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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Super multa per la JPMorgan per manipolazione dei mercati

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. La JP Morgan Chase, la più grande banca americana, dovrà pagare una multa di 920,2 milioni di dollari, la più salata della storia, per protratte operazioni di manipolazione del mercato. La decisione è stata presa dalla Commodity Futures Trading Commission (Cftc), l’agenzia del governo statunitense che si occupa della regolamentazione dei future e di altri derivati finanziari contrattati sui mercati delle commodity, quelli delle materie prime e dei prodotti alimentari. Il suo scopo è quello di garantire l’integrità del settore finanziario. Secondo l’ordinanza della citata Cftc, dal 2008 al 2016 la JP Morgan ha tenuto “una condotta manipolatrice e ingannevole” in particolare nei mercati dei metalli preziosi e dei contratti future legati alle obbligazioni del Tesoro. Di fatto, gli operatori, i trader, della JP Morgan hanno emesso centinaia di migliaia di ordini di acquisto che venivano poi ritirati, cancellati, prima della loro esecuzione. In questo modo hanno stravolto il normale andamento della domanda e dell’offerta, inducendo gli altri investitori a intraprendere azioni finanziarie basate su valutazioni e attese falsate. In pratica il sistema JP Morgan funzionava in questo modo: gli operatori emettevano ordini farlocchi di acquisto, per esempio, di contratti future sull’oro, i cosiddetti spoof order. Creavano così un “effetto onda”, imitato da altri operatori, per far salire il prezzo dei derivati. Poi, un momento prima di ritirare gli ordini fatti, essi emettevano un ordine vero, il cosiddetto genuine order, con il quale, invece, vendevano il future, il cui valore a quel punto era salito. Solo per un dato segmento di operazioni analizzate, è stato appurato che la JP Morgan avrebbe fatto profitti per oltre 172 milioni di dollari mentre gli altri operatori avrebbero avuto perdite per circa 312 milioni. Nell’ordinanza della Cftc si legge anche che per anni la banca ha disinformato e manipolato la stessa agenzia di controllo, rallentando così ogni possibile intervento di correzione e di sanzione. La JP Morgan non ha potuto nemmeno giustificarsi e scaricare le responsabilità su qualche singolo dipendente “avventuriero”, in quanto i vari dirigenti dei dipartimenti preposti ai mercati erano direttamente coinvolti. Soltanto nel 2016 la JP Morgan avrebbe iniziato a collaborare con l’agenzia di controllo. Per questa ragione, e ciò è alquanto sorprendente, l’ammontare della multa è stato proposto dalla banca e accettato dalla Cftc. Inoltre, sempre per tale tardiva e discutibile dimostrazione di buona volontà e di cooperazione, l’agenzia non ha chiesto che la banca fosse squalificata e dichiarata bad actor e, quindi, esclusa dai mercati perché “cattivo operatore”. Il che, e non solo secondo noi, sarebbe stata una vera rivoluzione nella finanza. Ancora una volta per le banche too big to fail si applica un conveniente accordo di favore. Le multe, anche se apparentemente salate, sono spesso solo una misera percentuale dei profitti fatti illegalmente e fraudolentemente. Il loro patteggiamento, di conseguenza, comporta sempre la fine delle indagini e dei procedimenti legali intrapresi. In merito, comunque, il Dipartimento di Giustizia e il Procuratore dello Stato del Connecticut stanno istruendo dei procedimenti penali per frode. Anche la Security Exchange Commission (Sec), la Consob americana, l’agenzia federale preposta alla sorveglianza delle attività delle borse valori e alla protezione degli investitori, sta iniziando un caso legale in sede civile. Vedremo se andranno oltre l’imposizione di semplici ammende. C’è poco da sperarci. Indubbiamente è in corso un profondo dibattito negli Stati Uniti circa l’efficacia delle azioni di controllo e di repressione da parte delle agenzie preposte al funzionamento dei mercati. Infatti, due consiglieri della succitata Cftc, si sono dichiarati non completamente soddisfatti per la mancata applicazione dello status di bad actor per la JP Morgan. Hanno richiesto una maggiore e fattiva collaborazione tra la Cftc e la Sec, che avrebbe l’autorità di escludere dai mercati le banche e gli operatori considerati inaffidabili. “Essenzialmente, hanno detto i due consiglieri, oggi la Sec consiglia alla Cftc quello che la Cftc deve consigliare alla Sec, il cui regolamento, poi, le vieta di fare”, Un “procedimento circolare” che oscura la trasparenza e le responsabilità con uno spreco di risorse. E’ qualcosa che anche in Europa e in Italia dovremmo imparare, circa le nostre varie agenzie di controllo. La gravità dell’affaire della JP Morgan va ben oltre il caso in sé. La manipolazione dei mercati delle commodity non ha soltanto una valenza finanziaria. In questi mercati vengono contrattate le derrate e le risorse più importanti per l’economia e per la vita dei popoli e dei singoli cittadini: il cibo, l’energia, e tutte le materi prime che entrano nei settori produttivi dell’economia reale. Non ci si può dimenticare dei picchi d’inflazione relativi ai prezzi del grano, del riso o del petrolio che, più volte in questi primi venti anni del ventunesimo secolo, hanno stravolto intere nazioni e impoverito, spesso fino alla fame, centinaia di milioni di persone. Su problemi di tale portata non si dovrebbe né mettere la testa sotto la sabbia per non vedere né usare la mano leggera quando si scoprono comportamenti illegali. Essi, di solito, sono alla base di scandalosi arricchimenti. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista.

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Manipolare farmaci orali, da Ministero raccomandazioni per dividere compresse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

L’azione delle forme farmaceutiche orali solide “per la corretta gestione della terapia farmacologica orale, nei casi in cui non sia possibile somministrarle integre e quando le attività di allestimento non siano effettuate dalla farmacia”.Nelle premesse della Raccomandazione n. 19, il Ministero segnala che “recenti studi condotti nel nostro Paese hanno evidenziato come nelle Residenze Sanitarie Assistenziali sia prassi consueta, non scevra da errori, manipolare compresse, spesso in aggiunta di cibo caldo o freddo, senza provvedere, tra l’altro, alla pulizia dei trita-pastiglie o dei mortai utilizzati”. Per manipolazione, nello specifico, si intende, la divisione di compresse, la triturazione, frantumazione, polverizzazione di compresse l’apertura. E può risultare necessaria con pazienti disfagici, pediatrici, anziani, politrattati, in nutrizione enterale o che abbiano la necessità di avere un dosaggio non disponibile in commercio. I rischi che si corrono, se non correttamente gestita sono l’instabilità del medicinale, effetti irritanti locali, errori in terapia.La Raccomandazione considera alcuni aspetti tecnici della gestione delle preparazioni magistrali pediatriche e della manipolazione dei farmaci a domicilio del paziente, specificando che sono esclusi dal campo di applicazione di questo documento i farmaci antineoplastici, ed è rivolta a istituzioni e operatori sanitari, farmacisti di comunità inclusi. Secondo il Ministero, una volta verificato (con procedura formale) che non ci sono alternative farmacologiche, si procede alla manipolazione del farmaco, “accertandosi, nel contempo, che non ne venga modificata la composizione e che siano garantite efficacia e sicurezza della terapia. Pertanto, l’Azienda Sanitaria, qualora si debba ricorrere alla manipolazione al di fuori della Farmacia (ospedaliera o territoriale), provvede a elaborare, sotto la supervisione di un Farmacista di riferimento (il cui ruolo è indispensabile in tutte le fasi di gestione dei farmaci compreso l’eventuale sconfezionamento primario per realizzare dosi unitarie) una procedura basandosi sui contenuti della presente Raccomandazione e in accordo con le indicazioni fornite dalla Regione/Provincia Autonoma”.Si procede alla manipolazione “subito prima della somministrazione di ogni singola dose”; si spezzano le compresse divisibili “lungo la linea di divisione (dove presente) e prestare attenzione nei casi di compresse senza linea di divisione in quanto il taglio può determinare angoli vivi o facce ruvide”; non si dividono le compresse “in meno di un quarto, se non specificato dal produttore”. Non si deve procedere alla manipolazione di capsule molli, compresse/capsule con rivestimento gastroresistente (il principio attivo acido labile viene inattivato dall’acidità gastrica e non è più efficace); compresse e capsule a rilascio prolungato/modificato (il principio attivo non viene rilasciato gradualmente, per assicurare un effetto terapeutico costante nel tempo, ma viene rilasciato tutto immediatamente con potenziale comparsa di effetti tossici per sovradosaggio); in ogni altro caso in cui sia specificatamente vietato nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp). (fonte: farmacista33)

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L’unità d’Italia “senza veli”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Scrive da Parigi Stefano Surace citando Antonio Gramsci: “Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, fucilando, contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infangare col marchio di briganti”. E’ il prologo di una critica “severa”, quasi “feroce” a commento della “celebrazione del 150° anniversario della cosiddetta “unità d’Italia”. Per Surace: “Si vuol celebrare ufficialmente in pompa magna, come una fulgida gloria, il 150° anniversario di quello che in realtà  è stato un evento drammatico.  Si sta tuttavia verificando che vari ambienti, personaggi, studiosi e politici di ogni orientamento, ognuno per proprio conto, indipendentemente l’uno dall’altro, stanno tentando di demistificare questa manipolazione sistematica, che è  ancor oggi di grande, drammatica attualità poiché grazie ad essa si “giustificano” con sfrontatezza provvedimenti pesantemente contrari agli interessi materiali e morali del Sud.  La realtà in effetti è che nel 1860, alla vigilia della cosiddetta “unità d’Italia”  il Regno delle due Sicilie, con capitale Napoli, contrariamente a quel che si vuol far credere, era in ben floride condizioni economiche e culturali. Mentre l’Italia del Nord era in condizioni particolarmente penose. Napoli, infatti, era di gran lunga la  più ricca città d’Italia, ed una delle più ricche e prestigiose d’Europa mentre Torino e il Piemonte ne erano una zona fra le più sottosviluppate.  Il Regno delle due Sicilie aveva due volte più monete di tutti gli altri Stati della Penisola messi insieme.  La riserva aurea a garanzia della moneta circolante, nel Regno delle due Sicilie, (9 milioni di abitanti) era due terzi di quella esistente nell’intera Italia (22 milioni di abitanti) ed era invidiata da tutte le nazioni.  Ammontava precisamente a 443,2 milioni di lire dell’epoca, contro 227,2 milioni del resto dell’Italia.  Mentre la riserva del Piemonte era di soli… 27 milioni, e quella della Lombardia di 8 milioni. La Borsa di Parigi, allora la più grande del mondo, quotava la rendita del Regno delle due Sicilie al 120 per cento, ossia la più alta di tutti.  Il Piemonte aveva un debito pubblico triplo di quello del Regno delle due Sicilie, con circa la metà degli abitanti.  In effetti con 5 milioni di abitanti il Piemonte aveva oltre un miliardo di debiti (precisamente un miliardo e 271 milioni) mentre il Regno delle due Sicilie, con 9 milioni di abitanti, ne aveva per appena 441 milioni”.  E ancora precisa Surace: “La conferenza internazionale di Parigi del 1856 aveva assegnato al Regno delle Due Sicilie il premio di terzo paese del mondo per sviluppo industriale, dopo l’Inghilterra e la Francia. Oltre al milione e seicentomila addetti nell’industria c’erano duecentomila commercianti e tre milioni e mezzo di contadini. Gli sportelli bancari erano diffusi capillarmente in ogni paese e villaggio. Perfino dal censimento ufficiale effettuato dopo l’ ”unità”, nel 1861, dal nuovo “regno d’Italia” risulta che il Sud (fino a quel momento appunto Regno delle due Sicilie) pur con solo un terzo circa della popolazione di questo nuovo regno (il 36.7%) aveva una forza-lavoro nell’industria pari a più della metà (51%). Disponeva infatti di quasi 5000 fabbriche : cantieri navali (che avevano dato al Regno delle due Sicilie la prima flotta mercantile e militare del Mediterraneo, e la quarta flotta mercantile  nel mondo) industrie siderurgiche, tessili, cartiere, estrattive, chimiche, conciarie, del corallo, vetrarie, alimentari. Il Sud aveva la più grande industria metalmeccanica d’Italia, la più grande industria siderurgica per materie prime e semilavorati, il più grande cantiere navale che fra l’altro aveva prodotto il primo vascello a vapore del Mediterraneo.  Le navi mercantili del Regno delle Due Sicilie solcavano i mari  di tutto il mondo e la sua flotta mercantile era seconda solo a quella inglese e così pure la flotta da guerra terza in Europa dietro quella inglese.  L’industria tessile della zona di Salerno era al primo posto in Italia.  Il Sud aveva la più importante industria estrattiva di zolfo del mondo, la più grande cartiera d’Italia, il primo posto in Italia per la produzione di vetri, cristalli, corallo, un’industria conciaria tra le prime d’Europa (secondo posto per i guanti)”. Fra i risultati di queste industrie c’erano, fra l’altro, la costruzione della prima linea ferroviaria e della prima locomotiva in Italia, il primo telegrafo elettrico della penisola, il primo ponte in ferro ad impalcato sospeso in Italia e tra i primi nel mondo, la prima illuminazione a gas in Italia e appunto la prima rete di fari lenticolari in Europa.  Gli operai  lavoravano otto ore al giorno e guadagnavano abbastanza per sostentare le loro famiglie ed erano i primi in Italia ad usufruire di una  pensione statale, in quanto fu istituito un sistema pensionistico (con una ritenuta del 2% sugli stipendi). Quanto all’agricoltura, il Sud aveva il primo posto per produzione di olio, agrumi, pasta, pomodoro, pesce, vino, formaggi e nell’allevamento di ovini, equini e suini, con il 55,8% di operai agricoli specializzati e il 56,3% dei braccianti.  Nelle Due Sicilie vi era la più alta percentuale di medici per abitanti in Italia : 9390 medici su circa 9 milioni di abitanti, mentre Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana e Romagna messe insieme ne avevano 7087, su 13 milioni di abitanti.  Nel Sud vi era il minor tasso di mortalità infantile d’Italia, mentre i più elevati si riscontravano, fino alla fine del 1800, in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.  La prima clinica ortopedica d’Italia fu creata a Napoli”. Abbiamo solo in parte riportato quanto ha scritto Surace e la sua documentazione si rifà a molte dichiarazioni pubbliche e note private dell’epoca sull’avventura garibaldina che diede il via all’Unità d’Italia così fortemente criticata da Surace. Qui parliamo di Napoleone III, Lord Lennox, Benjain Disraeli, Giorgio Bowyer Deputato inglese (Lettera a Lord Palmestron – 1861), Alessandro Bianco conte di Saint Jorioz, Teodoro Salzillo, Hercule de Sauclières, Massimo D’Azeglio, Lord John Russel Ministro degli esteri inglese, Pietro Cala Ulloa, Carlo Margolfo (uno dei bersaglieri che entrò  a Pontelandolfo), Giacinto De Sivo, Francesco Crispi, Gemau, generale francese, Giuseppe Ferrari (Storico nato a Milano) Nocedal (deputato spagnolo – 1863), Pasquale Stanislao Mancini, Pio IX,  Antonio Gramsci, Francesco Proto, Carafa Pallavicino, Duca di Maddaloni, Luigi Einaudi, Indro Montanelli, Giustino Fortunato, Rocco Chinnici (Giudice antimafia),  Claude Duvovisin (Console svizzero, 2006)  Milan Kundera George Orwel e altri.
Stefano Surace, è giornalista, scrittore, maestro dell’arte marziale di origine giapponese Ju-Jitsu. E’ residente a Parigi da oltre 30 anni.In precedenza in Italia aveva assunto  la carica di direttore responsabile del settimanale Le Ore e di altre pubblicazioni. Da queste tribune condusse inchieste nelle quali svelava fra l’altro gli abusi di vari personaggi e oligarchie ai danni dei cittadini, e diversi retroscena come quelli relativi al caso Andreotti. Questa sua attività suscitò nella magistratura una specie di dicotomia, nei suoi riguardi tanto che credettero bene di lanciargli, in sua assenza, una serie di condanne per presunti reati a mezzo stampa per un totale di oltre… 18 anni di galera, definitive ed esecutive, facendogli conseguire il record mondiale (almeno del mondo occidentale) per condanne ricevute per quel tipo di reati. Quando, nel 2001, si recò in Italia poiché la madre 92enne, che abitava a Napoli, gli chiedeva di occuparsi di alcune pratiche che ella, data l’età, non era più in grado di seguire. Ma a Napoli venne arrestato in esecuzione di una condanna per traffico di droga che tuttavia, in realtà, non era mai stata emessa. Venuto fuori l’ “errore”, si cercò di trattenerlo comunque in carcere adducendo condanne per suoi articoli pubblicati circa 40 anni prima. Ma tutto ciò suscitò la reazione massiccia della stampa italiana e internazionale, fra cui i quotidiani francesi “Le Monde” (in prima pagina) e “Le Figaro”, il britannico “Guardian” (che definì “kafkiano” il suo caso, nonché come un “affare Dreyfus all’italiana”) dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, della Federazione della stampa, del movimento per i diritti civili di Corbelli, di deputati e senatori dei più diversi partiti – dall’estrema destra all’estrema sinistra – di intellettuali di ogni orientamento politico. E così, sull’onda di questa mobilitazione a suo favore si dovette farlo uscire dal carcere. Attualmente Surace, anche come presidente dell’”Observatoire Européen pour la Justice et la liberté de presse”, segue con interesse l’evoluzione di certe situazioni in Italia. (altri dati qui)

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I bambini e l’argilla

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

fotolab.Pescara Museo Villa Urania  Sono ancora aperte le iscrizioni per i “Laboratori Creativi” organizzati dal Museo Villa Urania con lo scopo di sensibilizzare i bambini e i ragazzi all’arte attraverso il gioco, la manipolazione e la decorazione artistica dell’argilla. Il progetto è rivolto ai bambini di età compresa fra i 5 e i 13 anni e comprende tre tipologie di laboratori: “Primi passi”, “Ma chi è”, “Le case del mondo”. I laboratori si tengono nel mese di luglio e si svolgono dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Ogni domenica alle 21.00 ci sarà la festa di fine corso con l’esposizione dei lavori e il rilascio degli attestati.   «I laboratori rappresentano un modo alternativo e ludico per avvicinare i bambini al Museo attraverso l’ascoltare, il vedere e il fare in uno spazio appositamente ideato per loro, dove possano sperimentare la loro creatività» spiegano le responsabili dei corsi Angela Buglione e Virna Caranci, che si avvalgono della collaborazione di Maria Cinciripini.  “Primi passi” si occupa di far conoscere ai più piccoli la manipolazione dell’argilla scoprendo l’importanza della manualità e della decorazione; in “Ma chi è” ai bambini viene proposto di creare con l’argilla un personaggio immaginario e successivamente vengono invitati i bambini a scrivere una storia in cui farlo diventare il protagonista di avventure fantastiche; in “Case del mondo” viene affrontata il tema della multiculturalità, a cominciare dalle diverse abitazioni dei Popoli del mondo che verranno realizzate dai bambini. Lezioni sulla decorazione artistica dell’argilla attraverso la tecnica dello spolvero – in uso nelle antiche botteghe artigiane fin dal 1500 – sono parte integrante dei corsi. (fotolab)

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In Gran Bretagna crescono le frodi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2009

Sembra non conoscere sosta l’ascesa delle frodi creditizie in Gran Bretagna. Secondo una rilevazione Experian effettuata in aprile presso le maggiori banche, finanziarie e compagnie di carte di credito britanniche, nel 2008 sono state inoltrate richieste di credito fraudolente per oltre 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro), in crescita del 6,6% rispetto al valore fatto registrare nel 2007. Il settore più colpito dalle frodi si conferma essere quello dei mutui (+7% dei casi, per un valore di 1,2 miliardi di sterline), anche a causa della stretta creditizia che ha portato soggetti ad alto rischio alla manipolazione dei propri dati per ottenere credito, e a condizioni più convenienti. In generale, si riscontra un aumento del numero di tentativi di frode anche per le altre forme di credito (finanziamenti auto, carte di credito e assicurazioni). Fanno però eccezione i prestiti personali (-20%), sintomo che, nelle erogazioni non legate a immobili, ci si trova a contrastare un volume crescente di tentativi di frode di valore unitario sempre più basso. Più in particolare, dall’indagine Experian emerge che: •il settore dei finanziamenti auto è stato quello che ha fatto registrare il più vistoso incremento di richieste di credito fraudolente (+30%), nonostante la crisi che ha colpito il comparto nel 2008. Sempre più nel mirino dei truffatori anche il settore assicurativo (+23%) e quello delle carte di credito (+5%); • la netta diminuzione dei tentativi di frode relativi ai prestiti personali (-20%) è dovuta sia all’adozione di soluzioni di prevenzione più sofisticate da parte di banche e finanziarie, sia alla minore offerta di credito; • la categoria più vulnerabile ai furti di identità a fini di frode creditizia rimane, oltre a quella dei più ricchi, quella dei giovani professionisti che vivono in affitto condividendo l’abitazione con altri inquilini.

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