’addebito. Gli ermellini hanno sottolineato che «le violenze fisiche e morali costituiscono violazioni talmente gravi e inaccettabili dei doveri nascenti dal matrimonio da fondare, di per sé sole, quand’anche concretantisi in un unico episodio di percosse, non solo la pronuncia di separazione personale, in quanto cause determinanti l’intollerabilità della convivenza, ma anche la dichiarazione della sua addebitabilità all’autore, e da esonerare il giudice del merito dal dovere di comparare con esse, ai fini dell’adozione delle relative pronunce, il comportamento del coniuge che sia vittima delle violenze trattandosi di atti che, in ragione della loro estrema gravità, sono comparabili solo con comportamenti omogenei». Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, con la decisione di oggi viene ribadito il pugno duro da parte della giurisprudenza sull’intollerabilità di qualsiasi manifestazione di violenza in famiglia, in un momento in cui i delitti che avvengono all’interno delle mura domestiche continuano ad essere permanentemente sulle cronache nere di ogni luogo d’Italia.

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Maltrattamenti e atti di bullismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

bullismo1Che i maltrattamenti subiti nell’infanzia potessero avere conseguenze sulla salute mentale in età adulta era cosa nota. Ora nuove evidenze scientifiche dimostrano che questi incidono persino sulla durata della vita. Una overview di studi scientifici presentata al 70° Congresso Italiano di Pediatria in corso a Palermo nell’ambito della tavola rotonda dedicata ai diritti dei bambini, mette in luce che abusi, punizioni, negligenze e atti di bullismo provocano stress cronico nei bambini, invecchiamento precoce e un maggior rischio di sviluppare patologie come obesità, cefalea, sindromi dolorose, asma, malattie cardiache, tumori. Fenomeno sommerso “Una ragione in più per rafforzare la sorveglianza e prevenire gli abusi sui minori, un fenomeno che interessa circa 100.000 bambini ogni anno in Italia” (dati Cismai) afferma Pietro Ferrara, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma e Docente di Pediatria presso l’Istituto di Clinica Pediatrica dell’ Università Cattolica del S. Cuore e l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Si tratta comunque di una stima approssimativa in quanto nel nostro Pese non esiste un sistema di monitoraggio, gli unici dati certi sono quelli relativi agli abusi sessuali, ma il maltrattamento è un concetto molto più ampio che include molestie, abusi fisici e psicologici, negligenza nelle cure, atti di bullismo. L’OMS Europa ha stimato che i casi reali siano 9 volte più numerosi di quelli segnalati”. “Gli studi ancora una volta confermano come sia necessario rafforzare la prevenzione degli abusi”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello. “La SIP è da tempo impegnata a formare i pediatri a riconoscere i segni dell’abuso e identificare qualsiasi situazione sospetta in questo percorso. Ad esempio fratture delle ossa lunghe o rottura delle ossa costali posteriori in bambini di età inferiore a 18 mesi, fratture ricorrenti, incidenti domestici frequenti devono far suonare un campanello d’allarme: si stima che un quarto delle fratture delle ossa lunghe nei bambini molto piccoli sia la conseguenza di un maltrattamento”. GLI STUDI I danni a lungo termine: malattie e minore aspettativa di vita – “Una recente ricerca apparsa su Molecular Psychiatry ha rivelato che le conseguenze delle punizioni e delle violenze sono cicatrici invisibili che rimangono nella psiche e, sorprendentemente, nel DNA. Sono state intervistate le madri di 236 bambini che avevano subito violenze domestiche, assistito a comportamenti violenti tra i genitori o erano stati vittima di bullismo ed è stato misurata la lunghezza dei loro telomeri. Si tratta delle piccole porzioni di DNA che si trovano alle estremità dei cromosomi e che si accorciano ad ogni divisione cellulare fungendo da veri e propri indicatori della longevità dell’individuo. I ricercatori che hanno misurato la lunghezza dei telomeri del gruppo di bambini maltrattati hanno osservato un accorciamento di queste strutture pari ad un invecchiamento prematuro di circa 7-10 anni”.

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Residenze sanitarie assistenziali, maltrattamenti e strutture lager

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2012

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_MG_2331.JPG (Photo credit: dumplife (Mihai Romanciuc))

Dichiarazione della senatrice Radicale Donatella Poretti Segretaria Commissione Sanità e relatrice dell’inchiesta sulle Rsa. “In qualità di relatrice dell’inchiesta sul tema delle residenze sanitarie assistenziali, promossa e avviata dalla Commissione d’inchiesta sull’Efficacia ed efficienza del servizio Sanitario Nazionale, stiamo verificando l’appropriatezza delle cure fornite ai pazienti. Anche alla luce delle notizie riportate dalla cronaca in questi giorni, laddove si denunciano strutture lager e maltrattamenti perpetrati ai danni di persone anziane, cercheremo di verificare cosa succede. Così come sarà importante fare chiarezza sulla questione difforme che riguarda le rette assistenziali su tutto il territorio nazionale, dove purtroppo ci si trova ad avere diverse regolamentazioni che hanno prodotto finora soltanto un grosso cumulo di giurisprudenza, di sentenze al Tar, fino al Consiglio di Stato. Nei giorni scorsi, nel corso delle prime audizioni sull’argomento, abbiamo ascoltato due rappresentanti dell’Associazione per i diritti degli Utenti e Consumatori Aduc, che ci hanno fornito un quadro esaustivo e illuminante circa il funzionamento delle rette, e utili spunti per poter proseguire un lavoro ora più che mai indispensabile per il nostro Paese.

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Bologna: maltrattamenti anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Un’indagine dei Nas ha messo a nudo una situazione critica ai danni di alcuni anziani all’interno di una casa di riposo, a Bologna. Degli operatori della struttura socio-assistenziale sono stati accusati di maltrattamenti continuati aggravati unitamente a lesioni personali su alcune persone affette da patologie invalidanti. I carabinieri hanno provveduto all’immediato sequestro delle quote societarie della ditta modenese che gestiva la struttura, imputata inoltre per il mancato possedimento di sufficiente materiale sanitario e di personale non adeguato al numero dei pazienti. Il responsabile per la provincia di Bologna dell’Italia dei Diritti, Marcello De Giorgio, interviene esprimendo il suo parere sulla questione: “Il tasso di incidenza riguardo al maltrattamento degli anziani è particolarmente complicato, poiché le vittime spesso non sono autosufficienti e dipendono dalla persona che li accudisce, cosa che li rende riluttanti a denunciare i soprusi. Nonostante l’Emilia Romagna sia, rispetto ad altre regioni d’Italia, un’isola per così dire felice, non manca questo clima di incertezza e di mancato rispetto dei diritti degli anziani e dei più deboli, e ritengo che ciò sia da imputare alla situazione governativa. Polemizzando sul menefreghismo del governo, troppo coinvolto nella politica estera e noncurante degli altri problemi che affliggono il sistema italiano, l’esponente del movimento guidato da Antonello de Pierro conclude dicendo: “Quest’amministrazione, invece di pensare a fare o non fare la guerra, dovrebbe preoccuparsi di salvaguardare la salute dei cittadini anziché tenerli in considerazione solo per la propaganda.”

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Per la liberazione profughi sequestrati nel Sinai

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Roma 1 febbraio ore 18.00 Fiaccolata sulla Scalinata del Campidoglio Continua, nel deserto del Sinai, il dramma dei profughi provenienti dal Corno d’Africa da 2 mesi sequestrati e torturati da bande di beduini che di fatto governano il territorio vicino al confine con Israele. Sappiamo, dagli ultimi contatti diretti di alcuni profughi con don Mussie Zerai, di almeno tre località in cui ancor oggi sono incatenati più di 200 profughi eritrei e di altre nazionalità del Corno d’Africa, tra cui un minimo di 12 donne e ragazze, una di soli 15 anni. A causa dei continui maltrattamenti e delle sevizie subite da parte dei sequestratori una donna incinta il 25 gennaio ha perso il bambino e non avendo alcuna assistenza medica ora si trova in fin di vita. La liberazione di alcune decine di profughi durante le ultime settimane è stata ottenuta solo grazie al pagamento degli 8 mila dollari di riscatto per ogni ostaggio dai familiari residenti all’estero.
La manifestazione del 1 febbraio, fatta di lumi e silenzio, è stata promossa dal Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), A Buon Diritto, l’Agenzia Habeshia e il Centro Astalli. Il Comune di Roma e la Provincia di Roma hanno dato il patrocinio. Decine di enti della società civile italiana hanno aderito in questi giorni all’iniziativa tra cui ACLI, Amnesty International – Sezione Italiana, Arci, CGIL, Comunità di S. Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche, Fondazione Internazionale d. Luigi Di Liegro, UIL, UGL. Hanno aderito inoltre un vasto numero di parlamentari  e personaggi della cultura.

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Straniero espulso per maltrattamenti

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

Una sentenza che farà discutere, secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale“Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, per il “pugno di ferro” con cui il Consiglio di Stato con la decisione 6002 del 27 agosto 2010 si è occupato del rapporto tra violenza sulle donne straniere ed espulsione dei cittadini extracomunitari indagati di tali reati, in particolare di quelli “contro la famiglia”.Sinteticamente si potrebbe dire che secondo la suprema corte amministrativa è  soggetto ad espulsione immediata, e cioè senza obbligo per l’amministrazione di comunicare l’avvio del procedimento, l’extracomunitario indagato di reati contro la famiglia. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso di un immigrato contro il provvedimento con il quale il questore della provincia di Cuneo aveva respinto l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Per l’uomo, resosi colpevole di vari reati, tra i quali la detenzione di armi e maltrattamenti in famiglia, era scattata l’espulsione immediata. L’uomo si era rivolto al Consiglio di Stato affermando l’illegittimità del provvedimento per la mancata comunicazione di avvio dello stesso. Il giudice, respingendo le pretese dell’immigrato, ha invece affermato che “in tali situazioni, rientranti nelle fattispecie di cui all’art. 1 della legge 1423 del 1956, data la gravità dell’azione commessa, l’amministrazione può legittimamente operare senza dare comunicazione all’interessato dell’avvio del procedimento a suo carico, potendosi giustificare un giudizio prognostico di possibile pericolosità sociale nei confronti del cittadino extracomunitario”.

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Maltrattamenti in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Risponde di maltrattamenti in famiglia il marito che, oltre ad essere autore di varie vessazioni, accusa ingiustamente la moglie di non prendersi cura della casa.  Lo ha stabilito il Tribunale di Bari che, con una sentenza del 14 aprile 2010, ha confermato la condanna nei confronti di un uomo autore di continue vessazioni e minacce nei confronti della moglie che veniva continuamente accusata, fra l’altro, di non essere una brava casalinga. I maltrattamenti in famiglia – hanno spiegato i giudici pugliesi – integrano un’ipotesi di reato necessariamente abituale che si caratterizza per la sussistenza di una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali isolatamente considerati potrebbero anche non essere punibili ovvero non perseguibili ma acquistano rilevanza penale per effetto della loro reiterazione nel tempo. Pertanto risponde del reato di maltrattamenti il marito che abitualmente assume atteggiamenti violenti nei confronti dei propri familiari, proferisce minacce, li sottopone a continui stati di vessazione ed accusa infondatamente il coniuge di poca cura nella gestione della casa familiare. Una sentenza secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che arriva in un momento in cui  i recenti fatti di cronaca che vedono tragicamente protagoniste numerose donne, vittime per mano di uomini impongono una riflessione collettiva per promuovere la cultura del rispetto, affinché una diffusa sensibilità sul Valore delle Persone che non sono cose da PossederE sia una speranza di cambiamento. Ognuno di noi ha una responsabilità e dobbiamo ricordarci che promuovendo il rispetto, possiamo contribuire a fermare questi abusi.

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Maltrattamenti in famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 luglio 2010

Una sentenza della Cassazione la n. 25138 di oggi della I sezione penale in materia di maltrattamenti in famiglia ha fatto il già il giro dei media e sicuramente farà discutere secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori. Per la Suprema Corte non risponde di maltrattamenti chi aggredisce il partner dal carattere forte e che non risulta intimorito psicologicamente dalle percosse, verbali o fisiche. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte che  ha accolto il ricorso di un uomo contro la sentenza che lo condannava per aver maltrattato la moglie per 3 anni. Secondo la Corte i giudici di primo e secondo grado “hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione” familiare essendo la donna “per nulla intimorita” dal comportamento del coniuge e piuttosto “scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. Se la moglie ha un carattere forte è possibile maltrattarla senza essere per questo perseguibili dalla legge.

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Mobbing : Donne maltrattate sul lavoro?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

In caso di episodi di maltrattamenti delle donne sul lavoro il diritto al risarcimento dei danni va riconosciuto anche ai Consigli per le “Pari opportunità”.  E’ il principio stabilito dalla sentenza n. 16031 del 16 aprile 2009, della VI Sezione della Corte di Cassazione che ha riconosciuto la domanda risarcitoria di una consigliera delle Pari opportunità del Piemonte per i maltrattamenti subiti da parte di 5 hostess in servizio presso l’aeroporto di Caselle di Torino da parte di un “supervisore”. La questione portata innanzi alla Giustizia, trae origine da una storia di vessazioni seriali con tanto di ricatti sessuali da parte del supervisore aziendale imputato e poi condannato per il reato di maltrattamenti in famiglia di cui all’art. 572 del codice penale.  Con una sentenza innovativa, la Suprema Corte ora ha anche riconosciuto la qualità di parte civile e quindi anche di danneggiato, ai Consigli per le “Pari opportunità (nel caso di maltrattamenti commessi nei confronti di più lavoratori), con conseguente possibilità di chiedere il risarcimento del danno. Principio che i Giudici di Legittimità ritengono possa essere esteso anche per il sindacato di appartenenza del lavoratore vittima del maltrattamento.  Pertanto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, impegnato in prima persona da anni nella lotta contro il mobbing sui luoghi di lavoro, esprime sincera soddisfazione per il riconoscimento da parte della Suprema Corte, di un principio importante che rafforza le tutele e le garanzie dei lavoratori che saranno senza alcun dubbio agevolati e incoraggiati dalla presenza, fattiva e impegnata del sindacato nei processi contro le ingiustizie ed i soprusi sui luoghi di lavoro.

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