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Il 64% delle persone si fida più di un robot che del proprio manager, a rivelarlo uno studio Oracle

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

I risultati della seconda edizione dello studio annuale AI at Work, condotto da Oracle e Future Workplace (una società di ricerca che forma i leader a ripensare il posto di lavoro e le attività di assunzione, sviluppo e coinvolgimento dei dipendenti) evidenziano che l’intelligenza artificiale ha cambiato il rapporto tra persone e tecnologia sul lavoro e sta ridisegnando il ruolo che i team HR e i manager devono svolgere nell’attrarre, trattenere e sviluppare i talenti. Lo studio è stato condotto su un panel di 8.370 dipendenti, manager e responsabili Risorse Umane in 10 Paesi.
Contrariamente alle comuni paure sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, dipendenti, manager e responsabili delle Risorse Umane di tutto il mondo stanno segnalando un aumento dell’adozione dell’AI sul posto di lavoro e molti la stanno accogliendo con positività e ottimismo fugando le paure sull’impatto di questa tecnologia in ambito lavorativo.L’IA si sta affermando sempre più, infatti, il 50% dei lavoratori attualmente utilizza una qualche forma di AI nello svolgimento del proprio impiego, superando di parecchi misure il 32% dell’anno scorso. I lavoratori in Cina (77%) e India (78%) hanno tassi di adozione oltre il doppio di quelli di Francia (32%) e Giappone (29%).La maggioranza (65%) dei lavoratori è ottimista, entusiasta e grata di avere colleghi robot e quasi un quarto riferisce di avere un rapporto molto positivo e gratificante con l’AI sul posto di lavoro.
I lavoratori in India (60%) e Cina (56%) sono i più entusiasti, seguiti da quelli degli Emirati Arabi Uniti (44%), Singapore (41%), Brasile (32%), Australia/Nuova Zelanda (26%), Giappone (25%), Stati Uniti (22%), Regno Unito (20%) e Francia (8%).
Gli uomini hanno una visione più positiva dell’AI (32%) rispetto alle donne (23%).La crescente adozione dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro sta avendo un impatto significativo sul modo in cui i dipendenti interagiscono con i loro manager, con una conseguente evoluzione del ruolo tradizionale dei team HR e del manager stesso.
Il 64% delle persone si fiderebbe di un robot più del proprio manager e la metà si è rivolta a un robot invece che al proprio manager per una consulenza.
I lavoratori in India (89%) e Cina (88%) hanno maggior fiducia nei robot rispetto ai loro manager, seguiti da Singapore (83%), Brasile (78%), Giappone (76%), Emirati Arabi Uniti (74%), Australia/Nuova Zelanda (58%), Stati Uniti (57%), Regno Unito (54%) e Francia (56%).
Più uomini (56%) rispetto alle donne (44%) si sono rivolti all’AI invece che ai relativi manager.
L’82% ritiene che i robot possano fare le cose meglio dei loro manager.
Alla domanda su cosa i robot possono fare meglio dei loro manager, gli intervistati hanno risposto che i robot sono più bravi a fornire informazioni imparziali (26%), rispettare i programmi di lavoro (34%), risolvere i problemi (29%) e gestire i budget (26%).
Interpellati su cosa i manager sono in grado di fare meglio dei robot, i lavoratori hanno elencato la comprensione dei loro sentimenti (45%), la formazione (33%) e la creazione di una cultura del lavoro (29%).
L’intelligenza artificiale ci accompagnerà per lungo tempo: le aziende devono semplificare e proteggere l’AI per rimanere competitive
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro è solo all’inizio e per sfruttare gli ultimi progressi in materia, le aziende devono concentrarsi sulla semplificazione e sulla sicurezza dell’AI sul posto di lavoro. Il rischio è di perdere terreno.Il 76% dei lavoratori (e l’81% dei responsabili delle risorse umane) trova difficile tenere il passo con i cambiamenti tecnologici sul posto di lavoro.
I lavoratori desiderano interagire in modo semplice con l’intelligenza artificiale al lavoro, infatti, richiedono una migliore interfaccia utente (34%), una formazione sulle migliori procedure (30%) e un’esperienza personalizzata in base al loro comportamento (30).
La sicurezza (31%) e la privacy (30%) sono le principali preoccupazioni che impediscono ai lavoratori di utilizzare l’AI a scopi professionali.I nativi digitali della Generazione Z (43%) e i Millennials (45%) sono più preoccupati per la privacy e la sicurezza sul lavoro rispetto a coloro che appartengono alla Generazione X (29%) e ai Baby Boomers (23%).

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Il MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business formerà i futuri manager uzbeki

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

Milano. Da gennaio infatti partirà a Milano un master universitario di primo livello in Global Project Management, della durata di due anni, che ha l’obiettivo di offrire a giovani studenti uzbeki la formazione specialistica necessaria per gestire progetti con una visione sistemica e multidisciplinare.Il programma nasce dalla collaborazione con la RGSBM, Rebublican Graduate School of Business and Management di Tashkent, in Uzbekistan, sancita proprio a Milano nella sede del MIP con la firma dell’accordo tra Andrea Sianesi, Dean di MIP e condirettore del master, e Rustam Abduraupov, Direttore della Scuola uzbeca. Direttore del corso è invece il professor Antonio Calabrese.“Un Paese in forte crescita come l’Uzbekistan ha grande necessità di competenze che permettano di gestire con successo progetti di natura industriale, infrastrutturale e di sviluppo in genere”, spiega Sianesi. Per questo la RGSBM si è rivolta alla business school del Politecnico di Milano, che con entusiasmo ha aderito alla richiesta di formare i futuri manager euroasiatici. E non solo: a novembre sono attesi in città anche una quarantina di executive uzbeki per un corso di 6 giorni su Project and Portfolio Management che prevede tra l’altro testimonianze di top manager e responsabili della PA e visite istituzionali.“Gli studenti che concluderanno il percorso avranno come sbocco occupazionale naturale le aziende, gli enti governativi e le organizzazioni che operano per progetti in Uzbekistan – continua Sianesi -. L’acquisizione del Master infatti, insieme alla possibilità di sostenere un esame di certificazione delle competenze di project management secondo il modello IPMA (International Project Management Association), costituisce un prezioso plus per inserirsi nel mercato del lavoro uzbeko, perché il programma al momento non ha eguali nell’offerta formativa del Paese”.Il corso sarà erogato in lingua inglese e l’aula sarà formata da giovani proposti dalla Rebublican Graduate School of Business and Management di Tashkent, che si occuperà del reclutamento dei candidati, poi successivamente selezionati. Parte delle lezioni si terranno in Uzbekistan e parte in Italia e saranno costituite da sessioni frontali in aula, discussioni di casi di studio, esercitazioni, business game, simulazioni, testimonianze aziendali, cui andranno aggiunte ore di studio individuale.

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Catella establishes Catella Hospitality Europe – a specialized Asset Manager and Operating Partner

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Catella Property Investment Management establishes Catella Hospitality Europe (CHE), in partnership with Pierre-Louis Bellanger, Rodolphe Frégé and Maxime des Monstiers, in order to address the fast growing hotel investment market. The company will assist investors in sourcing, structuring and managing tailored hotel investment opportunities.The European hotel investment market keeps on growing thanks to excellent tourism fundamentals. Such positive dynamics have rallied real estate investors towards this attractive alternative asset class which offers higher yields and solid returns. However, those who seek to gain hotel exposure often lack in-house expertise. On their behalf, CHE will identify investment worthy opportunities and manage them, acting as operating partner, in order to optimize their return on investment.CHE will serve both Core and Value-Add investors with turnkey investment and asset management services. The scope of missions will range from stabilized assets monitoring up to turnaround including capex, rebranding and management optimizations. The team has a distinctive experience in maximizing investor’s value all along the holding period and can take direct control over operations.“Establishing the Catella Hospitality Europe (CHE) is a logical step in Catella’s strategy. Building a strong dedicated team for this segment is the key driver for success. Pierre-Louis, Rodolphe and Maxime bring us an unique sector competence in this field.” says Timo Nurminen, Head of Catella Property Investment Management.“It is great to join forces with Catella and benefit from its long-lasting relationship with most European Real Estate investors. The group’s focus on the development of Investment Management Platforms will enable us to work along country specialists present in 9 European countries. We will offer our hotel expertise to Real Estate investors willing to address one of the most promising asset class on today’s real estate market. We will follow the entrepreneurial mindset that has enabled the success of Catella’s teams around us.” say Pierre-Louis Bellanger, Rodolphe Frégé and Maxime des Monstiers, Co-founding Partners of Catella Hospitality Europe.

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PEMCO Insurance Welcomes New Diversity & Inclusion Manager

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

PEMCO Insurance is pleased to welcome B. Maurice Ward as Diversity & Inclusion (D&I) manager to its Office of Diversity, which oversees the company’s internal and external communications and initiatives. Ward joins PEMCO with more than 15 years of experience in building inclusive, innovative programs and partnerships that benefit youth, families and communities. In his role, Ward drives company-wide D&I initiatives, deploying compliance, diversity and inclusion principles that enhance employee engagement, recruitment practices and relationships with supplier networks, among others.Prior to joining PEMCO, Ward worked to improve the juvenile justice system and human services for several organizations including DSHS-Rehabilitation Administration, Multicultural Counseling Services, Ltd., and Cardinal Consulting, LLC, where he was recognized for leading advanced policy reform at the national, state and local levels.Ward formerly served as member of the Washington Partnership Council on Juvenile Justice (WA-PCJJ), co-chair of the Disproportionate Minority Contact (DMC) Committee, and supportive member of the Behavioral Health Committee. He is a licensed chemical dependency professional (CDP), certified counselor advisor (CV), moral reconation therapy (MRT) instructor, and has extensive knowledge in case management, racial and ethnic disparity reform, and gang intervention and prevention.
Ward graduated from Seattle Central College and served in the U.S. Navy aboard the USS Camden. He enjoys running, working out and playing soccer with his two children.

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Deutsche Bank: con la crisi aumentano i suoi manager milionari

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. In Europa nel settore bancario ognuno ha i suoi guai e i suoi compiti a casa da fare. L’Italia ha i crediti inesigibili da smaltire, la Germania ha la Deutsche Bank, il colosso sempre più traballante da sistemare. A ciò si aggiungano le mine vaganti delle banche “too big to fail” negli Stati Uniti che, come più volte sottolineato, rappresentano sempre un rischio sistemico. Da qualche tempo le azioni DB sono in caduta libera: sono scese sotto i 7 euro. Valevano ancora 20 euro nel 2017. Non a caso i vari tentativi di salvataggio sono falliti. In particolare il piano di fusione con la banca tedesca numero due, la Kommerzbank, partecipata per il 15% dallo Stato. Si è dovuto prendere atto che, sommando i problemi delle due banche, non si sarebbe ottenuta una soluzione positiva. La DB è pur sempre un colosso con 200.000 clienti, mentre la Kommerzbank ne conta 180.000. Insieme sarebbero diventate la seconda banca europea per dimensioni, dopo l’inglese Hong Kong Shangai Bank Corporation. Negli ambienti bancari si stima che, per restare a galla, la DB dovrebbe licenziare almeno 20.000 dei suoi attuali 90.000 impiegati. Anche in terra germanica, invece di rivedere il modello di business e di cambiare gli orientamenti e le priorità della gestione bancaria, si preferisce, purtroppo, penalizzare il lavoro e la tradizionale sana politica del credito alle famiglie e alle imprese. Del resto, si tenga presente che entrambe le banche tedesche sono partecipate da due tra i più speculativi hedge fund americani, Cerberus e Black Rock. Si ricordi che la Deutsche Bank ha il record di derivati finanziari per oltre 43.500 miliardi di euro, un po’ di più dei livelli delle tre banche americane, la JP Morgan Chase, la Citigoup e la Goldman Sachs. Il suo ammontare di attivi pari a circa 1.600 miliardi di euro contrasta con i soli 15 miliardi di capitalizzazione: uno tra i più squilibrati rapporti al mondo!
Secondo uno studio del quotidiano francese Les Echos, incomprensibilmente essa occupa anche il primo posto nella classifica delle banche europee con il più alto numero di manager con stipendi superiori al milione di euro: ben 643! Seconda è la Barclays inglese con 542. La nostra Intesa Sanpaolo è dodicesima con 33 dirigenti milionari.
In altre parole, le banche più attive nella speculazione e, di conseguenza più a rischio, pagano profumatamente chi, di fatto, le “pilota” nelle acque più burrascose e limacciose del business finanziario. Infatti, nella BD è proprio il capo del settore investment banking a guadagnare il massimo, 8,6 milioni di euro nel 2018! Ci sfugge la razionalità di tutto ciò. Qualche anno fa sembrava che la partecipazione in DB di HNA, il conglomerato cinese dell’aviazione e della logistica, avesse portato nuovi capitali e un po’ di stabilità, diventandone, di fatto, il maggiore azionista. Ma per realizzare simili operazioni il gruppo cinese si era pesantemente indebitato tanto da giungere alla soglia del collasso, costringendolo a una progressiva ritirata.
L’uscita della HNA aveva momentaneamente aperto la strada della fusione con la Kommerzbank che, si ricordi, nel mezzo della crisi finanziaria globale, aveva già evitato la bancarotta solo per l’intervento di salvataggio del governo tedesco con oltre 16 miliardi di euro, in seguito, comunque, restituiti allo Stato. In verità, è da un decennio che la DB è continuamente sotto osservazione e sotto indagini da parte delle autorità tedesche, inglesi e soprattutto americane. Si stima che nel periodo 2015-2017 essa abbia dovuto pagare soltanto agli enti di controllo americani e inglesi ben 11,2 miliardi di dollari in multe e condanne giudiziarie per varie truffe e per altri comportamenti finanziari sanzionabili, tenuti prima e dopo la crisi del 2008.
Più recentemente negli Usa la banca tedesca è coinvolta in alcune importanti indagini. La prima è relativa a una possibile frode bancaria attribuibile a Trump. Il presidente americano e tre dei suoi figli hanno presentato alla corte di New York la richiesta di non trasmettere i dati relativi ai propri conti bancari presso la Deutsche Bank e la Capital One Financial Corporation, richiesti dal Congresso americano. La seconda ha a che fare con operazioni di riciclaggio di soldi sporchi da parte della Danske Bank, legata alla DB. Si indaga, poi, su un suo possibile ruolo nell’evasione fiscale di alcuni suoi clienti, come emerso nei famosi Panama Papers. Una cosa che disturba i tedeschi è quello che loro chiamano “Shadenfruede”, cioè il piacere di alcuni per le disgrazie altrui. E’ la stessa irritazione che si prova anche in Italia quando alcuni esponenti europei si compiacciono delle nostre difficoltà. Non è nostra intenzione discutere in questo modo dei problemi della Deutsche Bank. Al contrario, vorremmo che ci fosse un serio approccio europeo unitario nell’affrontare questi e altri problemi. L’Europa si costruisce anche con la condivisione degli intenti e degli impegni nei campi più importanti. E quello bancario certamente lo è.

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UiPath to Drive RPA Adoption in Russia by Appointing Svetlana Anisimova as Country Manager

Posted by fidest press agency su martedì, 14 Mag 2019

The leading enterprise Robotic Process Automation (RPA) software company, UiPath, is strengthening its commitment to drive further RPA adoption in Russia by appointing Svetlana Anisimova as country manager. With over 15 years of experience in senior management positions with leading IT and telecom companies in Russia and the CIS countries, Svetlana will lead growth in this strategic market.As country manager for Russia, Svetlana will promote the UiPath Automation First initiative, which champions one robot for every person, free and open RPA training and collaboration and enabling software robots to learn new skills through AI and machine learning. She will also channel her experience in sales management, partner management and operations to lead the implementation of the country strategy, which is built around the key topic of digital transformation.In addition, together with her team, Svetlana will ensure that UiPath’s operations in Russia are driven by a customer-first mindset, fostering solid client relationships and offering advice on best-practice enterprise RPA solutions.She joins UiPath from Microsoft, where, in her role as enterprise director, Svetlana was responsible for business development and sales growth. Her previous job as Cisco’s country manager for Kazakhstan as well as a string of strategic positions within Alcatel-Lucent make her well-placed to aid growth in the Russian market.“Government and companies are actively adopting new technologies such as RPA, AI and machine learning to deliver better services, improve productivity, reduce costs and remove the burden of repetitive work from their employees,” Anisimova said. “At UiPath we see that the Russian market has a hunger for innovation and we believe in its huge growth potential. With a team of great professionals already in place, I am looking forward to further expand awareness of RPA and drive adoption to make our workplaces a better place with the help of UiPath’s software robots.”

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L’innovazione in azienda passa dal nuovo IT manager

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Oltre 300 professionisti formati negli ultimi due anni e un programma che è sempre più dedicato alla creazione del nuovo IT manager. L’AcademIT, progetto formativo che nasce in Nordest Servizi, azienda di Udine leader nei servizi informatici oggi parte del gruppo Eurosystem, lancia tre nuovi appuntamenti per la creazione delle nuove professionalità di chi lavora nel settore dell’information technology: il corso “CIO First” strutturato in due edizioni (Udine e Treviso) di quattro giorni l’una e due webinar sui temi dell’allineamento business-IT e della sicurezza informatica si propongono infatti di formare gli IT manager dell’era 4.0. Il filo conduttore è sempre la digitalizzazione. «La digitalizzazione è un processo irreversibile, che è andato e andrà a interessare progressivamente tutte le aziende. Da quelle che operano in ambito produttivo a quante lavorano nel campo del marketing fino a chi si occupa di supply chain, tutte sono chiamate ad adeguare il loro modello di business secondo la visione portata dalla rivoluzione del digitale», premette Mauro Sarti, formatore di Nordest Servizi e responsabile dei programmi di AcademIT. «Al professionista che si occupa di IT all’interno di un’azienda non vengono più – ed esclusivamente – richieste delle competenze prettamente tecniche, ma anche e soprattutto un approccio sempre più manageriale, ovvero essere partecipe e interprete del processo di business della stessa azienda. È un cambio di prospettiva necessario che arriva a formulare una nuova professionalità per l’IT manager». Una visione che AcademIT condivide con CUOA Business School, una delle principali scuole di management d’Italia, che dal 2011 lavora con uno specifico centro di competenza e un’offerta formativa dedicata, per creare consapevolezza del valore strategico della funzione ICT, privilegiando un approccio manageriale e di business per integrare le elevate skills tecniche dell’ICT con spiccate doti manageriali. «Un centro di formazione di elevato valore con il quale abbiamo delineato per la seconda metà del 2019 una collaborazione in tema di percorsi formativi per l’IT manager del futuro», conclude Sarti.Il corso “CIO First” è in programma per la zona di Udine il 14, 21, 28 marzo e 2 aprile; per la zona di Treviso invece è previsto il 4, 9, 11 e 18 aprile. Nelle quattro giornate di aula, ciascuna da otto ore di lezione, si parla di strategie, organizzazione, valutazione e innovazione nell’ottica di fornire tutti gli strumenti necessari per dare corpo alla nuova professionalità dell’IT manager. «Dando voce a chi si occupa di IT in azienda, viene proposto un percorso formativo concreto», prosegue Sarti. «La docenza è affidata ad un CIO evoluto; un professionista come Cristiano di Paolo, CIO del Gruppo Pittini, che ha già affrontato questi temi all’interno della sua azienda ed è in grado di passare dalla teoria alla pratica con esempi concreti; un manager che parla la lingua dei manager».
Ad aprire le quattro giornate il tema delle strategie: ovvero come il comparto IT deve allinearsi alle esigenze dell’azienda. «Questo significa avere una visione più ampia: spostarsi dalla “macchina” al modello di business per far crescere l’azienda», sottolinea Sarti. La seconda giornata è dedicata all’organizzazione per rendere i processi più semplici e fluidi; la terza alla valutazione perché, come ricorda il referente di Nordest Servizi, «occorre avere dei parametri di confronto per fare valutazioni corrette». Da ultimo, l’approccio all’innovazione. «Innovare non è seguire la tecnologia, ma scegliere tra le moltissime e continue evoluzioni quella che meglio fa al caso nostro. Sempre con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di business dell’azienda».Sono invece due i webinair che l’AcademIT di Nordest Servizi ha in programma. Il primo, previsto già oggi mercoledì 13 marzo (dalle 15 alle 16) dal titolo “Allineare business e IT” punta a migliorare i processi e l’organizzazione dell’azienda attraverso implementazioni tecnologiche. «Il reparto IT è un centro di investimento e non di costi», osserva Sarti. «Con Davide Toniolo, IT manager di Battistolli SpA, parliamo di soluzioni che hanno risposto a specifiche esigenze di business: assolvere a reali richieste di operations portando risposte congruenti e metodologie efficaci e sostenibili è un traguardo per tutti gli IT manager».Il secondo, previsto il 17 aprile (dalle 15 alle 16), affronta il tema della sicurezza informatica perché le aziende sono oggetto di minacce quasi sempre trascurate. In “Perché il Deep web è una minaccia?” Athos Cauchioli, ex hacker, oggi consulente aziendale sulla cybersicurezza, guarda allo stato di salute del proprio IT, rintracciando problemi esistenti e potenziali su cui intervenire non solo con l’implementazione di tecnologie, ma anche (e soprattutto) facendo formazione.

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Riparte BEST: dedicato ai manager dell’innovazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 febbraio 2019

E’ Promosso dall’Ambasciata USA in Italia, Fulbright Commission, Invitalia e BEST Steering Committee, coordinato da Mind the Bridge in San Francisco, BEST prevede 6 mesi di attività in Silicon Valley tra corsi, tirocini e moduli 1:1 con personalità di spicco dell’ecosistema locale. Obiettivo: impararne le best practice e contribuire così alla crescita economica e allo sviluppo tecnologico dell’Italia.
– Online il nuovo bando per le borse 2019: fino a 3.000 dollari al mese per la copertura delle spese di vitto, alloggio e trasporti e 1.500 euro di rimborso forfettario per le spese di viaggio e visto di ingresso negli Stati Uniti.
– Scadenza candidature 31 marzo: https://www.bestprogram.it
“Oggi per ogni azienda, a prescindere dal settore, l’innovazione viene sempre più da fuori e dalla collaborazione con le startup – ha commentato Marco Marinucci, CEO e fondatore di Mind the Bridge – Formare dei giovani di talento in Silicon Valley e trasformarli in manager nel campo dell’open innovation rappresenta una opportunità di crescita che il nostro paese e le nostre aziende non possono farsi sfuggire”. Entro la fine di maggio la commissione Fulbright annuncerà i vincitori che partiranno per San Francisco i primi di settembre.

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Fca, cambiano i manager ma cambierà anche la musica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 luglio 2018

Nel dare il benvenuto ai nuovi amministratori delegati di Fca e Cnhi, il Coordinamento Nazionale Usb in Fca e Cnhi ricorda ai manager che le condizioni delle operaie e degli operai del gruppo hanno subito negli ultimi 14 anni un notevole peggioramento della loro condizione lavorativa e di vita.Il vecchio A. D. con le sue politiche ha determinato stipendi molto più bassi rispetto ai colleghi metalmeccanici delle altre aziende, turnazioni che nulla hanno a che vedere con il rispetto della vita delle persone, aumento insostenibile dei carichi e ritmi di lavoro, e tanto tanto altro.Il nostro auspicio è che le decisioni del nuovo corso siano prese all’insegna della discontinuità con il precedente e che i nuovi management mettano al primo posto tra gli obbiettivi da raggiungere nell’immediato il rispetto del lavoratore e della sua dignità, la fine della cassa integrazione ed il ritorno alla piena occupazione in tutti gli stabilimenti della FCA. Perché questo avvenga riportiamo di seguito alcuni punti che sono sicuramente prioritari:
• Reintroduzione delle tutele per i lavoratori, ad iniziare dal ripristino dell’articolo 18 per i lavoratori del gruppo e la stabilizzazione di tutti i precari che attualmente lavorano in Fca e Cnhi.
• Abbassamento dell’orario lavorativo settimanale a parità di stipendio.
• Rispetto della salute e sicurezza negli stabilimenti del gruppo.
• Aumento dello stipendio dei lavoratori del gruppo di 200 euro netti mensili.
• Ripristino della quattordicesima mensilità.
• Ritmi e carichi di lavoro più leggeri rispetto agli attuali, che sono a dir poco insostenibili.
• Ripristino di pause fisiologiche congrue al lavoro di fabbrica.
• Turnazioni di lavoro che prevedano il sabato e la domenica di riposo.
• Garanzie occupazionali a lungo termine per tutti gli attuali lavoratori del gruppo.
• Rispetto di tutte le rappresentanze sindacali e ripristino di libere elezioni sindacali per tutte le sigle presenti negli stabilimenti Fca e Cnhi. Per adesso ci limitiamo a dare solo un piccolo contributo di proposte ai nuovi A. D., evitandogli quindi un sovraccarico di lavoro.Le nostre proposte vanno incontro alle esigenze dei lavoratori e allo stesso tempo ridanno dignità ai marchi Fca e Cnhi, ridimensionati negli anni da scelte politiche antioperaie che ne hanno danneggiato l’immagine.Qualora si scelga invece un progetto di continuità con il vecchio assetto manageriale ( così come paventato dalla proprietà), ci vedremmo costretti a fare altrettanto in termini di lotta in difesa della nostra classe, e laddove si costruiscano i presupposti, addirittura inasprendo il conflitto che tanto piaceva alla vecchia dirigenza. Ai nuovi amministratori delegati la scelta. (Coordinamento nazionale Usb in Fca e Cnhi)

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Marianne Jensen is new Travel Retail Manager with Trollbeads A/S

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Trollbeads started life in 1976 in a small jeweller’s store in Copenhagen, Denmark, and is the original beads-on-bracelet brand. Since then, the Trollbeads collection has grown to include a wide range of jewellery. Then as now, each Trollbeads piece is designed to tell stories and provide new forms of personal discrete luxury.Trollbeads products are sold in more than 50 countries through the company’s flagship stores and independent retailers, allowing women and even men all over the world to combine beads and create unique pieces of jewellery that express their personalities and stories.
The last couple of years, Trollbeads has experienced an increased demand from the travel retail market, and expectations to this exciting market is growing every day. Therefore, Trollbeads has decided to strengthen its competencies with a new, experienced Travel Retail Manager, Marianne Jensen, who will make sure that customers and partners in travel retail are taken care of in the best possible way.Marianne Jensen is a well-known face in the jewellery business. She is joining Trollbeads directly from her employment at Thomas Sabo, where she has worked as Sales Manager EMEA within the travel retail. Previously, she has spent 7 years at Pandora as International Account Manager, also within travel retail.Trollbeads jewellery is crafted from the highest quality raw materials – including 18k gold, Sterling silver, Italian glass from Murano, freshwater pearls, amber, and precious stones – using both traditional and modern techniques. Trollbeads is world famous for the enchanting way it plays with glass. Each glass bead is handmade from red-hot glass in the open flame and no two Trollbeads are ever completely alike.Trollbeads, a Danish family-owned jewellery brand, was established in 1976 and invented the original bead-on-bracelet concept. At the core of the brand lies self-expression through 600 different beads in silver, gold and glass and gemstones. Trollbeads jewellery is available in more than 30 countries through the company’s own flagship stores, independent retailers, and online at http://www.trollbeads.com.

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”Quanto costano i continui cambi di manager all’Ama di Roma? Presentata interrogazione a Sindaco e giunta”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 Mag 2017

rifiuti

Roma “La sindaca Raggi vuole mettere alla porta l’A.U. di Ama, Antonella Giglio e sostituirla con un nuovo CdA. In poco più di 10 mesi siamo al quarto cambio di management. O c’è una sorta di maledizione oscura che tormenta l’azienda o M5S non sa scegliere i propri manager. Molto più probabile la seconda ipotesi se messa in relazione alla farsa dei 140 curricula che avrebbero dovuto essere esaminati dalla commissione ambiente per la scelta del nuovo CdA dell’azienda capitolina. Quando si tratta di poltrone, M5S somiglia sempre più alla vecchia partitocrazia dilaniata da guerre intestine tra correnti e condita da tanta incapacità quanto arroganza.
Purtroppo come nell’emergenza rifiuti di questi giorni è la città a pagare il prezzo più caro. La coincidenza tra il caos rifiuti e la ‘sarabanda manageriale’ in AMA non è casuale, ma è l’inevitabile conseguenza di un’amministrazione pasticciona e inadeguata che rende più costosa e discontinua la gestione dei servizi ambientali (con il ricorso, come in queste ore, alla predisposizione di Task force) e la stessa direzione aziendale.
Ai continui cambi di vertici seguono, infatti, pesanti ripercussioni economiche dovute alle buone uscite contrattuali dei manager. Alcune domande sorgono spontanee: Quanto costerà all’AMA l’uscita di scena della dr.ssa Giglio? E quanto costerà l’insediamento del nuovo CdA? A quanto ammontano i costi complessivi delle rimozioni dei manager di AMA effettuati in questi 10 mesi?
Peraltro l’annunciato piano industriale redatto, ma ancora non reso pubblico, dall’attuale Amministratore Unico sarà condiviso anche dal CdA che la sindaca Raggi si accinge a nominare, o sarà messo alla porta insieme alla dtt.ssa Giglio per ricominciare daccapo? Sono queste le domande di una interrogazione urgente che ci accingiamo a presentare al Sindaco e alla giunta . “Così in una nota le consigliere del PD capitolino Valeria Baglio e Ilaria Piccolo.

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Classifica Manager nel Web-Reputation Manager

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

urbano-cairoUrbano Cairo rimane saldamente in testa alla classifica, con un punteggio di 74,9/100, guadagnando 2,88 punti rispetto alla rilevazione del mese precedente. Situazione opposta per l’AD di FCA, Sergio Marchionne, la cui identità digitale continua a mostrare forti segni di cedimento e si classifica quinto. Claudio Descalzi di ENI e Giuseppe Recchi di Telecom rimangono stabili in seconda e terza posizione, rispettivamente con 65 e 61,8 punti.
Nel dettaglio, Urbano Cairo mantiene la prima posizione, con un punteggio di 74,9, grazie a diversi elementi, come il nuovo piano per il rilancio di RCS, la presentazione della nuova versione di Io Donna e di un nuovo settimanale da 100mila copie, e la candidatura promossa dalla Lega Nord per l’Ambrogino D’oro, premio che celebra le Civiche Benemerenze milanesi, simbolo di grande prestigio per la città.Ma il dato che balza subito agli occhi leggendo la classifica è il quinto posto di Sergio Marchionne, che continua a perdere posizioni: dopo aver ceduto il podio a Cairo il mese scorso, ora si piazza infatti appena quinto, con un punteggio di 58,4. I contenuti lesivi per la sua reputazione hanno riguardato in particolare il reintegro degli operai di Pomigliano d’Arco, che inscenarono l’impiccagione di Marchionne per protesta, la polemica sulla fiscalità e gli attacchi diretti per le deludenti performance della Ferrai in Formula 1.“Il caso Marchionne è molto interessante. Qualcosa è cambiato non tanto nei contenuti dei messaggi negativi, ma nell’effetto di contaminazione che questi hanno. Si sta modificando la sua resilienza, ovvero la capacità di assorbire le lesività reputazionali. Una sorte di teoria delle finestre rotte applicata all’immagine: una serie di incrinature si sommano e creano progressivamente un cambiamento nell’opinione pubblica, un cambiamento che è dapprima sottile per poi farsi sempre più marcato”, ha commentato Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager.
marchionneClaudio Descalzi si conferma sul secondo gradino del podio con 65 punti. I contenuti rilevanti dell’ultimo periodo per l’Amministratore Delegato di ENI riguardano la presentazione del modello integrato per lo sviluppo sostenibile dell’energia, che lo vede protagonista di una sfida cruciale del settore energetico, cioè il bilanciamento tra massimizzazione dell’accesso all’energia e lotta al cambiamento climatico. Inoltre alla sua reputazione online ha giovato la visibilità ottenuta alla cerimonia di premiazione degli Eni Awards 2016, che si è tenuta lo scorso 20 ottobre al Quirinale, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella e della Presidente di ENI, Emma Marcegaglia.
Giuseppe Recchi mantiene il terzo posto, con 61,8 punti. L’argomento più rilanciato online su di lui è quello relativo alla prosecuzione della presentazione del progetto di sviluppo della banda ultra larga nel Lazio e a Venezia.Marco Tronchetti Provera, Amministratore Delegato di Pirelli, guadagna due posizioni e sale al settimo posto, grazie agli articoli che hanno commentato positivamente i nuovi investimenti in Romania e alle dichiarazioni fatte dal numero uno di Pirelli rispetto al ritorno in Borsa nel 2018, con un anno di anticipo rispetto alle previsioni.Guadagna due posizioni anche Francesco Caio, Amministratore Delegato e Direttore Generale del gruppo Poste Italiane che raggiunge così la tredicesima posizione, grazie anche alle dichiarazioni fatte durante l’evento Tech Insight 2016, in cui ha annunciato investimenti per il gruppo in innovazione e ventur capital. (foto: urbano cairo, marchionne)

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4° Forum Economico Italo – Tedesco “DIDACTA – Formazione per il Futuro”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 novembre 2016

Roma 21 Novembre 2016 Sala Polifunzionale, Palazzo Chigi, ore 10.00 4° Forum Economico Italo – Tedesco “DIDACTA – Formazione per il Futuro”. La quarta edizione del forum economico italo-tedesco, è l´appuntamento annuale promosso dalla Camera di Commercio Italiana per la Germania palazzo-chigi(ITKAM), volto a favorire il dibattito tra istituzioni, associazioni, imprenditori e manager. In un’ottica di maggior cooperazione tra i due Paesi per conoscersi, confrontarsi e cogliere le opportunità offerte dall’esperienza tedesca e dalle recenti riforme italiane.
Il Forum di quest’ anno, che sarà aperto alla presenza del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, è organizzato insieme alla Camera di Commercio di Firenze e a DIDACTA International, ente organizzatore in Germania della più grande fiera mondiale sull´industria della formazione.
Il Forum sarà l’occasione per presentare Fiera Didacta, che nel settembre 2017 verrà organizzata in Italia presso la Fiera di Firenze, seguendo il modello tedesco della fiera DIDACTA.
“Noi come ITKAM siamo molto lieti di poter contribuire in modo significativo all’attuazione concreta delle iniziative per l’alternanza scuola lavoro in Italia. La sfida che la formazione per l’industria 4.0 rappresenta è per noi un’occasione di crescita per il nostro Paese. Per questo organizzeremo a settembre 2017, per la prima volta in Italia, la Fiera Didacta, creando così una ulteriore piattaforma di incontro e di consolidamento dei rapporti tra Italia e Germania”. Con queste parole Emanuele Gatti, Presidente di ITKAM, sottolinea l’importanza dell’evento, onorato della MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
La quarta edizione del forum economico italo-tedesco “DIDACTA – Formazione per il Futuro” nello specifico prevede, oltre ad un momento iniziale di saluti istituzionali tra i quali quello della Sig.ra Ministro Stefania Giannini, del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi e degli organizzatori, lo svolgimento di tre Panel. Il primo in programma alle 11:30 tratterà il tema dei nuovi modelli educativi nella scuola primaria, secondaria, nell’università e nella ricerca. Il secondo Panel, alle 14:30, riguarderà l´alternanza scuola lavoro, con la relativa analisi dei best practices e punti critici. L´ultimo Panel verterà sulla “Formazione per l´industria 4.0”.
Il Forum è patrocinato dal Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca in Italia, dal Centro Italo-Tedesco Villa Vigoni, da UNIONCAMERE e da ASSOCAMERESTERO

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Catella lead manager in planned capital raising and secondary listing of Baltic Horizon

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2016

catellaThe alternative investment fund Baltic Horizon, which was listed on the Nasdaq Tallinn Fund List in July 2016, is planning an additional capital raising and secondary listing on Nasdaq Stockholm. Accordingly, Baltic Horizon will become the first exchange traded alternative investment fund on Nasdaq Stockholm. In connection with the listing, the fund targets raising up to EUR 80 million in new capital.
Baltic Horizon Fund is a real estate fund with no particular lifetime (evergreen) focusing on centrally located commercial property in the capitals of the Baltic countries. The fund invests in properties with long rental contracts, often with Nordic corporate tenants. Baltic Horizon was listed on Nasdaq Tallinn on July 6, 2016, with EUR 29.7 million in equity, and is managed by Northern Horizon Capital AS.
“We are very excited that Baltic Horizon has appointed Catella as lead manager, and that they are pursuing their strategy by initiating the planned capital raising and secondary listing on Nasdaq Stockholm following the successful creation of the fund this summer.” says Andrew Smith, project head at Catella London. “Through the secondary listing on Nasdaq Stockholm, investors are offered high quality Baltic property exposure and liquidity on the secondary market,” says Martin Malhotra, project manager at Catella’s Corporate Finance.
In connection with the capital raising, Catella Bank will once again play a central role.“There was great interest in the previous issue this summer, when Catella Bank completed a focused process during two weeks in June where our clients were offered to invest in Baltic Horizon, and we are seeing continued strong interest in properties with good risk adjusted returns in the Baltics,” says Dennis Nygren, Head of Wealth Management at Catella.For several years there has been a common legal framework for alternative investment funds in the EU (the AIFM Directive), which allows funds in one EEA country to be marketed in other EEA countries.“The secondary listing of Baltic Horizon creates an opportunity for Swedish professional and retail investors to invest in a vehicle with a clear investment strategy, high transparency and tax efficiency combined with the good liquidity we have on the Swedish stock market. We see this as the beginning of a new trend with more listings of exchange traded property funds from Sweden, the Nordics and the Baltics,” says Arvid Lindqvist, Head of Research at Catella.

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Nasce HDC Cloud Services: videoconferenze su misura per piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

hdc-cloud-servicesFornire audio e video conferenze su misura per piccole e medie imprese ad alto valore aggiunto. Nasce con quest’obiettivo HDC Cloud Services, nuova realtà del mercato italiano del conferencing fondata da un gruppo di manager provenienti da aziende leader nel settore della videoconferenza e delle conference call professionali.Grazie al cloud e alle offerte pay-per-use, i servizi di videoconferenza professionali non sono più un’esclusiva delle grandi aziende, ma sono accessibili e convenienti anche per liberi professionisti e imprese di piccole dimensioni. E’ la filosofia che ispira HDC, che intende offrire servizi low cost, garantendo massima flessibilità di utilizzo e qualità professionale. “Il cloud è un modello di servizio molto vantaggioso per le PMI e i professionisti, in quanto permette di pagare solo quello che viene effettivamente utilizzato, in base alle funzionalità richieste e al numero degli utenti da abilitare”, spiega Emo Maracchia, Direttore Marketing di HDC. “Il cloud consente inoltre grandi risparmi rispetto all’acquisto di infrastrutture da gestire in proprio e permette l’accesso ai servizi sempre e ovunque, poiché sono disponibili su internet 24 ore su 24”. La teleconferenza è ormai uno strumento indispensabile per le aziende che vogliono competere sui mercati nazionali e internazionali tagliando hdc-cloud-services1al contempo i costi e aumentando la produttività. Si può svolgere in collegamento audio, video o via web, permettendo alle aziende e ai professionisti di risparmiare tempo e denaro per incontri d’affari, meeting di lavoro e qualsiasi altra attività che obbliga le persone a spostarsi per partecipare a riunioni lontano dal proprio ufficio. “Una videoconferenza o una conference call si possono organizzare in pochi secondi – il tempo di inviare una mail alle persone da incontrare – e si possono svolgere in qualsiasi luogo e con qualsiasi dispositivo collegato a internet o alla rete telefonica. Non dovendo utilizzare mezzi di trasporto, si risparmiano le spese di viaggio, si elimina il tempo improduttivo e si evita lo stress del traffico nelle grandi città”, conclude Maracchia. HDC esordisce sul mercato proponendo una formula di”acquisto garantito” per i propri servizi di videoconferenza offerti in abbonamento annuale: il cliente ha a disposizione 30 giorni per recedere dall’acquisto se non si ritiene soddisfatto dal servizio. Per farlo è sufficiente inviare una semplice mail di disdetta e non dovrà pagare nulla. Un’offerta ideata per avvicinare alla videoconferenza professionale anche le aziende più piccole e i liberi professionisti: studi legali, mediatori, consulenti, ecc. Con 30 giorni a disposizione, il cliente ha tempo per provare il servizio di videoconferenza in tutte le situazioni possibili: dall’ufficio, da casa, nei locali con WiFi e all’aperto ovunque ci sia connettività internet 3G o 4G. E’ infatti possibile collegarsi in videoconferenza, oltre che da un personal computer o da un sistema da sala, anche da un tablet o uno smartphone grazie alle app gratuite disponibili per i dispositivi mobili con sistema operativo iOS (iPad e iPhone) oppure Android. (foto: hdc-cloud-services)

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Martin Nilsson new co-manager of Catella Hedgefond

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2016

martin nilssonCatella has appointed Martin Nilsson as new co-manager of the award-winning fund, Catella Hedgefond. In addition to his current role as manager of the Catella Nordic Long Short Equity fund, Martin will now also join the Catella Hedgefond management team. Together with Sven Thorén, he will manage one of several independent equity mandates, focusing on the Nordic stock markets. The team associated with Catella Hedgefond is otherwise unchanged, with Ulf Strömsten as the responsible lead manager.Martin Nilsson has been a fund manager at Catella since May 2015, and has since then successfully managed Catella Nordic Long Short Equity together with Ola Mårtensson. Martin already has many years of experience from various roles within both research and portfolio management. He has worked as a portfolio manager at Nordea, where he was responsible for managing several equity funds focused on Nordic stocks. Prior to that, he worked as an analyst at Alecta.“Martin is an excellent complement to the existing managers on the team, and he has already demonstrated successful management during his time at Catella. It is therefore quite natural to also include Martin on the Catella Hedgefond team,” says Erik Kjellgren, head of the Swedish fund operations. The objective of Catella Hedgefond is to deliver consistent, positive returns regardless of the performance of the equity markets. The fund was yesterday named Hedge Fund of the Year by Fondmarknaden.se for the second consecutive year, partly because it is a resilient hedge fund that stands up well in downward markets and that also follows the upturns. (photo: martin nilsson)

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The Ghost Team, il ghostwriting multilingue per top manager, sbarca in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2015

ghost teamRoma. Affiancare manager e imprenditori nella stesura di libri o interventi e nella cura del proprio blog: questa la mission alla base di The Ghost Team, la prima agenzia di ghostwriting multilingue diventata operativa da qualche settimana anche in Italia e in Francia.The Ghost Team nasce dalla collaborazione di più di quaranta professionisti tra giornalisti, traduttori e designer provenienti dai cinque continenti, specializzati nelle attività di consulenza a manager, imprenditori, politici, diplomatici e militari.”Questo progetto nasce da lontano”, dichiara il fondatore di The Ghost Team e guru delle relazioni pubbliche Roberto Race. “Sono anni che i professionisti coinvolti nel progetto lavorano nell’ombra curando libri, interventi e discorsi per le persone che contano. The Ghost Team nasce appunto per ‘istituzionalizzare’ l’attività svolta, un lavoro in cui si pone massima attenzione ai dettagli e ai risultati. Il nostro valore aggiunto è dato dall’interazione puntuale con gli interlocutori, da un’accurata strategia di comunicazione e da un rigoroso sistema di gestione dei costi. I contenuti di qualità sono la base per costruire buone strategie di comunicazione e relazioni di successo”.The Ghost Team ha coordinamenti operativi a New York, Londra, Bruxelles e Dubai e dall’autunno anche a Roma.L’agenzia realizza a seconda delle esigenze dei clienti prodotti “ghost”, ma anche opere in cui cura la redazione dei progetti. Per la realizzazione di ciascun progetto si avvale di un team multilingue di autori, traduttori e grafici che permette al cliente di abbattere ogni barriera non soltanto linguistica, ma anche culturale.”In questi ultimi mesi – conclude Race – molti ghostwriters con cui lavoro mi hanno chiesto di mettere a sistema un progetto capace di garantire al cliente un’altissima qualità dei prodotti e un team internazionale. Si tratta di autori impegnati presso alcuni dei principali quotidiani e periodici internazionali, desiderosi di lavorare in un ghost-team organizzato e riconosciuto. Con The Ghost Team utilizzeremo al meglio le loro capacità al servizio di una comunicazione che farà dell’eccellenza il suo must.
Per motivi di mercato il progetto è stato avviato ed è cresciuto all’estero, ciò ha permesso di consolidare un metodo di lavoro che ci ha portato a essere considerati tra i principali player del settore a livello internazionale.In un mondo complesso, fatto al contempo di economie aggressive e competitive e nuove attenzioni ai consumi etici ed eco-sostenibili, nuove guerre e flussi migratori, ci posizioniamo nel segmento alto del mercato offrendo testi e analisi scritte e revisionate da un team multiculturale di giornalisti e traduttori in grado di valorizzare posizioni o analisi del cliente. Ogni prodotto, spesso realizzato in più lingue, è il frutto di un lavoro di team che garantisce al cliente contenuti di qualità funzionali al proprio progetto di comunicazione.Crediamo sia giunto il momento di istituzionalizzare il lavoro del ghost e le decine di commesse già acquisite ci dicono che la strada è quella giusta. Si tratta di un lavoro in cui si pone massima attenzione ai dettagli e ai risultati. Il nostro valore aggiunto è dato dall’interazione puntuale con gli interlocutori, da un’accurata strategia di comunicazione e da un rigoroso sistema di gestione dei costi. I contenuti di qualità sono la base per costruire buone strategie di comunicazione e relazioni di successo”. (foto: ghost team)

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Marco Bendotti nuovo Hotel Manager del Grand Hotel Principe di Piemonte

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2015

marcoIl Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio (LU) ha il suo nuovo Hotel Manager: è Marco Bendotti, 35 anni, originario di Monza (MB). Diplomatosi nel 2001 al liceo scientifico, laureatosi nel 2007 in Economia e gestione dei servizi turistici presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca con una tesi sul turismo sportivo, Marco Bendotti entra giovanissimo in carriera, subito dopo la laurea, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità sia presso le strutture sia presso gli headquarter italiani di una grande catena alberghiera.
Oggi approda al Grand Hotel Principe di Piemonte, uno degli alberghi simbolo della Versilia e del bel vivere italiano nel mondo, come Hotel manager. Risponde direttamente al General manager Claudio Catani. (foto marco)

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Preside manager? No grazie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2015

scuola-pubblicaUna buccia di banana enorme attende dietro l’angolo la riforma della scuola voluta dal governo Renzi: non tutti i presidi, su cui loro scommettono, sono all’altezza del compito richiesto. Quando poi i docenti si accorgeranno che 35 milioni dei loro scatti se ne andranno per arrotondare i già pingui stipendi dei dirigenti scolastici e altri 200 milioni finiranno a favore dei loro protégé, spiace dirlo, ma il governo rischierà da vicino l’effetto noto come “Berlinguer e il concorsone”.A essere sinceri, di dirigenti scolastici capaci e preparati ce ne sono e molti, ma non sono pochi neppure quelli che si arroccano sulle cose che non sanno e, forti della loro inadeguatezza, mettono a ferro e fuoco le scuole loro affidate. Sono cose sapute e risapute, nelle scuole e nei Provveditorati (e pure negli USR e magari anche al Ministero). Come è successo, che da una categoria di galantuomini (e ovviamente gentildonne) ferrei e preparati, tutti dediti alla scuola, forse non molto aperti al dialogo, ma comunque attenti a rispettare il ruolo di chi seriamente si pone nei confronti della scuola, si sia scivolati nel volgere di pochi anni in troppe situazioni di arbitrio totale? Indubbiamente, enormi carichi di responsabilità sono stati posti sulle spalle di chi ha fatto il concorso principalmente per insegnare: sicurezza, privacy, contrattazione sindacale, gestione del personale, tutti con gravosi carichi di lavoro nonché con annesse pesanti sanzioni. Poi c’è il fattore stipendio: troppo appetibile per non suscitare legittime ambizioni.
Insomma: Presidi manager? NO, grazie. Per far viaggiare su gambe sicure LaBuonaScuola di Renzi, occorrono professionisti appassionati di scuola con una preparazione mirata, più che dei managers gestionali; una radicale riduzione dei loro compiti amministrativi e il contenimento della dimensione degli istituti, specie di quelli comprensivi, dove coesistono tre ordini di scuola. Ricordiamo la proposta di un limite massimo di 1200 alunni, che nella consultazione LBS ha ricevuto un buon numero di ‘mi piace’.
”Come Associazione di genitori siamo molto preoccupati –afferma Rita Manzani Di Goro, presidente di A.Ge. Toscana- Si moltiplicano nelle scuole i casi di palese illegittimità e di pari passo le ritorsioni nei confronti dei genitori che osano chiedere il rispetto delle regole. E il fatto che la riforma della scuola sia contenuta in una proposta di legge che, dopo una settimana che è stata approvata dal governo, ancora nessuno conosce, e che si vogliano regolare aspetti fondamentali come il testo unico della scuola e gli organi collegiali tramite decreto, presumibilmente altrettanto blindato, certo non ci rassicura”. Abbiamo notizia che negli ultimi mesi in Toscana due ottimi Presidenti di Consiglio d’istituto si sono dimessi “in quanto non esistevano più le condizioni di una serena collaborazione con il dirigente scolastico”, che non li riceveva, non rispondeva alle loro comunicazioni e faceva quello che meglio riteneva opportuno, invadendo anche competenze altrui.In un’altra scuola, i genitori hanno chiesto di aprire una prima classe elementare a 40 ore invece di 36 e si sono sentiti rispondere picche. La dirigente, da noi contattata per far garbatamente notare che la loro consuetudine di avere classi di primaria a 36 ore è in violazione della normativa (riforma Gelmini), ha ammesso l’illegittimità della situazione, ma ha risposto che le maestre si rivolterebbero vedendosi assegnare una classe a 40 ore (infatti adesso hanno il venerdì pomeriggio libero), che lei è solo reggente e che farà quello che ritiene opportuno. Quando poi è stata inviata una protesta scritta, sono state messe in giro voci secondo cui, proprio per colpa di quei genitori, l’anno prossimo si avranno una classe a 40 ore e una a 32 (che non esiste), suscitando lo scontento generale. In una scuola media in cui il Consiglio d’istituto ha deliberato (a maggioranza e contro il parere del dirigente) di ampliare le classi di spagnolo, mantenendone però alcune di francese, è partito un attacco sui media locali e un consistente numero di docenti ha contestato con una lettera al Consiglio l’illegittimità di tutte le delibere a partire dall’aprile del 2013, quando è stata effettuata una surroga errata, invece delle elezioni suppletive. I genitori intravedono la mano del dirigente scolastico, riconoscono le sue espressioni tipiche, ma ci permettiamo di dissentire: quale dirigente di buon senso si auto-accuserebbe di aver sbagliato un adempimento, inficiando ben due bilanci e due conti consuntivi (senza parlare dei criteri del POF, delle liste d’attesa e della contrattazione d’istituto), quando era lui in persona quello tenuto a vigilare?“E’ urgente rivedere la riforma, aprire un serio dibattito all’interno della scuola –conclude Di Goro- in modo che buone iniziative (come l’organico funzionale, la riduzione delle ‘classi pollaio’, l’introduzione nella primaria di insegnanti di inglese madrelingua o specialisti e di professori di educazione fisica e di musica, gli investimenti sulla scuola) non vadano in malora insieme ad altre scelte assai meno felici”.

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La tecnologia Paragon garantisce la sicurezza dei dati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

friburgoFRIBURGO. Paragon Software Group (PSG), leader nelle soluzioni di backup dati, ripristino di emergenza e soluzioni di migrazione dati, annuncia il lancio di Paragon Partition Manager 15 (edizioni Home e Professional) – il software di partizionamento di sistema più rapido e sicuro per assistere facilmente gli utenti di PC nell’esecuzione del parizionamento di unità di qualsiasi complessità. Arricchito di potenti opzioni di procedura guidata per la maggior parte delle attività, Paragon Partition Manager 15 gestisce in modo semplice tutte le attività di partizionamento dei dati e del sistema PC (ridimensionamento, spostamento, unione, copia, ecc.). Le operazioni sono sensibili all’allineamento e possono essere eseguite su unità SSD o di disco rigido di qualsiasi capacità. Le funzioni di suddivisione e unione consentono agli utenti di assegnare cartelle e file specifici a nuove partizioni perima di eseguire l’operazione, consentendo una modifica più flessibile del layout della partizione. Partition Manager 15 offre più di un semplice partizionamento. Il software è dotato di potenti convertitori di file systems per adattarsi ai più comuni file system inclusi NTFS, HFS+ e FAT. Le migliorie apportate alla protezione aggiuntiva di Paragon includono la tecnologia Paragon Security PLUS che ripara gli errori di avvio in caso di mancato avvio del PC, Paragon Power ShieldTM e altri.
Paragon Partition Manager 15 è ideale per gli utenti PC che lavorano con macchine virtuali. L’edizione Professional include Paragon Connect VD (Virtual Disk) – tecnologia di Paragon per il partizionamento diretto di unità disco rigico virtuali. Funziona con tutti i principali formati VM, incluso VMDK, VHDX e VHD. Con l’edizione Professional, gli utenti possono anche convertire una tabelle di partizione MBR (Master Boot Record) di base in una tabella di partizione GUID (GPT; richiesto per le configurazioni UEFI), mentre i volumi di base possono essere convertiti in MBR. L’edizione Professional può creare supporti di ripristino basati su WinPE e Linux-based, mentre l’edizione Home crea solo supporti di ripristino basati su Linux.

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