Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘maniera’

Comportamenti su falsi valori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2011

Lettera al direttore. Saverio Romano (Pid) nella trasmissione Ottoemezzo del 26 gennaio. Bella fronte spaziosa, eloquio facile. Peccato però che la profondità dei ragionamenti fosse inversamente proporzionale all’altezza della fronte. Ha affermato,  a un dipresso, che lui non vede nulla di male nel comportamento del suo Cavaliere, giacché non reca danno a nessuno, e che solo i comportamenti che nuocciono a qualcuno sono riprovevoli. Evidentemente Romano dalla bella fronte non ha mai sentito parlare di decoro, convenienza, dignità, senso della misura, sobrietà. E se si comportasse alla stessa maniera il Presidente della Repubblica? Ma a parte ciò, in realtà, le vicende del Cavaliere e delle sue donzelle (si noti la mia delicatezza!) nuocciono eccome alla società, e soprattutto ai giovani ai quali trasmettono modelli di comportamento basati su falsi valori. (Elisa Merlo)

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Quando manca il senso del ridicolo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 settembre 2010

Lettera al direttore. Credo seriamente che la storia del mondo avrebbe preso un corso diverso, se gli uomini, tutti gli uomini e non solo una minoranza, avessero il senso del ridicolo. Se dalla folla a Piazza Venezia, anziché applausi, si fosse levata una risata oceanica alla vista del Duce quando durante i discorsi assumeva i noti comici atteggiamenti, se il popolo tedesco avesse riso a crepapelle nell’udire il  Führer parlare di razza superiore, certamente i due dittatori si sarebbero comportati in maniera diversa. Forse non sarebbero neppure diventati dittatori. Ora, ovviamente il modesto sindaco di Adro niente ha da spartire con i due dittatori, se non appunto la mancanza di senso del ridicolo. Come avrebbe potuto altrimenti disseminare di un simbolo (qualsiasi simbolo) un’intera scuola? E mentre faceva eseguire i lavori come mai nessuno è scoppiato a ridere; nessuno lo ha preso in giro? Proprio perché il senso del ridicolo, purtroppo, è virtù di pochi. E se il bravo sindaco avesse avuto il senso del ridicolo, avrebbe mai potuto dichiarare: “Li tolgo solo se me lo dice Bossi”, come un bambino dice: “Faccio questo solo se me lo dice mammina”?(Renato Pierri)

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Gian Luca Beccari: Mutazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Milano fino al 24/4/2010 viale Col di Lana 8-4°cortile, “Mc2gallery presenta la sua prima personale milanese, con la serie -Mutazioni- . Partendo dalla Letteratura classica e della Mitologia, la cui forza narrativa e psicologica e’ tale da renderle sempre attuali, Beccari ambienta delle -mise en scene- teatrali che immortala sia in video, di grande impatto visivo ed emotivo, sia con scatti fotografici che segnano,come capitoli visivi, la scansione di racconti dalla forza atemporale ed universale, che parlano all’ Uomo dell’Uomo e le sue debolezze.  -Mutazioni- si ispira alle -Metamorfosi- di Ovidio: il poeta latino racconta l’uomo, la durezza del genere umano, le sue trasformazioni nell’interazione continua Dio/uomo, amore/ira; allo stessa stregua -Mutazioni- e’ – in maniera sempre diversa per sua natura – o vuole essere – la rappresentazione meta-mediale e metamorfica di un’opera classica tra le piu’ vive ai giorni nostri.  Il travestimento e’ uno sviluppo dell’autocoscienza, un rito d’iniziazione alla propria personalità; e’ un accenno di metamorfosi, di cambiamento.  Un complesso mondo esoterico e simbolista che trova in Beccari un raffinato e colto interprete di mondi arcaici e lontani, ma dal senso sempre attuale perche’ gli istinti dell’Uomo, nonostante i secoli, non sono mai cambiati nonostante l’evoluzione e la civilizzazione”. (beccari)

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Scuola: nove abbandoni su 10 dovuti a didattica poco flessibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2009

Una scuola troppo ‘rigida’ e tradizionale è alla base dell’alto tasso di abbandono scolastico del Paese. E’ una delle riflessioni evidenziate dall’indagine promossa dal ministero del Welfare (e condotta a livello nazionale da Ernst e Young, Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali e Cna-Ecipa), presentata in questi giorni a Benevento. La maggior parte dei casi di abbandono (89,7%)  si verifica all’interno del sistema scuola e ciò è probabilmente riconducibile ai contenuti e all’ambiente formativo, come la didattica troppo tradizionale e poco flessibile. Inoltre, incidono in maniera più significativa gli abbandoni nella scuola media superiore (55,3%), registrati prevalentemente nell’area dell’istruzione professionale. Fra gli oltre 1.600 ragazzi intervistati per l’indagine, infatti, ben il 24,4% ha frequentato, come ultimo corso formativo, la scuola media inferiore. La formazione professionale e l’apprendistato, invece, presentano livelli di abbandono piuttosto bassi (10,3%). Per quanto riguarda la motivazione che ha portato all’abbandono della scuola o di un percorso formativo alternativo, sembra che ‘lo scarso interesse per le materie trattate’ sia la più frequente (49,7% dei casi), unita alla ‘difficoltà delle materie’ (39,4%). Ma ad allontanare i ragazzi dalla formazione sono state anche le prospettive di autonomia. Ben il 26% degli intervistati, infatti, dichiara che gli ‘interessava più andare a lavorare’.  A fronte di questi dati resta bassa (in particolare al Sud)  la capacità di assorbire i ‘dispersi’ da parte della formazione professionale. Si va da risultato migliore di Modena (69%) a quello peggiore di Vibo Valentia (10%). Solo poche province, come Modena, Savona e Terni, hanno attuato la ‘rete dell’obbligo formativo’ ossia un sistema di integrazione dei dati delle varie anagrafi (scuola, lavoro, istituzioni), per contrastare il fenomeno della dispersione.

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La Chiesa cattolica tra il religioso prescritto e quello vissuto

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Se rileggiamo per intero la storia millenaria della Chiesa ci accorgiamo che da sempre è esistito, se escludiamo i primi secoli dalla sua nascita, questo profondo divario tra la dialettica sul religioso prescritto ed il vissuto. Con l’età contemporanea questo aspetto si è accentuato nella consapevolezza che il visitatore non si limita più a verificare lo stato delle pertinenze ecclesiastiche, il numero dei confessi e dei non confessi, la pulizia e la tutela dei tabernacoli, ma va oltre. Non s’intende con ciò rifarci alla estenuante e sterile storia dell’opposizione fra cultura d’élite e cultura popolare “di cui ha sofferto la storiografia francese” come ce lo ricordano  Delumeau e Gabriel Le Bras. La diversità con il passato remoto si legge soprattutto a partire dal secolo XIX allorché iniziò in maniera massiva l’abbandono della terra da parte del contadino povero per la città industrializzata che richiedeva braccia per le fabbriche uebane. Questo passaggio portò ad un inevitabile distacco, anche dal punto di vista religioso dell’emigrante posto, com’era al cospetto di altre realtà e di nuove esigenze. Il contadino analfabeta diventava operaio, acquistava coscienza del suo nuovo stato ed i suoi figli frequentavano le scuole ed acquistavano una nuova identità professionale e civile. Questa crescita non sempre si accompagnava agli impegni religiosi, semmai essi si stemperavano in atti e comportamenti meno osservanti e più critici. Un errore della Chiesa fu proprio quello di non saper cogliere questi mutamenti e tradurli in un messaggio più congeniale con gli eventi in atto nel suo popolo di fedeli. (A.R.)

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Conflittualità politica, questione meridionale e immigrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Nel difficile momento che l’Italia sta attraversando per l’incertezza economica, su cui influisce profondamente la persistente crisi internazionale, e per l’acuirsi dello scontro politico, che vede maggioranza e opposizione delegittimarsi con asprezza e su ogni fronte, i Vescovi hanno richiamato all’esigenza di concentrare l’attenzione e gli sforzi sui nodi essenziali per lo sviluppo e per il bene del Paese. Pertanto occorre “individuare degli sbocchi e delle soluzioni che facciano uscire dai reciproci sospetti e timori”, per giungere, “in maniera serena, non episodica e possibilmente condivisa”, a riforme che assicurino “il miglior funzionamento della giustizia”. Ugualmente è necessario porre mano alla riforma dello stato sociale, che chiaramente non significa il suo smantellamento, e concentrare gli sforzi per incrementare ulteriormente l’occupazione, con speciale attenzione al Meridione. Lo sviluppo del Meridione resta in concreto “la prima grande questione nazionale”. I vescovi, infatti, denunciano al Sud una considerevole presenza di famiglie in stato di reale povertà e l’acuirsi della disoccupazione giovanile e femminile. La situazione è aggravata dalle conseguenze di improvvise calamità naturali – da ultimo il terremoto che ha colpito la Sicilia occidentale –, nonché dalle lentezze politico-amministrative nel risolvere le croniche carenze di approvvigionamento e distribuzione idrica e nel riordino del sistema stradale e ferroviario. Il Consiglio Episcopale Permanente, ha richiamato l’importanza dell’assistenza sanitaria e della cura della salute, ribadendo che la ricerca medica, il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica e la suddivisione della competenze devono realizzarsi tenendo conto del primato della persona. Si è auspicato che, come fortemente richiesto anche dal Forum delle associazioni familiari, i responsabili della politica e dell’economia nazionale compiano, a cominciare dalla prossima finanziaria, “scelte lungimiranti e coraggiose” a favore della famiglia fondata sul matrimonio, sia “attraverso provvedimenti specifici” sia “rimodellando l’intero quadro della normativa sociale, finanziaria e fiscale in conformità a quel ruolo che la famiglia come tale svolge di fatto nel nostro Paese”.

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Ceccuzzi, Pd: “Il governo assoggettato ad Abi”

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

“La soppressione delle norme per il contenimento dei costi delle commissioni bancarie da parte del governo calpesta i diritti dei clienti e conferma l’assoggettamento dell’esecutivo, agli interessi lobbistici dell’Abi”. Con queste parole Franco Ceccuzzi, deputato del Pd e membro della Commissione Finanze interviene sulla modifica dell’articolo 2 sulla valuta e la disponibilità dei pagamenti bancari. “L’attuale testo, già approvato dalle Commissioni – continua Ceccuzzi – prevede, come disposto dalla direttiva europea 2007/64/CE, l’allineamento tra la valuta e la disponibilità delle somme per il beneficiario pari a un solo giorno, prorogabile a tre mediante accordo tra le parti fino al 2012. L’Italia è obbligata a recepire, entro, il primo novembre di quest’anno tale direttiva sui servizi di pagamento nel mercato interno, come previsto nell’articolo 2”.  “La modifica del testo da parte del governo – dice Ceccuzzi – dopo le proteste dell’Abi, non solo oltraggia il Parlamento, ma tornando a disporre per i bonifici un giorno per la valuta e quattro per la disponibilità va a penalizzare, in maniera ingiustificata ed illegittima, i clienti delle banche. Mi chiedo il motivo di questo cedimento plateale all’Abi, ma soprattutto quali trattative si stiano svolgendo alle spalle del Parlamento. E’ bene ricordare poi che i provvedimenti di questo governo sui mutui hanno avuto un costo e non hanno recato alcun vantaggio ai mutuatari. In pochissimi si sono infatti avvalsi della rinegoziazione. L’unica speranza è che almeno le ingenti spese organizzative, imposte alle banche per adeguarsi a disposizioni così inutili, non siano state trasferite a danno della clientela”.

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Luce Marinetti, l’ultima figlia di Filippo Tommaso, ci ha lasciati

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

«Sembra quasi che abbia voluto scegliere il centenario della pubblicazione del manifesto con cui suo padre lanciò al mondo la sua  sfida, l’anno in cui il Futurismo non è stato semplicemente celebrato  ma finalmente riconosciuto per quel movimento universale che ha  segnato in maniera indelebile la cultura del novecento. Il compito degli eredi di grandi personaggi non è mai un compito lieve, eppure Luce, con le sorelle Ala e Vittoria, hanno saputo farsi  interpreti e propagandiste dell’insegnamento di Marinetti.  Luce è  stata una donna energica, capace, moglie e madre ma anche studiosa, ricercatrice: un’attivista futurista, in eterno movimento, tra Roma,  Ginevra e Yale, dove buona parte della produzione letteraria del futurismo veniva raccolta e studiata, e dovunque fosse richiesto trattare di futurismo come di cosa viva. Fino ai suoi ultimi giorni Luce è stata attenta e presente, partecipe dei molti eventi che hanno caratterizzato questi mesi di rievocazioni. E’ morta a Roma e a Roma  era nata, in quella casa di Piazza Adriana che era stata per anni la  vera sede del futurismo, dove Filippo Tommaso e Benedetta (“mammina” come Luce l’ha sempre chiamata), lavoravano, studiavano, ricevevano.   L’ostinazione di Luce ha attraversato i momenti difficili della  rimozione, dell’ostilità, dell’incomprensione. Se ne va quando i suoi  sforzi hanno trovato un compimento e ci lascia un vuoto colmato dal ricordo indelebile della sua straordinaria vitalità e di un pensiero  libero da condizionamenti». E’ il ricordo dell’assessore alla cultura, Umberto Croppi, che dà comunicazione della sua scomparsa.

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