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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘mamme’

Mamme lavoratrici: ancora troppi gli ostacoli

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Milano. Sono ancora tanti gli ostacoli, e troppi i sacrifici che le mamme lavoratrici italiane sono costrette ad affrontare una volta tornate a lavoro. In Italia il 37% delle donne tra i 25 e i 49 anni con almeno un figlio risulta infatti inattiva. E la percentuale cresce con l’incrementare del numero di figli, per arrivare a uno sconcertante 52,5% nel caso di donne con tre o più figli.Si guardi, per esempio, al 2016: stando ai numeri dell’Ispettorato nazionale del lavoro, in quell’anno le donne che si sono licenziate poco dopo la gravidanza sono state 35.140. Di queste, solo 5.261 sono passate a un’altra azienda dopo il periodo di maternità. Per tutte le altre, cioè ben 29.879 donne, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro è stata tale da tenerle lontane dal mondo lavorativo.Ma quali sono le principali preoccupazioni che affliggono le neo-mamme al momento di tornare al lavoro?
Una risposta a questa domanda arriva da uno studio statunitense condotto da OnePoll, per il quale sono state intervistate 1.000 donne (tenendo conto che negli Stati Uniti, come afferma il Dipartimento del Lavoro, il 75% delle madri lavora full-time).Grazie a questo studio si è scoperto che il 40% delle donne ha paura di essere troppo stanca per lavorare in modo efficiente; il 39% teme l’imbarazzo delle macchie provocate dalle fuoriuscite del latte materno; il 37% è preoccupata dei cambiamenti che il rispettivo ruolo potrebbe aver subito durante il periodo di assenza. Altro timore diffuso è quello di ritrovarsi a dover interrompere l’allattamento una volta rientrata in azienda.Nonostante tutti questi timori, il 79% delle donne intervistate ha dichiarato comunque di essere tornata a lavoro, e di aver trovato un buon supporto sul luogo di lavoro.
In Italia, guardando i numeri, si scopre una realtà diversa, confermata dal basso tasso di occupazione femminile.Ma non deve essere per forza così:
«Il rientro al lavoro dopo la maternità è un passaggio delicatissimo e denso di ansie» spiega Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati «ma esistono alcuni alcuni accorgimenti ed alcune tecniche per rendere questo momento meno difficile».«In primo luogo, è necessario eliminare i tipici sensi di colpa che tengono le neo-mamme lontane dal rientro: tornare nel mondo del lavoro non significa in alcun modo compromettere il benessere dei figli, anzi, per molti versi è vero il contrario. Certo, mescolare carriera e maternità comporta dei sacrifici» sottolinea l’head hunter «ma il fatto stesso di avere una carriera soddisfacente permette di vivere anche la vita familiare con maggiore serenità. Ovviamente per tutte le mamme, e ancor di più per le working mom, è necessario rinunciare all’ideale della ‘mamma perfetta’, concentrandosi invece sull’essere dei buoni genitori, così da eliminare l’ansia eccessiva».Esistono poi tanti elementi pratici per permettere un rientro a lavoro indolore.
Vanno ovviamente presi in considerazione gli asili nido, individuando la soluzione migliore tra il nido ordinario e il tagesmutter; è inoltre inevitabile affidarsi a una baby sitter, perlomeno ‘a chiamata’, per poter gestire agevolmente anche le emergenze.«Non sono pochi gli studi che dimostrano i vantaggi, per le aziende, di contare delle mamme nel proprio organico» sottolinea ancora Carola Adami «e per questo i dirigenti aziendali dovrebbero impegnarsi doppiamente per rendere il luogo di lavoro più accogliente per le working mom. La parola d’ordine, da questo punto di vista, è ‘flessibilità’, un concetto che, grazie allo smart working, si sta diffondendo sempre di più.Non è certo un caso se nelle classifiche dedicate alle compagnie ‘amiche delle neo-mamme’ spiccano aziende altamente innovative e presenti anche in Italia, come Marriott, IBM, American Express, Procter & Gamble, Lego, Johnson & Johnson e via dicendo» conclude l’head hunter.

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Mamsharing: La banca del tempo delle mamme

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

In un mondo che corre sempre più velocemente, in una società soffocata dagli impegni professionali e dalle problematiche economiche emergenti, in cui diventa sempre più difficile fare relazione, Paola Cimaroli, presidente di Mamsitter Italia, associazione di mamma per le mamme, ha cercato di applicare le regole dalla “sharing economy” alla famiglia tradizionale. Da qui è nata l’idea di l’idea un baratto del tempo tra mamme per gestire assieme i bambini. Già negli anni ’80 dall’Inghilterra arrivò in Italia l’idea innovativa della “banca del tempo”. In sostanza, associazioni o gruppi di persone si riunivano e si scambiavano gratuitamente del tempo. Oggi che anche un minuto, per una mamma impegnata tra lavoro, famiglia, hobby e impegni di ogni genere, è diventato oro, l’idea della Cimaroli sta letteralmente spopolando.
Il progetto, nato da un gruppo di mamme che si attivano per ospitare a casa i bambini delle altre aderenti al “circuito”, sta già avendo molto successo, tanto che mamma Paola si sta dividendo tra le varie presentazioni in Lazio, Lombardia e Abruzzo, principalmente a Roma e Milano, per far partire nuovi gruppi. L’idea è quella di comunicare attraverso una rete interattiva quando si ha un pomeriggio a settimana libero da dedicare non solo al proprio figlio, ma anche a quelli di altri, ed entro il mese successivo un’altra mamma restituirà il favore.
«Avere la possibilità di interagire con altre persone mentre i bambini giocano sicuri in casa sorvegliati da una mamma condivisa», conclude l’ideatrice, «permette di tornare a un modo di relazionarsi che non appartiene più ai tempi moderni, dove più che mai i ragazzi necessitano della presenza dell’adulto, visto l’isolamento dato dalle nuove tecnologie; inoltre sia nelle grandi città, che nei piccoli centri, tantissime mamme non hanno la fortuna di avere i nonni vicino e si trovano da sole a dover gestire i bambini, con tutto quello che comporta. Viviamo in un epoca ed una società che ci conduce sempre più verso l’isolamento socio assistenziale, proprio per questo ho pensato di fondare Mamsitter Italia, un’associazione in grado di sopperire a questo tipo di necessità. In tempi difficili tendere una verso gli altri fa bene a se stessi e alla comunità.» conclude Cimaroli.
http://www.mamsitter.eu/

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Un’arma in più contro la preeclampsia per le future mamme

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

maternitaGravidanza sempre più sicura per le future mamme e i loro bambini grazie al test diagnostico di Roche che consente di rilevare lo sviluppo della preeclampsia (o gestosi) in donne che presentano fattori di rischio, fino a 4 settimane prima del manifestarsi dei sintomi clinici. È italiana la pubblicazione che conferma il valore del test Roche, il quale, analizzando il rapporto tra i biomarcatori sFlt-1(Tirosin Chinasi 1 FMS-Simile solubile) e PlGF (fattore di crescita placentare), può predire la comparsa di questa grave patologia, che colpisce il 2-8% delle future mamme, rappresentando una delle principali cause di mortalità materna e perinatale.
La preeclampsia è una condizione tipica delle donne che affrontano la prima gravidanza ed è caratterizzata dalla presenza di ipertensione e proteinuria, cioè l’elevata presenza di proteine nelle urine. Si può inoltre associare ad altri sintomi indicatori di danno d’organo o ad iposviluppo fetale indice di una placenta malfunzionante. Colpisce il 2-8% delle future mamme rappresentando una delle principali cause di mortalità materna e perinatale2. Il riconoscimento precoce delle donne che andranno incontro a questo disturbo è molto difficile: la sintomatologia, infatti, ne consente una facile identificazione solo a sindrome conclamata, cioè quando potrebbe essere già troppo tardi. L’ipertensione è uno dei sintomi principali ed è anche uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo della preeclampsia. Altri sintomi che possono manifestarsi sono: cefalea, disturbi visivi, dolore allo stomaco, presenza di gonfiori ed oliguria cioè scarsa produzione di urina. Se non diagnosticata precocemente, la preeclampsia può portare gravi complicazioni sia per la mamma che per il bambino come ad esempio distacco della placenta, ictus, nascita prematura fino addirittura alla morte intrauterina.

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Sempre più mamme over 40

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 Mag 2012

Diventare mamme: un traguardo che le donne tendono sempre più a spostare nel tempo. Secondo i dati Eurostat, negli ultimi 4 anni le madri over 40 sono aumentate di oltre il 5,3 per cento in Italia e del 5,2 in Svizzera, portando così l’età media della maternità nel 2010 a 31,2 anni, tra le più alte in Europa insieme a Irlanda e Spagna. «L’età resta però il peggiore nemico della fertilità», premette Thierry Suter, specialista in Medicina della riproduzione del centro per la fertilità ProCrea di Lugano. «Più si fa passare il tempo e più si abbassano le probabilità per una donna di rimanere incinta». Eppure le donne che diventano mamme dopo i 40 anni continuano ad aumentare. Sono state il 6,4 per cento in Italia nel 2010 e il 4.6 per cento in Svizzera; rispetto a dieci anni fa sono raddoppiate. «La gravidanza anche dopo i 40 non fa paura, anche grazie ai progressi della medicina», prosegue Suter. Tra questi, rientrano anche i passi in avanti compiuti dalla medicina della riproduzione e dalle tecniche di procreazione assistita. «Siamo riusciti a migliorare alcuni aspetti fino a qualche tempo fa impensabili. È migliorata la conoscenza che abbiamo del patrimonio genetico, così possiamo personalizzare ulteriormente le cure».
Diverse le motivazioni che inducono le donne a posticipare la maternità. In alcuni casi si vuole raggiungere una condizione lavorativa soddisfacente, in altri si cerca il partner ideale, ma c’è anche chi sottovaluta le iniziali difficoltà nella gravidanza lasciando passare degli anni importanti prima di rivolgersi al medico. L’organizzazione mondiale della sanità definisce una coppia infertile quando non va incontro ad una gravidanza dopo due anni di rapporti non protetti. «Il rischio di non fare attenzione ai 24 mesi, anzi di porsi la domanda “ci può essere qualche problema?” solamente dopo 5 o 6 anni, di fatto non fa altro che peggiorare la situazione», continua Suter. «Anche davanti ad quadro clinico sostanzialmente stabile, occorre sempre considerare il fattore età che influisce in modo determinante sulla fertilità in una donna. A 23 anni, ogni ovulazione ha il 26 per cento di probabilità di trasformarsi in gravidanza, a 39 anni le probabilità si dimezzano, a 40 sono del 10 per cento, a 43 fra il 7 e il 4, poi sempre meno. Anche nelle donne con ciclo regolare e funzioni ormonali a posto, le cellule uovo invecchiano, diventano meno feconde o, se fecondate, più soggette ad anomalie cromosomiche, che portano ad aborti spontanei. Occorre quindi prestare attenzione all’età», raccomanda lo specialista di ProCrea. La fecondazione assistita risente di questo calo naturale, anche se i passi in avanti sono stati molti. «Grazie all’analisi genetica riusciamo oggi a determinare con maggiore cura le stimolazioni ormonali cui sottoporre le donne; riusciamo anche ad individuare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche e, di conseguenza, individuare quali gli ovociti fecondare. Così aumentano anche i tassi di successo».
ProCrea – Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un’équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell’infertilità con tecniche d’avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. http://www.procrea.ch.

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Otto marzo: asili nido, un business “rosa”

Posted by fidest press agency su martedì, 28 febbraio 2012

Mamme, ex dipendenti, imprenditrici, educatrici. Hanno percorsi personali e professionali diversi, ma una caratteristica in comune: sono tutte donne le protagoniste del franchising per asili nido Il Pianeta dei Bambini. Un business al femminile a partire dal vertice e fino ad arrivare alle affiliate, quasi tutte donne.
«I bambini sono uno stimolo importante per l’imprenditoria al femminile – afferma Cristina Malvini, creatrice del marchio Il Pianeta dei Bambini -. L’educazione e la crescita dei figli da sempre sono affidata alle donne e oggi, con ritmi sempre più stressanti e serrati, sono nati strumenti nuovi per aiutarle, come i nostri asili nido. La mia idea è stata quella di offrire un servizio di qualità a chi deve lasciare i propri figli, realizzando un network di strutture in cui trovare le stesse caratteristiche e garanzie». Malvini, classe ’63, mamma a sua volta, è imprenditrice dal 1984, quando decise, giovanissima, di abbandonare la strada sicura del lavoro dipendente in un asilo per aprirne uno suo a Milano. Dopo sono arrivati due figli e la scelta di “brevettare” la sua formula di asili nido, fino a fondare un franchising che riscuote un buon successo: tra Milano e hinterland ha 15 strutture affiliate, gestite quasi tutte da donne. «In alcuni casi sono persone che hanno da sempre la vocazione per l’insegnamento e decidono di mettersi in proprio aprendo un asilo, in altri, invece, decidono di reinventarsi dopo la maternità. Spesso diventare mamma è la molla che fa scattare la decisione di mettersi in proprio, in modo da avere orari più flessibili per accudire anche i propri figli senza rinunciare al lavoro. Tra donne poi si instaura un rapporto di solidarietà, non c’è il desiderio di primeggiare che invece è tipicamente maschile» aggiunge Malvini.
In alcuni casi gli stessi figli della titolare frequentano l’asilo e questa è la prima garanzia di qualità per le altre mamme. Così è successo a Marta Arduino, mamma di tre bimbi, titolare del nido Il Pianeta dei Bambini a Meda: «Prima svolgevo tutt’altro tipo di lavoro, poi sono nati i bimbi e abbiamo deciso di trasferirci da Trento in provincia di Milano, a Meda – afferma Marta -. Qui ho aperto l’asilo, è un’attività impegnativa ma che mi consente di avere orari flessibili per gestire la famiglia. La mia figlia più piccola, poi, lo frequenta così riesco a starle vicina tutto il giorno. Come me, molte altre mamme non hanno la famiglia vicina, quindi ho voluto creare delle occasioni di incontro per staccare un po’ la spina e fare nuove amicizie. Ad esempio in occasione della festa della donna io e le altre mamme pensiamo di andare a mangiare una pizza insieme».
Cinzia Riytano ha fatto il salto da educatrice a imprenditrice di successo: nel 2001 ha iniziato a lavorare come dipendente nel nido Il Pianeta dei Bambini di Corbetta, oggi è titolare di ben due nidi affiliati. «I bambini sono sempre stati la mia passione – dice Cinzia -. Dopo un paio di anni di lavoro dipendente ho deciso di mettermi in proprio e ho avuto la possibilità di rilevare proprio l’asilo in cui lavoravo». Questo è stato solo l’inizio: dopo essersi sposata, con un bambino di due anni, ha deciso di partecipare al bando del comune di Vittuone per gestire un nido convenzionato e lo ha vinto. «La struttura è comunale, la gestione privata e ci sono rette agevolate per i residenti – spiega -. Oggi tutti e due i nidi che gestisco sono a regime e hanno una lista d’attesa. Il lavoro è raddoppiato e devo fare un bel po’ di equilibrismi per gestire vita privata e professionale. Quando si ha la passione, però le energie si trovano. E le soddisfazioni mi ripagano di tutti gli sforzi».
Il Pianeta dei bambini – Catena di asili nido in franchising attiva nel Nord Italia. La società, fondata nel 1999 a Bareggio (Mi) da Cristina Malvini conta oggi 15 associati ed è in continua crescita. Grazie ai molti anni di esperienza nel settore, il Pianeta dei bambini offre un servizio di qualità dal punto di vista metodologico e pedagogico, attento ai rapporti con le famiglie e con gli enti locali. Gli asili nido del brand accolgono bambini dai 3 mesi ai 3 anni e offrono, oltre alle consuete attività, una serie di laboratori, programmi e servizi per stimolare la creatività dei bambini e aiutarli a crescere. Attualmente il Pianeta dei bambini è presente a: Abbiategrasso, Bareggio, Busto Arsizio, Carimate, Castano Primo, Corbetta, Legnano, Malnate, Meda, Milano via Bramante, Monza, Rho, Robecco sul Naviglio, San Giorgio su Legnano, Vittuone.

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Punti nascita in Sicilia e Campania

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2011

Italia, regione Campania, Napoli, panorama del...

Image via Wikipedia

Un quinto delle segnalazioni di presunti casi di malasanità all’esame della Commissione d’inchiesta sugli errori sanitari, riguardano episodi legati a gravidanza o al parto e, precisamente, 104 su 500. L’80% ha avuto come esito il decesso della mamma o del neonato. Evidente lo scarto regionale tra nord e sud, che parla di un Paese diviso da una sanità ancora disomogenea. La metà delle segnalazioni pervenute, infatti, riguarda le regioni Calabria e Sicilia rispettivamente con 32 e 20 segnalazioni. A partire da questi dati – che pur essendo parziali costituiscono un segnale significativo di disagio – la Commissione ha ritenuto necessario approfondire il tema della qualità del percorso nascita in Italia, avviando un’indagine coordinata dall’on. Benedetto Fucci, conclusasi con l’approvazione di una dettagliata relazione. I dati forniti dalle aziende sanitarie (cui va ricondotta la responsabilità sulla regolarità o incompletezza degli stessi) hanno costituito la base dell’analisi del campione relativo 344 punti nascita (sui 570 presenti in Italia)
Analizzando le risposte ai questionari fornite da quattro regioni rappresentative di altrettante macroaree – Nord, Centro, Sud e Isole – emergono dati che sottolinenano la spaccatura tra nord e sud riguardo la percentuale dei tagli cesarei sul totale dei parti effettuati: in Veneto rappresentano il 29,5%, in Toscana il 26,6%, in Campania il 47,3%, in Sicilia il 52,9%. La percentuale media in Italia risulta essere del 35,4%. Simile il quadro che appare se si analizzano gli ancora tanti piccoli punti nascita con un numero parti ritenuto troppo basso per garantire gli standard di assistenza previsti dall’Organizzazione mondiale della Sanità. In base alla presente analisi, che fornisce spunti di lettura della relazione, nel 47,3% dei punti nascita siciliani e nel 39,5% di quelli campani si effettuano meno di 500 parti l’anno, ovvero meno di 41 al mese. Tra questi rientra il P.O. Scarlato di Safati, dove risulterebbero essersi verificati ben 3 dei presunti errori sanitari all’esame della Commissione verificatisi in Campania. La percentuale del numero di parti effettuati cresce salendo verso nord: in Toscana rappresenta il 14,8 e in Veneto il 7,3%. Il basso numero di parti, come insegna la letteratura scientifica in materia, spesso ha come conseguenza la mancanza di necessari standard di professionalità e l`adeguato supporto strutturale, come la presenza di un reparto di neonatologia dedicato, una Utin, lo Sten e lo Stam. In ospedali del genere, il ginecologo che vi lavora effettua circa 1 parto alla settimana, con una media di 4,7 parti al mese. Vi si effettuano in media solo il 9,7% dei parti con analgesia e la terapia intensiva neonatale è presente solo nel 9,5% dei casi.
Misurando altre variabili definite “strutturali”, che si relazionano, naturalmente, alla dimenione e alla numerosità di parti effettuati nei punti nascita emerge che la terapia intensiva neonatale manca nel 68,4% dei punti nascita veneti, 53,8% di quelli toscani, 79% di quelli campani, nell’89,7% di quelli siciliani.
Un reparto di neonatologia dedicato manca nel 14,6% dei punti nascita veneti, 15,38% di quelli toscani, 20,9% di quelli campani e il 52% di quelli siciliani. Lo sten, o trasporto di emergenza neonatale, manca nel 2,5% dei punti nascita veneti, 3,7% di quelli toscani, 19,5% di quelli campani, 73,4 % di quelli siciliani. Lo stam, o trasporto di emergenza in utero, manca nel 12,5% dei punti nascita veneti, 25,9% di quelli toscani, 58,9% di quelli campani, il 87,7% di quelli siciliani. “L’indagine condotta dalla Commissione in collaborazione con le società scientifiche di ostetricia e ginecologia – ha commentato l’on. Benedetto Fucci – ha mostrato in modo organico e dettagliato la situazione dei punti nascita italiani, non limitandosi ad analizzare il singolo presunto caso di malasanità , ma conducendo un’analisi delle cause, presunte o reali, degli episodi critici registrati. Solo rivisitando qualitativamente e quantitativamente i punti nascita penalizzanti, possiamo pensare di garantire standard uniformi. Questo lavoro – ha concluso Fucci – primo nel suo genere, non è punto d’arrivo ma di partenza, affinché si continui a monitorare il tema e si offra qualificata assistenza a mamme e bambini”.

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“Le Mamme di San Vito”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 Mag 2010

E’ una storia raccontata nel film documentario di Gianni Torres girato a Sao Paulo del Brasile e di prossima pubblicazione. Il film si chiama “Le Mamme di San Vito” (www.lemammedisanvito.com) e narra la particolarità di una comunità italiana emigrata in Brasile nella fine dell’Ottocento che con la tradizionale cucina pugliese aiuta da anni migliaia di bambini. Uno straordinario strumento di found raising che porta questa comunità ad essere amata e frequentata da centinaia di migliaia di brasiliani a Sao Paulo, nel Bràs, dove dal 1918 tiene la Festa de Sao Vito (da maggio a luglio), all’interno del quale “Le Mamme di San Vito” preparano e vendono, ogni sera, circa 4000 piatti di Orecchiette, 3000 piatti di spaghetti al sugo, 2000 panzerotti, migliaia di involtini di fegato e dolci tipici pugliesi. Le Mamme di San Vito sono donne di origine italiana dai 75 ai 95 anni che per beneficenza lavorano gratuitamente dal martedì alla domenica per mantenere e curare 120 bambini l’anno tutti accolti nell’Asilo de Sao Vito, gestito appunto dall’Associazione Benefica San Vito Martire di cui Le Mamme ne fanno parte. Fino ad oggi con la vendita dei prodotti tipici sono stati curati e nutriti più di 18mila bambini, di ogni provenienza e religione. La stampa brasiliana apre i telegiornali nazionali con la notizia dell’apertura Festa de Sao Vito, manda inviati e si moltiplicano dirette su ogni canale.
Il film, del regista pugliese Gianni Torres, verrà presentato in anteprima mondiale il prossimo 14 maggio 2010 (giorno precedente all’apertura della Festa de Sao Vito, a Sao Paulo) all’interno dell’Edificio Italia (il primo grattacielo simbolo della città paulistana) a cura dell’Istituto Italiano di Cultura de Sao Paulo, in stretta collaborazione con numerose associazioni di italobrasiliani, con la partecipazione di Autorità locali ed italiane. Le musiche originali del film sono state composte ed eseguite da Vincenzo Abbracciante, pugliese di 29 anni, considerato uno dei più grandi talenti della fisarmonica, stimato da artisti del calibro di Marc Ribot e Richard Galliano.

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Mamme che lavorano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

di Martine Gallie e Tracey Godridge Avere un figlio e lavorare è la norma per l’assoluta maggioranza delle donne al giorno d’oggi, ma è indubbiamente un impegno gravoso. Ma se nella nostra società le regole della maternità tradizionale sembrano non valere più e anzi generano un senso di colpa e di inadeguatezza, bisognerà inventarsi delle regole nuove che aiutino le donne a essere serene e sicure delle proprie scelte. Ecco allora che in questo libro vengono forniti suggerimenti per destreggiarsi senza stress tra gli impegni quotidiani, per fronteggiare le tensioni che inevitabilmente si creano sul posto di lavoro e in famiglia. Le autrici di questo libro invitano le mamme lavoratrici a chiedere aiuto, in primo luogo al proprio partner: non ha senso ostinarsi a voler fare le eroine e non è certo un segno di debolezza chiedere aiuto, anzi, dimostra lucidità mentale e consapevolezza e la persona che è loro maggiormente vicino dovrebbe essere in grado meglio di chiunque altro di capire le loro reali necessità e felice di aiutarle. Collana: Donna Oggi (DON) Codice libro: DON010 Prezzo: €12.00 Pagine: 128 edizione Red

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M’AMA? Mamme, madri, matrigne oppure no

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Mag 2009

Mestre 27 maggio con inizio alle ore 18.0, presso la Libreria Feltrinelli di Mestre, in piazza XXVII Ottobre 1, sesto piano, si svolgerà la presentazione dell’antologia M’AMA? Mamme, madri, matrigne oppure no pubblicata dalla casa editrice Il Poligrafo.  Saranno presenti Annalisa Bruni, Anna Toscano, Bruna Graziani, Claudia Vio e Francesca Mazzuccato. Modera Alice D’Este. Le scrittrici di M’ama? raccontano, tra fantasia ed autobiografia, le molteplici sfaccettature del rapporto madre-figlia, descrivendo la propria immagine del “materno” e il disorientamento rispetto a scontri e confronti generazionali, dialoghi mancati o interrotti, conquiste di emancipazione che hanno segnato la storia recente e cambiato profondamente la nostra società: venti donne, venti scrittrici (alcune già affermate, altre quasi esordienti) per venti racconti originali, ognuno dei quali introduce ad una diversa dimensione del materno, ad uno sguardo peculiare sul modo in cui questo legame può essere vissuto quotidianamente… Madri e figlie, ma non solo…  Le protagoniste sono donne che raccontano della gioia di essere madre, ma anche della paura di esserlo, come della consapevole scelta di non esserlo. Nelle storie che sono racchiuse in queste pagine si tracciano i profili di madri che, di volta in volta, si presentano come figure crudeli, assenti, protettive, rassicuranti, raggianti, folli… Una costellazione di esperienze e di vissuti individuali, di voci, che consente al lettore di avvicinare la realtà contemporanea, spingendosi oltre quelli che spesso sono i luoghi comuni della cronaca e dei media più convenzionali. L’incontro organizzato presso la libreria Feltrinelli di Padova, sarà dunque l’occasione per tornare a riflettere sui temi affrontati nel volume e per una possibile discussione con alcune delle autrici. Il volume contiene racconti di: Antonia Arslan, Elisabetta Baldisserotto, Annalisa Bruni, Marosia Castaldi, Saveria Chemotti, Antonella Cilento, Emilia Bersabea Cirillo, Anna Maria Carpi, Antonella del Giudice, Bruna Graziani, Gabriella Imperatori, Lia Levi, Elisabetta Liguori, Giusi Marchetta, Francesca Mazzucato, Rossella Milone, Antonella Ossorio, Morena Tartari, Anna Toscano, Claudia Vio.

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