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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘mance’

Finanziaria: mance e mancette elettorali?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

monete“Un tentativo disperato di vincere le elezioni ma anche la quasi certezza di perderle visto che chi arriverà dopo troverà una pesantissima eredità di debiti e tasse. La manovra che il Governo trasmette al Parlamento è un minestrone di mance e mancette elettorali che non servono certo a sostenere la crescita del Paese, anche perché per finanziarle si fa aumentare il deficit con una irresponsabilità politica gravissima. L’aumento dell’Iva è solo rinviato, il bonus giovani vale solo per il 2018, si investe più in ammortizzatori sociali che in misure che possono creare nuovi posti di lavoro. Le censure dell’Europa e il fatto che la manovra originariamente composta da 70 articoli é ora lievitata a 120, dimostrano che c’è stato un vero e proprio assalto alla diligenza da parte dei ministri per ‘incartare’ mancette elettorali che non serviranno a far crescere il Paese ma, siccome gli italiani non hanno l’anello al naso, non serviranno neanche alla sinistra per vincere le elezioni”. È quanto afferma il Deputato di Forza Italia, Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Legge di bilancio: si prevede piena di mance

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

palazzo chigi“La prossima Legge di Bilancio sarà piena di mance elettorali, e ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, finanziata attraverso nuovo deficit, contando sul solito “sconto” concesso dall’Ue. Ciononostante, il rapporto deficit/Pil per il 2018 aumenterà comunque dall’1,2% previsto dal DEF dello scorso Aprile all’1,8%. L’aumento dell’indebitamento provocherà, poi, un ulteriore incremento del debito pubblico, che già ha toccato livelli record, e rimanderà ancora una volta quel pareggio di bilancio annunciato ogni anno dal Governo, che però mai arriva. Il continuo ricorso al deficit e al debito per finanziare le manovre ha minato fortemente la credibilità sia del Governo italiano, che si è mostrato incapace di garantire all’Italia una crescita stabile e duratura basata su riforme efficaci, sia della Commissione Europea che, nonostante continui a sbandierare la necessità di azzerare il deficit strutturale, utilizza la concessione della cosiddetta “flessibilità” nei conti pubblici come merce di scambio con l’Italia per assicurarsi vantaggi di natura politica su altre questioni di interesse europeo, come le politiche migratorie e la riforma dell’unione di bilancio. Le quali, una volta messi a tacere gli italiani con i loro sconticini, procedono a nostra insaputa e contro i nostri interessi. Bel risultato.”

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Gli investimenti di Renzi: le mance

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

Maastricht“Il ritorno a Maastricht aveva un senso tre anni fa, quattro anni fa, quando eravamo in piena crisi e quindi serviva fare deficit. Ma serviva per fare investimenti, non per fare consumi, non per dare mance. E invece Renzi scelse, insieme a Padoan, di fare deficit per dare mance”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in un’intervista a “Radio Radicale”. “Renzi e Padoan si dovrebbero nascondere perché hanno prodotto uno squilibrio inaccettabile nei nostri conti pubblici. La teoria economica lo dice da sempre, dai tempi di David Ricardo: non si può fare deficit per favorire i consumi, ossia per diminuire le tasse, perché i cittadini, i contribuenti, non la bevono. Il deficit si può fare se serve per gli investimenti.Ma evidentemente né Renzi né Padoan hanno studiato abbastanza l’economia, ed infatti si sono comportati in maniera irresponsabile: hanno fatto deficit, 20 miliardi della cosiddetta flessibilità e li hanno trasformati in mance, gli 80 euro e il Jobs Act. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tassi di disoccupazione altissimi, mercato del lavoro caotico e gli 80 euro in restituzione, con effetti di rabbia crescente da parte dei percettori relativi. E Renzi vorrebbe fare ancora tutto questo? E Padoan sbotta evocando qualche santo o qualche divinità? No non ci sto, che vadano a casa tutti e due”.

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Manovra bilancio tra “mancette e marchette”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 novembre 2016

Tasse“Siamo davvero indignati per la totale indisponibilità del Pd ad accogliere almeno parte delle proposte di miglioramento della manovra di bilancio, alcune perfino a costo zero. Renzi continua a gestire le risorse dello Stato come se si trattasse del portafoglio di famiglia, ignorando che le tasse le pagano anche quei cittadini che non lo sostengono. Solo l’arroganza può giustificare la bocciatura di tante proposte di buon senso, in taluni casi addirittura già approvate come mozioni dal Parlamento e bisognose solo di diventare operative.
Ovviamente ‘marchette & mancette’ significa aumentare il deficit e il debito e farlo non al fine di favorire la crescita economica ma per provare a far crescere i Sì nel referendum del 4 dicembre, su cui Renzi sta giocando tutte le sue carte.
Ma la vergogna delle vergogne è rappresentata dai 150 milioni di euro per il contrasto alla povertà reperiti non dal taglio agli sprechi o dai giochi d’azzardo, ma incredibilmente dal fondo per la disoccupazione. Una vera e propria guerra di disperazione. A meno che il governo non preveda che i disoccupati, non trovando lavoro, divengano ancora più poveri…
Anche per queste ragioni abbiamo votato contro la fiducia richiesta da Renzi”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sul voto alla legge di Bilancio.

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Pensioni: le solite mance elettorali

Posted by fidest press agency su martedì, 11 ottobre 2016

pensionatiDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Il 26 settembre 2016 il presidente del consiglio Matteo Renzi ha illustrato, durante la trasmissione ‘Quinta Colonna’, il ‘patto della lavagna’, che ‘alle pensioni minime, a quelli che arrivano fino a 750 euro, viene data oggi una quattordicesima, circa 40 euro al mese. A questi raddoppiamo la quattordicesima, in un’unica soluzione’. Lo scorso 27 settembre, poi, Governo e sindacati si sono seduti attorno ad un tavolo per firmare un verbale di intesa sugli interventi da fare in materia pensionistica.Semmai il pacchetto previdenza dovesse davvero essere approvato nella Legge di stabilità, si limiterebbe comunque a concedere poche decine di euro ai pensionati, a fronte degli elevati costi per la finanza pubblica. Puntualmente, a ogni appuntamento elettorale che si rispetti, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, elargisce mance elettorali nei provvedimenti di prossima approvazione: è successo nel 2015, per le elezioni europee, con il bonus degli 80 euro, contabilizzati in una furbesca partita di giro; sta avvenendo di nuovo in questi giorni in vista della consultazione referendaria sulla riforma” costituzionale.L’accordo con i sindacati sull’APE, l’anticipo previdenziale che permetterà ad alcuni lavoratori di andare in pensione prima, è soltanto una ‘collateralizzazione’ delle pensioni degli italiani in favore di banche e assicurazioni, le lobby che hanno sostenuto l’ascesa di Matteo Renzi al potere. Il pacchetto previdenza inizialmente proposto dal Governo avrebbe dovuto stanziare 6 miliardi di euro in 3 anni, secondo quanto annunciato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.In realtà, l’ipotesi più realistica è di un costo complessivo pari a soli 1,5 miliardi per il 2017, per due terzi distribuiti ai pensionati (700 milioni alle 14esime e 260 all’estensione della ‘no tax area’ ai redditi da pensione fino a 8.125 euro) e un terzo al finanziamento dell’APE agevolata e gli altri casi di flessibilità prevista. La volontà del Governo si scontra con la spesa per pensioni inserita nei documenti di finanza pubblica. Solite promesse, soliti imbrogli di Renzi e compagni”.

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