Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘manifatturiero’

Nel 2018 fatturato in crescita per le aziende italiane trainate da manufatturiero e ospitalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Mag 2018

La graduale ripresa delle imprese italiane non finanziarie proseguirà per tutto il 2018, sia in termini di crescita del fatturato sia in termini di miglioramento della struttura finanziaria, così come evolverà positivamente il quadro macroeconomico generale e diminuirà il livello di rischio atteso. Questo vale soprattutto per le industrie manifatturiere e per il settore dell’ospitalità e dei servizi per la ristorazione. Il trend è alimentato principalmente dal ciclo economico positivo, dai tassi di interesse bassi e da quadri regolatori favorevoli che danno sostegno alle imprese nelle operazioni di finanziamento, investimento, innovazione e assunzione di personale.A rilevarlo è il nuovo “Outlook economico per le imprese italiane non finanziarie 2018” elaborato da Cerved Rating Agency, la principale agenzia di rating italiana, specializzata nella valutazione del merito di credito di imprese non finanziarie italiane e del mercato obbligazionario ad esse connesso.A livello europeo Cerved Rating Agency è la prima agenzia per numero di rating corporate e la sesta per fatturato (fonte ESMA). Il 100% del capitale di Cerved Rating Agency è detenuto da Cerved, leader italiano della Credit Information. Le proiezioni riflettono l’opinione di Cerved Rating Agency sulla situazione economica e finanziaria del nostro Paese e il generale livello di rischio del tessuto produttivo.Lo studio si basa su dati storici macroeconomici italiani ed europei tra il 2000 e il 2017 e sulle previsioni per il 2018 combinate con specifici dati individuali tra il 2000 e il 2017 relativi alle imprese italiane non finanziarie che fatturano oltre 5 milioni di euro. Il campione estratto per l’analisi è formato da circa 50.000 società per azioni e a responsabilità limitata, attive in 10 macro industrie, con un fatturato aggregato nel 2016 di 1,8 miliardi di euro (il 76,9% del segmento).Entrando nel dettaglio, si stima che il livello di rischio generale nel 2018 rimarrà a livelli simili a quelli registrati alla fine del 2017; un lieve miglioramento del merito di credito, espresso in termini di upgrade del rating, è atteso per il 9% delle imprese analizzate, soprattutto nel manifatturiero, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nell’industria dell’ospitalità e della ristorazione. Il quadro macroeconomico è ancora in fase di stabilizzazione ma con trend positivi. La crescita del Pil è in via di consolidamento: si prevede un valore intorno all’1,5% contro l’1,6% registrato nel 2017, mentre export e import vengono dati in ascesa, rispettivamente +4,1% e +4,4% nel 2018. “Le imprese italiane beneficeranno inoltre di condizioni più favorevoli di accesso al credito, grazie a tassi di interesse bassi – spiega Mauro Alfonso, amministratore delegato di Cerved Rating Agency-. Ci si attende infatti che la Banca Centrale Europea lasci invariato il livello dei tassi di interesse e continui ad applicare misure di politica monetaria non standard. Nonostante la riduzione in volume degli acquisti di asset netti, gli istituti di credito italiani dovrebbero espandere le loro attività creditizie, grazie anche a una significativa riduzione nella quantità dei crediti in sofferenza, in tal modo dando sostegno al trend positivo”.Ancora, l’analisi di Cerved Rating Agency prevede che il tasso di inflazione scenderà dall’1,4% del 2017 all’1,2% nel 2018, mantenendosi al di sotto del target del 2,0% indicato dalla BCE. Tuttavia il tasso di inflazione “core” salirà nel 2018 dall’1,0% all’1,2%. Le più favorevoli condizione di accesso al credito, gli incentivi fiscali e l’aumento della domanda interna daranno una spinta importante agliinvestimenti, previsti in aumento del 3,0% nel 2018 (rispetto a +2,4% nel 2017). Il report completo è scaricabile al link: http://ratingagency.cerved.com/sites/ratingagency.cerved.dev/files/Italian-nfce-outlook2018_0.pdf

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il nuovo volano per il settore manifatturiero italiano: i Lighthouse plant

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

fabbricato in ItaliaContinua il lavoro del Cluster Fabbrica Intelligente per dare il via agli impianti che faranno da guida, a livello nazionale, per il settore manifatturiero. In questi mesi il Cluster Fabbrica Intelligente ha lavorato per rendere operativi gli impianti Lighthouse coinvolgendo aziende, fornitori di tecnologie e organismi di ricerca e facendoli dialogare con i Ministeri. Se ne è discusso a Bergamo, in occasione della IV assemblea nazionale del Cluster Fabbrica Intelligente (CFI), l’associazione che raggruppa 450 soggetti fra università, enti di ricerca e aziende, enti regionali e promuove i Lighthouse Plant, impianti faro creati per avere dei sistemi produttivi che diventeranno il riferimento per il settore manifatturiero italiano nel mondo.
“I Lighthouse Plant – spiega Tullio Tolio, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Cluster Fabbrica Intelligente – sono veri e propri impianti di produzione in continua evoluzione. Dopo la loro installazione, che in una prima fase potrebbe essere supportata anche dal piano Industria 4.0, è previsto un progetto di ricerca industriale e innovazione che coinvolgerà fornitori di tecnologie, system integrator, enti di ricerca e università e punterà alla realizzazione di innovazioni da testare proprio nell’impianto lighthouse”.
Inoltre, le imprese che ospiteranno i Lighthouse Plant, creeranno un Club che svolgerà attività di promozione e diffusione degli impianti presso delegazioni nazionali e internazionali, promuovendoli come best practice nazionali o casi studio per enti di ricerca e ricercatori. “Con il Club LightHouse Plant – ha aggiunto Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster Fabbrica Intelligente – il Cluster vuole fornire supporto strategico e operativo a tutte le imprese interessate a puntare sulla ricerca e l’innovazione nel campo manifatturiero. Le aziende che sceglieranno di aderire al Club diventeranno anche soci sostenitori del Cluster Fabbrica Intelligente e potranno partecipare a tutte le attività di networking della nostra associazione”.Durante il convegno, si sono tenute anche 4 sessioni di lavoro parallele con interventi sulle tecnologie abilitanti dell’Industry 4.0 indirizzate allo sviluppo di impianti (lighthouse o anche altri impianti) e sono stati presentati i progetti e le esperienze di gruppi industriali ed enti di ricerca tra cui MCM, Marposs, ABB, Comau, BLM, CNR e università come Politecnico di Milano e Università di Bergamo. I temi affrontati hanno riguardato: la manutenzione predittiva e i sistemi cyber fisici, l’uomo e il sistema produttivo, tecnologie per la collaborazione, l’addestramento e la sicurezza, le piattaforme di integrazione per la fabbrica e la supply chain, l’automazione e le lavorazioni avanzate.Sono intervenuti Remo Morzenti Pellegrini (rettore Università di Bergamo), Giorgio Gori (Sindaco di Bergamo), Gianluigi Viscardi (presidente del CFI), Oscar Pasquali (responsabile Segreteria Tecnica del MIUR), Francesco Cuccia (capo Segreteria Tecnica del MISE), Andrea Bianchi (direttore Aree Politiche Industriali di Confindustria) e Tullio Tolio (presidente Comitato Tecnico Scientifico del CFI).Il Cluster Fabbrica Intelligente (CFI) è un’associazione in costante espansione che accoglie, oggi, quasi 450 fra grandi, piccole e medie aziende, università, enti di ricerca e Regioni italiane. È l’unico soggetto che riunisce tutte le anime del manifatturiero avanzato in Italia, dialogando con le istituzioni. L’obiettivo del CFI è creare una nuova cultura industriale perseguendo una strategia basata sulla ricerca e sull’innovazione in grado di consolidare e incrementare i vantaggi competitivi dell’Italia e, al contempo, di indirizzare la trasformazione del settore manifatturiero verso nuovi sistemi di prodotto, processi/tecnologie, sistemi produttivi, coerentemente con le agende strategiche dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Politiche innovative per il manifatturiero

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2015

manifatturieroIl Friuli Venezia Giulia, che già sta attivando strumenti operativi importanti con le politiche regionali più recenti e la leva della specialità, diventi luogo di sperimentazione di misure innovative nell’ambito dell’impresa e del nuovo manifatturiero più avanzato, in grado di diventare buone prassi anche per altri territori, sulla scia di quanto ha fatto il Governo in contesti particolari, come l’autostrada Brebemi o ancora Expo o ora il Giubileo, dove ha avviato politiche innovative e agevolative interessanti e semplificazioni normative. La proposta arriva dal presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo, che ha aperto oggi pomeriggio il meeting “plenario” dell’intera giornata di confronto internazionale a Villa Manin, con il presidente della Cciaa di Pordenone Giovanni Pavan e il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello. Con loro, anche Debra Mountfod di Ocse, la coordinatrice del progetto Nuova Manifattura Chiara Mio, assieme agli esperti di innovazioni nel manifatturiero come il docente del Politecnico di Milano Sergio Campodallorto, il ceo della Cciaa di Glasgow Stuart Patrick, il giornalista Peter Marsh e l’esperto di strategie economiche e industriali dell’Aston Business School di Birmingham David Bailey. «Udine e Pordenone –ha detto ancora Da Pozzo – rappresentano l’ossatura manifatturiera della nostra regione e tutti noi viviamo la sfida di aiutarlo a crescere e a trovare nuove vie di sviluppo, come decisori pubblici e perché ascoltiamo quotidianamente gli imprenditori, che oggi operano in una sistema radicalmente cambiato e in continua evoluzione. Si aprono scenari con tanti punti di domanda e non è facile identificare linee di crescita, perciò abbiamo voluto coinvolgere l’Ocse, la principale organizzazione economica dei 34 Paesi più vivaci sotto il profilo economico, affinché oltre ad analisi sul territorio ci portasse delle parametrazioni su territori analoghi a livello internazionale. In un equilibrio fra i concetti di globl e local, sono convinto – ha concluso – che possiamo sfruttare la leva della specialità per sperimentare nuove modalità e nuove competenze nel campo del manifatturiero». Un nuovo manifatturiero fatto di «meritocrazia inclusiva, che non vuole lasciare indietro nessuno. Con tecnologia sì, ma con un saper fare, con il sapere e il sapore delle capacità che il nostro territorio sa esprimere, un territorio attrattivo di un’economia che ha al centro lo stile di vita e una qualità della vita che in altre aree ci invidiano», ha aggiunto la professoressa Mio, cui sono seguite le conclusioni dell’assessore Bolzonello. «Ci stiamo infatti siamo impegnando con tutte le forze – ha detto al termine del suo intervento (intervento completo su Regione Fvg) – per innalzare il fattore reputazionale del Fvg a livello internazionale. Un fattore che è uno degli asset più importanti per promuovere il sistema intero della nostra regione, ciò che ci dà valore aggiunto». Senza un alto fattore reputazionale, ha evidenziato il vicepresidente, non vale essere i più bravi ed è per questo che «ci stiamo impegnando, perché l’aspetto reputazionale passa attraverso l’insieme di noi tutti. Noi abbiamo bisogno di sistemi che si accompagnano, con la pubblica amministrazione che è parte del sistema, non una controparte. Friuli Future Forum è importante perché ci dà capacità di creare reputazione per il nostro territorio, ci dà senso di discussione, capacità di interloquire e intercettare ragionamenti e traiettorie per il futuro. Il mio impegno e il mio auspicio è che il Fvg possa accrescere il più possibile il suo aspetto reputazionale per essere sempre più competitivo». «E Il fatto che la Cciaa di Udine – gli ha fatto eco la Mountford – rappresenti ora il Fvg all’interno dei Programmi Leed di Ocse nell’ambito dell’attività del Centro Ocse di Trento, prima sede decentrata dell’Organizzazione internazionale, è anche questo un elemento che sicuramente aiuta la regione ad andare nella direzione auspicata». (foto: manifatturiero)

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: | Leave a Comment »

Rilanciare il manifatturiero in Toscana

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Attivare nuove produzioni, creare centri di eccellenza a servizio di grandi gruppi, consolidare attraverso il sostegno all’innovazione importanti presenze di multinazionali contribuendo a rafforzare i siti toscani nella concorrenza interna ai gruppi, creare nuova occupazione qualificata. L’economia to! scana riparte da qui. Sono questi, infatti, i risultati che si determineranno in Toscana grazie a 61 milioni di contributi regionali che si prevede attiveranno 120 milioni di investimenti in ricerca e sviluppo, che finanzieranno 18 grandi imprese, 4 medie, 13 piccole e 15 organismi di ricerca. Si tratta di progetti importanti, che quando saranno conclusi porteranno realtà della nostra regione all’avanguardia nello scacchiere della innovazione internazionale. (Gianfranco Simoncini)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’assedio cinese

Posted by fidest press agency su martedì, 12 ottobre 2010

Roma 18 ottobre, ore 18.00 Melbookstore Via Nazionale 254 – 255  presentazione del libro “Il distretto senza regole degli abiti low cost di Prato”  di Silvia Pieraccini, 2a edizione aggiornata  di Silvia Pieraccini Intervengono Giorgio Trentin Sinologo, Marco Pacciotti Coordinatore Naz. forum immigrazione PD Marco Wong Presidente  Onorario Associna Alessandro Lisci Fotografo Modera Rachel Donadio, corrispondente New York Times sarà presente l’autrice Silvia Pieraccini Zara e H&M sono ormai fenomeni di successo, studiati e imitati.  Ma c’è un altro gigante dell’abbigliamento low cost che ha conquistato i mercati europei (e non solo) con un modello che sorprende ancora di più, perché non ha brand, non hanegozi, non investe in marketing né in comunicazione, ma fa leva soltanto sul passaparola e sull’etichetta made in Italy.  Quel “gigante” produttivo-distributivo è il distretto cinese degli abiti di Prato, l’unico in Italia che nei due anni più terribili per l’economia mondiale ha continuato a galoppare incurante della crisi. Anche se nessuna statistica l’ha rilevato, perché si nutre di illegalità e manodopera clandestina. Una fabbrica strabiliante per produttività e addetti, tale da meritarsi un articolo a tutta pagina persino sul Financial Times.  Ora si corre il rischio che il distretto cinese, che finora ha viaggiato su binari paralleli al tradizionale distretto tessile di Prato, si infiltri nell’economia locale e ne soffochi lo sviluppo.  L’ombra delle organizzazioni criminali si è già allungata. E se Prato fosse solo la prima tappa dell’assalto al manifatturiero italiano?  Un reportage giornalistico su un tema sempre più di attualità e sempre più nevralgico per l’economia italiana. La prima edizione è diventata il libro di riferimento sulla questione dei distretti manifatturieri cinesi.
Silvia Pieraccini, giornalista, scrive sul Sole 24 Ore dal 1996. Vive a Prato, dove ha visto nascere e crescere il primo distretto cinese d’Italia. (L’Assedio Cinese di Silvia Pieraccini Edizioni Gruppo 24 ORE Pag. 120 – Euro 14,00 In libreria da giugno 2010)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

l’Irap non è una priorità, ma modificarla si

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

E farlo non significa fare un favore alle imprese ma, semplicemente, cancellare un’ingiustizia e in tal modo tutelare l’intero mondo del lavoro.Così come è strutturata oggi, l’Irap contiene elementi di grave iniquità, che rappresentano un vero e proprio danno, oltre che per le imprese, anche – seppure indirettamente –  per il lavoro e per i lavoratori. L’imposta, infatti, viene calcolata in base al lordo del costo del personale, penalizzando le imprese ad alta intensità di manodopera, prime di tutte quelle del settore manifatturiero (che occupano la gran parte dei lavoratori nel settore industriale), e viene pagata anche quando l’esercizio si chiude in perdita, aggravando il conto economico di piccole e medie imprese già sofferenti per la crisi e la globalizzazione.Sono proprio questi i due aspetti perversi che andrebbero modificati, perché trasformano l’Irap in una sorta di tassa sul lavoro che danneggia l’intero mondo produttivo. E’ paradossale, ma un’azienda in perdita che licenzia o mette in cassa integrazione un gran numero di dipendenti, paga meno tasse di un’azienda virtuosa che, pur essendo in perdita stringe i denti e difende i posti di lavoro.Eliminare queste iniquità dell’Irap dovrebbe costare, secondo alcune valutazioni apparse in questi giorni, circa 5/6 miliardi di euro.Se poi il Governo ha davvero a disposizione tutti i 38 miliardi di euro necessari a coprire l’eliminazione l’eliminazione totale dell’IRAP, ben venga, ma allora, per quanto riguarda IDV, tutta la differenza, pari a 32/33 miliardi di euro deve andare a soddisfare l’altra grande priorità nazionale che è l’incremento dei salari. Per questo chiediamo al governo che, se i  soldi ci sono (ma ne dubitiamo fortemente) siano interamente destinati, per i residui 32/33 miliardi, a ridurre il carico fiscale sul lavoro, producendo così un sensibile incremento del netto in busta paga per i lavoratori dipendenti.Non vi nascondo la nostra disponibilità al confronto  è anche un modo per smascherare le bugie di Berlusconi che, compresa questa, ha abolito “televisivamente” l’IRAP già 5 o 6 volte negli ultimi 10 anni. Il problema è che per Berlusconi la politica è una sorta di partita a poker, fatta solo di rilanci, senza avere in mano nemmeno una misera coppia. Peccato che sia una partita che gioca con sprezzante cinismo sulla pelle degli italiani. (Massimo Donadi deputato Idv)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »